Relazione sulla gita a Londra Quest'anno, grazie al concorso di lettura braille indetto dalla Biblioteca italiana per i ciechi Regina Margherita di Monza, ho avuto modo di vivere un'esperienza molto particolare. Infatti, dopo aver vinto (come al solito immeritatamente) la gara regionale, ho partecipato a quella nazionale, che si è tenuta sabato 19 aprile a Tirrenia, e, insieme a moltissimi altri ragazzi, ho letto alcune pagine in Braille davanti a una giuria. E, quel che è più strano, ho anche vinto nella mia fascia d'età! Sarò forse stato l'unico in gara? Comunque, mentre ai bambini più piccoli, che ancora frequentano le elementari, è stato dato del materiale scolastico, i ragazzi dalle medie in su hanno vinto invece un viaggio a Londra completamente organizzato e con tanto di guida italiana del luogo!!! E così, il 10 luglio, io e la mia famiglia abbiamo incontrato all'aeroporto di Fiumicino una parte della comitiva formata dai vincitori (rigorosamente rimasti segreti) con accompagnatori e, ovviamente, da Pietro Piscitelli, presidente della Biblioteca italiana per i ciechi di Monza e dal vicepresidente Giampiero Notari, con relative mogli al seguito. Fra i vincitori, oltre naturalmente al sottoscritto per le scuole superiori, c'erano Vincenzo per le medie con il padre e Kedrit accompagnata da un ragazzo, questa volta ipovedente, per l'università. Arrivati all'aeroporto di Londra dopo due ore circa di volo, ci siamo uniti al resto dei partecipanti che era partito da Milano, cioè Oscar, il rappresentante dell'agenzia che ha organizzato il viaggio, e Palmiro, un altro vincitore non vedente accompagnato da Nino. Ad accoglierci c'erano Roberto, la guida, che ci ha salutato gentilmente uno per uno, e una brutta sorpresa: le nostre valigie e quelle di Kedrit e Luca erano misteriosamente scomparse nei meandri dei caricabagagli dell'Alitalia. In seguito, con il prezioso aiuto di Oscar e di tutte le sue conoscenze, i bagagli sono stati portati intatti all'albergo la sera stessa del nostro arrivo. Abbiamo trascorso sei giorni visitando musei, strade, piazze, monumenti e persino un college, mangiando il giorno in un pub sempre diverso e la sera nel nostro albergo e attraversando la città in lungo e in largo con il bus che avevamo a disposizione per quasi tutto il giorno e con Roberto che ci spiegava tutto quello che poteva riguardare ciò che ci circondava, dalla storia generale di Londra ai suoi abitanti, dalle tradizioni inglesi più tipiche a quelle meno conosciute, dalle condizioni economico-sociali della Gran Bretagna ai vari stili d'architettura della città, dalle strutture in mattoni a quelle in cemento armato, fino ad arrivare a quelle high-tech in vetro e acciaio... La sera, poi, eravamo lasciati liberi di andare in giro per le strade vicino all'albergo, situato abbastanza in centro, e di entrare ed uscire per i negozi a nostro piacimento. Uno dei primi musei che abbiamo esplorato è stato il British Museum, dove abbiamo potuto toccare una copia in gesso della Stele di Rosetta, alcuni enormi sarcofagi, varie statue di faraoni, sacerdoti e divinità, una sfinge, uno scarabeo e un enorme frammento di una statua gigantesca, un braccio di circa 5/6 metri di lunghezza e 1 metro abbondante di altezza. Siamo anche stati nella sala dov'erano custoditi i frontoni del Partenone e di altri templi greci, ma non è stato possibile toccarli a causa dell'altezza a cui erano posti. Ottime comunque le riproduzioni in rilievo su tavola delle piantine degli edifici e di sezioni delle raffigurazioni con tanto di didascalie e riferimenti, nonché le etichette braille (rigorosamente in inglese e per di più in grado due) poste accanto a molti monumenti. In una delle nostre uscite fuori città abbiamo visitato anche l'antico centro astronomico di Greenwich, dove sono custoditi enormi telescopi e altri strumenti per l'astrologia. Siamo poi andati al Museo Marittimo di Greenwich, dove abbiamo avuto modo di ammirare un'antica polena a forma di semibusto femminile, i vecchi sistemi di comunicazione e il funzionamento di vari altri strumenti per la navigazione, mentre non è stato possibile toccare gli interni di intere navi qui conservati sotto teca di vetro. Sempre parlando di musei, l'ultimo giorno abbiamo visitato quello delle cere di Madame Tousseau. Qui sono fabbricate ed esposte statue a grandezza naturale di tantissimi personaggi, soprattutto del cinema, ma anche dei cartoni animati, della politica, della letteratura e della scienza. E così, con gran gioia dei genitori e accompagnatori (che potevano farsi ritrarre o fotografare i loro pupilli accanto a star del cinema a costo zero) e dei ragazzi (che invece potevano sbizzarrirsi a toccare i personaggi, cosa ben difficile se non ne fossero state copie), abbiamo visto Brad Pit, George Clooney, Julia Roberts, Penelope Cruz... l'Uomo Ragno (perdonatemi i salti), Ulk, Shrek... la Regina Elisabetta, George W. Bush, Giovanni Paolo II... William Shakespeare, Charles Dickens... Newton e Einstein... e tantissimi altri, che adesso non ricordo, per un totale di almeno tre ore, compreso un veloce giro nella sezione horror. Particolare è stata anche la visita al college, che si trova fuori Londra e ospita ragazzi non vedenti e ipovedenti dagli undici ai diciotto anni. Qui, oltre a seguire tutte le materie previste a scuola, seguono corsi di autonomia personale, imparando a cucinare, lavare i vestiti e autogestirsi in genere. Noi abbiamo visitato il parco, molto bello e curato, e l'interno dell'edificio, perfettamente organizzato con tutti i punti di riferimento per i non vedenti, visionando una cucina e un laboratorio di chimica, con numerosi strumenti da usare a seconda delle necessità (barattoli provvisti di memoria audio per registrarvi cosa contenevano, rivelatori di differenze della luce per capire quanto era piena una provetta, siringhe e fiale con indicatori in rilievo per essere più precisi, e naturalmente molte etichette braille). Abbiamo poi visitato di sfuggita la sala computer, quella di lettura e quella di esercitazione musicale, scambiando qualche parola (con la provvidenziale intermediazione di Roberto) con i ragazzi che trovavamo nelle varie stanze. Ottimo anche il pranzo a base di fish & cips, molto popolare da quelle parti, forse l'unica cosa, in mancanza di vera pizza italiana, che ho apprezzato a livello culinario (tre volte in pochi giorni). Che dire ancora? Siamo passati davanti all'abbazia di Westminster, al palazzo del Parlamento, all'orologio del Big Ben, a Buckingam Palace, dove vigilavano le guardie nella loro tipica uniforme (ne abbiamo potuta ammirare una a cavallo), abbiamo fatto una gita panoramica serale su un battello sul Tamigi, abbiamo camminato attraverso il ponte di Londra, Portobello Road, Piccadilly Circus e St James Park, dando quasi la scalata alla famosa statua di Peter Pan, siamo saliti fino ai leoni sul monumento di Nelson in Trafalgar Square, siamo passati vicino alla famosa Baker's Street con la statua del famigerato Sherlock Holmes, abbiamo esplorato la cattedrale di St. Paul dalle navate alle tombe o monumenti dei grandi personaggi (come Winston Churchill) o di intere famiglie (come, l'unica che rammento, quella della Rowling)... e ce ne sarebbero ancora per un bel po', se si dovesse raccontare tutto! Ma l'esperienza più interessante, a mio parere, è stata quella del monumento che racchiude forse più storia e più tradizioni: la Torre di Londra. Dopo aver letteralmente assediato una guardia per toccare la particolarissima uniforme che indossava, siamo entrati nella cittadella fortificata attraverso un ponte sovrastante i fossati, passando anche davanti a una misteriosa pietra che Roberto ci ha poi rivelato essere la tomba, diciamo pure di famiglia, dei corvi della torre. Una vecchia tradizione vuole infatti che, se i corvi fossero uccisi o scacciati, la torre crollerebbe e con lei anche il regno del re. Gli uccelli hanno quindi le ali tarpate in modo che non possano volare via e vengono accuditi dalle guardie che danno loro carne fresca in abbondanza. La torre è stata usata per molto tempo come prigione e come luogo di decapitazione, e ha ospitato molti personaggi illustri, fra cui buona parte delle mogli di Enrico VIII. Oggi, al suo interno, sono custoditi i gioielli della corona, racchiusi in teche di vetro davanti alle quali si sfila per mezzo di un piano mobile. Vi sono poi i nomi di tutti i sovrani con relativi anni di regno incisi su dei sedili di legno uno accanto all'altro e proiezioni di vari filmati sulla cerimonia d'incoronazione della Regina. In altri edifici vi sono poi le segrete, che riportano sulle pareti le incisioni fatte dai prigionieri, e, naturalmente, le case delle guardie della torre, che vivono qui insieme alle famiglie. All'esterno della torre, ma sempre all'interno delle mura, vi è poi un monumento che ricorda il luogo di decapitazione e, sulla riva interna del fossato, una scala che conduceva alle segrete i traditori, portati fin lì con delle barche. E mentre Roberto ci raccontava in dettaglio la cerimonia delle chiavi, che avviene ogni sera alle nove precise davanti ai cancelli della Torre, e macabri particolari sulle sentenze qui eseguite, come ad esempio il numero di colpi di scure (fino a otto) necessari per giustiziare la vittima, tutti insieme siamo andati a saccheggiare i vari negozi di souvenir e ammennicoli vari, come d'altra parte abbiamo fatto un po' per tutta la città. A questo punto non so più davvero che dire, per quanto di cose da raccontare ce ne sarebbero davvero tante... voglio quindi ringraziare Pietro Piscitelli, Giampiero Notari, Oscar e tutti quelli che in qualche modo hanno preso parte all'organizzazione e allo svolgimento della gita e che ci hanno dato questa possibilità quasi unica di visitare e conoscere una delle città più particolari e multiformi del mondo. Ma soprattutto voglio ringraziare Roberto, senza il quale questo soggiorno a Londra non avrebbe avuto senso, che ci ha veramente fatto vivere un'esperienza indimenticabile (che non ho saputo descrivere che in minimissima parte), dandoci una visione così ricca e particolareggiata di Londra nello specifico e delle tradizioni inglesi in genere da compensare di gran lunga l'impossibilità di toccare alcune strutture o oggetti inaccessibili a noi non vedenti. Quindi, se voi che leggete questo piccolo delitto letterario rientrate ancora nella fascia d'età del concorso, affrettatevi! Il prossimo premio potrebbe essere ancora più eccezionale! Buona lettura! Alberto Buffolino