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Le "Guide" della Biblioteca

Immagine della copertina del volume

Tecnologia e integrazione dei disabili visivi e dei pluriminorati. Guida per l'approccio all'informatica

a cura di Antonio Quatraro
Monza, Biblioteca Italiana per i Ciechi, 2001, VIII, 125 p.

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CONCLUSIONI
Da ormai cento anni circa la civiltà occidentale è caratterizzata, tra l'altro, dalla velocità: agli inizi era la velocità negli spostamenti e nei trasporti, poi nella comunicazione, oggi sempre più è una velocità che pervade anche il ritmo con cui compaiono nuovi prodotti e, ciò che disorienta di più, il ritmo con cui cambiano i modelli sociali e quindi i rapporti tra le persone.
Il mondo dell'informatica è un esempio molto istruttivo in questo senso, proprio perché assistiamo ad un cambiamento continuo e a velocità sempre maggiore, come se avessimo imboccato una comoda strada in discesa per rilassarci dopo una camminata faticosa, e ben presto ci accorgessimo che la discesa è sempre più ripida e che per giunta molti altri hanno avuto la stessa idea nostra, per cui ci sentiamo inseguiti e ci torna il fiato grosso, lo stesso che credevamo di aver lasciato alle spalle, almeno per quella giornata.
L'uomo ha da sempre coltivato il sogno di affrancarsi dalla fatica fisica, e per questo ha inventato ogni genere di macchina e di accorgimento. Ha utilizzato le leggi della natura per potenziare le proprie abilità e per aumentare le prestazioni. Ha inventato macchine semplici come la ruota, la leva; ha utilizzato gli animali da tiro; poi ha inventato macchine sempre più veloci e più potenti, per coprire grandi distanze in poco tempo. Quindi ha capito come ci si può servire dell'etere per comunicare attraverso lo spazio. Ma negli ultimi decenni ha alzato il tiro, tentando di affrancarsi dalla fatica di ricordare e talvolta dalla fatica di ragionare.
E' proprio qui il punto centrale del discorso che abbiamo condotto per tutto il libro: è il paradosso dell'uomo che, per affrancarsi dalla fatica di ragionare deve riflettere, pensare su cosa è meglio procurarsi, quando è più opportuno, per fare cosa.
Siamo sempre più sollecitati da continui messaggi di seduzione, che ci informano della comparsa di questa o quella macchina, questo o quel programma che ci semplifica la vita, che ci lascia più tempo per noi. Come ci possiamo orientare in questa babilonia di informazioni?
Soltanto affinando le nostre capacità di osservazione, di riflessione e di giudizio.
Speriamo che la nostra piccola "Guida" vi abbia aiutato a rispondere ad alcune domande importanti: cosa permette di fare oggi un computer? Di cosa ho bisogno io insegnante, operatore, genitore, educatore? Di cosa ha bisogno il ragazzo di cui mi occupo?
Occorre una grande capacità di equilibrio, la capacità di evitare il fanatismo, la tifoseria, che spesso è la scorciatoia più comoda contro la fatica di pensare: siamo tentati di abbracciare una certa soluzione, affidando ad essa tutte le nostre speranze; mentre d'altro lato talvolta ci prende la pigrizia mentale dell'antico adagio "chi lascia la via vecchia per la nuova...".
Oggi più che mai il compito del genitore, dell'insegnante, di chi deve dare consigli e suggerimenti è difficile, è difficile perché cambiano continuamente i dati del problema e quindi la soluzione che andava bene ieri oggi può essere migliorata.
Quale deve essere allora la nostra guida? In primo luogo un atteggiamento equilibrato, che sappia rifuggire dai facili ottimismi come dallo scetticismo preconcetto.
Ma soprattutto ci deve guidare la consapevolezza dei bisogni fondamentali dell'uomo, e dei nostri ragazzi in particolare, che sono appunto il bisogno di accoglienza, il bisogno di comunicazione, il bisogno di partecipare attivamente alla vita sociale, il bisogno di una crescita armonica, non "dalla testa in su".
Accade troppo spesso, infatti, che non si riesce a distribuire le energie ed il tempo del bambino o del ragazzo in maniera equilibrata, conciliando l'esigenza di sviluppare le abilità richieste dall'uso del computer e in generale dalle discipline scolastiche con il tempo da dedicare alle attività concrete, al rapporto con la vita di tutti i giorni, al gioco di movimento. Queste due esigenze sembrano inconciliabili e contraddittorie, eppure si potrebbe scrivere un'altra guida su quanta informatica vi è nel gioco di movimento, nell'uso degli oggetti quotidiani, nella comunicazione con gli altri. E certo in questa nuova guida non dovremmo trascurare l'apporto che proviene dallo sviluppo delle autonomie e della manualità, ai fini di un buon successo nell'uso del computer.
Ciò che avremo in futuro, in termini di qualità dei prodotti, in termini di fruibilità per le persone con disabilità visiva, o con altre disabilità, dipende certamente dallo sviluppo tecnologico, ma dipende anche dal peso che la società saprà dare agli effetti di questo processo sulla qualità della vita di queste persone. Non sempre, infatti, le regole del mercato coincidono con le esigenze di una società solidale, una società che sappia valorizzare le potenzialità di ciascuno inteso come individuo e come membro di una collettività. Del resto è tutto da dimostrare che l'utile immediato per il singolo produttore coincida con il benessere della collettività nel lungo termine, ove per benessere si intenda la valorizzazione della sostanza umana che è in ciascuno di noi e che dovrebbe essere il fine ultimo del nostro progettare e del nostro agire.


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Ultimo aggiornamento: 27/08/2002