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Le "Guide" della Biblioteca |

a cura di Antonio Quatraro
Monza, Biblioteca Italiana per i Ciechi, 2001, VIII, 125 p.
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EDITORIA VISIVA - EDITORIA TATTILE
"E' una tristezza immensa, una solitudine nella solitudine essere escluso dai libri" dice lo scrittore francese Daniel Pennac e aggiunge "anche da quelli di cui si può fare a meno", considerando una ricchezza preziosa la possibilità di girellare tra i banchi di libri esposti in una libreria, poterli sfogliare, scorrere, anche solo guardare, riempirsi di immagini colorate, appropriarsi di frasi qua e là. Il libro scritto, di carta stampata, possiede tutta questa magia, oltre quella di parlare in modo diverso ad ognuno di noi.
E' importante che esista il libro anche in Braille, che possa trasmettere al lettore, oltre ai suoi contenuti, le sue pause, i suoi ritmi, la concretezza delle proprie parole di cui, poi, ognuno si appropria in un modo suo, con tempi assolutamente soggettivi e personali.
Nella narrativa il libro Braille non perde niente rispetto a quello "in nero": le parole scorrono nello stesso modo, si possono anzi veramente "toccare", prenderne possesso in modo completo.
Nei libri scolastici, invece, i percorsi sono completamente diversi. Il Braille deve essere soprattutto fedele, non si può cambiare né messaggio né intenzione a ciò che presenta il testo originale, ma deve soprattutto essere chiaro, parlare alla mano e non all'occhio. Mancherà qualcosa. Mancheranno i disegni, i colori, e mancheranno le forme dei caratteri di stampa: più grandi, più piccole, inclinate, disposte in modo bizzarro... l'occhio le può inseguire. Senza alcuna fatica, anzi, divertendosi a seguire percorsi, a romperli, a ricomporli, ad abbinarli.
La mano segue un percorso soltanto, non intuisce ciò che verrà dopo, non abbina, non scompone e ricompone in giochi sempre nuovi. La mano è semplice e severa nel suo modo di procedere: da sinistra a destra, una riga dopo l'altra.
Con la mano non ci si può permettere di "dare una scorsa veloce" e poi magari rileggere, tornare su certi concetti, su certi particolari che ci hanno colpito. Non si sceglie che cosa leggere prima, che cosa dopo: la mano segue una sola direzione e deve leggere tutto prima di poter decidere che cosa vuole rileggere.
Pochi vedenti sono consapevoli dei percorsi che i propri occhi sono in grado di fare in tempi velocissimi. Si organizza la pagina, si seleziona la priorità delle informazioni, si scartano le parti che non interessano, si privilegiano quelle che ci attirano di più...
Nel primo esempio i percorsi sono:
* il testo principale, con il suo titolo ("Ciack si gira");
* il testo accessorio con gli esercizi. Questi, a loro volta, sono di tre tipi: "Comprendi le parole", "Rifletti sulla lingua", "Comprendi il testo".
Questo viene posto a fianco del testo principale, mentre in Braille l'ordine segue l'ordine gerarchico: prima il testo base e, alla fine, il testo accessorio, separato da questo, magari, da una cornice di punti.
All'interno del testo accessorio ci sono poi dei collegamenti logici, che il lettore dovrà effettuare, presumibilmente, tracciando frecce tra una parola e quella ad essa collegata.
Mentre per chi vede è un piacevole diversivo, per chi non vede è improponibile la disposizione irregolare anche di una piccola parte del testo: non potrà cercare "qua e là" le parole date e neppure sarà adeguata la proposta di segnare collegamenti tra un concetto e l'altro con frecce che vadano da una all'altra. In questo caso, lasciando uguale la consegna dell'esercizio, si elencheranno le parole, una in successione all'altra, in due gruppi ben distinti. Così:
Collega le parole al proprio significato.
Parole:
* regista;
* operatore;
Significato:
* esegue le riprese cinematografiche;
* dirige le riprese;
L'esempio n. 2 è molto simile.

Il testo accessorio è posto a piè di pagina e la diversa disposizione non crea alcun problema per la vista. Ci sono gli elementi per distinguerlo dal resto anche se la scelta grafica è un po' diversa. Alcuni elementi distintivi sono sufficienti per la vista. Per il tatto la disposizione sarà invece sempre costante. Una volta segnalato il testo con gli esercizi a fine brano, staccato da una riga di punti, sarà sempre questo il carattere distintivo. La mano non ha la stessa capacità dell'occhio di interpretare, per cui i testi di questo tipo avranno sempre la stessa trasposizione in Braille.
Il terzo esempio è un poco più complesso.
Abbiamo:
* il testo base "La regione Britannica";
* la carta geografica;
* le informazioni riassuntive sulla superficie, popolazione, ordinamento...;
* i testi accessori "usa la carta", "per viaggiare";
* immagini e foto sull'argomento.
In questo caso il percorso visivo è ancora più dinamico. Si può decidere quali parti leggere prima e quali dopo. Oppure, più difficile, si può saltare, quasi contemporaneamente, da una colonna all'altra, dal testo alle informazioni schematiche. Mentre leggo mi domando qual è la moneta dell'Irlanda? Nessun problema: gli occhi possono saltare a leggersi "lira sterlina" e poi riprendere la lettura da dove si erano interrotti.
Con la vista si può decidere di dare la precedenza all'Irlanda e poi tornare sul Regno Unito, oppure ignorare del tutto una parte.
Con il tatto, invece, si deve prima leggere tutto, sapere dove le informazioni sono state disposte e poi tornare su quello che interessa di più. Certamente il tatto si appropria maggiormente dell'informazione scritta, sente la forma delle parole, memorizza meglio i concetti.
La lettura tattile è meno agile e veloce, ma anche meno superficiale e approssimativa.
Il quarto esempio è ancora più complesso.

Nella pagina di sinistra c'è una tabella da completare. Tabelle di questo tipo hanno una validità anche in Braille solo se sono contenute nelle dimensioni, cioè se l'informazione disposta su percorsi che si incrociano non occupano più di 32-34 caratteri per riga, altrimenti si dovrebbe spezzare su più di una riga Braille perdendo tutta l'efficacia della lettura incrociata.
Anche l'esercizio non potrà rimanere disposto come nell'originale, in quanto il libro Braille non può essere utilizzato anche come "quaderno per scrivere". In questo caso cambieremo la consegna che diventa:
Indica se, nelle frasi che seguono, gli aggettivi qualificativi sono:
* di maggioranza;
* di minoranza;
* di uguaglianza;
oppure:
* superlativi relativi;
* superlativi assoluti.
Nella pagina successiva ci troviamo di fronte a tre piani diversi di presentazione dell'informazione:
* testo base ("Un uccello curioso");
* riepilogo grammaticale evidenziato dal piccolo riquadro a destra;
* esercizi (contrassegnati da un pallino).
Quello che discrimina le tre parti è graficamente impercettibile eppure sufficiente perché l'occhio non abbia alcuna difficoltà. Evidentemente la mano non potrà leggere se la disposizione rimarrà uguale.
Dovremo procedere come già abbiamo visto e seguendo l'ordine logico:
1. "Un uccello curioso";
2. riquadro grammaticale (lasciamo il riquadro anche in Braille);
3. esercizi, magari preceduti dal titolo centrato "Esercizi", di cui in "nero" non c'è bisogno.
Il secondo esercizio, poi, presenta un'ulteriore difficoltà. Un disegno suggerisce gli elementi da utilizzare nella composizione delle frasi richieste. In questo caso dovremo sopperire con una descrizione. Consideriamo che, mentre per il vedente il disegno è un aiuto piacevole per il non vedente non lo è affatto e, anzi, spesso aggiunge un lavoro di elaborazione suppletivo.
A questo proposito può essere indicativo l'esempio 5 nel quale il disegno di una casa porta anche con sé il lessico delle varie parti: disegno abbinato alla parola corrispondente. Per l'occhio chiaro e ben memorizzabile, per il tatto inaccettabile.
Dunque nello scegliere un libro di testo sarebbe auspicabile considerare tutte le difficoltà possibili per chi non vede perché trascrivere in Braille significa comunque trasporre, riproporre un'informazione definita in qualcosa che sia comprensibile per i percorsi tipici del tatto. Dunque come educatori, insegnanti, genitori cerchiamo di diventare più consapevoli dei percorsi inconsci della nostra vista per esser più efficaci nel nostro lavoro e poter trovare le strategie migliori perché il libro raggiunga veramente tutti, anche chi non vede.
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Ultimo aggiornamento:
27/08/2002