La prima radice

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Anno di pubblicazione: 
1 996
Volumi Braille: 
4
Pagine Braille: 
512

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Presentazione: 
“Chi è sradicato sradica.” Con questo atroce sentimento della perdita dei vincoli comunitari e della coerenza di significato del mondo, Simone Weil interpreta la crisi della civiltà europea durante la seconda guerra mondiale. Nell'ultimo anno di vita si dedica a Londra a un progetto di ricostruzione civile e politica della Francia e dell'Europa, di cui il Preludio a una dichiarazione dei doveri verso l'essere umano (così avrebbe dovuto intitolarsi il libro che uscirà postumo come La prima radice) sarebbe stato il fondamento. Lo sradicamento è la grande metafora attraverso cui Simone Weil rappresenta la malattia politica e sociale che ha portato l'Europa alla catastrofe bellica: la distorsione idolatrica del senso della patria, la perdita della percezione della realtà come composizione multiforme di significati e relazioni, il venir meno del legame tra passato e futuro, con il territorio, la lingua e l'ambiente geografico. Obbligo, responsabilità sono le condizioni proposte da Simone Weil per garantire il destino eterno dell'essere umano, che corrisponde per lei all'inserimento di ogni uomo e donna (mai di un gruppo o di una collettività) nel regime di equilibri e di scambi, innanzitutto fisici e materiali, con l'ambiente circostante. Contro lo spirito rivendicativo della cultura dei diritti, preoccupata solo di non subire torti o limitazioni, Simone Weil propugna l'obbligo come rispetto per ciò che è giusto, timore di diventare insensibili verso la ferita patita dall'altro. Simone Weil si sporge così verso il problema più scottante dell'attuale convivenza: come fondare un'idea di vita civile che non sia un'entità astratta indifferente agli individui, ma rappresenti il contesto culturale e geografico, lo spazio, analogo alla terra che ci dà il nutrimento fisico e l'aria per respirare, in cui sia possibile garantire la trasmissione e la durata dei valori materiali e spirituali della nostra civiltà.