Ottobre-Dicembre 2006 n. 4 Anno XX Quaderni di Minimondo Rivista culturale Braille Periodico trimestrale Fascicolo III Direzione Redazione Amministrazione Biblioteca Italiana per i Ciechi 20052 Monza - Casella postale 285 c.c.p. 853200 - tel. 039/28.32.71 e-mail: bic@bibciechi.it Dir. Resp. Pietro Piscitelli Comitato di redazione: Massimiliano Cattani, Antonietta Fiore, Ilaria De Cristofaro Pietro Piscitelli (Responsabile) Copia in omaggio Stampato in Braille a cura della Biblioteca Italiana per i Ciechi via G. Ferrari, 5/a «c- 20052 Monza - Sommario Anna Oliverio Ferraris: Metamorfosi di un successo virtuale (®PrometeoŻ n. 95/06) Jos Versteegen: Rembrandt il ribelle (®SelezioneŻ n. 696/06) Lodovica Cima: Gianni Rodari, il ®grandeŻ che impar• la logica dei piccoli (®LettureŻ n. 611/04) Domenico Coduto: Panettoni, musica e scene di Natale (®Cucina & ViniŻ n. 72/05) Comunicati: Rinnovo abbonamento riviste Il Messaggero di Sant'Antonio Metamorfosi di un successo virtuale - Un tempo la fama di un personaggio era considerata il giusto riconoscimento di un valore acclarato, oggi la celebrit… Š creata dai media. - In un lontano passato, quando sulla scena pubblica appariva un grand'uomo o una grande donna, la gente guardava a quel personaggio come al risultato di un disegno superiore. Avvertiva la necessit… di collocarlo in un flusso strutturato di eventi. Gli attribuiva significati universali. Molti ci vedevano un segno divino. Altri il frutto di un impegno personale o il prodotto di qualit… eccezionali. Era anche convinzione comune che alla fama dovessero corrispondere meriti speciali, virt—, competenze elevate. Gli eroi erano famosi per il coraggio, l'eccezionalit… delle imprese e lasciavano tracce indelebili negli animi dei contemporanei e nella storia. I santi erano celebrati per la loro bont… e abnegazione e venivano ricordati a secoli di distanza. I sovrani erano generalmente (sebbene non da tutti...) rispettati e acclamati in quanto punti di riferimento, simboli dell'identit… nazionale, ma anche perch‚ insediati in quel ruolo per volere divino. Poeti, artisti, scienziati, grandi innovatori, scopritori di terre lontane, erano le pietre miliari della storia culturale del proprio paese e dell'umanit…, in cui ognuno fin dai banchi della scuola era abituato a riconoscersi, a individuare le proprie radici, a trarre ispirazione e stimolo per il proprio futuro e il proprio impegno nel mondo. In quest'ottica, la fama di cui un personaggio godeva era considerata il giusto riconoscimento di un valore acclarato. All'inizio dell'Ottocento, lo scrittore e saggista inglese William Hazlitt, uno dei primi studiosi a interessarsi al tema della fama e della celebrit…, spiegava (nel volume Lo spirito dei tempi) come la fama ottenuta compiendo imprese nobili o di valore potesse essere svilita dal desiderio di gloria personale. L'individuo doveva essere soltanto un veicolo, non l'obiettivo, in quanto era Dio a esprimersi attraverso gli eroi e i grandi personaggi della storia e della cultura. Ô indicativo, per•, come sin da allora si incominciasse ad avvertire il bisogno di distinguere la fama dalla celebrit… e di sottolineare come la celebrit…, nata dalla pura e semplice notoriet…, fosse ®un'ostentazione individualeŻ che troppo spesso dava luogo soltanto a gesti di pura ambizione. Si possono dunque intravedere, in questa riflessione di Hazlitt, i segni iniziali e premonitori della nascita di un pubblico che ama le ricadute della grandezza pi— che la grandezza in s‚, la notoriet… pi— del merito e in ultima analisi, la rappresentazione di s‚ pi— dell'autenticit…. Di pari passo con le trasformazioni sociali e culturali che hanno attraversato gli ultimi due secoli, gli osservatori pi— attenti incominciarono a notare il peso che aveva il pubblico (sempre pi— ampio, sempre pi— massa) nel definire la popolarit… di una persona. Chi riteneva che nello stabilire il merito bisognasse rifarsi ai grandi modelli del passato e a una scala di valori moralmente giustificata, guardava con preoccupazione ai nuovi e ambigui criteri su cui ora si costruiva la notoriet…. I concetti di virt—, impegno, merito, eroismo, genio, sacrificio, fama, indietreggiavano di fronte a quelli di celebrit…, divo, idolo, notoriet…, popolarit…, attrattiva. L'eroe si distingueva per le sue imprese. Il divo per la sua immagine. Il genio crea se stesso. Il divo Š creato dai media. L'uomo e la donna di valore si distinguono per le virt— del carattere e per le doti personali e interiori. I divi o celebrit… si caratterizzano e si differenziano per tratti banali come una smorfia, un tic, un accento, un capriccio, oppure un'acconciatura o un tatuaggio... Gli innovatori e i grandi leader sono riconosciuti tali in base a valutazioni e sedimentazioni che si verificano nel corso del tempo. La celebrit… Š creatura del pettegolezzo, dell'opinione pubblica, dei giornali, della televisione e la sua parabola temporale pu• essere brevissima. Ma come si Š potuta verificare una simile metamorfosi? I motivi sono vari e diversi: culturali, storici, politici, scientifici, tecnologici, economici. Secondo lo storico americano David Boorstin, autore del volume The Image, un fattore determinante fu la convinzione democratica di una uguaglianza universale che insinu• il sospetto nei confronti della superiorit… di alcuni su altri, nel fatto cioŠ che il talento dovesse essere premiato o godere di meriti e poteri speciali. A ben guardare, la persona eccezionale, nota Boorstin, Š sempre stata un personaggio antidemocratico, in quanto si fonda sulla convinzione che nel designato vi sia una scintilla divina, e se non si vuole parlare di scintilla divina bisogna comunque fare riferimento a una qualche forma di ®disturbanteŻ superiorit…. Se poi si considera che nel XX secolo personaggi carismatici e di grande impatto emotivo sulle folle come Hitler, Mussolini, Stalin, Franco e Mao hanno portato a forme di totalitarismo sanguinarie, non Š difficile comprendere perch‚ molti si siano convinti che la democrazia non abbia bisogno di grandi leader e alcuni arrivino anche a rifiutare la figura tradizionale dell'eroe. Le presenze carismatiche sono imbarazzanti per le democrazie. Negli Stati Uniti, per esempio, dove Hollywood, la Disney Corporation e altre industrie dello spettacolo diffondono i loro modelli, gli uomini politici che occupano posizioni di rilievo si affannano a mostrare gusti e preferenze ®comuniŻ, abitudini di vita quotidiana simili a quelle dei loro elettori-spettatori. C'Š tra il pubblico chi sa leggere tra le righe, al di l… delle narrazioni ufficiali, e comportarsi di conseguenza. Molti invece accettano questi uomini e li votano non perch‚ pensino che possiedano qualit… speciali, ma proprio perch‚ incarnano i vizi e le virt— della gente comune e perch‚ in essi possono specchiarsi e riconoscersi. Allo stesso modo, molti personaggi dello spettacolo sono ammirati, seguiti e celebrati non perch‚ in essi si possa intravedere la famosa ®scintilla divinaŻ, ma perch‚ assomigliano all'uomo e alla donna qualunque. Nel paragonarsi a loro, lo spettatore qualunque non corre il rischio di sentirsi inadeguato o inferiore; si sentir… bensŤ alla pari e qualche volta superiore. Ecco uno dei motivi alla base del successo dei personaggi qualunque che compaiono in reality show come il Grande Fratello o La fattoria. E tuttavia, in quella complessit… psicologica che contraddistingue gli esseri umani, l'esigenza di uguaglianza coesiste, spesso, con esigenze di segno opposto come il bisogno di modelli ideali, di miti, di rispecchiarsi in modelli che fanno sognare, in personaggi e imprese che incarnano desideri e aspirazioni, consapevoli o inconsce. Questa forma di scissione, che rivela una dissonanza tra opinioni e bisogni psicologici, tra razionalit… ed emozioni, tra pensiero e impulsi Š tutt'altro che infrequente. Essa ci aiuta a comprendere, per esempio, perch‚ nelle celebrit… contemporanee dello spettacolo, della politica, della musica popolare o dello sport possano coesistere sia tratti democratici sia aristocratici, sia una condivisione e una socialit… (di facciata) nei confronti della gente comune sia una rigorosa frequentazione di ambienti, spazi e abitudini esclusive. Una posizione analoga la si ritrova nelle attese del pubblico: ci pu• essere simbiosi in alcuni momenti e totale separazione in altri. Per i suoi fan, un idolo del calcio deve sŤ essere ®come tutti noiŻ e rappresentarci (posizione democratica), ma Š anche ammesso che abiti in un empireo e si sottragga a tutte quelle norme che regolano la vita quotidiana della gente comune (posizione aristocratica). Anche il pensiero scientifico e le analisi psicologiche hanno fatto la loro parte nel ridimensionare l'eroe e nell'insinuare il dubbio sulla grandezza di talune figure mitiche. La storiografia scientifica e le biografie critiche del Novecento hanno evidenziato come spesso nelle vite dei grandi del passato sia difficile separare la realt… dalla leggenda: i racconti su guerrieri, monarchi, santi, artisti ecc. tramandati da una generazione all'altra possono essere nati pi— dai desideri e dalle aspirazioni del narratore e del popolo che dalla obiettiva realt… dei fatti. Oggi sappiamo che la memoria di alcuni personaggi fu completamente trasfigurata dal mito, anche se questo processo di mutazione pu• avere avuto una importante funzione aggregante per un popolo e avere favorito l'assunzione di identit… da parte di una comunit…. Anche nella letteratura l'eroe positivo, quello che compie grandi imprese, che vince e trionfa sul male e sulla debolezza, ha progressivamente perso terreno a vantaggio dello sconfitto, del debole, della vittima, dell'antieroe. In molti romanzi e lavori teatrali del Novecento, da Luigi Pirandello a Tomasi di Lampedusa, da Tennessee Williams ad Arthur Miller, il ruolo principale Š recitato da un personaggio che subisce le circostanze. Analogamente, l'immaginazione di molti registi cinematografici congiura contro la figura del vincente. La stessa Lady D Š stata un'eroina sconfitta, che soffriva, si ammalava, sbagliava, veniva tradita e ripudiata e attraverso i suoi limiti e i suoi errori si poneva a livello della gente comune (posizione democratica), pur rimanendo sempre sul suo piedistallo regale (posizione aristocratica). Un fattore, infine, che ebbe un ruolo rilevante nel favorire l'affermazione della notoriet… sul merito Š stata, ed Š superfluo ricordarlo, la trasformazione dei contenuti e dei tempi della comunicazione. Grazie alla crescente rapidit… dell'informazione e, dall'invenzione della fotografia in poi, al ricorso all'immagine come fonte di notizie e di documentazione, divenne possibile raggiungere la notoriet… da un giorno all'altro, sia per aver compiuto imprese memorabili e stupefacenti che per motivi effimeri, coincidenze, sete di novit…, e anche per la curiosit… del pubblico che man mano si Š abituato a essere raggiunto e intrattenuto da un flusso quotidiano di informazioni e sollecitazioni al punto da entrare in crisi di astinenza quando queste, per un qualche motivo, si interrompono. Oggi, la maggior parte dei personaggi famosi sono soprattutto ®popolariŻ, vengono seguiti cioŠ dal pubblico non soltanto per le loro imprese e per i loro meriti, ma perch‚ disinvolti, dotati di appeal, in grado di reggere l'insidioso trapasso dalla quotidianit… all'immagine, capaci (e determinati) di stare sulla scena e di rappresentarsi. Diventano noti perch‚ appaiono nei media. Il loro ruolo consiste nel mostrarsi, nel dare un'immagine di s‚ che possa in qualche modo catturare l'attenzione degli spettatori, sorprenderli, a volte eccitarli e in ultima analisi intrattenerli. E pi— compaiono pi— acquistano visibilit…. A un certo punto il loro nome compare nelle classifiche (di agenzie come ®Notoriet… e immagineŻ dell'Abacus) dei personaggi pi— in vista, classifiche che agiscono come una sorta di volano della visibilit…. Un ruolo svolto anche da molti settimanali trash e trasmissioni televisive basate sul gossip, dove le cosiddette celebrit… compaiono per parlare di s‚ e degli altri, raccontare fatti (reali, parzialmente modificati o del tutto inventati) riguardanti anche questioni personali e intime, al solo scopo di posizionarsi al centro dell'attenzione, di stupire il pubblico, di solleticarne la pruderie e, in ultima analisi, di avere un pretesto per apparire sulla scena pubblica alimentando cosŤ la propria notoriet…. Ô grazie a questo meccanismo, nota acutamente Boorstin, che nei media si aggirano creature quasi virtuali la cui visibilit… Š dovuta a null'altro che alla visibilit… stessa. Dietro a queste creature, per•, c'Š spesso, non visibile ma tangibile, un solerte lavoro di esperti in immagine e in strategie della comunicazione. E pi— il personaggio Š costruito, pi— impegnativo sar… il lavoro degli esperti. Questa attivit… Š nata negli anni Venti e Trenta in California quando gli image maker di Hollywood incominciarono a gonfiare la personalit… degli attori, a ricordarli presso i loro fan, a fabbricare la loro notoriet…, o quanto meno ad assecondarla sul nascere cercando di seguire, e al tempo stesso di formare, i gusti di un pubblico desideroso di novit…, di sorprese, culturalmente e socialmente polimorfo, fiducioso dei comunicatoci ufficiali, pronto ormai a valutare la grandezza col metro della visibilit…. Un po' ovunque nei paesi occidentali, compresa l'Italia, si sono poi diffuse le agenzie di people marketing, invisibili al grande pubblico ma su cui ormai vivono molte persone: dai giornalisti specializzati in pettegolezzi ai paparazzi, dai chirurghi estetici ai personaggi noti. L'obiettivo primario dell'industria del marketing dell'immagine Š convincere il pubblico che quell'oggetto o quel personaggio Š ®unicoŻ per capacit…, look, originalit…. I risultati sono tanto pi— efficaci quanto pi— gli esperti riescono a lavorare con discrezione, senza lasciar trasparire strategie e finalit…. Uno dei segreti del loro lavoro Š infatti quello che ®il prodottoŻ deve apparire ®naturaleŻ. Il vasto pubblico deve pensare che le capacit… del personaggio, il suo talento e anche il suo appeal sono doti naturali, spontanee: non deve avere l'impressione che su quelle doti sia stato fatto un lavoro di promozione. Naturalmente ci sono, in molti casi, doti di partenza che facilitano il lavoro degli uomini del marketing; su queste doti per• viene fatto un lavoro ulteriore: di affinamento, di trasformazione, di adeguamento della persona a un personaggio pi— lineare, semplice e riconoscibile; un personaggio che possa ®bucare lo schermoŻ, farsi notare e restare impresso nella memoria dello spettatore per un tempo sufficientemente lungo. Lo sviluppo delle nuove tecnologie, delle scienze del comportamento, della grande industria cinematografica, soprattutto hollywoodiana, hanno creato una prospettiva nuova secondo cui le persone eccezionali possono essere ®costruiteŻ. L'evoluzione che in letteratura ha subito la vicenda di Pigmalione dall'antichit… a oggi Š gi… di per s‚ un dato significativo. Nella narrazione di Ovidio Š Afrodite, la dea dell'amore, a venire in aiuto a Pigmalione nel trasformare la statua perfetta di donna da lui realizzata in una donna reale. Nella versione moderna di George Bernard Shaw, invece, l'intervento divino Š stato rimpiazzato da quello umano del professore di fonetica Henry Higgins, che con i suoi interventi ®scientificiŻ riesce a trasformare una rozza ragazza del popolo in una protagonista dell'alta societ…. Nella commedia di Bernard Shaw l'obiettivo della trasformazione non Š l'avidit…, la sete di denaro o l'orgoglio bensŤ il desiderio di dimostrare a se stessi e agli altri di poter realizzare l'impossibile, di poter superare i limiti. ®Il personaggio celebre non Š n‚ buono n‚ cattivo, n‚ grande n‚ insignificante. Ô uno pseudo-evento umano. Ô stato costruito con l'intento di soddisfare le nostre aspettative esagerate di grandezza. Ô moralmente neutrale. Non Š il prodotto di una cospirazione o di un gruppo che promuove il vizio o il vuoto, ma Š realizzato da uomini onesti e industriosi di elevato livello etico che fanno il loro lavoro di informarci e di educarci. Ô creato da tutti noi che desideriamo leggere su di lui, che amiamo vederlo in televisione, che compriamo dischi della sua voce e parliamo di lui con gli amici. La sua relazione con la moralit… e anche con la realt… Š molto ambigua. Ô come la donna in un romanzo di Elinor Glyn che descrive un altro dicendo ®Š come una figura di un romanzo di Elinor GlynŻŻ. Questa la fredda analisi di Daniel Boorstin, che conclude: ®La celebrit… Š una persona che Š conosciuta per la sua notoriet…. Nella societ… degli pseudo-eventi ognuno pu• diventare una celebrit…, purch‚ finisca sui media e ci restiŻ. La capacit… di trasformare la gente in divi e celebrit… Š divenuta cosŤ sofisticata, e i vantaggi dell'alta visibilit… cosŤ ambiti, che possiamo incontrare il principio di Pigmalione all'opera praticamente in ogni ambito dell'esistenza, sostiene il professore di marketing Philip Kotler in Alta visibilit… a proposito degli Stati Uniti. ®Le persone possono essere trasformate in celebrit… e commercializzate come tali in qualunque campoŻ dal mondo dello spettacolo a quello della politica, dal mondo dell'imprenditoria a quello della medicina, scrive Kotler. ®Al giorno d'oggi, una vera industria gestisce la trasformazione di sconosciuti in celebrit…, cambiando virtualmente ogni lato della loro personalit…, del loro aspetto e del loro carattere, purch‚ sia possibile cambiarlo. L'industria non agisce per capriccio ma per disegno, non per orgoglio ma per profittoŻ. Un press-agent in gamba sa produrre storie che possano attrarre i giornalisti e indurli a servirsene. Sa anche abbellire una ®storia autenticaŻ mettendo in risalto particolari che permettano al pubblico di identificarsi con il personaggio di cui lui sta curando la promozione. Per ottenere questo effetto, l'agente pu• amplificare un elemento chiave della vita del suo cliente, o inventarne uno di sana pianta: il brillante presidente di un istituto di credito dorme soltanto cinque ore per notte e pilota il suo jet personale; lo stile appassionato di un cantante nasce da un amore infelice; l'infaticabile segretario di partito salta sistematicamente il pasto di mezzogiorno, ha nostalgia del tempo che non riesce a trascorrere in famiglia, ma trova il tempo per andare a vedere la squadra del cuore. L'abile professionista pu• anche eliminare, dalla vita del suo cliente, gli aspetti che non si accordano con il ®modellinoŻ che gli sta cucendo addosso. Infine, se Š veramente bravo, pu• anche sfruttare i lati negativi di una vicenda controversa per porre il suo cliente al centro dell'attenzione collettiva. Ovviamente - e per fortuna - non sempre l'obiettivo del cliente e dell'agente viene raggiunto, sia perch‚ non tutti i clienti rispondono allo stesso modo, sia perch‚ l'agente non Š un mago e ha i suoi limiti, e sia perch‚ esiste anche in quest'ambito una forte competitivit…. La visibilit…, inoltre, da sola non Š sufficiente a trasformare una persona in un divo. Per diventare divi e godere di quell'alone di magia che trasfigura le persone, serve anche entrare in un personaggio, aderire a un archetipo. Bisogna indossare una personalit… determinabile e pubblicizzabile, cioŠ inquadrabile nell'ambito di uno degli archetipi classici o del momento, ossia in un ®tipoŻ semplificato e riconoscibile che possa rappresentare un richiamo per il pubblico. Che cosa significhi assumere una tipologia chiara e ben definita lo ha spiegato Orin Klapp nel saggio Heroes, villains and fools. Secondo Klapp, per non perdere il proprio tempo, un aspirante alla visibilit… dovrebbe scegliersi un tipo sociale all'interno di tre categorie fondamentali: gli eroi (vincitori, incantatori, spiriti indipendenti), i cattivi (ribelli, contestatori, traditori, criminali), gli inconsistenti (incompetenti, spacconi, deboli o vulnerabili), e nell'ambito di una di queste categorie scegliersi un sottotipo leggermente sfumato, in rapporto a quello che lui Š in grado di comunicare al pubblico. Chi riesce a caratterizzarsi secondo uno degli archetipi classici o contemporanei (per esempio: il vecchio saggio, la maga, il bello, il grillo parlante, il professore, la vittima, il malvagio, il clown, l'oca giuliva, lo sciocco, il trasgressivo ecc.) si rende immediatamente riconoscibile e comprensibile, ben pi— riconoscibile e comprensibile per il vasto pubblico di chi invece mostra una personalit… complessa, articolata, non lineare e prevedibile. C'Š infatti un pubblico, molto esteso, che non ama impegnarsi, fare sforzi, che vuole personaggi riconoscibili, e che si turba se il suo beniamino cambia, se il cattivo all'improvviso diventa buono o se Superman svela le sue debolezze. I personaggi a tutto tondo rappresentano invarianti che tranquillizzano questo genere di pubblico: su di essi si pu• fare affidamento perch‚ non tradiscono, non cambiano all'improvviso, sono fedeli, immutabili e tranquillizzanti; proprio come pu• esserlo l'orsacchiotto per il lattante. Il tipizzarsi nei confronti del pubblico Š spesso il frutto di un lavoro di affinamento e successivi aggiustamenti. Prendiamo il caso di Marilyn Monroe, che adatt• il proprio aspetto all'archetipo ®dea dell'amoreŻ: possedeva, indiscutibilmente e in misura elevata, le premesse fisiche e psicologiche di partenza per entrare in quel ruolo; ma per realizzare un prodotto perfetto, hollywoodiano al cento per cento, all'et… di ventitr‚ anni le rimodellarono la mascella, le accorciarono la punta del naso, le alzarono l'attaccatura dei capelli. Seguendo i suggerimenti del consulente d'immagine, Marilyn impar• anche ad assumere un'andatura dinoccolata e seducente e ad atteggiarsi a grande seduttrice ogni qual volta si trovava di fronte a una macchina da presa. Col passare del tempo la sua identificazione con l'archetipo prescelto divenne tale da sovrapporsi e fondersi completamente con la sua persona. Il personaggio Marylin ha fatto scuola, Š diventato un'icona del Novecento, un modello insuperabile per altre ®dee dell'amoreŻ, da Kim Basinger a Sharon Stone. Piace per• anche il sottotipo ®oca giulivaŻ, che da noi Š impersonato in questo periodo da Valeria Marini. Cambiano le dive, ma l'archetipo resta. E infatti, una caratteristica delle celebrit… e dei divi Š quella di essere intercambiabili, di poter succedere gli uni agli altri sulla scena senza provocare scosse o cambiamenti di rilievo nel sistema delle celebrit…: quando nel firmamento della notoriet… una stella si affievolisce o scompare, un'altra ne sorge pronta a percorrere la stessa parabola. Uno dei problemi che si trovano ad affrontare i personaggi mediatici Š quello di riuscire a mantenere la notoriet… il pi— a lungo possibile. Raggiungerla pu• essere pi— facile che mantenerla e un metodo per riuscire a restare sulla cresta dell'onda consiste proprio nel diventare personaggio. Prendiamo Sgarbi, per esempio. Uno tra i tanti esempi possibili. La sua preparazione come critico d'arte Š fuori discussione, cosŤ come fuori discussione sono le sue doti verbali ed espressive; ma Sgarbi non avrebbe mai goduto della notoriet… di cui gode se a un certo punto non avesse deciso di recitare se stesso, ossia di entrare in un ruolo accentuando alcuni lati del suo carattere, tratti fisici (il ciuffo dei capelli, gli occhiali...) e linguistici che potevano restare impressi nella memoria dello spettatore e renderlo immediatamente riconoscibile, tanto da poter poi essere facilmente imitato. Un'altra via, un po' pi— difficile forse, Š quella del riciclaggio. Lavorando un po' su di s‚ e sfruttando la popolarit… pregressa, alcuni personaggi riescono a restare sulla cresta dell'onda uscendo da un ruolo ed entrando in un altro, completamente nuovo ed estraneo. Pippo Baudo, per esempio, nel programma ®NovecentoŻ di qualche anno fa, non ebbe alcun imbarazzo nell'indossare i panni dello storico professionista. Lino Banfi, che ha recitato la parte del nonno in un serial di successo, viene frequentemente consultato come esperto in problemi della famiglia e di psicologia infantile; in pi— Š un ®prestigiosoŻ testimonial Unicef. Alcuni per• finiscono per rimanere ingabbiati nel personaggio in cui sono entrati. Per non perdere visibilit… non devono tradire il loro pubblico, ma continuare a compiacerlo. Per continuare a compiacerlo per•, essi sono costretti ad aderire totalmente all'archetipo che rappresentano, con il rischio di trasformarsi in macchiette. Il rapporto del pubblico con i suoi beniamini non Š per• sempre di questo tipo. Nei casi pi— felici si instaura una sorta di gioco tra il pubblico e il personaggio. I maghi dell'immagine, i costruttori di archetipi, gli esperti di pubblicit… cercano di imporre un personaggio al loro target; il pubblico-target pu• adeguarsi supinamente e lasciarsi plasmare, identificarsi con le celebrit… che vengono proposte in quel momento, aderire emotivamente al personaggio; ma pu• anche rielaborare il tutto in funzione delle proprie esigenze e dei propri codici espressivi. Pu• prendere ci• che gli serve in quel momento e rifiutare tutto il resto. Pu• anche utilizzare il ®materialeŻ che trova in chiave ludica, senza lasciarsi condizionare. Ovviamente questo tipo di attitudine richiede la capacit… di porre in prospettiva i messaggi e di analizzarli criticamente. Anche i politici possono, apparizione dopo apparizione, diventare personaggi come gli attori, i calciatori, i cantanti ecc. e di fatto molti lo diventano. C'Š una tendenza, molto evidente in televisione, a spettacolarizzare la politica come si fa con altre notizie e a modulare i messaggi a uso di un pubblico semplice alla ricerca di emozioni. Riflettendo su questo aspetto, il sociologo francese Paul Virilio Š giunto alla conclusione che esiste il rischio di evolvere verso una democrazia mostrativa (fondata sull'immagine, sulla recita, sull'attimo della diretta) a scapito di una democrazia dimostrativa, fondata sul ragionamento, il dialogo e l'importanza cruciale della memoria. Invece di condividere un passato, dei valori e degli obiettivi, i telespettatori incalliti condividono, secondo Virilio, delle emozioni, dei riflessi, degli istanti, delle immagini- simbolo. Dal canto loro i politici, dovendo inseguire l'informazione accelerata dei mass media, sono costretti a rilasciare continuamente dichiarazioni (anche quando non sarebbe necessario n‚ opportuno), a mostrarsi in pubblico, a dare delle risposte brevi e semplificate, a puntare sulle frasi a effetto pi— che sui contenuti. Se poi non vogliono essere travolti da avversari sempre pi— agguerriti, ®mostrativiŻ, particolarmente abili nell'attirare l'attenzione su di s‚, devono anche dedicare del tempo alla cura della propria immagine e alla realizzazione di performance ®a effettoŻ. La trasformazione della politica in spettacolo e in pubblicit…, come notava gi… anni fa lo storico Christopher Lasch (autore del volume La cultura del narcisismo) riferendosi alla politica americana, avvilisce il discorso politico, riduce le elezioni a competizioni sportive e rende sempre pi— arduo il compito di organizzare un'opposizione perch‚ ®quando le immagini del potere eclissano la realt…, coloro che sono senza potere si trovano a lottare con i fantasmiŻ. A meno che i cittadini, consapevoli di questi meccanismi, capaci di discriminare il reale dal virtuale, si riapproprino del loro potere e non si accontentino pi— dell'®immagine vincenteŻ e dei personaggi di plastica costruiti dal marketing. Anna Ferraris Oliverio (®PrometeoŻ n. 95/06) Rembrandt il ribelle - Da Leida ad Amsterdam, viaggio sulle orme del rivoluzionario pittore, a 400 anni dalla nascita... - Proprio dietro la testa dell'uomo con il cappello giallo viene sparato un colpo. Lui non sembra accorgersene e continua a parlare con l'uomo vestito di nero che gli sta accanto, e che gesticola. Gli altri sono armati di lance, alabarde e archibugi. Una scena piena di movimento e confusione. Ô La Ronda di notte, il pi— famoso dipinto di Rembrandt, conservato nel Rijksmuseum di Amsterdam. Rappresenta un gruppo di archibugieri fiamminghi, in processione per la difesa della propria sicurezza. Temi di questo genere erano gi… stati trattati dai pittori prima, ma in quei casi i soggetti erano sempre in posa, e mancavano elementi ®esoticiŻ come il cane sulla destra del dipinto, o la bambina vestita di chiaro, sulla sinistra. Si dice che Rembrandt celebr• qui la sicurezza borghese rappresentando un gruppo di volontari che si muovono nel caos, per difendere i propri beni e interessi laici. E nel farlo ruppe con una tradizione antica, rivelando alcuni aspetti della propria personalit…: era un uomo intrattabile, testardo e ostinato. Oggi Š ancora possibile visitare Amsterdam ripercorrendo le tappe toccate da Rembrandt durante la sua vita (anche con l'aiuto della Rembrandt walking route, una guida pubblicata dall'Ente del turismo di Amsterdam). Dal Rijksmuseum, scendendo gi— per Herengracht, e attraversata Thorbeckeplein, si raggiunge Rembrandtplein, dove c'Š un'altra versione, questa volta a tre dimensioni, della Ronda di notte. Di recente infatti sono state collocate in questa piazza 22 statue di bronzo nella stessa identica posizione dei personaggi del quadro. I turisti si aggirano tra le sculture sotto lo sguardo dello stesso Rembrandt, la cui statua torreggia sulle altre. Scattano fotografie a raffica, parlano decine di lingue diverse. Un bambino spagnolo accarezza il cane di bronzo. Una donna giapponese appende l'ombrello al braccio del capitano Cocq (l'uomo che nel dipinto Š vestito di nero). L'atmosfera Š vivace come quella del quadro. In realt… il pittore nacque a Leida 400 anni fa, il 15 luglio del 2006, nono figlio di un mugnaio. Ma la sua non era una famiglia povera, e quindi Rembrandt pot‚ frequentare la Scuola latina, e in seguito anche l'universit… per alcuni anni. Sempre a Leida cominci• a studiare l'arte della pittura. Ma il suo futuro era ad Amsterdam, citt… grande e cosmopolita, con un ambiente artistico aperto e clienti ricchi. Nel 1631 il pittore si trasferŤ lŤ in maniera definitiva. Tre anni dopo spos• Saskia van Uylenburgh, figlia del sindaco di Leeuwarden e nipote di un mercante d'arte: un matrimonio che gli aprŤ le porte degli ambienti pi— esclusivi. Cominci• a guadagnare bene con la vendita dei suoi quadri: riceveva commissioni a pioggia, tanto che nel 1639 pot‚ acquistare un'imponente dimora per 13 mila fiorini, una somma principesca per quei tempi. Quando Rembrandt e Saskia si trasferirono nella nuova casa, avevano gi… subito due terribili tragedie: il loro primo figlio era morto due mesi dopo la nascita, e il secondo dopo un mese. Oggi la dimora della coppia Š diventata un museo, si trova al n. 4 di Jodenbreestraat, e si raggiunge passando sul Blauwbrug (®ponte bluŻ) e dirigendosi poi verso l'Opera. Visitando la casa, si viene a conoscenza di molti particolari della vita di Rembrandt. Una delle stanze, la Kunst Caemer, o ®stanza dell'arteŻ, d… l'idea dell'immensa collezione di oggetti raccolti dal pittore: busti di imperatori romani, un elmo giapponese, conchiglie giganti, cristallerie, animali impagliati, globi, disegni di suoi colleghi e tanto altro di cui si servŤ per dipingere. Lo studio si trova ai piani superiori dell'edificio. Qui Rembrandt deve aver dipinto la Ronda: la stanza Š letteralmente inondata di luce, un luogo ideale per lavorare. La vita di Rembrandt Š un susseguirsi di alti e bassi. Il suo terzo figlio, una bambina, nacque in questa casa, per• anche lei morŤ nel giro di poche settimane. Solo il quarto figlio, Titus, riuscŤ a sopravvivere. Ma la tragedia colpŤ ancora l'artista nel 1642, l'anno in cui termin• La Ronda di notte: perse la moglie Saskia, uccisa probabilmente dalla tubercolosi. Al pianterreno c'Š una cucina spaziosa con un caminetto sulla cui mensola fa bella mostra di s‚ una collezione di pentole di coccio. Sembrerebbe uno dei luoghi pi— caldi e accoglienti della casa, e invece qui sono avvenuti fatti sgradevoli. Dopo la morte della moglie, Rembrandt assunse una governante, Geertje Dircx, che si occupasse del piccolo Titus, e promise di sposarla. Ma, circa cinque anni dopo, prese in casa anche una cameriera, Hendrickje Stoffels, e s'innamor• di lei. Fu qui, in questa cucina, che si svolse un'accesa discussione, alla quale erano presenti testimoni: Geertje era furibonda con lui per averle mancato di parola. Gli chiese un risarcimento, e la questione finŤ in tribunale: i giudici condannarono Rembrandt a pagare a Geertje 200 fiorini l'anno. Ma lui ricorse subito in appello, e riuscŤ a farla internare in una casa di correzione. Lasciata la Rembrandthuis, e puntando verso Sint-Anthoniesbreestraat, si trova sulla sinistra la Zuiderkerk, la chiesa dove furono sepolti i tre bambini di Saskia e Rembrandt. Ma Š inutile cercare le loro tombe: non sono pi— qui. Si prosegue fino a una piazza che si chiama Nieuwmarkt al centro della quale c'Š de Waag (la Pesa), una porta cittadina, sotto la quale venivano pesate le merci. Oggi la costruzione medievale, con le sue torri, Š diventata un ristorante-bar. A destra dell'entrata c'Š una porta sulla quale campeggia la scritta ®Theatrum AnatomicumŻ: Š qui che all'epoca di Rembrandt si tenevano le lezioni di anatomia, che contemplavano anche il sezionamento del corpo umano. Il pittore aveva 26 anni quando fece di questo argomento il soggetto del suo primo famoso ritratto di gruppo, La lezione di anatomia del dottor Nicolaes Tulp, dove docente e studenti si chinano a esaminare il cadavere quasi nudo di un criminale. Il quadro rimase qui, nel Waag, fino al XIX secolo. Dal Nieuwmarkt si arriva poi all'Oude Kerk, una chiesa situata nel cuore del quartiere a luci rosse. Le strade sono una cacofonia di urla, i muri delle case orinatoi improvvisati. Un pittoresco ubriaco dalla faccia rossa e gonfia somiglia al Rembrandt dell'autoritratto dipinto negli ultimi anni di vita. Il pittore doveva amare il lato ruvido e plebeo di Amsterdam. Quanti altri artisti del tempo disegnarono un cane nell'atto di defecare, un uomo che urina visto di fronte, o una donna accoccolata e con le vesti sollevate che svuota la vescica? Anche in questa volgarit… si riconosce Rembrandt, l'artista ribelle e ostinato al quale non interessavano le convenzioni sociali. Con l'eccezione di un organo del XVIII secolo, l'interno della chiesa Š rimasto esattamente com'era ai tempi di Rembrandt. A destra dell'entrata c'Š una porta rossa che conduce nella sacrestia. Rembrandt e Saskia passarono per questa stessa porta il 10 giugno del 1634 per notificare la loro intenzione di sposarsi firmando il registro. Tra le diecimila persone sepolte qui, c'Š la stessa Saskia. All'altro capo della chiesa rispetto all'ingresso principale c'Š un vaso pieno di tulipani gialli e rossi sulla sua pietra tombale, che reca l'epigrafe ®Saskia 19 giugno 1642Ż. Solo una volta l'anno, in un giorno e in un'ora specifica, la pietra tombale viene illuminata dai raggi del sole. E quando questo accade, la gente dice che ®il sole bacia la tomba di SaskiaŻ. Dalla Oude Kerk, si percorre Warmoesstraat fino al Dam, la grande piazza dalla quale si accede al quartiere a luci rosse. Qui, nel palazzo reale, che nel XVII secolo era il municipio, c'Š un altro pezzo della storia di Rembrandt. Non riuscendo a pagare la sua dimora grande e costosa, il pittore prese denaro a prestito, che poi non riuscŤ a restituire, tanto che nel 1656 fu costretto a dichiarare bancarotta. E lo fece proprio qui, nel municipio, in quella che veniva chiamata ®sala dei debitoriŻ. La vasta collezione di oggetti che tanto utili gli erano stati per la sua arte venne inventariata e venduta. Anche la sua casa fu messa all'asta, e il pittore ne affitt• una a Rozengracht, dove sarebbe rimasto fino alla morte, nel 1669. La reggia-municipio entra anche per un altro motivo nella storia di Rembrandt. La Ronda di notte venne esposta qui dal 1715 al 1808. Il quadro doveva essere appeso tra due porte, ma risult• troppo grande, e per quanto incredibile possa sembrare oggi, si decise di tagliare un pezzo da tutti e quattro i lati per farlo entrare! E il pezzo tolto dal lato sinistro era talmente ampio che due figure scomparvero. Esiste una versione in miniatura della Ronda dove si vedono i due uomini. Nessuno sa che fine abbiano fatto le sezioni amputate del dipinto. Rembrandt aveva 50 anni quando dichiar• bancarotta. Che aspetto aveva a quell'et…, e quand'era ancora pi— avanti negli anni? Si pu• immaginarlo depresso, ma ancora orgoglioso, un uomo che ne aveva viste tante: tre figli e la moglie morti, problemi con le amanti Hendrickje e Geertje, la bancarotta, la vendita forzata della casa. Come se non bastasse, la sua popolarit… era in netto declino. Un dipinto gigantesco, La congiura dei Batavi sotto Julius Civilis, che originariamente misurava oltre 5 metri per 5, e successivamente fu ridotto a circa 2 metri per tre, era stato commissionato per il municipio, ma venne esposto solo per un breve periodo e poi restituito al pittore. Forse perch‚ non piacque alle autorit… cittadine. Rembrandt dovette offendersi molto per il rifiuto. E comunque, forse fu lui stesso a volerne la riduzione, per adattarlo al mercato. Dietro il palazzo reale, scendendo per Raadhuisstraat, si raggiunge la Westerkerk, la chiesa dove sono sepolti Rembrandt e suo figlio Titus. Anche in tarda et… il pittore fu perseguitato dalla tragedia: sopravvisse al figlio, che aveva ritratto con amore vestito da monaco, e da bambino mentre, seduto a un tavolo, si china con aria pensosa sui compiti di scuola. Dalla Westerkerk all'ultimo indirizzo di Rembrandt ci sono soltanto poche centinaia di metri di distanza: il percorso seguito, sia pure in direzione opposta, dal corteo funebre che seguŤ la sua salma nel 1669. Non sappiamo quante e quali persone vi parteciparono. Anche se la sua fama si era sbiadita ormai da tempo, Rembrandt rimaneva pur sempre un artista ben noto, e tutta Amsterdam doveva aver saputo del suo funerale. La casa dove visse fino alla morte Š stata rasa al suolo. ®Qui sorgeva l'ultima dimora di RembrandtŻ, rivela un cartello posto sulla facciata di un edificio nel Rozengracht, dove si trova oggi un negozio d'antiquariato. Migliaia di turisti vengono ogni anno ad Amsterdam da ogni parte del mondo per fare la conoscenza di Rembrandt. Guardandolo nei suoi autoritratti, vedono una persona vera, fatta di carne e sangue. Quelli degli ultimi anni, mostrano un vecchio tozzo e grasso con l'espressione di chi ha conosciuto fama e onori, ma pi— ancora dolori e affanni. E la cosa che colpisce Š l'onest…, e quasi la spietatezza, con cui Rembrandt tratta se stesso, il suo coraggio di rappresentarsi gonfio nel fisico e con gli occhi pieni di tristezza. Jos Versteegen (®SelezioneŻ n. 696/06) Gianni Rodari, il ®grandeŻ che impar• la logica dei piccoli - Con semplicit… di linguaggio e fantasia applicata al quotidiano, ha rinnovato profondamente la letteratura per l'infanzia, tanto che i suoi racconti sono diventati una sorta di ®istituzioneŻ per la scuola primaria italiana. - Moltissimi hanno delineato il profilo di questo autore e lo hanno definito attribuendogli ogni volta caratteristiche e legami che ne limitano la figura. Non vogliamo avventurarci in questa inutile fatica perch‚ sarebbe sprecata. Dopo tanti studi critici, convegni, saggi e riflessioni su Gianni Rodari, oggi resta da dire soltanto che si tratta di un vero e proprio outsider della letteratura dell'infanzia che ha vissuto le inquietudini del suo tempo e che ha lasciato una traccia indelebile nella memoria di tante generazioni di bambini e scolari. Ancora oggi, quasi ogni testo scolastico o antologia riporta un suo racconto o una filastrocca. Oseremmo dire che per un insegnante, un testo di Rodari Š una garanzia e un riferimento, come per un legislatore il codice. Per comprendere l'uomo Rodari, Š importante conoscere qualche dettaglio della sua vita. Nacque a Omegna il 23 ottobre 1920 da padre fornaio. Cominci• a frequentare le scuole a Omegna, ma, rimasto orfano di padre a soli dieci anni, si trasferŤ con la madre a Gavirate, un altro paese del Varesotto. Alla fine delle scuole elementari decide di entrare in seminario a Seveso, per seguire il ginnasio. Fisicamente minuto, ma molto brillante negli studi, il giovane Rodari arriva fino al terzo anno di seminario per poi decidere di ritirarsi e terminare gli studi superiori a Varese. Egli cambia rotta e lascia il liceo per diplomarsi alle scuole magistrali. Di qui la sua profonda vocazione all'insegnamento e il suo temperamento curioso verso l'universo dei bambini e la loro logica diretta. In questi anni, fino al 1937, Rodari milita nell'Azione cattolica e scrive anche un racconto per il settimanale cattolico L'azione giovanile. Si iscrive all'Universit… Cattolica di Milano presso la facolt… di Lingue, ma, dopo solo qualche esame, cambia direzione, dedicandosi all'insegnamento. La guerra lo tocca negli affetti, perde due amici cari e un fratello, ma il processo di cambiamento e di allontanamento dal mondo cattolico Š gi… stato innescato, finch‚, nell'immediato dopoguerra, lo vediamo all'Unit…: diventer… prima cronista e poi capocronista e inviato speciale. Il lavoro di giornalista lo accompagna a lungo: inviato speciale e corsivista di Paese sera dal 1958 al 1980. Diviso tra il lavoro di giornalista impegnato politicamente e insegnante particolarmente attento alla centralit… del bambino nel processo educativo, Gianni Rodari diriger… dal 1950 anche Il Pioniere, settimanale per ragazzi legato al Partito comunista. Poi sar… a capo del Giornale dei genitori e nel 1970 vincer… il Premio Andersen, il maggiore riconoscimento italiano dedicato agli autori per ragazzi. Una vita insomma al servizio della scrittura e delle idee. Il continuo dividersi tra giornalismo, scrittura per l'infanzia e insegnamento, fa di lui una figura nodale, che cattura e automaticamente scioglie alcune caratteristiche allora stagnanti della letteratura italiana per ragazzi. Nel dopoguerra i libri per ragazzi venivano scritti sulla scia di De Amicis, con obiettivi educativi palesati attraverso descrizioni lacrimose e forzatamente edificanti. Si trattava di pubblicazioni noiose e molto distanti dalla realt… di una nazione in piena rinascita e ricostruzione. In un Paese annientato dalla guerra, pochi si potevano permettere di comprare libri che non fossero testi scolastici, pochi erano attenti alle esigenze quotidiane dei bambini. Molti i pedagogisti ed educatori che teorizzavano di libri come strumenti di crescita, da costruire su obiettivi di istruzione specifica, non c'era ancora spazio per la fantasia e il gioco. Fu appunto Rodari, giornalista e maestro, che seppe dare la vera svolta alla letteratura italiana per ragazzi, mantenendo un legame con la tradizione educativa, ma rinnovandola profondamente e rendendola vera letteratura, libera da intenti pedagogici troppo specifici e condizionanti. La sua lezione stilistica e tematica ha lasciato un segno tanto profondo da permettere alle nuove generazioni di scrittori per l'infanzia di dedicarsi primariamente all'arte della scrittura per procurare il piacere di leggere e non allo scrivere per educare o addirittura insegnare a tutti i costi qualche cosa. Rodari, grazie al continuo allenamento di scrittura dato dalla pratica giornalistica, scrive scegliendo soggetti reali, utilizzando parole facili e ripulendo da inutili fronzoli la lingua scritta. Grazie al suo impegno politico invece egli sposta l'interesse verso nuovi temi: una particolare attenzione viene dedicata alla vita delle classi sociali meno abbienti, alle professioni umili, al quartiere e alle piccole esigenze quotidiane di bambini comuni. La sua opera Š vastissima, molto varia e ampiamente pubblicata in molte versioni differenti. Tuttavia, quasi tutte le sue storie sono nate per comparire sui periodici ai quali collaborava e, solo in seguito, sono state raccolte in veri e propri volumi. Aveva un talento speciale per il racconto breve, oltre che per la rima e la filastrocca. I racconti lunghi invece appaiono meno sorprendenti e stilisticamente meno efficaci, ma con C'era due volte il barone Lamberto, anche in questo genere, Rodari raggiunge livelli da capolavoro e ci lascia un testamento letterario veramente grande. Acrobazie di parole Nel tentativo di trovare una sorta di possibile classificazione nella ricchissima produzione di Rodari, abbiamo finito col convincerci che, nel massimo rispetto del suo dono di ispirazione fantastica, sarebbe stato pi— semplice parlare delle filastrocche e delle storie brevi da una parte, e di riflettere invece sui racconti pi— lunghi e la prosa dall'altra. Lo spirito innovativo della sua opera si coglie a piene mani nelle rime e nella riscoperta della filastrocca in tutta la sua dignit…. Ci sembra di poter riassumere in due grandi obiettivi il suo importantissimo contributo alla crescita e alla valorizzazione della letteratura per ragazzi in Italia: il primo Š la piena rivalutazione del valore della fantasia, dell'immaginario e del meraviglioso, che cresce sempre pi— nella sua opera, quando Rodari si allontana dalla militanza politica e, pur non rinnegando la sua ideologia, instaura un rapporto pi— distaccato con il partito. In pi—, seguendo il flusso ricchissimo della sua fantasia, egli sa legarsi al mondo reale, quello toccato quotidianamente dalla penna del cronista, ma che come scrittore egli vede con nuovi occhi, un mondo completamente rinnovato: le sue rime e le sue storie brevi offrono una carrellata di personaggi semplici che si possono incontrare tutti i giorni, dalla portinaia al postino, dall'operaio all'impiegato, dalla mamma massaia al direttore di fabbrica, dal giornalaio al nonno. Potremmo chiamarla ®fantasia applicataŻ, una tecnica decisamente inusuale in quegli anni. Un esempio che garba Š la brevissima storia Ascensore per le stelle, in Favole al telefono, che contiene tutti gli ingredienti per dimostrare la teoria della ®fantasia applicataŻ: il protagonista Š l'aiuto garzone del Bar Italia che porta vassoi di bevande e ristori a domicilio. L'antagonista Š il marchese Venanzio, terrore dei fornitori, che pretende birre e tŠ ghiacciati in tempi brevi, oltre alle portinaie romane, assai gelose dell'ascensore, che costringono il garzone a percorrere chilometri di scale ogni giorno. Una volta che il ragazzo riesce a prendere l'ascensore per la consegna al marchese, viene trasportato nello spazio, in un'atmosfera di sogno che lo stacca per qualche minuto dalla sua meschina realt… (Š da notare che noi diciamo meschina, ma lui nemmeno lo sospetta) e gli d… una tale serenit… da poter sopportare le piccole angherie del burbero Venanzio, con tanto di sorriso. La storia Š calibrata a tal punto che perfino il marchese e le portinaie risultano simpatiche al lettore e la vita di un garzone sembra perfino interessante. Nelle storie di Rodari tutti gli adulti sono visti con occhio bambino, in technicolor, senza filtri di forma e con un obiettivo calibrato su una serena ironia. Da questo modo di avvicinare la realt… si comprende l'altra importante novit… di Rodari: a lui va il merito di aver dichiarato chiaramente, in tutta la sua opera, che l'infanzia Š un'et… da considerare di pari dignit… a quella adulta, una fase della vita con delle sue specificit… da conoscere e rispettare. E spesso il mondo dei bambini si contrappone a quello degli adulti, mantenendo un tono di garbata ironia che non cade mai nella denuncia pi— indelicata. I bambini di Rodari non giudicano, vedono candidamente la realt… da un punto di vista pi— pulito, meno condizionato. Ô il caso della filastrocca Una nuova invenzione, da Filastrocche per tutto l'anno, in cui l'autore dichiara di avere inventato una macchina che legge nel cervello delle persone. Ogni strofa racconta di che cosa c'Š nei pensieri di un vecchio, di una signora, di un giovanotto, di un signore serioso, ognuno si concentra su un particolare della sua vita e infine l'autore conclude sussurrando: Vedo un bambino. Ô piccolo./ Ce l'avr… almeno un pensiero?/ Sorpresa! Guardate voi stessi:/ sta pensando il mondo intero./ Divertentissimo poi il ®drammatico telecasoŻ della filastrocca Teledramma, in Filastrocche in cielo e in terra, dove un serio dottore che sta troppo davanti al televisore non curandosi pi— di figli e parenti viene risucchiato nel video e viene poi salvato dal suo bambino ®svelto di mano e di menteŻ che trova la maniera, spiritosa, di porre due televisori di fronte in modo che il padre, vedendosi specchiato, venga risucchiato. Il figlio, prontamente, spegne i televisori nel momento in cui il dottore Š per aria tra i due e Rodari conclude: Cade il dottor per terra,/ e un bernoccolo si fa:/ meglio cento bernoccoli/ che perdere la libert…./ Guardando poi allo stile, Rodari ha un gusto smisurato per la sperimentazione linguistica e stilistica che viene associato al dono della ®fantasia applicataŻ dando cosŤ risultati sempre sorprendenti e decisamente efficaci dal punto di vista comunicativo. Il grande traguardo raggiunto da Rodari Š l'alchimia della semplificazione letteraria, che apre nuovi orizzonti ai linguaggi narrativi. L'italiano scritto, fino ad allora, e siamo nel primo ventennio dopo la guerra, era molto conservatore, quasi pigro: lento nelle trasformazioni e concentrato sui virtuosismi linguistici, teso insomma a raggiungere i livelli pi— aulici della lingua. Anche la letteratura per ragazzi viveva in questa scia stilistica, tanto che il linguaggio di quegli anni '50 e '60 Š alquanto distaccato dal mondo dei bambini, quasi una realt… a s‚, alla quale i bambini dovevano diligentemente accostarsi per imparare. E fino a quel momento era al pubblico che veniva richiesto lo sforzo di comprendere la lingua della scrittura. Rodari invece inverte il processo: egli, da autore, si dirige verso il suo pubblico, destrutturando il linguaggio e ricomponendolo a partire da un modulo basic. Il risultato non Š quello di banalizzare o semplificare, ma Š la creazione di un nuovo registro letterario, comprensibile a tutti i bambini, anche a quelli privi di background culturale. E non si tratta solo di questo, perch‚ il suo linguaggio ha il potere di comunicare emozioni, suggerire sentimenti e stimolare sogni: Rodari insomma raggiunge, partendo dal basso e cercando di essere sempre compreso dal maggior numero possibile di persone, quella funzione poetica spesso riservata alle forme di alta letteratura e, fino ad allora, quasi sconosciuta nella produzione per ragazzi del nostro Paese. Con Rodari, finalmente, possiamo dire che la letteratura italiana per ragazzi, sorella minore di quella per adulti, goffa e provinciale, si disincanta o si risveglia, spogliandosi di tutti i condizionamenti formali e pedagogici che fino ad allora l'avevano frenata. Diviene arte, cioŠ letteratura. A celebrare questo fenomeno giunge, nel 1970, un fatto nuovo per l'Italia: Gianni Rodari viene insignito del Premio Andersen, il Nobel della letteratura per ragazzi. La semplicit… stilistica diventa, nelle rime, abile gioco di parole e apre la porta a temi scolastici visti con occhi nuovi. Tutta la lingua Š in gioco e perfino le parole recitano una parte del tutto originale: ®La botte pi— grossa non Š un bottone,/ la mela pi— rossa non Š un melone...Ż, e ancora un maestro che chiede ai suoi bambini ®trovate il perimetro dell'allegria,/ la superficie della libert…,/ il volume della felicit…...Ż. Per non parlare del felice matrimonio del Punto con la Virgola che genera la famiglia Punto e Virgola. E dietro di lei storie di parentesi aperte e mai chiuse, accenti dispersi e doppie capricciose. Un mondo bambino che risponde non solo alla fantasia ma sempre e comunque anche ai valori pi— importanti, la pace, la libert…, l'amicizia: un punto piccoletto che si dava arie da dittatore, subisce la protesta delle parole: tutto solo a mezza pagina/ lo piantarono in asso,/ e il mondo continu•/ una riga pi— in basso./ Nel celebre Libro degli errori, sono raccolte brevi storie e filastrocche sul tema della lingua. Un universo divertentissimo tutto da scoprire, che Š diventato ormai una tradizione per i bambini italiani: ancora oggi in classe, per capire l'uso della lettera acca, si legge la storia de L'Acca in fuga, per approfondire la frase minima c'Š la storia de Le teste scambiate e per gli aggettivi qualificativi niente di meglio che Il cielo Š maturo. Anche nelle altre raccolte di filastrocche e rime l'ambiente scuola Š spesso descritto dalla parte dei bambini, un luogo di scoperta che lascia spazio al gioco e alla fantasia e che diventa ogni giorno terreno buono per l'espressivit… creativa. Sul lavoro linguistico fatto in classe dal maestro Rodari e su quello pi— letterario dello scrittore Rodari, l'autore rifletter… con grande obiettivit… nel volume per adulti Grammatica della fantasia, pubblicato nel 1973, e ancora oggi richiestissimo, perch‚ ritenuto ormai bibliografia irrinunciabile per ogni insegnante o educatore. Si tratta di un saggio densissimo di analisi tecniche e stilistiche in cui l'autore stesso prende i panni di un sapiente critico e analizza il suo metodo, anzi dimostra poi come poterlo applicare con i bambini. Ô la prima volta che un autore si mette alla prova da solo analizzando i suoi scritti e il suo modo di operare, un'opera unica nel suo genere che ha aperto le menti degli educatori italiani sugli spazi da riservare all'espressivit… di ognuno e sull'approccio educativo da scegliere per insegnare. Il maestro Gianni Rodari, fin dai suoi primi anni di insegnamento, annota in un quaderno le occasioni in cui nascevano le storie, il modo in cui si sviluppavano e come parole e immagini prendevano a muoversi nel suo immaginario e in quello dei suoi allievi. Dopo aver tenuto diversi incontri di formazione con insegnanti decide di mostrare i ferri del mestiere in tutto e per tutto, con questo volume che ha il sottotitolo di: Introduzione all'arte di inventare storie. Tutta la tecnica e la metodologia rodariana parte da una convinzione di base: ®Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea, la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. [...]. Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondit…, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l'esperienza e la memoria, la fantasia e l'inconscioŻ. Di qui, capitolo dopo capitolo, Rodari confida i trucchi per trasformare un errore in spunto creativo, un accostamento insensato di parole in ®binomio fantasticoŻ, un prefisso arbitrario in neologismo ricco di significati fantastici fino a utilizzare le fiabe classiche come materia prima per nuove storie. Ancora una volta appare chiaro l'atteggiamento dell'autore nei confronti dell'infanzia alla quale ha dedicato la vita: rispetto infinito e grande disponibilit… d'animo e di mente. Il mondo bambino Š per Rodari un universo cosŤ affascinante da non lasciare intentata nessuna possibile occasione di sviluppo e di conoscenza. Un atteggiamento da pioniere che ora Š richiesto ufficialmente ad ogni insegnante. Storie lunghe e corte Nelle storie lunghe la prosa e l'impianto narrativo di Rodari evolvono fino a raggiungere il massimo, come abbiamo gi… accennato in C'era due volte il barone Lamberto. Le prime prove narrative: Le avventure di Cipollino e Gelsomino nel paese dei bugiardi si sviluppano in ambiente contadino e sono un tentativo a tratti un poco forzato di rivendicare alcuni principi sociali fondamentali per l'autore. Si avverte nel testo una marcata distinzione tra i cattivi, sempre ricchi e padroni sfruttatori, e i poveri, buoni e sfortunati. Si avverte gi… per• la presenza dell'energia creativa dell'autore, che nella prosa Š naturalmente celata nell'andamento meno sintetico e ritmato del genere. Anche La freccia azzurra risente di questa eccessiva attenzione al sociale del primo Rodari, l'atmosfera malinconica si riscatta solo nel finale lieto e natalizio. Questo racconto lungo ha avuto pi— fortuna degli altri perch‚ Š diventato un cartone animato di produzione italiana con i disegni di Paolo Cardoni e la colonna sonora di Paolo Conte. Ma il racconto lungo che, pi— di tutti, riassume le caratteristiche di Rodari Š La torta in cielo, scritto pi— tardi, con la collaborazione di una intera scuola di Roma e pubblicato nel 1966. In una borgata popolare di Roma cresce l'agitazione perch‚ il cielo viene oscurato da un oggetto volante non identificato. Le autorit… credono si tratti di marziani e si preparano ad attaccare gli invasori, ma due bambini, prima di gridare ®al lupo, al lupoŻ guardano meglio e soprattutto assaggiano il misterioso oggetto e comprendono che si tratta di una torta gigante. Ecco allora il mondo bambino, ancora una volta contrapposto a quello adulto in una squisita parodia che fa sorridere chiunque. La descrizione dettagliatissima della vita del quartiere parte proprio dall'interesse dei bambini: la portiera del palazzo di Rita e Paolo pesa 112 chili e il cane del vigile Meletti Š ghiotto di maritozzi. Rodari fornisce informazioni precise sui personaggi e racconta dei fatti, mai si dilunga in descrizioni tradizionali che poco hanno a che fare con le cose che interessano i bambini. Il ritmo narrativo Š veramente moderno e rincorre il ritmo brillante e sorprendente delle rime e delle filastrocche. Le frasi sono brevi, l'utilizzo della punteggiatura Š estremamente semplificato, i dialoghi sono serrati ed essenziali, le descrizioni vengono rese con immaginifiche metafore che restano ben chiare nella mente del piccolo lettore. La storia chiude con un finale contro la violenza e invita gli adulti a prendersi meno sul serio: mentre i bambini accorrono numerosi a leccare la torta adagiata nel parco sotto gli occhi attoniti di militari e autorit…, la voce fuori campo dell'autore conclude ironicamente ®e ce ne sar… per tutti quando si faranno torte al posto delle bombeŻ. Da ultimo citiamo la raccolta delle Novelle fatte a macchina, del 1973 e dedicata ai bambini pi— grandi. Il ritmo narrativo incalza e la volont… stilistica dell'autore Š pi— consapevole, tanto che nell'introduzione egli spiega di suo pugno che le novelle nascono dall'enorme quantit… di ®materia primaŻ in suo possesso: spunti, parole, immagini ed esercizi provati e riprovati durante la scrittura della Grammatica della fantasia. Questa volta per• il desiderio di Gianni Š quello di scrivere un gruppo di storie tutte all'indicativo presente. Da questa decisione parte la costruzione dello stile narrativo moderno che far… scuola per le generazioni future di scrittori: ®Al presente non si possono fare periodi lunghi e complicati: bisogna raccontare svelti svelti, evitare i fronzoli, saltare le descrizioni. Il presente vuole un'azione continua. Il linguaggio Š sempre in bilico tra logico e illogico, tra reale e assurdo, tra senso e non sensoŻ. Tornano i giochi di parole tanto amati, i trucchi verbali, le sequenze meccaniche e le associazioni inaspettate. Per esempio il Commendator Mambretti della prima novella Š descritto ad arte e in perfetta sintesi in queste pochissime parole: ®Ha trenta automobili e trenta capelliŻ. In tutta questa modernit… e azione per• non mancano momenti di poesia come questa catena temporale: ®Arriva il giovedŤ, spunta l'alba del venerdŤ sera. Ecco il sabatoŻ. Ô questa semplicit… che ancora oggi fa scuola. Lodovica Cima (®LettureŻ n. 611/04) Panettoni, musica e scene di Natale ®Panettone is on the table, and everybody's drinking MoscatoŻ. Con questi versi Elio e le storie tese nel 1995 facevano un delirante omaggio, in un modo tutto loro, ai vari luoghi comuni (mangerecci e non) intorno al Natale. E non a caso, nonostante la geniale follia che da sempre contraddistingue il gruppo, in questo brano compare anche il panettone, il dolce con il quale si identifica il Natale e in generale le feste che lo accompagnano. Ma con una scena natalizia, seppure di tutt'altro genere e atmosfera, si apre anche una delle opere pi— conosciute di Giacomo Puccini, la BohŠme: siamo nella Parigi del 1830 ed Š la vigilia di Natale. Marcello, pittore, ed il suo amico poeta Rodolfo, sono nella vecchia e povera soffitta dove lavorano. Fa tanto freddo ma non c'Š legna per scaldarsi e cosŤ Rodolfo Š costretto a bruciare il manoscritto del suo dramma con lo scopo di dar vita ad una breve fiammata per riscaldarsi. Insomma non Š certo una allegra vigilia, ma i giovani artisti non si perdono d'animo e vanno lo stesso a festeggiare al Quartiere Latino insieme al filosofo Colline ed al musicista Schaunard, che nel frattempo Š riuscito a comprare legna e cibo. Puccini, che negli anni della gavetta aveva condotto una vita da boh‚mien, conosceva bene quella soffitta e la vita da squattrinato. Tuttavia era un gaudente per natura e quando il successo gli arrise furono ben altri i pranzi di Natale che organizz• per s‚ e la sua rumorosa brigata di amici. Per le feste amava inviare un panettone ad ognuno di loro e proprio per questo motivo, come ci racconta Dante del Fiorentino (suo amico e biografo), il suo pasticcere di fiducia aveva una lista di indirizzi a cui ogni anno spediva i gustosi doni. Come Š noto i rapporti con il maestro Arturo Toscanini furono caratterizzati da molti alti e bassi e cosŤ ci furono periodi in cui i due musicisti non si rivolgevano neanche la parola. Fu proprio in una di queste fasi che per Natale il pasticcere invi• il dolce dono anche a Toscanini. Non appena Puccini si accorse dell'errore gli telegraf• immediatamente scrivendo: ®Panettone mandato per errore PucciniŻ. Ma la risposta mordace del celebre direttore d'orchestra non tard• ad arrivare e diceva: ®Panettone mangiato per errore. ToscaniniŻ. Gioacchino Rossini, durante il lungo soggiorno a Parigi, aveva molti amici in Italia che si preoccupavano di fargli recapitare ogni genere di prelibatezze desiderasse: il marchese Antonio Busca gli inviava del formaggio Gorgonzola, il maestro Angelo Catelani gli faceva da intermediario presso il salumificio Bellentani; fornitore ufficiale di panettoni pare fosse il suo editore Ricordi, milanese da pi— generazioni. Una volta, subito dopo le feste di Natale il maestro gli scrisse per ringraziarlo: ®Mi limiter• a dirvi in questo nuovo 1865 che il panettone consegnatomi da comune amico Braga Š stato trovato degno dall'Editore medesimo (donatore) e dall'autore della troppo celebre cavatina Di Tanti Palpiti (accettante)Ż. Anche di Giuseppe Verdi si conosce un aneddoto divertente che vede protagonisti il tipico dolce milanese, l'Otello e un moretto di cioccolata. I rapporti del musicista di Busseto con Arrigo Boito non furono sempre idilliaci. Boito in giovent— aveva criticato molto le opere dell'autore della Traviata che, da parte sua, non gliel'aveva pi— perdonato. Tuttavia grazie all'interessamento di Giulio Ricordi i due pian piano si avvicinarono fino a quando Verdi dopo mille tentennamenti accett• di scrivere la musica dell'Otello sul libretto che Boito stava elaborando per lui. La cosa fu per• tenuta segreta molto a lungo, tanto che il maestro per molti mesi non nomin• mai direttamente il libretto ma escogit• ogni sorta di trucchi per alludervi riferendosi ad esso con il nome convenzionale di ®cioccolatteŻ, ossia cioccolato, alludendo probabilmente alla pelle scura del protagonista. In realt… il musicista non amava molto i dolci, e solo raramente mangiava qualche cucchiaio di crema catalana per far contenta sua moglie che, al contrario, ne era ghiotta. Tuttavia riferendosi al libretto in corso d'opera diceva: ®Ho ricevuto il cioccolatteŻ oppure ®Il cioccolatte Š buono...Ż. Ricordi seppe stare al gioco delle allusioni ma siccome il compositore tardava a consegnare l'opera, durante la settimana di Natale invi• a Sant'Agata, dove il maestro si era ritirato, un curioso dono: un panettone sulla cui sommit… troneggiava un moretto di cioccolata, circondato da varie ornamentazioni di zucchero. Non era soltanto un modo per porgere i propri auguri per le feste in arrivo, ma anche una maniera delicata per ricordargli gli impegni assunti. L'allusione all'Otello fu subito compresa da Verdi ma dovettero passare ancora molte feste di Natale e molti panettoni prima che l'opera fosse finalmente completata nel 1887. Ma le coincidenze non finiscono qui. Infatti Arrigo Boito, librettista dell'Otello nonch‚ compositore noto per il Mefistofele, era un vero e proprio estimatore del tipico dolce natalizio, tanto che amava sceglierlo personalmente nelle migliori pasticcerie di Milano per inviarlo agli amici durante le feste. Non solo: nel 1909 mand• in dono al suo amico Bevilacqua un panettone accompagnandolo con una lettera. Subito dopo Capodanno gli scrisse nuovamente e riferendosi al dolce milanese annotava con precisione degna di una brava massaia: ®C'Š un mezzo per rifargli una seconda giovinezza ed Š riscaldarlo al forno oppure di tagliarlo a fette che s'inzuppano nel latte e poi, cosparse di zucchero in polvere, si pongono sulla graticola a friggervi un poco, indi con un ferro caldo si preme lo zucchero il quale produce una crosta incaramellata ed Š una cosa assai buona da mangiarsi al lunchŻ. Un ottimo consiglio del quale fare tesoro per il Natale che si avvicina. Anzi: quando subito dopo le feste vi ritroverete tra le mani l'ennesimo panettone che vi hanno regalato amici e parenti e non saprete che farne pensate ad Arrigo Boito! Domenico Coduto (®Cucina & ViniŻ n. 72/05) Comunicati Rinnovo abbonamento riviste Ricordiamo a quanti ancora non l'hanno fatto, di rinnovare per iscritto, entro il 31 gennaio 2007, l'abbonamento gratuito alle riviste: Minimondo, Quaderni di Minimondo e Infolibri. I periodici possono essere ricevuti in Braille, su supporto informatico o via e- mail. La richiesta potr… essere formulata: - in Braille, indirizzandola a: Biblioteca Italiana per i Ciechi, casella postale 285, 20052 Monza (MI) - via fax, al numero 039.833264 - via e-mail, all'indirizzo bic@bibciechi.it. Per l'abbonamento a pi— riviste, Š sufficiente una richiesta cumulativa. Il Messaggero di Sant'Antonio Padre Danilo Salezze, direttore del Messaggero di sant'Antonio di Padova, ci informa che il suo gruppo ha realizzato la propria rivista mensile ®Messaggero di sant'AntonioŻ in formato accessibile ai non vedenti. Pi— precisamente: sar… possibile chiedere la spedizione della rivista in uno dei seguenti formati: - formato word con spedizione via e-mail; - formato word su cd-rom; - cd-rom contenente il formato MP3 letto con voce sintetica del computer. I non vedenti che lo desiderano potranno anche ricevere il Calendario Antoniano in stampa Braille oltre a tenere un rapporto epistolare, sia via e-mail sia in Braille. Chi lo desidera potr… ricevere gratuitamente la rivista per i primi sei mesi e gli verr… inviato un piccolo omaggio come segno di benvenuto nella famiglia antoniana. Le richieste potranno essere formulate: - telefonando al numero verde 800019591 dal lunedŤ al venerdŤ dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 18.30 e, al sabato, dalle 8.30 alle 12.30; - inviando una e-mail all'indirizzo abbonamenti@santantonio.org.