Gennaio-Marzo 2007 n. 1 Anno XXI Quaderni di Minimondo Rivista culturale Braille Periodico trimestrale Fascicolo II Direzione Redazione Amministrazione Biblioteca Italiana per i Ciechi 20052 Monza - Casella postale 285 c.c.p. 853200 - tel. 039/28.32.71 e-mail: bic@bibciechi.it Dir. Resp. Pietro Piscitelli Comitato di redazione: Massimiliano Cattani, Antonietta Fiore, Ilaria De Cristofaro Pietro Piscitelli (Responsabile) Copia in omaggio Stampato in Braille a cura della Biblioteca Italiana per i Ciechi via G. Ferrari, 5/a 20052 Monza Sommario Alessandra Girardi, Nicoletta Beschin, Sergio Della Sala: Fantasmi del corpo (®Psicologia contemporaneaŻ n. 197/06) Fabiana Fusco: ®MessaggiarsiŻ (®PrometeoŻ n. 96/06) Dario Enrico Baudini: Amarcord della radio libera nell'era dei grandi network (®Vita e pensieroŻ n. 4/06) Fantasmi del corpo Vilayanur S. Ramachandran, neuroscienziato dell'Universit… della California, racconta di un giovane che, nonostante avesse perso un braccio in un incidente di moto, continuava a sentirlo perfettamente attaccato al proprio corpo, tanto da essere convinto di poterlo usare normalmente per gesticolare, toccare e afferrare le cose che gli stavano intorno. Lo stesso autore riferisce di un altro paziente che sosteneva di provare sensazioni piacevoli nel piede che gli era stato amputato. Addirittura raccontava che, durante le attivit… sessuali, il suo orgasmo si localizzava proprio all'altezza dell'arto amputato. Per altre persone pu• succedere l'esatto contrario: pur avendo un corpo integro non ne riconoscono pi— alcune parti, ad esempio una mano, un piede o le dita. In tutti questi casi la rappresentazione dello schema corporeo risulta alterata: come se il fantasma si sostituisse al corpo, costruendolo dove non c'Š, o cancellandolo quando invece c'Š ed Š perfettamente integro. Ebbene: come possiamo spiegare queste bizzarrie? Lo schema corporeo Ai primi dell'Ottocento una ragazza di diciannove anni nata senza la mano sinistra raccontava al fisiologo Gabriel Gustav Valentin di avvertire la presenza fantasma di un normale palmo di mano con tutte e cinque le dita. Nella seconda met… del secolo scorso sono stati accertati ben 58 casi di persone mancanti di arti dalla nascita che manifestavano sensazioni fantasma. E particolare interesse ha suscitato, recentemente, il caso di una signora priva di entrambe le braccia fin dalla nascita che asseriva di avere frequenti e vivide sensazioni degli arti che gesticolavano, per esempio durante una conversazione. Queste sensazioni non erano legate alle protesi di cui era fornita, in quanto la paziente descriveva i fantasmi come rigidi e troppo piccoli rispetto ad esse. Casi come questi parrebbero indicare che almeno alcuni aspetti dello schema corporeo possano essere geneticamente determinati. Ma che cos'Š, precisamente, lo schema corporeo? Lo schema corporeo Š la rappresentazione, in gran parte inconsapevole, del nostro corpo nello spazio. Attraverso questa rappresentazione possiamo eseguire azioni routinarie, come ad esempio bere una tazza di caffŠ e, contemporaneamente, allungare un braccio per afferrare un giornale. Ma anche meno routinarie, come valutare il nostro peso corporeo, la sua elasticit…, il suo grado di bellezza, ecc. Ebbene: che succede quando la rappresentazione dello schema corporeo non funziona? I disturbi dello schema corporeo si presentano in due forme fra loro molto diverse. Lo schema corporeo pu• conservarsi intatto nonostante l'amputazione di un arto: questa parte del corpo non c'Š, ma se ne ha la rappresentazione. Oppure possiamo assistere alla perdita, o al mancato utilizzo, dello schema corporeo: l'arto Š normalmente attaccato al corpo, tuttavia non se ne ha la rappresentazione. Nel primo caso Š come se il fantasma volesse in qualche modo compensare una parte corporea mancante, producendo dei sintomi che per questo vengono definiti a valenza ®positivaŻ. Nel secondo caso, invece, Š come se il fantasma volesse cancellare una parte corporea presente, producendo dei sintomi che stavolta vengono definiti a valenza ®negativaŻ. In queste pagine ci occuperemo di entrambi i fenomeni, cominciando dal cosiddetto ®arto fantasmaŻ, certamente emblematico della prima categoria. L'arto fantasma Dopo l'amputazione di un arto, i pazienti possono continuare ad avere varie sensazioni ad esso collegate: non solo possono percepire vividamente l'arto mancante e le sue relazioni spaziali con il resto del corpo, ma possono anche riferire di sentirvi dolore e persino di percepirvi la presenza di oggetti (un orologio, un braccialetto, la fede nuziale, una scarpa, ecc.). Un aspetto importante relativo a questo fenomeno Š la consapevolezza del paziente del carattere illusorio delle sensazioni provate. I pazienti percepiscono l'estremit… amputata come ancora presente, tuttavia riconoscono che tali sensazioni non sono vere. Inoltre l'arto fantasma pu• essere percepito come paralizzato o dotato di movimento. L'incidenza del fenomeno Š alta: una percentuale di pazienti compresa tra il 90 e il 98% percepisce vivide sensazioni legate all'arto subito dopo la sua perdita. La loro durata Š variabile: pochi giorni, settimane, ma anche anni. Ô stato descritto un paziente che riferiva sensazioni dolorose legate al fantasma addirittura venticinque anni dopo l'amputazione. L'arto fantasma e le sensazioni ad esso legate non scompaiono improvvisamente: viene descritta una progressiva riduzione dell'area fantasma percepita, che progressivamente finisce per coincidere con il moncone. Cerchiamo dunque di capire le ragioni del fenomeno dell'arto fantasma. Un'ipotesi interessante Š quella del cosiddetto ®rimappaggio corticaleŻ, avanzata da Ramachandran e Hirstein nel 1998 e basata sul modello dell'®homunculusŻ. Il cervello dispone di specifiche rappresentazioni delle diverse parti del corpo. Tali rappresentazioni si formano in aree corticali di varia grandezza. Se volessimo costruire una figura umana proporzionata in base all'estensione di queste aree, otterremmo l'homunculus, un mostriciattolo in cui alcune parti del corpo, come faccia, mani, lingua, sono molto maggiori rispetto alla loro reale grandezza. A questi distretti corporei corrisponde infatti una maggiore quantit… di neuroni sensomotori a livello corticale. L'autotopagnosia Entriamo ora nella seconda categoria dei disturbi dello schema corporeo, quelli a valenza ®negativaŻ. Soffrono di autotopagnosia quelle persone che non sono in grado di indicare correttamente, n‚ su richiesta verbale, n‚ imitando un modello che esegue il compito, parti del proprio corpo, di quello di un'altra persona o parti di un corpo disegnato. Queste persone possono essere tuttavia ancora capaci di denominarle una volta che siano state isolate (Denes et al., 2000). Solitamente c'Š una lesione a livello del lobo parietale sinistro. Gli errori di indicazione in genere non sono casuali: i pazienti possono infatti indicare parti del corpo contigue (il naso invece dell'occhio), o parti semanticamente correlate per significato funzionale (il ginocchio invece del gomito). Il disturbo pu• inoltre essere specifico. Sono stati infatti recentemente descritti due pazienti che mostravano due deficit opposti: il primo aveva difficolt… ad indicare soltanto le proprie parti del corpo, il secondo aveva difficolt… ad indicare soltanto quelle dell'esaminatore. Per la spiegazione di questo fenomeno generalmente si fa riferimento al modello della conoscenza corporea di Sirigu et al. (1991). Secondo questo modello, ci sono quattro livelli di rappresentazione del corpo fra loro interagenti: 1. Rappresentazione lessicale e semantica, che permette il riconoscimento dei nomi e delle funzioni delle varie parti del corpo. 2. Rappresentazione visuospaziale, che consente di stabilire la posizione delle varie parti del proprio corpo e di quello altrui e le loro reciproche relazioni. 3. Rappresentazione somatosensoriale, che favorisce la ricostruzione mentale tridimensionale e dinamica del proprio corpo. 4. Rappresentazione motoria, che determina il mantenimento della rappresentazione somatosensoriale e permette di eseguire i movimenti. Su questa base, possiamo dire che i due pazienti di cui dicevamo poc'anzi, pur conservando intatta la rappresentazione semantica e lessicale, presentavano deficit nel secondo e terzo livello. Il primo paziente, che non riusciva ad indicare le parti del proprio corpo, aveva difficolt… nella rappresentazione somatosensoriale. Il secondo paziente, che non riusciva ad indicare le parti del corpo altrui, aveva difficolt… nella rappresentazione visuospaziale. La sindrome di Gerstmann Nella categoria dei disturbi dello schema corporeo a valenza ®negativaŻ un particolare interesse rivestono l'agnosia digitale e il disorientamento destra-sinistra, due deficit generalmente considerati come facenti parte di un'unica sindrome, quella di Gerstmann. L'agnosia digitale Š la difficolt… a riconoscere, indicare e denominare le dita delle mani, sia proprie che altrui. Circa dieci anni fa Š stato descritto il caso di una casalinga di 52 anni che, in seguito ad un ictus ischemico a livello dell'area parietale posteriore (situata sopra l'orecchio), mostrava difficolt… a riconoscere le sue dita, via via che l'esaminatore le toccava. Tutte le altre funzioni cerebrali erano integre (Della Sala e Spinnler, 1994). Il disorientamento destra-sinistra Š invece una selettiva difficolt… ad indicare parti del corpo lateralizzate. Il paziente, pur in assenza di deficit linguistici o percettivi, non riesce a descrivere come destre o sinistre le proprie parti corporee, quelle dell'esaminatore o quelle di disegni di corpi umani. Entrambi i disturbi potrebbero essere spiegati chiamando in causa un deficit nella capacit… di eseguire rotazioni mentali. Al riguardo ricordiamo che esistono tre rappresentazioni mentali del corpo: una rappresentazione centrata sull'asse destra- sinistra, una centrata sull'asse alto-basso ed una centrata sull'asse fronte retro. Secondo Gold et al. (1995), la rappresentazione orizzontale del proprio corpo Š data dall'integrazione di diversi segnali, appunto provenienti dai due lati, destro e sinistro. La rappresentazione del corpo altrui dipenderebbe invece dalla capacit… di ruotare l'immagine, fino a farla coincidere con la rappresentazione del proprio. Fantasmi allo specchio Il superamento dell'incapacit… di rappresentarsi mentalmente le rotazioni delle mani, con le conseguenti posizioni assunte dalle dita, oppure del corpo nel suo insieme, potrebbe essere probabilmente facilitato dall'osservazione della propria immagine riflessa allo specchio (Tobita et al., 1995). Ci• perch‚ esiste una decisa supremazia della vista sugli altri organi di senso. Questa supremazia Š ben nota ai ventriloqui, che basano le loro performance su un fenomeno ben noto, quello del cosiddetto ®catturamento visivoŻ: noi vediamo la bocca del pupazzo che si apre e si chiude e non esitiamo a collegare la voce che udiamo a questo movimento, quindi al pupazzo, distogliendo l'attenzione dalla vera sorgente sonora, che Š la bocca del ventriloquo. In modo analogo, anche i pazienti con arto fantasma possono venire ®ingannatiŻ dallo specchio. La supremazia della vista Š tale che se allo specchio facciamo in modo che l'arto sano compaia in corrispondenza della parte malata, come se fosse una sua prosecuzione, la persona non solo ha la sensazione che il movimento appartenga alla parte amputata, ma ha anche una notevole riduzione del dolore. Il cervello cade facilmente in imbrogli del genere. Non lo credete? Allora incrociate il medio sopra l'indice formando una piccola V all'estremit… delle due dita. Ora posizionate questa V formata dalle dita sul vostro naso. Vi stupirete, sentirete infatti di avere due nasi. Ô l'illusione di Aristotele, cosŤ chiamata perch‚ fu proprio lui a dimostrare che col tocco (stimolo tattile) possiamo dire che ci sono due oggetti, mentre la vista contemporaneamente ci dice che l'oggetto Š uno solo. Ecco un altro giochetto di Aristotele: incrociate il mignolo e il pollice e poi tra queste due dita ponete una biglia. Se non guardate le dita avrete la sensazione di toccare due biglie. Poi, quando guardate, la sensazione scompare. Diverse modalit… sensoriali possono inviarci informazioni controverse. Anche Aristotele, insomma, si divertiva a giocare con i fantasmi del cervello! Alessandra Girardi Nicoletta Beschin Sergio Della Sala (®Psicologia contemporaneaŻ n. 197/06) ®MessaggiarsiŻ - I nuovi mezzi di comunicazione trasformano le relazioni sociali e il modo di parlare e di scrivere. - Un ambito di studi che ha acquisito un notevole impulso e un rinnovato interesse, anche in prospettiva (socio) linguistica, riguarda l'impiego della lingua italiana nei recenti tipi di interazione comunicativa diffusi a partire dall'introduzione delle moderne tecnologie elettroniche. Se nel secolo scorso ci si soffermava sul ruolo unificante giocato da mezzi di trasmissione quali la radio, il telefono, la televisione e il cinema, oggi la diffusione capillare della ®comunicazione mediata dal computerŻ (resa dell'ingl. Computer-Mediated Communication, abbreviata CMC), sia sotto forma di chat sia di e-mail, ha spinto gli studiosi a interrogarsi sulle trasformazioni in atto provocate dalle nuove pratiche scrittorie, facendo confluire e sedimentare negli studi di linguistica le acquisizioni, ben note in ambito anglofono ma poco diffuse nel nostro paese, della ricerca pi— moderna, dalla sociolinguistica alla pragmalinguistica, e applicandole con sistematicit… ai nuovi media. Le chat e le e-mail, unite agli ultimi arrivati, gli Sms, si configurano infatti per molti utenti, in specie i giovani, ma non solo, come un modo di interagire immediato, o cosŤ percepito, che sostituisce parzialmente la conversazione orale, con la trasposizione nello scritto di caratteri strutturali del parlato. In realt… la comunicazione via computer mette in crisi la tradizionale dicotomia lingua scritta-lingua orale per assumere i tratti pertinenti e propri di una variet… di lingua a s‚, collocabile nel continuum tra scrittura e oralit…, quindi attingendo o respingendo peculiarit… tradizionalmente accreditate ai due poli. Non Š un caso che, nella varia letteratura di riferimento, per alludere all'interazione tra parlato e scritto propria delle nuove tecnologie siano state coniate etichette a effetto, come ®discorso digitatoŻ, ®visibile parlareŻ, ®discorso elettronicoŻ, ®talky writingŻ, ®written conversationŻ, ®written speechŻ, ®face-to-face scripturalityŻ, solo per citarne alcune. Nella conversazione virtuale il mezzo condiziona pesantemente il tipo di comunicazione veicolata; si tratta pur sempre di parole, di frammenti e di testi scritti, ma la correlazione con l'immediatezza situazionale li avvicina all'oralit… e influisce sulle possibilit… di pianificazione del discorso, producendo fatti morfosintattici e testuali che riecheggiano quelli della reale interazione faccia a faccia. In aggiunta intrattenere relazioni sociali mediante le conversazioni in rete, le e-mail e gli Sms Š oggi una pratica quotidiana, tanto che il ®dialogo telematicoŻ, proprio per le sue caratteristiche intrinseche (limitazioni nella pianificazione, presenza di fatismi, segnali discorsivi, errori di battitura ecc.) costituisce una interessante estensione del concetto prototipico di dialogo. Le nuove forme di comunicazione, contraddistinte dalla convergenza di tali fattori, sollecitano senz'altro nuove interpretazioni sul codice che si trasforma in scrittura ®digitaleŻ, la cui originalit… consiste nel ridurre la distanza esistente fra la produzione materiale e quella mentale e di lasciar filtrare indizi del processo sottostante di composizione nelle ricorrenti espressioni colloquiali, nelle ripetizioni, ecc. Riformulando un'immagine cara a Walter J. Ong, tale modalit… Š definibile nei termini di ®scrittura secondariaŻ, in quanto ®Š proprio il dominio dell'oralit… secondaria - come sostiene Pistolesi - a deformare il codice scritto in direzione della voce e a ispirare le strategie che mirano a reintrodurre la fisicit… dell'atto linguistico nel testo scrittoŻ. In sostanza il mezzo grafico Š stato piegato all'informalit… con ripercussioni che vanno a intaccare, come vedremo, in prima battuta i rapporti tra grafia e fonetica e poi la morfologia, la semantica fino a coinvolgere la testualit… del parlato e fare altresŤ capolino nel lessico dell'interazione quotidiana: a quanti di noi non Š capitato di scambiarsi frasi del tipo ®Ti Š arrivata la mia mail?Ż ovvero ®Hai letto gli Sms di ieri?Ż. Ciclicamente e in varie sedi si Š spesso pronosticato che la propagazione dei media telematici avrebbe portato a un progressivo declino dell'abilit… scrittoria, via via sommersa dall'ampiezza delle possibilit… di interazione diretta e non alfabetica; la scarsa familiarit… con il mezzo scritto avrebbe addirittura determinato, secondo alcuni studiosi, una rarefazione delle capacit… di formulare testi articolati. Un allarmismo di tale portata, che racchiude senza dubbio elementi di verit…, pu• tuttavia generare confusione o conclusioni affrettate e generiche: i media telematici (tra essi, paradossalmente, lo stesso telefono cellulare) hanno ridistribuito i domini nei quali Š prevista la comunicazione scritta, potenziando i bisogni e le occasioni di produzione e consumo di testi e tale fatto, unitamente alle potenzialit… e ai vincoli dettati dalle nuove tecniche, ha dato l'avvio a una serie di meccanismi di rinnovamento della prassi scrittoria che tende a materializzarsi attraverso nuove convenzioni comunicative, tanto dal punto di vista linguistico che da quello strutturale, informativo e delle modalit… di presentazione. All'aumento di una certa trascuratezza stilistica Š corrisposta una accresciuta tendenza alla creativit…: non Š quindi un caso che nel caratterizzare le varie forme di produzioni mediate da video o display si ricorra prontamente a tipi lessicali ed espressivi che rinviano all'oralit…. In sostanza con il diffondersi di Internet e della CMC molti segmenti giovanili si sono riappropriati della scrittura come strumento per conversare con i coetanei e tale spinta Š stata sostenuta dalla capillare e precoce espansione, soprattutto in Italia, del telefono cellulare, e dalla sua adozione per la trasmissione di brevi messaggi di testo, cioŠ gli Sms, che, seppur costretti nelle poche battute a disposizione, sono comunque scritti. La lingua scritta, ovvero lo scritto ®parlatoŻ, assumendo i tratti dello scambio conversazionale, ha via via abbandonato la veste ®togataŻ, che la contraddistingueva come veicolo per la comunicazione formale, e si Š tramutata in un volano di socializzazione, di costruzione di relazioni sociali informali, soprattutto grazie alle conversazioni in rete, le chat, gli Sms, i cui testi prodotti sono sostanzialmente modificabili, flessibili, aperti al continuo scambio dialogico che si avvia di volta in volta con la mossa successiva dell'interlocutore. I giovani hanno insomma riscoperto il codice scritto che tuttavia non coincide necessariamente con occasioni di impegno e di valutazione, come generalmente avviene nell'universo scolastico o lavorativo. Il rilancio da parte dei giovani della scrittura sorge infatti pi— dal bisogno di mettersi in comunicazione con gli altri, di consolidare il rapporto con il peer group, o avere comunque dei contatti, vuoi ®telematici e virtualiŻ, vuoi anche con sconosciuti, e percepire di meno la solitudine. Tali sono le ragioni alla base dell'esplorazione delle potenzialit… fornite dal sussidio grafico che assume in tal modo la funzione di rappresentazione dell'identit… del singolo e del gruppo, come avviene nei nuovi generi testuali nati con Internet, ovvero le e-mail, le chat, i forum e, in specie, i blog. I giovani in verit… hanno sempre tenuto la penna in mano, ma l'impressione che si ha Š che i nuovi media abbiano esteso anche a gruppi tradizionalmente esclusi l'utilizzo della comunicazione scritta: oltre agli usi ludici e parlati, circolano lettere, poesie, canzoni, riflessioni, racconti, cioŠ testi dalla funzione espressiva in cui l'autore fa emergere i suoi sentimenti e le sue esperienze. Mentre presumibilmente, rispetto al passato, sono diminuite le produzioni funzionali, le argomentative e quelle ®impegnateŻ, sebbene di recente stia via via emergendo una sorta di risveglio della partecipazione politica e sociale mediante la moltiplicazione di web-zine e blog di protesta e controinformazione. Le forme di scrittura elettronica, se condividono delle caratteristiche strutturali, si distanziano per delle convenzioni proprie a ognuna legate da un lato a una specifica tradizione grafica diversa da paese a paese e dall'altro al mezzo stesso di trasmissione. Senza potermi soffermare sull'influenza dei nuovi strumenti e sulle implicazioni cognitive sul processo di scrittura, vorrei commentare alcune peculiarit… che rendono in particolare i messaggi Sms un canale di comunicazione privilegiato negli usi adolescenziali, cui non si sottraggono, selettivamente, anche fasce di et… pi— mature. Proviamo a immaginare il solito marziano provvisto di un sistema di comunicazione a noi ignoto che ciclicamente approda sul nostro pianeta e che intenda stabilire dei contatti con il genere umano: si stupirebbe o sarebbe a disagio se, passeggiando per le vie di una citt… qualsiasi, gli passassero accanto delle persone dallo stile elegante e composto, che a un tratto iniziassero a parlare al telefono cellulare, alzando sempre pi— la voce, o altre invece che, orientando i loro discorsi verso auricolari sempre pi— minuti, quasi invisibili, assumessero l'aspetto di attori che recitano un monologo e altre ancora meno esperte che, avvolte da suoni indefinibili, si contorcessero e si tastassero in certi punti alla ricerca del cellulare e infine quelle che distinguendosi dal gruppo, invece di parlare, preferissero scrivere compulsivamente Sms, incuranti dei passanti e degli ostacoli sul loro cammino? Non Š possibile rispondere a un interrogativo di fantasia, ma a molti di noi non Š di certo estranea una scena simile, sperimentata per esempio per strada, in treno, nei locali e addirittura fra le pareti domestiche. Sul tema della comunicazione mediante i messaggi brevi al cellulare e sulla loro capillare e immediata diffusione esperti di vari ambiti disciplinari (sociologia, antropologia, informatica, linguistica, psicologia) si sono gi… ampiamente espressi, accumulando negli ultimi anni una vasta letteratura di riferimento, della quale mi servo a tratti nelle argomentazioni che seguono. Ma che cosa sono gli Sms? Il servizio Sms (Short Message Service), sorto nei primi anni Novanta, offre la possibilit… di inviare e ricevere brevi messaggi di testo alfanumerico fino a 160 caratteri da un telefonino Gsm a un altro, ma anche mediante alcuni siti web o, grazie ad alcuni modelli recentemente entrati nel mercato, anche da telefoni fissi, cui si sono aggiunti anche gli Mms (Multimedia Message Service), tecnologia che consente invece di inviare e ricevere sul cellulare immagini e brani audio. Nella comunicazione via Sms la distanza fra emittente e destinatario Š variabile come, in generale, nella CMC. Tuttavia, nel caso dei messaggi le diverse distanze fisiche fra gli utenti incidono ancora meno che negli altri mezzi sul contenuto, la funzione e la frequenza degli scambi. In altre parole, gli Sms si assomigliano un po' tutti, che siano inviati a persone vicine o distanti da noi. L'affermazione della scrittura digitale ci ha resi dunque molto meno soggetti di una volta alle reali distanze fisiche, nel senso che possiamo modificarle a nostro gradimento, manipolando i diversi mezzi, oltre che i contenuti e lo stile del nostro testo. In aggiunta una tecnologia della comunicazione Š tanto pi— indipendente dalla distanza fisica delle persone quanto pi— Š economica, in termini non solo di denaro, ma di impegno fisico, emotivo e linguistico: questa Š la ragione che ha trasformato gli Sms da contrassegno dell'universo giovanile in strumento comunicativo condiviso anche dagli adulti, incoraggiati nell'uso dai modesti costi di trasmissione e dalle frequenti offerte promozionali (prezzi concorrenziali, messaggi gratuiti ecc.). Inviare un Sms costa infatti pochi centesimi di euro e prevede il possesso di un cellulare che non solo costa meno di un computer, ma Š pi— veloce da avviare, agevole da utilizzare e ci accompagna ovunque andiamo. Scrivere un Sms ci impegna a formulare al massimo un testo di 160 caratteri, il che Š comunque un bel risparmio, per quanto un messaggio possa essere cruciale per la nostra esistenza. Dal punto di vista linguistico, gli Sms sono ancora una volta uno strumento assai economico: si tollerano errori ortografici, spazi mancanti, contrazioni di vario tipo, ®sono ammesse e anzi apprezzate - come sostiene Cosenza - forme di sintesi e comunicazioni cosŤ laconiche che in altri contesti sarebbero ai limiti della scortesiaŻ. Tale ®libert…Ż linguistica e comunicativa incide soprattutto sui tempi e i motivi della redazione dei messaggi: scrivere un Sms Š infatti possibile in qualsiasi situazione, anche camminando. Ô un potente incentivo a moltiplicare i contatti con amici vicini e lontani, parenti, conoscenti, perch‚ Š un modo divertente e rapido per riempire i tempi morti. Ô dunque l'economia di questa forma di pratica, nel senso ampio appena visto, nonch‚ la freschezza e la leggerezza dello scambio di battute che la accompagnano, ad aiutarci forse a comprendere la sua enorme diffusione: la quantit… di messaggi che gli italiani si scambiano tutti i giorni, e soprattutto durante le festivit… o a San Valentino (Š notizia recente (13 luglio 2006, TG2) che una coppia su cinque, al di sotto dei 24 anni, comunica l'epilogo della relazione con un Sms) Š ormai incontenibile e spinge a prevedere una curva di crescita sempre pi— straordinaria. L'irrefrenabile espansione dei messaggi in verit… va di pari passo con la fortuna del cellulare in Italia, paese nel quale esso ha conosciuto, rispetto ad altri territori europei, una diffusione di massa precoce (non dimentichiamoci che nella fase iniziale circolavano anche gli apparecchi falsi, status symbol per chi non poteva permettersi quello vero), un fenomeno che viene spesso messo in relazione a una serie di luoghi comuni sugli italiani qualificati come fanatici chiacchieroni cui l'uso del cellulare sia praticamente predisposto ®geneticamenteŻ. La pervasivit… di tale mezzo di comunicazione Š altresŤ osservabile nel nostro lessico comune: si pensi a esempio al tasso di frequenza d'uso particolarmente elevato di espressioni come messaggio, inviare, chiamare, sentire, raggiungibile. Ma Š altresŤ osservabile una parallela propagazione di termini che hanno assunto una accezione specifica connessa al nuovo contesto d'uso e di veri e propri neologismi. Ô il caso, per esempio, di telefonino, messaggino, faccina, sorti come diminutivi, ma adoperati come sostantivi, ad alludere rispettivamente al telefono cellulare (espressione altrettanto recente), a una comunicazione via Sms e a un messaggio visivo stilizzato. Si sta altresŤ facendo strada anche un nuovo verbo reciproco, messaggiarsi, legato allo scambio vicendevole di messaggi tra due o pi— utenti. Esempi di come alcune voci, utilizzate in questo peculiare ambito, sviluppino un diverso valore semantico, sono squillo, che Š divenuto sinonimo di telefonata (ma pu• valere anche riduttivamente per un saluto o un avvertimento in casi come ®ti faccio uno squillo e scendi, ciaoŻ), tacche, segnale e prendere/avere campo, avere copertura, riferiti alla capacit… di ricezione dell'apparecchio, carico e scarico che indicano il grado di autonomia delle batterie del cellulare, nonch‚ ricarica che fa riferimento al rinnovo o all'aumento del credito attraverso modalit… diverse, cui si aggiungono i numerosi acronimi di matrice inglese, del tipo Tacs, Gsm, Sim (card), Pin, DB (Dual Band), TB (Tri Band), e via citando. La comunicazione via cellulare si realizza dunque attraverso un uso integrato della parola e del codice scritto, cui si affiancano temi musicali, immagini, logotipi. Si vanno diffondendo, per esempio, Sms pubblicitari e promozionali, inviati da aziende e ultimamente anche da istituzioni per dialogare simultaneamente con le nuove generazioni, per solleticare il cliente con nuove offerte, nonch‚ per diffondere messaggi di pubblica utilit…: non sono estranei a tali pratiche molti atenei che si avvalgono degli Sms per la prenotazione degli esami; Š di recente memoria il caso degli Sms diffusi dalla Protezione civile sulle modalit… di arrivo e di spostamento nella capitale in occasione delle esequie del Santo Padre Giovanni Paolo II; di qualche anno fa Š invece la riflessione sull'utilit… pastorale di tale sistema di comunicazione: ®Nonostante la barriera invalicabile della brevit… e il vasto campionario di banalit… che viaggia sui cellulari, i messaggini dal contenuto profondo possiedono delle potenzialit… pastorali. Non pu• dirsi senz'anima un fenomeno tecnologico che fa giungere a imprevedibili destinatari una parola che tocca la mente e il cuore. Ne sono tanto convinti due cattolici tedeschi, conduttori di programmi religiosi televisivi, che hanno preso l'iniziativa di inviare ogni giorno con un Sms l'ultimo consiglio della sera, accompagnato da una preghiera, al cellulare di chi lo desidera (...). Come escludere che un messaggio breve, improvviso, continuativo e soprattutto spiritualmente calibrato, possa spingere anche a un radicale cambiamento di vita?Ż (V Magno, Giovani, l'annuncio via Sms, ®AvvenireŻ 30 dicembre 2004). Per restare sempre in tema religioso una ragazza inglese, Anna Williams, ha tradotto passaggi della Bibbia in brevi messaggi di testo, per aiutare i suoi coetanei a comprendere il linguaggio arcaico delle Sacre scritture; insomma un'alternativa divertente da affiancare alla lettura della Bibbia che, nei limiti della fedelt… al messaggio, sembra non dispiacere alla Chiesa. Ma un altro passo in avanti si Š compiuto, visto che con gli apparecchi di nuova generazione si pu• accedere a Internet utilizzando la tecnologia Umts, si pu• vedere la televisione (Š ormai noto che alcuni gestori di telefonia mobile rendono disponibili immagini pornografiche e invitano gli utenti, molti dei quali minorenni, a immettere materiale amatoriale, in cambio di ricariche gratuite) oppure interagire con i programmi radiofonici e televisivi, inviando ®dedicheŻ a parenti, amici e innamorati o, semplicemente, dei messaggi con l'illusione di intervenire nei sondaggi in tempo reale, nello sviluppo di format di largo successo, dando invece in tal modo la possibilit… agli autori di dirottare le preferenze. Per le sue potenzialit… intrinseche, connesse soprattutto alle dimensioni, sempre pi— ridotte, e alla capacit… di immagazzinare informazioni, in un cellulare lo scambio comunicativo non pu• quindi concretizzarsi che con una commistione di codici verbali e non verbali; oltre alle immagini pensiamo altresŤ alle suonerie, il pi— delle volte personalizzate e distintive a seconda di chi chiama, che si stanno tramutando, al pari dei modi di abbigliamento, delle fogge del taglio di capelli, dell'esibizione di particolari monili ecc., in segnali acustici da cui inferire dati sulle persone. Talora pu• accadere che la comunicazione si realizzi mediante puro suono: sono infatti sufficienti uno o pi— squilli dell'amico o dell'innamorato per avvertirlo, salutarlo o corteggiarlo (sullo schermo del cellulare appare quasi sempre il numero di chi ha chiamato, memorizzabile con immagini e motivi musicali personalizzati). C'Š di pi—: anche le manie e le ansie si sono adeguate alla propagazione accelerata della tecnologia. I cellulari, assieme ai piccoli computer, all'i$Pod sono diventati estensioni del nostro corpo (il cui accesso Š protetto da una chiave numerica), li teniamo nella tasca della giacca o dei pantaloni, al collo, in mano, a casa li spostiamo a seconda dei nostri movimenti, vegliano sul nostro sonno dal comodino o addirittura da sotto il cuscino (per i giovani fidanzati la comunicazione scritta e la fisicit… dell'apparecchio sono un surrogato della presenza dell'altro), finanche creano un fenomeno definito nei termini di stress da tecnologie, ovvero una nevrosi comportamentale, di cui sarebbe affetta met… della popolazione italiana e i cui sintomi di dipendenza hanno dato vita alle pi— diverse forme di tecno-superstizione (mai appoggiare il cellulare con il display in gi— sul letto, arriverebbero brutte notizie) ovvero di tecno- fobie (controllare di continuo se il cellulare ha campo per ®pauraŻ di non essere raggiungibile oppure utilizzare nella conversazione parole in codice per ®pauraŻ di essere intercettati). Nell'orizzonte di tale ritualit… manipolatoria, il peggio che pu• capitare Š perdere il telefonino, con gli Sms memorizzati e i vari numeri in agenda, Š un po' come perdere parte di s‚ o la propria identit…. Negli ultimi anni, varie indagini hanno gettato luce sugli aspetti negativi e ossessivi di questo bisogno di contatto continuo con gli altri, mettendoli in relazione soprattutto agli usi giovanili del cellulare. Tuttavia Š pi— obiettivo pensare che tale costante necessit… di dialogo, seppur telematico, sia molto pi— diffuso, meno dipendente da abitudini compulsive del telefonino e pi— trasversale dal punto di vista generazionale, culturale e sociale di quanto filtri dalle molte riflessioni sui media. Infatti, alcune categorie di utenti privilegiate nell'accesso alle tecnologie della comunicazione si abituano a costruire e consolidare fin da subito una fitta rete di rapporti interpersonali anche con Internet: chi pu• accedere a Internet con linea dedicata, ogni giorno per molte ore tende a scambiare e-mail, chattare, con rapidit…, frequenza e modi comparabili a quelli degli Sms. Tali interazioni comunicative intervengono con insistenza in taluni ambiti sociali e lavorativi (aziende, scuole, universit…), dove i nuovi media sono integrati e sempre a disposizione dell'utente, anche contemporaneamente. Le persone adoperano quindi in maniera ®mista e integrataŻ gli strumenti a disposizione e conversano telematicamente mentre stanno lavorando o studiando, sia per ragioni connesse alle loro attivit…, sia - pi— o meno velatamente - per rimanere in contatto permanente con la loro rete di rapporti, malgrado la sede in cui si trovano e ci• che stanno facendo. Spesso lo scambio comunicativo Š talmente denso e articolato da costituire un flusso di attivit… parallelo al lavoro e allo studio, in cui di norma i messaggi prodotti, pur avvalendosi del codice scritto, riproducono una testualit… fondamentalmente colloquiale, che imita il parlato fitto e veloce: si assiste insomma a quella ®rinascita del parlareŻ, invocata da Simone, che tuttavia il pi— delle volte assume i tratti deplorevoli, secondo alcuni, del ®cazzeggioŻ, del parlar futile, del parlare tanto per parlare. Ma osserviamo un po' pi— da vicino quali sono la struttura e la forma dello scritto per via telefonica, non tenendo sempre conto delle tipologie e delle potenzialit… di volta in volta diverse a seconda dei modelli. Una peculiarit… cruciale del formato degli Sms Š la brevit…: come gi… detto, lo spazio ridotto dello schermo dei cellulari impone un limite di 160 battute a messaggio, sebbene vada anche considerato che il pi— delle volte i messaggi non raggiungono il numero massimo di battute consentito, ma sono molto pi— concisi, e che Š altresŤ possibile spedire messaggi consecutivi con un solo invio, creando una sorta di testo ®a puntateŻ. Tale esigenza di sintesi ha diverse ripercussioni, soprattutto a livello di pianificazione, diventa strumento di riflessione e modalit… di pensiero, e i testi che ne derivano, seppur formalmente compressi, sono pronti a soddisfare esigenze di focalizzazione ed espressivit…. Il dialogo, che si svolge attraverso le dinamiche di scrittura (tastiera) e lettura (schermo), Š, almeno in apparenza, un po' laborioso, perch‚ i tasti sono piccoli e ciascuno va digitato pi— volte per ottenere le lettere dell'alfabeto. Lo schermo permette la lettura di poche righe sia in fase di produzione sia di ricezione del testo. Di recente Š venuta in soccorso la tecnologia T9 (T9 Text Input) per la composizione rapida degli Sms. Questa tecnologia, grazie a un vocabolario presente nella memoria del cellulare, consente di premere i tasti un'unica volta per ottenere una lettera, anche se la prima che appare non Š quella che si desiderava: a mano a mano infatti che si digitano le lettere, il sistema cerca nel suo vocabolario una combinazione possibile nella lingua di riferimento e alla fine propone una parola corretta in quella lingua, che l'utente pu• accettare o sostituire con ulteriori alternative (si faccia per esempio attenzione perch‚ pur volendo comporre ®ebraismoŻ pu• risultare ®fascismoŻ!). Gli utenti, in possesso di cellulari dotati di questo sistema, impiegano per comporre gli Sms in media la met… del tempo che in sua assenza. Questi vincoli rendono poco agevole la revisione o la modifica dei testi, che tra l'altro non possono essere conservati a lungo (oltre un certo numero di messaggi si verifica o una cancellazione o una sostituzione). Per ovviare a tale limite, gli adolescenti trascrivono gli Sms inviati o ricevuti, e li affiancano a una serie di annotazioni sugli utenti, sulle date, sulle particolarit… ortografiche ecc., in tal modo, superando il tratto dell'effimero, proprio di tale comunicazione, essi hanno la possibilit… di creare un archivio della memoria dal significato affettivo, come i diari di una volta. La trasmissione del messaggio avviene praticamente in tempo reale e l'arrivo Š segnalato da un segnale acustico o da un'icona. Negli Sms, ma in generale nella CMC, la canonica distinzione tra sistemi sincroni e asincroni di comunicazione, intendendo con sincronia la compresenza del parlante e ricevente/i, Š stata superata in favore di una dimensione di semi-sincronia che fa leva sul fatto che la prospettiva temporale dello scambio ovvero la percezione dell'immediatezza della risposta Š un'opzione dell'utente, non una peculiarit… intrinseca del mezzo. In altre parole, se il cellulare ricevente Š acceso e non si verificano disguidi tecnici (difficolt… di ricezione o traffico nella rete), l'Sms Š recepito nel giro di pochi secondi, creando un'illusione di condivisione del tempo fra gli utenti. Tuttavia tale rapidit… dipende solo in parte dalla tecnologia e molto di pi— dalle rappresentazioni interpersonali e sociali degli scambi. Alla velocit… dei tempi di invio non corrisponde altrettanta velocit… nella risposta che quindi, per varie ragioni, pu• anche essere differita: tale scarto temporale suscita il pi— delle volte nel ricevente disagio, apprensione e impazienza, tali da generare messaggi di rimprovero (®ehi cavallina storna, dove caz sei? Accendi sto caz di tel!!!!Ż) o messaggi di scusa da parte dell'interlocutore (®Ora non posso a dopoŻ oppure ®Sono a lezione, non posso rispondertiŻ). Gli Sms sono solitamente adoperati per la comunicazione da persona a persona, sebbene la tecnologia adoperata dia la possibilit… di inviare nuovamente un identico messaggio a pi— destinatari. In generale tale interazione uno-a- uno assume una connotazione fortemente dialogica, circoscritta tra due utenti (episodica Š la segnalazione del mittente, talora celato sotto uno pseudonimo o una iniziale puntata), che incentiva lo scambio di contenuti assai confidenziali e privati, spesso contraddistinti da una elevata condivisione enciclopedica che regola l'apparato di impliciti e presupposizioni testuali veicolate dalla comunicazione. La comprensione dei messaggi, talora ellittici (si nota per esempio l'alta ricorrenza di taluni segni interpuntivi, come ®???Ż oppure ®...Ż, il cui implicito Š indecifrabile), Š possibile solo se gli interlocutori sono in grado di ricostruire quel sistema di conoscenze condivise, altrimenti anche il contenuto esplicito pu• sfuggire o creare fraintendimenti. Lo spazio del non detto supera evidentemente quello concesso dai 160 circa caratteri a disposizione: per esempio un testo del tipo ®CiaoŻ, documentato tra una coppia, presuppone che la moglie intuisca che il marito, fuori casa per lavoro, in quel momento sia libero per conversare. In tal modo gli Sms sono meno invasivi dello spazio individuale, rispetto a una tradizionale telefonata, sia da parte del mittente che talora si annuncia mediante Sms (®Sei telefonabile?Ż oppure ®Dovrei aggiornarti su alcune cosette. Posso chiamarti dopo?Ż) sia da parte del destinatario che, per quanto avvisato dell'arrivo del messaggio, pu• differire la lettura a un momento successivo o a un altro canale. Ô estremamente significativo segnalare che nella comunicazione via Sms alla costante reperibilit…, comunque gestibile dall'utente, si affianca una mancata condivisione delle coordinate spazio-temporali fra emittente e destinatario. La delocalizzazione, per cui il contesto spaziale non Š comune e non Š conosciuto (®Dove sei?Ż a cui si risponde ®Sono quaŻ), e l'annullamento della dimensione temporale, dipendente dal fatto che il momento di produzione e quello di ricezione degli Sms sono almeno un po' diversi, vengono in realt… compensati dall'originale percezione di spazio e tempo attribuita dagli utenti. Lo scambio repentino di messaggi, oltre a procurare un insolito piacere, offre infatti l'illusione della simultaneit…, della compresenza, di annullare le distanze fisiche: la miglior soluzione contro la lontananza nello spazio Š la vicinanza virtuale dello scambio comunicativo: insomma si cerca di supplire l'assenza di contiguit… fisica sovraccaricando di espressivit… il nuovo codice verbale. Per esaminare gli Sms occorre altresŤ gettar luce sulla contaminazione tra modalit… differenti di scrittura e analizzare la loro collocazione da un punto di vista funzionale, o meglio di contenuto. Riguardo a questo secondo aspetto, Š possibile affermare che la funzione principale dei messaggi Š comunicativa/informativa. Essa serve a gestire l'interazione, reale o virtuale, fra gli utenti: si tratta per lo pi— di testi che contengono formule di saluto o di augurio (dai generici ®ciaoŻ, ®buongiornoŻ, ®buonanotteŻ ecc. ai pi— specifici ®tanti cari auguri di buon Natale o buona PasquaŻ: non mancano a tal proposito iniziative editoriali o multimediali che propongono Sms preconfezionati da utilizzare nelle occasioni rituali e festive); brevi cenni per mettersi d'accordo (®A che ora ci becchiamo?Ż), per darsi appuntamenti (®Oggi alle 17 davanti all'UniŻ) e per accordarsi sulle modalit… di incontro (®Vengo a prenderti a casa by carŻ). La semplicit… di tale categoria di messaggi denota dunque una finalit… essenziale, quella di stabilire un contatto. Ma gli Sms assolvono anche a un'altra funzione, quella espressiva, creativa e relazionale: qui i contenuti non Š detto che siano cosŤ distanti da una ®normaleŻ conversazione quotidiana, ci• che assume un rilievo importante Š la manipolazione della veste formale del testo, che si astrae dalla ordinariet… della lingua comune per lasciare spazio al gioco verbale. Lo spazio compresso dei 160 caratteri incoraggia l'utente alla creativit… linguistica con finalit… ludiche. Se alcuni vecchi modelli non discriminavano le maiuscole dalle minuscole, gli apparecchi pi— recenti sanno fare anche di meglio. In generale la differenziazione fra i due tipi Š rispettata, tranne quando l'emittente desidera enfatizzare un gioco visivo, una parola o un frammento intero (la maiuscola coincide nel ®galateoŻ a un innalzamento del tono della voce). I diacritici (accento e apostrofo) e i segni di interpunzione sono adoperati con rispetto alla norma, bench‚ in alcuni esempi si segnalino alternativamente uno scarso uso di virgole, un'iterazione dei puntini di sospensione e un uso enfatico del punto interrogativo ed esclamativo. Anche la spaziatura Š regolare, ma non mancano casi in cui la soluzione di continuit… tra parole equivale a una voluta simulazione del parlato (®NonHoCapitoCosaMiHaiChiestoŻ). Anche la ripetizione grafica delle vocali o delle consonanti Š tesa a mimare i tratti prosodici del parlato: per esempio ®ciaooooŻ, ®graaaaandeŻ, ®sŤŤŤŤŤŤŤŻ, ®vabbbbeneŻ riecheggiano la durata delle corrispondenti varianti orali (®Mi dispiace tantoooooo, mi perdoni?Ż). Come per le chat e le e-mail, anche gli Sms, per produrre una conversazione brillante e vivace, analoga allo scambio del parlato dialogico, manipolano l'ortografia dell'italiano, nonch‚ le opportunit… creative che i tasti e le relative combinazioni mettono a disposizione, quali abbreviazioni, acronimi, enfasi grafiche, emoticons. Se ne segnalano infatti di specifiche: si va da abbreviazioni ottenute con il ®sacrificioŻ delle vocali, che danno vita a una scrittura consonantica allusiva (cm vale per come, cmq per comunque, qnd e qnt rispettivamente quando e quanto, msg sta per messaggio, dmn per domani, dv per dove, crdv per credevo) o con il troncamento di un segmento della parola (tel, cell, uni, lez), a sigle formate con le iniziali delle parole della frase (dagli ormai intuitivi tvb, che sta per ti voglio bene, oppure tvtb, ti voglio tanto bene, ai meno espliciti ap, a proposito, asap che sta per l'inglese as soon as possible) o del nome proprio della persona, luogo ecc. di cui si sta scrivendo, dall'uso dei nomi delle singole lettere (d, g e t valgono di, gi, ti: ®da dove dgt?Ż significa ®da dove digiti?Ż, fino al ben noto grafema k per sostituire il digramma ch o semplicemente la c: ®Ke kosa vuoi? Non rompereŻ) alle combinazioni di grafie simboliche, logografiche e tachigrafiche, consuetudini peraltro rintracciabili nelle scritture di antica memoria (c6, 7mbre e r8 valgono per ci sei, settembre e rotto; hdere per accadere; gg per oggi; + tardi per pi— tardi ovvero t+t torno pi— tardi; nem per nemmeno ecc.), fino agli ideofoni e alle onomatopee dei fumetti per giungere alle varie emoticons (letteralmente le icone emozionali, meglio conosciute come faccine) che aiuterebbero a esprimere uno stato d'animo ovvero ad accompagnare un messaggio potenzialmente ambiguo, rafforzando la dimensione visiva ed espressiva degli Sms che sfrutta a piene mani la componente iconica. Le modalit… di produzione grafica, che per certi versi possono ricordare la stenografia, assumono altresŤ caratteristiche proprie del gergo, quindi difficili da interpretare per i non esperti: ®novelodinŻ, Š una originale ®contrazioneŻ di ®non vedo l'ora di incontrartiŻ. L'intersezione di vari codici linguistici e paralinguistici non pu• prescindere dall'uso di un sapere e delle sue rappresentazioni comuni, anzi Š proprio questa conoscenza del mondo il pi— possibile ampia e condivisa che incoraggia i giovani a un impiego abbondante e creativo di tali strategie di economia, cui si aggiungono le citazioni letterarie (®mi illumino d'immenso, ho passato l'esameŻ, ®ehi cavallina storna, dove caz sei?Ż, che riciclano reinterpretandole reminiscenze scolastiche), le espressioni dialettali e le mescolanze linguistiche (italiano, dialetto, lingue straniere: ®ehi gringo call me o soi a chiazeŻ, cioŠ ®amico telefonami, sono a casaŻ, il frammento in friulano non rispetta le convenzioni grafiche - in specie i diacritici - dell'utilizzazione scritta dell'idioma, per chiare esigenze di economia e brevit…), tutte volte ad affermare il senso di appartenenza al gruppo dei pari e di condivisione di interessi, comportamenti, modelli, mode e passioni. Di particolarmente nuovo c'Š proprio da segnalare che sono stati espressi attraverso l'uso scritto in tutti i nuovi media, ma in particolare negli Sms, messaggi formulati attingendo dalle variet… substandard che mai avrebbero raggiunto gli spazi riservati allo scritto: il turpiloquio Š variamente presente, come peraltro i termini dialettali e regionali (®Sinte omo risp con un altro mex, mandiŻ), usati per lo pi— con finalit… ludiche ed espressive, che non dipendono sempre dalla provenienza del mittente. Le voci straniere provengono in massima parte dall'inglese e, in subordine, dallo spagnolo: oltre ai veri e propri prestiti (®Arrivo 5 min late, aspettamiiiiiŻ, ®Gg o visto Ste cn new car!!!!Ż, cioŠ ®Oggi ho visto Stefano con la macchina nuovaŻ), essi figurano in apertura e in chiusura dei messaggi, nelle formule di saluto e di cortesia (®Sar• a Ud next week, besosŻ ovvero ®Ci vediamo a lez domani, smack smack P.Ż). Ma nella scrittura-lettura degli Sms, gli utenti ricorrono, oltre alle particolarit… grafiche e lessicali, anche a taluni tratti significativi specifici di altri livelli di analisi, quali l'uso peculiare della deissi spaziale e temporale, la preferenza per alcune forme verbali e costruzioni sintattiche marcate, l'organizzazione testuale che riflette l'andamento dialogico, segnali discorsivi ecc. Infatti anche la sintassi ricorre a strategie di progettazione tipiche del parlato, come l'andamento paratattico, se non sincopato o ellittico, dei periodi, privo di nessi esplicativi e topicalizzato, la cui informalit… viene messa in luce da una punteggiatura originale e parsimoniosa cosŤ come, gi… detto, da un'ortografia rilassata. Alla velocit… della comunicazione, che produce insomma una scrittura telegrafica, vincolata anche dalle caratteristiche tecniche del mezzo, dovrebbe corrispondere una abbondante trascuratezza (che spinge poi a tollerare disgrafismi o altro), tuttavia in pi— corpora si Š notata invece una certa adeguatezza ortografica, non disgiunta da un uso di frasi compiute e complete di punteggiatura. A livello della CMC, e degli Sms in particolare, non Š dunque per forza ammissibile o prevedibile una perdita di competenze e inoltre Š difficile pensare che usi ed espedienti grafici, come quelli sopra illustrati, possano affermarsi come norma stabile per ogni tipo di produzione scritta. Ma, accettata tale riserva prudenziale, Š altrettanto vero che il diffondersi e il consolidarsi delle nuove forme di comunicazione a distanza stiano attualmente modificando il modo di entrare in relazione con gli altri e con il sapere. Se ne vogliamo cercare le cause dobbiamo certamente orientare il nostro sguardo verso il cambiamento del contesto sociale e anche antropologico verificatosi negli ultimi decenni nelle reti comunicative all'interno delle quali si muovono i vari segmenti giovanili, che hanno mutato i propri stili di vita e comunicativi, strutturando, diversamente rispetto al passato, le relazioni e la dinamica dei gruppi. Le nuove generazioni, ma non solo, stanno sperimentando una rivoluzione antropologica di enorme portata: il primato dell'immagine, dell'elemento iconico a discapito del testo scritto. Con l'espansione dei mezzi di trasmissione quali radio e televisione prima e del computer poi Š indiscutibile che il modo di comunicare e di conoscere soprattutto tra i giovani abbia subito via via delle trasformazioni. Senza voler addentrarsi in una riflessione che porterebbe lontano, crediamo sia utile non ripudiare la svolta in atto e non demonizzare l'uso pervasivo dello schermo, o meglio del display, ma semmai cercare di avvicinare tale nuovo mezzo a quelli tradizionali come ulteriore risorsa di conoscenza, accelerandone l'integrazione e la conseguente riduzione dei rischi nell'impiego esclusivo dell'uno e dell'altro. Abbiamo visto che, nel tentativo di rafforzare l'espressivit… della parola scritta, spesso i giovani mescolano consapevolmente tratti formali e aulici con altri informali, colloquiali e trascurati, e scoprono la possibilit… di potenziare la funzione ludica della comunicazione combinando giochi grafici e creativit… linguistica. Anche in questo caso emergerebbe una dinamica da mettere in relazione con il rilancio della scrittura di cui si Š parlato, auspicando quindi un uso diversificato e integrato delle varie forme di scrittura inteso come uno degli accessi privilegiati al sapere e all'acquisizione di abilit… e capacit… relazionali. Tuttavia tale passo non pu• essere compiuto se prima non si riconosce l'insufficienza, o meglio, la crisi della tradizionale dicotomia che vede opporsi le categorie dello scritto vs parlato: la proposta di un nuovo paradigma di scrittura multimediale, inclusa quella degli Sms, ®Š qualcosa di pi— che - come ribadisce Crystal - un aggregato di tratti parlati e scritti. Facendo cose che nessuno degli altri due mezzi fa, deve essere considerato una nuova specie di comunicazione. Ô pi— di un semplice ibrido di parlato e scritto, o del risultato del contatto fra due mezzi di vecchia data. I testi elettronici, di qualunque tipo, sono semplicemente diversi dagli altri tipi di testiŻ. Lo studio di questo originale ambito linguistico e comunicativo richiede quindi un'attenzione, oltre che per i fenomeni strettamente linguistici, anche per l'articolata gamma dei comportamenti non-verbali (ritualit…, manie, atteggiamenti compulsivi, mode, segnali di identificazione): ancora una volta l'analisi prettamente sociolinguistica deve attingere, per dirsi completa, da osservazioni di natura pragmalinguistica ed etnolinguistica. Fabiana Fusco (®PrometeoŻ n. 96/06) Amarcord della radio libera nell'era dei grandi network - Tutto incominci• con Radio Parma e con Radio Milano International: una rivoluzione segnata dalla programmazione musicale e dal dialogo con il pubblico. Ora trionfano i grandi circuiti commerciali e torna il rischio dell'omologazione. - Si Š da poco celebrato il trentennale della liberalizzazione della radiofonia italiana. Con le ®operazioni nostalgiaŻ tipiche di queste occasioni, si sono ricordati i pionieristici inizi: Radio Parma cominci• a trasmettere, clandestinamente, il primo gennaio 1975 e solo poco pi— di due mesi dopo, il 10 marzo, si accese, per la prima volta, il segnale di Radio Milano International, l'emittente che diede l'impronta a tutte le future radio commerciali italiane. CosŤ come sono stati rievocati, con malcelato rimpianto, i giorni della chiusura coatta, da parte dei carabinieri, di Radio Alice a Bologna, nel marzo 1977, dopo poco pi— di un anno di vita della voce simbolo del movimento studentesco; esperienza romanticamente descritta nel film di Guido Chiesa Lavorare con lentezza il cui titolo riecheggia il testo del cantautore napoletano Enzo Del Re che apriva la mattinata di Radio Alice: ®Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo@ chi Š veloce si fa male e finisce in ospedale@ in ospedale non c'Š posto e si pu• morire presto@ Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo@ la salute non ha prezzo, quindi rallentare il ritmo@ pausa pausa ritmo lento, pausa pausa ritmo lento@ sempre fuori dal motore, vivere al rallentatoreŻ. (A proposito: Del Re Š una delle figure pi— radicali della scena politico-musicale degli anni Settanta; famoso perch‚ esigeva come compenso il minimo sindacale dello stipendio di un metalmeccanico e teneva concerti solo in luoghi raggiungibili da mezzi pubblici, finita l'epoca della contestazione si Š ritirato nel suo paese natale, Mola di Bari, esibendosi ancora come cantastorie). Gli inizi quasi clandestini Un po' meno attenzione Š stata dedicata a una riflessione attenta di come e perch‚ da un'effervescenza creativa senza pari si sia passati all'odierna situazione di sostanziale omologazione tra le emittenti, che risultano difficilmente distinguibili le une dalle altre, tranne qualche particolare eccezione, e perch‚, comunque, tutte abbiano pressoch‚ smarrito quella caratteristica di spregiudicatezza per cui nei primi anni vennero identificate come ®libereŻ e oggi, invece, semplicemente ®privateŻ e/o ®commercialiŻ. Al di l… dell'agiografia, un piccolo excursus storico Š doveroso; pi— che per ricostruire l'esatta successione degli avvenimenti, per cercare di capire quale fosse la particolarissima fertilit… del terreno in cui si svilupparono le prime emittenti italiane al di fuori del servizio pubblico. Prima del 1975 solo la Rai poteva trasmettere sul territorio nazionale. Lo faceva con tre canali radiofonici: due generalisti molto segmentati nella programmazione e uno con molta musica colta e approfondimenti culturali nel mondo della letteratura e dell'arte. Nelle case degli italiani, poi, arrivava anche la filodiffusione, una sorta di radio ®via cavoŻ che, attraverso una linea telefonica, replicava i contenuti dei tre canali radiofonici e ne aggiungeva altri due di sola programmazione musicale, uno dedicato alla musica leggera e l'altro alla classica; il tutto senza disturbi di ricezione e in stereofonia, cosa non da poco se si pensa che la maggioranza degli apparecchi radiofonici ricevevano solo le onde medie che non consentivano la diffusione di un segnale stereo. L'esiguit… degli spazi d'espressione e, ancor di pi—, la vocazione precipuamente pedagogica della Rai, negli anni avevano scavato un solco sempre pi— profondo tra la cultura ®ufficialeŻ che il servizio pubblico incarnava senza sbavature e gli interessi culturali di una parte sempre pi— grande della popolazione. A questo si aggiunga il fermento politico che caratterizz• quell'epoca a partire dalla fine degli anni Sessanta e sar… facile intuire come le prime esperienze di radio (®pirataŻ piuttosto che ®libereŻ, dato che cominciarono tutte clandestinamente e utilizzando la ®modulazione di frequenzaŻ, pi— versatile delle onde medie, ma che permetteva una copertura ristretta all'ambito locale) siano state pi— il manifestarsi di un incontenibile desiderio di espressione che un progetto strategico di comunicazione. Nell'aprile del 1975, a questi fermenti non autorizzati cerc• di dare una risposta la legge di riforma della Rai che, se da una parte si apriva affinch‚ nuovi soggetti potessero esprimersi al suo interno, dall'altra ribadiva il divieto di trasmissione da parte di altre emittenti. Una legge ®nata vecchiaŻ, si disse, e infatti, poco pi— di un anno dopo, il 28 luglio 1976, la Corte Costituzionale dichiar• illegittimi alcuni articoli della suddetta legge ®in quanto essi impediscono l'installazione e l'esercizio di impianti di diffusione radiofonica e televisiva via etere di portata non eccedente l'ambito localeŻ. Fu il sostanziale via libera all'esperienza radiofonica e televisiva privata. Le radio politiche e la rivoluzione musicale Un'altra ambiguit… da chiarire a trent'anni di distanza Š la troppo frequente, odierna, sovrapposizione tra radio libera e radio politica. Il fatto che nei primi anni di ®libert… radiofonicaŻ fossero nate un gran numero di emittenti a carattere politico, spesso correlate alle istanze ®movimentisteŻ di gruppi e gruppuscoli studenteschi o operai, era dovuto alla peculiare situazione sociale di quel periodo. Basti ricordare che nella galassia delle forze extraparlamentari legate alla sinistra (Democrazia Proletaria, Movimento dei lavoratori per il socialismo, Lotta Continua, Avanguardia Operaia, Potere Operaio, tanto per citarne alcune) ognuna di esse, o quasi, aveva un suo quotidiano di riferimento; la cui testata a volte coincideva, a volte no, con il nome del gruppo stesso. Di tutti quei giornali oggi rimane a fatica ®Il manifestoŻ; allo stesso modo, di Canale 96, Radio Black Out, Radio Alice, Radio Citt… Aperta e di tutte le altre miriadi di emittenti, a volte espressione di collettivi studenteschi composti da una decina di compagni di classe di un solo liceo, sono rimaste solo Radio Popolare e Radio Citt… Futura. In realt… le caratteristiche che connotavano le radio libere, che fossero impegnate o no, erano due: la programmazione musicale e la partecipazione del pubblico. Riguardo a quest'ultima, si pu• dire che fu una svolta epocale il permettere agli ascoltatori di partecipare alla realizzazione dei programmi dando loro un ruolo, a volte di semplice punteggiatura (le dediche), altre volte di pesante contributo (i famosi ®microfoni apertiŻ); una svolta che cambi• completamente il modo di comunicare non solo radiofonico ma anche televisivo. (Ô in questi anni che anche nei programmi televisivi cominciano a comparire in onda telefoni con cui i conduttori interagiscono con il pubblico; uno per tutti, il grande telefono old style al centro dell'inquadratura de L'altra domenica di Renzo Arbore. La partecipazione del pubblico ha negli anni assunto via via sempre maggiore importanza fino ad arrivare ai reality odierni). Per quanto riguarda la programmazione musicale, Š la caratteristica pi— specificamente radiofonica. Per capire quale sconvolgimento la nascita delle radio libere abbia operato nella fruizione della musica nel nostro Paese, occorre, di nuovo, un piccolo passo indietro. La Rai riservava alla musica poche ore al giorno di programmazione. Inoltre le novit… musicali erano relegate in programmi di intrattenimento come Per voi giovani o Alto gradimento che, tra una battuta e l'altra, inserivano qualche cantautore o gruppo anglo-americano. Di discoteche ancora non si parlava, se mai di dancing o balere. Gli unici programmi totalmente musicali erano due: Hit Parade e Dischi caldi; due classifiche dei dischi pi— venduti in cui i brani musicali non erano neppure fatti sentire per intero. Nel contempo c'era un grande interesse ®clandestinoŻ per la musica, per i grandi gruppi americani e inglesi, per i cantautori; il rock, il funky, e i molti appassionati cercavano e si scambiavano dischi con un tam tam sotterraneo sempre pi— diffuso e sempre ignorato dall'emittente di Stato. Tutte le prime radio libere furono radio musicali. Radio Milano International, Studio 105 e Radio Music a Milano; Radio Roma, Radio Antenna Musica e Radio Luna a Roma, e la stessa Radio Parma nacquero per fare ascoltare la musica che in Italia non si poteva sentire. I primi dj ®pionieriŻ italiani erano tutti fanatici di musica che attraverso la radio davano voce alla loro grande passione. Una passione che gener• una vera e propria rivoluzione nei gusti e nelle abitudini musicali degli italiani. Basta osservare le classifiche dei singoli pi— venduti di quegli anni e confrontarle per capire la portata del fenomeno. Nel 1974 domina Claudio Baglioni con E tu ma, per esempio, al terzo posto c'Š Blue Shadow di Berto Pisano, sigla di una fiction di successo di quell'anno e poi Mina, Celentano, Cocciante, I Cugini di Campagna. Nel 1975 il solito Baglioni, ma tra Domenico Modugno con Piange il telefono e i Santo California (un duo calabrese che canta Tornerai Torner•, ennesima riproposizione del dramma degli emigranti) cominciano ad apparire Barry White e Carl Douglas (Kung Fu Fightin). Se guardiamo per• la classifica degli album pi— venduti, in cima c'Š Rimmel di Francesco De Gregori di cui tra i singoli non c'Š traccia. Nel 1976 l'album pi— venduto in Italia Š Wish You Where Here dei Pink Floyd; nei singoli, dopo Battisti, c'Š Bruno Lauzi con La tartaruga, Afric Simone con Ramaya e gli Oliver Onions con Sandokan, tutte sigle di programmi tv. Nel 1977 cominciano a vedersi i primi effetti: Donna Summer con I feel love Š al quinto posto dei singoli, ma ha ben tre album tra i primi in classifica. Nel 1978 primo singolo e primo album coincidono: Staying Alive e Saturday Night Fever dei Bee Gees. Dal 1979 in poi, e rapidamente, i brani melodici italiani tendono a sparire dalla classifica, che si internazionalizza sempre di pi— e si distacca decisamente dalla propaganda televisiva. Le radio libere, programmando musica per lo pi— straniera (Radio Milano International per anni ne fece un motivo di vanto a cui non erano ammesse deroghe), avevano sovvertito il mercato discografico. Questo, che Š senz'altro stato il maggiore esito che le emittenti private sono riuscite a ottenere in virt— della loro spontaneit… e autonomia, fu anche l'inizio della fine del loro stato di radio libere. Per riuscire in quest'opera ebbero un grande alleato: le case discografiche. Quasi subito, infatti, i responsabili delle etichette capirono le potenzialit… del momento storico e cominciarono a rifornire le giovani radio di dischi e di tutto quello che arrivava dagli Stati Uniti e dall'Inghilterra. Ô un po' come se, di questi tempi, le majors, invece di combattere e fare pressioni per la chiusura dei siti Internet da cui Š possibile scaricare la musica, diventassero i fornitori principali delle canzoni da scaricare dai siti stessi. Questa dinamica all'inizio stabilŤ un circolo virtuoso: da una parte le radio poterono arricchire la propria programmazione, dall'altra le case discografiche riuscirono a far conoscere artisti e musiche che non avevano possibilit… di diffusione nel nostro Paese e, di conseguenza, ampliarono il loro mercato. Con lo strutturarsi delle emittenti e con l'aumento esponenziale delle vendite dei dischi, questo meccanismo negli anni si Š rivelato la causa di maggiore cristallizzazione e omologazione delle radio private. Sempre meno, infatti, i programmatori musicali hanno la possibilit… di non sottostare ai dettami delle case discografiche che spingono alcuni artisti a dispetto di altri. Il risultato inevitabile Š la sensazione che le radio trasmettano tutte, in buona sostanza, la stessa musica, con una percezione di elevata omologazione tra un'emittente e l'altra. In questa situazione, paradossalmente, il ruolo di emittente ®liberaŻ l'ha riacquistato Radio Rai; per essere pi— precisi, alcuni ®momentiŻ di Radio Rai. Il fatto di essere ®servizio pubblicoŻ le consente di non soggiacere alle pressanti richieste della discografia, anche se, talvolta, lo fa per un'incomprensibile invidia nei confronti delle radio private. Ma nei suoi programmi di punta, che anche sul versante autoriale hanno una precisa identit…, riesce ad armonizzare i contenuti con la proposta musicale, cosa ormai quasi impossibile nelle altre emittenti. Accade in Viva Radiodue, ne Il ruggito del coniglio, in Caterpillar, con l'impagabile sensazione, da parte dell'ascoltatore, di stare ascoltando, se non una radio, un programma libero. Dario Enrico Baudini (®Vita e pensieroŻ n. 4/06)