Luglio-Settembre 2008 n. 3 Anno XXII Quaderni di Minimondo Rivista culturale Braille Periodico trimestrale Fascicolo I Direzione Redazione Amministrazione Biblioteca Italiana per i Ciechi 20052 Monza - Casella postale 285 c.c.p. 853200 - tel. 039/28.32.71 e-mail: bic@bibciechi.it Dir. Resp. Pietro Piscitelli Comitato di redazione: Massimiliano Cattani, Antonietta Fiore, Luigia Ricciardone Pietro Piscitelli (Responsabile) Copia in omaggio Stampato in Braille a cura della Biblioteca Italiana per i Ciechi ®Regina MargheritaŻ onlus via G. Ferrari, 5/a 20052 Monza Sommario John Broome: L'etica del cambiamento climatico (®Le ScienzeŻ n. 480/08) Paola Bottecchia: Se archivi, libri e giornali diventano ®volatiliŻ (®LettureŻ n. 646/08) Gian Marco Marzocchi, Santo Di Nuovo: Disattenti, svogliati, iperattivi: Che succede ai nostri bambini? (®Psicologia contemporaneaŻ n. 204/07) Giulia Galeotti: La contraccezione: una vicenda millenaria (®PrometeoŻ n. 102/08) Joseph R. Di Franza: Schiavi dalla prima sigaretta (®Le ScienzeŻ n.479/08) Anna Oliverio Ferraris, Harald Welzer: La banalit… del male (®Psicologia contemporaneaŻ n. 208/08) Andrea Semplici: Praga: il ritorno del Golem (®Tutto TurismoŻ n.355/08) Marina Verzoletto: Leonard Bernstein: la gioia della musica non conosce confini (®LettureŻ n. 549/08) L'etica del cambiamento climatico - Il bilancio tra prosperit… ed eventualit… che il cambiamento climatico riduca il benessere delle generazioni future richiede scelte etiche da parte degli economisti. - Che cosa dovremmo fare per affrontare il cambiamento climatico? Ô un interrogativo etico. La scienza, insieme alle discipline economiche, aiuta a scoprire cause ed effetti del mutamento climatico e a capire che cosa siamo in grado di fare per contrastarlo. Ma quello che dovremmo fare rientra nel campo dell'etica. Non tutte le domande con il condizionale del verbo ®dovereŻ sono di ordine etico. ®Come si dovrebbe gestire un club di golf?Ż, per esempio, non lo Š. Ma la questione climatica Š anche una questione etica perch‚ qualsiasi risposta ragionevole deve considerare una serie di conflitti di interesse tra diverse persone. Se il mondo far… qualcosa per affrontare il cambiamento del clima, le persone che stanno meglio dovranno ridurre le loro emissioni di gas serra. Perch‚ solo agendo in questo modo salveranno le generazioni future da una possibile, difficile esistenza in un pianeta pi— caldo. Quando ci sono conflitti di interesse, le domande con il condizionale del verbo ®dovereŻ sono sempre di ordine etico. Il cambiamento climatico solleva una serie di questioni etiche. Come dovremmo valutare il benessere delle generazioni future, considerato che probabilmente avranno pi— beni materiali rispetto a noi? Molte persone - alcune in vita, altre che devono ancora nascere - moriranno a causa degli effetti del mutamento climatico. Ogni morte ha lo stesso peso? E quanto pesano quelle morti nel loro insieme? Molte persone moriranno prima di avere figli, quindi il cambiamento del clima impedir… l'esistenza di bambini che altrimenti sarebbero nati. Ô un fatto negativo? Con le emissioni di gas serra, i ricchi stanno perpetrando un'ingiustizia nei confronti dei poveri? Come dovremmo rispondere alla ridotta, ma concreta possibilit… che il mutamento in atto causi una catastrofe planetaria? A molte domande di ordine etico Š possibile rispondere con il buon senso. Ô raro che ci sia bisogno di complessi ragionamenti filosofici. Pi— o meno tutti noi abbiamo gli strumenti necessari per affrontare le questioni etiche sollevate dal problema climatico. Per esempio quasi tutti riconoscono il principio morale elementare per cui non si dovrebbe fare qualcosa a proprio vantaggio se contemporaneamente si danneggia un'altra persona. Ô vero che in alcune occasioni non riusciamo a evitare il danno altrui, e che a volte Š una conseguenza accidentale. Ma in genere ogni volta che causiamo un danno siamo tenuti a risarcire la vittima. Il cambiamento climatico provocher… dei danni. Ondate di calore, tempeste e inondazioni uccideranno molte persone e ne danneggeranno molte altre. Le malattie tropicali si espanderanno via via che il pianeta si riscalda, e riscuoteranno il loro dazio in termini di vite umane. Lo stravolgimento delle precipitazioni causer… carestie locali e penuria di acqua potabile. Massicce ondate migratorie, in risposta all'innalzamento dei mari e ad altri stress ambientali, ridurranno molte persone in povert…. Finora pochi esperti hanno fatto previsioni precise, ma alcune statistiche danno un'idea della portata dei disastri causati dal mutamento climatico. L'ondata di calore che nel 2003 ha investito l'Europa ha ucciso 35.000 persone. Le inondazioni del 1998 in Cina hanno colpito 240 milioni di abitanti. L'Organizzazione mondiale della Sanit… stima che gi… dal 2000 il numero di vittime del cambiamento del clima ha superato quota 150.000 all'anno. Ciascuno di noi emette gas serra durante le attivit… quotidiane. Guidare l'auto, usare l'elettricit…, acquistare una merce la cui produzione o trasporto richiede energia: sono tutte azioni che generano gas serra che contribuiscono al mutamento climatico. In questo modo, quello che facciamo a nostro vantaggio danneggia altri. Magari sul momento non possiamo farci nulla e in passato non ci rendevamo conto delle conseguenze negative delle nostre azioni. Ma secondo il principio morale elementare citato prima dovremmo cercare di smettere e risarcire le persone danneggiate. Il medesimo principio dice anche che non dovremmo fare solo un bilancio costi-benefici, anche se in parte Š cosŤ. Supponiamo che il vantaggio per voi e i vostri amici nel fare baldoria fino all'alba sia superiore al danno arrecato alla vicina che avete tenuto sveglia per tutta la notte. Non per questo dovreste comunque fare baldoria. Analogamente, pensiamo a un progetto industriale che nell'immediato futuro porta vantaggi ma che emette gas serra che danneggeranno altre persone per decenni. Supponiamo ancora una volta che i benefici siano superiori ai costi: non ne consegue necessariamente che il progetto deve avere via libera, potrebbe essere moralmente sbagliato. I beneficiari non dovrebbero imporre i costi ad altri che non traggono alcun vantaggio. L'etica dei costi e benefici Valutare il rapporto costi-benefici non risponde in modo esauriente alla domanda ®Che cosa dovremmo fare per affrontare il cambiamento climatico?Ż, ma Š parte essenziale della risposta. I costi della mitigazione del cambiamento sono i sacrifici che la nostra generazione dovr… sostenere per ridurre i gas serra. Dovremo viaggiare meno e isolare meglio le abitazioni. Dovremo mangiare meno carne e vivere pi— sobriamente. Il beneficio sar… un'esistenza migliore per le generazioni future: non patiranno eccessivamente la desertificazione, la perdita della casa per l'innalzamento dei mari o le inondazioni, le carestie e un impoverimento dell'ambiente. Valutare i benefici per alcuni in rapporto ai costi per altri Š una questione etica. Ma molti costi e benefici coinvolti nella mitigazione del mutamento climatico si presentano in termini economici. E l'economia ha metodi utili per l'analisi costi-benefici in contesti complessi. In questo caso, quindi, l'economia pu• operare al servizio dell'etica. Recentemente il fondamento etico dell'analisi costi-benefici Š stato riconosciuto in un importante rapporto, Stern Review on the Economics of Climate Change, a cura di Nicholas Stern e colleghi del Ministero del Tesoro britannico. Il rapporto ha concluso che il vantaggio ottenuto riducendo le emissioni di gas serra sarebbe ampiamente superiore rispetto al costo della loro riduzione. Il lavoro di Stern ha provocato una forte reazione tra gli economisti. Anzitutto alcuni ritengono che conclusioni economiche non devono basarsi su premesse etiche. E poi il rapporto ipotizza un'azione decisa e immediata per il controllo delle emissioni, mentre altri studi economici, come quello di William Nordhaus della Yale University, hanno concluso che agire non Š poi cosŤ urgente. Le due questioni sono collegate. La conclusione di Stern Š diversa da quella di Nordhaus soprattutto perch‚, sul piano etico, Stern usa un ®tasso di scontoŻ inferiore. In genere gli economisti attribuiscono ai beni futuri un valore inferiore rispetto a quello dei beni attuali: quindi scontano i beni futuri. Inoltre, tanto pi— lontano nel tempo i beni diventano disponibili, quanto pi— questi vengono scontati. Il tasso di sconto misura quanto rapidamente il valore dei beni si riduce nel tempo. Il tasso di sconto scelto da Nordhaus Š del 6 per cento all'anno, quello di Stern Š dell'1,4 per cento all'anno. Il risultato Š che Stern attribuisce un valore attuale di 247 miliardi di dollari a beni che tra cent'anni avranno un valore di 1000 miliardi di dollari. Mentre Nordhaus calcola che avere gli stessi beni nel 2108 equivale a soli 2,5 miliardi di dollari di oggi. In questo modo, Stern attribuisce circa 100 volte il valore assegnato da Nordhaus a un determinato livello di costi e benefici calcolato tra cent'anni. La differenza tra i tassi di sconto spiega la diversit… delle conclusioni. La maggior parte dei costi relativi al controllo del cambiamento climatico si dovr… sostenere nell'immediato futuro, quando le generazioni di oggi dovranno sacrificare una parte dei loro consumi. I vantaggi maggiori per• si avranno tra uno o due secoli. Stern giudica il valore attuale di questi vantaggi pi— elevato rispetto al valore calcolato da Nordhaus, quindi pu• giustificare una spesa maggiore per mitigare il cambiamento rispetto a quanto fa Nordhaus. Un futuro pi— ricco Ma perch‚ si scontano i beni futuri? I beni in questione sono sia quelli materiali sia i servizi: biciclette, alimenti, servizi bancari e cosŤ via. Nella maggior parte degli scenari previsti per il cambiamento climatico, l'economia mondiale continuer… a crescere. Quindi in futuro le persone avranno in media pi— beni rispetto a oggi. Pi— sono i beni che gi… si hanno, meno preziosi saranno beni ulteriori. Ecco perch‚ dal punto di vista economico Š logico scontarli. Avere un bagno nella propria casa migliora enormemente la qualit… della vita; un secondo bagno Š comodo, ma non cambia l'esistenza. I beni, dicono gli economisti, hanno un ®valore marginale decrescenteŻ. Ma potrebbe esserci una seconda ragione, puramente etica, per scontare beni goduti da persone relativamente ricche. Secondo la teoria etica del ®prioritarismoŻ, se un beneficio - cioŠ un aumento del benessere individuale - Š goduto da una persona ricca, allora dovrebbe avere un valore sociale inferiore rispetto allo stesso beneficio a favore di una persona povera. Il prioritarismo attribuisce la priorit… ai meno abbienti. Invece secondo una teoria etica alternativa, l'®utilitarismoŻ, un beneficio ha il medesimo valore a prescindere da chi lo riceve. Quindi la societ… dovrebbe semplicemente massimizzare il totale del benessere delle persone, a prescindere dalla distribuzione del totale. Distanza temporale Il tasso di sconto Š influenzato anche da un'altra considerazione di ordine etico. Alcuni filosofi pensano che dovremmo pensare alle persone pi— vicine a noi nel tempo rispetto alle generazioni del futuro remoto, ma solo in ragione della loro distanza temporale. Se questi filosofi hanno ragione, il benessere futuro si dovrebbe scontare solo per il fatto di arrivare, appunto, nel futuro. Questa posizione, definita ®sconto puroŻ, implica che dovremmo attribuire minore importanza alla morte di un bambino di dieci anni tra cent'anni rispetto alla morte di un bambino della stessa et… ai nostri giorni. Secondo un altro punto di vista, dovremmo essere imparziali riguardo all'aspetto temporale, perch‚ la semplice data in cui si verifica un danno non fa alcuna differenza sull'entit…. Lo sconto puro presuppone un tasso di sconto relativamente elevato; l'imparzialit… temporale presuppone un tasso pi— basso. Per determinare il tasso corretto, quindi, l'economista deve rispondere ad almeno due domande etiche. Che cosa dovremmo accettare: il prioritarismo o l'utilitarismo? E dovremmo adottare lo sconto puro o essere imparziali? Queste domande non sono questioni di moralit… elementare. Sollevano invece complesse questioni di filosofia morale. I filosofi morali affrontano interrogativi del genere abbinando il ragionamento analitico alla sensibilit… per le intuizioni etiche. In filosofia morale raramente le argomentazioni sono conclusive, anche perch‚ ciascuno di noi ha intuizioni reciprocamente incompatibili. Quello che posso fare come filosofo Š giudicare la verit… al meglio delle mie possibilit…, e presentare le argomentazioni migliori a sostegno dei miei giudizi. Ragioni di spazio mi impediscono di esporre le mie tesi in questa sede, ma personalmente sono arrivato alla conclusione che il prioritarismo Š frainteso, e che dovremmo essere temporalmente imparziali. Ô la tesi che ho esposto nei miei libri Weighing Goods, del 1991, e Weighing Lives, del 2004. Tassi di sconto di mercato? Stern giunge alle stesse conclusioni etiche, e poich‚ anche i modelli economici che ha elaborato si orientano verso uno sconto modesto, il suo tasso Š 1,4 per cento. La conclusione pratica Š che il mondo ha urgente bisogno di misure drastiche per controllare il cambiamento climatico. Gli economisti che si oppongono a Stern non negano che la sua conclusione pratica derivi dalla posizione etica, ma Š proprio questa che contestano. La maggior parte di loro rifiuta una posizione etica, pur sostenendo un tasso di interesse pi— elevato rispetto a Stern. Ma, come ho spiegato, la scelta del tasso dipende da considerazioni etiche. Come fanno gli economisti a giustificare un tasso senza avere una posizione etica? Ricavano un tasso di sconto superiore dal mercato valutario, in cui si scambia denaro futuro per denaro presente e viceversa. Adottano il tasso di interesse del mercato valutario come proprio. Ma come giustificano questo modo di agire? Alcuni valori sono determinati dai gusti della gente rispecchiati dai mercati. Il valore relativo di mele e arance Š determinato dai gusti rilevati dal mercato della frutta. Ma il valore da attribuire al benessere delle generazioni future non Š determinato dai gusti. Ô un giudizio di natura etica. Il mercato valutario rispecchia i giudizi etici delle persone sul valore del benessere futuro? Ne dubito, perch‚ la realt… mostra che, quando le persone prestano e prendono in prestito, spesso danno meno peso al proprio benessere futuro rispetto a quello attuale. Non credo che la maggior parte di noi sia tanto sciocca da ritenere che il suo benessere sia meno prezioso in vecchiaia che in giovent—. Il nostro comportamento riflette l'impazienza di avere un beneficio ora superando ogni tipo di giudizio sul valore del nostro futuro. Ô inevitabile che l'impazienza sovrasti ogni ragionamento nobile a favore del benessere delle generazioni future. Ma supponiamo che il comportamento delle persone nel mercato rifletta i giudizi di valore. Gli economisti come giustificano la neutralit… etica per poi prendere il tasso di sconto dal mercato? Lo fanno, a quanto si dice, in base a ragioni democratiche e lasciando i giudizi etici al pubblico, invece che darne di propri. Gli economisti che criticano Stern reclamano il nobile principio democratico e accusano Stern di voler imporre con arroganza le sue convinzioni etiche al prossimo. Ma questo Š un equivoco. La democrazia prevede un dibattito e un'attenta valutazione, oltre alla votazione. Gli economisti, compreso Stern, non possono imporre le proprie convinzioni. Devono limitarsi a dare consigli e a sostenerne le ragioni. Determinare correttamente il tasso di sconto richiede sofisticate teorizzazioni, e noi, l'opinione pubblica, non possiamo farlo senza l'aiuto di esperti. Il ruolo degli economisti nel processo democratico Š elaborare teorie. Dovrebbero offrire i loro migliori consigli supportati dalle loro migliori argomentazioni, e impegnarsi in discussioni sui fondamenti etici delle loro conclusioni. E noi dovremmo decidere con l'aiuto di esperti. Senza il loro contributo, le nostre scelte sarebbero casuali e prive di valore. Una volta deciso con un processo democratico, la societ… potr… agire. Questo non Š compito degli economisti. I loro consigli sono input del processo, non il risultato. La vera arroganza Š immaginarsi arbitri finali del processo democratico. Non Š possibile prescindere da considerazioni di ordine etico nel determinare il tasso di sconto. Il cambiamento climatico solleva molte altre questioni etiche, di cui una, cruciale, Š il problema degli esiti catastrofici. Avremo bisogno di un serio lavoro sull'etica per decidere quali sacrifici fare per mitigare il cambiamento. L'etica del mutamento climatico Š complessa come la scienza che lo spiega, e finora molte questioni sono irrisolte. Ci troviamo di fronte a problemi di ordine sia etico che scientifico e dobbiamo darci da fare per risolverli. Ô possibile misurare la catastrofe? Il cambiamento climatico solleva questioni etiche molto pi— complesse e pi— importanti rispetto al valore appropriato del tasso di sconto. Una di queste questioni Š l'eventualit… di una catastrofe totale. L'Intergovernmental Panel on Climate Change ha pubblicato diversi studi in cui si prevede che a lungo termine la temperatura del pianeta aumenter… sensibilmente se i gas serra in atmosfera raggiungeranno l'equivalente di circa 550 parti per milione di anidride carbonica (un livello che secondo le previsioni si dovrebbe raggiungere tra qualche decennio). La maggior parte degli studi calcola una probabilit… del 5 per cento o pi— di un aumento superiore a 8 gradi. La distruzione causata da temperature di questo genere porrebbe il rischio - nessuno pu• dire in che misura - di un devastante tracollo della popolazione umana, forse addirittura della sua estinzione. Un evento simile sarebbe tanto negativo che, anche moltiplicandolo per la remota possibilit… che si verifichi, sovrasterebbe qualsiasi stima dei danni provocati dal cambiamento climatico. Calcolare le ripercussioni di un simile evento Š un problema etico urgente, ma molto complesso. Per esempio un crollo della popolazione causerebbe la morte prematura di miliardi di persone. Occorre quindi calcolare quanto Š negativa, in termini etici, la morte prematura di una persona. Potrebbe sembrare una domanda cinica, ma nelle politiche pubbliche il valore della vita umana Š gi… riconosciuto come elemento necessario. Per esempio l'Organizzazione mondiale della Sanit… ha sviluppato un metodo con cui misurare il burden of disease, ovvero il danno arrecato alle persone da una specifica malattia, incluso quello sofferto da coloro che ne muoiono. L'OMS sta applicando questo criterio per calcolare il danno arrecato dal cambiamento climatico. La possibile catastrofe globale solleva una domanda etica ancora pi— complessa. Se l'umanit… si estinguesse, o se la popolazione umana diminuisse drasticamente, un enorme numero di persone che altrimenti sarebbero esistite di fatto non esisterebbe. L'assenza di un numero tanto elevato di potenziali esseri umani sembra estremamente negativa. Ma d'altra parte ci lascia perplessi. Se la ®non esistenzaŻ Š un danno, Š anche vero che non colpisce nessuno, perch‚ non c'Š nessuno che ®non esisteŻ. Come pu• esistere un danno che non fa male a nessuno? In effetti, alcuni filosofi insistono sul fatto che un danno simile non pu• esistere. Pensano che l'estinzione o il crollo della popolazione non comportino alcun danno oltre al fatto di causare morti premature. Altri filosofi non sono d'accordo, e ritengono che la perdita di futuri esseri umani sarebbe enormemente negativa. Se hanno ragione, dovranno valutare questa negativit… in termini quantitativi. Il tema in questione Š uno dei problemi pi— complessi e pi— discussi dalla filosofia pratica. Ma fino a quando non si trover… una risposta soddisfacente sar… impossibile giudicare in modo appropriato la negativit… del cambiamento climatico. John Broome (®Le ScienzeŻ n. 480/08) Se archivi, libri e giornali diventano ®volatiliŻ - La rivoluzione di Internet ha modificato strutturalmente le modalit… di accesso alle varie fonti di informazione, dagli schedari, ai libri, alle pubblicazioni periodiche. Sganciati dal supporto cartaceo, i testi scritti vengono svincolati dalle costrizioni di spazio e tempo, rendendosi accessibili a tutti gli utenti connessi. Ma sorge il problema della conservazione di un materiale diventato etereo... - Schedari addio, il catalogo va in rete Usufruire dei servizi di una biblioteca Š un'esperienza che negli ultimi anni Š cambiata notevolmente a seguito degli sviluppi della tecnologia dell'informazione. I primi ad accostarsi alla trasformazione in atto sono stati probabilmente gli studenti e gli studiosi che frequentano biblioteche universitarie, ma l'evoluzione ha velocemente coinvolto anche le biblioteche di pubblica lettura, oltre che quelle istituzionali o con scopi di archivio. Gi… entrando nella sala cataloghi di una biblioteca, l'impatto visivo Š cambiato: al posto dei cassetti degli schedari ora si trovano delle postazioni informatiche da cui consultare il catalogo o i cataloghi elettronici della biblioteca. L'interrogazione pu• portare al record bibliografico di una tradizionale opera a stampa, ma pu• rimandare anche a un documento in formato elettronico, un cd rom o un dvd, oppure consentire il collegamento a una risorsa on line, come una banca dati, un giornale o un libro elettronico. La variet… dei supporti richiede di aumentare e differenziare le possibilit… e le modalit… di conoscenza, sia per i produttori e i gestori delle informazioni (editori, distributori e biblioteche), sia per gli utenti delle informazioni. La conoscenza sempre pi— comprende le stesse modalit… di acquisizione delle informazioni e l'uso dei diversi supporti informativi. La differenza tra il cercare un documento con una maschera elettronica di interrogazione piuttosto che nei cassetti di uno schedario risulta in genere intuitivamente facile da superare: solitamente le maschere presentano diversi campi di interrogazione per autore, titolo, soggetto ed eventualmente note editoriali come l'editore, l'anno di pubblicazione dai quali avviare l'interrogazione. Molti giovani lettori hanno invece pi— confidenza con i motori di ricerca in Internet piuttosto che con l'interrogazione per categorie: per questa ragione si stanno diffondendo anche maschere con un'unica stringa di interrogazione nella quale inserire delle parole chiave, similmente alle modalit… di ricerca semplice di Google o Yahoo. A differenza di quanto avviene nella consultazione degli schedari cartacei per cui la ricerca avviene secondo l'ordine alfabetico dell'autorit… del libro (cognome e nome dell'autore o curatore del libro, piuttosto che l'ordine alfabetico dell'ente intestatario), la ricerca pu• svolgersi in modo pi— mirato con diversi criteri di ricerca, anche se in presenza di pi— elementi descrittivi si preferisce interrogare per titolo dell'opera (libro o testata della rivista), omettendo come al solito l'eventuale articolo iniziale. La ricerca per titolo evita che l'interrogazione dia risultati incompleti rispetto alle opere realmente presenti in biblioteca, come invece pu• accadere nella ricerca per autore quando occorrono pi— indicizzazioni della stessa persona, a motivo dei doppi cognomi, delle traduzioni di nomi stranieri, degli pseudonimi, o per quanto riguarda gli enti, con gli acronimi delle istituzioni, ecc. Molte biblioteche rendono visibile in Internet il loro catalogo, che diventa quindi consultabile dall'utente da ogni postazione collegata alla rete. Si parla in questo caso di OPAC (On line Public Access Catalogue). L'OPAC di alcune biblioteche consente di richiedere anche da casa le opere in prestito, con risparmio di tempo di attesa da parte del lettore. Pi— cataloghi possono essere interrogati simultaneamente con un unico motore di ricerca (MetaOPAC). Esistono MetaOPAC che riuniscono OPAC di biblioteche per zone geografiche, per nazioni, per ambiti disciplinari. Per quanto non esaustivi della realt… bibliotecaria, comprendono solitamente i cataloghi delle biblioteche universitarie e delle principali biblioteche di pubblica lettura (per l'Italia si veda il MetaOPAC Azalai http://azalai.cilea.it e specificatamente per i periodici il Catalogo nazionale dei periodici Acnp http://acnp.cib.unibo.it/cgi- ser/start/it/cnr/fp.html; per l'Europa e l'America del Nord il Karlsruher Virtueller Katalog Kvk, creato dall'Universit… tedesca di Karlsruhe, interfaccia in lingua italiana: http://www.ubka.unikarlsruhe.de/kvk/kvkit.html ). Ô possibile in questo modo conoscere con una sola interrogazione quale biblioteca possiede il documento cercato (il principale requisito di un catalogo per comparire in un MetaOPAC Š essere gi… un OPAC! Questo significa che preziose collezioni di documenti che a tutt'oggi non sono ancora catalogate elettronicamente non possono comparire nei MetaOPAC, come per esempio alcune sezioni di manoscritti, incunaboli e documenti antichi di autorevoli biblioteche anche nazionali), e avvalersi, dove il servizio Š attivo, del prestito interbibliotecario, anch'esso notevolmente agevolato dall'informatizzazione dei cataloghi e delle procedure di prestito. Nuovi formati catalografici sorti dalle esigenze dell'informatizzazione hanno arricchito la base dati di risorse impensabili con un catalogo cartaceo: il record (corrispondente alla schedina di carta che identifica il singolo documento) pu• essere corredato dall'indice e dall'immagine di copertina del libro, da rimandi interni al catalogo per autore, collana editoriale, soggetto, da eventuali traduzioni dell'opera, ecc. I cataloghi pi— sofisticati danno informazioni anche sulla disponibilit… dell'opera, se essa Š gi… in prestito e sulla data di resa. Ovviamente ogni biblioteca Š indipendente sulla scelta del programma informatico di gestione della propria base dati e questo d… all'utente finale possibilit… e risultati diversi. A tal riguardo accenniamo solamente all'impegno finanziario ingente che la digitalizzazione comporta per le istituzioni, non solo per l'acquisizione dei programmi, ma anche per il loro mantenimento, l'implementazione, il periodico aggiornamento e per la relativa formazione del personale: questo inevitabilmente ricade nei tempi e nei risultati del processo, soprattutto per le biblioteche con ridotte risorse finanziarie. La facilit… nella visualizzazione del posseduto delle varie biblioteche ha anche un forte valore culturale di condivisione della conoscenza che si esprime immediatamente come facilitazione nel reperimento delle informazioni, sia per il lettore, sia a livello gestionale per i bibliotecari nelle fasi di acquisizione, catalogazione e circolazione dei documenti. In questa direzione di knowledge management vanno considerati anche i gruppi consortili di biblioteche, che condividono risorse economiche al fine di ottenere una distribuzione informativa ottimale nel territorio, con accordi interni che vanno dalla regolamentazione del prestito interbibliotecario alla conservazione dei documenti, fino alle acquisizioni comuni o compartecipate, in particolare per le risorse elettroniche pi— costose, come le banche dati e le riviste elettroniche. I consorzi, sorti prevalentemente per ragioni economiche, esemplificano una notevole evoluzione del modo di concepire l'identit… di una biblioteca, che spesso Š stata intesa come un hortus conclusus impermeabile allo stato e alla crescita delle altre biblioteche. Sempre pi— si sta diffondendo la consapevolezza dell'informazione come patrimonio (e quindi anche bene economico) condivisibile e da incrementare in una gestione compartecipata con altre biblioteche e istituzioni. Questa pratica non deve tendere a omologare le collezioni delle diverse biblioteche, anzi Š tanto pi— efficace quanto pi— sostiene la specificit… della singola biblioteca nella sua identit… storica e culturale, cosŤ da diventare un punto di riferimento in un ambito geografico per la specificit… del suo patrimonio. Il libro si Š evoluto in una nuova versione I primi tentativi di riprodurre un libro in formato elettronico risalgono ai primi anni Settanta, quando l'azienda Xerox produsse un dispositivo portatile per la lettura, che per• non ebbe mai un'effettiva commercializzazione. Successivamente altre aziende crearono lettori per testi predefiniti, che tuttavia continuarono a non incontrare il favore del mercato, a differenza di quanto avveniva per la digitalizzazione di altro materiale culturale, come la musica e i film. Per quanto i primi e-book non fossero prodotti tecnologicamente avanzati, il motivo reale dell'insuccesso Š da cercarsi piuttosto nella perfetta ergonomia del libro di carta, la cui convenienza e maneggevolezza lo rendono un oggetto ottimale per la lettura personale. Una moderata riapertura verso l'e-book si Š avuta nell'ultimo decennio sulla scia della diffusione di Internet e quindi con il vantaggio di poter avere un potenziale cliente normalmente abituato alla lettura su video di testi di breve-media lunghezza. Attualmente i maggiori editori scientifici, per lo pi— olandesi e angloamericani, spingono fortemente sulla vendita alle biblioteche delle monografie in formato elettronico, sfruttando la rapida ascesa degli e-journal, anche se con minor ingenuit… rispetto al passato sull'accoglienza scontatamente positiva della novit… elettronica e con maggior consapevolezza della necessit… di fornire ®valori aggiuntiŻ rispetto a uno strumento cosŤ familiare e riuscito come il libro stampato. La trasformazione sostanziale rispetto ai primi dispositivi elettronici riguarda proprio la natura dell'e-book: se il libro di carta resta sempre lo strumento preferito per la lettura, la scelta degli editori Š stata semplicemente quella di eliminare l'®oggettoŻ e-book inteso come lettore digitale e vendere alle biblioteche (e tentativamente anche ai privati) versioni elettroniche di libri conservati su un server remoto dell'editore e scaricabili per il download, ovviamente a seguito della registrazione dell'utente che per gli editori commerciali prevede un costo in genere pari o lievemente minore del prezzo di copertina. In pratica da un catalogo in rete (bibliotecario o commerciale) si ®cliccaŻ sulla registrazione bibliografica e se l'utente viene riconosciuto dal server remoto si pu• accedere direttamente al libro in formato elettronico. Le modalit… di acquisto e pagamento degli e- book variano tra i diversi editori e uno stesso editore propone spesso vari tipi di acquisizione. Per il privato che desidera acquistare un singolo e-book la modalit… proposta nel sito delle case editrici (o delle agenzie di vendita che aggregano pi— publishers e tipologie di materiali) Š in tutto simile a quella di un qualsiasi sito commerciale con pagamento con carta di credito. Si pu• accedere all'e-book gi… al termine della procedura di acquisto e l'opera pu• essere scaricata sul pc dal quale Š stata fatta la registrazione, mentre non pu• essere stampata per non violare la normativa sui diritti d'autore. Per le biblioteche, che sono le maggiori acquirenti di materiale bibliografico elettronico e dalle quali dipende in gran parte lo sviluppo di questo mercato, accanto alla possibilit… di scegliere titolo per titolo i libri elettronici da acquistare, esistono ®pacchettiŻ formulati per ambito disciplinare a prezzi complessivamente pi— contenuti. In entrambi i casi la biblioteca pu• acquistare la possibilit… di accedere alla risorsa concordando un tetto massimale di accessi annuali e di accessi simultanei, piuttosto che pagare una quota per il singolo accesso. Ma in questo modo la biblioteca pu• comunque considerarsi proprietaria a tutti gli effetti dell'opera? Su un libro di carta si esercita evidentemente una propriet… diversa da quella esercitata su una risorsa la cui conservazione rimane di fatto gestita dal fornitore. Cosa potrebbe accadere nel caso che l'editore fallisse o vendesse a un altro editore delle sezioni del suo catalogo di e- book, oppure se si interrompe il rapporto commerciale tra biblioteca ed editore? La biblioteca pu• ritenersi tutelata nel suo compito di conservazione del patrimonio per gli utenti non solo di oggi, ma anche di domani? A queste domande le case editrici hanno risposto offrendo oltre al download anche la possibilit… di ricevere un supporto magnetico dell'opera. Entrambe le soluzioni non garantiscono comunque la conservazione a lungo termine che una biblioteca si prefigge, data la rapida evoluzione della tecnologia informatica, che rende pressoch‚ inutilizzabili dispositivi di dieci-vent'anni, cosŤ che Š ragionevole ipotizzare che in pochi decenni intere collezioni elettroniche potrebbero diventare illeggibili per la scomparsa dal mercato di lettori compatibili o dei loro pezzi di ricambio. Ô probabile che allora sar… possibile convertire le opere elettroniche nei futuri formati, ma in questo caso occorre che siano destinate delle quote di spesa specifiche per questo genere di conservazione, che invece viene spesso sottovalutata in questa prima fase di diffusione degli e-book. Eliminato l'®oggettoŻ libro digitale, ci si chiede per• se la lettura a video sia consona alla lettura del testo di un libro. Numerose statistiche d'uso condotte in tempi e contesti diversi rilevano nella difficolt… della lettura sullo schermo il maggior ostacolo alla diffusione degli e-book, insieme alla minor maneggevolezza di qualsiasi supporto elettronico rispetto a un libro di carta. A questo va aggiunto che la normale lettura progressiva di un libro Š usualmente corredata da una gestualit… fisica come lo scorrimento del testo, l'inserimento nel testo di segnapagine, le sottolineature e gli appunti a margine, annotazioni su materiale diverso, dai post-it alle vecchie cartoline, che hanno il valore della memoria e del vissuto del lettore. L'e-book, pur nella diversit… del formato e del codice, deve tentare di rispondere a queste esigenze. Per questo sono stati adottati software che migliorano la lettura a video e danno la possibilit… di scegliere la dimensione dei caratteri; inoltre sono state introdotte funzioni di note, appunti personalizzati, ricerche di parole e frasi, rimandi all'interno del testo o ipertestuali tra pi— opere acquistate da uno stesso fornitore. Rimane la domanda su quale tipo di lettura sia pi— confacente al supporto elettronico. Testi di differente lunghezza e tipologia e differenti finalit… della visione dei testi (studio, divertimento, ricerca rapida di informazioni, ecc.) portano a comportamenti di lettura diversi che incidono anche sulla non uniforme diffusione degli e-book. Ô probabile che i romanzi e gli instant-book che normalmente teniamo sul comodino rimarranno su carta ancora per lungo tempo e cosŤ i testi di media lunghezza per lo studio o la riflessione personale. Tuttavia anche tra i testi di studio occorre distinguere quelli per i quali si dedica una lettura approfondita, personalizzata e reiterata nel tempo per i quali la carta Š ancora il supporto preferito e i testi che invece vengono usati per la rapida consultazione di singole parti. Per questi reference-book che comprendono enciclopedie, repertori, dizionari, vocabolari, si sta assistendo a una decisa affermazione dei formati elettronici, appunto perch‚ il tipo di lettura richiesto ne risulta notevolmente agevolato, si pensi per esempio alla rapidit… di ricerca delle parole o delle frasi nel testo. Anche le biblioteche ne risultano avvantaggiate per il minor spazio richiesto per la conservazione e per le minori risorse da destinare per la movimentazione, oltre che per la possibilit… di consentire l'accesso al documento a pi— utenti contemporaneamente. Il successo della versione digitale dei reference-book Š tale che molte opere ora sono commercializzate solo in versione elettronica, che quindi non Š pi— un'alternativa a quella cartacea, ma Š l'unica venduta dall'editore. Questa operazione non Š stata senza ricadute nei prezzi di vendita degli e-book che hanno registrato in alcune riedizioni aumenti difficilmente giustificabili con un miglioramento del prodotto. Oltre ai reference-book, altri tipi di opere destinate allo studio si prestano alla digitalizzazione, in particolare la manualistica e i libri di testo adottati nei corsi di studi, che richiederebbero di essere acquistati in pi— copie per dare una risposta adeguata all'utenza e che in breve tempo perdono di interesse per i lettori, in quanto superati da successive riedizioni aggiornate. In questi casi le biblioteche sono molto motivate ad acquistare la versione elettronica delle opere e tuttavia non sono molti gli editori che pubblicano la manualistica on line. La ragione Š la stessa vista dall'altra parte dell'operazione commerciale: per gli editori scientifici i testi di studio degli studenti sono generalmente la produzione di maggiore vendita al dettaglio e non risulta conveniente dotare le biblioteche di una sola copia in formato elettronico che potrebbe precludere la vendita di pi— copie cartacee. Ô pi— facile invece che lo stesso manuale in versione elettronica possa essere venduto in Internet al privato, con la consueta clausola che ne impedisce ogni riproduzione (stampa, salvataggio su unit… locali o programmi non consentiti dall'editore, ecc.). Le soluzioni di accordo sono oggetto di complesse analisi tra singoli enti, consorzi e grandi editori e i rinnovi dei contratti sono passibili di numerose elaborazioni e modifiche e in casi eccezionali anche di interruzioni. Per ottimizzare il servizio e anche per esigenze gestionali, le biblioteche puntano alla maggiore uniformit… di servizio possibile, ed Š anche per questa ragione che molte istituzioni, anche di grandi dimensioni, preferiscono acquistare ancora libri di carta e attendere consolidamenti nelle evoluzioni del mercato degli e-book. In sintesi gli e-book sono una risorsa bibliografica che si sta ancora ritagliando un settore di competenza, ma con cui i lettori stanno sempre pi— prendendo confidenza e ne apprezzano le potenzialit…. La sua diffusione Š legata a una maggior consapevolezza del fenomeno della lettura, non solo a livello fisiologico, ma anche nei suoi caratteri psicologi-cocognitivi e quindi all'incremento di funzioni tecnologiche che favoriscano la comprensione e l'apprendimento con risorse che il normale libro di carta non permette, come la multimedialit…, i rimandi ipertestuali tra e-book e altre risorse elettroniche, l'interazione con motori di ricerca e la creazione di spazi di condivisione con altri utenti lettori del libro. Alcuni editori consentono di accedere gratuitamente dal loro sito a un numero limitato di opere del loro catalogo. L'intenzione Š quella di promuovere la conoscenza dello strumento e quindi si tratta di un insieme molto circoscritto di opere che solitamente non hanno una grande commercializzazione. Esistono inoltre importanti progetti di digitalizzazione di intere collezioni di biblioteche. Il pi— ambizioso tra quelli sorti negli ultimi anni Š quello di cui si Š fatto promotore il motore di ricerca Google con il ®Progetto ricerca libriŻ (http://books.google.it). Nasce dall'accordo tra Google, numerose e prestigiose universit… e biblioteche e alcuni editori per digitalizzare l'intero patrimonio librario, al fine di rendere disponibile gratuitamente in Internet tutta la letteratura mondiale di ogni genere e argomento. L'operazione tecnica di digitalizzazione avviene a carico di Google: in questo modo le biblioteche possono provvedere alla conservazione digitale del proprio patrimonio con una spesa contenuta, mentre l'azienda Google ne ha un ritorno immediato in visibilit… e prestigio, mentre a lungo termine accresce i suoi collegamenti sponsorizzati valutati per numero di click effettuati. Non solo, accede a tutto quel genere di informazioni ®su cartaŻ che ad un motore di ricerca informatico Š precluso, e questo significa poter gestire dati da elaborare e utilizzare per altri progetti. Un esempio possono essere le traduzioni, un progetto di largo respiro non ancora affinato che Google cerca di migliorare grazie a particolari algoritmi e con l'ausilio di testi gi… tradotti in pi— lingue. Questo il compito prefissato dal Progetto cosŤ come si era presentato inizialmente nel 2002. Tuttavia la normativa sui diritti di autore ha da subito posto dei limiti alla global digitalization. Le stesse regole sul copyright cambiano da Paese a Paese (attualmente i Paesi dell'Unione europea stanno producendo una direttiva legislativa comune) cosŤ che non esistono attualmente criteri univoci per stabilire se un'opera si pu• trovare o meno in ®Progetto ricerca libriŻ. Le polemiche e qualche denuncia per violazione dei diritti d'autore non sono mancate, ma il progetto continua e attualmente sono stati digitalizzati libri per pi— di otto miliardi di pagine Web. Le stesse linee guida del progetto leggibili nel sito del motore di ricerca identificano ora la mission come aiutare ®a trovare e a scoprire i libriŻ e non a sostituirsi all'acquisto o al prestito dei medesimi (motivo invece che Š all'origine del suo successo). Conformemente a questo principio, per le opere ancora coperte da copyright si rende visibile solo parte del contenuto, che a seconda dei limiti normativi vanno dalle informazioni bibliografiche a qualche brano, oppure alle frasi che contengono il termine con cui Š stata effettuata la ricerca. Inoltre, a vantaggio degli editori partner, Š facilitato il rimando alle pagine di vendita on line del documento. Se invece l'opera Š di dominio pubblico Š possibile consultarla, stamparla o riprodurla nella sua interezza. Il giornale non si sfoglia, si clicca Tra i generi bibliografici a stampa il periodico Š quello la cui digitalizzazione ha avuto maggior successo. Attualmente troviamo in formato elettronico ogni tipo di seriali: quotidiani, riviste di informazione e scientifiche, bollettini e newsletter. Parte di questi periodici sono la versione digitale - parziale o integrale - dell'edizione a stampa, altri invece sono nati direttamente come e-journal, altri ancora dopo essere stati pubblicati per molto tempo su carta hanno optato per la sola versione elettronica. I primi periodici in formato elettronico (prevalentemente riviste scientifiche o specialistiche) erano forniti in cd rom, ma attualmente il mezzo pi— usato Š la Rete, cosŤ che con il termine e-journal si indica normalmente un seriale disponibile via Internet, gratuitamente o a pagamento, mentre i cd rom vengono ancora prodotti solo a scopo di conservazione delle annate pregresse, anche se sempre pi— riviste rendono disponibile in rete l'archivio dei numeri precedenti. Gli e- journal possono essere gratuiti o a pagamento. Alcune testate diversificano l'offerta informativa: accanto a sezioni ad accesso libero e gratuito, ve ne sono altre che richiedono una sottoscrizione gratuita o a pagamento, come spesso accade per la consultazione degli archivi. Gli e-journal gratuiti pi— noti e consultati sono i quotidiani on line. La loro diffusione Š tale che gi… nel 2006 il magazine britannico The Economist presentava i risultati di una ricerca secondo cui negli Stati Uniti l'ultimo giornale di carta sar… stampato nel 2043 e che dunque nei prossimi anni i giornali tradizionali saranno progressivamente ma consistentemente sostituiti da quelli digitali. Anche in Italia i quotidiani on line stanno diventando un comune strumento di informazione. Secondo i dati di un'indagine Istat nel 2006 il 33,9% delle connessioni in Internet era finalizzata alla consultazione di quotidiani e riviste on line. Questo dato Š passato nel 2007 al 43,1%, con il pi— alto incremento in termini assoluti di tutte le attivit… svolte on line nell'ultimo anno. Confrontando in particolare i dati relativi al mese di gennaio 2008 dei due pi— noti quotidiani italiani on line, Corriere.it e Repubblica.it, entrambe le testate hanno fatto rilevare un notevole incremento delle pagine visitate rispetto allo scorso anno: 364 milioni di pagine visitate da 11 milioni di visitatori per Corriere.it e 530 milioni di pagine e 12 milioni di lettori per Repubblica.it, con un aumento rispettivamente del 51% e del 47% delle pagine visitate nel gennaio 2007. I quotidiani on line offrono non solo notizie, ma anche un'ampia gamma di contenuti e servizi informativi e di community, come gli archivi, i motori di ricerca, i sondaggi e i forum di discussione. Inoltre gli e-journal hanno una potenzialit… di aggiornamento decisamente maggiore rispetto ai giornali a stampa, che li rende in grado di fornire informazioni quasi in tempo reale. Fin dalle origini la Rete ha supportato la comunicazione scientifica e a partire dalla met… degli anni Ottanta Š divenuta la modalit… normale di scambio delle informazioni attraverso e-mail, newsgroups, newsletters, siti istituzionali. L'immissione in Rete di riviste scientifiche Š stata quindi accolta con grande favore da studenti e ricercatori. Alcuni enti mettono a disposizione gratuitamente le proprie pubblicazioni, ma non sempre queste consentono l'accesso al full- text degli articoli. Solitamente il rimando si limita alla sola informazione bibliografica o all'abstract e talvolta si riscontrano anche lacune nella copertura temporale della rivista. Gli e-journal pubblicati da editori commerciali sono in massima parte riviste specialistiche a uso accademico. Gli editori forniscono la versione elettronica integrale dell'edizione a stampa, corredata di indici e sommari e altri servizi aggiunti, come la ricerca di parole negli articoli e negli indici, l'inserimento di materiali multimediali e ipertesti, la possibilit… di produrre velocemente indici bibliografici su un singolo autore o argomento e di ricevere segnalazioni e abstract di articoli ancora in printing. Inoltre si riducono notevolmente i tempi di pubblicazione e distribuzione dei numeri della rivista. L'adeguatezza del format elettronico alle esigenze tipiche della ricerca e della lettura degli articoli delle riviste non pu• per• giustificare un passaggio incondizionato dalla carta al digitale. Vi sono ancora aspetti problematici sostanziali che non hanno trovato risposte soddisfacenti. Pi— di quanto avvenga per gli e-book, le condizioni di accesso agli e-journal imposte dagli editori sono costose e restrittive nel numero di accessi, e i consorzi bibliotecari - pur necessari - non sempre sono riusciti a ottenere contratti favorevoli per le biblioteche. A questo si aggiungano gli elevati costi gestionali che le istituzioni devono sostenere per l'adeguamento dei propri processi organizzativi, che presuppongono anche nuove figure professionali. Inoltre da un punto di vista contenutistico non sempre Š possibile accedere on line a tutta la produzione retrospettiva (attualmente la copertura digitale del pregresso non va oltre agli anni Ottanta- Novanta del secolo scorso), pertanto non Š ancora praticabile la sostituzione o il dislocamento in toto dell'archivio cartaceo. Si aggiunga ancora una scarsa apertura degli autori alle potenzialit… del linguaggio multimediale. Infine occorre segnalare che anche i vantaggi della digitalizzazione dei testi scientifici, se non gestiti adeguatamente, possono avere ricadute negative a livello culturale. Un esempio ne Š la diffusione massiccia dell'editoria pre- printing in campo scientifico, medico e tecnologico, che se da un lato consente una rapida circolazione delle informazioni ai fini della ricerca, d'altra parte rischia di condizionare un adeguato ®critical appraisalŻ della letteratura di queste discipline, inficiandone la reale qualit… scientifica. Paola Bottecchia (®LettureŻ n. 646/08) Disattenti, svogliati, iperattivi: Che succede ai nostri bambini? Sin dalla scuola materna Paolo manifesta un bisogno irrefrenabile di muoversi, Š sempre inquieto, non si ferma sullo stesso gioco un tempo sufficiente per apprendere le regole, non riesce a imparare le strategie per affrontare problemi complessi. Gli insegnanti lo riprendono, a volte lo sgridano, qualche volta perdono la pazienza e gli infliggono anche delle punizioni. Eppure lui sente di non riuscire a fare diversamente, Š come se il suo motorino interno non si fermasse mai, non Š in grado di riflettere su quello che deve fare. Anche con i compagni non va meglio: non accetta le regole dettate dagli altri e vuole fare sempre a modo suo. Gli oggetti circostanti, soprattutto se nuovi o colorati, gli sembrano molto interessanti ed eccitanti, e lui vorrebbe prenderli tutti insieme per esplorarli. Ma dopo averci giocato un po', l'eccitazione iniziale svanisce e il bambino cerca qualcos'altro per ritrovare di nuovo quella sensazione. Purtroppo per• non pu• fare come vorrebbe. Deve rispettare delle regole e soprattutto deve rispettare dei tempi: la fila per andare in bagno o a pranzo, il momento dell'uscita in cortile, la fine della scuola. L'attesa Š qualcosa di molto sgradevole perch‚ lui vorrebbe tutto e subito. Con l'ingresso alla scuola primaria la situazione tende a peggiorare. Paolo sperava che il nuovo ambiente fosse pi— divertente, che essere pi— grande fosse una bella esperienza. Invece le regole sono aumentate e i momenti per giocare sono diminuiti. Gli viene richiesta l'esecuzione di tanti compiti, sia in classe che a casa. Gli insegnanti iniziano a lamentare problemi di attenzione, oltre che di comportamento: l'inerzia a iniziare i compiti, la pessima scrittura, i numerosi errori. Con i compagni all'inizio va abbastanza bene, perch‚ la sua esuberanza e disinibizione lo rendono simpatico e divertente. Dopo un po' di tempo, per•, anch'essi non sopportano il fatto che non conclude mai i giochi e che non rispetta le regole, e per questi motivi iniziano ad allontanarlo. Pi— va avanti negli anni, pi— la situazione per Paolo si complica. Alla scuola secondaria di primo grado i professori non tollereranno i compiti incompleti, le frequenti dimenticanze, i comportamenti ®infantiliŻ. Anche il profitto inizia a segnare il passo: la qualit… e la quantit… dei prodotti sono molto scadenti e soprattutto irregolari. Gli insegnanti sono sconcertati perch‚ non si evidenziano problemi sul piano intellettivo, per cui attribuiscono la causa alla scarsa motivazione: ®Ô solo svogliatoŻ; ®Non Š interessato alle cose che faŻ. Oppure cercano di trovare altre spiegazioni al comportamento di questo alunno che non riescono a gestire: ®Ô colpa dei genitori che non sanno controllarloŻ; ®Avrebbe bisogno di maggior disciplinaŻ; ®Lo fa per attirare l'attenzioneŻ; ®Si diverte a disturbare e a prendere tutti in giroŻ. Interpretazioni non certo utili per aiutare i ragazzi come Paolo, e nemmeno per stabilire un buon rapporto tra scuola e famiglia, a scapito di tutti, primo fra tutti dello stesso ragazzo. Il senso di isolamento, di frustrazione e di impotenza di fronte ai fallimenti aumenteranno soprattutto durante l'adolescenza, ed Š elevato il rischio di accentuare la fragilit… psicologica e di sviluppare altri disturbi evolutivi. Verso una definizione clinica Sino a poco pi— di una decina d'anni fa manifestazioni come quelle descritte venivano scambiate per un disturbo di personalit…. Da allora la ricerca scientifica ha fatto notevoli progressi e al giorno d'oggi la diagnosi sarebbe chiara: Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattivit… conosciuto con l'acronimo DDAI, che corrisponde all'inglese ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder). In questi ultimi anni forse stiamo assistendo al fenomeno opposto, che comporta il rischio di abusare di questa etichetta diagnostica, per cui risulta essenziale fornire un quadro preciso del disturbo, e i ricercatori, in tal senso, stanno compiendo continui progressi. La prima descrizione scientifica dell'iperattivit… ha gi… oltre un secolo di vita (George Still la pubblic• sulla rivista ®LancetŻ nel 1902), ma solo dal 1980 esiste l'etichetta diagnostica Disturbo di Attenzione, con o senza Iperattivit…, che successivamente ha ricevuto alcune revisioni per definire meglio il quadro diagnostico. La pi— recente versione del Manuale Statistico Diagnostico DSM-IV-TR (2000) prevede l'esistenza di due principali categorie di sintomi, dei quali nove descrivono le caratteristiche di disattenzione, altri nove le caratteristiche di iperattivit…- impulsivit…. Senza semplificare troppo la complessit… di una sindrome in realt… molto eterogenea, i disturbi possono essere ricondotti essenzialmente all'incapacit… di mantenere l'attenzione e la concentrazione prolungata e alla carenza di autoregolazione sia cognitiva che motoria, spesso congiunte con la difficolt… a pianificare strategie di comportamento. Quanti sono i ragazzi con DDAI? Se ci si basasse solo sulla sintomatologia riportata dai manuali, la prevalenza del disturbo sembrerebbe molto elevata (probabilmente tra il 15% e il 20% della popolazione scolastica) in quanto i sintomi non sono altro che caratteristiche comportamentali molto frequenti tra i bambini, soprattutto se maschi nella fascia di et… 8-10 anni. Secondo il manuale diagnostico DSM-IV-TR, la percentuale si aggira tra il 3 e il 7%, pertanto il rischio pi— frequente, da un punto di vista dell'errore diagnostico, Š la presenza di numerosi potenziali falsi positivi: ragazzi che sembrano DDAI, ma in realt… non hanno tutte le caratteristiche per essere considerati tali. Il clinico per formulare diagnosi di DDAI deve tenere conto di numerose condizioni che potrebbero escludere questa diagnosi, tra cui i disturbi dell'area psicotica e l'autismo, e altre rilevanti sindromi basate su disturbi ansiosi o dell'umore. Le diagnosi differenziali (distinguere il DDAI da un disturbo diverso) o associate (evidenziare un altro disturbo presente, oltre al DDAI) si complicano inoltre per le frequenti possibilit… di sovrapposizione con i disturbi di tipo oppositivo o con quelli pervasivi dello sviluppo, ma soprattutto con quelli dell'area cognitiva o linguistica (Pennington, 2006). Alla ricerca delle cause Numerosissime pubblicazioni (in media oltre 500 l'anno) ci stanno aiutando a trovare varie conferme circa i meccanismi eziologici del DDAI. Le neuroscienze stanno cercando di costruire un puzzle capace di dare risposte in merito all'insorgenza dei sintomi collegando i fattori genetici con quelli neurobiologici, neuroanatomici e comportamentali. Fino alla fine del secolo scorso si cercava una singola causa del disturbo, sperando magari di riuscire a individuare un gene alla base di tutto. Con il nuovo millennio l'impostazione della ricerca sul DDAI ha visto un'importante virata verso il tentativo di definire molteplici cause, o meglio fattori di rischio. In un articolo pubblicato nel 2002 sulla prestigiosa rivista ®Nature Neuroscience ReviewŻ, Castellanos e Tannock abbozzarono un modello basato sugli ®endofenotipiŻ secondo il quale esistono diverse tipologie di fattori di rischio. Si ritiene cioŠ che ci siano diverse ®stradeŻ che portano alla possibilit… di presentare il DDAI: dal punto di vista neuropsicologico i bambini che ne sono affetti presentano una difficolt… di coordinazione dei vari stati mentali funzionali al raggiungimento di obiettivi. L'insieme integrato di comportamenti finalizzati a uno scopo viene chiamato dai neuropsicologi funzioni esecutive. Alcuni ricercatori paragonano queste funzioni al direttore d'orchestra che coordina le produzioni dei vari musicisti, i quali, secondo la metafora, rappresentano i processi cognitivi pi— ®sempliciŻ (percezione, motricit…, memoria, attenzione). Sull'ipotetico substrato neurologico connesso a un'alterazione delle funzioni esecutive, si pu• innestare una serie di esperienze negative avute dal bambino durante la crescita, che possono determinare l'insorgenza del DDAI. In particolare, la presenza di un ambiente poco routinario, imprevedibile o poco strutturato, non lo aiuta ad apprendere un comportamento autoregolato. Atteggiamenti di scarso accudimento, o di eccessivo contenimento da parte dei genitori, o ancora uno stile di vita frettoloso, che non d… al bambino occasioni per riflettere, attendere e inibire risposte impulsive, sono tutte condizioni di rischio per l'insorgenza del DDAI. Le condizioni psicologiche sfavorevoli ma isolate non sono in grado di determinare la presenza del disturbo, che si manifester… quando i fattori di rischio convergono e si accompagnano ad una compromissione a livello neuropsicologico e neurobiologico. Si Š detto che ai modelli eziologici monofattoriali stanno subentrando approcci multifattoriali, che consentono di delineare specifici sottoinsiemi di soggetti con disturbi, e fattori causali, diversi (Nigg et al., 2005; Sonuga-Barke, 2005). Al congresso dell'Associazione Italiana Disturbi di Attenzione e Iperattivit…, tenuto ad Assisi nel maggio 2007, Š stato fatto il punto sulle recenti acquisizioni della ricerca scientifica. I gi… citati deficit delle ®funzioni esecutiveŻ (flessibilit… attentiva, memoria di lavoro, programmazione) che implicano disturbi di autoregolazione e di mantenimento dell'attenzione e producono difficolt… di controllo e di inibizione degli stimoli non pertinenti, si trovano non solo nei bambini con DDAI ma anche in altri disturbi, ad esempio oppositivi. Al contrario, esistono forme di DDAI senza rilevanti problemi nelle funzioni esecutive, ma con deficit riconducibili alla sfera della motivazione: incapacit… a dilazionare nel tempo la risposta a uno stimolo, scarsa o eccessiva sensibilit… ai rinforzi preferendo ricompense piccole ma immediate ad altre pi— rilevanti ma ritardate nel tempo (Luman et al., 2005). Da questi deficit motivazionali deriverebbero le difficolt… a rinviare il comportamento immediato e quindi un ®decision- makingŻ impulsivo e inefficace (Toplak et al., 2005). Un altro fattore eziologico proposto riguarda la velocit… di elaborazione. Sonuga- Barke (2005) parla di difficolt… del bambino con DDAI nel ®sincronizzare il tempo delle sue azioniŻ, che comporta un deficit di integrazione sensomotoria e temporale. Come si fa la diagnosi La diagnosi di DDAI Š essenzialmente clinica, ovvero non esiste alcun test o esame ®obiettivoŻ che da solo permetta l'accertamento sicuro della presenza del disturbo. Ô il clinico che, prima di poter decidere se si tratti di DDAI o meno, deve ponderare le varie manifestazioni, ossia gli aspetti cognitivi e comportamentali, mediante schede di osservazione e prestazioni ad alcuni test cognitivi. Le informazioni sulla storia dei sintomi si ottengono tramite i colloqui con i genitori, gli insegnanti e il bambino stesso. Gli insegnanti hanno un ruolo molto importante nell'inquadramento diagnostico perch‚ stanno con il bambino la maggior parte del tempo, osservandolo nelle situazioni in cui si evidenziano maggiormente le sue difficolt…, ossia in cui sono richiesti sforzo cognitivo, organizzazione del proprio lavoro, riflessivit… e capacit… di stare fermo a lungo. Non Š un caso che i livelli di disattenzione e iperattivit… riportati dagli insegnanti siano pi— elevati rispetto a quelli riportati dai genitori. I test pi— adatti per delineare il profilo cognitivo e neuropsicologico del bambino sono quelli che forniscono delle indicazioni riguardanti le abilit… visuo-spaziali, le funzioni prassiche, l'apprendimento scolastico, la memoria, l'attenzione e le funzioni esecutive. Per quest'ultimo aspetto sono utili test come la ®Torre di LondraŻ, messo a punto da Tim Shallice, o il test ®Junior HaylingŻ ideato dallo stesso autore, in cui il soggetto deve completare alcune frasi con parole non collegate sul piano semantico con la frase pronunciata dall'esaminatore, inibendo cosŤ la risposta immediatamente pi— accessibile. Altre prove utili riguardano lo sforzo attentivo, altre ancora la capacit… di dilazionare nel tempo la risposta o la ricompensa: ad esempio, scegliere un rinforzo pi— forte ma posticipato. Sebbene i test neuropsicologici ambiscano a discriminare i DDAI dai controlli, in realt… forniscono un quadro di funzionamento cognitivo del bambino, ma non una diagnosi certa, a causa della multifattorialit… della sindrome cui si Š accennato in precedenza. Il percorso terapeutico Completata la valutazione diagnostica, Š necessario programmare il tipo di intervento appropriato per il bambino iperattivo. Intervento che, pur con le differenze connesse allo specifico tipo di DDAI diagnosticato, consiste soprattutto - come ha sottolineato Cornoldi (1998) - nell'incrementare le capacit… di autoregolazione, cioŠ di controllo autonomo dei comportamenti e della loro pianificazione. Non si pu• negare a questo scopo l'utilit… di un intervento farmacologico, purch‚ mirato e controllato. Il metilfenidato (il principio attivo del farmaco pi— usato), stimolando la regolazione della dopamina, fornisce al cervello le risorse per poter coordinare le proprie potenzialit… attentive. Questo farmaco risulta efficace nei soggetti che non hanno un'adeguata autoregolazione dopaminergica (come una parte dei soggetti con DDAI), ma risulta inutile o dannoso se utilizzato in modo improprio, ad esempio in casi in cui l'origine eziologica Š diversa e coinvolge altre strutture neurobiologiche. Si stanno affermando farmaci ad effetto non immediato ma prolungato nel tempo, come l'atomoxetina che non Š uno psicostimolante come il metilfenidato, ma un inibitore selettivo della ricaptazione della noradrenalina. La decisione su quale farmaco usare e in quale dose va commisurata al tipo di soggetto, alla compresenza di altri disturbi, al rischio di abuso, alla disponibilit… del contesto familiare. La letteratura scientifica sull'argomento indica che la ®presa in caricoŻ della famiglia e la consulenza sistematica alla scuola sono variabili che influenzano i risultati positivi a lungo termine della cura farmacologica. I primi risultati di uno studio americano (MTA Cooperative Group, 1999), enfatizzarono il ruolo cruciale del trattamento farmacologico per la riduzione dei sintomi del DDAI, in presenza o meno di terapie psicologiche associate. A un'analisi pi— approfondita Š emerso che per i bambini che usufruivano della terapia sia farmacologica che psicologica era sufficiente una dose inferiore di farmaci. Considerando altre misurazioni oltre a quelle relative ai sintomi, per esempio le relazioni con i coetanei e con i genitori, nonch‚ il mantenimento dei benefici a lungo termine, i bambini che avevano usufruito anche della terapia psicologica dimostrarono vantaggi maggiori rispetto a quelli trattati con soli farmaci. Quali sono i trattamenti psicologici pi— efficaci per i bambini con DDAI? Dipende dal tipo di deficit che la diagnosi avr… evidenziato come predominante: il trattamento sar… prevalentemente cognitivo, quando Š necessario migliorare l'attenzione e le funzioni esecutive; pi— comportamentale, se vanno potenziati il controllo e l'autoregolazione. In ogni caso, Š essenziale la modificazione dell'ambiente familiare e scolastico e degli stimoli in esso presenti, per cui in conclusione ci soffermeremo sul lavoro integrato che coinvolge sia genitori che insegnanti. Il lavoro con i genitori - Ô importante aiutare i genitori a prendere consapevolezza dell'immagine che hanno del bambino e di se stessi, ad esempio pensare che il bambino ®si comporta male appostaŻ oppure che non Š pi— possibile avere il controllo della situazione, per cui appare inutile impegnarsi assiduamente nell'insegnamento delle regole. Per i genitori la proposta pi— utile Š un percorso semistrutturato: da un lato lavorare su qualcosa di sistematico, dall'altro adattare e variare il percorso in modo da cogliere i problemi concreti cercando di affrontarli insieme. Analizzando pi— in dettaglio questo percorso semistrutturato, osserviamo che la prima fase prevede la comprensione del problema DDAI e la preparazione al cambiamento tramite l'analisi di pensieri e comportamenti disfunzionali. Durante gli incontri mirati alla comprensione del problema vengono fornite informazioni corrette sul disturbo del figlio, si creano delle aspettative realistiche riguardo all'intervento, si raccolgono delle informazioni dai genitori rispetto all'attuale situazione e si danno informazioni sul training. Viene loro insegnato un metodo per analizzare le situazioni, allo scopo di identificare i fattori che favoriscono l'instabilit… del bambino: gli antecedenti (eventi che causano l'insorgere di comportamenti negativi), i comportamenti- problema (analisi precisa di quello che il bambino compie) e le conseguenze (che cosa succede dopo che il bambino ha manifestato un comportamento problematico). La seconda fase serve a introdurre alcune tecniche educative per individuare e gestire i comportamenti ®negativiŻ del bambino. Durante questi incontri viene fornito un aiuto ai genitori per strutturare la vita familiare in modo da aiutare il figlio a prevedere ci• che accadr… in famiglia, tramite la creazione di abitudini, routine, regole, e soprattutto fornendo delle informazioni di ritorno su come si sta comportando. Con l'aiuto di un consulente, i genitori possono auto-osservarsi su come si propongono ai loro figli di fronte alle situazioni complesse e come applicano le strategie di soluzione dei problemi. Negli ultimi incontri essi dovrebbero imparare anche a riconoscere gli eventi ®premonitoriŻ dei comportamenti problematici del bambino per riuscire ad agire con un certo anticipo ed evitare i ®soliti inconvenientiŻ. Ô importante che i genitori comprendano quanta influenza possono avere nell'orientare il comportamento del figlio, e che attraverso una maggiore coerenza, costanza e consapevolezza sono in grado di ottenere risultati positivi. Il lavoro con gli insegnanti - Il coinvolgimento degli insegnanti fa parte integrante di un percorso terapeutico, oltre che diagnostico, per il trattamento del bambino con DDAI. La procedura di consulenza sistematica prevede incontri regolari durante tutto l'anno scolastico, con una frequenza quindicinale per i primi tre mesi e mensile nel periodo successivo. A questi incontri sarebbe auspicabile partecipasse l'intero team di insegnanti, per quanto riguarda la scuola primaria, e i docenti col maggior numero di ore settimanali, nel caso della scuola secondaria di primo grado. I principali obiettivi della consulenza agli insegnanti che hanno nella loro classe bambini iperattivi sono: - informare sulle caratteristiche del DDAI e sul trattamento che viene proposto; - fornire appositi strumenti di valutazione (questionari e schede di osservazione) per cooperare alla diagnosi; - mettere il docente nella condizione di potenziare le proprie risorse emotive e migliorare la relazione con l'alunno; - spiegare come utilizzare specifiche procedure di modificazione del comportamento all'interno della classe; - informare su come strutturare l'ambiente classe in base ai bisogni e alle caratteristiche dell'alunno con DDAI; - suggerire particolari strategie didattiche, per facilitare l'apprendimento dell'alunno con DDAI; - spiegare come lavorare, all'interno della classe, per migliorare la relazione tra il bambino con DDAI e i compagni. Da un punto di vista metacognitivo, prima di pensare a che cosa fare di diverso per favorire l'attenzione di questi bambini, Š necessario riflettere su che cosa fanno gi… gli insegnanti per gestire l'attenzione dei propri alunni. Alcune domande-guida per la riflessione potrebbero essere utili, ad esempio: quali strategie metto in atto per suscitare interesse verso la materia? e per evitare una frequente disattenzione? Che cosa faccio per semplificare un argomento complesso? Una volta formulata la domanda come sollecito la risposta? Come faccio a capire i livelli di attenzione degli alunni? Come ripristino l'attenzione degli alunni nel caso in cui sia diminuita? Il consulente deve osservare in che modo le strategie vengono applicate, verificare quali rinforzi sono veramente utili e gratificanti per ciascun ragazzo, evitando di promettere gratificazioni eccessive o troppo ridotte senza tener conto degli sforzi effettivi che deve fare il bambino per raggiungere un obiettivo. Quale futuro per gli iperattivi? Che cosa ci possiamo attendere dai ragazzi con DDAI quando crescono? Sicuramente la prognosi di un ragazzo che viene seguito in modo specialistico Š in generale migliore rispetto a uno che non viene seguito o che assume solo farmaci. In et… adolescenziale ci• che preoccupa di pi— sono i rapporti con i coetanei, i quali faticano a tollerare certi atteggiamenti non coerenti o impulsivi dei ragazzi con DDAI. La gestione del lavoro scolastico Š molto difficoltosa e spesso questi ragazzi richiedono una continua supervisione per l'esecuzione dei compiti. Se il ragazzo si trova in una situazione scolastica e in un ambiente familiare capaci di tollerare certi atteggiamenti negativi e di valorizzare i suoi lati positivi, molto probabilmente conserver… solo i tratti positivi del DDAI, ossia il bisogno di novit… e di cambiamento, valorizzando certi ®talentiŻ poco evidenti, quali la molteplicit… di interessi, l'estro, il pensiero divergente, la fantasia, che potrebbero aiutarlo a costruirsi un futuro su misura per se stesso. Da questo punto di vista pu• essere confortante sapere che diversi illustri personaggi dell'arte e della cultura erano iperattivi da bambini, e devono proprio a questa caratteristica del comportamento il loro successo artistico e professionale. Ma non bisogna neppure illudersi che questo ®miracoloŻ avvenga spontaneamente e in ogni caso. Il lavoro con gli iperattivi richiede molto tempo e sforzo anzitutto da parte degli adulti, se vogliamo che anche il bambino impari a sforzarsi per migliorare. Serve tempo per definire delle modalit… condivise di interpretazione dei fenomeni, per applicare osservazioni sistematiche, per intervenire con metodiche che cerchino di rompere gli schemi comportamentali negativi. Non esistono strade brevi e sarebbe illusorio pensare che i farmaci, per quanto utili, possano assicurare effetti stabili senza un adeguato lavoro psicologico mirato al mantenimento dei miglioramenti ottenuti. Gian Marco Marzocchi Santo Di Nuovo (®Psicologia contempraneaŻ n. 204/07)