Aprile-Giugno 2009 n. 2 Anno XXIII Quaderni di Minimondo Rivista culturale Braille Periodico trimestrale Fascicolo I Direzione Redazione Amministrazione Biblioteca Italiana per i Ciechi 20052 Monza - Casella postale 285 c.c.p. 853200 - tel. 039/28.32.71 e-mail: bic@bibciechi.it Dir. Resp. Pietro Piscitelli Comitato di redazione: Massimiliano Cattani, Antonietta Fiore, Luigia Ricciardone, Pietro Piscitelli (Responsabile) Copia in omaggio Stampato in Braille a cura della Biblioteca Italiana per i Ciechi ®Regina Margherita¯ onlus via G. Ferrari, 5/a 20052 Monza Sommario Franco Ferrarotti: Il senso del luogo (®Prometeo¯ n. 105/09) Mark Maslin: Il clima della terra (®Prometeo¯ n. 105/09) Dario Bressanini: Le difficolt… del pane biologico (®Le Scienze¯ n. 487/09) Giuseppe Lago: Il carisma in psicoterapia (®Psicologia contemporanea¯ n. 211/09) Pier Cesare Rivoltella: Social Network: relazioni umane 2.0? (®Vita e Pensiero¯ n. 1/09) Santo Di Nuovo: Lo stress del turista (®Psicologia contemporanea¯ n. 209/08) Auro Bernardi: Il Garda degli scrittori (®Tutto Turismo¯ n. 363/09) Irene Bignardi: Marlene Dietrich: la carriera di una libertina simbolo dell'altra Germania (®il Venerd¯ n. 1099/09) Massimo Romano: Vladimir Nabokov: un colorato tappeto di immagini e parole (®Letture¯ n. 648/08) Attenzione. Informiamo i nostri gentili lettori che la Biblioteca rimarr… chiusa per le ferie estive dal giorno 3 al giorno 21 agosto 2009 e riaprir… il giorno 24. Preghiamo coloro che si servono, per il recapito dei volumi Braille, del Corriere Espresso Bartolini di non restituire le opere durante tale periodo, al fine di evitare che alla Biblioteca vengano addebitati i costi di giacenza. Con l'occasione, formuliamo a tutti i nostri pi— sinceri auguri di buone vacanze. Il senso del luogo - La globalizzazione annulla le identit…, cancella la peculiarit… dei luoghi, distrugge i paessaggi. - La crisi finanziaria, apertasi in tutta la sua portata alla met… dell'ottobre 2008, dopo brontolii piuttosto inquietanti durati poco meno di due anni, ha indubbiamente scosso molte certezze, in particolare, quanto meno in parte, ha dissolto il mito del progresso inevitabile. A suo tempo, la globalizzazione aveva avuto i suoi corifei, ma anche i suoi critici, pi— o meno agguerriti. Nessuna meraviglia. La stessa sorte Š toccata a tutti i grandi fenomeni storici. Scrivendo della globalizzazione, ci• che pi— meraviglia Š che sia passata sotto silenzio la sua falla pi— grave: la aterritorialit…. Paradossalmente, ma non tanto, data la mentalit… grossolanamente storicistica - il che non vuol dire coscienza o sensibilit… storica - la a-territorialit…, con la drastica verticalit… che ne consegue, Š stata salutata da economisti, sociologi e politologi come un aspetto positivo. Viene alla mente l'inno ditirambico che Marx ed Engels sciolgono nel Manifesto (ma siamo nel 1848) all'emergente borghesia: sta spazzando via gli ®idiotismi della vita rurale¯. Nessun presentimento del tragico impoverimento dell'esperienza umana che ci• comportava. I pensatori che si ritenevano ®rivoluzionari¯ e innovativi per principio e scelta professionale ne davano una valutazione altamente positiva. Non capivano che la tradizione non Š necessariamente tradizionalista, che in essa vi sono semi e valori in attesa di essere inverati sul piano storico. Solo poche voci isolate - artisti e poeti - da William Wordswort a John Ruskin, l'autore di Until this last (®Fino a questo punto¯) si rendono conto del ®lato oscuro del progresso¯ (the dark side of progress), temono per l'ambiente, lamentano la distruzione del paesaggio naturale, i rischi per l'equilibrio ecologico. La richiesta, certo non stentorea, di John Stuart Mill di una stationery economy, ossia di una economia che non obbedisca alla sfrenata avidit… degli speculatori rischiando di confondere lo sviluppo con la mera espansione, resta sostanzialmente inascoltata. La aterritorialit… della globalizzazione celebra i suoi trionfi. Nessuno sembra rendersi conto di che cosa significhi, in termini pratici e come ®ricaduta¯ sulla qualit… della vita, la totale irresponsabilit… nei riguardi delle comunit… che ne vengono investite. Le aziende multinazionali globali arrivano, aprono strade, disboscano, sventrano, costruiscono opifici, esplorano, scavano nel sottosuolo. Compiuto l'intervento, ottenute le materie prime, sfruttate le risorse, fanno le valige e se ne vanno. Ma perch‚ si parte? Le grandi imprese industriali e commerciali hanno le loro buone ragioni: sfruttare nuovi mercati, trovare nuovi sbocchi, approfittare del basso costo della manodopera locale. Le cosiddette platform companies, o ®societ… piattaforma¯, non producono pi— nulla in patria. Elaborano progetti, calcolano costi e benefici, e organizzano la produzione all'estero, nel Terzo e nel Quarto mondo; non producono pi— nulla direttamente, lasciando cos ai locali tutta la parte da loro chiamata ®volatile¯ del processo produttivo (contratti con la forza lavoro, vertenze eventuali con le autorit… locali, problemi ecologici, ambientali, conseguenze sul clima, e cos via). Con riguardo agli individui, resta in piedi la domanda, forse petulante, certamente indiscreta: perch‚ si parte? Si parte per cambiare vita, orari, abitudini. Ma le abitudini sono, appunto, abituali, vischiose. Hanno una loro particolare tenacia, oppongono una mite, cocciuta resistenza. Quando crediamo di averle abbandonate e cambiate, ecco che le ritroviamo, davanti e dentro di noi. Ho gi… osservato che si parte per la nuova vita, salvo a ritrovare la vecchia. Il viaggio del pellegrino medioevale come quello del turista di oggi apre nuovi orizzonti, spezza la citt… murata e il villaggio chiuso, si sottrae al controllo sociale asfissiante del ®natio borgo selvaggio¯. Sulla strada della salvezza o, pi— semplicemente, sull'autostrada delle ferie d'agosto i viaggiatori si incontrano, mangiano e bevono insieme, si scambiano notizie, impressioni ed esperienze. Le vecchie tappe delle carrozze postali sono state sostituite dalle stazioni ferroviarie o di servizio, dalle corriere e dagli aeroporti, ma la sostanza umana non Š cambiata. L'identit… cessa dall'essere un dato fisso per trasformarsi in un flusso di nuove sensazioni. Ô messa in discussione. Da dato acquisito si fa processo problematico. L'identit… si pone come una realt… dinamica, in movimento. Ô un processo, ancora legato a una fondamentale coerenza, frutto spesso di un'operazione selettiva compiuta dalla memoria. Siamo ci• che siamo stati; anzi, pi— precisamente, ci• che ricordiamo di essere stati. L'identit… Š pertanto la risultante cumulativa di rimembranze, esperienze, considerazioni che, nel corso del tempo e debitamente filtrate, vengono a sedimentarsi nella consapevolezza dell'individuo, costituendone la personalit…. Nella tradizione storica occidentale, questa identit… fondata sulla coerenza si incarna nell'homo sapiens socratico, autonomo, sicuro della propria padronanza razionale davanti al pulviscolare panorama dell'empiria. Ma Š questo tipo di personalit…, e della corrispondente identit…, che entra in crisi con i nuovi mezzi di comunicazione e di elaborazione dei dati a grande distanza in tempo reale. Il passaggio dalla logica della scrittura, che Š essenzialmente cartesiana, analitica, fondata sull'analisi dei singoli termini e delle specifiche elaborazioni concettuali, alla logica dell'audiovisivo sta dando luogo a una rottura nella costruzione dell'identit…. La logica della scrittura richiede una sequenza discorsiva basata sul ragionamento analitico. La logica dell'audiovisivo, con il ricorso all'immagine sintetica che lo caratterizza, esalta il momento emotivo, la percezione globale immediata, l'intuizione pura, uno straordinario effetto ipnotico nell'utente-spettatore-viaggiatore. I grandi viaggi odierni favoriscono evidentemente la logica dell'immagine. Lo stesso mutare del paesaggio gioca in questo senso. La velocit… dei trasporti, la mancanza di tempo per assimilare criticamente i cambiamenti, l'apparente, se pure ingannevole, ubiquit…: tutto sembra congiurare verso un esito che non era stato previsto. Possibilit… multiple, ricche, anche contraddittorie si offrono al singolo al di sopra e al di l… dei vincoli del principio di non contraddizione, per cui, secondo la formula aristotelico-tomistica, nequit idem simul esse et non esse (®La stessa cosa non pu• essere e non essere nello stesso tempo¯). Il Genius Loci Š oggi dimenticato. Il luogo ha perso l'aura, la connotazione specifica, il clima e l'atmosfera che lo definiva in maniera unica, non interscambiabile, non fungibile. Anni prima che valenti antropologi ardissero teorizzare i ®non luoghi¯ - forse immemori che ®non luogo¯ traduce alla lettera il termine fascinoso di ®utopia¯ (¢—topos) - l'idea di un no sense of place, ossia di luoghi privi di ogni significato che li segnasse a fondo, era gi… stata elaborata. Si parte con un animus insoddisfatto, con il desiderio di cambiare la propria identit…; ma durante il viaggio l'identit… da cambiare si Š per conto suo trasformata. Si cambiano volti, paesaggi, lingue etc. Che cosa significa? Il viaggio, travel in inglese, Š anche sofferenza, travail, o travaglio. Forse Š possibile paragonare il turismo di massa odierno ai pellegrinaggi medioevali, le vacanze alle Maldive e il ®cammino di Compostela¯. Ma ieri come oggi il paesaggio vive in noi. Ieri salivamo a ginocchioni le scale sante. Oggi ci limitiamo - ma il sacrificio Š anche pi— grave - a ingerire generose dosi di monossido di carbonio. Possiamo certamente dimenticarlo, ma il Genius Loci non ci abbandona. Io guardo il paesaggio, ma il paesaggio guarda me che lo guardo. Che cosa vediamo, quando guardiamo? Sappiamo per certo che nulla Š immediatamente osservabile. In altre parole, guardiamo con gli occhi, ma vediamo con i ricordi, le impressioni, le esperienze e le letture precedenti. Guardiamo con gli occhi del corpo, ma vediamo anche, o forse soprattutto, con gli occhi della mente. Ogni cosa che vediamo Š, in senso letterale, un d‚j… vu. Maurice Halbwachs, l'eminente membro della ®covata¯ durkheimiana e l'autore dei Quadri sociali della memoria, quando giunge la prima volta a Londra, gli sembra di esserci gi… stato. L'aveva vista attraverso i romanzi di Charles Dickens. Ora la rivedeva. Ogni persona si porta dentro i suoi paesaggi, parte e insieme stimolo delle sue memorie - i suoi ®paesaggi dell'anima¯, lo schedario dei suoi ricordi. Ignazio Silone, in visita a Israele, mi confidava di non aver potuto trattenersi dall'esclamare: ®Ma questo l'ho gi… visto. Questa Š la Marsica della mia infanzia¯. L'intento profondo degli studi e delle ricerche sulla memoria, sulle sue antinomie e sulle sue intricate contraddizioni dovrebbe probabilmente consistere nel far comprendere, se non dimostrare in senso stretto, il peso della memoria nel contemplare qualsiasi paesaggio, e da qui risalire alla fondamentale unit… dell'esperienza umana, alla invincibile tendenza a sacralizzare boschi, rocce, correnti d'acqua, attribuendovi significati che trascendono le loro caratteristiche empiriche. In questa prospettiva sarebbe necessario sfidare e affrontare i luoghi comuni e la pigrizia della saggezza convenzionale. Vi Š, in effetti, tutta una tradizione di pensiero di ascendenza cartesiana - in realt… platonica - che si fonda, giustifica e celebra il dualismo: natura e cultura, res cogitans e res extensa, anima e corpo, empiria e teoria. Sarebbe impresa intellettuale altamente originale tentare di riunire i due termini, andare al di l… della dicotomia. Per un incredibile paradosso, la presenza umana sembra essere essenziale anche per documentarne l'assenza. Non Š vero, come un giorno ebbi a temere, che non Š pi— possibile ritirarsi nel deserto al modo degli asceti e degli anacoreti del secondo e del terzo secolo solo perch‚ nel deserto Š stato trovato il petrolio. Se guardiamo un deserto, se ne contempliamo le onde sabbiose in apparenza immobili, pronte peraltro a riprendere la loro imprevedibile danza non appena si alzi il temibile ghibli o, peggio ancora, il kahan-sin che brucia gli occhi e annebbia la vista, il buon senso ci dice che Š deserto ci• che Š privo della presenza umana. Il paradosso Š che Š proprio l'uomo, con la sua presenza, a definire il deserto. In altre parole, i paesaggi sono cultura prima di essere natura; costruzioni dell'immaginazione proiettate sulla selva, sull'acqua e sulla roccia. Occorre per• anche riconoscere un dato, nello stesso tempo singolare e piuttosto inquietante: quando una certa idea di paesaggio, di un mito, di una visione si Š stabilita in un luogo, essa sembra acquistare l'imprevista capacit… di scompaginare le coordinate del discorso razionale, di rendere le metafore pi— reali dei loro referenti, di trasformarsi, di fatto, in una parte del quadro. Si pensi al De Germania di Tacito. Qui il bosco si muove, vive - abitazione e nutrimento degli umani. La selva cessa dall'essere la scena estetizzante di un romanzo gotico o di una tragedia shakesperiana. La selva viene sacralizzata. Ô la sede della divinit… primigenia, che dalle radici emerge e si afferma come la forza indigena destinata a punire l'arroganza razziale dell'invasore straniero, in questo caso anche la presunta superiorit… tecnica, di Publio Quintilio Varo e delle sue legioni. Nella densa, oscura e paurosa foresta di Teutoburgo, Varo e le sue truppe cadono vittime dell'imboscata di Arminio. Con un ardito balzo comparativo, lo storico americano Simon Schama paragona Varo al generale Custer circondato dagli Indiani: ®Povero Quintilio Varo, il Custer della foresta di Teutoburgo; Custer per pi— d'una ragione, poich‚ Velleio Patercolo, l'unico testimone sopravvissuto, presta particolare attenzione all'arroganza razziale e culturale di Varo, il quale disprezza i germani che ®non hanno nulla di umano tranne la voce e gli arti¯¯. Ma Arminio, che era stato educato alle arti militari proprio dai Romani, se era un indigeno, non era certamente uno sprovveduto, e toccher… poi ad Agricola vendicare l'onta della sconfitta di Varo, copiando in parte la tecnica militare e le strategie di Arminio. Questi doveva poi divenire un mito, l'eroe della foresta germanica per eccellenza, come tale rispolverato in anni recenti dai Nazisti e da quel loro ministro dell'agricoltura, Rudolf DarrŠ, cui Š attribuita la paternit… del motto Blut und Boden (®sangue e suolo¯). Citando per• Publio Cornelio Tacito, Š bene non sottacere l'intento pedagogico che muove la tesa scrittura tacitiana cos come, secoli dopo, un intento analogo giustificher… la difesa del cannibalismo fatta da Michel de Montaigne. In entrambi i casi, si tratta di porre davanti agli occhi dei corrotti Romani, per Tacito, e degli ipocriti cristiani europei, per Montaigne, l'esempio di costumi primitivi ma genuini, sobri, di ammirevole semplicit…. Per esempio, Tacito nota nei Germani, al Capitolo XVIII del De Germania, ®molta castigatezza nella vita coniugale; n‚ altra parte dei loro costumi Š pi— degna di lode. Giacch‚ sono quasi gli unici, tra i popoli barbari, che si accontentino di una sola moglie, eccetto soltanto pochi che ne hanno di pi—, non per sensualit…, ma perch‚ sono ricercati come nobili. Non la moglie porta la dote al marito, ma il marito alla moglie. Vi intervengono i genitori e i parenti di costei, per esaminare i doni, i quali non sono scelti tra le cose che servono alle delizie muliebri e di cui la novella sposa possa adornarsi i capelli, ma sono due buoi, un cavallo con briglie, scudo, lancia e spada. Con questi doni si ottiene la sposa; e questa, in ricambio, dona all'uomo qualche arma: tutta la grandiosit… del vincolo si riduce a questo, per loro, tutte le nostre cerimonie misteriose, a questo, i nostri Dei protettori del matrimonio¯. Prosegue quindi Tacito, nel capitolo XIX, a lodare la moralit… dei Germani e il loro rispetto dei costumi tradizionali: ®Vivono in una rigida onest…, non corrotti da seduzioni di spettacoli, n‚ da eccitamenti di banchetti. Uomini e donne non hanno idea di corrispondenze segrete. Pochissimi, in una nazione cos popolosa, gli adultŠri, la cui punizione immediata, con riguardo alla donna, Š affidata allo stesso marito: coi capelli tagliati, nuda, alla presenza dei parenti, egli la caccia di casa e l'accompagna, percotendola, per tutta la borgata: non c'Š piet… per la donna disonesta; non la bellezza, non la giovinezza, non le ricchezze riusciranno a farle trovare un altro marito. Nessuno, fra i Germani, si ride dei vizi, n‚ il corrompere e il farsi corrompere si chiama, col…, ®la moda del tempo¯. Meglio ancora fanno alcune popolazioni, presso le quali solo le vergini possono sposarsi, e si finisce una sola volta con la speranza e col desiderio del matrimonio. Sicch‚ le donne prendono marito una sola volta, come hanno un solo corpo e una sola anima, per modo che, morto quello, non abbiano pi— pensieri di amore, non pi— desideri, ed amino in lui non il marito, ma il vincolo matrimoniale. Limitare il numero dei figli e sopprimere i sopraggiunti considerano come cosa turpe, e i buoni costumi sono pi— rispettati che non le buone leggi, altrove¯. Custode dei costumi e della tradizione, che tutti li comprende, il Genius Loci Š il dio autoctono che protegge i confini della comunit…, garantisce e accresce i processi della genesi primordiale. L'amico socio- antropologo Vittorio Dini ha studiato nel territorio di Arezzo certe fonti che da tempo immemorabile assicuravano alle donne il dono della fecondit…. Il Genius Loci non Š definibile in forme concettuali legalmente statuite. Esso rimanda piuttosto a quel singolare dialogo platonico, Le Leggi, in cui Š assente Socrate, si beve vino e la conversazione alquanto leggera e gemtlich prevale sul carattere stringato del ragionamento. Lo ®straniero di Atene¯ interroga i cretesi sul fondamento delle loro leggi, e questi gli rispondono, quasi distrattamente, che sono antichissime e forse di origine divina. Ho notato altrove che nel dialogo si ammonisce di non rimuovere le pietre che assegnano i confini delle varie propriet…, pena il castigo divino. Ma si tratta ancora, come sembra evidente, di una proibizione di tipo religioso, mirante a non offendere il Genius Loci e in generale le divinit… che vegliano sui territori. In effetti, nell'antica Grecia sembra difficile provare l'esistenza di un'effettiva concezione della propriet… terriera. Ô probabile che le leggi di cui si parla nel dialogo platonico presiedessero all'ordine chtonio e si ricollegassero al passato rurale e alla propriet… comune del territorio, comunque continuassero a essere concepite come vincolanti in quanto espressione di un costume tradizionale, anche quando, con la polis, si erano ormai consolidati un sistema di leggi formali e un'apposita magistratura deputata a garantirne l'attuazione. Sembra accertato che solo sotto il dominio romano cominciano a essere in uso mappe utili a definire le varie propriet… e suddivisioni della terra, espressamente sancite e ®accatastate¯. Non mancano analisti sociali contemporanei, sufficientemente sprovvisti di sensibilit… storica, per affermare che si danno ®non luoghi¯, vale a dire luoghi privi di aura e di significato, senza rendersi apparentemente conto che, quando io guardo un paesaggio, il paesaggio guarda me e si pone, necessariamente, come una costruzione mentale. Il grande storico delle religioni, Raffaele Pettazzoni, cui era toccata la sfortuna di vivere e insegnare nella ®stagione crociana¯, ostile per principio alle scienze sociali, non si stancava di affermare che ®ogni fenomeno Š un ghenomeno¯. L'inradicamento sociale e comunitario Š essenziale, come ha ben visto l'acuta discepola di Alain, Simone Weil, in L'enracinement, nonostante il suo atteggiamento radicalmente cartesiano e intellettualistico, e, prima ancora della Weil, Ferdinand Toennies, con la sottile elaborazione del concetto di Gemeinschaft. Forse Š dall'aver trascurato l'importanza del rapporto fabbrica-comunit… circostante che deriva il carattere spesso rovinoso e socialmente irresponsabile della globalizzazione odierna, che Š tecnicamente agguerrita ma essenzialmente a-territoriale, e quindi indifferente agli effetti delle sue iniziative sulle comunit… locali investite dalle sue imprese, spesso predatorie, assetate di profitto, nemiche o incuranti dei loro effetti sull'ambiente naturale. In questa azione di irresponsabile ®appiattimento¯, la globalizzazione Š aiutata, in maniera decisiva, dagli odierni mezzi di comunicazione di massa. Di fatto, il messaggio televisivo Š universale, si adatta a tutte le culture e a tutti i paesi. Li riduce, anzi, alle sue caratteristiche tecniche. D'altro canto, ci• di cui non si parla non esiste. Non Š solo il potere dell'agenda setting, ossia dell'ordine del giorno. Le ®reti¯ sono ormai transnazionali e possono concedersi il lusso di prescindere dalle singole culture in cui operano non solo perch‚ i temi di cui trattano e di cui nutrono con dovizia i loro filmati sono elementari (per lo pi— sesso e violenza), ma anche perch‚ tendono a cancellare le determinazioni di tempo e di luogo. La tecnologia moderna, su cui si fondano i mass media, ha reso obsoleta l'antica veneranda massima: ®un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto¯. La materia prima dei mass media Š l'informazione: materia difficilissima da conservare poich‚ pu• essere rubata senza venire spostata. Non c'Š bisogno di portarla via fisicamente; basta ritrasmetterla, registrarla, replicarla, ®mandarla in onda¯. Intacca la sostanza del discorso. Ne fissa in limine i modi, i limiti, i tempi di svolgimento. Ô in atto un processo, ancora misterioso, di smaterializzazione. L'importanza della presenza fisica Š seriamente minacciata. Si pu• fare tutto - ricercare, analizzare, osservare - ma da lontano; vedere senza toccare. Nelle scienze della natura Š raro che lo scienziato abbia accesso diretto ai fenomeni naturali. ®Legge¯ i fenomeni in via vicaria, leggendo i dati trasmessi dalle macchine. Non importa dove si trovi lui, personalmente, fisicamente. I cavi gli porteranno tutte le informazioni di cui abbia bisogno. Ô un mondo asettico, fuori dal tempo e dallo spazio. I terminali dei calcolatori danno l'impressione - l'illusione - di essere in contatto con tutto il mondo, con decine e migliaia di banche-dati, senza muoversi da casa, senza uscire dal proprio studio. L'homo televisivus odierno Š un nomade sedentario. Tutto ci• pu• essere considerato comodo. Cos come era comodo per i ®sociologi della poltrona¯, per mile Durkheim per esempio, esplorare le ®forme elementari della vita religiosa¯ e allo scopo studiare gli Aborigeni australiani, senza lasciare Parigi e la calda atmosfera del proprio cabinet de travail. I sociologi e gli antropologi sanno per• che nulla pu• validamente sostituire la presenza sul campo, la ricerca diretta sul terreno, a contatto quotidiano con i gruppi umani da analizzare, la residenza, anche per anni, in loco. In un'epoca dominata dai mass media e dalla loro logica, tutto, invece, si diluisce e si annebbia. Le differenze fra i sessi tendono ad attutirsi; cadono le differenze fra i vari gruppi di et…; si fanno meno marcate le divaricazioni fra giovani e adulti; l'adolescenza, questa moderna invenzione, tende a protrarsi fino a confondersi con i giovani adulti e con il mondo adulto. I luoghi, i paesaggi tendono a equivalersi, a stemperarsi, ad annullarsi l'uno nell'altro. Lo scrittore Gore Vidal potr… plausibilmente scrivere: ®Gli Stati Uniti sono un Ramada Inn da una costa all'altra¯ (a Ramada Inn from coast to coast). Gli stessi dirigenti, industriali e politici, gli ®uomini pubblici¯ si appiattiscono, si fanno comparse da teatro, perdono la misteriosit… e il prestigio della non facile accessibilit…, quel margine di ®rispetto¯ (respicere=guardare da una certa distanza) che un tempo ne garantivano la statura, l'autorit… o forse, pi— precisamente, l'autorevolezza. Il mistero perfeziona la discrezionalit… del potere. Nello stesso tempo, non si pu• frettolosamente concludere che con ci• i mass media hanno denudato, demistificato il potere, che lo hanno costretto a un inverecondo strip- tease. Sarebbe bello, istruttivo. Ma le cose non stanno cos. Hanno semplicemente svuotato il problema del rapporto fra storia e quotidiano, fra potere e masse, fra istituzioni e cittadini. Appiattendo tutto, hanno reso pi— difficile distinguere la presenza e il paesaggio. Nella quantit… indifferenziata delle informazioni, Š arduo discriminare fra ci• che conta ed Š importante e ci• che lo Š meno o non lo Š per niente. In questo senso, hanno eretto una diga di plausibilit… apparente, fatta di pseudo- resoconti e di pseudo-realismo, che consacra ed eternizza le condizioni sociali esistenti. Si Š perduto il senso del luogo. Quando si annuncia una riunione o manifestazione si dice che essa ®avr… luogo¯ in tal giorno alla data ora. Che cosa significa ®aver luogo¯? Ô possibile che qualche cosa esista senza ®aver luogo¯? La a-territorialit… delle multinazionali comporta l'irresponsabilit… verso la realt… comunitaria, i luoghi, i paesaggi. Dall'esperienza della pura, disarmata e logicamente sprotetta contemplazione del paesaggio nasce il senso del Genius Loci, il ®terzo termine¯ che sta fra me e ci• che contemplo e che nello stesso tempo mi contempla - il ®terzo paesaggio¯, com'Š stato definito, l'aurorale consapevolezza che nessun antropocentrismo, cos tipico dell'iperattivismo occidentale, Š possibile: io altro non sono che un soffio nel grande mare dell'essere, un lieve incresparsi, un granello di polvere, un battito d'ali nell'universo. Il rispetto del paesaggio Š allora un atto di auto-rispetto. Ô probabile che la presenza esistenziale nel luogo, il vissuto della localit… specifica, circoscritta, da misurarsi a piedi, sia pi— forte e vada al di l… della continuit… storica con le sue fasi e i suoi periodi ben definiti, i suoi nodi logicamente risolti; le sue imputazioni causali cos cogenti e fuori discussione per non far temere che ci• che Š troppo chiaro non sia pi— chiaro, anche a causa dei molti aspetti sottaciuti. La boria iperdinamica dell'Occidente va tenuta a freno. La natura non tollera impunemente le forzature. Neppure quelle presagite da Francis Bacon alle origini della scienza moderna. La sua famosa frase formalmente programmatica, nel Novum Organon, ®Natura nonnisi parendo vincitur¯ (la natura non la si pu• vincere se non ubbidendole) Š certamente in grado di garantire successi parziali attraverso i segreti naturali carpiti, ma l'ubbidienza puramente tattica non tarda a svelare la sua caratteristica di sotterfugio e la ®vittoria¯ sulla natura, a scadenza pi— o meno ravvicinata, si manifesta come una vittoria pirrica. Il mondo si scopre all'improvviso in pericolo. Ô ®troppo pieno¯, eccessivamente cementificato e bloccato, con l'aria divenuta irrespirabile, l'asfalto che impedisce all'acqua piovana di penetrare nel terreno, la bio-diversit… minacciata, il vissuto personale schiacciato dall'imperativo burocratico in nome di un sofisticato ottimismo normativo. Certi scritti di Gilles Cl‚ment, alla mentalit… tecnicistica e quantitativa oggi dominante, potranno apparire paradossali, ma sarebbe un errore dismetterli frettolosamente come privi di senso. Per esempio: ®Elevare l'improduttivit… fino a conferirle dignit… politica. Valorizzare la crescita e lo sviluppo biologico in opposizione alla crescita e sviluppo economici. Proteggere i siti toccati da credenze come un territorio indispensabile per l'errare dello spirito¯. Dichiarazioni che suonano ovviamente strane al modo di pensare oggi prevalente. Ma anche chi abbia goduto di una vita mediamente longeva ricorda le strade di polvere, il senso del limite, compreso quello nello sfruttare i terreni agricoli, a parte lo sfruttamento esercitato sugli esseri umani, spesso ridotti allo stato schiavile. La tesi del produttivismo fine a se stesso Š oggi ancor meno sostenibile che ai tempi di Karl Marx, al quale dobbiamo lo straordinario chiarimento - un risultato probabilmente definitivo - del ®corto circuito¯, con effetti economicamente e socialmente devastanti, fra iperproduzione e sottoconsumo. In ci•, nulla di catastrofico; solo un caveat a proposito di una tecnologia iperproduttivistica, che la saggezza convenzionale d… in ogni caso per buona, sottacendone le implicazioni negative. Non mancano esempi ®virtuosi¯. La decisione amministrativa di creare una riserva - Š stato osservato - circoscrive il territorio della riserva - correttamente chiamato in inglese conservancy - senza alterare la meccanica della sua evoluzione; sancisce, in altre parole, l'indecisione umana a proposito di un luogo. Di un prato d'erba scialba, mio padre diceva: ®Bisogna lasciarlo stare. Lasciamolo riposare per un anno o due¯. Il prato era cos lasciato a maggese perch‚ potesse riprendersi e rifarsi. Questo senso della misura Š sempre pi— raro. Dominano il gusto iperbolico e la tendenza all'eccesso, sottovoce, forse vergognandosi, giustificati in vista della massimizzazione del guadagno. Un attento osservatore delle mode estetiche e dei costumi odierni lo ha nettamente rilevato. Gillo Dorfles annota che si verifica oggi una sorta di terrore dello ®spazio vuoto¯. In Horror pleni. La (in)civilt… del rumore (Roma, Castelvecchi, 2008), Dorfles scrive che ®come nell'arte e nelle scienze, cos Š nella moda: il culto della novit… fine a se stessa si sostituisce al gesto estetico, per fare un rumore non basta che ci sia un taglio sul lato di una gonna, non basta una minigonna, non basta l'ombelico in vista. In ogni momento si richiede qualcosa di eccessivo, che faccia fracasso, che faccia stupire. Ma il risultato Š esattamente il contrario: la nostra assuefazione, e quindi l'assenza di ogni stupore. Anche una cosa che purtroppo mi riguarda personalmente, ma di cui al pubblico dovrebbe importare poco, come l'et… avanzata, rischia di contribuire al rumore mediatico. Nel mio caso, mi capita di osservare che si rischia di essere ricercati, pi— che per ci• che si dice o si scrive, per una questione anagrafica, della quale, ovviamente, non si ha nessun merito. Cos, al pari di altre categorie cronachistiche - che so, la bionda tinta o il cantante adolescente o il pirata della finanza - anche quella di grande vecchio finisce per fungere da mero, ancorch‚ benevolo, stereotipo. Ecco, insomma, preferirei non dover subire non tanto e non solo i danni, quanto piuttosto i favori dell'et…¯. Pi— ancora, per•, che riempito, lo spazio Š a poco a poco, ma inesorabilmente, appiattito, spogliato delle sue caratteristiche originarie, dominato da una tendenza isomorfica che sembra ineluttabilmente accompagnare - precondizione e risultato finale - la globalizzazione. C'Š una sorta di sameness o istessit…, che corrisponde puntualmente, come pi— sopra ho osservato, all'azione economica delle societ… multinazionali affamate, del tutto legittimamente dal punto di vista legale formale, di mercato, vale a dire di buone occasioni di investimento, e quindi di profitti. Queste societ… dinamiche, guidate da quelli che ho osato definire i samurai dell'Occidente, i Chief Executive Officers, bench‚ ancora, giuridicamente, considerate meri ®domicili privati¯, hanno nelle loro mani il pianeta. Nessun dubbio che si diano anche effetti o ®ricadute¯ positive. Sono difese soprattutto dai ®profeti¯ della ®societ… dell'informazione¯ arricchita di ogni comunicazione elettronicamente assistita ma privata della glandola politica, da analisti e pensatori lesti a cambiare di campo a seconda del vento che tira, avendo in prima fila, fra i numerosi altri, Manuel Castells, gi… marxista militante a Barcellona e poi tecnofilo ad oltranza all'Universit… di Berkeley, in California. A loro giudizio, la globalizzazione non annulla affatto le identit…, non cancella la peculiarit… dei luoghi, non distrugge i paesaggi. ®Le nuove tecnologie, introducendo una sorta di contemporaneit… planetaria (grazie alla quale tutto Š noto dappertutto quasi istantaneamente), hanno trasformato la nostra stessa idea di viaggio, attenuando quel senso di esplorazione che guidava, per esempio, Marco Polo nei suoi viaggi verso l'Oriente. Questi e altri fattori, pur garantendo il miglioramento delle condizioni economiche di molte categorie di persone, non hanno tuttavia favorito n‚ la giustizia n‚ una crescita del senso di soddisfazione, paradossalmente anche nelle persone che pi— ne hanno beneficiato. Non saprei spiegare bene, e in termini scientifici, perch‚ ci• accada, per• intuisco che occorrerebbe studiare questi problemi a partire da una questione che mi sta particolarmente a cuore, vale a dire quella delle materie prime, della loro localizzazione e del loro utilizzo¯. Le regole per questo sfruttamento non possono darle n‚ l'ONU n‚ la UE. D'altro canto, sarebbe vano invocare un codice deontologico. Infatti: Quis custodet custodes? Come garantirsi contro i custodi di se stessi? Forse, una sola soluzione o via d'uscita, ma lunga e ardua, sta nella rivalutazione del vissuto contro lo storico, del locale contro la vacuit… e l'istessit…, la sameness, del globale. A ben guardare, non ci sono pi— n‚ emigranti n‚ immigrati. Siamo tutti migranti. Migranti per fame e disperazione o migranti di lusso. Nelle condizioni odierne, bisogner… optare per il mondo dei vinti, di coloro che fanno la storia, ma non la scrivono. E tuttavia, al di l… di ogni forzato appiattimento, la variabilit… storica resiste. Per una ragione relativamente semplice: perch‚ la continuit… esistenziale va oltre e pu• sconfiggere la discontinuit… storica. Passa come un sottomarino sotto i microeventi e i grandi accadimenti, anche i pi— tragici; garantisce l'identit… profonda e la perpetuazione della specie cos come vive, differenziata e specifica, nei gruppi etnici e nelle comunit… linguistiche, religiose, culturali che sono il basso profondo della storia umana, la sua perenne quotidianit…. Lo ®spaesamento¯ Š allora una presa di coscienza: l'occasione e il momento in cui uno esce dal proprio ®brodo sociale¯ e si guarda attorno. Scopre i lineamenti di un mondo diverso, guarda e viene guardato da un nuovo paesaggio e si mette in discussione, comprende di essere, nello stesso tempo, abitante del villaggio e cittadino del mondo. Franco Ferrarotti (®Prometeo¯ n. 105/09) Il clima della Terra - Qual Š il costo per salvare il mondo e quali le modalit…? - Premessa Il riscaldamento globale Š il tema scientifico pi— importante del XXI secolo in quanto mette alla prova l'esistenza stessa della nostra societ… a livello planetario. Lo studio del nostro passato climatico ha dimostrato che l'attuale clima della Terra Š estremamente sensibile al cambiamento per cause di origine antropica. La combustione di carburanti fossili a partire dagli inizi della rivoluzione industriale ha gi… provocato un cambiamento climatico; ne sono chiara testimonianza un aumento di 0,75øC nelle temperature globali e un innalzamento di 22 cm del livello del mare nel corso del secolo scorso. L'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) ha diffuso nel 2007 una relazione secondo cui entro il 2100 le temperature mondiali potrebbero aumentare fra 1,1øC e 6,4øC. Il livello del mare potrebbe aumentare fra i 28 e i 79 cm, e anche di pi— se lo scioglimento della Groenlandia e dell'Antartide dovesse subire un'accelerazione. Inoltre, il modello del tempo meteorologico diventer… meno predicibile e aumenteranno gli eventi climatici estremi, come tempeste, inondazioni, ondate di calore e siccit…. Gli effetti potenziali del riscaldamento globale sulla societ… umana sono devastanti, e comportano drastici cambiamenti per la salute, l'agricoltura, l'economia, le risorse idriche, le regioni costiere, le tempeste e altri eventi meteorologici estremi, non da ultima la biodiversit…. Lezioni dal passato Il cambiamento climatico avvenuto nel nostro passato geologico offre uno spunto all'attuale preoccupazione per il riscaldamento globale di origine antropica. Varie testimonianze geologiche rivelano che negli ultimi 100 milioni di anni il clima della Terra si Š raffreddato, passando dal cosiddetto ®mondo serra¯ del periodo cretaceo, quando i dinosauri vivevano in un ambiente caldo e mite, al ®mondo ghiacciaia¯ di oggi, pi— fresco e dinamico (Zachos et al., 2001). Questa transizione a lungo termine durata 100 milioni di anni, che ha portato a condizioni meteorologiche globali pi— fresche, Š stata principalmente stimolata da cambiamenti tettonici, ovvero dalla deriva dei continenti. Per esempio, l'apertura dello stretto oceanico tasmaniano-antartico e del canale di Drake che hanno isolato l'Antartide dal resto del mondo, il sollevamento dell'Himalaya e la chiusura del passaggio oceanico di Panama. Vi sono anche prove geologiche che questo raffreddamento Š stato accompagnato da un massiccio calo dei livelli atmosferici di anidride carbonica. Per esempio 100 milioni di anni fa, durante l'epoca dei dinosauri, i livelli di anidride carbonica nell'atmosfera erano probabilmente almeno cinque volte superiori a quelli odierni (Crowley e Berner, 2001, pp. 870-872). Questi cambiamenti hanno raggiunto l'acme con la glaciazione dell'Antartide circa 35 milioni di anni fa e poi con le glaciazioni dell'emisfero settentrionale, che si avviarono 2,5 milioni di anni fa. Queste grandi glaciazioni hanno attraversato cicli a partire da condizioni molto simili o persino leggermente pi— calde di quelle odierne per giungere a condizioni completamente glaciali, che hanno causato la formazione di strati di ghiaccio alti 3 km su gran parte del Nordamerica e dell'Europa. I grandi cicli delle glaciazioni sono influenzati soprattutto da cambiamenti dell'orbita della Terra rispetto al Sole. In effetti il mondo ha trascorso pi— dell'80 per cento degli ultimi 2,5 milioni di anni con una temperatura molto pi— fredda di quella attuale (Maslin et al., 2008a). La nostra attuale epoca interglaciale, l'Olocene, Š iniziata circa 10 mila anni fa ed Š un raro esempio di condizioni climatiche miti che si verifica fra un'era glaciale e l'altra. L'Olocene cominci• con la fine rapida e drammatica dell'ultima glaciazione: in meno di 4000 anni le temperature globali salirono di 6øC, il livello relativo del mare si alz• di 120 m, l'anidride carbonica atmosferica aument• di un terzo e il metano presente in atmosfera raddoppi• (Maslin et al., 2008a). Pu• sembrare strano che in un articolo sul riscaldamento globale si parli del fatto che attualmente viviamo in un ®mondo ghiacciaia¯. Questo perch‚, nonostante ci troviamo in un'epoca interglaciale relativamente calda, entrambi i poli sono ancora ghiacciati, evento piuttosto raro nella storia geologica del nostro pianeta. L'Antartide e la Groenlandia sono coperte da strati di ghiaccio e la maggior parte dell'Oceano Artico Š coperto da banchisa. Ci• implica la presenza di molto ghiaccio che potrebbe sciogliersi se il mondo fosse pi— caldo e, come vedremo, questa Š una delle incognite maggiori che il futuro ha in serbo per il nostro pianeta. I due poli ghiacciati determinano anche un gradiente termico, ovvero la differenza fra poli ed Equatore, estremamente ampio, da una media di circa +30øC all'Equatore fino a -35øC o anche meno ai poli. Il gradiente termico Š una delle ragioni principali per cui possediamo un sistema climatico, in quanto l'eccesso di calore dai tropici viene trasportato sia attraverso gli oceani che attraverso l'atmosfera fino ai poli, dando origine alla variabilit… meteorologica. Geologicamente oggi abbiamo uno dei pi— ampi gradienti termici Equatore-Poli finora rilevato, il che rende il sistema climatico molto dinamico (Wilson et al., 2000, p. 288). Dunque le nostre condizioni da ®ghiacciaia¯ danno origine a un sistema meteorologico molto energetico, caratterizzato da uragani, tornado, tempeste extratropicali (temperate) invernali e monsoni. Il clima, tuttavia, non Š rimasto costante nell'era interglaciale in cui ci troviamo, cioŠ negli ultimi diecimila anni. Le indagini paleometeorologiche dimostrano che il primo Olocene era pi— caldo del XX secolo. Nel corso dell'Olocene vi sono stati eventi climatici su scala millenaria, detti cicli di Dansgaard- Oeschger, che comportano un raffreddamento locale di 2øC. Questi eventi hanno avuto un'influenza determinante per la storia umana; per esempio, l'evento freddo e arido di circa 4000 anni fa coincide con il crollo di molte civilt… classiche, come l'antico Regno d'Egitto (de Menocal, 2001, pp. 667-673). L'ultimo di questi cicli meteorologici millenari Š la Piccola et… glaciale. Questo evento in realt… Š rappresentato da due periodi freddi: il primo segue il Periodo caldo medievale, che si conclude circa 2000 anni fa, e ha un ruolo chiave nell'estinzione delle colonie scandinave in Groenlandia provocando carestie e migrazioni di massa in Europa. Inizia gradualmente prima del 1200 e termina all'incirca nel 1650. Il secondo periodo freddo, a cui pi— classicamente ci si riferisce con la denominazione di Piccola et… glaciale, Š probabilmente il cambiamento pi— rapido e ampio avvenuto nella regione nordatlantica durante la seconda met… dell'Olocene, come testimoniano le prove sedimentarie raccolte nelle profondit… marine e i carotaggi praticati nel ghiaccio (de Menocal, 2001, pp. 667-673). Tuttavia, risulta chiaro dai reperti raccolti in tutto il mondo che la Piccola et… glaciale e il Periodo caldo medievale manifestano i loro effetti soltanto nell'Europa settentrionale, in Nordamerica e Groenlandia (IPCC, 2007a). Le mitiche fiere sul ghiaccio sul Tamigi che vengono sempre prese ad esempio sono in parte un mito. Il processo di congelamento del Tamigi era dovuto non tanto alle temperature pi— fredde quanto al lento flusso del fiume fino a che non fu costruito il porto di Londra nel 1800. Dunque la Piccola et… glaciale Š una fluttuazione climatica regionale e non un argomento valido contro il cambiamento climatico globale che si sta verificando nella nostra epoca. Le temperature globali registrate in base a dati ricostruiti per l'ultimo millennio sono essenziali in quanto forniscono un contesto per i dati meteorologici strumentali negli ultimi 150 anni. Ô chiaramente dimostrato che le temperature, almeno per l'emisfero settentrionale, nel XX secolo sono state pi— calde di qualsiasi altra epoca nel corso degli ultimi mille anni, cos come appare nel cosiddetto ®hockey stick¯ (bastone da hockey), il grafico elaborato dal prof. Mann sulle temperature dell'ultimo millennio (IPCC 2007a). L'effetto serra La temperatura della Terra Š determinata dall'equilibrio fra l'apporto energetico proveniente dal sole e la sua dispersione nello spazio. Dei raggi a onda corta che la Terra riceve dal sole (radiazione ultravioletta e altri raggi compresi nello spettro visibile) circa un terzo viene restituito allo spazio (Houghton, 2004). Il rimanente viene assorbito dalla terra e dagli oceani, che irradiano il calore acquisito sotto forma di radiazione a onda lunga infrarossa. I gas atmosferici come il vapore acqueo, l'anidride carbonica, l'ozono, il metano e l'ossido nitroso sono noti come gas serra e possono assorbire una parte di questa radiazione restandone riscaldati. Noi abbiamo bisogno di questo effetto serra, altrimenti la terra sarebbe pi— fredda di 35øC. Poich‚ dai tempi della rivoluzione industriale stiamo bruciando carburanti fossili (petrolio, carbone, gas) che si erano formati centinaia di milioni di anni fa, rilasciando di nuovo il carbonio nell'atmosfera, l'®effetto serra¯ si Š potenziato contribuendo al rialzo della temperatura della Terra. Cambiamento climatico antropogenico Le prime rilevazioni dirette delle concentrazioni atmosferiche di CO2 sono cominciate nel 1958 a un'altitudine di circa 4000 metri sul monte Mauna Loa alle Hawaii, luogo remoto esente da ogni forma di inquinamento ambientale. Per estendere indietro nel tempo i dati della rilevazione si analizzano le bolle d'aria intrappolate nel ghiaccio. Questi lunghi carotaggi suggeriscono che le concentrazioni di CO2 preindustriali erano circa 280 parti per milione in volume (ppmv). Nel 1958 la concentrazione era gi… di 316 ppmv ed Š schizzata sempre pi— in alto da un anno all'altro fino a raggiungere i 384 ppmv nel 2007. Il livello di inquinamento prodotto in un secolo Š quindi paragonabile al flusso e deflusso ciclico delle grandi epoche glaciali che ha coperto migliaia di anni. Secondo l'IPCC l'aumento di gas serra negli ultimi 150 anni ha gi… modificato il clima in modo significativo; le temperature globali medie sono aumentate di 0,76øC e abbiamo avuto una crescita del livello del mare di oltre 40 mm, cambiamenti importanti nella stagionalit… e intensit… delle precipitazioni, nei modelli di cambiamento meteorologico, nel ritiro dei ghiacci del mare Artico e di quasi tutti i ghiacciai continentali. Sappiamo che nell'ultimo secolo e mezzo i dodici anni pi— caldi si sono registrati tutti negli ultimi tredici: il 1998 Š stato il pi— caldo, seguito da 2005, 2002, 2003 e 2004, mentre il 2007 Š l'ottavo in classifica secondo i risultati della rilevazione. L'IPCC (2007a) ha accertato che il riscaldamento globale Š un dato di fatto incontestabile e vi sono ottime ragioni per ritenere che sia dovuto all'attivit… umana. Questa opinione Š sostenuta da un vasto schieramento di organizzazioni scientifiche, comprese la Royal Society e l'American Association for the Advancement of Science. Cambiamenti futuri della temperatura L'Intergovernmental Panel on Climate Change ha presentato nel 2007 la sintesi dei risultati di 23 modelli accoppiati di circolazione dell'atmosfera e dell'oceano (AOGCM) per prevedere futuri aumenti di temperatura, a partire da sei scenari di emissione. Ne risulta che la temperatura di superficie media globale potrebbe aumentare da 1,1øC a 6,4øC entro il 2100, e secondo le stime pi— attendibili fra 1,8øC e 4øC. Tuttavia, va notato che le emissioni globali di anidride carbonica stanno gi… aumentando a un ritmo pi— rapido di quello previsto dai pi— catastrofici scenari dell'IPCC. I modelli prevedono anche un aumento medio del livello del mare fra i 18 e i 59 cm. Se a questo si aggiunge il contributo dello scioglimento dei ghiacci in Groenlandia e in Antartide, allora il range sale da 28 a 79 cm entro il 2100. Tutte queste previsioni presuppongono una reazione lineare continua fra temperature globali e perdita di calotta glaciale, un'evenienza improbabile, per cui l'aumento del livello del mare potrebbe essere molto pi— cospicuo. Alcuni importanti climatologi hanno infatti espresso le loro preoccupazioni perch‚ le previsioni 2007 dell'IPCC sarebbero troppo caute. Per esempio Jim Hansen, uno dei primi scienziati a richiamare l'attenzione sul riscaldamento globale, ipotizza che raggiungendo la soglia di 450 ppm (parti per milione) verrebbe superato il punto di non ritorno che porterebbe allo scioglimento irreversibile della Groenlandia e della calotta glaciale dell'Antartico occidentale, provocando aumenti del livello del mare in questo secolo ancora maggiori. Lo scienziato raccomanda di tornare a un livello globale di 350 ppm il pi— rapidamente possibile. Gli impatti del riscaldamento globale Con l'aumento della temperatura del pianeta ci sar… una progressione significativa dell'impatto del riscaldamento globale (IPCC 2007b; Parry et al., 2008, p. 3). La gravit… e la frequenza di alluvioni, siccit…, ondate di calore e tempeste peggioreranno. Le citt… e i paesi costieri saranno particolarmente vulnerabili poich‚ l'aumento del livello del mare accrescer… i danni delle alluvioni e l'impeto delle tempeste (Hunt et al., 2007, pp. 2613-2776). L'aumento di eventi climatici estremi associato a una riduzione della sicurezza nell'approvvigionamento di cibo e acqua peser… fortemente sulla salute di miliardi di persone. Il riscaldamento globale minaccia anche la biodiversit… planetaria. Gli ecosistemi sono gi… enormemente degradati dalla perdita di habitat, dall'inquinamento e dalla caccia. Il rapporto Millennium Ecosystem Assessment 2007 riferisce che ogni ora tre specie a noi note si estinguono, mentre secondo il Living Planet Index 2008 la biodiversit… globale dei vertebrati Š diminuita di oltre un terzo in soli trentacinque anni, un ritmo di estinzione diecimila volte pi— veloce di quello rilevato nella documentazione fossile in nostro possesso (Costello e Maslin, 2008). Il riscaldamento globale potrebbe accentuare questa situazione di degrado. Le conseguenze saranno gravi sul piano economico, come descritto da Stern(2007), con possibili migrazioni di massa e conflitti armati. Il problema pi— grave del riscaldamento globale Š dato dalla nostra incapacit… di prevedere il futuro. Anche se l'umanit… pu• vivere, sopravvivere e persino prosperare in climi estremi dall'Artico al Sahara, i problemi sorgono quando vengono sorpassate le condizioni estreme dei climi locali. Per esempio ondate di caldo, tempeste, siccit… e alluvioni che colpiscono occasionalmente una regione potrebbero essere la condizione meteorologica normale di un'altra. Ogni societ… ha un limite di sopportazione, un margine di tolleranza climatica con cui riesce a convivere. Nel nostro clima attuale il margine di tolleranza comprende quasi tutte le variazioni meteorologiche con al massimo uno o due eventi estremi. Dato che il clima si sta lentamente spostando verso una nuova media, anche se l'arco di variabilit… da affrontare resta uguale in esso si verifica un numero maggiore di eventi estremi. Per esempio, nel clima storicamente mite della Gran Bretagna le case venivano costruite con il riscaldamento centrale ma senza aria condizionata. Nel 2003 l'ondata di calore che ha colpito l'Europa settentrionale ha ucciso trentacinquemila persone. Se le temperature estive aumenteranno e le ondate di calore come quella del 2003 diventeranno comuni, allora il margine di tolleranza delle nostre case sar… superato e avremo bisogno dell'aria condizionata. Una delle maggiori sfide del riscaldamento globale consiste nel cominciare a costruire un margine di tolleranza delle societ… altrettanto flessibile e resistente. Qual Š il livello innocuo di cambiamento climatico? Dunque, entro quali limiti il cambiamento climatico pu• essere considerato ®innocuo¯? Nel febbraio 2005 il governo britannico ha organizzato un incontro scientifico internazionale a Exeter, per discutere proprio di questo argomento. Secondo la raccomandazione finale dell'incontro, il riscaldamento globale dovrebbe limitarsi a un massimo di 2øC oltre la temperatura preindustriale media (Schellnhuber et al., 2006). Entro questa soglia si avrebbero soltanto vincitori e perdenti in virt— del cambiamento climatico regionale, ma andando oltre perderebbero tutti. Comunque, al momento attuale sembra probabile che gli aumenti della temperatura supereranno questa soglia: si Š gi… verificato un aumento dello 0,76øC e se avessimo interrotto tutte le emissioni nel 2000 avremmo avuto ancora un aumento di 0,6øC a causa dell'inerzia e dei feedback del sistema climatico. Se gli impatti di piccoli aumenti della temperatura sono profondi, aumenti sostenuti della temperatura globale fino a 5-6øC sarebbero devastanti. Potremmo arrivare alla perdita della Groenlandia e delle calotte glaciali antartiche occidentali entro la fine del secolo, con aumenti del livello del mare di 13 m. L'Environment Agency britannica progetta di affrontare un aumento fino a 4,5 m costruendo una barriera alla foce del Tamigi che si estender… per 24 km dall'Essex al Kent. Tuttavia, un aumento del livello del mare di 13 m implicherebbe l'allagamento e l'abbandono definitivo di quasi tutte le aree pi— basse situate entro 96 km dal limite costiero: tredici fra le pi— grandi citt… del mondo si trovano sulla costa. Miliardi di persone potrebbero essere costrette a un'emigrazione di massa dovuta a cause ambientali. La circolazione dell'oceano nordatlantico potrebbe interrompersi, facendo sprofondare l'Europa occidentale in una successione di inverni rigidi seguiti da pesanti ondate di calore nella stagione estiva. Almeno tre miliardi di persone nel mondo potrebbero soffrire la sete. Miliardi di persone dovranno affrontare il problema della fame. Il rischio di conflitti armati aumenter… enormemente. I sistemi sanitari pubblici nel mondo subiranno un collasso. La biodiversit… globale sar… devastata. Qual Š dunque il costo? Quanto costa salvare il mondo? Secondo il rapporto Stern sull'economia del cambiamento climatico commissionato nel 2006 dal governo britannico (Stern, 2007, p. 692) fare tutto il possibile adesso per ridurre le emissioni di gas serra garantendoci l'adattamento ai prossimi effetti del cambiamento climatico, ci costerebbe soltanto l'1% del PIL mondiale ogni anno. Tuttavia, se non facciamo niente gli impatti del cambiamento climatico potrebbero costarci fra il 5 e il 20% del PIL mondiale all'anno. Queste cifre sono state contestate. Pielke et al. (2008, pp. 531-532) hanno sostenuto che il costo della conversione dell'economia globale a basse emissioni costerebbe pi— dell'1% del PIL mondiale, perch‚ le emissioni complessive sono aumentate in modo pi— rapido delle previsioni pi— fosche. In risposta a queste osservazioni Stern ha recentemente rivisto la sua cifra portandola al 2% del PIL mondiale. Altri invece hanno sostenuto che i costi potrebbero essere facilmente contenuti con un sistema di gestione commerciale globale del carbonio (Maslin 2008b, p. 162). Se non riusciamo a invertire la tendenza generale delle attuali emissioni nocive, tutti questi punti di non ritorno saranno raggiunti nel prossimo futuro. Dunque, quali sono le soluzioni al problema del riscaldamento globale? Innanzitutto Š necessaria una soluzione politica internazionale; senza un accordo successivo al 2012 andremo incontro a enormi aumenti di emissioni di CO2 globali e a un riscaldamento globale devastante (Tickell, 2008, p. 293). Qualunque accordo politico dovr… includere i paesi in via di sviluppo e tenere sotto controllo la loro rapida evoluzione. Fermo restando l'imperativo morale che le persone dei paesi pi— poveri hanno diritto allo sviluppo raggiungendo lo stesso tenore di vita di cui noi godiamo oggi. Alla luce delle attuali conoscenze l'unico modo di raggiungere questo obiettivo Š l'istituzione di un mercato del carbonio internazionale. In questo modo i paesi, le industrie, il commercio e gli individui potranno ridurre le emissioni di gas serra e guadagnarci. Si tratta di un sistema eccellente per far affluire il denaro dai paesi pi— ricchi a quelli pi— poveri, che ne disporranno cos per acquistare tecnologia a bassa emissione di carbonio dai paesi pi— ricchi, stimolando in un circolo virtuoso l'economia globale. Inoltre ci• implica un afflusso di denaro verso i paesi in via di sviluppo sufficiente per consentire l'adattamento al cambiamento climatico che inevitabilmente avr… luogo. In secondo luogo, Š necessario aumentare il finanziamento alla produzione di energia economica e pulita (Walker e King, 2008, p. 309), poich‚ lo sviluppo economico si basa su un uso dell'energia sempre crescente. Il processo Š in fase di avvio: gi… un miliardo di dollari Š investito in tecnologia pulita dal venture capital nella Silicon Valley e si prevede che si triplicher… entro pochi anni. Pu• sembrare una grande quantit… di denaro, ma a livello di ricerca e sviluppo Š ancora troppo poco. Abbiamo bisogno di un volume di finanziamento che normalmente un paese mette in campo solo quando Š in guerra. Finora gli Stati Uniti hanno speso pi— di un trilione di dollari nella guerra contro l'Iraq; immaginiamo se questo denaro fosse stato usato per lo sviluppo tecnologico con l'obiettivo di un mondo a carbonio zero... L'International Energy Agency stima che circa 20 trilioni di dollari saranno investiti per l'energia nei prossimi venticinque anni. Tutto quello che dovremmo fare Š assicurarci che non vengano spesi per i carburanti fossili. Ma anche se avessimo a disposizione una tecnologia a energia rinnovabile, non vi Š alcuna garanzia che possa essere abbordabile per tutte le nazioni, dato che viviamo in un mondo in cui persino il costo dei farmaci salvavita viene calcolato per raggiungere il massimo profitto. N‚ vi Š alcuna garanzia che se anche avessimo energia gratuita illimitata ci• ci impedirebbe di continuare a saccheggiare il pianeta. Paul Ehrlich della Stanford University, commentando la possibilit… di energia pulita illimitata prodotta con la fusione fredda, ha suggerito che sarebbe ®come dare una mitragliatrice a un bambino idiota¯. Non possiamo affidare tutte le nostre speranze alla politica globale e alle tecnologie che producono energia pulita, per cui ci dobbiamo preparare al peggio e adattarci. Se si intervenisse oggi, gran parte di eventuali costi e danni legati al cambiamento climatico potrebbero essere contenuti. Ci• richiede una pianificazione a livello regionale e nazionale per i prossimi cinquant'anni, cosa che la maggior parte delle societ… non Š in grado di realizzare a causa del carattere a breve termine delle politiche vigenti. Quindi il riscaldamento globale Š una sfida al modo stesso in cui organizziamo la nostra societ…. Non soltanto mette in discussione il concetto di nazione-stato a vantaggio della responsabilit… globale, ma persino la visione miope dei nostri leader politici. Per rispondere alla domanda su cosa bisogna fare contro il riscaldamento globale, dobbiamo modificare alcune regole fondamentali della nostra societ… per poter adottare un approccio sostenibile pi— globale e di lungo periodo. Mark Maslin (®Prometeo¯ n. 105/09) Le difficolt… del pane biologico - Il grano da coltivazioni biologiche produce un pane con minore qualit… rispetto al grano convenzionale perch‚ ha un contenuto proteico pi— basso. - Nei paesi occidentali negli ultimi anni sono cresciuti interesse e propensione al consumo per vegetali da agricoltura biologica, anche perch‚ spesso il consumatore li percepisce come ®pi— sani¯. E in effetti nel 2006 in Italia sono stati dedicati a colture biologiche pi— di un milione di ettari. Sebbene le rese siano mediamente inferiori rispetto alle stesse coltivazioni basate su metodi convenzionali, il prezzo pi— elevato che una parte dei consumatori Š disposta a pagare e i finanziamenti dell'Unione Europea e di altri enti pubblici permettono agli agricoltori di guardare con interesse alla coltivazione biologica. Noi italiani siamo grandi consumatori di pasta, pane e riso. Non stupisce quindi che sul 21 per cento della superficie agricola italiana dedicata a colture biologiche si coltivino cereali. Da tempo gli scienziati hanno iniziato a studiare il modo in cui questo metodo di coltivazione influenza le propriet… di vari prodotti, e in particolare di quelli, come il grano, che devono subire una lunga serie di lavorazioni e trasformazioni tecnologiche prima di finire sul nostro piatto. Vari studi pubblicati negli ultimi anni hanno mostrato che condizioni di crescita con minori quantit… di azoto messe a disposizione dalla concimazione biologica si riflettono in modo significativo nella crescita e nel metabolismo del frumento e quindi nelle percentuali relative dei suoi componenti nutritivi. Un recente studio di ricercatori dell'INRAN (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione) ha confrontato sei variet… di frumento tenero coltivandole sia in modo convenzionale sia in modo biologico. L'analisi chimica ha mostrato che il contenuto di minerali e di un enzima, l'alfa-amilasi, importante nella panificazione, non Š collegato al metodo di coltivazione. Il contenuto di proteine invece dipende direttamente dalla quantit… di azoto fornita dal terreno: tutte e sei le variet… di grano coltivato a biologico hanno mostrato percentuali pi— basse di proteine, in particolare di gliadine e glutenine, quelle che formano il glutine. Questo ha conseguenze importanti sulla qualit… della farina destinata alla panificazione: la farina biologica ha contenuto pi— basso di glutine, assorbe meno acqua ed Š, come dicono in gergo i panificatori, ®pi— debole¯, perch‚ costruisce un reticolo meno sviluppato rispetto a una farina ottenuta da un grano coltivato in modo tradizionale. Per verificare direttamente l'influenza della qualit… della farina, i ricercatori dell'INRAN hanno anche confezionato del pane e hanno scoperto che quello biologico ha un volume minore rispetto al convenzionale, risultando pi— denso. Le loro conclusioni confermano studi analoghi di altri studiosi italiani e di altri paesi. Per esempio alcuni ricercatori dell'Universit… di Pisa hanno trovato che il grano biologico ha una resa per ettaro minore del 50 per cento, e un contenuto di proteine minore del 20 per cento, rispetto al grano convenzionale. Il pane prodotto Š stato sottoposto a un gruppo di assaggiatori che ha riscontrato differenze, giudicando il pane biologico pi— aromatico ma anche pi— duro. Il pane da farina convenzionale Š stato preferito dalla maggioranza. Che cosa fare quindi per aumentare la qualit… del glutine del grano biologico? Visto che l'agricoltura biologica esclude il ricorso ai fertilizzanti, una possibilit… Š selezionare variet… di frumento che sfruttino meglio l'azoto a disposizione, usandolo per aumentare le proteine del glutine rispetto ad altre proteine presenti, e in questo le biotecnologie possono essere utili. L'agricoltura biologica non permette l'uso di tecnologie transgeniche, quindi si sta cercando di ottenere modifiche genetiche con tecniche accettate, come la selezione assistita da marcatori molecolari. Dario Bressanini (®Le Scienze¯ n. 487/09) Il carisma in psicoterapia - Bench‚ oggi si parli di personalit… carismatica soprattutto in campo politico, nessun contesto della societ… ne Š esente. - La parola ®carisma¯ significa dono o grazia. Dal Vecchio al Nuovo Testamento, carisma ha sempre voluto dire che le capacit… straordinarie di un individuo non possono che dipendere dal ®dono¯ che la divinit… gli ha elargito, rendendolo capace di miracoli o di grandi imprese, oppure pi— semplicemente di grande fede e quindi in un particolare stato di grazia. Con l'Illuminismo e la Rivoluzione Francese il significato si capovolge. In un mondo in cui il potere non emana pi— da Dio ma pu• essere ottenuto, Napoleone Bonaparte insegna, con l'esercizio di qualit… personali, Š la capacit… di influenzare le masse, le folle, il pubblico che costituisce il carisma. L'ingresso del terzo stato nell'agone politico non getta solo le condizioni per la nascita di stati democratici, ma determina il fiorire di personalit… carismatiche, ovvero di uomini nuovi, non designati dalla tradizione ma primi inter pares, venuti fuori dalla massa distinguendosi per qualit… eccezionali vere o presunte, ma di certo esibite e giocate con arte nello scenario politico e sociale. Il disincanto e l'acume di Max Weber illustrano, agli albori del Novecento, i segreti di quel potere carismatico che pi— di una volta si contrapporr… al potere legale e tradizionale nel corso del ventesimo secolo, dando luogo a cambiamenti rivoluzionari che non sempre corrisponderanno a miglioramenti nella societ…. ®Per ®carisma¯ si deve intendere una qualit… considerata straordinaria (e in origine condizionata in forma magica tanto nei profeti e negli individui forniti di sapienza terapeutica o giuridica, quanto nei duci della caccia e negli eroi di guerra) che viene attribuita ad una persona. Pertanto questa viene considerata come dotata di forze e propriet… soprannaturali o sovrumane, o almeno eccezionali in modo specifico, non accessibili agli altri, oppure come inviata da Dio o come rivestita di un valore esemplare e, di conseguenza, come ®duce¯. Ô ovvio che, da un punto di vista concettuale, Š del tutto indifferente il modo in cui la qualit… in questione dovrebbe essere valutata in base a criteri ®oggettivamente¯ corretti, di carattere etico o estetico o di altro tipo; ci• che importa Š soltanto come essa Š effettivamente valutata da coloro che sono dominati carismaticamente, dai ®seguaci¯. [...] Sulla validit… del carisma decide il riconoscimento spontaneo dei dominati [...]. Tale ®riconoscimento¯, da un punto di vista psicologico, Š una dedizione di fede del tutto personale e determinata dall'entusiasmo, dalla necessit… e dalla speranza¯ (Weber, 1922). Bench‚ il paradigma delle personalit… carismatiche si esprima soprattutto in campo politico e nelle grandi situazioni di massa, nessun contesto della societ… e dei suoi vari aspetti se ne pu• considerare esente. Il termine carisma Š passato nel linguaggio comune a indicare una dote positiva che si pu• possedere e gestire all'interno di un gruppo o di un'organizzazione e che porta quasi sempre un individuo a distinguersi dalla massa. E se nessun campo Š escluso, tanto meno lo Š quello della psicoterapia. Si pu• dire, anzi, che le personalit… carismatiche in psicoterapia sono frequenti e che il fattore carismatico Š spesso legato a caratteristiche intrinseche allo psicoterapeuta, ma anche al ruolo che quest'ultimo svolge davanti agli occhi incerti e annebbiati della persona che lo consulta (Lago, 2006). L'ipnosi e le origini della psicoanalisi Come sappiamo, la psicoterapia moderna deriva dall'ipnosi, ossia da un tipo di intervento in cui la fascinazione Š fondamentale per ottenere quei risultati eccezionali (ma in gran parte aleatori) che di volta in volta vengono definiti guarigione o trasformazione. Se l'ipnosi si avvale del carisma e dell'adesione ad esso da parte dell'ipnotizzato come di una regola fondamentale, Š con la fine dell'Ottocento che la concezione unilaterale del carisma ipnotico viene messa in crisi. Hippolyte Bernheim (1887) sostiene che quella che si ottiene applicando su un soggetto il celebre ®a me gli occhi, please¯ non Š ipnosi ma suggestione, ovvero un fenomeno per indurre il quale occorrono la compiacenza e la disponibilit… del soggetto che accetta l'influenza agita su di lui da una personalit… carismatica. Per Bernheim, per•, l'esercizio suggestivo ai fini terapeutici deve essere opera di uno specialista e non di un semplice praticone, bench‚ dotato di indubbio carisma. Ô da Bernheim che Sigmund Freud impara l'ipnosi; Š grazie al suo metodo che lo studio del viennese si riempie di pazienti isteriche, che chiedono cure psicologiche. Freud lavorer… per anni con l'ipnosi, facendo sdraiare i suoi pazienti sul lettino per indurre la trance, finch‚ non metter… a punto il nuovo metodo, la psicoanalisi, con la quale cercher… di diminuire al massimo l'influenza diretta del terapeuta sul paziente, facendo emergere da quest'ultimo ci• che egli nasconde o vuole nascondere anche a se stesso, in modo per• non direttivo e non coercitivo, ovvero attenuando il fattore carismatico e le sue conseguenze di dipendenza e suggestione nei confronti della persona dell'analista. Questo tentativo, purtroppo, si riveler… una pia illusione, in quanto, come ben sappiamo, dopo pi— di un secolo di psicoanalisi, il fattore carismatico non Š stato scalfito e anzi le pretese di neutralit… e non direttivit… del setting analitico sono state sconfessate dagli stessi sviluppi successivi del metodo psicoanalitico in epoca post-freudiana. La crisi della psicoanalisi carismatica Alla luce delle scoperte della psicologia scientifica e dell'infant research, l'impianto intrapsichico freudiano, nel quale il conflitto si svolge tra istanze interne al soggetto (Io, Es, Super-io) e la mente Š vista come isolata e quasi come una monade sfiorata da altre monadi, Š stato ampiamente confutato e rimaneggiato. La cosiddetta teoria delle relazioni oggettuali, inizialmente invisa e osteggiata dagli ortodossi del freudismo, ha preso il sopravvento, attribuendo pari dignit… sia agli influssi interni sia agli influssi esterni, ossia a quelli provenienti dai caregiver, dal gruppo familiare allargato, dalla cultura e dalla societ…. Il successo del punto di vista interpersonale e intersoggettivo, oltre ad avere dato spunto alle psicoterapie non psicoanalitiche e a un modello di integrazione fra psicoterapia e conoscenze scientifiche, ha determinato una prima crisi nella natura carismatica del rapporto terapeutico che vede da una parte il paziente, ancora sdraiato sul lettino come ai tempi dell'ipnosi, e dall'altra parte il terapeuta, comodamente seduto alle sue spalle a interpretare i contenuti mentali del paziente o a tacere per meglio far affiorare le libere associazioni. Senza necessariamente dare credito a coloro che sostengono che Freud amasse stare dietro al lettino perch‚ non sopportava di essere fissato dai pazienti, non c'Š dubbio che una qualsiasi relazione interpersonale non possa aver luogo se non c'Š reciprocit… e, formalmente, anche una disponibilit… ad accedere al campo intersoggettivo, ovvero a quel contesto condiviso dove due soggetti si incontrano per dare luogo ad una relazione, appunto, terapeutica. Non solo transfert Ammettere una pari dignit… dei ruoli, pur nella diversit… dei contenuti mentali e del livello di sviluppo della personalit…, costringe lo psicoterapeuta ad essere presente con la sua umanit… e identit… personale nella relazione, senza potersi circondare dell'alone magico che il fattore carismatico gli conferisce, a prescindere dal valore effettivo della sua persona. Uno degli automatismi del fattore carismatico Š stato ben evidenziato da Freud, il quale ha denominato ®transfert¯ l'influenza che il terapeuta esercita sul paziente. Ma non Š tutto transfert; sarebbe riduttivo sovrapporre il fattore carismatico al trasferimento sul terapeuta dell'immagine genitoriale. Nel fattore carismatico ci sono gli elementi che Max Weber bene illustra e che, seguendo il nostro discorso applicato alla psicoterapia, prevedono lo sviluppo di almeno tre componenti: - la personalit… carismatica, ossia il terapeuta che si propone come oggetto del desiderio (Lalli, 2008) e dell'ammirazione del paziente, fino a rasentare forme di soggezione e sfruttamento del suo bisogno di cure e dipendenza; - l'attaccamento insicuro (Bowlby, 1969; Ainsworth, 2006), condizione carenziale dello sviluppo di base della personalit…, che determina nel paziente la ricerca costante di rassicurazioni e mantiene l'alienazione degli ideali di perfezione e di ®forze e propriet… soprannaturali o sovrumane¯ (Weber, ibid.) nei confronti della personalit… carismatica; - il contesto culturale e mediatico che, attraverso l'esercizio dell'autoreferenzialit…, esalta le qualit… personali, le presunte scoperte e genialit… di singoli individui che si autodefiniscono ricercatori ed esperti, senza sentire l'esigenza di esporre le loro teorie e i loro metodi secondo evidenze scientifiche condivise. Con il cambiamento del contesto culturale e scientifico degli ultimi vent'anni, il fattore carismatico in psicoterapia ha subto una scossa talmente forte che, a dimostrazione di quanto dicevamo, anche la psicoanalisi ne Š stata fortemente colpita. Freud Š morto molte volte sulle copertine e negli articoli di fondo di riviste e quotidiani di grande diffusione e con la caduta del mito di Freud Š venuta meno nei suoi epigoni la tendenza ad atteggiarsi a ®nuovo Freud¯ per gestire il carisma indiscusso del maestro. La psicologia scientifica, l'infant research, e, in ultimo, le neuroscienze (Oliverio, 2008) hanno riportato Freud alla condizione di uomo e ricercatore del suo tempo, togliendolo dal piedistallo dell'infallibilit…. La Societ… Internazionale Freudiana (IPA), dopo anni di gestione inquisitoria delle ®eresie¯ degli outsider della psicoanalisi, si Š adattata a creare un ®pantheon¯ pieno di personalit… carismatiche diverse tra loro ma unite dal comune denominatore dell'appartenenza a una scuola psicoanalitica senza confini e senza contenuti coerenti. La scossa tellurica che ha investito la psicoanalisi ha aperto voragini anche nella psicoterapia in genere, dimostrando che il fattore carismatico Š un elemento fondamentale non solo ®dell'oro della psicoanalisi¯, ma anche del ®rame della psicoterapia¯. Qualcuno adesso cerca giustamente di colmare in ritardo il vuoto metodologico, cercando di adeguarsi a ricerche condivise e a scoperte indubitabili in campo neuroscientifico (Dazzi et al., 2006). In Italia, la ben nota Legge Ossicini (n. 56/1989) ha regolamentato la materia, limitando ai laureati in psicologia e medicina la pratica della professione di psicoterapeuta e affidandone la formazione a scuole riconosciute dallo Stato. Tra le numerose scuole di specializzazione si tarda, per•, a creare un common ground scientifico che ne assicuri la validit… e l'efficacia. Il rischio Š che ci si limiti a cercare comuni appartenenze che esaltino il fattore carismatico, assimilando scuole che si riconoscono nella teoria di un fondatore illustre (ipse dixit), piuttosto che favorire l'indirizzo integrato che tende a uniformare i presupposti scientifici di partenza. Solo esperti e abili professionisti Abbiamo detto fin qui che, nonostante le buone intenzioni di Freud, il primo attenuarsi del fattore carismatico in psicoterapia, e con esso l'uscita della psicoterapia stessa dall'alone mistico e profetico che tende a identificarla con una pratica suggestiva o iniziatica, avviene in epoca recente, con l'affermarsi del punto di vista intersoggettivo e con la fine del mito della mente isolata (Storolow e Atwood, 1992). Lo psicoterapeuta, cos, non Š pi— l'essere speciale che lesina parole nascondendosi alla vista dietro ad un lettino, n‚ usa altre sovrastrutture materiali o psicologiche per proporsi come oggetto del desiderio, mettendo se stesso al centro dell'attenzione e non il suo effettivo sapere e saper fare. La psicoterapia si pratica finalmente guardandosi negli occhi, rispecchiando la propria umanit… in quella dell'altro, offrendosi per un incontro esistenziale ma soprattutto di lavoro, per risolvere non tanto problemi nascosti che solo la lungimiranza di un terapeuta carismatico riesce a individuare e risolvere, ma per prendere atto di problemi evidenti, le cui radici vanno ricercate insieme all'interessato, in una procedura a quattro mani che non prevede dislivelli genetici ma solo diverse esperienze e diverse conoscenze. Con l'ingresso delle neuroscienze nella ricerca applicata alla psicoterapia (Lago, 2006), pensiamo che sia possibile un'ulteriore attenuazione del fattore carismatico in psicoterapia, fatto che giover… all'efficacia degli interventi e aumenter… la garanzia nei confronti degli utenti. Siamo consapevoli che sarebbe un'illusione tentare di eliminare del tutto il fattore carismatico in una relazione interumana come quella terapeutica, ma possiamo, parafrasando Brecht, sperare in una psicoterapia che non abbia bisogno di personalit… carismatiche, ma solo di esperti e abili professionisti. Giuseppe Lago (®Psicologia contemporanea¯ n. 211/09)