Aprile-Giugno 2009 n. 2 Anno XXIII Quaderni di Minimondo Rivista culturale Braille Periodico trimestrale Fascicolo II Direzione Redazione Amministrazione Biblioteca Italiana per i Ciechi 20052 Monza - Casella postale 285 c.c.p. 853200 - tel. 039/28.32.71 e-mail: bic@bibciechi.it Dir. Resp. Pietro Piscitelli Comitato di redazione: Massimiliano Cattani, Antonietta Fiore, Luigia Ricciardone, Pietro Piscitelli (Responsabile) Copia in omaggio Stampato in Braille a cura della Biblioteca Italiana per i Ciechi ®Regina Margherita¯ onlus via G. Ferrari, 5/a 20052 Monza Sommario Pier Cesare Rivoltella: Social Network: relazioni umane 2.0? (®Vita e Pensiero¯ n. 1/09) Santo Di Nuovo: Lo stress del turista (®Psicologia contemporanea¯ n. 209/08) Auro Bernardi: Il Garda degli scrittori (®Tutto Turismo¯ n. 363/09) Irene Bignardi: Marlene Dietrich: la carriera di una libertina simbolo dell'altra Germania (®il Venerd¯ n. 1099/09) Massimo Romano: Vladimir Nabokov: un colorato tappeto di immagini e parole (®Letture¯ n. 648/08) Social Network: relazioni umane 2.0? - Tra utilit…, moda e (talvolta) stupidit…, strumenti quali Facebook o MySpace si stanno diffondendo rapidamente. Favorendo interessi e relazioni amicali, rivelano grandi potenzialit…. Ma anche non trascurabili ricadute su privacy e uso del tempo. - Nel caso del (o dei) Social Network siamo di fronte a un classico esempio di metonimia sociale: si indica il contenente per il contenuto, si intende definire il singolo Social Network - quelli che vanno pi— di moda sono, negli ultimi tempi, MySpace e soprattutto Facebook - e si usa per farlo il termine pi— generale, che non necessariamente fa riferimento a uno di questi due servizi, ma che certo li include, come include tutti gli altri applicativi del web di recente generazione che hanno la prerogativa di produrre relazioni e appartenenza attorno a interessi, contenuti, servizi. Il Social Networking, il creare reti sociali on line, Š qualcosa che appartiene da sempre alla natura relazionale della rete Internet. Per intesserle e consolidarle si sono usati nel tempo prima i Bulletin Boards (le bacheche elettroniche), poi i Web-Groups (come quelli di Yahoo), ma anche le semplici liste di indirizzi hanno sempre funzionato alla perfezione al proposito. A spingere il popolo della rete verso questi applicativi, fin dalle origini, sono due motivazioni principali. La prima Š la condivisione di interessi (la ricerca parla a questo riguardo di reti sociali interest driven): si tratta di interessi hobbistici o da gruppo dei fan (di un cantante rock o di una squadra di calcio), ma anche di interessi professionali come quelli che hanno sempre spinto le comunit… degli informatici a trovare proprio negli altri informatici iscritti al proprio gruppo nel web una delle principali risorse per risolvere i loro problemi nella programmazione. La seconda motivazione Š la pura e semplice produzione di socialit… (e in questo caso si parla di reti friendship driven): in sostanza si va in rete per mantenere relazioni con gli amici con cui gi… si Š presenzialmente in contatto, ma anche per estendere la propria rete di amicizie ®facendone¯ di nuove proprio grazie alle possibilit… deterritorializzanti di Internet. Questa doppia istanza, questa doppia vocazione della socialit… in rete, trova nella rivoluzione del Web 2.0 un vero e proprio amplificatore tecnologico. Senza entrare nel dettaglio dal punto di vista tecnico, si pu• dire che con il termine Web 2.0 si indica (utilizzando le stesse modalit… con cui si catalogano le release successive di un software) la ®seconda versione¯ del web, quella pi— recente e aggiornata, la cui caratteristica principale Š quella di costruirsi su servizi e applicativi che per essere utilizzati necessitano solo di una connessione Internet. Fanno parte di questa generazione di applicativi i servizi di Google (da Gmail a Google Docs), i blog, i wiki, i servizi di instant messaging (come MSN) o di telefonia Voip (come Skype) e naturalmente i Social Software, cioŠ quei servizi studiati appositamente per generare e mantenere reti sociali. Quel che del Web 2.0 rende particolarmente fruibili questi servizi in funzione del loro uso sociale sono alcune caratteristiche tecnologiche: l'autorialit…, cioŠ la possibilit… che essi garantiscono di pubblicare in rete materiali (fotografie, testo scritto, filmati) con grande facilit…; il tagging, cioŠ la possibilit… di ®etichettare¯ le risorse fornendo agli altri utenti indicazioni per condividere le informazioni; l'interattivit…, ovvero l'opportunit… di ®attivare¯ gli altri utenti senza bisogno di aspettare che siano gli altri a farlo. Per interesse, per amicizia Ô possibile comprendere meglio le specificit… del Social Software passando in rassegna alcuni dei principali servizi oggi disponibili in rete. Seguendo la distinzione sopra introdotta, tra gli applicativi interest driven se ne trovano che consentono di condividere fotografie (come Flickr), video (come YouTube), ma anche recensioni librarie (come Anobii), presentazioni di Powerpoint (come Slideshare), articoli e saggi (come Scribd), bookmarks di rete (come Delicious), profili professionali (come Linkedin). Ora, se i primi pi— facilmente si iscrivono nello spazio del ludico e dell'informale, gli ultimi lasciano chiaramente intuire le potenzialit… del Social Network ai fini della ricerca e dello scambio assolutamente ®serio¯ di informazioni. Infatti, cercare risorse Internet servendosi dei bookmarks di un esperto in Delicious Š sicuramente pi— produttivo che affidarsi ai milioni di pagine spesso non pertinenti di Google; allo stesso modo, Scribd si propone come un vero e proprio spazio editoriale in cui trovare materiali open access su temi anche molto specialistici; analogo il discorso per le presentazioni di Slideshare. Trovare contenuti utili tra le pagine di questi applicativi significa poter attivare relazioni con i loro autori, ®attaccare¯ a questi contenuti i nostri commenti e i nostri tag, costruire criteri per rendere l'informazione pi— efficacemente disponibile e ricercabile. In gioco c'Š un nuovo modo di pensare e costruire l'economia della conoscenza in cui il concorso delle tante intelligenze che in rete lasciano loro tracce e contributi favorisce un'efficace modalit… di rappresentazione multiprospettica del sapere unitamente alla sua catalogazione dal basso, a partire dal pensiero e dalle conoscenze dei cultori e degli esperti delle diverse discipline (folksonomia). Ma dal punto di vista della numerosit… degli utenti, gli applicativi friendship driven sono sicuramente pi— diffusi. Tra di essi meritano di essere ricordati i blog (almeno per quanto riguarda la parte di essi che Š finalizzata all'autonarrazione in rete e alla creazione di reti relazionali attorno a essa) e i microblog (come Twitter, un servizio che consente di condividere messaggi di un massimo di 160 caratteri tra computer e cellulari); ma di certo sono i Social Software come MySpace e, soprattutto, Facebook ad annoverare il maggior numero di utenti. Di quest'ultimo ci occupiamo pi— da vicino, come dell'icona attualmente pi— rappresentativa del Social network. Fenomeno Facebook Facebook Š un album. Qualcosa di molto vicino agli annuari che le High School e i College americani hanno sempre stampato e che anche da noi qualche scuola o universit… stampa. L'idea che ha spinto Mark Zuckerberg, il suo inventore, a svilupparlo Š proprio questa: favorire la conoscenza tra i compagni del College, dotarsi di uno strumento grazie al quale dopo qualche anno tornare in contatto con amici che si sono persi di vista. L'idea Š piaciuta. E cos dal 2004 - anno in cui Zuckerberg, allora studente ad Harvard, ha creato l'applicativo - Facebook si Š diffuso ad altre universit… e scuole in America e nel mondo fino ad abbracciare trasversalmente tutti gli utenti di Internet. Oggi conta pi— di 130 milioni di persone, oltre 5 milioni solo nel nostro Paese. Cosa si pu• fare in Facebook? Molte cose. Si condividono informazioni personali, album di fotografie, note e osservazioni; si possono scrivere messaggi sulla bacheca dei propri ®amici¯ (sono coloro che hanno accettato di entrare a far parte dei nostri contatti); si possono aprire e gestire gruppi di interesse; si possono svolgere moltissime attivit… ®sociali¯ (regalare un acquario digitale a un proprio amico che poi gli altri amici aiuteranno a popolare e curare; scambiarsi doni; sfidarsi a giochi di destrezza mentale; lanciare ®cause¯ umanitarie chiedendo agli altri utenti di sottoscriverle ecc.). Diversi sono gli aspetti interessanti e sicuramente positivi. Il primo di essi Š rappresentato dalla sdrammatizzazione del mondo digitale. La preoccupazione - ancor oggi non del tutto sopita - che la disponibilit… di spazi sociali virtuali potesse allentare i legami reali configurando una sorta di fuga dalla realt… e favorendo i giochi della simulazione e della dissimulazione rispetto alle identit… dei soggetti Š decisamente superata: le reti sociali che si organizzano in Facebook sono assolutamente reali, vivono di una concreta continuit… rispetto alle routines quotidiane, sono fatte di incontri (come attestano i Facebooker Meeting che si stanno moltiplicando in giro per l'Italia), soprattutto sono funzionali a rinsaldare rapporti che gi… esistono (o esistevano), molto meno a estenderli oltre lo spazio delle proprie conoscenze. Ancora, chiunque vi possegga un account pu• confermare che Zuckerberg aveva ragione. In ossequio alla Five Step of Knowledge Theory, in Facebook si pu• rintracciare una vecchia conoscenza usando le altre conoscenze della rete per risalirvi: funziona sempre. Personalmente ho ritrovato un'amica di infanzia che vive in Nuova Zelanda, un sacerdote salesiano che non vedo da trent'anni, decine di ex allievi. Non Š solo un esercizio investigativo (c'Š anche quello), o un'operazione-madeleine, ma un processo di (ri)costruzione di relazioni che hanno fatto e fanno parte del proprio mondo concorrendo a strutturare la propria identit…. Infine, occorre sicuramente valorizzare anche la dimensione puramente sociale di un ambiente come questo, ovvero il valore della relazione per la relazione. Essere in contatto con le persone, con tante persone, significa partecipare alla circolazione dei significati, trovarsi in un punto di osservazione privilegiato delle tendenze, dei gusti, degli umori. Significa disporre di una rete di conoscenze a cui attingere e a cui rivolgersi: Š forse la dimensione del villaggio globale che pi— rende attuale la visionaria idea di McLuhan. Per una cauta critica di Facebook Certo, vi sono anche delle criticit… che occorre assolutamente registrare e di cui si accorge tanto pi— chi di Facebook Š utilizzatore. Una prima dibattutissima questione Š relativa all'identit…, almeno in due sensi. In primo luogo - e questo vale per tutti i Social Software - la prima esperienza che nel Web 2.0 si fa Š quella di dover scambiare un servizio ®gratuito¯ per la fornitura di dati personali. Tutti lo facciamo, probabilmente anche sapendo che quei dati andranno ad alimentare il ®database dei desideri¯, cioŠ la possibilit… che i provider di questi servizi hanno di conoscere le tendenze dei gusti e delle opinioni dell'umanit… e di usare queste informazioni direttamente o commerciandole in ottica di marketing. L'abdicazione alla propria privacy, voluta o necessaria, si traduce in posta indesiderata nella propria casella di posta elettronica, ci rende parte di profili psicografici senza il nostro assenso, rende patrimonio di molti quelle informazioni che invece dovremmo poter scegliere noi di condividere. Ma l'identit… fa problema in Facebook anche in un altro senso, quello del controllo che il singolo utente dovrebbe esercitare sulla propria identit…. Come tutti gli album personali, Facebook contiene informazioni e contenuti ®informali¯ che riguardano la vita privata del singolo utente che per•, data la struttura peculiare del servizio, finiscono per essere condivise anche con altri utenti con i quali non si ha la stessa familiarit… di rapporto. Capita cos che quando una societ… chiede informazioni sul nostro conto a provider come Intelius o Abika, la ricerca venga fatta in Internet, anche attingendo alle risorse del Social Network, con il risultato di ottenere insieme alle posizioni di responsabilit… occupate anche qualche fotografia imbarazzante in cui siamo ®taggati¯, magari presa a nostra insaputa durante un party aziendale. E capita anche che gli studenti, nella scuola come all'universit… (sempre pi— di frequente) scelgano di comunicare attraverso Facebook piuttosto che attraverso canali pi— istituzionali, senza preoccuparsi di condividere con i loro insegnanti quegli spazi di retroscena che tradizionalmente erano condivisi solo con i pari. Spazio pubblico e spazio privato cortocircuitano, senza che l'utente abbia la chiara possibilit… di comprendere come demarcarli scegliendo cosa condividere e cosa no. L'altra grande questione Š quella relativa al fattore tempo. Penso anzitutto al tempo individuale necessario per ®fare manutenzione¯ delle nostre molte ®presenze¯ in Internet: la posta elettronica, il blog personale, ora anche Facebook, le cui notifiche (®Marco ti ha taggato in una foto¯, ®Davide vuole essere tuo amico¯, ®Ivano ti invita a far parte di un gruppo¯) arrivano a tutte le ore nella nostra posta elettronica appesantendo un lavoro gi… di per s‚ oneroso. E se in alcuni casi l'attesa della notifica Š un evento sperato - come capita a chi, in preda a una vera e propria forma di ®Facebook-addiction¯, vive in funzione dell'ultimo aggiornamento di stato o dell'ultimo messaggio arrivato - nella maggior parte dei casi sta diventando una noia, un peso, portando molti appassionati gi… a cancellare il proprio account dando luogo a quelli che cominciano a essere chiamati ®Facebook-suicidi¯. Ma il fattore tempo Š importante anche in chiave organizzativa. Gi… un paio di anni fa un pool di imprese americane aveva commissionato a Nielsen Ratings una ricerca sull'impatto della posta elettronica sulla giornata lavorativa ottenendo un incredibile valore di quasi due ore al giorno passate ad attendere alla posta in entrata e in uscita. Oggi Facebook complica le cose perch‚, se Š vero che una recente ricerca dell'Universit… dell'Ohio ha sottolineato la funzionalit… della comunicazione mediata da computer nella vita d'ufficio, Š altrettanto vero che la finestra di Facebook aperta sul desktop Š un indubbio fattore di dispersione del tempo lavorativo. Non solo. ®Ruba¯ moltissimo spazio, con il risultato che le organizzazioni si trovano nella necessit… di aggiungere sempre pi— banda alle loro connessioni, senza riuscire pi— a stimarne il reale fabbisogno ®finalizzato¯. Scenari futuri Come sempre, le tecnologie rispetto alla loro diffusione sociale descrivono una curva che prima sale vertiginosamente, poi ridiscende e infine si assesta. Il Social Network Š nella fase della salita vertiginosa. In questa fase Š difficile distinguere gli usi equilibrati dalla curiosit…, dalla volont… di essere semplicemente alla moda, dalla stupidit… (come di recente Š accaduto con l'apertura, proprio in Facebook, di gruppi di fans dei Corleonesi rispetto ai quali rimane il dubbio che non si tratti addirittura del sintomo di una presenza della malavita organizzata nel Social Network). Questo crea caos e nel caos gli usi impropri tendono a proliferare. Il calo fisiologico che inevitabilmente seguir… questa fase servir… a ridurre l'entropia. Solo allora si potr… dire se Facebook sar… stato solo un fenomeno di costume, o si avvier… a essere una killer application del web. A suo favore deposita l'XML specifico in cui Š sviluppato: un linguaggio molto versatile che gli consente di ®agganciare¯ altri applicativi con straordinaria facilit… ed elevato effetto di integrazione. Questo potrebbe consentirgli di essere la piattaforma del futuro, anche per applicazioni learning e job oriented. Pier Cesare Rivoltella (®Vita e Pensiero¯ n. 01/09) Lo stress del turista - Perch‚ le vacanze possono drammaticamente trasformarsi in occasioni di stress? - Marco Š un affermato manager quasi cinquantenne. Lavora tantissimo, ha poche occasioni di svago e poco tempo da dedicare alla famiglia. Per trascorrere i quindici giorni di vacanze estive, durante la chiusura aziendale, ha deciso di prenotare una vacanza in luoghi esotici e il pi— possibile lontani dall'Italia, dove finalmente staccare il telefonino, rilassarsi e assaporare in compagnia di moglie e figli un periodo di riposo dalla snervante e continua attivit… lavorativa. Appena arrivato nel grande villaggio vacanze vicino ad uno splendido mare, Š preso come da una frenesia di dover ®provare tutto¯: le pietanze e le bevande servite quasi in continuazione fra colazioni, pranzi, merende, cene e drink sotto le stelle, le attivit… proposte, dal surf all'equitazione al tennis alla pesca subacquea, le serate danzanti e le escursioni in pullman nei siti archeologici vicini. Non vuol perdere niente di questa vacanza tanto attesa e desiderata. Ma gi… dopo qualche giorno comincia ad accusare disturbi gastroenterici, che attribuisce alla diversa alimentazione e a qualche drink di troppo, manifestando al tempo stesso una diffusa insoddisfazione e una continua irritazione. Se la prende con il sevizio poco accurato, Š infastidito dalle affollate serate e dalla musica che non gradisce, durante le escursioni lo esasperano i contatti con la gente del luogo che a suo parere aspetta i turisti solo per tormentarli chiedendo continuamente denaro. L'insoddisfazione e l'irritabilit…, insieme ai problemi psicosomatici, aumentano sempre pi— fino a fargli decidere di anticipare il rientro e far causa all'agenzia perch‚ a suo dire quanto promesso e concordato nel contratto non corrispondeva alla reale vacanza. Durante una visita in un centro specializzato per i disturbi che continua ad accusare anche dopo il rientro, gli viene diagnosticata una sindrome da ®stress da vacanza¯. Le vacanze non sono sempre piacevoli Il caso riportato non Š certo isolato, n‚ questo spiacevole risvolto di una vacanza Š un fatto nuovo: sono ben noti episodi storicamente accertati. Sigmund Freud, ad esempio, raccont• in una lettera a Rolland (pubblicata nel saggio Disturbo della memoria sull'Acropoli del 1936) un suo malore mentre anni prima visitava il Partenone insieme al fratello. Secondo l'interpretazione dello stesso fondatore della psicoanalisi, si tratt• di un episodio misto di estraniazione e di d‚j… vu, ritorno di contenuti repressi e sensi di colpa legati al viaggio, disturbo transitorio dell'identit… e vero e proprio fenomeno di de-personalizzazione creato dall'emozione di trovarsi in quel luogo particolare. Ben nota Š anche la crisi emotiva che costrinse Stendhal ad uscire all'aperto durante la visita alla chiesa fiorentina di Santa Croce, durante il suo Grand Tour del 1817: ®ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere¯, racconta lo stesso autore. Ancor oggi si parla di ®sindrome di Stendhal¯ per definire un insieme di sintomi psicosomatici quali tachicardia, vertigini, confusione mentale e anche sintomi allucinatori (Magherini, 1989). Questi fenomeni rientrano in una pi— generale ®sindrome del viaggiatore¯: un disagio dovuto al trovarsi di fronte alla realt… dei luoghi visitati, dopo averli dettagliatamente immaginati. Il viaggio Š una metafora dell'esperienza della vita, rito d'iniziazione e di passaggio, ®fonte di riferimenti continui per spiegare aree di pensiero o di esperienza che ancora non sono familiari ai nuovi iniziati che vi entrano¯, come scriveva Eric J. Leed (1992). Se il viaggio Š esperienza in cui tramite il gi… noto si tenta di acquisire l'ignoto, allora non sorprende che l'ignoto, quando diventa reale e presente, possa diventare fonte di stress. Questi esempi colgono solo uno dei possibili aspetti del problema: il disagio che deriva dal trovarsi in luoghi particolarmente emozionanti. Il problema Š di portata pi— ampia: la diffusione di malesseri connessi ai viaggi e alle vacanze ha spinto gli psicologi a studiare perch‚ momenti di relax possono trasformarsi in occasione di stress. Gi… nel 1972 Spradley e Phillips avevano messo in evidenza come l'equilibrio del viaggiatore possa essere turbato da variazioni nelle abitudini relative al linguaggio, ai modi di vivere, ai mezzi di trasporto, al cibo, alla pulizia, alla privacy. Con ®shock culturale¯ si intende appunto l'impatto stressante con una cultura molto diversa dalla propria, che si manifesta attraverso una gamma di emozioni negative quali frustrazione, ansia, rabbia e disorientamento per la perdita delle coordinate personali e sociali abituali. Altri autori hanno evidenziato sintomatologie fisiche: mal di testa, affaticamento patologico, dolori muscolari, nausea, sintomi influenzali o altre infezioni virali. Si parla di ®leisure sickness¯ (®malattia del tempo libero¯) per definire l'insieme di questi sintomi sviluppati da alcune persone durante i periodi di vacanza, che risultano collegati a variabili di personalit…, come sovraccarico emotivo, eccessiva responsabilizzazione, incapacit… a rilassarsi. Che cosa accresce lo stress del turista? Il primo fattore di potenziale stress sta nella scelta della meta. Destinazioni che comportano continue scelte organizzative possono trasformare il viaggio in un ®lavoro¯; al contrario, mete in cui si vive in solitudine (per esempio, agriturismi, case in montagna) possono diventare stressanti per chi ha bisogno di rapporti umani frequenti e intensi. Le destinazioni esotiche richiedono spirito di adattamento a modi di vivere diversi dai propri. Fare viaggi in gruppo con scadenze e orari molto ®fitti¯ diventa faticoso, al di l… della bellezza dei luoghi che si visitano. E non sempre le foto dei d‚pliant corrispondono alla realt…! Le lunghe file in auto, spesso in disagiate condizioni climatiche, per raggiungere i luoghi di villeggiatura, o le estenuanti soste forzate in stazioni o aeroporti, costituiscono anch'esse un indubbio fattore di disagio, soprattutto se la vacanza Š breve. Un altro fattore di stress - esemplificato dal caso di Marco - deriva dal trasferimento nella vacanza dello stile di vita quotidiano. In questo caso ci si organizza per il tempo libero come se fosse un lavoro: orari precisi, impegni fittissimi, volont… di ®vedere tutto¯ e partecipare a tutte le iniziative dei pacchetti turistici: fitness, sport, palestre, discoteca, ecc. Quanti non sono abituati a rilassarsi leggendo, passeggiando o guardandosi intorno, non riescono a non portarsi dietro anche nel periodo di vacanza l'iperattivit… della vita quotidiana. A questi fattori di stress si aggiungono quelli provenienti dalla relazione con le popolazioni che ospitano il turista. Certe culture hanno una tale chiusura mentale verso realt… diverse dalla propria, che il loro atteggiamento pu• sfociare in aperto pregiudizio interculturale, inteso come percezione di minaccia al benessere di gruppo o individuale: si pensi al fatto che spesso gli stranieri indistintamente vengono visti come cause di rischio per il turismo sessuale, la diffusione di alcolici e droghe, l'alterazione dei costumi morali. In tali casi le relazioni con i turisti diventano esse stesse fonte di stress. Per questo in alcune localit… i turisti sono concentrati in zone ristrette e hanno scarsi contatti con la gente del luogo, per non urtare la suscettibilit… degli abitanti con comportamenti inconsapevolmente ®provocatori¯. Per contro, le differenze tra aspettative ed esperienze reali fanno scattare nei residenti reazioni emotive quali ansia, depressione, irritazione verso i turisti che ®sconvolgono¯ l'ecosistema naturale e sociale. Inoltre, in alcune realt… il business legato al turismo fa emergere gruppi economici e di potere che si accaparrano a prezzi molto alti alcune risorse essenziali, come acqua ed energia elettrica, in contrasto palese con i bisogni primari della popolazione. Come evitare lo stress del turista? Per evitare condizioni che possono ingenerare stress e malessere, Š auspicabile un momento di preparazione del turista, che deve chiarire a se stesso ci• che si aspetta dalla vacanza. Diverso Š il turismo che nasce dal bisogno di esplorare e scoprire cose nuove, da quello che vuole ottenere riposo e rilassamento allontanandosi dalle fatiche dello studio o del lavoro. E ancora diverso Š approfittare della vacanza per socializzare e fare esperienze di gruppo. A volte queste motivazioni sono congiunte: si pu• cercare di evadere dalla routine quotidiana sia esplorando luoghi nuovi sia restando a riposo in un residence. La formazione degli operatori Le strutture di accoglienza sono tra i principali mediatori delle condizioni di stress potenziale. Ci riferiamo ad una mediazione utile ad avere non solo supporti strumentali (guide, opuscoli, ecc.) ma anche emotivi e relazionali, finalizzati all'®acculturazione¯ o all'incremento delle strategie di adattamento del turista alle situazioni non familiari. Questi supporti vengono forniti da chi accoglie il turista all'aeroporto, dagli agenti della dogana, dall'autista che lo accompagna in una citt… sconosciuta, dall'addetto alla reception della struttura ospitante, fino alla persona che fa da guida o che anima il luogo di villeggiatura, o anche agli agenti di polizia municipale o qualunque altro addetto cui il turista si rivolge per informazioni o consigli. Ô necessaria una conoscenza dei linguaggi non solo verbali, ma anche non verbali, delle popolazioni ospitanti, e la decodifica di questi linguaggi pu• essere facilitata (o, al contrario, ostacolata) da queste persone e strutture di ®mediazione¯. Al tempo stesso, la popolazione che ospita il turista va educata alla comprensione dei suoi bisogni e delle sue caratteristiche psicologiche, atteggiamento di accoglienza che Š diverso dalla interessata ®sopportazione¯ riservata a chi Š fonte di entrate economiche, o dalla strisciante ostilit… frutto di pregiudizi culturali a volte poco fondati. Pertanto i tour operator, le guide turistiche, gli addetti ai centri di informazione, il personale di alberghi e altri luoghi di vacanza dovrebbero essere preparati a gestire non solo gli aspetti tecnici legati al loro lavoro, ma anche le mediazioni culturali e, non di rado, psicologiche. Inoltre, i tantissimi siti Internet che si occupano di turismo dovrebbero presentare le varie proposte con professionalit… e competenza, mettendo il turista in condizione di conoscerne i potenziali rischi e aspetti negativi. I bisogni di formazione dei professionisti del turismo sono stati sottolineati da tempo (Pearce, 1995), purtroppo gli interventi in questo senso sono tuttora poco attuati e i loro effetti scarsamente monitorati. Nei corsi di formazione per operatori turistici si insiste tanto - giustamente - sugli aspetti ®tecnici¯, ma si dovrebbe dare rilievo anche alla formazione culturale e soprattutto psicosociale di questo personale. Il decalogo antistress 1. Essere consapevoli degli scopi reali, talvolta diversi da quelli inizialmente dichiarati, che ci si propone nella vacanza; 2. Scegliere compagni di vacanza che condividono gli stessi scopi: meglio da soli, se nessun altro Š disposto a condividerli; 3. Scegliere destinazioni compatibili con gli scopi; 4. Programmare in funzione di questi scopi le modalit… per realizzare la vacanza: in autonomia progettuale e organizzativa oppure inserendosi in un pacchetto organizzato; andando ®all'avventura¯ oppure preferendo il ®tutto compreso¯ e possibilmente prepagato; 5. Se ci si affida a chi gestisce la vacanza (agenzie di viaggio, tour operator, capigruppo, amici ®organizzatori¯), chiarire fin dall'inizio cosa si vuole ottenere, per non avere sorprese successivamente; 6. Scegliere con cura il mezzo di trasporto per la vacanza: aereo, treno, auto, moto, camper o roulotte; ognuno di questi comporta stress specifici che, per non rovinare la vacanza, Š meglio conoscere in anticipo; 7. Scegliere con cura gli eventi correlati alla vacanza: manifestazioni culturali, visita di monumenti e musei, ecc. Ognuno va commisurato alle proprie esigenze, non scelto solo perch‚ Š pi— economico o perch‚ ®fa trend¯; sulla base dei bisogni effettivi va regolato anche l'impegno fisico durante la vacanza: scalate in montagna, escursioni in bicicletta, nuoto intensivo, oppure ®dolce far nulla¯; 8. Saper dimensionare la durata della vacanza: per alcuni Š pi— rilassante una vacanza all'anno molto lunga, per altri Š meglio fare tante piccole vacanze pi— brevi in modo da ®staccare¯ pi— spesso anche se per meno tempo; 9. Avere consapevolezza - almeno sommaria, ma comunque preventiva - delle usanze, delle abitudini, delle caratteristiche culturali delle popolazioni presso le quali si viaggia, in modo da non interferire negativamente con esse ed evitare incomprensioni o addirittura veri e propri conflitti; 10. Ricordarsi che si Š sempre se stessi anche quando si cambia temporaneamente modo di vita: non si pu• pretendere che la vacanza, con un colpo di bacchetta magica, cambi la personalit… e i rapporti con gli altri. La regola generale Š programmare e gestire la vacanza secondo i propri bisogni attuali: non sempre infatti le proprie esigenze coincidono con quelle dei compagni di viaggio o dei tour operator. Santo Di Nuovo (®Psicologia contemporanea¯ n. 209/08) Il Garda degli scrittori - Dal poeta latino Catullo al ®Vate¯ D'Annunzio, passando per Dante, Goethe e Carducci. Ecco i luoghi pi— belli per un Grand Tour letterario del Benaco. - Pochi luoghi al mondo hanno avuto, nel corso dei secoli, tanti testimonial eccellenti come il Lago di Garda. Artisti, poeti, scrittori, dall'antichit… al '900, si sono fermati sulle sue rive e ne hanno parlato nelle loro opere. Alcuni, come Gabriele D'Annunzio, l'hanno scelto per viverci. Altri ci sono capitati per caso. Come Ugo Foscolo, costretto a una sosta forzata a Desenzano per un guasto alla carrozza. Goethe vi ha addirittura rischiato l'arresto. Ma seguiamo alcuni di questi autori nelle localit… cui hanno legato il nome. A partire dalle loro opere per arrivare alle eccellenze del turismo moderno, che da queste parti non mancano, e scoprire come passato e presente si leghino a filo doppio. Nel segno della letteratura e del buon vivere. Sirmione Resti di ville romane esistono in diverse localit… del Garda, segno della presenza diffusa di ricche famiglie che al negotium (l'attivit… ®imprenditoriale¯) alternavano l'otium (il riposo fattivo) circondati da bellezze naturali e artistiche. Le Grotte di Catullo, a Sirmione, sono i ruderi della pi— sontuosa e meglio conservata di queste dimore, affacciata sul lago e con un panorama superbo. Quando questa villa favolosa venne costruita, tuttavia, il poeta da cui prende il nome era morto da quasi 100 anni. Un colossale equivoco degli umanisti che la ammirarono nel Rinascimento e dei romantici che la ®riscoprirono¯ nel XIX secolo? Non del tutto. Catullo, o meglio la sua famiglia, possedeva una casa a Sirmione. Proprio qui, prima che un suo erede la rifacesse come la vediamo oggi? Oppure da qualche altra parte? Tutto nasce dal 31o Carme, dedicato proprio a Sirmione, che il poeta definisce ®pupilla di Nettuno¯ ovvero il luogo pi— incantevole tra quanti sono circondati dalle acque. Catullo esprime la felicit… del ritorno al focolare dopo le fatiche dell'attivit… pubblica e chiama lidie le onde del lago in omaggio ai pi— antichi colonizzatori di questi luoghi, quegli Etruschi (secondo la leggenda originari della Lidia, in Asia Minore) che forse misero a dimora qui la prima pianta di ulivo. L'invenzione delle terme, ovvero della remise en forme del corpo e dell'anima, si deve ai Romani. E guardacaso Sirmione, celebrata proprio da un poeta latino, da 120 anni Š anche una rinomata capitale del benessere termale. Da quando, nel 1889, un palombaro si immerse al largo delle mura del Castello Scaligero e, a 20 metri di profondit…, imbrigli• l'acqua Boiola, una sorgente sulfurea salsobromoiodica che sgorgava dal fondo del lago. Dal termalismo del jet set ottocentesco, con i suoi grand hotel, alle cure per malati cronici, al turismo del benessere, anche Sirmione ha conosciuto la mutazione genetica che ha caratterizzato tutti gli insediamenti termali d'Europa. Oggi il fiore all'occhiello si chiama Aquaria, una beauty farm che ai benefici idrotermali unisce strutture di design e una quinta teatrale sul lago che da sola vale la spesa del biglietto (con apertura anche in ore notturne, per suggestioni al chiaro di Luna). Ma una visita a Sirmione non pu• certo limitarsi alle Grotte di Catullo e alle terme. Il suo centro storico d'impianto veneto, ancora protetto dal conservatissimo Castello Scaligero (XIII-XV sec.), Š delizioso e non ci fa mancare neanche testimonianze di altre epoche: dai mosaici longobardi recentemente scoperti nella chiesa di San Pietro in Mavino, al duomo di Santa Maria Maggiore (XV sec.), con pregevoli affreschi rinascimentali, alla chiesetta barocca di Sant'Anna, sul piazzale del Castello. Desenzano Nell'estate del 1882, quando l'Italia era appena fatta, ma restavano da fare gli italiani, GiosuŠ Carducci riceve la nomina a presidente della commissione di maturit… del Liceo Bagatta di Desenzano. Ecco come il poeta racconta la sua esperienza in una lettera all'amico Severino Ferrari: ®[...] faccio il commissario sugli esami di licenza di questi lombardotti [...] E i professori sono tutti preti, e il preside Š un notaio, un notaio lungo di pelo bianco, vestito di nero. E mi hanno arrecato di che mangiare. Una buona costoletta lombarda, a la fe' di Dio, con patatine bene crogiolate, e del formaggio stupendo, e delle albicocche [...] anche un vinetto bianco ch'Š un po' traditorello¯. Carducci torna a Desenzano anche nei tre anni successivi, sempre come presidente di commissione al Bagatta. Probabilmente Š proprio il cibo, oltre all'amicizia che s'instaura presto con il preside-notaio Giovanni Rambotti, a conciliarlo con l'atmosfera del lago. Tanto che, nel primo libro delle Odi Barbare, dedica un lunghissimo componimento al Garda in cui invita esplicitamente l'amico e collega Gino Rocchi a Desenzano... per una bella bevuta. Del resto, Carducci non aveva forse scritto che ®chi beve il vino sincero Š gi… sulla strada d'essere un galantuomo¯? Se Carducci tornasse oggi a Desenzano e nei suoi dintorni, ovvero nella ValtŠnesi, resterebbe basito da come i discendenti dei suoi ®lombardotti¯ hanno messo a punto un efficientissimo sistema di turismo enogastromico con frantoi, cantine e agriturismi di primordine. Prodotti d'eccellenza sono il vino e l'olio, rigorosamente Dop, ma anche Grana Padano e provolone (®stupendo¯). Quanto ai vini, il bianco ®traditorello¯ era certamente un Lugana, prodotto da tempo immemorabile sul lago (lo cita anche Catullo) dal vitigno autoctono turbiana. Coltivato in un'area molto ristretta, presenta caratteristiche uniche di gusto. Da provare in uno dei centri degustazione delle numerose aziende che aderiscono al Consorzio per la Tutela del Lugana Doc (www.consorziolugana.eu). Quanto ai rossi, si pu• scegliere tra un altro vitigno autoctono, il Groppello Doc, o un evergreen come il Garda Classico Rosso Superiore Docg. La ValtŠnesi Š percorsa dalla Strada dei Vini e dei Sapori del Garda: bellissimi paessaggi e ottime degustazioni. Gardone Riviera Nel 1439, durante le guerre tra la Serenissima e il Ducato di Milano, i Veneziani allestirono una flotta con cui risalirono l'Adige fino a Mori. Qui tirarono in secca le navi e, attraverso il passo di San Giovanni, le portarono a Torbole, sul Garda, ribaltando le sorti di un conflitto fino allora sfavorevole. Cinque secoli dopo un'altra nave da guerra viaggiava sulle pendici dei monti gardesani: era l'incrociatore Puglia, che Gabriele D'Annunzio aveva voluto come ornamento del suo Vittoriale degli Italiani, la villa in cui si era installato nel 1921 e dove mor. Per le sue scorribande acquatiche, il Vate si serviva invece del Mas 96, il motosilurante della Beffa di Buccari, che oggi riposa nello stesso giardino. Dunque il placido Garda parla anche di guerre e alla guerra personale di D'Annunzio - i suoi cimeli, le uniformi, i proclami, le bandiere... - Š dedicato il nuovo museo allestito nello Schifamondo, l'ala costruita negli anni '30 come abitazione, mai utilizzata. ®Tutto Š qui da me creato e trasfigurato¯, scrive il poeta del Vittoriale nell'atto di donazione allo Stato: tra le tante iperboli della sua produzione letteraria siamo di fronte alla sola, prosaica verit…. Pi— che i testi in cui D'Annunzio celebra il Garda vale, allora, proprio la sua casa: un'ipertrofica e narcisistica autocelebrazione che attira ogni anno milioni di visitatori. Musica e prosa in primo piano, ovviamente, ma non mancano fotografia, arti visive e multimediali, evocazioni, raduni, eventi e serate a tema: Š questa l'ampia gamma di attivit… che trovano spazio nel Vittoriale. Inoltre la Fondazione, con la sua sterminata biblioteca aperta a visitatori e studiosi, porta avanti da anni un ricco programma di convegni e pubblicazioni. Ecco: chi viaggia per turismo culturale, qui trova un polo di eccellenza, al di l… della simpatia o meno per l'opera di D'Annunzio. Ma anche nella vicina Sal• la cultura Š in primissimo piano. Con il Centro Studi e Documentazione sul periodo storico della Repubblica Sociale Italiana (tel. 0365.296834; www.centrorsi.it), tanto per restare in tema di guerre e nell'orizzonte ideologico del poeta-soldato, ma anche con il Festival violinistico internazionale ®Gasparo da Sal•¯, un appuntamento di grandissimo richiamo nel nome del liutaio cinquecentesco che qui ebbe i natali. Ma ormai Š ora di passare dalla sponda bresciana a quella veronese. A Toscolano Maderno prendiamo il traghetto per Torri del Benaco e attraversiamo il lago, diretti a Malcesine. Malcesine Alla fine del '700 le scoscese sponde settentrionali del Garda non avevano collegamenti stradali di una qualche importanza e gli spostamenti avvenivano prevalentemente in barca. Cos anche il letterato tedesco Johann Wolfgang von Goethe salpa da Riva diretto a sud. Ô il 13 settembre 1786. Poche ore dopo la partenza, per•, un ®vento repentino e fortissimo¯ costringe l'imbarcazione a riparare nel porto di Malcesine. Tra il poeta e la cittadina veneta Š amore a prima vista. Colpito dalla bellezza del Castello Scaligero, arroccato su un roccione a sbalzo sui tetti delle case, Goethe estrasse l'inseparabile taccuino e cominci• a disegnare. La sua parlata straniera e una sorta di sindrome da accerchiamento che la languente Repubblica Veneziana nutriva nei confronti della confinante potenza asburgica lo fecero scambiare per una spia. Il suo schizzo gli cost• un ®fermo di polizia¯ che, davanti al podest…, rischi• di trasformarsi in arresto se l'equivoco non fosse stato chiarito da un abitante del luogo, tale Gregorio, che aveva trascorso alcuni anni a Francoforte, la citt… di origine dello ®straniero¯. Profetiche le parole che le cronache mettono in bocca all'improvvisato avvocato d'ufficio: ®Signor Podest…, sono convinto che questo signore Š un brav'uomo, che ama le arti e viaggia per maggiormente istruirsi. Facciamo che ci lasci da amico affinch‚ dica bene ai suoi compatrioti e li spinga a visitare Malcesine¯. I milioni di turisti tedeschi che ogni anno, da secoli, affollano Malcesine e l'intero lago hanno davvero reso giustizia al loro poeta che, sul Garda, Š ormai considerato un vero e proprio nume tutelare. Il ®vento repentino e fortissimo¯ che costrinse Goethe all'approdo continua a soffiare gagliardo anche oggi. Anzi, con nomi diversi a seconda della direzione, Š la gioia di velisti, surfisti e kiters che nell'alto lago hanno i loro santuari. Malcesine Š uno di questi. Qui arrivano da tutta Europa con le loro tavole, le tute, le vele. E al primo refolo l'acqua si tinge di centinaia, a volte migliaia, di spicchi colorati. Il turismo attivo Š una prerogativa, ma non l'unica, della cittadina veronese che Š anche uno dei principali accessi alle cime del Monte Baldo (m 2218), a sua volta paradiso di deltaplanisti, appassionati di parapendio, scalatori e bikers. Il collegamento pi— rapido con la montagna Š la Funivia del Baldo (tel. 0457400206; www.funiviedelbaldo.it), a cabine rotanti per godere meglio del paesaggio. Numerosi e facili sentieri consentono di apprezzare le bellezze naturali di questa montagna, unica nel panorama delle Alpi. Isolata durante le glaciazioni, vi si Š sviluppata una flora endemica assolutamente particolare, preziosa per i botanici ma apprezzata anche dagli escursionisti. Senza contare la fauna selvatica: camosci e marmotte su tutti. E dalla cima, nelle giornate serene, il lago si mostra in tutta la sua estensione per un colpo d'occhio indimenticabile. Che, nelle mezze stagioni, richiama quanto scrisse Thea Reimann, nel 1928, nel suo saggio Perch‚ noi tedeschi veniamo sul Garda: ®Il Baldo ha le cime ancora innevate mentre ai suoi piedi risplendono le palme e le mimose. Noi tedeschi ameremo sempre il Garda perch‚ amiamo i contrasti. Nell'arte come nella vita¯. Dante, Virgilio e il vescovo che non c'Š Nel canto XX dell'Inferno Dante mette in bocca a Virgilio una descrizione della sua terra d'origine (la Pianura Padana) che parte proprio dal Garda: Virgilio parla di un lago (il Benaco, appunto) in mezzo al quale c'Š un luogo dove sia il vescovo di Trento, sia quelli di Brescia e di Verona potrebbero amministrare il culto, se solo facessero lo sforzo di arrivare fin l. Il luogo Š l'isola del Garda, l'unica abitata del lago. Oggi di propriet… privata, l'isola Š collegata a Barbarano di Sal•, Gardone Riviera e San Felice del Benaco da Danieli (telefono 338.5908161). Una volta sbarcati si visitano alcuni ambienti della villa e il parco. L'attuale aspetto della dimora risale ai primi del '900 quando i nonni degli attuali proprietari risistemarono il fabbricato, le cui fondamenta risalgono per• all'epoca di Dante, quando un gruppo di francescani vi fond• un convento. Resti delle celle monastiche sono stati incorporati nei rustici della villa, mentre il corpo centrale, in stile neogotico, ingloba quanto rimane della chiesa abbaziale. Stratificazioni architettoniche ancora visibili rimandano alla travagliata storia di questo complesso di grande suggestione, cui contribuisce l'ospitalit… dei proprietari. Ma sono tanti gli ®amici¯ del Garda Uno dei luoghi pi— suggestivi del Garda Š Punta San Virgilio, con la sua Baia delle Sirene. Qui, nel 1540, il giurista e filosofo Agostino Brenzone si fece costruire una villa dove teneva cenacolo con amici umanisti, fra cui Pietro Aretino. Tra il 1894 e il 1901 un giovane Rainer Maria Rilke soggiorn• a pi— riprese a Riva e Malcesine. Anche Franz Kafka soggiorn• a Riva nel 1913, ma in una casa di cura psichiatrica. Ezra Pound trascorse lunghi periodi a Sirmione dove, nel 1920, lo raggiunse da Trieste James Joyce, mentre George Byron fu pi— sfortunato: un diluvio gli imped di apprezzare il luogo. Torri del Benaco fu invece scelta da un Andr‚ Gide ormai anziano e malato per passarvi l'estate del 1948. Auro Bernardi (®Tutto Turismo¯ n. 363/09) Marlene Dietrich: la carriera di una libertina simbolo dell'altra Germania - Una sua biografia rivela i suoi amori onnivori. Da Gabin a Gary Cooper, fino a Mercedes de Acosta, condivisa con la Garbo. Ma pure il suo ruolo nella ricostruzione dell'immagine devastata della patria tedesca. - Si racconta che, in uno dei giorni seguiti alla fine della Seconda guerra mondiale, un marinaio inglese sal su un cumulo di macerie a Berlino e proclam• che c'erano solo tre cose da salvare nella Germania in fiamme: la musica, le salsicce e Marlene Dietrich. Nonostante l'accostamento brutale con le salsicce, in quel momento, Marlene Dietrich, quarantaquattro anni, charme intatto e una gloriosa carriera negli anni della guerra come colonnello addetto a rincuorare con la sua voce e la sua presenza le truppe sparse per il mondo (il grado le era stato dato dall'esercito Usa per garantirle uno status in caso fosse mai caduta in mano nemica), Marlene, dicevamo, non aveva nessun bisogno di essere salvata, ma rappresentava un ®bene culturale¯ che, alla fine della tragedia della guerra, testimoniava a favore di un'altra Germania. La storia del marinaio inglese, come tutte le storie dei e sui marinai, forse Š vera forse no. Ma Š cos che Sergio Camerino, avvocato veneziano appassionato di musica e di cose tedesche, comincia il suo ritratto di Marlene Dietrich in Da Berlino a Hollywood. La voce dell'Angelo azzurro (Bompiani, pp. 170, euro 16): un quasi romanzo, per il tono piacevolmente narrativo, con cui ripercorre non solo la lunga e bella vita di una delle poche attrici cos forti nella loro presenza e nella loro aura da aver diritto (assieme a Marilyn) d'essere ricordata con il solo nome, ma anche un'epoca e una vicenda storica - quella appunto di una stagione tormentata e difficile in cui una figlia della buona borghesia berlinese riusc a dire no agli errori della patria tedesca che pur tanto amava, a reinventarsi una vita, una carriera e un'identit… in esilio, e a diventare un simbolo della democrazia. Sulla scena berlinese che fa da sfondo agli inizi della vicenda di Marlene si affollano personaggi affascinanti e inquietanti. Da (ovviamente) Joseph Sternberg, il suo scopritore (la particella von fu un'invenzione snobistica di Hollywood) a Leni Riefenstahl, l'altra bellezza del cinema dell'epoca (avrebbe potuto essere lei l'Angelo azzurro), che imbocc• la strada della collaborazione e del potere. Da Christopher Isherwood, che con il suo libro Addio a Berlino diventer… il cantore della vivacissima Repubblica di Weimar, a Friedrich Hollaender, che scriver… la musica delle cose pi— belle cantate da Marlene. Da Bertolt Brecht a Kurt Weill. Da Heinrich Mann, che aveva scritto L'angelo azzurro, suggerendo a Sternberg il film che lanci• Marlene e che, in qualche misura, determin•, con le polemiche e il clima di intolleranza che ne segu, la sua emigrazione nel 1930, agli architetti del Bauhaus, nato pochi anni prima nella vicina Weimar. A Weimar, annota Camerino, cominci• la straordinaria e onnivora carriera libertina di Marlene, che cos racconter… crudamente alla figlia Maria, diventata sua biografa, una sua avventura: ®Non si tolse neppure i pantaloni. Io ero sdraiata sul vecchio divano, con il velluto rosso che mi graffiava il di dietro e la gonna sopra la testa. Decisamente molto scomodo¯. Decisamente egocentrica e molto simpatica: cos esce da queste pagine la divina Marlene, pronta a cucinare un brodo di pollo per ristorare l'amante di turno - che si trattasse della gelosissima Mercedes de Acosta, condivisa con la Garbo, di Erich Maria Remarque nell'esilio svizzero di Ascona, di Gary Cooper afflitto da troppe donne gelose (e quindi pacificato dalla tranquilla fatalona Marlene) o dell'innocente e un po' contadino Jean Gabin, rifugiato negli Stati Uniti con qualche bel quadro degli impressionisti e la sua bicicletta. La via della pace personale passava, per Marlene, attraverso la cucina e un atteggiamento protettivo e generoso da Hausfrau tedesca. Ma anche attraverso una rilassatissima disinvoltura sessuale, dai tempi in cui si esibiva a Berlino cantando Wenn die Beste Freundin, che era un chiaro invito all'amore lesbico, alla lunga lista di amanti di ogni sesso allegramente vissuti - anche se non sempre la cosa era presa con altrettanta serenit… dall'altra parte, vedi le paure di sua figlia Maria, che confessava di aver temuto che Marlene potesse portarsi a letto il suo futuro marito. Quanto alla carriera artistica, non ci sono dubbi: dietro quel volto scolpito dai dentisti, da sempre nuovi disegni delle sopracciglia e dalla luce del bianco e nero (il colore, quando si affacci•, fu visto dalla Dietrich come una minaccia) c'era un'artista, con relativa intelligenza, complessa e ricca, pronta a seguire i consigli giusti (®Che cosa sono senza di te, Jo¯ annotava dietro una foto di Sternberg, il suo Pigmalione). Era spesso migliore e pi— forte dei suoi stessi film, una personalit… che, al di l… delle piume e dei lustrini a pelle di Travis Banton, il geniale costumista della Paramount che la vest per Shanghai Express, imponeva il suo fascino anche nelle storie pi— improbabili e assurde, rivelava un inconsueto sense of humour nelle situazioni pi— difficili e affrontava con coraggio il ruolo che la sua fama le dettava: quello della voce e del corpo (sofferente, in quegli anni, con seri problemi) che doveva tuttavia confortare con la sua presenza i soldati che, in giro per il mondo, combattevano per la causa della democrazia. Una donna pi— grande dell'attrice: come dice la canzone di Holl„nder, von Kopf bis Fuss auf Liebe Eingestellt, fatta d'amore, di ogni tipo d'amore, dalla testa ai piedi. Irene Bignardi (®il Venerd¯ n. 1099/09) Vladimir Nabokov: un colorato tappeto di immagini e parole - Scrittore bilingue, viene a torto considerato autore di un solo libro, lo ®scandaloso¯ Lolita, quando in realt… dietro al suo nome si cela una ricca e raffinata produzione che lo eleva tra i grandi narratori del Novecento. - Considerato a lungo come autore di un solo libro, Lolita, che gli diede fama e notoriet… e suscit• uno scandalo clamoroso al di qua e al di l… dell'oceano, Vladimir Nabokov Š in realt… uno dei pi— grandi scrittori del Novecento. Forse il vero scandalo, per uno scrittore dallo stile raffinato e scintillante, adorato da un numero ristretto di fedeli ammiratori in tutto il mondo, Š che in Italia Š stato letto da pochissimi. Eppure, sulla scia del successo di Lolita, Mondadori lo ha tradotto quasi tutto tra gli anni '60 e '70, seguito poi da Longanesi, Guanda e Garzanti, prima che all'inizio degli anni '90 l'editore Adelphi avviasse la pubblicazione di tutte le sue opere. Scrittore bilingue, come Conrad e Beckett, Š un caso unico nella storia letteraria in quanto maestro quasi maniacale della traduzione, impegnato a curare personalmente, con l'aiuto del figlio Dmitri e di fidati traduttori, la versione delle sue opere, dal russo all'inglese e dall'inglese al russo, senza rinunciare a scrivere qualche racconto in francese. In oltre mezzo secolo ha scritto diciassette romanzi, una settantina di racconti, qualche centinaio di poesie, alcuni testi teatrali, saggi sui maggiori scrittori europei dell'Otto-Novecento, frutto delle sue lezioni universitarie. Dettagli al microscopio Come Flaubert, Š attento ai dettagli che osserva con un microscopio da entomologo e considera le parole ®l'unico vero tesoro che uno scrittore possiede¯. Rifiuta l'asservimento della letteratura a ogni impegno ideologico e sociale, non sopporta la poslost', la mediocre volgarit… del conformismo, un equivalente della bˆtise flaubertiana. Scrittore fortemente visivo, considera il paesaggio un gioco di colori e vede la sua vita come ®una spirale colorata in una sferetta di vetro¯. ®La letteratura non Š una composizione di idee, ma di immagini¯, scrive in Lezioni di letteratura russa. ®Le idee non hanno molta importanza, se paragonate alle immagini di un libro e alla sua magia¯. E le immagini si animano grazie allo stile, che in Nabokov si traduce sempre in un gioco acrobatico di figure retoriche, anafore, allitterazioni, metafore, anagrammi, acrostici. I suoi romanzi sono specchi in cui la tradizione si riflette nella modernit…, scacchiere dove lo scrittore coinvolge il lettore in una partita condotta con una serie di mosse imprevedibili delle parole-pedine. Il periodo berlinese Fuggito con la famiglia dalla Russia devastata dalla rivoluzione, vive tre anni, dal 1919 al 1922, a Cambridge, dove studia e si laurea in letteratura russa e francese. Respira il clima raffinato dell'Art Nouveau, filtra la lezione di Beardsley, Wilde, Firbank e Beerbohm, si lascia incantare da quel delicato ®mondo di flanelle e di tŠ al miele¯, con ®le estati lilla di un perduto ordine alto borghese e le ambiguit… erotiche di Lewis Carroll¯, come scrive George Steiner. Il periodo berlinese, dal 1922 al 1937, rimane decisivo per la sua formazione culturale. Con lo pseudonimo di Sirin, che in russo significa ®civetta delle nevi¯, mentre nella mitologia slava era un fiabesco uccello con faccia e petto di donna simile alla sirena, scrive decine di racconti e nove romanzi in lingua russa, costruiti con tecnica cinematografica vicina all'espressionismo, sequenze, dissolvenze, primi piani, focalizzazione del dettaglio. La sua scrittura descrive le percezioni visive, privilegia i colori e le immagini, attua un veloce mutamento dei piani temporali e dei punti di vista, usa la parodia come ®un trampolino che permette di accedere al sommo delle vere emozioni¯. Il giovane Nabokov vive in pensioni economiche, camere ammobiliate e minuscoli appartamenti, grazie alle traduzioni, alle collaborazioni con le riviste, alle lezioni di inglese e di tennis. La Berlino degli anni '20 Š, dopo Parigi, il pi— importante centro di emigrazione: trecentomila russi vivono in citt…, quasi tutti alloggiati nel quartiere nord- occidentale di Charlottenburg. Mentre a Parigi gli esiliati appartengono per lo pi— al ceto nobiliare del vecchio regime zarista, declassati, per sopravvivere, al ruolo di camerieri, tassisti e cuochi, a Berlino prevalgono gli intellettuali, poeti e scrittori costretti alla fuga dalla bufera della rivoluzione. Tra di loro ci sono i nomi pi— importanti della letteratura russa: Chodasevic, Bunin, Marina Cvetaeva, Pasternak, Belyj, Slovskij, Kuprin, Pil'njak, Gorkij, Merezkovskij e la moglie Zinaida Gippius, Aleksej Tolstoj, Ilja Ehrenburg. La cultura russa trapiantata nella capitale tedesca vive un momento di grande intensit… creativa, grazie anche alla presenza di 86 case editrici e librerie e di 150 giornali e riviste. I romanzi russi Nel 1925 si sposa con Vera Slonim, un'ebrea bella, colta ed elegante, figlia di un uomo d'affari di Pietroburgo, che diventer… per lui segretaria e musa ispiratrice, editor e agente letterario. Per oltre mezzo secolo batter… a macchina i suoi manoscritti, come la moglie di Tolstoj ricopiava in bella calligrafia il manoscritto tormentato di Guerra e pace. A lei Š dedicato il suo primo romanzo, Masen'ka, pubblicato a Berlino nel 1926. Lineare nella trama e semplice nel linguaggio, narra una delicata e poetica storia d'amore nell'ambiente degli esuli russi a Berlino. In una misera pensione vicino alla ferrovia vivono sei ospiti, due ballerini effeminati, un vecchio poeta malato di cuore che vuole andare a Parigi ma smarrisce il passaporto, una ragazza sola a caccia di un fidanzato, un uomo fastidioso con una barbetta bionda che attende l'arrivo della moglie dalla Russia, e il protagonista, Ganin, che scopre per caso, da una fotografia che gli mostra il marito, che la moglie Š stato il primo amore della sua adolescenza in patria. Ganin ubriaca il marito per andare alla stazione al posto suo e convincere Masen'ka a fuggire con lui, ma all'ultimo momento rinuncia avendone gi… gustato la bellezza nelle immagini della sua memoria. Tenero e stupendo il ritratto della Berlino anni '20, con le strade, le birrerie, i negozi, i tram, i giardini, mescolato alle immagini dell'adolescenza amorosa vissuta in Russia. Una Berlino quasi espressionista, con ®l'opaco luccichio dell'asfalto, e le nere figure scorciate di persone che camminavano in una direzione e nell'altra, sparendo tra le ombre e riemergendo nella luce obliqua riflessa dalle vetrine¯. Il secondo romanzo, Re, Donna, Fante (1928), Š la storia di un triangolo amoroso con un finale a sorpresa, in cui l'autore ammicca ai grandi modelli dell'adulterio ottocentesco, Madame Bovary di Flaubert, Anna Karenina di Tolstoj ed Effi Briest di Fontane, quest'ultimo ripreso nella scelta dell'ambiente dei capitoli finali, una stazione balneare della Pomerania. La trama Š gi… sintetizzata nell'incipit, con la descrizione della stazione e dello scompartimento di un treno in cui s'incontrano i tre personaggi protagonisti della vicenda, Kurt Dreyer, ricco uomo d'affari cinquantenne, la moglie trentenne Martha, che si nega al marito, e Franz, un giovane goffo e provinciale, diretto a Berlino in cerca di lavoro. Questi diventa commesso nell'emporio dello zio, che scopre essere Dreyer, e l'amante della moglie. Questa gelida Bovary berlinese progetta con Franz di uccidere il marito durante le vacanze al mare, e invece Š lei a soccombere per una polmonite. Nel finale Nabokov, come faceva spesso Hitchcock nei suoi film, inserisce un delizioso cammeo ritraendo se stesso con il retino per farfalle mentre cammina sulla spiaggia in compagnia della moglie. La difesa di Luzin (1929) nasce da una delle passioni pi— forti - insieme alla letteratura e alle farfalle - di Nabokov, gli scacchi. Luzin Š un bambino taciturno e scontroso, che scopre nel gioco degli scacchi una via di fuga dal mondo, adatta al suo atteggiamento autistico di ®difesa¯. Da grande diventa un campione internazionale, capace di giocare in un istante infinite partite, di anticipare con velocit… impressionante una sequenza altissima di mosse. La donna che diventer… sua moglie lo sottrae al mondo degli scacchi, pericoloso per la sua fragile struttura psichica. Ma il rinvenimento di una scacchiera tascabile in una fodera della giacca fa riesplodere la sua ossessione. L'ultima mossa Š il suicidio: si arrampica verso la finestra del bagno, rompe il vetro e al di l… lo attende una Berlino notturna suddivisa in quadrati bianchi e neri, simili a quelli della scacchiera. Molto originale il quarto romanzo, L'occhio (1930), sempre ambientato nella Berlino dei russi emigrati. L'io narrante, istitutore presso una famiglia russa, conosce Matilda, signora ®pienotta, dagli occhi bovini¯ che diventa la sua amante. Picchiato col bastone dal marito geloso, si sente offeso nella sua dignit…, vuole suicidarsi ma fallisce il colpo di pistola. ®Freddo, insistente, instancabile occhio¯, diventa un pirandelliano spettatore di se stesso. Come il protagonista delle Memorie del sottosuolo di Dostoevskij, questo personaggio ®un po' volgaruccio, un po' farabutto¯ afferma: ®Ho capito che l'unica felicit… a questo mondo sta nell'osservare, spiare, sorvegliare, esaminare se stesso e gli altri, nel non essere che un grande occhio fisso, un po' vitreo, leggermente iniettato di sangue¯. Gloria (1932) Š forse il pi— romantico dei suoi romanzi. Il protagonista, Martin, Š un russo che confonde fantasia e realt…. Studia a Cambridge, dove s'innamora di Sonja, giovane emigrata russa che segue a Berlino. Martin sogna di intraprendere un viaggio al di l… della frontiera della Russia sovietica, trasforma la patria perduta in una terra immaginaria, Zurlandia, ma il suo Š un viaggio da cui non far… pi— ritorno. Una parodia del romanzo poliziesco costruita sul registro buffonesco di certi personaggi dostoevskiani Š Disperazione, scritto nel 1932, che affronta il tema dell'impossibilit… del delitto perfetto. Hermann, industriale del cioccolato che vive a Berlino, si reca per affari a Praga, dove incontra un vagabondo, Felix, che Š il suo sosia perfetto. Decide di elaborare un progetto criminale. Dopo aver stipulato un'assicurazione sulla vita, rintraccia Felix, lo costringe a indossare i suoi abiti, lo uccide, poi manda la moglie a riscuotere l'assicurazione e si trasferisce in Francia. Basta per• un piccolo dettaglio per frantumare il diabolico piano: aver dimenticato sulla sua auto lasciata accanto al cadavere un bastone con inciso il nome Felix. Sembra una sceneggiatura cinematografica Camera oscura (1933), che diventa Laughter in the Dark (®Risata nel buio¯) nella traduzione inglese del 1938. A Berlino un russo molto ricco, Albinus, lascia la moglie per una giovane amante, Margot, volgare maschera di cinema che sogna di diventare una diva a Hollywood. Quando scopre che la donna ha una relazione con un artista, rimane sconvolto e si procura un incidente d'auto che lo priva della vista. Vuole ucciderla ma manca il bersaglio e nella colluttazione Margot gli prende la pistola e lo colpisce a morte. Ispirato a Il processo di Kafka, anche se Nabokov sosteneva di non averlo ancora letto all'epoca, Š Invito a una decapitazione (1935), grottesca parodia del regime totalitario. Cincinnatus, il protagonista, Š un uomo ®opaco¯, nel senso che i suoi pensieri e le sue sensazioni non sono trasparenti agli occhi di quelli che lo circondano. Viene incarcerato per ®turpitudine gnostica¯ e trascorre i giorni d'attesa dell'esecuzione in una prigione fortezza, circondato da personaggi farseschi: Rodion, il carceriere, che gli porta la cioccolata per la prima colazione e balla con il condannato, Marta, la moglie ninfomane che lo tradisce col secondino, M'sieur Pierre, il boia, buffo omino repellente, Emmie, la figlia dodicenne del direttore della prigione, che anticipa Lolita per la sua maliziosa innocenza. Il dono, scritto a Berlino tra il 1935 e il 1937, Š l'ultimo romanzo in russo di Nabokov, sicuramente il suo capolavoro e uno dei pi— belli della narrativa del Novecento. Ô un inno alla vita, alla letteratura, alla felicit…, alla gioia di vivere, un intreccio polifonico di temi gi… utilizzati nei romanzi precedenti. Innanzitutto la nostalgia per la Russia, perduta per sempre ma conservata come un gioiello nella memoria. Poi la figura del padre Konstantin, perduto nelle steppe della Cina e del Tibet alla ricerca di farfalle. E infine il ritratto umoristico dell'ambiente intellettuale degli emigrati russi. Al centro della struttura narrativa c'Š una splendida storia d'amore tra il protagonista, Fjodor Godunov-Cerdyncev, nobile russo emigrato a Berlino e aspirante poeta-scrittore, e Zina, una ragazza figlia della sua affittacamere. Fjodor scrive una biografia irriverente e parodica di Cernysevskij, l'autore di Che fare?, il critico progressista dell'Ottocento e padre del realismo socialista. Dal 1937 al 1940 Nabokov si trasferisce a Parigi e nel sud della Francia, collabora alle riviste dell'emigrazione. Nel 1939 scrive in russo un lungo racconto, L'incantatore, poi smarrito e recuperato dal figlio Dmitri che lo pubblicher… postumo nel 1986. L'interesse di questo testo sta nel fatto che anticipa il tema di Lolita, l'amore di un uomo maturo per una ninfetta. Il soggiorno americano Nel 1940, poche settimane prima dell'occupazione nazista della Francia, s'imbarca per gli Stati Uniti con la moglie e il figlio. Il soggiorno americano durer… vent'anni, un periodo duro dal punto di vista psicologico ed economico, in cui Nabokov deve ripartire da zero, reinventarsi come scrittore. E lo fa utilizzando la lingua inglese - conosciuta sin dall'infanzia dalle istitutrici, respirata attraverso la lettura dei classici della letteratura e poi perfezionata nei tre anni trascorsi a Cambridge - anche nella stesura dei romanzi. Il primo, scritto a Parigi nel 1938, Š La vera vita di Sebastian Knight (1941), giocato sul tema del doppio. Ô la storia di uno scrittore, Sebastian Knight, morto a trentasette anni, raccontata dal fratellastro, V., che insegue le tracce degli amici che ha frequentato, delle case che ha abitato, delle donne che ha amato, dei libri che ha scritto. Ma Sebastian attua la mossa del cavallo (knight in inglese) per sfuggire a V.: questi corre a Parigi all'ospedale per assisterlo, ma scopre che si tratta di un altro e che il fratello era morto il giorno prima. Romanzo geniale che mette a nudo i propri artifici, dissemina trappole, depista il lettore con uno scaltrito gioco letterario. Il secondo romanzo in inglese, I bastardi (1947), Š una parodia del totalitarismo. Il filosofo Adam Krug vive in un Paese a regime totalitario. Il dittatore Paduk, ex compagno di scuola di Krug, sequestra il figlio del filosofo per costringere quest'ultimo ad aderire al regime, ma per un errore il figlio di Krug viene ucciso dai carcerieri. Krug impazzisce, aggredisce il dittatore e rimane ucciso nel confronto. Abile tessitura di citazioni letterarie, deformate e parodizzate, allegoria dello stalinismo e del nazismo, questo romanzo Š una denuncia dell'ottusa brutalit… del potere, ma il suo tema principale Š, secondo quanto afferma l'autore, ®il tormento inflitto al cuore gonfio d'affetto di Krug, la tortura cui viene assoggettata un'intensa tenerezza¯. Lolita, il romanzo-scandalo Fino all'inizio degli anni Cinquanta Nabokov Š uno scrittore noto soltanto in una ristretta cerchia di specialisti. Tra il '48 e il '53 lavora alla stesura di Lolita, che viene rifiutato da quattro editori importanti di New York prima di uscire a Parigi nel 1955 presso la Olympia Press. Pubblicato in America nel '58 e in Italia nel '59, fa l'effetto di una bomba nel puritano clima culturale dell'epoca. Negli Stati Uniti vende 100.000 copie in tre settimane e per oltre un anno rimane in testa alle classifiche dei best seller. Un best seller oggi tradotto in 30 lingue, con 50 milioni di copie vendute, diventato un romanzo-scandalo per il tema, la passione di un uomo maturo per un'acerba adolescente. Il successo strepitoso del romanzo viene dilatato dalla versione cinematografica del regista Stanley Kubrick nel 1962, con James Mason, Sue Lyon, Shelley Winters e Peter Sellers, a cui collabora lo stesso Nabokov nella sceneggiatura. Contrabbandato, da alcuni editori e da chi non l'aveva letto, come romanzo pornografico, non contiene nessuna parola oscena e l'autore usa una tecnica allusiva e sfumata per descrivere i rapporti intimi. Giudicato da Nabokov ®di gran lunga il mio miglior romanzo in inglese¯, fu da lui definito ®un affare amoroso tra l'autore e la lingua inglese¯. Sin dallo straordinario incipit, dove Lolita Š una parola, un gioco di sillabe, Lo-li-ta, un elastico verbale. Dodicenne ninfetta innocente e perversa, viso lentigginoso, occhi grigi e labbra ®come una caramella rossa leccata¯, seduce Humbert Humbert, trentottenne scrittore parigino, maschio dalla bellezza virile. Per stare accanto a lei, Humbert sposa la madre vedova, che muore in un incidente d'auto. La parte pi— consistente del romanzo Š occupata dal viaggio in macchina attraverso gli Stati Uniti, dal Texas al Colorado, dal Nevada alla Pennsylvania. Un viaggio che dura un anno, in cui lo sguardo dell'autore descrive l'America dei motel e delle autostrade, dei bar e degli alberghi. Poi Lolita viene rapita da Quilty, un commediografo depravato che la considera un oggetto di divertimento, e a diciassette anni rimane incinta di un bravo ragazzo che ama e va con lui in Canada. Il romanzo Š la storia di un'ossessione, di un uomo reso folle da un amore impossibile, destinato a non possedere mai ci• che ama. L'autore defin il suo romanzo un ®libro pi— tragico che comico¯, ®la storia di una bambina triste in un mondo tristissimo¯. Nabokov, che non amava le interpretazioni ideologiche, non condivideva l'opinione di certa critica che vedeva in questa storia un confronto tra l'Europa corrotta e decadente (Humbert) e la perversa innocenza degli Stati Uniti (Lolita). Si pu• leggere Lolita come la parodia di un romanzo erotico scandaloso e l'ultimo grido disperato del romanticismo, perch‚ Humbert rimane innamorato della sua ninfetta anche quando nel finale si Š trasformata in una ragazza dalla bellezza sfiorita e logora. Chiuso in carcere per aver ucciso Quilty, scrive la storia e cattura il misterioso fascino di Lolita non mediante il possesso carnale, ma attraverso il linguaggio. Combinazioni con le lettere Il gusto sfrenato per i giochi linguistici caratterizza anche il romanzo successivo, Pnin (1957), autobiografica storia di un professore di letteratura russa in una universit… americana, che diventa un ironico e umoristico ritratto del mondo accademico statunitense, colto nei suoi tic, nei suoi snobismi, nelle sotterranee rivalit…. Pnin, goffo e impacciato con la lingua inglese, dal ®fascino disarmante¯ per la sua candida mitezza, Š un personaggio gogoliano: oggetto del gossip universitario per il suo pittoresco modo di esprimersi, sbaglia i treni, scivola per le scale, guida l'automobile come un pazzo, smarrisce e poi ritrova il bagaglio con il testo per una conferenza. La modernit… del romanzo sta nel fatto che il narratore si mescola ai fatti narrati: Š l'ex amante di Lisa, la moglie che ha abbandonato Pnin, e lo sostituir… sulla cattedra quando questi verr… licenziato. Il tema del doppio compare anche nel romanzo pi— complesso e impegnativo di Nabokov, Fuoco pallido (1962), che presenta una struttura a scatole cinesi in cui si specchiano un poeta e un commentatore, amici e vicini di casa. Charles Kimbote, professore di letteratura zemblana, commenta un poema di 999 versi di John Shade, ®Fuoco pallido¯, a cui fa seguire uno straripante commento, che occupa i quattro quinti del romanzo. Il poema narra la storia di Zembla, un paese nordico che sembra alludere alla Russia, il cui ultimo re, Carlo il Diletto, viene rovesciato dalla rivoluzione bolscevica e va in esilio. Shade, mentre si avvia a casa di Kimbote, viene ucciso da un colpo di pistola sparato da un misterioso assassino. Kimbote mette in salvo il manoscritto e ottiene dalla vedova l'autorizzazione a curarne la pubblicazione. Questo romanzo, che diventer… un libro cult per la letteratura postmoderna americana, da John Barth a Donald Barthelme, ha il suo manifesto di poetica in questi versi di Shade: ®Io sento di capire@ l'esistenza [...] solo attraverso l'arte che professo,@ intesa come volutt… combinatoria¯. Ada (1969) Š un ampio romanzo, denso di citazioni e di dettagli, odori, farfalle, occhi, labbra, libri, stanze, vestiti. Nabokov riprende il modello di uno dei grandi romanzi del Novecento, la Recherche di Proust, per il tema centrale: il tempo e l'analisi dei meccanismi della memoria. Ô una storia d'amore tra Veen e Ada, figli incestuosi dello stesso padre, narrata da un io narrante novantasettenne, lo stesso Veen. I due protagonisti, appartenenti al ceto aristocratico, sono due eccentrici che vivono la loro storia d'amore nell'atmosfera della Belle poque, sospesa tra un'America di sogno e una Russia idilliaca e prerivoluzionaria. Cose trasparenti (1972) Š un romanzo breve, ambientato in Svizzera e imperniato sul rapporto tra arte e vita, dove la realt… Š sospesa tra veglia e sonno. Hugh Person rievoca attraverso la memoria la donna amata Armande, che non c'Š pi—, scomparsa in un drammatico incidente per il quale era stato condannato a otto anni di carcere. L'aveva strangolata in albergo, per salvarla dall'incendio di cui stava sognando. Poi viene ucciso in un incendio reale nella sua camera d'albergo. Look at the Harlequins! (1974), ancora inedito in Italia, Š l'ultimo romanzo pubblicato in vita da Nabokov. Ô la storia di Vadim Vadimovich N., noto scrittore anglo- russo, che scrive una sorta di ®autobiografia obliqua¯ in cui parla dei suoi sogni romantici e letterari. Questo romanzo riempie i vuoti temporali della seconda parte, mai scritta, della sua autobiografia. La prima parte, Parla, ricordo (1951), occupava i primi quarant'anni della sua vita, sino all'imbarco per gli Stati Uniti. Ô forse la pi— bella autobiografia del Novecento, che infrange le convenzioni del genere perch‚ non segue un ordine lineare e cronologico, ma una serie di linee tematiche disposte a spirale: la nostalgia per una Russia magica e incantata, l'ambiente familiare, i primi amori, le farfalle, gli scacchi, le letture, i dettagli del quotidiano. Non manca neppure, come al solito, l'ammicco e la sfida al lettore: ®Mi piace ripiegare il mio tappeto magico, dopo essermene servito, in modo da sovrapporre una parte del disegno all'altra. Inciampino pure, gli ospiti¯. Una vita tra libri, scacchi e farfalle 1899: Nasce a Pietroburgo da una famiglia della vecchia nobilt… russa, di idee liberali. 1911: Frequenta l'Accademia Tenisev e ha come compagno di scuola il futuro poeta Mandel'stam. Si appassiona alle farfalle, agli scacchi e alla letteratura. 1917: In seguito alla Rivoluzione d'Ottobre, la famiglia si trasferisce in Crimea. 1919: Studia fino al 1922 al Trinity College di Cambridge, dove si laurea in letteratura russa e francese. 1922: Si trasferisce a Berlino. Il padre viene assassinato per errore, durante un comizio del suo avversario politico, da due estremisti di destra. Traduce Alice nel paese delle meraviglie di Carroll in russo. 1925: Sposa Vera Slonim. 1926: Pubblica il primo romanzo, Masen'ka, e inizia una collaborazione regolare al quotidiano dell'emigrazione russa Rul, con poesie, racconti e problemi scacchistici. 1928: Pubblica Re, Donna, Fante. 1929: Pubblica La difesa di Luzin. 1930: Scrive L'occhio. 1932: Pubblica Gloria e scrive Disperazione. 1933: Pubblica Camera oscura. 1934: Nasce l'unico figlio Dmitri. 1935-1937: Nel 1935 pubblica Invito a una decapitazione e lavora per due anni alla stesura de Il dono. 1937-40: Si trasferisce a Parigi e nel 1939 scrive il racconto L'incantatore. 1940: S'imbarca con la famiglia per gli Stati Uniti. Grazie all'amicizia con il critico Edmund Wilson, collabora a diverse riviste americane. 1941: Pubblica La vera vita di Sebastian Knight e insegna letteratura russa nel New England. 1942: Lavora fino al 1948 al Museo di zoologia comparata di Harvard, dove studia e classifica le farfalle. 1944: Pubblica la biografia critica Nikolaj Gogol'. 1945: Il fratello Sergej, arrestato dalla Gestapo, muore in un campo di concentramento. 1947: Pubblica I bastardi. 1948: Insegna fino al 1959 alla Cornell University di Ithaca, New York. 1951: Pubblica l'autobiografia Parla, ricordo. 1955: Esce Lolita a Parigi. 1957: Pubblica Pnin. 1961: Si trasferisce con la famiglia a Montreux, in Svizzera, e risiede in una suite del Palace Hotel. 1962: Esce Fuoco pallido. 1964: Pubblica la traduzione commentata in inglese dell'Evgenji Onegin di Puskin. 1967: Esce la traduzione russa, a cura dello stesso autore, di Lolita. 1969: Pubblica Ada. 1972: Pubblica Cose trasparenti. 1973: Pubblica Una bellezza russa e altri racconti e la raccolta di interviste Intransigenze. 1974: Pubblica Look at the Arlequins! e la sceneggiatura di Lolita. Inizia a scrivere l'ultimo romanzo, The Original of Laura, che rimarr… incompiuto e, per sua espressa volont…, inedito. 1977: Muore in ospedale a Losanna. Massimo Romano (®Letture¯ n. 648/08)