Luglio-Settembre 2009 n.3 Anno XXIII Quaderni di Minimondo Rivista culturale Braille Periodico trimestrale Fascicolo I Direzione Redazione Amministrazione Biblioteca Italiana per i Ciechi 20052 Monza - Casella postale 285 c.c.p. 853200 - tel. 039/28.32.71 e-mail: bic@bibciechi.it Dir. Resp. Pietro Piscitelli Comitato di redazione: Massimiliano Cattani, Antonietta Fiore, Luigia Ricciardone, Pietro Piscitelli (Responsabile) Copia in omaggio Stampato in Braille a cura della Biblioteca Italiana per i Ciechi ®Regina MargheritaŻ onlus via G. Ferrari, 5/a 20052 Monza Sommario Curiosando nel Braille: una simpatica iniziativa Chiara Saraceno: L'assistenza senza il Welfare (®il MulinoŻ n. 444/09) Lester R. Brown: I rischi di un mondo senza cibo (®Le ScienzeŻ n. 491/09) Alberto Pellai: La vita spericolata degli adolescenti (®Psicologia contemporaneaŻ n. 214/09) Paolo Crocchiolo: Il paradosso biologico dell'omosessualit… (®PrometeoŻ n. 103/08) W. Wayt Gibbs: Spie senza rete (®Le ScienzeŻ n. 491/09) Alberto Dionigi: La comicoterapia (®Psicologia contemporaneaŻ n. 214/09 50 anni fa, la ®dolce vitaŻ (®il VenerdŤŻ n. 1100/09) - Marco Cicala: Come eravamo. Anzi, come siamo. E perch‚ Fellini lo aveva capito 50 anni fa - Paolo Sorrentino: Quel ritratto di una vita dorata svelava che la vita non ha senso - Yasemin Taskin: Aiche Nan…: la ®dolce vitaŻ? Ô stata la mia maledizione Claudio Agostoni: La via del blues (®Tutto TurismoŻ n. 363/09) Francesco Napoli: Alfonso Gatto: un uomo nato per la poesia (®LettureŻ n. 657/09) Curiosando nel Braille: una simpatica iniziativa - Oltre 250 giovanissimi studenti hanno avuto modo, presso la nostra Biblioteca, di accostarsi per la prima volta al sistema Braille - Per le celebrazioni del 200ř anniversario della nascita di Louis Braille nello scorso mese di maggio la 2¦ Circoscrizione del Comune di Monza e la Biblioteca ®Regina MargheritaŻ hanno organizzato tra i giovanissimi studenti della scuola dell'obbligo del territorio una simpatica manifestazione intitolata ®Curiosando nel BrailleŻ. Gli studenti interessati hanno visitato la sede della Biblioteca dove sono stati coinvolti nell'illustrazione del sistema Braille, su come si produce un libro per non vedenti e per ipovedenti e sui principali strumenti a disposizione dei minorati della vista per la lettura e la scrittura. I dipendenti Massimiliano Cattani e Gianluca Casalino hanno fornito ampie dimostrazioni su come un non vedente pu•, utilizzando il computer, integrarsi nella societ… civile. Al rientro nelle loro classi gli studenti sono stati chiamati a raccontare, con le tecniche espressive a loro pi— congeniali, ci• che avevano appreso. Il 6 giugno Š stata organizzata una cerimonia per la premiazione dei migliori elaborati a cui hanno partecipato, oltre a tanti genitori ed insegnanti, il presidente della Biblioteca, Prof. Pietro Piscitelli, l'assessore all'educazione del Comune di Monza, Dott. Pierfranco Maff‚, il presidente della 2¦ Circoscrizione Candido Maini e il consigliere alle Politiche Sociali della Circoscrizione stessa, Alessandro Panigada. Particolarmente significative e toccanti alcune lettere che i giovanissimi alunni hanno indirizzato, per ringraziarli, a Massimiliano Cattani e Gianluca Casalino. Il successo della manifestazione ha indotto gli organizzatori a programmarne la ripetizione anche negli anni futuri. Il Presidente Prof. Pietro Piscitelli L'assistenza senza il Welfare Essere dipendenti dalla cura di altri Š un'esperienza normale nella vita di ciascuno e non uno sfortunato accidente che capita eccezionalmente solo a qualcuno. Si nasce bisognosi della cura altrui e nel corso della vita pu• capitare, e molto spesso capita, di diventarlo di nuovo. Prendersi cura Š l'interazione che si fa carico di questa dipendenza e ci• facendo costruisce mondi di significato e possibilit… di stare al mondo sia per chi ancora autonomo non Š, sia per chi non lo Š pi—, o non lo Š mai stato. In parte ci• Š vero anche per chi Š formalmente autonomo. Tutti noi sappiamo quanto sia importante, nelle relazioni interpersonali, che ci si prenda cura gli uni degli altri. Qui tuttavia mi riferisco ai bisogni di cura (non sanitari) legati a condizioni di totale o parziale non autosufficienza: dei bambini piccoli, delle persone non autosufficienti. Il bisogno di ricevere cura, la necessit…, l'obbligazione, ma anche il desiderio di fornirla, sono rimasti nascosti a lungo nelle pieghe della vita quotidiana, nella ovviet… della divisione del lavoro tra uomini e donne e tra societ… e famiglia, rimossi dai grandi discorsi sui diritti, la cittadinanza e la democrazia. Addirittura, in nome di una concezione dell'autonomia libera dai bisogni di dipendenza propri e altrui, sono stati utilizzati come ragione per escludere dalla pienezza della partecipazione sociale e civile sia i soggetti dipendenti che coloro - le donne - che se ne fanno carico. Oggi tuttavia la dimensione politica, e non solamente privata, di questi bisogni, e delle relazioni in cui si danno, emerge con sempre maggiore evidenza. Perch‚ essi si collocano all'intersezione di una serie di fenomeni che toccano innanzitutto, e forse prioritariamente, i rapporti tra uomini e donne e i ruoli e le responsabilit… assegnati agli uni e alle altre, quindi problemi di equit… di genere. Ma riguardano anche, proprio per questo, gli equilibri sociali complessivi, sia sul piano materiale che su quello della integrazione e della giustizia sociale. La questione della cura, di chi ne ha bisogno, di chi pu• c/o deve darla, di come sia il bisogno di cura che la disponibilit… a darla vengono riconosciuti a livello della organizzazione sociale e nell'assetto dei diritti di cittadinanza, infatti, si intreccia con il fenomeno dell'invecchiamento della popolazione, con il conseguente aumento, assoluto e relativo, della quota della popolazione anziana a rischio di dipendenza. Si intreccia anche, soprattutto nel nostro Paese, con il fenomeno della nuova divisione internazionale del lavoro di cura, quindi con il fenomeno delle migrazioni. Infine, si incrocia con il ridisegno che, a livello nazionale ed internazionale, sta avvenendo nei confronti del concetto di vita attiva, che riguarda sia le aspettative nei confronti della partecipazione delle donne al mercato del lavoro, sia le regole relative all'et… per la pensione. Qualche anno fa, l'attuale presidente della Commissione europea, Barroso, delineava cosŤ i problemi che stavano davanti all'Europa: ®Come pu• l'Europa allo stesso tempo mettere al mondo pi— bambini [...] avere pi— persone nel mercato del lavoro [...] e mostrare solidariet… verso i genitori e gli anziani?Ż (citato in ®Social AgendaŻ, 2005, 12, p. 21). Ô significativo che, nonostante Barroso non ne sembri consapevole, il trilemma che ha formulato abbia a che fare appunto con la questione della cura: della sua necessit… e delle relazioni in cui viene prestata, che sono innanzitutto relazioni di genere, ma anche di generazione. Che riguardano quindi la divisione di genere del lavoro, ma anche il contesto demografico in cui il bisogno e le relazioni di cura si danno oggi nelle nostre societ…. Ô stato merito delle analisi delle studiose femministe degli anni Settanta svelare l'importanza umana, sociale ed etica - oltre che il valore economico - del lavoro di cura, ma anche mettere a nudo i rapporti sociali (e di potere) di genere che presiedevano e tuttora in larga misura presiedono alla sua attribuzione quasi naturalistica alle donne dentro e fuori la famiglia - che si tratti di lavoro di cura non pagato entro le relazioni familiari, ma anche pagato, in rapporti di mercato. In particolare, queste analisi hanno mostrato come gran parte del lavoro di cura svolto dalle donne entro la famiglia avvenga entro la cornice pi— che della reciprocit…, di un ®altruismo obbligatorioŻ, tanto pi—, verrebbe da dire, quanto pi— Š presentato come ®lavoro dell'amoreŻ. Hanno mostrato anche come proprio questa naturalizzazione del lavoro di cura come lavoro femminile entro rapporti affettivi non ne nasconda solo i caratteri di obbligatoriet…, e di vero e proprio lavoro, spesso anche pesante: quando la cura Š prestata da una persona remunerata, questa ®naturalizzazioneŻ porta anche a squalificarla sul piano della professionalit… e remunerazione, e viceversa ad avanzare pretese di qualit… e relazionalit… elevate in termini di prestazione. Le donne migranti, a prescindere dalla loro istruzione e profilo professionale, trovano facilmente un lavoro ®da donnaŻ come addette alla cura di bambini e anziani non autosufficienti. Ma proprio perch‚ Š un ®lavoro da donnaŻ, per lo pi— immigrata, esso pu• essere pagato poco. Perch‚ si ritiene che non richieda alcuna specializzazione e faccia parte del bagaglio naturale degli esseri umani femminili, tanto pi— se si tratta di esseri umani percepiti come ancora non corrotti, in quanto donne naturalmente, dalla civilt… e dal benessere. In compenso, ci si aspetta che venga espletato con forte intenzionalit…, attenzione, possibilmente affetto: proprio come da parte di ®una persona - femminile - di famigliaŻ. Non vi Š dubbio che una delle ragioni che hanno contribuito a incrinare il patto implicito su cui si reggeva e in larga misura ancora si regge gran parte del lavoro di cura - la sua attribuzione alle donne entro la famiglia - Š stata l'entrata massiccia delle donne nel mercato del lavoro, bench‚ le donne che lavorano per il mercato per lo pi— non abbandonino le loro responsabilit… di cura, aggiungendo piuttosto queste a quello. L'occupazione femminile, infatti, ®mette in pubblicoŻ la questione dei bisogni di cura e del tempo necessario per la cura. Non Š un fenomeno solo degli ultimi anni, naturalmente. I congedi di maternit… hanno una lunga storia in Europa e costituiscono la prima forma in cui i bisogni di cura (dei bambini), da fatto privato della famiglia e della madre, divengono in qualche modo una responsabilit… pubblica ed anche base per alcuni specifici diritti: il diritto ad un tempo di non lavoro per il mercato, al mantenimento del posto di lavoro, ad una indennit…. Sono diritti che riguardano sia il soggetto bisognoso di cura - ad avere una madre tutta per s‚ - sia chi fornisce cura. Rimangono forti differenze tra Paesi, ma anche tra categorie di lavoratrici (quindi anche di bambini, a seconda dello status lavorativo della madre), oltre che tra lavoratrici e non. Solo il lavoro di cura delle donne lavoratrici, infatti, ®appare in pubblicoŻ e viene in qualche modo riconosciuto. Si tratta, tuttavia, di un riconoscimento a doppio taglio. Le figure della madre e del padre lavoratori continuano ad evocare responsabilit… diverse. Con il risultato che, pur con intensit… diversa, avere un figlio piccolo Š sempre connesso ad una maggiore partecipazione al lavoro remunerato tra gli uomini, mentre tra le donne Š sempre connesso a minori tassi di partecipazione. Anche tra chi non esce dal mercato del lavoro, Š spesso associato ad una riduzione del reddito, ad un rallentamento nella progressione di carriera, ad una minore ricchezza pensionistica. Ovvero, non solo mettere al mondo, ma prendersi cura continua a costituire un costo per chi lo fa, nonostante i parziali riconoscimenti. Non stupisce quindi che laddove questo costo Š pi— alto, non solo l'occupazione femminile, ma anche la fecondit… sono pi— bassi. Perch‚ la divisione di genere del lavoro Š troppo sbilanciata, il congedo Š troppo corto, o troppo poco compensato, o, soprattutto, terminato il congedo la questione di come fare fronte ai bisogni di cura non trova risposte adeguate n‚ nella organizzazione del lavoro, n‚ nella offerta dei servizi in termini di quantit…, qualit…, modalit… organizzative, costo. Come Š noto, la grande svolta in questo campo Š stata che i Paesi con organizzazione della famiglia pi— tradizionale per quanto riguarda la divisione del lavoro e delle responsabilit… tra uomini e donne e con politiche della cura meno generose sono diventati quelli a pi— bassa fecondit…. Ovvero, sono le societ… che pi— esemplificano i due primi problemi enunciati da Barroso: fanno fatica a riprodursi, ma hanno anche un basso tasso di occupazione femminile. Se si trattasse solo delle preoccupazioni di Barroso potremmo ignorarle. E potremmo anche ignorare i cosiddetti obiettivi di Lisbona, che prevedono entro il 2010 un tasso minimo di partecipazione femminile del 60% in ogni Paese, incluso il nostro che ne Š ancora molto lontano. Ma non possiamo ignorare le aspettative di autonomia economica e di realizzazione anche professionale di donne sempre pi— istruite. CosŤ come non possiamo ignorare che il rischio di povert… dei bambini Š pi— alto nelle famiglie in cui vi Š un solo percettore di reddito. Tra le responsabilit… materne vi Š sempre di pi—, accanto a quella della cura, anche quella del procacciamento di reddito. Anche perch‚ il matrimonio non garantisce pi— ®per sempreŻ sicurezza economica alle donne (e indirettamente ai loro figli) che si dedicano esclusivamente alla famiglia, alla cura. La messa in campo di politiche che consentano di conciliare lavoro remunerato e attivit… di cura e che spostino parte del lavoro di cura dalla famiglia (dalle donne) alla societ… non Š solo un necessario, ancorch‚ insufficiente, strumento per sostenere l'occupazione femminile e per favorire le pari opportunit… tra uomini e donne. Ô anche un importante, ancorch‚ insufficiente, strumento per favorire l'opzione di assumere responsabilit… di cura - mettendo al mondo un figlio, facendosi carico della fragilit… in et… anziana di un genitore - senza essere costrette ad un aut aut. In questa prospettiva, le innovazioni di policy pi— importanti in Europa si sono sviluppate in due direzioni diverse, ma complementari. Da un lato c'Š rafforzamento del diritto dei genitori a un tempo di cura, con lo strumento di congedi genitoriali ben indennizzati (l'Ocse suggerisce al 50% dello stipendio, che in Italia vorrebbe dire il 20% in pi— dell'indennizzo attuale), di lunghezza attorno all'anno, condivisibili tra i genitori, preferibilmente con una quota riservata esclusivamente ai padri. L'esperienza infatti ha mostrato che solo quando vi Š una quota riservata (oltre che adeguatamente indennizzata) i padri prendono un periodo di congedo. Ovvero le policy hanno disegnato un parziale avvicinamento delle responsabilit… e dei diritti di padri e madri lavoratori, entrambi riconosciuti sia come lavoratori che come responsabili per la cura dei piccoli. E le responsabilit… di cura verso i piccolissimi sono state incorporate in via di principio nella biografia standard dei lavoratori di entrambi i sessi. A ci• si accompagna in molti Paesi anche il riconoscimento, a fini pensionistici, dei periodi dedicati alla cura verso un bambino o verso una persona non autosufficiente. Dall'altro lato, vi Š una crescente attenzione e valorizzazione dei servizi per l'infanzia come ambiti di cura non solo sostitutiva di quella materna-familiare, ma integrativa. Ovvero, la cura dei bambini diviene una questione pubblica non solo come strumento necessario per favorire l'occupazione femminile, ma come diritto di cittadinanza dei piccoli, sia sotto forma di cure genitoriali, che sotto forma di risorse di cura collettive di qualit…, che arricchiscano l'esperienza cognitiva e relazionale dei bambini e rafforzino le pari opportunit… tra i piccoli. Questa attenzione, e questa ridefinizione delle politiche dei servizi per l'infanzia come politiche per le pari opportunit… tra bambini, in molti Paesi europei Š stata sollecitata anche dai fenomeni migratori. Le politiche della cura diventano cosŤ strumenti di integrazione a partire dai pi— piccoli. Mentre i bisogni di ricevere e dare cura nella primissima infanzia hanno ormai una storia consolidata di interventi di policy e sono oggetto anche di dibattiti importanti, ci• non Š vero per i bambini pi— grandi, a partire dall'ingresso nella scuola. E non Š vero neppure per le persone non autosufficienti, per lo pi— grandi anziani (®i genitoriŻ del discorso di Barroso). Eppure Š proprio nei confronti di queste ultime che pi— visibile Š il rischio di un deficit di cura, a causa del doppio fenomeno della riduzione delle nascite e dell'innalzamento delle speranze di vita. L'invecchiamento della popolazione non ha modificato solo gli equilibri di et… nella popolazione. Ha modificato anche e soprattutto gli equilibri di et… e generazione entro le reti familiari. CosŤ come ci sono pi— nonni, e talvolta bisnonni, che nipoti, ci sono pi— genitori anziani fragili che figlie e figli in et… matura che teoricamente potrebbero prendersi cura di loro. Anche senza l'aumento dell'occupazione femminile e l'innalzamento dell'et… alla pensione, gi… il mutamento degli equilibri demografici entro le reti familiari rende insostenibile il modello di cura basato su una prevalente responsabilit… familiare femminile. A ci• si aggiungano gli effetti della instabilit… coniugale. Le ricerche internazionali mostrano infatti che i genitori che si sono separati, in particolare i padri, corrono un rischio elevato di ricevere meno sostegno dai figli se e quando diventano dipendenti. Le politiche della cura sembrano ancora sottovalutare il rischio di deficit aperto dalle trasformazioni demografiche - nel nostro Paese ancora pi— che in altri. Anche il ricorso alle badanti (brutto termine ormai divenuto di legge), e la maggiore tolleranza delle politiche dell'immigrazione nei loro confronti, segnalano come le politiche continuino a ritenere il problema della cura in et… anziana un problema esclusivo delle famiglie. Allo stesso tempo, sembrano sottovalutare, non solo nel nostro Paese, i rischi connessi al prestare cura senza aiuto - rischi per chi dalla cura dipende ma anche per chi la d…. Pi— che per i bambini, il lavoro di cura svolto dai familiari - per lo pi— donne in et… matura - Š invisibile. Non fa neppure parte delle politiche e dei discorsi sulla ®conciliazioneŻ tra lavoro remunerato e famiglia. Eppure, a ben vedere, quando a prestare cura Š una figlia (o un figlio), spesso si tratta di conciliare non due, ma tre tipi di attivit… e obbligazioni: lavoro remunerato, famiglia propria, cura della persona anziana. Ô vero che solo una minoranza di lavoratori (e in particolare lavoratrici) ha oggi responsabilit… di cura verso una persona non autosufficiente. Nella Eu 27, il 10,6% tra i lavoratori che hanno tra i 50 e i 64 anni secondo l'indagine sulle forze di lavoro: il 14% delle donne, un po' meno dell'8% degli uomini. Si tratta tuttavia di una percentuale destinata ad aumentare: per l'invecchiamento della popolazione, per l'aumento della occupazione femminile nelle coorti pi— giovani, per l'innalzamento dell'et… alla pensione. Solo di recente a livello dell'Unione europea si Š iniziato a riflettere sulla opportunit… di una raccomandazione intesa a sollecitare l'introduzione di un congedo (anche non pagato) per attivit… di cura nei confronti di un familiare non autosufficiente. Ô una opportunit… introdotta in Italia nel 2000 e in Germania a giugno dell'anno scorso. Esiste anche in Belgio e Austria. Si tratta di un passo avanti nel riconoscimento del fatto che le responsabilit… di cura possono presentarsi anche in fasi della vita diverse da quelle della formazione della famiglia, e verso soggetti diversi che non i bambini piccolissimi. Se vogliamo risolvere il trilemma di Barroso, ma soprattutto se vogliamo avere una societ… pi— integrata relazionalmente, pi— giusta e senza gravi deficit di cura, occorre che il processo che alcune studiose femministe hanno definito della ®politicizzazione della curaŻ, ovvero della immissione dei problemi e delle relazioni di cura nella sfera pubblica, prosegua in pi— direzioni e in particolare: a) includendo sia la necessit… di ricevere che quella di dare cura nella struttura dei diritti civili e sociali fondamentali; b) sviluppando politiche del tempo di lavoro e di vita che tengano conto di, Š valorizzino, il tempo della cura, contemporaneamente incentivandone la riallocazione tra uomini e donne; c) alleggerendo le responsabilit… familiari per rafforzare non solo le pari opportunit… tra uomini e donne, ma le pari opportunit… di chi dalla cura dipende. Ovvero, non si tratta solo di aiutare le donne a ®conciliareŻ cura e lavoro remunerato. Piuttosto si tratta di riconoscere complessivamente la necessit… e il valore del lavoro di cura, di fare spazio al tempo della cura, e insieme di allargare il raggio dei soggetti che se ne fanno carico. Frammenti pi— o meno importanti di politiche di questo genere esistono gi… e in alcuni Paesi sono pi— sviluppati che in altri. Penso ad esempio, oltre ovviamente ai servizi, ai congedi genitoriali pagati adeguatamente e al pi— recente strumento introdotto in alcuni Paesi dei congedi (per lo pi— non pagati) di cura per chi si occupa di adulti non autosufficienti. Penso anche a strumenti introdotti in alcuni contratti collettivi come le banche del tempo, che consentono ai lavoratori una certa flessibilit… nell'organizzare il proprio tempo di lavoro in relazione alle proprie esigenze. Anche la flexisecurity - nelle varie forme in cui Š dibattuta e attuata - potrebbe essere uno strumento in questa direzione. Ma se questi strumenti sono pensati e organizzati senza porsi contestualmente il problema della divisione del lavoro tra uomini e donne e senza mettere a fuoco specificamente il problema della cura, rischiano da un lato di diventare una nuova occasione di disuguaglianza tra uomini e donne (con gli uomini che usano per lo pi— la flessibilit… oraria per tornare a studiare, o per fare un secondo lavoro, o per andare in pensione prima, le donne per dedicarsi al lavoro di cura). Dall'altro lato, specie in tempi di crisi economica come gli attuali, rischiano di essere utilizzati per rispondere alle esigenze del mercato del lavoro, non a quelle della conciliazione tra le varie obbligazioni e interessi dei lavoratori. Sta gi… succedendo con il ricorso alle ferie obbligatorie, o, ad esempio in Germania, con il ricorso allo strumento della banca delle ore come forma di cassa integrazione. Non vi Š dubbio che la questione della cura sia innanzitutto una questione di genere. Ma non riguarda solo le donne. Piuttosto riguarda l'adeguatezza di un assetto delle relazioni sociali e di pratiche istituzionali, che danno per scontate una divisione del lavoro e del potere tra uomini e donne ed una gerarchia dei diritti civili e sociali, non solo largamente ingiuste sul piano dell'equit…, ma non pi— praticabili perch‚ non pi— adeguate alle necessit… cui devono far fronte. Chiara Saraceno (®il MulinoŻ n. 4/09) I rischi di un mondo senza cibo - La minaccia principale alla stabilit… globale arriva dalle crisi alimentari nei paesi poveri, indotte da un degrado ambientale sempre pi— pesante, che potrebbero causare il collasso dei governi nazionali. - Prevedere cambiamenti improvvisi Š un compito arduo. In genere le proiezioni sul futuro si basano su dati estrapolati da tendenze del passato, e il pi— delle volte questo approccio d… buoni risultati. Ma in alcuni casi fallisce, ed eventi come l'attuale crisi economica ci colgono letteralmente di sorpresa. A molti di noi l'idea che la stessa civilt… umana possa sgretolarsi sembra assurda. Chi non avrebbe serie difficolt… nel pensare a uno scarto totale rispetto alle aspettative del nostro vissuto quotidiano? Di quali prove abbiamo bisogno per prendere sul serio un allarme tanto spaventoso, e in che modo reagiremo? Siamo cosŤ assuefatti a una lunga lista di catastrofi altamente improbabili che siamo virtualmente programmati a liquidarle con un cenno della mano: certo, la nostra civilt… potrebbe degenerare nel caos, e la Terra potrebbe persino entrare in collisione con un asteroide! Per anni ho studiato le tendenze agricole, demografiche, ambientali ed economiche globali, esaminandone le reciproche interazioni. Gli effetti combinati di quelle tendenze e le tensioni politiche che generano fanno presagire la disfatta di governi e Societ…. Io stesso per• mi sono opposto all'idea che la scarsit… di cibo potesse annientare non solo i singoli governi, ma la stessa civilt… globale. Ora non posso pi— ignorare questo rischio. Il fallimento continuo nell'affrontare il deterioramento ambientale che minaccia l'economia alimentare mondiale, in particolare l'abbassamento delle superfici freatiche, l'erosione dei suoli e l'aumento delle temperature, mi costringe a concludere che la catastrofe Š possibile. Il problema degli Stati falliti Purtroppo anche una semplice occhiata ai segni vitali dell'ordine mondiale porta alla mia conclusione. E chi opera in campo ambientale rileva ormai da trent'anni tendenze di degrado ambientale, ma non ha ancora assistito a sforzi significativi per cercare di invertirne almeno una. In sei degli ultimi nove anni la produzione cerealicola mondiale non Š stata al passo con il consumo, causando una costante riduzione delle scorte. Quando Š iniziato il raccolto del 2008, le scorte mondiali di cereali (la quantit… in giacenza all'inizio della nuova mietitura) erano pari a 62 giorni di consumo, quasi un record negativo. La diretta conseguenza Š stata che in primavera ed estate dello scorso anno i prezzi mondiali dei cereali hanno toccato il massimo storico. Dato che la domanda di cibo cresce pi— rapidamente rispetto all'aumentare delle scorte, la conseguente inflazione dei prezzi alimentari genera una grande pressione sui governi di paesi che gi… si trovano sull'orlo del caos. Quando le persone affamate non sono in grado di acquistare cereali o di coltivarseli scendono in strada. E in effetti gi… prima del brusco aumento del 2008 il numero di paesi in via di fallimento stava aumentando. Molti dei loro problemi derivano dall'incapacit… di rallentare la crescita demografica. Ma se la situazione alimentare continua a deteriorarsi, intere nazioni collasseranno a un ritmo sempre pi— rapido. Si Š aperta una nuova era geopolitica. Nel XX secolo la principale minaccia alla sicurezza internazionale proveniva dal conflitto tra le superpotenze, oggi invece Š data dai paesi in via di fallimento. Ô l'assenza di potere a metterci in pericolo, non la sua concentrazione. Gli Stati falliscono quando i governi non garantiscono pi— sicurezza personale, certezza del cibo e servizi sociali fondamentali quali istruzione e sanit…. Spesso perdono il controllo di una parte o di tutto il territorio. Quando i governi restano privi del monopolio su potere, legge e ordine iniziano a disintegrarsi. Oltre una certa soglia, i paesi possono diventare tanto pericolosi che gli operatori umanitari non sono pi— al sicuro e i programmi di aiuto alimentare vengono bloccati. In Somalia e in Afghanistan il peggioramento delle condizioni ha gi… messo a repentaglio molti programmi. Gli Stati in via di fallimento sono un problema internazionale perch‚ sono focolai di terrorismo, droga, armi e profughi, e quindi minaccia alla stabilit… politica in ogni parte del mondo. La Somalia, al primo posto sulla lista degli Stati in via di fallimento del 2008, Š diventata una base per la pirateria. L'Iraq, al quinto posto, Š un vivaio di addestramento per terroristi. L'Afghanistan, al settimo posto, Š il maggior fornitore mondiale di eroina. In seguito all'immane genocidio del 1994, i profughi provenienti dal Rwanda, tra i quali migliaia di soldati, hanno contribuito a destabilizzare la vicina Repubblica Democratica del Congo (al numero sei). La civilt… globale dipende da una rete funzionante di Stati politicamente sani e in grado di controllare la diffusione di malattie infettive, gestire il sistema monetario internazionale, controllare il terrorismo internazionale e collaborare al raggiungimento di altri obiettivi comuni. Se crollasse il sistema che permette di tenere sotto controllo malattie infettive come la poliomielite, la SARS o l'influenza aviaria, l'umanit… sarebbe nei guai. Una volta che una nazione fallisce, nessuno si assume la responsabilit… del suo debito. Se un numero sufficiente di Stati cessa di esistere, lo sfacelo minaccer… la stabilit… della civilt… globale. Quando mancano le risorse alimentari Il brusco aumento dei prezzi mondiali dei cereali registrato tra il 2007 e il 2008, con la minaccia da esso posta alla sicurezza alimentare, ha una caratteristica diversa e pi— preoccupante rispetto ai rialzi del passato. Durante la seconda met… del XX secolo, i prezzi dei cereali hanno subito diversi pesanti aumenti. Nel 1972, per esempio, i sovietici, prevedendo un raccolto scarso, monopolizzarono il mercato mondiale del frumento. E i prezzi del frumento raddoppiarono ovunque, facendo aumentare di riflesso i prezzi di riso e grano. Ma questo e altri aumenti improvvisi sono stati determinati da eventi episodici: la siccit… in Unione Sovietica, il mancato arrivo del monsone in India, l'ondata di calore che aveva compromesso le colture nella Corn Belt statunitense. E gli aumenti avevano vita breve: i prezzi tornavano a livelli normali entro la mietitura successiva. Al contrario, il recente aumento dei prezzi dei cereali a scala mondiale Š determinato da alcune tendenze, rendendo dunque improbabile un suo arresto senza che si invertano le tendenze stesse. Dal lato della domanda, quelle tendenze comprendono una crescita demografica di oltre 70 milioni di persone l'anno, un numero crescente di individui decisi a scalare la catena alimentare per consumare carne di bestiame alimentato a cereali in modo intensivo e, infine, la massiccia destinazione dei cereali statunitensi alle raffinerie di etanolo. La domanda supplementare di cereali associata alla crescita del benessere varia notevolmente tra le nazioni. Chi vive in paesi a basso reddito, dove i cereali forniscono il 60 per cento del fabbisogno calorico, come in India, ne consuma direttamente circa 0,5 chilogrammi al giorno. In paesi ricchi come Stati Uniti e Canada il consumo pro capite giornaliero Š quasi quattro volte quello indiano, e il 90 per cento Š indiretto, sotto forma di carne, latte e uova derivanti da bestiame alimentato a cereali. Il potenziale per un'ulteriore domanda di cereali legata all'aumento del reddito tra i consumatori meno abbienti Š enorme. Ma questo dato impallidisce di fronte alla richiesta di biocombustibili per auto. Un quarto della produzione cerealicola statunitense del 2009, sufficiente a nutrire 125 milioni di americani o mezzo miliardo di indiani ai livelli di consumo attuali, sar… destinato alle automobili. Ma anche se l'intera mietitura statunitense fosse destinata alla produzione di etanolo soddisferebbe al massimo il 18 per cento della domanda di carburante. I cereali necessari a un pieno di etanolo per un SUV nutrirebbero una persona per un anno. La recente fusione dell'economia alimentare con quella energetica implica che se il valore alimentare dei cereali Š inferiore rispetto al suo valore di combustibile, il mercato far… confluire i cereali nel settore energetico. Questa duplice domanda sta causando una competizione tra vetture e persone, creando una questione politica e morale senza precedenti. Gli Stati Uniti, nel tentativo non riuscito di ridurre la dipendenza dal petrolio straniero sostituendolo con i biocombustibili, stanno generando un'insicurezza alimentare globale di proporzioni sconosciute. Poche risorse idriche, poche risorse alimentari E le scorte? Le tre tendenze ambientali gi… citate, scarsit… di acqua dolce, perdita dello strato arabile del terreno, aumento delle temperature e altri effetti del riscaldamento globale, stanno rendendo sempre pi— difficile rimpinguare la scorta mondiale di cereali in modo abbastanza rapido da fronteggiare la domanda. Di tutte quelle tendenze, per•, la diffusione delle scarsit… d'acqua pone il pericolo pi— immediato. In questo senso la sfida pi— grande Š l'irrigazione, che consuma il 70 per cento dell'acqua dolce del pianeta. In molti paesi, milioni di pozzi per l'irrigazione stanno pompando acqua dalle falde sotterranee a un ritmo pi— rapido rispetto alla velocit… di reintegro da parte delle precipitazioni. Il risultato Š un abbassamento delle falde freatiche nei paesi abitati da met… della popolazione mondiale, tra cui i tre grandi produttori cerealicoli: Cina, India e Stati Uniti. In genere le falde acquifere sono reintegrabili, ma per alcune delle pi— importanti non Š cosŤ: si tratta di falde acquifere ®fossiliŻ, cioŠ riserve d'acqua formatesi in tempi remoti e non reintegrate dalle precipitazioni. L'esaurimento di queste falde, tra l'acquifero di Ogallala, che si trova sotto le Great Plains degli Stati Uniti, la falda saudita e la profonda falda situata sotto la pianura della Cina settentrionale, metterebbe fine a ogni tipo di pompaggio. E questa eventualit… nelle regioni aride potrebbe decretare la fine dell'agricoltura. In Cina la falda freatica sotto la pianura settentrionale, area che produce oltre la met… del frumento del paese e un terzo del mais, si sta abbassando rapidamente. Il pompaggio eccessivo ha esaurito la maggior parte dell'acqua presente in una falda acquifera poco profonda, costringendo ad attingere alla pi— profonda e non reintegrabile. Un rapporto della Banca Mondiale prevede ®conseguenze catastrofiche per le generazioni futureŻ a meno che sfruttamento e scorte d'acqua non siano riportati rapidamente a una condizione di equilibrio. In seguito all'abbassamento delle falde freatiche e al prosciugamento dei pozzi di irrigazione, la coltura frumenticola della Cina, la pi— vasta del mondo, si Š ridotta dell'otto per cento dal suo picco di 123 milioni di tonnellate registrato nel 1997. In quello stesso periodo la produzione di riso cinese Š calata del quattro per cento. Presto la nazione pi— popolosa al mondo potrebbe essere costretta a importare ingenti quantit… di cereali. Ma la siccit… Š ancora pi— preoccupante in India, dove il margine tra consumo alimentare e sopravvivenza Š pi— precario. Milioni di pozzi hanno abbassato le falde acquifere in quasi ogni Stato. In India la met… dei tradizionali pozzi scavati a mano e milioni di pozzi a tubi, meno profondi, sono gi… prosciugati, causando un'ondata di suicidi tra le persone la cui sopravvivenza Š legata proprio ai pozzi. I blackout elettrici stanno raggiungendo proporzioni epidemiche negli Stati dove met… dell'elettricit… Š usata per pompare acqua fino a un chilometro di profondit…. Uno studio della Banca Mondiale riporta che il 15 per cento delle provviste alimentari dell'India Š prodotto estraendo acqua freatica. In altri termini, 175 milioni di indiani consumano cereali prodotti con acqua di pozzi di irrigazione in via di esaurimento. La riduzione delle riserve idriche potrebbe portare a carestie e conflitti sociali ingestibili. Meno suolo, pi— fame Anche la portata della seconda tendenza, la perdita di suolo arabile, Š impressionante. Lo strato arabile del terreno viene eroso pi— rapidamente rispetto alla velocit… di formazione di nuovo suolo su un terzo del terreno agricolo globale. La formazione di questo strato di nutrienti vegetali, fondamento stesso della civilt…, ha richiesto ere geologiche, ma ha uno spessore medio di appena 15 centimetri: la sua erosione e la sua perdita, causate da vento e acqua, hanno segnato il destino di civilt… che ci hanno preceduto. Nel 2002 un gruppo di ricerca delle Nazioni Unite ha valutato la situazione alimentare del Lesotho, piccolo regno con due milioni di abitanti privo di sbocco sul mare e racchiuso all'interno del Sudafrica. La scoperta del gruppo Š stata chiara: ®Il futuro dell'agricoltura del Lesotho Š catastrofico. La produzione agricola sta calando, e potrebbe cessare in vaste aree del paese se non verranno prese misure per arrestare l'erosione del suolo, il degrado e la riduzione della fertilit… del terrenoŻ. Nell'emisfero occidentale, Haiti, tra i primi Stati a essere definito in via di fallimento, quarant'anni fa era autosufficiente per quanto riguarda i cereali. Da allora, per•, ha perso quasi tutte le foreste e gran parte dello strato arabile del suolo, e ora deve importare pi— della met… dei cereali che consuma. La terza e forse pi— capillare minaccia ambientale alla sicurezza alimentare, l'aumento della temperatura, pu• compromettere le rese delle colture ovunque. In molti paesi le coltivazioni si trovano al loro punto termico ottimale, o quasi, e basta un lieve aumento di temperatura durante la crescita per comprometterne la produzione. Uno studio della U.S. National Academy of Sciences ha confermato una regola empirica: ogni aumento di un grado sopra la norma riduce del 10 per cento le rese di frumento, riso e mais. In passato, quando le innovazioni nell'uso di fertilizzanti, l'irrigazione e variet… a elevato rendimento di frumento e riso diedero il via alla ®rivoluzione verdeŻ degli anni sessanta e settanta, la reazione alla crescente domanda di cibo fu l'applicazione del rimedio tecnologico. Questa volta, per•, molti dei progressi pi— produttivi nella tecnologia agricola sono gi… stati applicati, e l'aumento a lungo termine della produttivit… del terreno sta rallentando. Tra 1950 e 1990 a livello globale gli agricoltori hanno aumentato la resa cerealicola per acro di oltre il due per cento all'anno, superando la crescita demografica. Ma da allora la crescita annuale della resa Š rallentata fino a poco pi— dell'uno per cento. In alcuni paesi le rese sembrano vicine al loro massimo, comprese quelle di riso in Cina e Giappone. Alcuni considerano le colture geneticamente modificate come una possibile via d'uscita. Tuttavia finora nessun prodotto GM ha generato aumenti paragonabili al raddoppio o alla triplicazione delle rese di frumento e riso registrati durante la rivoluzione verde. E sembra improbabile che ci riusciranno, perch‚ le tecniche convenzionali di coltivazione selettiva hanno gi… raggiunto la maggior parte del potenziale in fatto di aumento delle rese. Lotta per il cibo Mentre si chiarisce la portata della sicurezza alimentare mondiale, si delinea una politica pericolosa: alcuni paesi, agendo per proprio interesse, peggiorano la situazione di molti. La tendenza Š iniziata nel 2007, quando leader nell'esportazione di frumento come Russia e Argentina hanno limitato o vietato le esportazioni, sperando di aumentare le scorte e dunque ridurre i rispettivi prezzi nazionali degli alimenti. Per la stessa ragione, il Vietnam ha bloccato per diversi mesi il commercio con l'estero di riso, di cui Š il secondo esportatore. Queste mosse rassicurano i cittadini dei paesi esportatori, ma seminano il panico nei paesi importatori, costretti a cavarsela con quello che resta dei cereali che Š possibile acquistare. Come reazione, i paesi importatori cercano di definire accordi bilaterali a lungo termine per preservare le scorte future. Le Filippine, non pi— in grado di ottenere il riso dal mercato mondiale, di recente hanno negoziato un accordo con il Vietnam per garantirsi 1,5 milioni di tonnellate di riso ogni anno. L'ansia da importazione sta generando anche nuove iniziative, da parte di paesi importatori, che hanno come obiettivo l'acquisto o l'affitto di terreni agricoli in altri paesi. Nonostante simili provvedimenti straordinari, l'ordine sociale inizia a mostrare profonde crepe a causa della forte crescita dei prezzi degli alimenti e della diffusione della fame in molti paesi. In diverse province della Thailandia gli assalti dei ®pirati del risoŻ hanno costretto gli abitanti dei villaggi a sorvegliare le risaie di notte. In Pakistan i camion per il trasporto di cereali hanno una scorta armata. Nei primi mesi del 2008 in Sudan 83 convogli adibiti al trasporto di cereali sono stati sequestrati prima di raggiungere i campi di accoglienza del Darfur. Nessun paese Š immune dagli effetti della riduzione delle scorte alimentari, nemmeno gli Stati Uniti, il granaio del mondo. Se la Cina si rivolger… al mercato mondiale per ingenti quantit… di cereali, come ha fatto di recente per i semi di soia, dovr… acquistarle dagli Stati Uniti. Per i consumatori statunitensi significherebbe competere con 1,3 miliardi di consumatori cinesi, che vedono i loro redditi aumentare rapidamente: un incubo. In una circostanza simile, gli Stati Uniti potrebbero essere tentati di limitare le esportazioni, come fecero con cereali e semi di soia negli anni settanta, quando i prezzi subirono un'impennata. Ma nel caso della Cina questa opzione non Š praticabile. Attualmente gli investitori cinesi possiedono pi— di mille miliardi di dollari, e spesso sono stati i principali compratori di buoni del tesoro statunitense, emessi per finanziare il deficit fiscale. Ci piaccia o meno, i consumatori degli Stati Uniti condivideranno i loro cereali con i consumatori cinesi, a prescindere dall'entit… dell'aumento dei prezzi alimentari. Piano B: la nostra unica opzione Dato che l'attuale crisi alimentare mondiale Š determinata da alcune tendenze, Š necessario invertire le tendenze ambientali che ne sono alla base. Per farlo sono necessari provvedimenti impegnativi e una netta presa di distanza dal business as usual, cioŠ dal normale corso delle cose, che noi all'Earth Policy Institute chiamiamo piano A, per poi adottare un piano B che salvi la civilt…. Analogo alla mobilitazione degli Stati Uniti per la seconda guerra mondiale in termini di portata e urgenza, il piano B ha quattro obiettivi: riduzione delle emissioni di anidride carbonica pari all'80 per cento rispetto ai livelli del 2006 entro il 2020; stabilizzazione della popolazione mondiale a otto miliardi di persone entro il 2040; sradicamento della povert…; ripristino di foreste, suoli e falde acquifere. Le emissioni nette di anidride carbonica si possono ridurre aumentando l'efficienza energetica e investendo in maniera massiccia nello sviluppo di fonti rinnovabili. Inoltre si deve vietare la deforestazione a livello globale, come hanno gi… fatto diversi paesi, e piantare miliardi di alberi per sequestrare anidride carbonica. Il passaggio dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili si pu• incentivare imponendo una tassa, compensata da una riduzione delle imposte sul reddito. Stabilizzazione della popolazione e sradicamento della povert… vanno di pari passo. In effetti, il segreto per accelerare il passaggio a famiglie meno numerose Š la sconfitta della povert…, e viceversa. Un modo Š assicurare almeno l'istruzione primaria a tutti i bambini. Un altro Š fornire un'assistenza sanitaria di base, a livello di villaggio, in modo che le persone possano sperare nel raggiungimento dell'et… adulta da parte dei figli. In ogni parte del mondo le donne devono avere accesso all'assistenza sanitaria per la gravidanza e a servizi di pianificazione familiare. Il quarto elemento, il ripristino dei sistemi e delle risorse naturali, implica un'iniziativa globale per arrestare l'abbassamento delle falde freatiche aumentando la produttivit… dell'acqua. Il che significa adottare sistemi di irrigazione pi— efficienti e colture a basso consumo idrico e in alcuni paesi si traduce nel coltivare e mangiare pi— frumento e meno riso, dall'elevato fabbisogno idrico. Per industrie e citt… significa riciclare acqua in modo continuo, operazione che in alcuni casi Š gi… in atto. Al tempo stesso dobbiamo lanciare un appello globale per preservare il suolo. Terrazzare le coltivazioni, piantare alberi che proteggano dall'erosione causata dal vento e praticare il dissodamento minimo, in cui il suolo non viene arato e i residui delle colture sono lasciati sul campo, sono tra le pi— importanti misure di conservazione. Non c'Š niente di nuovo nei quattro obiettivi. Per anni sono stati discussi singolarmente, abbiamo addirittura creato istituzioni con il compito di affrontarne alcuni, come la Banca Mondiale, fondata per alleviare la povert…. E abbiamo fatto progressi sostanziali in alcune parti del mondo per uno di essi: la distribuzione dei servizi di pianificazione familiare e il relativo passaggio a famiglie meno numerose che garantiscono la stabilit… demografica. Molti addetti ai lavori hanno accolto positivamente i quattro obiettivi del piano B, visto che favorivano lo sviluppo e non comportavano un costo troppo elevato. Altri li hanno visti come obiettivi umanitari: politicamente corretti e moralmente appropriati. Ora si affaccia una terza logica, la pi— importante: questi traguardi potrebbero essere necessari per prevenire il tracollo della nostra civilt…. Il costo stimato per evitare la catastrofe sarebbe inferiore a 200 miliardi di dollari all'anno, un sesto dell'attuale spesa militare globale. In effetti, il piano B Š il nostro nuovo ®pacchetto sicurezzaŻ. Il tempo: la risorsa pi— scarsa La nostra sfida non consiste solo nel mettere in atto il piano B, ma anche nel farlo rapidamente. Il mondo sta correndo una specie di gara tra chiavi di volta politiche e naturali. Chiuderemo le centrali a carbone abbastanza in fretta da evitare che i ghiacci della Groenlandia si sciolgano nell'oceano e inondino le coste? Ridurremo le emissioni di carbonio abbastanza rapidamente da salvare i ghiacciai in Asia? Durante la stagione secca le loro acque alimentano i principali fiumi di India e Cina, e per estensione centinaia di milioni di persone. Siamo in grado di stabilizzare la popolazione prima che paesi come India, Pakistan e Yemen siano sopraffatti dalla mancanza d'acqua di cui hanno bisogno per irrigare le loro colture? Non riuscir• mai a sottolineare abbastanza l'urgenza della situazione. Ogni giorno Š importante. Purtroppo, non sappiamo quanto a lungo possiamo illuminare le nostre citt… con il carbone prima che la calotta polare della Groenlandia, per esempio, sia compromessa per sempre. La natura detta le scadenze e ha in mano il cronometro. Ma noi non possiamo vedere l'orologio. Abbiamo un disperato bisogno di sviluppare una mentalit… nuova. Il modo di pensare che ci ha messi in questo guaio non sar… certo la soluzione. Quando Elizabeth Kolbert, giornalista del ®New YorkerŻ, ha chiesto al guru dell'energia Amory Lovins di pensare mettendo il naso fuori dal guscio, Lovins ha risposto: ®Non c'Š nessun guscioŻ. Niente guscio. Questa Š la mentalit… necessaria, se vogliamo che la civilt… sopravviva. Lester R. Brown (®Le ScienzeŻ n. 491/09) La vita spericolata degli adolescenti - Alcune linee guida per comprendere, intervenire e non sopraffare quella voglia di crescere di un adolescente che spesso assume la forma di comportamenti pericolosi. - Il rischio in adolescenza Si pu• definire rischiosa ogni azione per la quale esiste una probabilit… di fallimento ma anche un'opportunit… di successo. In questo senso, l'adolescente Š per antonomasia ®costretto a rischiareŻ, sia per capire chi Š e chi vorr… essere, sia per avere una precisa comprensione di quali sono i suoi limiti e i suoi punti di forza, sia, inoltre, per modellare e restituire al gruppo allargato dei coetanei - che diventa la sua nuova famiglia sociale - un'immagine che non corrisponde pi— a quella che era stata confezionata all'interno della famiglia d'origine. Lo sviluppo, infatti, conferisce agli adolescenti maggiori capacit… di autonomia, d'indipendenza e di relazioni tra pari, nuove competenze sul fronte dell'eterosocialit… e della propria sessualit… e accresciute abilit… di esplorazione e sperimentazione. Ô come se l'adolescente, grazie alle sue nuove forze e risorse, si trovasse ad avere il dovere/diritto di calarsi in un ruolo per lui inedito negoziando con il mondo adulto la possibilit… di ®rischiareŻ. Negli ultimi anni, per•, la propensione al rischio tipica dell'adolescenza si Š trasformata in un'esplorazione e assunzione di comportamenti francamente pericolosi dove, oltre al rischio di fallimento, spesso il ragazzo mette in gioco in modo clamoroso e provocatorio la sua salute se non addirittura la sua stessa vita. Sensation seeking e risk taking Molti ®comportamenti a rischioŻ degli adolescenti sembrano caratterizzati da quella che, con un'espressione inglese, viene indicata come ®sensation seekingŻ, che consiste nella ricerca di sensazioni intense, complesse e correlate alla disponibilit… a correre rischi a livello fisico, sociale, legale e finanziario. Solitamente la sensation seeking Š connotata da eccitazione fisica e psicologica. Gli studi pionieristici di Marvin Zuckermann (1979), in questo ambito, hanno dimostrato che l'attrazione nei confronti di comportamenti ®spericolatiŻ deriva da un tratto di personalit… focalizzato sul desiderio di vivere sensazioni nuove e stimolanti immediate, forti, totali e coinvolgenti. Questa modalit… di assunzione del rischio, per•, non ha alcun significato evolutivo e simbolico e non assume alcun valore nel percorso di crescita. Nelle attivit… di pura sensation seeking perseguite dagli adolescenti, quasi mai risulta rintracciabile la complessit… propria dell'area pi— ®evolutivamente indirizzataŻ inclusa nel concetto di ®risk takingŻ (®prendersi il rischioŻ), da intendersi come ®partecipazione in attivit… dall'esito incertoŻ, che possono essere potenzialmente ®compromettentiŻ per il benessere del soggetto, ma che possono anche condurlo all'acquisizione di importanti apprendimenti, in grado di modificarne positivamente lo sviluppo e il percorso di crescita. Contrariamente alla sensation seeking, il risk taking soddisfa alcuni bisogni psicosociali e di sviluppo ed Š, quindi, in questa direzione che, come adulti, bisognerebbe indirizzare e promuovere le attivit… ®a rischioŻ di chi sta crescendo. Gli adulti devono accettare il fatto che il risk taking per l'®adolescente-tipoŻ costituisce una dimensione normale e salutare che ne pu• facilitare la crescita, perch‚ include azioni che, con diversi livelli di sensation seeking, aiutano ad assolvere a funzioni di sviluppo, quali quelle connesse alla separazione e ®autonomizzazioneŻ dal nucleo familiare e all'individuazione di un nuovo modello di s‚. Le attivit… di risk taking di cui gli adulti dovrebbero diventare promotori rientrerebbero in queste categorie: a) attivit… di automiglioramento, intraprese con l'obiettivo di migliorare o sviluppare se stessi come individui, quali riprendere a studiare dopo un'interruzione; apprendere un nuovo sport o suonare uno strumento musicale; cominciare una psicoterapia; ecc. b) attivit… realizzate in funzione di un ideale, intraprese per mettersi al servizio di una grande causa, quali la partecipazione a gruppi politici, di volontariato, di protezione dell'ambiente, ecc. c) attivit… finalizzate a farsi meglio conoscere dagli altri, intraprese per facilitare la comprensione di proprie caratteristiche, desideri, inclinazioni e preferenze personali, quali la scelta di un'espressione artistica da trasformare in passione e in un modo per raccontare il mondo interno, lasciando un segno su carta, oppure su tela o, ancora, su spartito musicale. Ô necessario che agli adolescenti, e alla loro naturale tendenza ad assumersi rischi, vengano proposte alternative e possibilit… realistiche e costruttive, consentendo loro di sperimentarsi in progetti e azioni che offrano l'opportunit… di acquisire competenze (le cosiddette ®life skillsŻ) e che siano in grado di promuovere un ®attaccamento socialeŻ a persone, situazioni, servizi o agenzie presenti nel proprio territorio di vita. Rimane fondamentale, comunque, che gli adulti sappiano stare sulla scena di vita di chi sta crescendo, imparando a interpretare il significato funzionale e simbolico che il risk taking e la sensation seeking soddisfano nel percorso evolutivo, intervenendo il prima possibile laddove l'adolescente stia ®rischiando troppoŻ, sapendo a chi rivolgersi in caso di bisogno. Di fronte all'eventualit… di rischiare troppo, in conclusione, un adolescente ha bisogno di adulti dalla ®posizione mobileŻ, capaci di sapere quando stare davanti al suo cammino per proteggerlo, quando invece stargli di fianco per tenerlo per mano e accompagnarlo, quando stargli dietro per dargli una spinta e quando, infine, stargli lontano perch‚ convinti che la vera crescita Š anche quella che avviene lontano dallo sguardo dell'adulto. Il decalogo del rischio in adolescenza 1. Non pu• esserci adolescenza senza rischio, perch‚ senza assunzione di rischio non pu• esserci crescita. 2. Quando gli adolescenti si mettono in gioco e scelgono attivamente nuove modalit… di occupazione del proprio tempo libero, quali la partecipazione a sport mai sperimentati prima, oppure l'adesione ad una rock band o ancora l'assunzione di un ruolo attivo all'interno di un gruppo politico o di volontariato, dimostrano di volersi assumere rischi utili al loro percorso di crescita e quindi funzionali ed evolutivi. 3. I rischi involutivi e disfunzionali assunti dagli adolescenti includono l'abuso di sostanze ad azione psicotropa, la guida spericolata di auto e motoveicoli, la promiscuit… sessuale, i comportamenti autolesivi o microcriminali, il vandalismo, il bullismo. 4. Molti genitori vedono solo la natura provocatoria e di aperta sfida dei comportanti a rischio degli adolescenti, che in molti casi, invece, sono messi in atto come tentativo maldestro di definire la propria identit… e di operare una linea netta di separazione e demarcazione dal mondo degli adulti. 5. Alcuni comportamenti a rischio disfunzionali e involutivi possono generare dipendenza e intrappolare l'adolescente che li ha intrapresi per altri scopi. Ô per questo che di fronte ad un adolescente che mostra i primi segni di questo tipo di comportamenti (ad esempio: uso di droghe, gravi restrizioni alimentari, self-cutting) un adulto deve chiedere aiuto ad uno specialista o ad un esperto e far sŤ che non si inneschi il ciclo della dipendenza o della cronicit…. 6. I segnali che soprattutto devono mettere in allerta un adulto sono associati allo stato emotivo di un adolescente (ansia o depressione), al suo insuccesso scolastico, al suo coinvolgimento in attivit… penalmente perseguibili o al suo ritorno a casa in stato di evidente alterazione dello stato di coscienza. 7. Genitori ed educatori devono aiutare gli adolescenti a trovare modi sani di assunzione del rischio, in cui i ragazzi possano mettersi alla prova, sperimentare il senso delle proprie competenze e del proprio limite, accettare l'eventuale fallimento oppure godere del proprio successo e vederlo riconosciuto come una propria conquista personale. 8. Se un adolescente parla con gli adulti di un proprio amico o compagno che sta correndo un grave rischio, sta probabilmente chiedendo che qualcuno intervenga e lo aiuti e allo stesso tempo gli faccia comprendere i significati delle emozioni che sta sperimentando nella relazione con il compagno in pericolo. Non si deve mai lasciare solo e confuso un adolescente che racconta una propria storia di grave rischio comportamentale oppure quella di un soggetto a lui vicino. 9. Un adulto deve fungere da ®mente vicariaŻ che integra le funzioni ancora limitate della mente di un adolescente. Parlando di rischi, gli adulti devono aiutare gli adolescenti a riconoscere cos'Š un rischio, a definirne e anticiparne le conseguenze; devono, inoltre, offrire indicazioni chiare in relazione al posizionamento del limite che non pu• essere oltrepassato (il classico paletto). 10. Ogni volta che un adulto usa il divieto per prevenire i comportamenti a rischio di un adolescente, allo stesso tempo dovrebbe essere per• in grado di fornire valide e chiare alternative. In questo senso Š fondamentale che l'adulto mostri un comportamento coerente e congruente con quanto viene richiesto: un divieto valido per un adolescente dovrebbe essere testimoniato dall'adulto non solo con parole, ma anche con azioni. Alberto Pellai (®Psicologia contemporaneaŻ n. 214/09)