Ottobre-Dicembre 2009 n. 4 Anno XXIII Quaderni di Minimondo Rivista culturale Braille Periodico trimestrale Fascicolo II Direzione Redazione Amministrazione Biblioteca Italiana per i Ciechi 20052 Monza - Casella postale 285 c.c.p. 853200 - tel. 039/28.32.71 e-mail: bic@bibciechi.it Dir. Resp. Pietro Piscitelli Comitato di redazione: Massimiliano Cattani, Antonietta Fiore, Luigia Ricciardone, Pietro Piscitelli (Responsabile) Copia in omaggio Stampato in Braille a cura della Biblioteca Italiana per i Ciechi ®Regina MargheritaŻ onlus via G. Ferrari, 5/a 20052 Monza Sommario Susana Martinez-Conde, Stephen L. Macknik: Cervello e magia (®Le ScienzeŻ n. 487/09) Tilde Giani Gallino: Winx: fatine del cuore o riuscita operazione di marketing? (®Psicologia contemporaneaŻ n. 216/09) Carlo Bordoni: Vivere in rete (®PrometeoŻ n. 106/09) Cervello e magia - Da secoli gli illusionisti sfruttano limiti cognitivi e di attenzione. Ora i neuroscienziati guardano con interesse alla loro arte per capire la mente. - Il riflettore punta un fascio di luce sull'assistente del mago. La donna, vestita di un succinto abito bianco, illumina la scena come un faro, catturando l'attenzione degli spettatori. L'illusionista, nome d'arte The Great Tomsoni, annuncia che trasformer… il vestito da bianco a rosso. Gli spettatori concentrano lo sguardo sulla donna e ne fissano l'immagine sulla retina. Tomsoni batte le mani. La luce si abbassa solo per un attimo, prima di inondare la donna con un fascio di luce rossa. Un momento! Cambiare colore con i riflettori non era quello che il pubblico si aspettava. Defilato sul palco, Tomsoni guarda compiaciuto l'effetto della sua burla. Ô vero, confessa, Š stato uno scherzo da prete; uno dei miei preferiti, spiega mefistofelico. Tuttavia bisogna ammettere che l'illusionista ha trasformato il colore del vestito e della donna da bianco a rosso. Ora il pubblico Š pregato di seguire le istruzioni e di prestare una seconda volta attenzione alla stupenda assistente mentre il mago riaccende la luce per una nuova magia. Tomsoni batte le mani. Le luci si abbassano. Il palcoscenico esplode in un tripudio di luce bianca. Sorpresa! Il suo vestito Š veramente rosso. The Great Tomsoni ci ha di nuovo gabbato! Il trucco e la spiegazione di John Thompson, vero nome dell'illusionista, rivelano una profonda e intuitiva conoscenza sui meccanismi cerebrali degli spettatori, una conoscenza che noi neuroscienziati possiamo acquisire a vantaggio della scienza. Il trucco funziona nel modo seguente. Quando Thompson presenta l'assistente, l'abito bianco attillato induce gli spettatori a ipotizzare che sotto il vestito non ci sia niente, di sicuro non un altro abito. Un'ipotesi ragionevole e tuttavia sbagliata. L'avvenenza della donna aiuta a concentrare l'attenzione del pubblico proprio dove vuole Thompson: sul corpo dell'assistente. Fissando la donna, gli spettatori non notano l'attrezzatura nascosta nel pavimento, in questo modo i neuroni della loro retina si adattano meglio all'intensit… della luce e del colore percepiti. Nell'arco di tempo che segue lo scherzo, durante il quale Thompson imbonisce il pubblico, il sistema visivo degli spettatori va incontro a un processo cerebrale noto come ®adattamento neuraleŻ. La capacit… di risposta di un sistema neurale a uno stimolo costante, misurata dalla frequenza di scarica dei neuroni coinvolti, diminuisce nel tempo. Ô come se queste cellule ignorassero attivamente uno stimolo costante in modo da conservare la loro forza per segnalare un cambiamento. Quando lo stimolo si interrompe, i neuroni adattati scaricano una risposta ®rimbalzoŻ, la cosiddetta scarica postuma. Nel nostro caso lo stimolo Š l'abito illuminato di rosso. Thompson sa che i neuroni retinici degli spettatori avranno un rimbalzo per una frazione di secondo dopo l'abbassamento delle luci, durante la quale il pubblico continuer… a vedere un'immagine postuma rossa nella sagoma della donna. In quell'attimo sul palco si apre una botola, il vestito bianco, tenuto indosso solo grazie al velcro, Š strappato via e scompare nel sottopalco tirato da cavi invisibili. Alla fine si riaccendono le luci. Il trucco funziona anche grazie ad altri due fattori. Poco prima della caduta del vestito l'illuminazione Š tanto intensa che, quando la luce si abbassa, gli spettatori non colgono i rapidi movimenti dei cavi e del vestito bianco. Ô la stessa cecit… temporanea che sperimentiamo passando da una strada soleggiata a un negozio mezzo buio. L'altro fattore Š che Thompson esegue il vero trucco solo quando il pubblico pensa che sia gi… stato eseguito. L'illusionista ne trae un importante vantaggio cognitivo: gli spettatori non si aspettano il trucco nel momento critico e la loro attenzione si affievolisce leggermente. La neuromagia Il trucco di Thompson illustra l'essenza dell'illusionismo. Per cominciare, questi maghi sono artisti dell'attenzione e della consapevolezza. Manipolano bersaglio e intensit… dell'attenzione umana, avendo in ogni istante il controllo di quello di cui siamo o non siamo consapevoli. Ci riescono adottando strabilianti combinazioni di illusioni visive (come le immagini postume), illusioni ottiche (fumo e specchi), effetti speciali (esplosioni, falsi colpi di pistola, controllo dell'illuminazione con tempi perfettamente studiati), destrezza manuale, congegni segreti e trovate di vario genere. Ma forse lo strumento pi— versatile di cui dispongono Š la capacit… di creare illusioni cognitive. Al pari di quelle visive, le illusioni cognitive mascherano la percezione della realt… fisica. Tuttavia, a differenza delle illusioni visive, quelle cognitive non sono di natura sensoriale, ma riguardano funzioni elevate, come attenzione, memoria e inferenza causale. Grazie a questi strumenti gli illusionisti esperti rendono quasi impossibile seguire la fisica degli eventi reali, dando l'impressione che ci sia una sola spiegazione: la magia. Solo ora i neuroscienziati cominciano a interessarsi all'abilit… degli illusionisti nel manipolare attenzione e cognizione. Ô chiaro che le neuroscienze si propongono obiettivi differenti rispetto all'illusionismo. I neuroscienziati cercano di conoscere le basi neuronali e cerebrali delle funzioni cognitive, mentre gli illusionisti vogliono soprattutto sfruttare le debolezze cognitive. Eppure le tecniche sviluppate dai ®maghiŻ nel corso dei secoli potrebbero diventare strumenti potenti e sensibili nelle mani dei neuroscienziati, integrando e forse ampliando il corredo sperimentale di cui gi… dispongono. Le neuroscienze stanno acquisendo familiarit… con i metodi dell'illusionismo, sottoponendoli a studi scientifici, e hanno dimostrato per la prima volta come alcuni di questi metodi operano nel cervello. Numerosi studi sulla magia hanno confermato quello che gi… le prime ricerche di psicologia sperimentale avevano scoperto riguardo ai processi cognitivi e l'attenzione. Uno scettico potrebbe considerare inutile tutto questo lavoro: perch‚ fare ulteriori ricerche per confermare quello che gi… sappiamo? A questa critica per• sfuggono senso e finalit… di studi del genere. Analizzando le tecniche degli illusionisti, i neuroscienziati familiarizzano con metodi che potranno adattare ai propri scopi. Secondo noi le neuroscienze cognitive avrebbero potuto svilupparsi pi— velocemente, se solo avessero indagato con il metodo scientifico le intuizioni degli illusionisti. Ancora oggi i maghi potrebbero nascondere qualche asso nella manica sconosciuto ai neuroscienziati. Con gli strumenti dell'illusionismo, i ricercatori potrebbero concepire esperimenti pi— solidi e creare illusioni cognitive e visive pi— efficaci, in modo da esplorare le basi neurali dell'attenzione e della consapevolezza. Queste tecniche non solo renderebbero possibili studi sperimentali della cognizione in soggetti intelligenti e dotati di un'attenzione pronta, ma porterebbero anche a metodi per diagnosi e trattamento di pazienti affetti da disturbi cognitivi, fra cui deficit di attenzione da traumi cerebrali, disturbo da deficit di attenzione e iperattivit… (ADHD), Alzheimer e altri ancora. Inoltre potremmo sfruttare i metodi dell'illusionismo per ®ingannareŻ i pazienti facendoli concentrare sugli aspetti pi— importanti della loro terapia, ed eliminando possibili fonti di confusione e disorientamento. Gli illusionisti usano il termine generale misdirection, cioŠ ®deviazioneŻ dell'attenzione, per riferirsi alla pratica di distogliere l'attenzione dello spettatore da un'azione nascosta. Nel loro gergo, la misdirection sposta l'attenzione del pubblico verso l'®effettoŻ, allontanandola dal ®metodoŻ, ovvero dal segreto a monte dell'effetto. Attingendo al lessico della psicologia cognitiva, abbiamo classificato la direzione dell'attenzione in ®paleseŻ e ®nascostaŻ. Ô palese se il mago dirotta lo sguardo dello spettatore lontano dal metodo, anche solo chiedendo al pubblico di guardare un certo oggetto. Per esempio, quando presenta la graziosa assistente The Great Tomsoni si garantisce che gli occhi degli spettatori siano tutti puntati su di lei. La misdirection nascosta invece Š una tecnica pi— sottile. Anche in questo caso il mago allontana lo spotlight dell'attenzione, o centro del sospetto, dal metodo, ma senza dirottare lo sguardo dello spettatore. Influenzati dalla misdirection nascosta, gli spettatori potrebbero osservare il metodo alla base del trucco e tuttavia esserne inconsapevoli. Le neuroscienze cognitive conoscono almeno due misdirection nascoste. Una Š la cosiddetta cecit… al cambiamento, per cui ci sfuggono uno o pi— cambiamenti in una scena osservata in precedenza. Il cambiamento pu• essere atteso o inatteso, ma l'aspetto chiave Š che sfugge agli spettatori quando osservano la scena in un certo istante. Invece lo spettatore deve confrontare lo stato precedente al cambiamento con quello successivo. Numerose ricerche hanno dimostrato che queste modifiche non devono essere necessariamente elusive per causare cecit… al cambiamento. Anche le variazioni evidenti in una scena passano inosservate se avvengono durante un'interruzione transitoria, dovuta magari a un battito di ciglia, un movimento saccadico degli occhi (in cui cioŠ l'occhio scatta rapido da un punto a un altro) o un tremolio della scena. Il video Trucco per cambiare colore alle carte proposto dal mago e psicologo Richard Wiseman, dell'Universit… dell'Hertfordshire, in Inghilterra, Š un esempio potente del fenomeno (il video Š in rete su: www.youtube.com/watch?v=voAntzB7EwE). Nella dimostrazione, agli spettatori sfuggono le variazioni di colore che avvengono in assenza della ripresa. Bisogna sottolineare che nel video, a dispetto del titolo, la carta cambia colore senza alcuna magia. La ®cecit… inattentivaŻ differisce da quella al cambiamento perch‚ non Š necessario confrontare la scena che si osserva con una scena memorizzata. Agli spettatori, invece, sfugge un oggetto inatteso che si trova proprio lŤ, davanti ai loro occhi. Quando era alla Harvard University, lo psicologo Daniel J. Simons aveva ideato un esempio diventato ormai un classico per questo tipo di cecit…. Con un collega, lo psicologo Christopher F. Chabris, sempre di Harvard, ha chiesto ad alcuni soggetti di contare quante volte una ®squadraŻ di tre giocatori di basket si passa la palla, e di ignorare i passaggi fra altri tre giocatori. Concentrati sul conteggio, met… degli osservatori non hanno notato la persona travestita da gorilla che passeggiava nella scena. Addirittura, per un attimo il gorilla si Š fermato al centro della scena, battendosi il petto! Per creare questo effetto non sono state necessarie interruzioni improvvise e nemmeno distrazioni. Il conteggio ha assorbito l'attenzione degli osservatori al punto che a molti di loro Š sfuggito il gorilla, anche se lo avevano davanti agli occhi. Inganno dell'occhio o del cervello? I maghi considerano la direzione dell'attenzione nascosta pi— elegante rispetto a quella palese. Tuttavia i neuroscienziati vogliono conoscere quali sono i meccanismi neurali e cerebrali che permettono a un trucco di funzionare. Se intendono adattare la maestria dell'illusionismo alle neuroscienze, devono capire i processi cognitivi in gioco. Probabilmente il primo studio che ha correlato la percezione della magia a una misurazione fisiologica Š stato pubblicato nel 2005 dallo psicologo e illusionista Gustav Kuhn, dell'Universit… di Durham, in Inghilterra, e dallo psicologo Benjamin W. Tatler, dell'Universit… di Dundee, in Scozia. I due hanno misurato i movimenti oculari di alcuni volontari mentre Kuhn faceva ®scomparireŻ una sigaretta lasciandola cadere sotto il tavolo. L'esperimento doveva stabilire se i soggetti non coglievano il trucco perch‚ non osservavano il posto giusto al momento giusto o perch‚, invece, non vi prestavano attenzione, a prescindere dalla direzione in cui guardavano. Il risultato Š stato chiaro: la direzione dello sguardo non faceva alcuna differenza. Lo studio di un altro trucco, l'illusione della palla che scompare, dimostra ulteriormente che il mago manipola l'attenzione degli spettatori a un livello cognitivo elevato: la direzione del loro sguardo Š ininfluente sull'effetto. In questa illusione, il mago comincia lanciando correttamente la palla, afferrandola diverse volte. Poi, nel lancio finale, fa solo finta di tirarla in alto. I suoi occhi e la sua testa seguono la traiettoria di una palla immaginaria, che non ha mai lanciato, mentre ha nascosto quella reale nel palmo della mano. Tuttavia, la maggior parte degli spettatori percepisce una palla (non lanciata) che prima sale e poi svanisce a mezz'aria. L'anno successivo, Kuhn e il neurobiologo Michael F. Land, dell'Universit… del Sussex, hanno scoperto che lo sguardo degli spettatori non puntava dove indicavano di aver visto la palla svanire. Questo risultato indicava che l'illusione non ingannava i sistemi cerebrali responsabili dei movimenti oculari. Invece, come hanno dedotto Kuhn e Land, i movimenti della testa e degli occhi del mago erano fondamentali per l'illusione, perch‚ dirottavano in modo nascosto il focus dell'attenzione degli spettatori (non il loro sguardo) verso la posizione prevista della palla. I neuroni che rispondevano al movimento della palla suggerito dai movimenti di testa e occhi del mago si trovano nelle stesse aree visive cerebrali dei neuroni sensibili al movimento reale. Se il movimento suggerito e quello reale attivano circuiti neurali simili, non stupisce che l'illusione sembri tanto realistica. Kuhn e Land hanno ipotizzato che ®la palla che scompareŻ sia un esempio di ®inerzia rappresentazionaleŻ, ovvero la posizione finale di un oggetto in movimento Š percepita pi— lontana rispetto alla posizione finale effettiva del suo percorso. Ô come se la posizione prevista fosse estrapolata dal movimento eseguito poco prima. Altri strumenti per il mestiere dell'inganno Gli spettatori provano spesso a ricostruire i trucchi per capire che cosa Š successo durante lo spettacolo. In fondo, pi— l'osservatore cerca (fallendo) di capire il trucco, pi— il trucco sembra ®magicoŻ. Da parte loro, i maghi spesso sfidano il pubblico a scoprire il loro metodo, ®dimostrandoŻ magari che un cappello Š vuoto o che il vestito dell'assistente Š troppo attillato per nasconderne un secondo. Quasi ogni gesto Š compiuto per complicare al massimo la ricostruzione, servendosi della direzione dell'attenzione. Ma la cecit… al cambiamento e quella inattentiva non sono le uniche illusioni cognitive che i maghi possono estrarre dal cilindro. Ipotizziamo che il mago debba sollevare una mano per eseguire il trucco. Teller, illusionista molto popolare negli Stati Uniti, spiega che, sollevando la mano senza nessuna ragione apparente, aumenta la probabilit… di generare sospetti rispetto a quando compie un gesto con la mano in apparenza naturale o spontaneo, per esempio aggiustarsi gli occhiali o grattarsi la testa. Gli illusionisti definiscono questi gesti ®comunicare il movimentoŻ. Anche le ipotesi tacite e l'informazione implicita sono importanti per la percezione di un trucco e per la sua ricostruzione a posteriori. Il mago James Randi fa notare che gli spettatori sono indotti pi— facilmente ad accettare suggerimenti e informazioni tacite rispetto ad asserzioni dirette. Quindi, all'atto della ricostruzione, lo spettatore potrebbe ricordare suggerimenti impliciti come se fossero una prova diretta. Gli psicologi Petter Johansson e Lars Hall, dell'Universit… di Lund, in Svezia, hanno applicato questa e altre tecniche per sviluppare un modo nuovo con cui rispondere a domande di neuroscienze. I due hanno presentato coppie di immagini che ritraggono volti di donne ad alcuni soggetti, chiedendo di scegliere da ciascuna coppia il volto che trovavano pi— attraente. In alcuni casi veniva chiesto di descrivere le ragioni della scelta. A insaputa dei soggetti, a volte i ricercatori usavano un trucco di destrezza manuale, appreso da un illusionista professionista, Peter Rosengren, con cui scambiavano un volto con un altro, dopo che i soggetti avevano scelto. Dunque, nel caso di coppie manipolate di nascosto, il risultato della scelta Š diventato l'opposto rispetto alle intenzioni delle persone coinvolte nell'esperimento. I soggetti hanno notato lo scambio solo nel 26 per cento delle coppie manipolate. Ma, risultato ancora pi— sorprendente, quando dovevano spiegare le ragioni della decisione in una prova manipolata, si sono arrampicati sugli specchi per giustificare l'esito opposto rispetto alla scelta fatta! Johansson ha definito questo fenomeno ®cecit… della sceltaŻ. Suggerendo tacitamente, ma con forza, a soggetti che avevano gi… fatto una scelta, gli scienziati sono stati in grado di indagare come giustifichiamo le nostre scelte, addirittura scelte mai fatte. Il borseggiatore nel cervello Le tecniche di direzione dell'attenzione si potrebbero anche sviluppare partendo dalle abilit… dei borseggiatori. Questo genere di ladri, che spesso esercita l'attivit… in spazi affollati, si affida molto a misdirection di natura sociale: il contatto dello sguardo, quello corporeo e l'invasione dello spazio personale della vittima, definita anche ®bersaglioŻ. In pi—, i borseggiatori possono muovere le mani con modalit… diverse, in funzione dell'obiettivo. Magari disegnando una traiettoria curva se intendono attirare l'attenzione della vittima sull'intero percorso del movimento, oppure una traiettoria veloce e lineare, quando vogliono distogliere l'attenzione dalla stessa traiettoria per spostarla rapidamente sulla posizione finale. Non conosciamo i fondamenti neuroscientifici di queste mosse. Tuttavia Apollo Robbins, borseggiatore professionista e nostro collaboratore, ha sottolineato che i due tipi di movimento appena citati sono essenziali per depistare efficacemente la vittima. Noi abbiamo proposto diverse possibili spiegazioni da verificare. Un'ipotesi Š che movimenti ampi e curvi delle mani e movimenti lineari attivino due sistemi cerebrali distinti, deputati al controllo del movimento oculare. Il ®sistema di inseguimentoŻ controlla gli occhi quando seguono oggetti dal movimento regolare, il ®sistema saccadicoŻ, invece, controlla i movimenti in cui gli occhi si spostano rapidi da un bersaglio al successivo. I movimenti curvi della mano del borseggiatore innescherebbero nella vittima il controllo oculare del sistema di inseguimento. Viceversa, movimenti rapidi e lineari indurrebbero il sopravvento del sistema saccadico. Se il sistema di inseguimento si blocca sull'ampia traiettoria disegnata della mano del borseggiatore, il centro della visione della vittima potrebbe essere distolto dal punto in cui sta avvenendo il furto. Se invece i movimenti rapidi e lineari impegnano il sistema saccadico, il borseggiatore avr… il seguente vantaggio: la vittima sperimenta una soppressione della visione nell'arco di tempo in cui i suoi occhi saettano da un punto all'altro. Per inciso, la scienza della visione ha dato un nome a questo fenomeno, chiamandolo ®soppressione saccadicaŻ. Un'altra spiegazione possibile per i diversi movimenti delle mani Š che, dal punto di vista percettivo, forse i movimenti curvi sono pi— evidenti rispetto a quelli lineari, e quindi attirano meglio l'attenzione. In questo caso, solo il sistema dell'attenzione del cervello, e non i sistemi di controllo dei movimenti oculari, potrebbe essere influenzato dal depistaggio manuale del borseggiatore. I nostri primi studi hanno dimostrato che curve e angoli degli oggetti sono pi— evidenti e attivano maggiormente il cervello rispetto a margini lineari, forse perch‚ curve e angoli marcati sono meno prevedibili e ridondanti (e dunque pi— nuovi e informativi) rispetto ai margini lineari. Allo stesso modo, le traiettorie curve potrebbero essere meno ridondanti, e dunque pi— evidenti rispetto a quelle lineari. Il controllo della consapevolezza Le possibilit… di usare la magia per illusioni cognitive, in modo da isolare i circuiti neurali preposti a specifiche funzioni mentali, sembrano illimitate. Di recente alcuni neuroscienziati hanno preso in prestito una tecnica che ha indotto alcuni soggetti a collegare erroneamente due eventi in una relazione di causa-effetto mentre venivano registrate immagini del loro cervello. Quando A precede B, spesso concludiamo, giusto o sbagliato che sia, che A causa B. L'illusionista esperto trae vantaggio da questa predisposizione, garantendo che l'evento A (versare acqua su una palla) preceda sempre l'evento B (la palla scompare). In realt… A non causa B. Semplicemente, la sua comparsa anteriore aiuta l'illusionista a far sembrare che le cose stiano veramente cosŤ. Ô un effetto che gli psicologi cognitivi chiamano ®correlazione illusoriaŻ. In uno studio del 2006 non pubblicato su riviste scientifiche, Kuhn e i neuroscienziati cognitivi Ben A. Parris e Tim L. Hodgson, dell'Universit… di Exeter, in Inghilterra, hanno mostrato a volontari sottoposti a risonanza magnetica funzionale per immagini (fMRI) del cervello alcuni filmati di trucchi che implicano evidenti violazioni della relazione di causa ed effetto. Poi le immagini sono state confrontate con quelle di un gruppo di controllo: persone che guardavano video in cui erano assenti chiare violazioni della relazione causa-effetto. Nei soggetti che guardavano i trucchi si Š riscontrata un'attivazione pi— intensa della corteccia cingolata anteriore rispetto al gruppo di controllo. La scoperta suggerisce che quest'area potrebbe essere importante per interpretare le relazioni causali. Gli studi di Kuhn e colleghi sono un primo indizio del potere delle tecniche di magia nel manipolare attenzione e consapevolezza durante studi di attivit… cerebrale. Usando queste tecniche con la stessa perizia dei maghi professionisti, i neuroscienziati potrebbero riuscire a controllare la consapevolezza con precisione e in tempo reale. Se poi correleranno il contenuto di quella consapevolezza con il funzionamento dei neuroni, allora avranno a disposizione strumenti con cui esplorare alcuni misteri della coscienza. Susanna Martinez-Conde Stephen L. Macknik (®Le ScienzeŻ n. 487/09) Winx: fatine del cuore o riuscita operazione di marketing? - L'impatto dei giocattoli sulla formazione della personalit… e la costituzione del S‚ infantile Š senza dubbio rilevante. Purtroppo molti adulti spesso tendono a sottovalutarlo. - Ancora ai giorni nostri, il gioco delle bambole esercita un'influenza particolare sulle bambine. In questo articolo vorremmo soffermarci sull'incidenza potenzialmente negativa che, nell'ottica della psicologia dello sviluppo, possono avere sulle bimbe pi— piccole certe bambole apparentemente innocue e persino divertenti e graziose. Negli ultimi anni, le bambole sono diventate, sempre pi—, da oggetto d'amore infantile, oggetto di un business spregiudicato e aggressivo, con un fatturato da far invidia a qualsiasi azienda. Ci• anche a causa di un'impressionante invasione di gadget con lo stesso marchio. Il gioco delle bambole Š servito da sempre a dare una forte impronta all'identit… femminile (come, per parte loro, i giocattoli - armi, automobiline - destinati ai maschietti), trasmettendo di generazione in generazione l'immagine del ruolo materno che un tempo veniva presentato come l'unico possibile per le femmine o almeno come il pi— bello e desiderabile. Poi, nella seconda met… del ventesimo secolo (1959) Š arrivata la Barbie, che ha rappresentato simbolicamente un modo di vita femminile pi— indipendente, un'adolescenza disimpegnata e prolungata e una maternit… molto remota. La bambola Barbie ®agivaŻ in uno scenario (di per s‚ discutibile) che privilegiava il tempo libero, da trascorrere con gli amici sul bordo delle piscine, tra abiti e oggetti intesi a manifestare un elevato status symbol: la Cadillac rosa decapottabile, il pony con la criniera ondeggiante, le feste continue. I ristoranti non erano invece previsti nel mondo di Barbie fatto di ragazze anoressiche e giovani palestrati. Ed anche i libri non facevano parte del pianeta Barbie. Quasi mezzo secolo pi— tardi, nel 2001, l'avvento delle Bratz, le cosiddette bad girls, ha contribuito in modo notevole ad aumentare il condizionamento consumistico, diventato ormai ossessivo, che distingue non solo le ultime generazioni, ma spesso anche i genitori delle medesime. Le Bratz erano caratterizzate da un look ®tostoŻ, mirato a conquistare una fascia di mercato considerata particolarmente promettente, quella delle bambine fra gli 8 e i 12 anni. Oltre ad apportare un profitto economico di molti miliardi di dollari ai loro produttori, la ®missionŻ delle Bratz sembrava quella di promuovere gli acquisti soprattutto nel campo dell'abbigliamento e dell'high-tech. In sostanza, il mondo infantile (nel caso specifico femminile) Š diventato un ambito di enorme interesse per i produttori di oggetti di consumo in genere, e in particolare per i produttori di giocattoli, tutti determinati a utilizzare a proprio vantaggio la spinta biologica (amplificata dall'immaginario cognitivo ed emotivo infantile) dei bambini a crescere, incominciando a sentirsi grandi fin da piccoli. Se un tempo l'obiettivo era diventare come mamma e pap…, adesso simili modelli diventano sempre pi— sbiaditi e obsoleti, superati da altri, pi— appariscenti e chiassosi, imposti dalla pubblicit…. Proprio per questo Š importante essere ben consapevoli - non solo come genitori ma anche come adulti e cittadini in genere - del fatto che, una volta innescato nei primi anni di vita, qualsiasi processo di manipolazione ®dolceŻ o ®morbidaŻ degli individui Š destinato ad avere influenze di rilievo, anche sul futuro e la maturit… delle persone e della stessa societ…. Tanto pi— i messaggi inviati o gli oggetti manipolatori si mostrano friendly o soft, cioŠ amichevoli ed empatici (e apparentemente innocui), tanto pi— possono avere un peso significativo nel forgiare (purtroppo non sempre in modo positivo) un individuo, la sua identit… e personalit…, e le sue credenze, esercitando sui bambini un'influenza di grande rilievo spesso rinforzata dalla stessa televisione. In questo periodo gli esempi pi— significativi di precoce e pericolosa suggestione (in alcuni casi si potrebbe addirittura parlare di ®indottrinamentoŻ) esercitata in modo molto soft su bambine e bambini ci sembrano le bambole-fatine Winx e i ®bambolottiŻ o pupazzetti Gormiti, entrambi proposti come giocattoli per bambini sempre pi— piccoli, a partire dai 3 anni. Una fascia d'et… che finora i produttori di giocattoli non avevano ancora sfruttato a fondo. Per motivi di spazio ci soffermeremo solo sulle Winx, tenendo presenti per la loro descrizione le decine o centinaia di messaggi pubblicitari che chiunque pu• trovare nei siti Internet o in altre presentazioni promozionali. In generale, le Winx vengono descritte come fate che abitano in un mondo magico e che hanno costituito il ®Winx ClubŻ. I loro nomi sono: Bloom (fata del fuoco), Tecna (fata della tecnologia), Musa (fata della musica), Flora (fata dei fiori), Stella (fata della luna e del sole), Aisha (fata dei fluidi). Per quanto riguarda la descrizione fisica, le Winx sono bellissime ragazze con capelli lunghi, anzi lunghissimi (solo Tecna e Musa hanno i capelli corti), e occhi grandi. Sotto questo aspetto la loro personalit… appare dunque caratterizzata prevalentemente dai capelli: quelli di Bloom sono lunghi e rossi; quelli di Musa corti e blu. Flora e Stella hanno lunghi capelli biondi mentre Tecna li porta corti e viola. Infine Aisha ha la carnagione scura e i capelli (lunghi) castani. In alcuni siti viene data grande attenzione agli abiti e a quello che viene definito il ®trend modaiolo stagionale delle WinxŻ. Ad esempio Musa e Tecna sono ammirate perch‚ in primavera vestono un completo che fa tanto ®trendy springŻ e chi vuole vestirsi sempre alla moda in ogni stagione viene invitato a imitare le loro scelte. Altri particolari di rilievo sono: Musa porta stivali che hanno la medesima tinta dei suoi capelli blu notte, mentre Tecna ha un completo giallo paglierino e il suo top ha le rifiniture viola, uguali al colore degli stivali, dal tacco altissimo. Certamente con queste bambole ogni bambina potr… fare giochi meravigliosi, ricordando i bei momenti dei cartoni animati. Incidentalmente, si pu• notare che queste sofisticate informazioni di moda vengono fornite a bambine fra 3-4 e 7-8 anni e non dovremo stupirci se a 13 o 14 anni alcune di loro vorranno farsi un proprio book fotografico. Il problema Š che con questi messaggi si rischia di soffocare e distruggere le capacit… spontanee, immaginative e creative, tipiche dell'infanzia. D'altra parte, mentre la lettura delle vecchie fiabe permette soltanto di immaginare un mondo favoloso i cui protagonisti non vengono avvertiti in sintonia con quello odierno, i film e i cartoni delle Winx sono riusciti a raggiungere un risultato sconosciuto alle fiabe tradizionali: rendere favoloso il nostro mondo reale. CosŤ le fatine e streghe Winx indossano capi all'ultima moda, ascoltano musica rock e usano il computer. Persino lo stereotipato principe azzurro Š diventato attuale e, attraverso la figura dello ®specialistaŻ, ogni Winx dispone infatti di un maschio bello e forte. Ô questo sicuramente uno dei motivi per cui le bambine adorano i personaggi come le Winx. Chiunque pu• rilevare dalle descrizioni che abbiamo riportato il pi— fedelmente possibile, e che sono corroborate da una quantit… di immagini delle fatine, quali siano i messaggi inviati alle bambine: le persone si caratterizzano e si distinguono per il loro look, per la lunghezza e il colore dei capelli, e in genere per la bellezza fisica e i vestiti che indossano. Importantissimi sono i completini delle Winx: di solito i top mostra-ombelico, e soprattutto gli stivali dal tacco altissimo. Tali dati identitari, che differiscono profondamente da quelli degli antichi personaggi delle favole (con buona pace dei fratelli Grimm, e di Bettelheim che spiegava il significato psicoterapeutico delle fiabe), permettono di immedesimarsi nel proprio eroe o eroina, ad esempio Bloom (fata del fuoco) o Tecna (fata della tecnologia). Quest'ultima non Š da sottovalutare, soprattutto in termini di budget. Le Winx non vengono infatti proposte solo come giocattolo, ma anche come veicolo pubblicitario utile per indurre genitori e bambini all'acquisto di una quantit… di altri prodotti, fra i quali eccellono quelli tecnologici. L'annuncio propagandistico viene formulato invitando le bambine a vivere la magia delle Winx, come ad esempio la fatina alla moda che gioca con l'elettronica, cioŠ Tecna. Ci sono marche e ditte specializzate che offrono tutta una gamma di prodotti, indicati come ®tecnologia Winx per bambineŻ: l'orologio sveglia; il walkietalkie visor; la fotocamera e la videocamera, ecc. Questi non sono che alcuni esempi delle cento (mille) ossessive profferte di vendita: le liste Winx coprono ogni possibile momento della vita reale e immaginativa infantile. Esistono infatti i luoghi Winx, le immagini Winx, i giocattoli Winx, gli accessori Winx, i Winx per la scuola, tutti quanti cosŤ numerosi da non poterli indicare uno per uno ma soltanto come facenti parte delle singole categorie. Ad esempio, i ®Winx per la scuolaŻ comprendono 44 articoli, che vanno dalle matite e penne, al diario, allo zaino, al righello. Quest'ultimo Š presentato come un accessorio che serve nelle ore di lezione di disegno, di geometria e di matematica. Si promette che grazie a tale accessorio si realizzeranno quadrati, rettangoli, triangoli e trapezi, tutti perfetti. E le figure geometriche disegnate saranno cosŤ impeccabili da ®lasciare a bocca aperta la maestraŻ. Ma non solo. Anche le compagne di classe rimarranno a bocca aperta. Tutte resteranno infatti colpite da quella particolare ®linea scuolaŻ. E pensare che si tratta di un semplice righello. In vendita presso ogni giornalaio vi sono poi i famosi ®magnetiniŻ, presentati in Internet con l'invito a ogni bambina a ®farsi prendere dalla mania...Ż. Quale? Sempre dalla Rete veniamo informati che i magnetini contengono ®polvere magicaŻ. Sulla polvere magica e gli incantesimi Š sorto un dibattito in Rete, tra gruppi di mamme e altre persone che si dicono preoccupate per simili suggerimenti. A maggior ragione perch‚ non appena le bambine sapranno leggere, troveranno libri come ®Il libro gioiello enchantixŻ, in cui viene spiegato che le Winx hanno raggiunto l'ultimo livello magico, l'Enchantix, che consente nuovi poteri, e nel quale si forniscono ulteriori suggerimenti su come diventare belle ed eleganti come loro e su come creare pozioni magiche d'amore. Il libro Š consigliato per le bambine di 6 anni. E, in caso non bastasse, sono in vendita l'®amuleto della buona riuscitaŻ e la ®polverina delle ideeŻ, insieme ad altri ingredienti con le necessarie istruzioni. Le bambole/fatine Winx non sono certo nate nel mondo della letteratura per bambini. Sono nate invece nel mondo della pubblicit… e i dati che contano sono che il business delle Winx ha fatturato 42,3 milioni di euro nel 2007, mentre le stime per il 2008 prevedevano 55 milioni. L'indotto del brand Winx (cioŠ i righelli e i magnetini, i tappetini musicali o i top con rifiniture viola) negli ultimi anni ha superato abbondantemente il miliardo di euro, secondo le stime del suo inventore. In un'intervista questi afferma, peraltro con orgoglio, che nel 2009 il fatturato passer… da 55 milioni a 75 milioni l'anno. L'aumento del 35% in un anno potrebbe gi… essere molto, eppure: ®La vera crescita - dice l'imprenditore - incomincer… nel 2010 quando si potr… controllare l'intera filiera delle WinxŻ (la Repubblica, Affari e Finanza, 9 febbraio 2009). Ô scontato che l'ultimo anello della filiera siano le bambine dai tre anni in su. Tilde Giani Gallino (®Psicologia contemporaneaŻ n. 216/09) Vivere in rete - L'individualismo dentro i Social Networkws: Facebook e oltre. - Che cosa cambia nella nostra realt… quando introduciamo la rete? Quando costruiamo mondi paralleli al nostro? La risposta che appare subito come la pi— ovvia e la pi— naturale Š ®nienteŻ. Nessun cambiamento di rilievo, se non quella sorta di fascinazione eccessiva che colpisce coloro che si lasciano prendere la mano da una pratica (non necessariamente virtuale) che li assorbe e li incatena al computer in maniera morbosa. Ma si tratta di una risposta inesatta e superficiale, che non tiene conto della diversit… sostanziale tra il comportamento ossessivo e compulsivo attuato nel mondo reale e quanto invece si realizza virtualmente. Il virtuale ha una carica coinvolgente maggiore, una specificit… pi— ampia e, soprattutto, ha il potere di fornire un'alternativa al mondo reale che non va sottovalutata. La confusione che si crea tra interno ed esterno, tra privato e sociale, provoca una sorta di spersonalizzazione dell'individuo che si vede in rete, cosŤ come sullo schermo televisivo, come altro-da-s‚. ®I media possono operare socialmente duplicando la realt…, cioŠ riproducendo una realt… che viene percepita come ®veraŻ dagli individui pur essendo un ambiente puramente virtualeŻ (Codeluppi 2008, p. 67). Pi— della Tv, la rete Š in grado di rappresentare e costruire mondi alternativi in cui entrare e compiere azioni, attuare comportamenti o semplicemente ®esistereŻ come nella realt…. Pi— della Tv, i mondi virtuali in rete consentono piena libert… all'individuo di realizzarsi, di esprimersi e di mostrarsi senza timore. Anzi, nella certezza di avere sempre una via di fuga possibile, semplicemente spegnendo il computer. L'alternativa dei mondi virtuali Š stata accolta da molti come una liberazione, una speranza, un rifugio. Una fuga, anche solo momentanea, da una realt… insoddisfacente, talvolta opprimente, pi— spesso deludente e priva di qualsiasi aspettativa futura. Il virtuale, cosŤ simile alla realt…, cosŤ gradevole nella sua prospettiva di controllo totale da parte dell'individuo, si presta bene a divenire il luogo ideale, senza tempo, in cui realizzarsi. Inoltre ha una qualit… inaspettata: laddove nel mondo reale l'uomo Š privato della sua identit… sociale, nel virtuale pu• sperimentare una vasta gamma di identit… plurali, confrontarsi e relazionarsi in base ad esse. Dietro al bisogno di ricostruirsi un'identit… personale, che la rete permette con facilit…, si nascondono altre motivazioni altrettanto profonde e ineludibili, che coinvolgono gli stessi principi dell'esistenza umana. Principalmente la perdita di ®controlloŻ del mondo, oltre alla sua incomprensibilit…. Se l'uomo del Rinascimento era al centro dell'universo e poteva ritenersi padrone del mondo circostante, da modellare secondo le sue esigenze e in conformit… del suo gusto, nei secoli successivi le possibilit… di ®controlloŻ sulla realt… si sono attuate attraverso modalit… pi— sottili e sofisticate, ma meno concrete. CosŤ l'Illuminismo ha pensato di poter mantenere il controllo grazie alla ragione, il Romanticismo grazie alle emozioni, fino alla fenomenologia del primo Novecento, che ha posto l'uomo al centro di un sistema d'osservazione che privilegia il soggetto. Un escamotage che prescinde da una centralit… spaziale e privilegia quella autoreferenziale dell'osservatore. Successivamente il crollo delle grandi narrazioni e delle ideologie (Lyotard 1979), come dei numerosi miti sui quali si fondava la fiducia umana della propria necessit… esistenziale, ha lasciato l'uomo allo sbando, in una terra desolata che non Š pi— in grado di controllare. La stessa macchina, prima paventata e poi utilizzata per attuare un controllo indiretto sul mondo, si Š dimostrata refrattaria ad ogni uso improprio e tendenzialmente autonoma, sŤ da ingenerare un nuovo senso di isolamento dalla materia e da ogni concreta possibilit… d'integrazione uomo-mondo. In questa condizione i mondi virtuali rappresentano un'alternativa allettante. Il mondo reale non basta pi—, ci• che serve Š un'alienazione controllata, una possibilit… di fuga riconosciuta e approvata socialmente. Non Š detto che i mondi dei media non abbiano collegamenti con la realt…, che possano cosŤ diventare una realt…-altra su cui investire e da cui trarre benefici economici ed emozionali. CosŤ l'individualismo va in rete. Se si considera che nell'attuale fase di demassificazione le moltitudini stanno gradualmente prendendo il posto delle masse, allora si potr… comprendere che la ®reteŻ diverr… il terreno naturale nel quale coltivare il nuovo individualismo. La rete ne rappresenta il collante necessario, perch‚ una delle caratteristiche pi— evidenti dell'individualismo Š, infatti, il suo isolamento, che si realizza nella frammentazione dei comportamenti, nell'arroccamento sulle proprie posizioni, nell'incapacit… di comunicare. Le nuove opportunit… offerte dalla rete eliminano ora in un sol colpo tutte queste difficolt…, principalmente rendendo pi— facile la comunicazione interpersonale. Per una sorta di contraddizione in termini, rendendo pi— facile comunicare a grande distanza che sul piccolo raggio delle comunit… locali. Questa caratteristica della comunicazione in rete non Š di poco conto. Scambiare informazioni e tenersi in contatto con altri individui a grande distanza, senza alcuna limitazione territoriale, che non sia data dai confini fisici del pianeta (la comunicazione globale), favorisce un sistema di relazioni a livello pi— alto, tra gruppi tendenzialmente omogenei, che condividono gli stessi principi e coltivano gli stessi interessi. Cosa non sempre facile su base locale. Questo tipo di comunicazione reticolare evidenzia ®legami deboliŻ che assumono grande importanza sul piano sociale, anzi sono produttivi di ®capitale socialeŻ e, a dispetto di ci• che accadeva con la massificazione, rispettano l'autonomia della persona e la sua libert… individuale. Creano una nuova etica fondata sulle relazioni sociali e sul rispetto dell'individuo. Dal punto di vista della ®geografiaŻ del sistema producono effetti notevoli: in primo luogo la perdita di ®prossimit…Ż, quale requisito per il mantenimento delle relazioni sociali (Castells 2001, p. 125). Poi la dispersione urbanistica, osservata da tempo nelle grandi metropoli, sempre pi— rappresentate come immense periferie anonime e caotiche, risultanti da sovrapposizioni architettoniche scarsamente razionalizzate, dove pi— nessuno si conosce. I centri urbani desocializzati, sgomberati degli insediamenti storici e quindi dei loro sistemi di relazione a ®legami fortiŻ, per far posto a uffici di rappresentanza, vetrine commerciali, sedi di spettacoli, centri di servizi pubblici e privati, cioŠ da una relazionalit… fredda e impersonale che ha cancellato la ®cultura urbanaŻ. I grandi centri commerciali sono le nuove cattedrali della religione del consumismo (Ritzer 1999), in cui si ripetono i riti quotidiani della celebrazione del proprio desiderio di felicit… e di realizzazione personale. Non Š ben chiaro se la dispersione urbanistica, alimentata dal continuo esodo dal centro verso la periferia (verrebbe voglia di dire: dal bello al brutto, dal luminoso all'oscuro, dall'organizzazione al caos, dalla certezza all'insicurezza, dalla tranquillit… alla paura), sia la causa o la conseguenza di questo fenomeno. Di fatto, vanno di pari passo, come del resto la dispersione e la perdita di prossimit… non si identificano solo (come pu• apparire in superficie) con il degrado urbano e la ®deregulationŻ dei rapporti sociali in un ambiente impoverito, ma con la crescita speculare di altre forme di relazione, di comunit… e di solidariet… sociale (con la relativa costruzione di un apposito sistema valoriale), certamente non visibili a occhio nudo, che affondano le loro radici al di l… del territorio di residenza e stringono legami profondi sia pure in assenza. La contraddizione, che al momento appare insanabile, sta proprio nell'impossibilit… di conciliare le innovative modalit… di relazione, l'etica sociale delle moltitudini, con la difficolt… fisica provocata dal territorio. Tra i due termini esiste al momento una disparit… quasi angosciante, dal momento che le moltitudini non sono attrezzate per far fronte alla diffusa resistenza, all'ostilit… e alla disorganizzazione del territorio in cui si trovano a vivere. Si tratta, a ben guardare, di una delle questioni fondamentali che la societ… dovr… affrontare e cercare di risolvere nell'immediato, se vorr… evitare pericolosi regressi di civilt…, democrazia, permissivismo. La perdita di prossimit… non Š dovuta solo a cause geografiche, come lo spostamento di fasce sociali dal centro alla periferia, per effetto di mutate condizioni economiche, aumento degli affitti, rivoluzioni urbanistiche. Le ragioni, come sempre, sono molteplici e, quando confluiscono tutte nella stessa direzione, provocano conseguenze tangibili: in questo caso la perdita di prossimit… Š legata alla perdita del lavoro. Non s'intende solo in relazione al minor reddito familiare, non si parla unicamente di una conseguenza economica: Š la perdita di socialit… che si determina dalla rottura dei rapporti di lavoro, da quell'insieme di relazioni interpersonali che si creano all'interno dei luoghi di lavoro e che creano una comunit… d'intenti, di conoscenze e di solidariet…, capaci di sopravvivere solo in costanza del rapporto di lavoro. Ora Š chiaro che quando si distrugge quel tipo di relazioni sociali proprie del luogo di lavoro, attraverso la precarizzazione o la frammentazione territoriale delle sedi operative, se non addirittura col licenziamento, non solo si determina una perdita d'identit…, caratteristica della trasformazione dal lavoro materiale in quello immateriale, ma si alimenta la stessa perdita di prossimit…, contribuendo a sganciare l'individuo dai suoi legami sociali sul territorio, a renderlo insicuro e instabile, nel migliore dei casi pronto a ricercare altrove i necessari punti di riferimento sui quali ricostruire le proprie certezze. La rete si presta a divenire, per una minoranza sempre pi— numerosa, il non-luogo per eccellenza, la sede virtuale del soggetto, priva di centralit… e quindi non identificabile con un punto determinato, n‚ con una sorgente ®discretaŻ: Š la traccia elettronica della propria identit… perduta. Ma in realt… questo non-luogo non Š una concezione astratta, un'idea virtuale del tutto arbitraria, in cui dar sfogo alla propria fantasia sfrenata e dove scaricare le proprie frustrazioni. Anzi, ha precisi riferimenti fisici che si accampano nei territori niente affatto virtuali, in cui insistono altri individui che, col loro operare, contribuiscono a far vivere la rete. Sono territori lontani, spesso non raffigurabili, ben oltre i confini nazionali, di certo non visitati materialmente, la cui presenza, fisicit… e impronta culturale Š condivisa in rete grazie all'apporto di ognuno. Nella frequenza dei casi, si ha la presa di coscienza di una padronanza territoriale assolutamente inedita, che prescinde dal proprio luogo di residenza fisica e si distende a livello universale. L'individualismo in rete, malgrado la contraddizione in termini, Š dunque un fenomeno sociale. Gi… Barry Wellman (1999) ha indicato la tendenza a realizzare ®comunit… personalizzateŻ, basate cioŠ su network ego-centered (®io- centratiŻ), dove il soggetto Š l'osservatore privilegiato. L'indicazione di Wellman ben si adatta al comportamento delle moltitudini, anzi ne mette in evidenza una delle caratteristiche precipue, che la piattaforma di Internet esalta e rende stabile: l'autonomia e la centralit… del soggetto. L'esempio pi— appropriato di ego- centered network Š senza dubbio Facebook, un non- luogo dove il singolo pubblica le proprie (reali) generalit…, accompagnate da informazioni personali e da immagini di vita privata, invitando un numero illimitato di amici a visitare la sua pagina, a prendere contatto, a scambiare commenti e informazioni. Riprendere un dialogo in rete che non si sarebbe mai avviato nella vita reale per indisponibilit…, per mancanza d'occasioni o per inerzia. Ma soprattutto per quel fenomeno di ®isolamentoŻ personale che disgrega i legami di prossimit… e favorisce quelli impersonali, a distanza. Una sorta di ®spettacolarizzazioneŻ virtuale che ha, in pi—, rispetto alla televisione, il pregio di essere costantemente disponibile. La condizione attuale ha condotto alle sue estreme conseguenze il dettato di McLuhan, ®il medium Š il messaggioŻ: il contenuto del messaggio Š venuto perdendo d'importanza, in favore del mezzo, che Š predominante. Guardare la Tv Š un'abitudine che accompagna il tempo quotidiano libero dal lavoro, come faceva prima la radio. Le immagini sfilano sullo schermo luminoso, voci e suoni si accavallano, ma non conta ci• che dicono. L'importante Š che sia la Tv a trasmetterle, a renderle necessarie. Si guardano le televendite di materassi di Mike Bongiorno con lo stesso distacco disinteressato con cui si lasciano scorrere le immagini dell'ultimo attentato in Iraq o della pi— recente release di Benedetto XVI. Non importa ci• che viene detto, ma che venga detto (e visto) in Tv. Questo svuotamento d'interesse per i contenuti Š un segno della superficialit… dei tempi, dello scetticismo, della rinuncia a credere nei valori, ma anche la dimostrazione di come sia divenuta importante la comunicazione. Non fine a se stessa, ma determinante per sentirsi vivi. Comunicare necesse est. Non importa cosa comunicare, ma l'importante Š il mezzo, qualsiasi mezzo, purch‚ raggiunga il maggior numero di persone. Pi— la comunicazione Š efficace, pi— Š approvata, considerata autorevole, giusta. Ci• che viene comunicato Š presto dimenticato, ci• che resta Š il mezzo immateriale, quella forza invisibile che si basa su un'organizzazione straordinaria e viaggia sulle onde dell'etere e si circonda di un'aureola mitica. Dalla scuola pubblica, finora tradizionale strumento di controllo sociale, ora abbandonata a se stessa perch‚ non pi— funzionale al sistema, poco redditizia dal punto di vista della sua utilit… come mezzo di omologazione, si sta passando a metodi di controllo pi— sofisticati. Invece di insistere su modi superati, si Š venuti scoprendo che la virtualizzazione, la spettacolarizzazione e i mondi mediatici si prestano perfettamente alle nuove esigenze di controllo, indirizzando il consumismo non pi— verso prodotti, oggetti, merci, ma verso una pi— evoluta societ… di servizi. Ma attenzione: c'Š il rischio che all'interno di questa corsa verso l'astrazione, i mondi mediatici siano costruiti artatamente dal ®biocapitalismoŻ, come inedite e raffinate forme di controllo sociale, ben pi— efficaci di quelle utilizzate finora. Da creatori di relazioni in rete, da esploratori di nuove opportunit…, da navigatori intrepidi, gli utilizzatori di Internet si prestano a divenire oggetto di una nuova modalit… d'ispezione e di vigilanza: la rete, per rispondere alle sollecitazioni di maggiore sicurezza, affidabilit… e legalit…, pu• divenire il pi— formidabile strumento di controllo degli individui, tale da far impallidire il ®Grande FratelloŻ, realizzando un mostruoso Panopticon informatico. Mentre si discute sulle intercettazioni telefoniche (una forma tutto sommato limitata e circoscritta di violazione della privacy), si sta allestendo (oppure Š gi… silenziosamente funzionante) la pi— formidabile macchina globale di controllo personale a cui nessuno pu• sfuggire. Carlo Bordoni (®PrometeoŻ n. 106/09)