Gennaio-Marzo 2010 n. 1 Anno XXIV Quaderni di Minimondo Rivista culturale Braille Periodico trimestrale Fascicolo II Direzione Redazione Amministrazione Biblioteca Italiana per i Ciechi 20052 Monza - Casella postale 285 c.c.p. 853200 - tel. 039/28.32.71 e-mail: bic@bibciechi.it Dir. Resp. Pietro Piscitelli Comitato di redazione: Massimiliano Cattani, Antonietta Fiore, Luigia Ricciardone, Pietro Piscitelli (Responsabile) Copia in omaggio Stampato in Braille a cura della Biblioteca Italiana per i Ciechi ®Regina Margherita¯ onlus via G. Ferrari, 5/a 20052 Monza Sommario Nicola Armaroli: Energia per tutti? (®Prometeo¯ n. 108/09) Mario Morcellini: Il nero della cronaca nera (®Psicologia contemporanea¯ n. 212/09) Chiara Palmerini, Giuseppe Sartori: Il cervello bugiardo (®Prometeo¯ n. 108/09) Energia per tutti? - La transizione dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili Š la pi— grande sfida scientifica, tecnologica ed etica del ventunesimo secolo. - La cuccagna invisibile L'elevato tenore di vita raggiunto da centinaia di milioni di persone in alcune parti del mondo Š reso possibile da un incessante flusso di energia a basso costo sotto forma di carburanti ed elettricit…. La vera differenza che caratterizza la nostra societ… rispetto a quella dei nostri nonni e progenitori Š che, rispetto a loro, noi abbiamo a disposizione grandi quantit… di energia 24 ore su 24, 365 giorni l'anno. Di fatto si tratta di una conquista piuttosto recente, per il nostro paese possiamo parlare di 30-50 anni; non Š quindi azzardato affermare che la nostra generazione Š la pi— fortunata della storia dell'umanit…, in termini di comodit… della vita. Per fare un solo esempio, pensiamo all'illuminazione artificiale. Per millenni il ritmo della vita quotidiana delle persone Š stato scandito dal susseguirsi del ciclo giornaliero luce-buio. Al calar del sole, quasi tutte le attivit… umane venivano interrotte per l'impossibilit… materiale di essere portate a compimento. Oggi, grazie ai sistemi artificiali di illuminazione, il giorno sfuma nella notte e praticamente non ce ne accorgiamo: possiamo continuare a fare esattamente quello che facevamo prima. Noi consumiamo energia in ogni istante della nostra vita pur senza averne, spesso, la minima consapevolezza o percezione. Il concetto stesso di energia Š sfuggente: tutti pensano di sapere cosa sia l'energia ma poi difficilmente una persona Š in grado di definirla o, tantomeno, conosce le leggi che ne governano la produzione e la trasformazione. In altre parole il vero motore del nostro benessere, l'energia, Š per noi un'illustre sconosciuta. Il quadro Š piuttosto desolante per una societ… avanzata del XXI secolo che ambisce a qualificarsi come ®societ… della conoscenza¯. Per avere una maggiore percezione dei nostri consumi energetici Š utile paragonare la potenza impiegata dai dispositivi e dalle macchine che usiamo tutti i giorni con quella che pu• essere sviluppata da un essere umano. Un uomo in buona salute pu• generare una potenza di centinaia di watt (W) per un tempo limitato, ma in una attivit… continuativa, protratta per 8-10 ore, pu• sviluppare una potenza di circa 50 W. Per tenere acceso un televisore sarebbe quindi necessario il lavoro continuativo di due persone, che definiamo schiavi energetici. Per far funzionare una lavatrice ci vorrebbe il lavoro di 15 persone. Il motore di un'automobile di potenza media, viaggiando a velocit… di crociera, compie un lavoro pari a quello di 1500 persone, un boeing 747 al decollo richiederebbe il lavoro di 1,6 milioni di persone. Si pu• stimare che in media ogni cittadino americano, per l'energia che consuma, ha a disposizione 24 ore su 24 un centinaio di schiavi energetici virtuali. Per un cittadino italiano, che in media usa un terzo dell'energia rispetto a un americano, il numero degli schiavi umani perennemente a disposizione Š di circa 30. Questi numeri ci danno l'idea che oggi il tenore di vita di milioni di persone Š ben superiore a quello di un imperatore romano, che non si sognava neppure lontanamente di avere a propria disposizione, contemporaneamente, milioni di schiavi. Oggi per noi questo Š diventato possibile: basta spingere un bottone, girare una chiave, comprare un biglietto aereo con 2 click su Internet. I nostri schiavi energetici sono racchiusi nei legami chimici degli idrocarburi, pronti ad essere liberati dalle macchine che l'ingegno umano ha messo a punto negli ultimi due secoli. Fino a quando? Nel corso del XX secolo il consumo energetico primario mondiale Š aumentato 16 volte. Non vi Š alcuna possibilit… che, nell'ambito dell'attuale sistema energetico, basato per l'80% sui combustibili fossili (petrolio, gas, carbone), risorse limitate ed esauribili, si possa mantenere un ritmo simile anche nel XXI secolo. Va poi anche sottolineato il fatto che la distribuzione dei consumi di energia Š molto disomogenea e solo una parte limitata dell'umanit…, non superiore al 30%, ha potuto godere della grande festa energetica degli ultimi 50 anni. Oggi un cittadino statunitense consuma energia come 2 europei, 7 cinesi, 15 indiani, 30 etiopi. Una situazione moralmente discutibile ma anche oggettivamente difficile da perpetuare: fino a quando i poveri accetteranno di rimanere tagliati fuori dal banchetto? I crescenti flussi migratori forse aiutano a dare una risposta. Al momento attuale nessuno sa prevedere come potr… essere soddisfatta la crescente fame di energia, anche perch‚ dobbiamo cominciare a fare i conti con due fatti che ci obbligheranno ad un radicale cambiamento di paradigma del sistema energetico: il raggiungimento dei picchi di produzione di petrolio e gas, dopo i quali l'offerta non sar… in grado di soddisfare la crescente domanda, e il progressivo surriscaldamento del pianeta indotto dall'uso intensivo dei combustibili fossili. Ogni anno l'umanit… preleva dalle viscere della Terra 8 miliardi di tonnellate di carbonio sotto forma di combustibili fossili, riversandole in atmosfera sotto forma di biossido di carbonio (CO2). L'immissione di questa quantit… di carbonio fossile, protratta per decenni, ha alterato in maniera minima la composizione dell'atmosfera, ma quanto basta per influenzare lo scambio di calore tra la superficie del pianeta e lo spazio esterno. Gli effetti del riscaldamento globale sono oggi particolarmente rilevanti nelle aree polari, come era stato previsto. Queste tendenze nulla hanno a che fare con le oscillazioni meteorologiche stagionali: il clima Š cosa ben diversa dal meteo. Un inverno nevoso in una regione italiana non deve indurre sprovveduti notisti di quotidiani a concludere che il riscaldamento del pianeta sia una bufala. L'alterazione del ciclo del carbonio Š un fatto, non un'opinione da bar. La crisi climatica generata dalla civilt… ad alta intensit… energetica e l'aumento continuo dei consumi di energia, particolarmente nei paesi emergenti, sono due fattori in rotta di collisione che possono portare ad una profonda crisi della civilt… umana nel corso del XXI secolo. Su questi temi chiave per il nostro futuro sarebbe necessario aumentare il grado di consapevolezza degli abitanti di tutto il pianeta. Le alternative ai combustibili fossili Le alternative ai combustibili fossili si possono racchiudere in quattro principali categorie. La prima, di gran lunga pi— rilevante in termini quantitativi, Š l'energia solare che pu• essere sfruttata, attraverso varie tecnologie, sia direttamente (pannelli solari termici e fotovoltaici) o indirettamente (impianti eolici, idroelettrici, a biomasse, correnti marine, ecc.). L'energia solare viene considerata ®rinnovabile¯ in quanto il Sole continuer… a illuminare la Terra per almeno quattro miliardi di anni, un periodo sostanzialmente infinito. La seconda Š l'energia nucleare da fissione di elementi chimici pesanti (uranio e torio, non rinnovabili) o da fusione di elementi leggeri (deuterio e trizio, praticamente illimitati, ma il trizio va ®fabbricato¯). La terza Š l'energia geotermica, ovvero il calore imbrigliato nel sottosuolo terrestre che in alcune regioni limitate del pianeta (come Islanda e Toscana) giunge in prossimit… della superficie e pu• essere sfruttato su larga scala. La quarta e ultima (anche in ordine di importanza) Š l'energia di interazione gravitazionale Terra-Luna, che in alcuni punti del pianeta (come la Normandia) muove enormi masse di acqua (maree), che possono venire impiegate per produrre energia. Discuteremo ora brevemente di energia nucleare e di alcune forme di energia rinnovabile, attenendoci ai numeri. Questi sono generalmente assenti nei dibattiti italiani, che spesso vedono protagonisti, da un lato, politici impreparati in cerca di consensi e dall'altro ®esperti¯ molto attivi nello scrivere sui quotidiani, ma sconosciuti alla letteratura scientifica internazionale. Energia nucleare L'energia nucleare costituisce il 15% dell'energia elettrica mondiale. La costruzione di centrali elettronucleari a fissione ha conosciuto il suo periodo d'oro nel trentennio 1956-1986. Da 20 anni il numero di impianti nel mondo Š sostanzialmente stabile attorno alle 440 unit…; il parco centrali Š quindi molto datato. Ci sono attualmente circa 40 impianti in costruzione, che non riusciranno a rimpiazzare gli impianti che nei prossimi anni dovranno essere dismessi per ragioni di et…. Nonostante questo stallo nel numero degli impianti, la produzione elettronucleare Š cresciuta nel tempo. Questo Š dovuto ad una gestione pi— efficiente degli impianti esistenti: nel 1973 le centrali nucleari funzionavano per il 50% del tempo mentre oggi funzionano, pur notevolmente invecchiate, per oltre l'80%. La crisi del settore ha ragioni principalmente economiche. La liberalizzazione dei mercati elettrici ha agito da deterrente sugli investimenti, dimostrando in modo disarmante che il nucleare non sopravvive in regime di libero mercato. Se le casse statali non garantiscono la copertura degli enormi costi dell'intero ciclo industriale, in particolare quelli di costruzione e dismissione, nessuna impresa privata Š disposta a rischiare miliardi di capitali, tanto meno oggi dopo una delle peggiori bufere finanziarie della storia. Oggi la produzione di uranio Š largamente al di sotto della domanda, poich‚ anche gli investimenti in attivit… estrattive sono stati bassissimi; il prezzo dell'uranio Š quindi salito di oltre 7 volte dal 2002 al 2007, molto pi— del petrolio. Tra i primi 15 detentori di risorse di uranio non vi Š un solo paese dell'Unione Europea, rendendo del tutto infondate le speranze di chi vede il nucleare come una strada verso l'autosufficienza energetica europea, o addirittura italiana. A questo proposito, tra l'altro, giova ricordare che la distribuzione energetica nei consumi finali europei Š la seguente: 23% elettricit…, 77% combustibili. Le centrali termonucleari producono solo elettricit… quindi, anche se producessimo tutta l'elettricit… in questo modo, avremmo coperto appena un quarto dei nostri consumi energetici. Le centrali elettriche, di qualunque tecnologia, non producono combustibili, semmai li consumano. Si possono individuare vari scenari affinch‚ il nucleare possa giocare un ruolo davvero rilevante nel sistema energetico mondiale da qui al 2050. Uno di minima implica la costruzione di circa 2500 centrali da 1000 MW ovvero una la settimana da qui al 2050. Si tratta di uno scenario irrealistico: non c'Š uranio a sufficienza e non esistono depositi adeguati per la messa in sicurezza delle scorie ad alta attivit…. Il pi— grande deposito progettato sinora (Yucca Mountain, USA) Š stato definitivamente abbandonato nel marzo 2009, dopo che sono stati spesi (a questo punto buttati) quasi 100 miliardi di dollari. Il problema della collocazione sicura delle scorie ad alta attivit… resta del tutto irrisolto. Le speranze di una rinascita nucleare sono riposte nei numerosi progetti di ricerca sulla fissione di quarta generazione e sulla fusione. Le prospettive della loro fattibilit… su scala industriale, tutt'altro che certa, sono unanimemente poste tra non meno di 25 anni (50 per la fusione). Non vanno poi dimenticati gli intricati dilemmi di una tecnologia che ha risvolti etici molto profondi legati alla sua intrinseca complessit… e alla cosiddetta proliferazione nucleare connessa al legame ambiguo, ma indissolubile, con la tecnologia militare (il caso Iran Š emblematico). I risvolti economici, tecnici e militari rendono particolarmente inadatta l'energia nucleare per i Paesi poveri di risorse finanziarie, scientifiche e culturali: proprio quei Paesi che hanno il diritto di aumentare la loro disponibilit… energetica nei prossimi decenni. Energia solare: risorsa immensa ma diluita Il Sole invia sulla Terra una quantit… enorme di energia sotto forma di radiazione luminosa. La potenza istantanea che colpisce l'atmosfera terrestre ammonta a 170 milioni di miliardi di Watt (170 PW). In pratica, in meno di un'ora il Sole invia sulla Terra una quantit… di energia pari all'intero consumo complessivo mondiale annuale. La radiazione solare raggiunge tutte le zone del pianeta, ma la sua intensit… varia in funzione della latitudine: tra Roma e Londra vi Š un fattore 1.6. Tutte queste sono eccellenti notizie, evidentemente. La cattiva notizia, per•, Š che l'energia solare Š molto diluita e intermittente su scala locale (ma non su scala globale, met… del pianeta Š sempre illuminata). In altre parole, quindi, non sar… mai possibile far funzionare un ospedale, infrastruttura ad altissimo consumo energetico locale, con l'energia solare che ne colpisce i tetti di giorno. Da questo esempio Š facile intuire come la principale sfida scientifica e tecnologica sia quella di immagazzinare in qualche modo il gigantesco (e diluito) flusso di energia solare per poi utilizzarlo con ®l'intensit…¯ necessaria, laddove richiesto. Ô importante rilevare che, dal sole, Š possibile ottenere tutti i tipi di energia di cui abbiamo bisogno: calore, elettricit… e combustibili. Oltre il 50% dei consumi energetici domestici in Europa riguarda la banale produzione di calore a bassa temperatura: calore per scaldare gli ambienti, per lavarsi, per cucinare. La produzione di parte di questo calore per via solare, attraverso pannelli termici, sarebbe un importante passo avanti nella transizione energetica. Molti paesi che godono di intenso irraggiamento, come Grecia e Israele, utilizzano estesamente questa semplice ed efficace tecnologia, che in Italia ha una diffusione addirittura inferiore a quella di un paese alpino come l'Austria. Elettricit… dal sole Un pannello fotovoltaico converte direttamente l'energia solare in energia elettrica: Š un dispositivo molto pi— sofisticato e costoso di un pannello solare termico. La tecnologia di gran lunga predominante resta quella al silicio (95%), con i settori delle celle a film sottile e plastiche in lenta ascesa. Se, per assurdo, coprissimo l'intero fabbisogno elettrico italiano con i sistemi fotovoltaici oggi in commercio dovremmo occupare un'area di 2.400 kmq, pari alla provincia di Piacenza (0,8 per cento della superficie nazionale). Venendo a numeri pi— ragionevoli, per coprire l'1 per cento del fabbisogno nazionale ogni cittadino dovrebbe disporre di un pannello di 0,42 mq, meno di una parabola per TV satellitare. Per soddisfare il fabbisogno elettrico di una famiglia media alle nostre latitudini, occorre una superficie di circa 18 mq. Attualmente, in tutto il mondo, sono installati oltre 15.000 MW di potenza fotovoltaica, una quantit… minima se confrontata alla potenza dispiegata da centrali elettriche tradizionali a combustibili fossili o nucleari. Tuttavia il settore fotovoltaico Š in crescita esponenziale e si prevede che la produzione diverr… economicamente competitiva con le fonti tradizionali prima del 2015. Ô interessante notare che uno dei paesi coi ritmi di crescita pi— alti al mondo nel fotovoltaico Š il Kenya. Questa tecnologia consente infatti di produrre energia in loco, senza una costosa rete di distribuzione a lunga distanza, ed Š quindi particolarmente adatta ai paesi poveri, privi di risorse economiche per costruire infrastrutture (esattamente il contrario del nucleare). I leader mondiali del settore fotovoltaico sono la Germania e il Giappone, che oggi raccolgono i frutti di una lungimirante scelta industriale di innovazione compiuta venti anni fa. Gli Stati Uniti stanno recuperando il terreno perduto, lanciandosi nella corsa al fotovoltaico di seconda generazione, per abbattere i costi e aumentare l'efficienza di conversione luminosa, diminuendo quindi le superfici da esporre al sole. Molti analisti prevedono che il fotovoltaico sar… la prossima ®tecnologia dirompente¯, cioŠ una tecnologia che cambier… in modo radicale il modo di produrre e distribuire l'elettricit…. Potrebbe sembrare un'utopia, ma Š ragionevole crederci. Quindici anni fa nessuno immaginava che un apparecchio semplice e di bassissimo prezzo, classico esempio di tecnologia dirompente, oggi sarebbe stato nelle tasche di tutti, rivoluzionando il modo di comunicare: il telefono cellulare. Combustibili dal sole Oggi si sente parlare con sempre maggiore frequenza di bioetanolo e biodiesel, combustibili ottenuti dalla coltivazione e dalla lavorazione di prodotti agricoli di varia natura (canna da zucchero, mais, barbabietola, sorgo, colza, ecc.), che potrebbero sostituire la benzina e il gasolio per autotrazione. Va per• sottolineato che la produzione di biocarburanti Š fortemente legata al sistema energetico tradizionale: enormi quantit… di combustibili fossili vengono investite in termini di fertilizzanti, pesticidi, raccolta, trasporto, lavorazione, ecc., per produrre i biocombustibili. Ô quindi sempre necessario valutare con rigore se vi sia un guadagno energetico e non, invece, un consumo netto. Negli ultimi vent'anni, Stati Uniti e Brasile hanno investito considerevoli risorse per promuovere la produzione di etanolo da, rispettivamente, mais e canna da zucchero. Il guadagno energetico del bioetanolo da mais americano Š piuttosto modesto (se non negativo), mentre quello da canna brasiliano Š unanimemente considerato elevato (6-8 unit… di energia ottenute per ogni unit… spesa nella coltivazione e nella lavorazione). Il caso brasiliano Š per• difficilmente esportabile: pochissimi paesi hanno a disposizione enormi distese di terreni coltivabili in climi favorevoli alla produzione di colture energetiche. Per esempio, per far funzionare a bioetanolo da canna i 35 milioni di automobili italiane dovremmo impiegare 50.000 kmq di territorio, un sesto della superficie nazionale. E comunque, da noi, non crescer… mai la canna da zucchero del Brasile meridionale. Oltre al fatto che i conti non tornano, va ricordato che l'agricoltura estensiva a scopi energetici comporta una serie di problemi quali l'erosione del suolo, la distruzione di ecosistemi preziosi per l'equilibrio della biosfera (come le foreste pluviali), l'impiego di enormi quantit… di acqua in una situazione generale di crescente stress idrico, la competizione con l'agricoltura per scopi alimentari che induce l'aumento dei prezzi del cibo, con pesanti ripercussioni economiche generali, specie per i pi— poveri. Infine, in un mondo in cui centinaia di milioni di esseri umani soffrono ancora la fame e la produzione di derrate alimentari sta entrando in crisi per una concomitanza di fattori (cambiamenti climatici, aumento del consumo di carne, crescita della popolazione) risulta moralmente discutibile utilizzare prodotti agricoli per ®alimentare¯ automezzi di persone ricche e sazie. La strada dei biocombustibili presenta interessanti prospettive, ma non potr… mai essere una soluzione definitiva al problema energetico. L'Agenzia Ambientale Europea stima che nel 2030 l'Europa potr… soddisfare al massimo il 15% del proprio fabbisogno energetico primario da biomasse, senza compromettere gli ecosistemi. Ô una prospettiva interessante ma, appunto, non risolutiva. Anche qui, le speranze di sostenibilit… a lungo termine sono legate agli sviluppi della ricerca scientifica, in particolare alla possibilit… di ottenere biocombustibili da materiale cellulosico. Per esempio, utilizzare il fusto e non la pannocchia del mais: questo, evidentemente, attenuerebbe molti dei problemi delineati sopra. In questi anni, infine, Š ripresa con vigore la ricerca sulla fotosintesi artificiale, che si propone di trasformare direttamente acqua e biossido di carbonio in combustibili (idrogeno, metanolo) senza passare attraverso i carboidrati, cioŠ i prodotti agricoli, come avviene nella fotosintesi naturale. Il successo di queste ricerche costituirebbe un punto di sintesi tra l'approccio chimico e quello biologico ai combustibili solari, aprendo grandi prospettive verso la transizione energetica. Energia eolica La produzione di energia elettrica tramite turbine eoliche ha conosciuto nell'ultimo decennio uno sviluppo spettacolare. L'Europa Š leader mondiale assoluto del settore con il 75% della potenza mondiale installata. Si pensi che nel 1995, in Europa, la tecnologia eolica era ancora inesistente, mentre oggi rappresenta l'8% della potenza elettrica installata nel Vecchio Continente; la Danimarca copre oltre il 20% del proprio fabbisogno elettrico con questa fonte, la Germania e la Spagna circa il 7%. Nel 2008 la quota principale di nuova potenza elettrica installata in Europa Š di natura eolica, superando tutte le tecnologie convenzionali. L'Italia sta cercando di recuperare il terreno perduto e finalmente, anche nel nostro Paese, l'energia eolica sta decollando. Una centrale eolica di 10 MW, sufficiente per i fabbisogni elettrici di 4.000 famiglie europee medie, pu• essere costruita in 2 mesi. I materiali utilizzati per la costruzione di una turbina eolica possono essere riciclati per oltre il 90%. Le risorse eoliche mondiali sono colossali: in linea di principio l'Europa potrebbe soddisfare tutto il proprio fabbisogno elettrico con il vento. Naturalmente esistono anche gli aspetti negativi. L'energia primaria da sfruttare, il vento, risulta intermittente su base giornaliera, stagionale e annuale. Va notato inoltre che, sfortunatamente, le variazioni giornaliere dei flussi eolici spesso non coincidono coi picchi dei consumi elettrici e che, in molti casi, le zone a pi— elevato potenziale eolico sono lontane da quelle di maggior consumo. Il problema dell'intermittenza della produzione eolica pu• essere superato con la crescente affidabilit… delle previsioni meteo e con l'ampliamento dei siti di produzione, in un'ottica di bacino internazionale. Maggiore sar… il numero e pi— estesa la distribuzione delle centrali eoliche collegate alla rete, maggiore sar… la stabilit… media del sistema, poich‚ la distribuzione media dei venti tender… ad essere pi— omogenea, moderando l'impatto delle variazioni locali. Quanto allo sfasamento tra produzione e richiesta, numerose opzioni sono possibili per immagazzinare il surplus ed utilizzarlo quando necessario, prima fra tutte la produzione di idrogeno come riserva e vettore di energia. Queste opzioni per• non potranno essere disponibili in tempi brevi. Nonostante esistano alcuni problemi, i fatti oggi indicano che l'energia eolica Š la pi— promettente, semplice ed economica forma di energia alternativa. Vale anche la pena di rilevare che essa ha un prezzo della materia prima necessaria per azionare gli impianti noto e fissato per sempre: il costo del vento Š stato, Š e sar… sempre pari a zero. Questo aspetto, spesso volutamente taciuto, Š la forza travolgente di tutte le forme di energia solare. La questione invece Š ben pi— intricata quando si parla di petrolio, carbone, gas e uranio: il loro costo nel breve, medio e lungo termine rappresenta un'immensa incognita legata ad una pluralit… di fattori fisici, economici e geopolitici. I governi pi— lungimiranti e i grandi investitori energetici hanno capito molto bene questo semplice concetto e, sull'onda di incoraggianti progressi scientifici e tecnologici in molti settori rinnovabili, stanno adeguando le loro priorit…. Energia geotermica Le viscere della Terra sono calde: scendendo in profondit… nel sottosuolo la temperatura aumenta mediamente di 30øC ogni chilometro. Il calore endogeno del pianeta Š dovuto principalmente a due fenomeni: i movimenti convettivi della parte fluida del mantello terrestre, che ridistribuiscono verso l'esterno l'energia termica del nucleo, e il decadimento di isotopi radioattivi che sono annidati nella crosta terrestre. Il calore dell'interno del pianeta raggiunge la superficie terrestre con una potenza media di circa 0,06W/mq. Se dividiamo la superficie dell'Italia per il numero degli abitanti risulta che ogni italiano ®dispone¯ di circa 5200 mq, dai quali ogni anno si sprigionano 2700 kWh di energia termica. Si tratta di una quantit… ragguardevole: equivale a 3-4 volte il consumo elettrico medio annuale di un italiano. In alcune zone della Terra la temperatura del sottosuolo Š gi… piuttosto alta a profondit… relativamente basse. Ô il caso appunto delle valli toscane, teatro delle imprese dei pionieri della geotermia. Il campo di Larderello si estende per circa 200 kmq e la temperatura nel sottosuolo supera i 300øC gi… a 3000 metri di profondit…. La presenza di rocce calde a basse profondit… Š una condizione necessaria ma non sufficiente per ottenere energia sfruttabile dal sottosuolo. Ô essenziale infatti che queste ®bolle¯ di calore possano entrare in contatto con acqua piovana, penetrata in profondit… attraverso una conformazione favorevole della crosta terrestre fatta di fratture e rocce permeabili. In questo modo si creano le condizioni per generare i fluidi impiegati in tutti i processi di produzione di calore ed elettricit… su vasta scala: acqua calda e vapore. Questi rimangono spesso imprigionati nel sottosuolo e per estrarli e sfruttarli Š necessario perforare pozzi, con tecnologie simili a quelle utilizzate per pompare petrolio e gas. Talvolta invece acqua calda e vapore trovano un percorso di uscita generando fenomeni spettacolari, anche piacevoli e curativi, come sorgenti calde, soffioni, fumarole e geyser. I giacimenti da cui esce vapore sono i pi— preziosi poich‚ esce direttamente la materia prima da immettere in turbina. Il serbatoio di Larderello Š di questo tipo e lo si sfrutta generando una potenza elettrica complessiva analoga a quella di una centrale elettrica convenzionale a combustibili fossili o nucleare: 700 MW. Il pi— grande campo geotermico del mondo, in California, produce quasi 800 MW di elettricit…. A livello mondiale oggi Š installata una potenza geotermica complessiva di circa 9000 MW principalmente in Italia, Stati Uniti, Giappone, Filippine, Centro America e Islanda, che fornisce circa lo 0,2% del fabbisogno elettrico del pianeta, a costi molto competitivi rispetto alle fonti tradizionali. Il settore ha un consistente potenziale di crescita. Un recente studio del MIT calcola che le riserve geotermiche degli Stati Uniti entro 10 km di profondit… valgano 130.000 volte l'attuale consumo energetico annuale di energia primaria di tutto il Paese. Tenuto per• conto dei vincoli economici, tecnici ed ambientali lo studio prevede che nel 2050 la geotermia fornir… circa il 10% dell'elettricit… negli Stati Uniti: una quantit… che potr… comunque dare un contributo rilevante alla transizione energetica. Negli ultimi anni Š in forte crescita l'uso delle pompe di calore geotermiche, cioŠ dispositivi elettrici che scambiano calore con il terreno o la falda acquifera in prossimit… degli edifici. Essi sfruttano il fatto che gi… a pochi metri di profondit… la temperatura dei terreni si mantiene praticamente costante tutto l'anno (come sa bene chi possiede una buona cantina). Durante l'inverno il terreno ha una temperatura maggiore di quella dell'aria esterna, mentre d'estate la situazione Š invertita. In questo modo, per tutto l'anno, si ha a disposizione un serbatoio naturale che permette di scaldare o rinfrescare gli edifici con un consumo elettrico molto ridotto. Le prospettive di ricerca e sviluppo nel settore geotermico oggi vanno verso il cosiddetto EGT (Enhanced Geothermal) cioŠ l'estrazione di calore dal sottosuolo fino a 10000 m di profondit… (oggi arriviamo al massimo a 5000 m) in terreni a bassa permeabilit… e porosit…. Questo aprirebbe grandi possibilit… di impiego dell'energia geotermica in tutto il mondo, e non soltanto in quelle limitatissime zone in cui la natura l'ha resa facile da sfruttare. Guardare al futuro Chi ha responsabilit… di governo delle nazioni deve avere il coraggio di guardare lontano. Alcide De Gasperi ha scritto che un politico pensa alle prossime elezioni, uno statista pensa invece alle prossime generazioni. Uno dei problemi pi— pressanti che tutti i paesi oggi debbono affrontare Š quello di decidere il proprio futuro energetico investendo ingenti risorse economiche per lo sviluppo dell'energia nucleare o per quello delle energie rinnovabili. Le decisioni che verranno prese condizioneranno non solo la nostra vita, ma ancor pi— quella dei nostri figli e nipoti. Ecco perch‚, nel fare questa scelta, Š indispensabile che i politici guardino lontano e ascoltino il parere degli scienziati. A questo scopo, assieme a colleghi di altre universit… e centri di ricerca, abbiamo recentemente rivolto un appello al governo italiano che Š stato sottoscritto da centinaia di docenti e ricercatori (www.energiaperilfuturo.it). L'appello sottolinea l'urgenza che in Italia aumenti la consapevolezza in merito alla crisi energetica e climatica e sottolinea la necessit… del risparmio e di un uso pi— efficiente dell'energia. Rimarcando l'insostenibilit… economica e ambientale del rilancio del nucleare, l'appello esorta il governo a sviluppare l'uso delle energie rinnovabili, ciascuna valorizzata a seconda della specificit… di un territorio. Infatti, se oggi non possiamo sapere in dettaglio come sar… il sistema energetico del futuro, possiamo per• prevedere che ogni comunit… dovr… responsabilizzarsi su come soddisfare i propri fabbisogni energetici, facendo conto sulle risorse rinnovabili disponibili in quel luogo. Un approccio diametralmente opposto rispetto all'attuale, dove le forniture energetiche arrivano da lontano, spesso da altri continenti, in un sistema che deresponsabilizza completamente il consumatore finale, illudendolo che risorse energetiche intrinsecamente limitate siano infinite, e incentivando uno spreco irrazionale. La transizione verso le energie rinnovabili sar… lunga sia per motivi tecnici che economici: il costo dei combustibili fossili Š ancora relativamente basso e l'infrastruttura energetica tradizionale (pozzi, oleodotti, gasdotti, raffinerie) Š diffusa e ben collaudata. Inoltre, alcune tecnologie rinnovabili non hanno ancora raggiunto un'efficienza ottimale. L'abbandono graduale dell'energia densa dei combustibili fossili e il passaggio progressivo a quella diluita delle energie rinnovabili comporter… mutamenti sostanziali negli stili di vita. Dovremo abituarci a consumare meno energia, particolarmente nel settore dei trasporti, ma questo potr… comportare anche un sostanziale beneficio nella qualit… della nostra vita. Si pensi infatti al livello di inefficienza e spreco (ingorghi stradali, incidenti, inquinamento atmosferico) raggiunto dall'attuale sistema dei trasporti nelle nostre citt…, ormai al limite del collasso. La creazione di sistemi di trasporto di massa snelli, veloci ed energeticamente efficienti potr… migliorare la nostra vita quotidiana. Oggi occorre affrontare con realismo due verit… scomode: (1) le risorse della Terra (fonti energetiche, cibo, materie prime, suolo, acqua dolce, ecc.) sono limitate e perci• i consumi, incominciando da quelli energetici, non possono crescere all'infinito; (2) le risorse devono essere distribuite pi— equamente fra tutti gli abitanti della Terra. Ma c'Š una terza verit…, tutt'altro che scomoda, che spesso dimentichiamo: la Terra, nel suo vagare nell'universo, Š sempre accompagnata dal Sole. L'energia che ci viene dal Sole Š inesauribile e abbondante e potremo impiegarla per riciclare le risorse non rinnovabili che oggi stiamo spesso dilapidando con dissennatezza. Inoltre, essendo diffusa abbastanza equamente su tutta la Terra, ci offre una grande opportunit…: limitare le disuguaglianze nella distribuzione delle risorse e favorire un sistema di relazioni internazionali pi— disteso. Ô sconcertante che la maggior parte dei politici e degli industriali italiani, e persino alcuni scienziati, non si rendano conto che l'attuale crisi energetica offre al nostro Paese una grande opportunit… che paesi meno ricchi di sole hanno gi… colto, sviluppando un sistema industriale avanzato e creando occupazione di qualit…. L'Italia gode di un irraggiamento solare ben pi— intenso dell'Austria, ma oggi ha una superficie pro capite di pannelli solari termici 20 volte meno estesa. La potenza fotovoltaica pro capite installata in Germania Š decine di volte maggiore rispetto a quella italiana. L'Italia non ha combustibili fossili e neppure uranio. La sua maggiore risorsa energetica Š il sole, una fonte di energia immensa che durer… per altri 4 miliardi di anni. Guardare lontano, per il nostro Paese, significa sviluppare l'uso delle risorse energetiche di cui disponiamo, in particolare sole e geotermia, e non illudersi di poter sviluppare inutili e velleitari progetti nucleari per i quali non possediamo nulla: n‚ il combustibile, n‚ la tecnologia, n‚ i siti adatti, n‚ le centinaia di miliardi di euro necessari per ricreare dal nulla una filiera nucleare da sostenere per almeno 2-3 secoli. A questo proposito Š bene ricordare che la Germania, terza potenza economica mondiale, paese leader nelle tecnologie energetiche rinnovabili, di fronte al fiasco economico e ambientale del suo programma nucleare civile sta chiudendo tutti gli impianti e uscir… definitivamente dal nucleare entro il 2021. Agli inizi del XXI secolo l'umanit… si trova ad affrontare quella che Š probabilmente la pi— grande sfida scientifica, tecnologica, culturale ed etica della sua storia: uscire progressivamente, ma con decisione, da un sistema energetico basato su preziose risorse una tantum di formidabile concentrazione ma inquinanti e passare ad un sistema energetico dominato da una risorsa inesauribile, pulita, ma diluita, quella del sole. In questa scelta l'umanit… mette in gioco tutto: oggi noi sappiamo che il benessere economico e materiale raggiunto da una minoranza di abitanti del pianeta, alimentato dal formidabile apporto dei combustibili fossili, sta mettendo a rischio il mantenimento delle condizioni ambientali e climatiche che sostengono la nostra fragile e complessa civilt…. Se saremo cos accorti da non tagliare definitivamente il ramo su cui siamo seduti, ci attende un'epoca di enormi sfide nella quale, inevitabilmente, non mancheranno anche grandi opportunit…. Non ultima, quella di poter garantire una vita dignitosa a tutte le persone che, oggi e domani, vivranno su questa nicchia di vita che vaga nell'immensit… dell'universo: la nostra meravigliosa astronave Terra. Nicola Armaroli (®Prometeo¯ n. 108/09) Il nero della cronaca nera - Il modo in cui i fatti di cronaca nera, i fenomeni di criminalit…, devianza e disagio vengono rappresentati dai media, finisce per farli apparire come eccezioni in un mondo sociale ben integrato. - Tra paura, integrazione sociale e mezzi di comunicazione vi Š sempre stato un legame molto forte. Secondo il sociologo americano David Altheide, il consumo dei media rappresenta ®l'alternativa secolarizzata ai ®morality play¯¯ (Altheide, 2002), un tipo di rappresentazione teatrale molto in voga intorno al Cinquecento, in cui era messa in scena la ®buona morte¯ del cristiano al fine di smascherare le seduzioni del peccato e di affermare la moralit… come via esclusiva alla salvezza. Ma l'idea dei media come strumento d'integrazione sociale risale al teatro greco, in particolare alla tragedia di Sofocle ed Euripide. La funzione catartica della messa in scena della devianza e della violenza contribuisce a rendere queste ultime pi— accettabili, ponendole in un ambito di significato a s‚ stante - quello della sfida agli dei - che Š governato da regole autonome, rigidamente separate dal sistema normativo e valoriale che definisce la ®normalit…¯. Oggi come ieri i media svolgono la stessa funzione sociale svolta dai corifei tragici e dagli interpreti dei morality play: riaffermare che la devianza e il crimine sono eccezioni in un mondo sociale ben integrato. I media come eterna tragedia Resta da spiegare perch‚ negli ultimi anni i media informativi in Italia abbiano radicalizzato la loro tendenza ad occuparsi non del crimine in generale, ma dei crimini legati all'eccesso, all'atroce, allo scabroso. Tra gli elementi che oggi caratterizzano la rappresentazione mediale del crimine si registra una particolare attenzione verso gli aspetti pi— morbosi, i dettagli pi— macabri. Come fa notare la sociologa Consuelo Corradi (2005): ®Il male Š sovraesposto e ha una dimensione politica nuova¯. Di fatto, la nuova cronaca nera tende a tenere accese le telecamere il pi— possibile, indugiando sugli aspetti emotivi pi— residuali e irrilevanti del crimine efferato, anche nella pi— completa assenza di novit… sostanziali sul singolo delitto, e tenendo cos alta l'attenzione del pubblico, com'Š accaduto per Novi Ligure, Cogne, Erba, Garlasco, fino all'omicidio di Perugia. L'insistita attenzione dei media verso il crimine non Š esente da implicazioni di natura politica. Di fronte all'esplosione della ®nera¯, c'Š, infatti, da chiedersi se questo fenomeno non enfatizzi o tenda a nascondere le reali dimensioni della minaccia alla sicurezza o addirittura a ®coprire¯ altre questioni (Marchese e Milazzo, 2002). L'ossessiva intensit… del dibattito sulla sicurezza nei media e nella politica mette in luce l'esistenza di posizioni diverse in merito al ®dover essere¯ della cronaca nera; spesso esse chiamano in causa dimensioni della vita pubblica che vanno ben oltre la discussione moraleggiante o le manifestazioni di folclore macabro che talvolta accompagnano la rappresentazione di questi fatti. A titolo d'esempio, possiamo ricordare le ®gite dell'orrore¯ sui luoghi di diversi delitti, come quello di Tommaso Onofri o nel casale di Erba. Si tratta, in pratica, di individuare un difficile equilibrio tra il ruolo dei media, dei ®decisori¯ politici e dell'opinione pubblica. La questione Š aperta, e le proposte di limitare, o quantomeno tenere sotto stretta osservazione, i media dividono l'opinione pubblica e gli addetti ai lavori. Ad oggi, il dibattito Š quasi monopolizzato dalla dura contrapposizione tra le posizioni espresse dai direttori dei principali mezzi d'informazione e le preoccupazioni dei rappresentanti delle organizzazioni giornalistiche e dei decisori istituzionali. Sintetizzando, i giornalisti, ed in particolare i direttori delle testate, rivendicano la propria autonomia nella trattazione dei fatti di cronaca nera, prefigurando rischi di censura ogni volta che Š posta la questione delle conseguenze degli ®eccessi¯ di attenzione sulle indagini e sui processi, e dunque sulle garanzie degli indagati, degli imputati e delle famiglie delle vittime. I limiti dell'idea dei media come specchio della realt… La posizione di chi rivendica il diritto ad attingere a mani libere nei fatti di nera, si accompagna spesso all'idea che la funzione dei media informativi consista nel fedele rispecchiamento della realt…, di cui il crimine efferato Š una parte sgradevole ma ineliminabile. Si tratta, tuttavia, di una posizione difficile da sostenere, perch‚ i processi di selezione giornalistica non possono essere considerati come una procedura garantita per l'accertamento del vero, ma rappresentano in s‚ un processo di semplificazione del reale, del quale vengono scelti solo alcuni aspetti in base a criteri di rilevanza (®notiziabilit…¯) propri dell'ideologia e della cultura giornalistica. L'insieme di questi criteri di selezione riguarda in primo luogo la ®spendibilit… mediale¯ degli eventi da trasformare in notizie che Š appunto definita come media logic e tende a privilegiare i fatti pi— controversi, quelli che, minacciando l'identit… e i valori morali condivisi, si prestano maggiormente a trasformarsi in eventi mediali. A queste condizioni non si pu• parlare di rispecchiamento della realt… nell'immagine del mondo fornita dai giornali; al contrario, la selezione giornalistica, che si fonda su regole autonome di produzione di significato, riproduce un'immagine di realt… che ha sempre conseguenze concrete sul reale. Gli interessi rappresentati dai decisori pubblici, cos come gli argomenti utilizzati nel dibattito, esprimono una netta diversit… rispetto a quest'impostazione. Per molto tempo si Š, infatti, cercato di accreditare la necessit… di un intervento normativo basandosi sui possibili effetti d'imitazione della devianza ®esibita¯ nei media: un argomento questo, che ha avuto un forte carattere autoritativo, spesso in assenza di conclusioni univoche supportate da dati di ricerca. Pi— ragionevole appare invece la preoccupazione per gli effetti delle campagne stampa centrate su ®fatti¯ di cronaca nera. Negli ultimi anni si Š spesso rischiato di passare dal legittimo sdegno per il crimine efferato ad un'impropria mobilitazione dell'opinione pubblica per un'esemplare ®soluzione¯ del caso di volta in volta all'ordine del giorno, accreditando una sorta di giustizialismo mediatico in grado di creare catene di eventi incontrollabili, capaci di influenzare il corso delle indagini con grave pregiudizio della possibilit… d'accertamento delle verit… investigative e, conseguentemente, dell'equit… dello stesso processo penale. Queste obiezioni hanno una diversa fondatezza, e attengono alla tutela della persona come prius nell'azione giuridica: a fronte del danno esistenziale, le possibilit… di risarcire una persona ingiustamente indicata come ®mostro da prima pagina¯ sono, infatti, esigue. Anche in questo caso per• si rischia di escludere il pubblico dall'argomento del dibattito. Il pubblico, e soprattutto i motivi pi— profondi dell'interesse per vicende cos drammatiche, rischia di diventare una dimensione quasi residuale. Ô, infatti, sin troppo semplice sostenere, com'Š stato fatto frequentemente in passato, che i media forniscono semplicemente ci• che il pubblico desidera, legittimando questa posizione attraverso il ricorso insistente ai dati d'ascolto televisivo o basandosi sulla diffusione dei quotidiani. Si tratta di un equivoco riduzionista, che pretende di poter ®leggere¯ l'audience soltanto in termini di aggregazioni statistiche: una massa spersonalizzata che si pone davanti ai consumi informativi del tutto priva di motivazioni, intenzionalit…, soggettivit…. L'individuo spettatore Š visto come soggetto passivo della comunicazione: l'unica variabile che conta e che tutto pu• giustificare, Š l'ampiezza del pubblico che pu• essere ®venduto¯ agli inserzionisti. Secondo questa logica ®vince¯ chi trova l'argomento pi— ®estremo¯ per solleticare i gusti degli spettatori. Anche questa critica, tuttavia, non Š esente da una certa dose di autoritarismo. L'argomentazione Š sofisticata, tuttavia si riduce ad ipotizzare che i media coltivino in ogni caso l'intento di manipolare l'audience, cosa che implicherebbe interventi di controllo prescrittivo da parte dell'autorit… morale, intellettuale o politica. Per uscire da quest'impasse logica, Š necessario guardare al ruolo dei media nella costruzione sociale delle questioni legate alla sicurezza, temi sempre pi— centrali nell'agenda contemporanea. Nella tarda modernit… il rischio e le minacce alla sicurezza si presentano, infatti, come dimensioni estremamente pervasive e centrali della vita sociale, che si precisano non solo in relazione all'esperienza del proprio ambiente di riferimento, ma soprattutto attraverso le cornici interpretative (frame) proposte dai mezzi di comunicazione (Goffman, 2001). Come suggerisce Reese (2001), i frame sono principi d'organizzazione della conoscenza socialmente condivisi e persistenti nel tempo, che ®lavorano¯ (work to) alla costruzione simbolica di rilevanti strutture di significato sul mondo sociale. I media, inoltre, proponendo giudizi pi— o meno espliciti sugli episodi criminali e sulla personalit… dei loro protagonisti, garantiscono la ®validazione sociale¯ di alcune interpretazioni dei fatti rispetto ad altre possibili letture (Perret Clermont e Nicolet, 1991). La consonanza dei temi legati al crimine e alla devianza nei diversi media, e la tenace forza dei frame proposti hanno conseguenze rilevanti: non vi Š pi— dubbio sul fatto che i media tendano a rappresentare un mondo assai pi— pericoloso di quanto rilevato attraverso le statistiche sul crimine: l'®ossessione criminogenetica¯ dei media Š da tempo nota in letteratura (Grandi, Pavarini e Simondi, 1985). La minaccia, la vittima e la personificazione del male Il ruolo dei media, in questo senso, appare cruciale ed ambivalente: l'enfatizzazione degli episodi criminali genera infatti un profondo senso di incertezza nel pubblico, mentre la possibilit… di riferire una minaccia a cause percepite come gi… note allevia la paura. Come in una tela di Penelope, i media costruiscono immagini socialmente condivise di un mondo che ci appare insicuro perch‚ governato da un'oscura indeterminatezza. Essa si manifesta in molte forme, ma appare pi— riconoscibile quando s'incarna nella gratuita brutalit… che caratterizza il crimine efferato. Allo stesso tempo i media contribuiscono in modo determinante alla costruzione di un orizzonte condiviso di significati, in grado di ridurre l'area dell'incerto riconducendo l'eccezione al gi… noto, al familiare. La circolazione di queste immagini del crimine mette in relazione la follia, intesa come criterio di razionalit… separato ed oscuro che Š insito nel crimine efferato, con cause specifiche che legano la vittima o il carnefice al delitto o al comportamento deviante. Non si tratta, com'Š ovvio, di un nesso garantito sul piano epistemologico, e non ha per oggetto ci• che Š vero quanto piuttosto ci• che appare come verosimile, plausibile. Essa si fonda, in buona parte, su stati affettivi, percezioni, ®sentito dire¯. E tuttavia, proprio per questi motivi, Š estremamente pervasiva e vincolante rispetto ai comportamenti sociali. L'abuso d'alcool o droga, l'appartenenza ad una gang giovanile, l'etnia, il disagio psichiatrico, l'appartenenza ad una subcultura costituiscono gli argomenti centrali nella costruzione di spiegazioni consolatorie e securizzanti del crimine, un fondamento ®quasi razionale¯ che consente agli individui di porre una distanza emotiva tra s‚ e la violenza rappresentata. Si tratta di una razionalit… precaria, che non prevede la possibilit… di effettuare una chiara distinzione tra ®fatti¯ razionalmente accertabili e ®valori¯ (Geertz, 1975): non c'Š nemmeno lo scetticismo o la sospensione del giudizio che caratterizzano, ad esempio, il procedimento giudiziario ed il metodo nelle scienze sociali. La funzione latente di queste spiegazioni Š di rendere prevedibili le condizioni della minaccia, allontanando l'idea pi— terrificante: se non esiste una causa prevedibile, chiunque pu• diventare una vittima. Il meccanismo di labelling Š ben noto: il consolidarsi di questa presunta relazione tra crimine o comportamento deviante e un soggetto identificabile produce una generalizzazione su pi— ampia scala, che si costituisce nel ®senso comune¯ (e persino nel vissuto degli etichettati) come verit… inappellabile, in stretta relazione con l'appartenenza del deviante o della vittima ad un gruppo socialmente riconoscibile (Becker, 1963). I media, in questo senso, accelerano esponenzialmente questo processo, costituendo non solo dei formidabili volani nella riproduzione delle etichette sociali stigmatizzanti, ma diventando essi stessi attori nella diffusione del ®panico morale¯ (Cohen, 1972). Ô in virt— di questo meccanismo che l'oggetto della paura si sposta dalla peste all'untore, dalla malattia al sortilegio della strega, dalla congiuntura economica sfavorevole all'ebreo accaparratore. Gli effetti di questi ®casi¯ di cronaca, peraltro, si configurano talvolta in termini di quasi patologia sociale: la successione di ondate emotive generata dai media nella rappresentazione di un certo crimine pu• contribuire ad indurre stati psicologici collettivi di natura regressiva e primitiva, molto vicini a ci• che Jung (1965) defin come epidemie psichiche. La ®potenza¯ dei media, e in particolare della televisione, sta nella paradossale immediatezza del loro linguaggio, nella capacit… di parlare direttamente alle emozioni dell'individuo, nel costruire e/o moltiplicare le rappresentazioni sociali della devianza. I media, in questo senso, costruiscono e rafforzano le rappresentazioni sociali del deviante, contribuendo in modo determinante al consolidamento degli stereotipi negativi di tutto ci• che appare come ®altro¯ e ®diverso¯ rispetto alla norma culturale egemone, fino ad identificarlo con il male in s‚. Mario Morcellini (®Psicologia contemporanea¯ n. 212/09) Il cervello bugiardo - Le indagini sui meccanismi cerebrali della bugia si stanno trasformando nella ricerca di una nuova macchina della verit…. - Durante la campagna elettorale di Barack Obama, un cittadino del Minnesota, Larry Sinclair, si Š fatto avanti dichiarando di avere avuto rapporti sessuali e di avere assunto cocaina in compagnia del candidato alla presidenza degli Stati Uniti. Ignorato dai media, Sinclair ha girato un video con le sue dichiarazioni e l'ha messo su YouTube. A questo punto il sito web WhiteHouse.com gli ha offerto un premio da 10 mila dollari perch‚ si sottoponesse alla macchina della verit… per testare le sue affermazioni, pi— altri 100 mila dollari nel caso le sue affermazioni fossero risultate vere alla prova del poligrafo. Le parole di Sinclair sono state classificate dagli esperti ingaggiati dal sito web come menzogne, e la storia Š stata presto dimenticata, ma se fosse andata in un altro modo, se anche solo fossero rimasti dubbi sulla veridicit… delle affermazioni, questa notizia praticamente ignorata dai grandi media avrebbe senz'altro avuto effetti catastrofici, fino forse a capovolgere i risultati elettorali. La vecchia macchina della verit…, il poligrafo, che si basa sull'analisi di risposte fisiologiche come la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, la conduttanza cutanea in risposta a domande collegate al comportamento sospetto e a domande neutre, sale ancora alla ribalta di tanto in tanto come strumento per smascherare i bugiardi, nonostante sia ormai consolidata tra gli esperti la convinzione che si tratti di un metodo scarsamente attendibile. Data per• l'importanza sociale che la menzogna riveste, e le esigenze di sicurezza venute alla ribalta dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre, sono diversi i gruppi di ricerca al lavoro nel mondo per comprendere le basi neurologiche della bugia e per esplorare le possibilit… di tradurre le nuove scoperte in moderne e pi— efficaci macchine della verit…. Smascherare i bugiardi Molti ritengono di essere personalmente abili a smascherare le bugie. Le credenze su quali segni siano caratteristici del mentitore si sprecano. I bugiardi, dicono alcuni, parlano molto e raccontano storie eccessivamente circostanziate. Non guardano mai l'interlocutore negli occhi. Oppure lo guardano troppo fisso. O incrociano le gambe, o incrociano le braccia. Lo sosteneva anche il padre della psicanalisi. Secondo Sigmund Freud, ®nessun mortale pu• tenere un segreto. Se le sue labbra tacciono, parler… con la punta delle dita; ci• che lo tradisce gli trasuda da ogni poro¯. Quelli sul comportamento dei bugiardi sono stereotipi che esistono in tutte le culture e a tutte le latitudini. In un'indagine del 2006 lo psicologo Charles Bond ha intervistato 2.520 persone in 63 paesi: il 70 per cento ritiene che i bugiardi, mentre raccontano la loro frottola, distolgano lo sguardo. Eppure, come mostrano altri studi sulla capacit… di percepire la menzogna, sono pochissime le persone che sembrano in grado di ®sentire¯ le bugie, forse meno del 5 per cento. La stragrande maggioranza dei soggetti messi alla prova si dimostra incapace di indovinare l'altrui menzogna. Secondo uno studio pubblicato dalla psicologa Bella De Paulo, l'individuo medio Š in grado di distinguere tra soggetti onesti e mentitori meno della met… delle volte, in pratica lo stesso risultato che si ottiene tirando a caso. E, fatto anche pi— interessante, lo stesso risultato Š valido anche per quelle categorie professionali come giudici, psichiatri, ufficiali di polizia o doganali, che in teoria dovrebbero essere meglio attrezzati a percepire i racconti falsi. Quella di dire bugie Š una capacit… che si sviluppa naturalmente durante l'infanzia, come mostrano gli studi di biologia evolutiva e di psicologia dello sviluppo, e anzi Š assente proprio nei bambini con disturbi neurocomportamentali come l'autismo. E sembra pi— che mai connaturata alla mente umana sana e funzionante. Dopo essere stati colpiti da lesioni orbitofrontali, alcuni pazienti tendono a essere impulsivi e aggressivi ma stranamente ®sinceri¯ o, che in fondo Š lo stesso, privi di tatto. Anche gli animali sembrano in grado di mentire. Di cani ®bugiardi¯ racconta Konrad Lorenz ne L'anello di re Salomone, e molti proprietari di animali domestici confermerebbero. Ma non Š un caso che i pi— bravi a mentire, o meglio a fingere e simulare comportamenti e stati d'animo siano le scimmie antropomorfe, primi fra tutti gli scimpanz‚. Ci vuole insomma una mente molto evoluta per essere un bravo bugiardo. Il posto delle bugie Insieme a innumerevoli altri comportamenti umani, le neuroscienze hanno da non molto l'occasione di studiare ®in vivo¯ che cosa accade nel cervello quando si mente. ®Che cosa succede nel nostro cervello quando produciamo una bugia? Quali sono i processi cerebrali messi in atto durante la produzione di una bugia rispetto a quelli di una risposta veritiera?¯. Ô questo il genere di domanda cui i neuroscienziati cercano di dare una risposta. Il principale strumento con cui vengono studiate queste funzioni cerebrali Š la risonanza magnetica funzionale, una metodologia che permette di misurare le variazioni del segnale correlato all'attivit… cerebrale durante l'esecuzione di certi compiti. In un tipico esperimento sui,correlati neurali della bugia, i ricercatori chiedono ai soggetti che vi si sottopongono di rispondere ad alcune domande in modo veritiero o menzognero. Il confronto tra le aree cerebrali ®attivate¯ durante le risposte veritiere e menzognere permette di identificare le regioni del cervello che sarebbero specifiche per la bugia. Diversi studi, anche se con differenze tra l'uno e l'altro, hanno identificato in alcune aree collocate nel lobo frontale, in particolare la corteccia frontale dorso-laterale e il giro del cingolo anteriore, le zone maggiormente attive durante la produzione di bugie rispetto a quella di risposte veritiere. Daniel Langleben della University of Pennsylvania Š stato tra i primi a condurre questo genere di ricerche e a testare l'ipotesi che sia possibile individuare differenze nell'attivit… cerebrale durante la produzione di una risposta falsa rispetto a una vera. Nel suo primo esperimento, usando carte da gioco, chiedeva ai volontari collocati dentro la macchina della risonanza magnetica di rispondere s o no ad alcune domande, inclusa quella se possedevano o no la carta da gioco che era stata loro consegnata, il cinque di fiori. Certe aree del cervello si attivavano quando il soggetto mentiva ma non quando dava una risposta vera. Quindi, e questo era lo scopo dell'esperimento, si poteva dimostrare che c'era una differenza nell'attivit… cerebrale tra bugia e verit… rilevabile con la risonanza magnetica funzionale. L'interpretazione pi— semplice consiste nell'attribuire a queste aree del cervello il ruolo di ®aree della bugia¯. Ovviamente i neuroscienziati si guardano bene dal farlo perch‚ una semplificazione simile sarebbe difficilmente sostenibile. In pratica, sostengono i neuroscienziati che studiano queste funzioni, il cervello tende automaticamente a dire la verit…. Per dire una bugia occorre ®inibire¯ la risposta che si conosce come veritiera e sostituirla con una menzogna che sia il pi— possibile credibile, e quindi non in conflitto con altre informazioni eventualmente note all'interlocutore che deve essere convinto dalla bugia. Dire una bugia, in sostanza, richiede uno sforzo cognitivo maggiore che dire la verit…: la verit… Š ®prepotente¯ e per reprimerla occorre un certo impegno mentale. La corteccia cingolata anteriore Š nota da tempo per essere implicata nella scelta tra due risposte in conflitto. E proprio quest'area, come emerge dai diversi studi, sembrerebbe quella che supervisiona la sostituzione della risposta vera con quella menzognera. Esperimenti successivi a quelli di Langleben hanno cercato di definire meglio i correlati neurali della bugia, per esempio differenziando tra bugie semplici spontanee e bugie pi— complesse che richiedono di essere memorizzate e studiate. Lo psicologo Steven Kosslyn, assieme a Giorgio Ganis, laureatosi a Padova ed emigrato a Harvard, ha individuato una differenza alla risonanza magnetica funzionale tra le menzogne inventate sul momento e quelle per cos dire preparate in anticipo. Entrambe implicano un lavoro della memoria, ma ad attivarsi nel caso della bugia semplice Š un'area del lobo frontale, mentre nella bugia complessa Š una zona diversa che si pensa sia connessa al recupero della memoria episodica. Gli autori pensano che la tenuta della menzogna alle possibili verifiche di un interlocutore venga effettuata dal soggetto che mente attaverso ®simulazioni¯ mentali eseguite dalla corteccia frontale dorso-laterale. La loro ricerca ha anche richiamato l'attenzione sul fatto che le menzogne possono essere di gradi diversi di complessit…. Quando Ulisse ha detto a Polifemo di chiamarsi ®Nessuno¯, oltre a mentire ha dovuto prevedere gli effetti della sua bugia, che doveva essere creduta da Polifemo ma non dagli altri Ciclopi. Se fosse stato possibile scannerizzare il cervello di Ulisse, sicuramente si sarebbe visto un funzionamento molto efficiente del suo lobo frontale. Lo studio dell'attivit… cerebrale legata alla bugia con la risonanza magnetica pu• in fondo essere considerato un caso particolare di una metodologia pi— generale di ®mind-reading¯, cioŠ di ®lettura del pensiero¯. Esistono veri e propri campionati in cui ricercatori di tutto il mondo competono per indovinare, sulla base degli scanning del cervello di alcuni soggetti, il loro stato mentale, in sostanza che cosa stavano ®pensando¯, guardando, ascoltando. Ogni anno la Human Brain Mapping Society bandisce la gara, mettendo a disposizione dati di risonanza magnetica funzionale dai quali i ricercatori devono prevedere lo stato mentale del soggetto esaminato, e ormai i.vincitori raggiungono precisioni di oltre il 90 per cento. Nel film Firefox un sofisticato aereo militare russo veniva pilotato con il ®pensiero¯. Non siamo ancora arrivati a questo punto, ma una societ… californiana ha gi… messo a punto un sistema, una cuffia simile a quelle usate dai protagonisti del film Strange Days, per giocare con i videogame con ®la sola forza della mente¯. Il modo in cui si sviluppano le bugie nel cervello Š stato esplorato anche con tecniche diverse dalla risonanza magnetica funzionale, per esempio con i potenziali evocati. Utilizzando 128 punti di registrazione (invece dei 12 ordinari utilizzati nell'elettroencefalogramma) John Allen della University of Arizona Š stato uno dei primi a studiare la menzogna attraverso questa tecnica che risulta efficace nel distinguere uno stimolo gi… visto prima da uno completamente nuovo. Un'altra frontiera della ricerca sulla menzogna Š quella basata sulla cosiddetta stimolazione cerebrale non invasiva (TMS oppure tDCS) con la quale si riesce a modificare temporaneamente l'attivit… elettrica del tessuto cerebrale. Stimolando il lobo frontale nelle aree legate alla produzione di bugie in alcuni volontari, i ricercatori dell'Universit… di Milano guidati da Alberto Priori sono riusciti a ®bloccare¯ la menzogna, ad impedire cioŠ una menzogna efficace. Altri scienziati dell'Universit… di Tbingen, sotto la guida di Niels Birbaumer, stimolando parti diverse del cervello, hanno invece ®potenziato¯ la capacit… di mentire. Sembrerebbe quindi possibile manipolare l'efficienza di produzione della menzogna, uno scenario inquietante per i suoi risvolti etici. Dal brain imaging alla macchina della verit… Lo studio da parte delle neuroscienze dei meccanismi neurali della bugia Š interessante e promettente sotto il profilo teorico, ma secondo molti punti di vista ancora immaturo per una utilizzazione nella vita quotidiana, magari in ambito investigativo, in tribunale, o in qualunque altro contesto in cui si ritenga utile lo smascheramento della bugia. Kosslyn ha detto al ®New York Times¯ che cercare una zona della bugia nel cervello e usarla, per esempio, come strategia antiterrorismo sarebbe come cercare di raggiungere la luna salendo su un albero: allo stato attuale Š una metodologia troppo complessa. Eppure, date le esigenze di sicurezza e le richieste crescenti da parte della societ… civile di strumenti per difendersi dall'imbroglio, molti di questi studi vengono gi… sfruttati da societ… che promettono di poter fornire la versione contemporanea e funzionante del vecchio poligrafo, cioŠ una macchina della verit… utilizzabile nella lotta al terrorismo come nello spionaggio e nei tribunali. Quella che Š partita come un'indagine sui meccanismi cerebrali della bugia si sta trasformando sempre pi— nella ricerca di una tecnologia per una macchina della verit… possibilmente migliore del vecchio poligrafo. Ci sono gi… societ… che promettono di essere in grado di sfruttare commercialmente le ricerche sui correlati neurali della bugia e offrono i loro servizi a potenziali clienti. No Lie M.R.I., per esempio, fondata da Joel Huizenga, propone l'uso della sua macchina della verit… basata sulla risonanza magnetica alle aziende per testare i candidati da assumere e ottenere ®una base impiegatizia pi— onesta¯. Oppure a chi Š in cerca di un compagno come sistema per ®una riduzione dei rischi nelle relazioni¯ e ®in maniera simile a un test del DNA per verificare il mental record di un individuo¯. La Cephos, che utilizza il brevetto e gli algoritmi sviluppati dal gruppo di Andrew Kozel, afferma nel suo sito Internet: ®Se la tua parola o la tua reputazione sono in discussione, contatta la Cephos oggi stesso per un test scientificamente validato¯. In India, da alcuni anni i test basati sulla ricerca dei potenziali evocati, chiamati anche ®brain fingerprinting¯, sono utilizzati in ambito investigativo, anche se non sono ancora stati utilizzati come prova. Nel giugno 2008 una donna Š stata condannata all'ergastolo per omicidio e nella sentenza il giudice ha citato a supporto della sua decisione anche un test fatto durante le indagini, secondo cui l'imputata aveva ®una conoscenza esperienziale¯ del crimine che solo la colpevole poteva possedere. Il metodo utilizzato, il Brain electrical oscillations signature test, Š stato messo a punto da Champadi Raman Mukundan, neuroscienziato di Bangalore, e si basa sullo studio dei potenziali evocati. All'indagato che vi si sottopone vengono presentati dettagli del crimine per come gli investigatori li conoscono, mentre viene registrata la sua attivit… cerebrale, poi elaborata con un sofisticato software. Lo scopo del test Š verificare se, quando l'imputato ascolta dettagli del crimine che possono essere noti solo a chi l'ha commesso, si attivano aree cerebrali connesse appunto a questa esperienza. Ma anche negli Stati Uniti si potrebbe avere presto il debutto di queste tecniche in tribunale. Nel marzo di quest'anno, in California, era stata presentata la richiesta di ammettere la risonanza magnetica funzionale come prova a discolpa dell'imputato, accusato di violenza sessuale su un minore che aveva in custodia, richiesta poi ritirata. Del resto, le scoperte delle neuroscienze hanno gi… avuto riflessi considerevoli nel sistema legale americano. Gli studi secondo cui il cervello dei giovani non Š completamente maturo, soprattutto per quanto riguarda i lobi frontali (le aree implicate nelle scelte decisionali e nel controllo delle reazioni impulsive), sono stati alla base dell'eliminazione della pena di morte per i minorenni in alcuni stati americani. Daniel Langleben e Frank Dattilo sostengono che sta ormai nascendo una nuova disciplina basata sull'individuazione dell'inganno, ovvero un ®brain imaging forense¯ il cui uso diventerebbe indispensabile nei tribunali. Secondo i critici, l'entusiasmo per il brain imaging e per le altre possibili tecniche di ®lettura del pensiero¯ tende a far sopravvalutare l'accuratezza con cui questi metodi sono in grado di individuare funzioni cerebrali complesse come la formulazione di menzogne, appunto. Pur sembrando ®reali¯, i risultati sarebbero frutto di un grande lavoro di interpretazione e di ipotesi non dimostrate sui meccanismi con cui viene prodotta la bugia. Inoltre, il contesto di questi esperimenti Š artificiale, visto che Š molto difficile riprodurre in un laboratorio le situazioni della vita comune in cui si mente. Una delle obiezioni mosse pi— di frequente Š quella dell'eterogeneit… della menzogna. La forma di bugia pi— semplice consiste nel negare un evento che invece Š accaduto. Ma ve ne sono di assai pi— sofisticate. Per esempio: una moglie chiede al marito: ®Con chi sei stato a cena ieri sera?¯. E il marito: ®Con la mia amante ovviamente!¯. In questo caso il marito traditore dice la verit… inducendo a credere che si tratti di una bugia. Su queste forme pi— complesse di menzogna non si sa molto. Ma ci sono anche obiezioni ben pi— concrete a un possibile utilizzo di queste macchine della verit… in situazioni investigative. Tutte le tecniche di lie detection, come vengono comunemente chiamate, finora sperimentate hanno un punto debole: sono vulnerabili alle contromisure. Un soggetto addestrato opportunamente pu• alterare il risultato di un test. E del resto questo problema era stato messo a fuoco fin dai primi lavori di Vittorio Benussi, padovano, inventore del poligrafo (nonostante venga di solito ricordato l'americano William Moulton Marston che lo ha riscoperto nel 1924, dieci anni dopo i lavori di Benussi). Innanzitutto il poligrafo non misura un parametro specifico della sola menzogna, ma l'attivit… del sistema nervoso autonomo provocata da un qualunque evento stressante, per esempio la sudorazione o l'accelerazione del battito cardiaco. E siccome non esiste una risposta fisiologica specifica della bugia, questa pu• essere facilmente confusa con lo stress, l'imbarazzo o la paura. Il timore di non essere creduti, in sostanza, pu• provocare le stesse reazioni fisiologiche della bugia. In pi—, alcuni degli espedienti per confondere la macchina sono assai semplici. Ad esempio il risultato pu• essere alterato da pizzicotti che l'esaminando si autoinfligge oppure da stress cognitivi come quelli provocati da semplici calcoli mentali. E probabilmente lo stesso vale per la risonanza magnetica. Eppure, nonostante queste obiezioni, i fautori pi— accorti dell'utilit… in ambito forense di queste tecnologie ci tengono a ribadire un punto: nell'immaginario c'Š un'aspettativa esagerata rispetto a queste tecniche, come se potessero fornire la soluzione del caso giudiziario altrimenti impossibile da districare. Nella realt… sono probabilmente strumenti pi— utili al sospettato innocente per discolparsi che a chi indaga per un'eventuale dimostrazione di colpevolezza. Innanzitutto, il sospettato colpevole non ha nessun vantaggio a contribuire alla sua stessa condanna, mentre tutte le tecniche di lie detection richiedono proprio la collaborazione della persona esaminata, che deve rispondere ad alcune domande durante il monitoraggio di certi suoi parametri fisiologici. Il sospettato colpevole eviter…, quindi, accuratamente di sottoporsi a un test del DNA come a ogni tecnica di lie detection che gli venisse eventualmente proposta. Proprio per questo motivo l'errore da tenere sotto controllo Š il cosiddetto falso positivo, cioŠ l'innocente erroneamente scambiato per colpevole. Un altro punto da considerare secondo alcuni Š che queste tecniche hanno un ruolo di deterrenza, a prescindere dalla loro effettiva precisione. Una compagnia di assicurazione inglese Š riuscita ad abbattere le richieste di risarcimento per il solo fatto di rendere noto che le domande sarebbero passate al vaglio di un lie detector. I ®furbi se la sono svignata e le richieste di risarcimento si sono ridotte del 25 per cento¯. Gli esperti di neuroscienze forensi vedono una possibile utilit… di questa tecnologia nell'ambito medico-legale per verificare la reale esistenza della cosiddetta sintomatologia soggettiva, cioŠ malesseri che possono facilmente essere simulati, come il dolore del colpo di frusta dopo un incidente, la depressione, l'amnesia. Proprio per un utilizzo in ambito forense, pi— promettenti delle tecniche di lie detection sembrano essere quelle di memory detection. In questo caso, si cerca di identificare la memoria di un fatto, non la menzogna. Per esempio, all'Universit… di Padova Š stato messo a punto uno strumento chiamato autobiographical Implicit Association Test (aIAT). Ô la variante di un test gi… ampiamente sperimentato che identifica la memoria personale sulla base dei tempi di reazione. Utilizzando frasi che descrivono fatti e sintomi, il gruppo di ricerca dell'Universit… di Padova ne ha realizzato una versione utile per gli scopi medico-legali che secondo gli esperimenti condotti ha un'attendibilit… di oltre il 90 per cento. Di fronte alle nuove macchine della verit… le cautele sono in ogni caso d'obbligo. Come in tutti i settori, le situazioni della vita reale sono assai pi— complicate di quelle di laboratorio. Fa riflettere comunque il fatto che, in base agli studi, la precisione delle tecniche di lie detection oggi a disposizione supera di gran lunga quelle delle tecniche psichiatriche tradizionali usate in qualsiasi tribunale. Alcuni autori riportano precisioni di oltre il 90 per cento, mentre la diagnostica psichiatrica tradizionale ne ha una assai inferire. Quindi, sostengono alcuni ricercatori che si occupano di lie detection, se escludiamo queste metodiche sulla base di ragionamenti che riguardano il livello di precisione e la standardizzazione, dovremmo lasciar fuori dal tribunale gran parte della psichiatria. Per non parlare poi di tecniche come la BPA (Blood stain Pattern Analysis) che, pur in fase sperimentale, sono state utilizzate come elemento decisivo in alcune condanne (per esempio nel caso di Cogne). In pi—, Š la cronaca stessa a dimostrare come anche le discipline scientifiche che dovrebbero fornire risposte certe e inequivocabili, una volta calate nella dinamica processuale, entrano in una zona grigia dove la nebbia Š difficile da diradare. Quello che forse fa pi— paura Š l'intrusivit… cognitiva, l'idea che queste macchine possano mettere a nudo la mente, rivelarci l'intimit… dei pensieri. Una paura con cui un giorno dovremo probabilmente fare i conti. Chiara Palmerini Giuseppe Sartori (®Prometeo¯ n. 108/09)