Gennaio-Marzo 2011 n. 1 Anno XXV Quaderni di Minimondo Rivista culturale Braille Periodico trimestrale Fascicolo II Direzione Redazione Amministrazione Biblioteca Italiana per i Ciechi 20052 Monza - Casella postale 285 c.c.p. 853200 - tel. 039/28.32.71 e-mail: bic@bibciechi.it Dir. Resp. Pietro Piscitelli Comitato di redazione: Massimiliano Cattani, Antonietta Fiore, Luigia Ricciardone, Pietro Piscitelli (Responsabile) Copia in omaggio Stampato in Braille a cura della Biblioteca Italiana per i Ciechi ®Regina Margherita¯ onlus via G. Ferrari, 5/a 20900 Monza Sommario Elide Casali: Il teatro del cielo (®Prometeo¯ n. 111/10) Alberto Dionigi: Che cos'Š l'umorismo? (®Psicologia contemporanea¯ n. 222/10) Adriano Monti Buzzetti Colella: Viva Verdi (®Focus Storia¯ n. 50/10) Fiorello: Il futuro della tv? Forse Š su YouTube (®Vita e Pensiero¯ n. 6/10) Il teatro del cielo - Il Sidereus Nuncius di Galileo e la letteratura astrologica. - Il Sidereus Nuncius e la scienza della divinazione astrale Dal Pronostico Calcolato l'Anno M.DG.IX Et Dura in Perpetuo, Cominciando l'ordine suo il primo d di Gennaro, e serve per tutte le Citt… d'Italia (Modona, Per Gioan Maria Verdi, 1609) di Vincenzo Citaredo, il cantastorie urbinate che calcava le piazze della Penisola tra Cinque e Seicento, si potevano ricavare i pronostici anche per quell'anno 1609 che entrava di gioved: ®Se in Gioved sar… il primo giorno di Gennaro, il dominatore dimostra l'invernata sar… temperata con venti e pioggie, la primavera ventosa, l'estate buona ma umida, l'autunno buono. Sar… dovizia di vino, grano e frutti, le biave in vil precio, il lino. patir… gran carestia, sar… abbondanza di olio e mele, si sentir… cose nuove d'importanza¯. Furono, dunque, i benigni influssi di Giove a predisporre gli eventi mondani verso novit… che si rivelarono non solo di grande ®importanza¯, ma anche rivoluzionarie al punto da provocare nella stessa dottrina delle previsioni astrali un trauma irreversibile. Proprio tra la primavera e l'estate di quell'anno, infatti, Galileo, quasi cinquantenne, giunse alla realizzazione dello strumento (perspicillum) di cui gli era giunta notizia dall'Olanda. Compiendo il semplice e insieme pionieristico gesto di portare verso l'alto l'®occhiale¯, puntandolo alla volta celeste, l'astronomo pisano scorgeva inedite meraviglie sideree che, l'anno successivo, con il Sidereus Nuncius avrebbe comunicato al mondo. Con le sue straordinarie e sorprendenti osservazioni egli squadernava il libro dell'universo, sconvolgeva la tradizionale rappresentazione del cosmo, abbatteva le convinzioni astronomiche del sistema tolemaico, spezzava l'armonia mundi che univa mondo lunare e mondo sublunare, macro e microcosmo in quell'unico abbraccio divino, sul quale si reggevano la scienza delle previsioni celesti e la medendi ratio del tempo. A Napoli, il Sidereus aveva posto in allarme astrologi e medici, come testimonia Giambattista Manso in una lettera a Paolo Beni. L'intellettuale napoletano riferisce, infatti, di ®un'asprissima querela fattagli da tutti gli astrologi e da gran parte de' medici, i quali intendendo che s'aggiungano tanti nuovi pianeti a' primi gi… conosciuti, par loro necessariamente ne venga rovinata l'astrologia e diroccata gran parte della medicina¯ (Battistini 2000). Grazie al cannocchiale, Galileo toglie i veli astrologici dalla volta celeste, spoglia dei loro abiti logori e desueti i corpi astrali, restituendoli nella loro siderale nudit… all'astronomia, per lasciare le consunte e sbiadite fisionomie divine e zoomorfe delle stelle alla letteratura e all'iconografia, ai cervelli ®da rifare¯ (Galileo). Il cannocchiale svela scenari inediti rispetto alla rappresentazione stereotipata del cielo che per secoli aveva alimentato nell'immaginario collettivo paura e meraviglia ad ogni comparsa di fenomeni celesti incomprensibili, interpretati quali prodigi divini e mostruosi. Per secoli il cielo era stato un teatro variegato, nel quale strepiti e suoni facevano da colonna sonora alle rappresentazioni pi— straordinarie e fantastiche: oltre ad eclissi e a comete, si esibivano ®apriture, voragini, fenestre, fossi, pozzi, buchi¯, corpi luminosi dalle forme pi— bizzarre e inimmaginabili, dai colori pi— inquietanti, dalle forme pi— mostruose e terrificanti fino a draghi, diavoli, registrati dagli storici e dagli autori antichi, che ne hanno tramandato il ricordo, come prodigi, meraviglie, portenti. Dalla combinazione dei ®varii colori¯ generati dal sole, e in particolare dalla ®mischianza del bianco e del nero¯, prendevano forma ®alcuna volta in aria navi, cavalli, genti armate et altri fantasmi¯. Le esalazioni terrestri e le nuvole venivano modellate ®per virt— delle stelle¯ nelle forme di ®cavallo, di bove, d'uomo armato, d'esserciti e d'altre cose¯. Il cielo appariva come una miracolosa inesauribile miniera, dalla quale insieme alla pioggia si vedevano cadere cenere, pietre, pezzi di carne, lane, mattoni, ferri, latte, sangue, acque dolci, amare, fetide. Gravide, le stelle partorivano ®pesci, rane, vermi et altri animali¯ (Casali 2003). La rilettura galileiana del grande libro del cielo coincide con la reinvenzione del tempo di notte, che non Š pi— solo dominio dei malandrini e dei malagentes, dei ministri di Satana, ma anche di sconosciute potenze demoniache: i cannocchiali che quasi in forma ossimorica scoprono la luce del vero, in un inedito dialogo con il tappeto della dimora del Divino Architetto dell'universo, il cielo stellato, la luna, i pianeti. Galileo alza il sipario del teatro della meraviglia e della curiositas per pochi eletti, per cervelli nuovi e occhi lincei che, pur assuefatti all'immaginario astrologico, hanno il coraggio di guardare negli ®occhiali¯ e di andare oltre gli ®oroscopi¯. Pur calcolando nativit… e pronostici astrologici - cos fecero i padri dell'astronomia moderna da Keplero a Galileo - matematizzano le loro osservazioni e percorrono il sentiero lento e difficile della scienza sperimentale e della rivoluzione cosmologica. I pronosticatori tra autodifesa e meraviglia Dopo il Sidereus, l'astrologia viene a trovarsi a difendere le dottrine e le pratiche della giudiziaria e della pronosticazione in generale su un nuovo fronte, quello della rivoluzione astronomica e cosmologica introdotta dall'uso del cannocchiale, che va ad aggiungersi da un lato a quello gi… devastante della condanna ecclesiastica, dell'Inquisizione e della Congregazione dei libri proibiti, e dall'altro a quello del tradizionale partito dei detrattori dell'astrologia (che aveva avuto uno dei suoi pi— vivaci rappresentanti in Pico della Mirandola), rinverdito, proprio tra i due secoli, dalle polemiche antiastrologiche e dalla ratio studiorum dei Gesuiti. Dopo le censure dell'Index Librorum Prohibitorum e della Bolla promulgata da papa Sisto V nel 1586 contro la giudiziaria o oroscopia, i ®formatori di pronostici¯ (T. Garzoni) non prevedono che proprio in quell'anno sarebbe iniziata un'et… di nuovi affanni per i professionisti dell'astrolabio e di calamit… rovinose come pericolose onde sismiche per la dottrina della divinazione astrale. Il 1609 segna, dunque, un periodo importante per l'astrologia che, all'inizio del nuovo secolo, scrive un nuovo capitolo, doloroso ed esaltante nello stesso tempo, della sua lunga storia. A Bologna, da sempre in prima linea nella pratica genetliaca e nell'insegnamento accademico della scienza divinatoria (che verr… estromessa dai curricula solo al tramonto del XVII secolo), capitale della produzione pronosticante, lunaristica e almanacchistica, Giovanni Antonio Magini aveva tracciato la via da percorrere a quanti delle nuove generazioni ®barocche¯ intendevano dedicarsi alla scienza delle stelle con studio e seriet…, a coloro che volevano specializzarsi nella genetliaca e nella pronosticazione in generale. Astrologo teorico e pratico, oroscopante e pronosticatore, nel suo Discorso astrologico per il 1607 Magini si fa maestro di quanti s'applicavano alla compilazione del Discorso annuale. Nella ristampa accresciuta di quel fortunato opuscolo che egli aveva pubblicato con lo pseudonimo di Lodovico Bonhombra, mentre giustificava il metodo da lui stesso seguito nel calcolo delle pronosticazioni, fissava le regole necessarie a ®fare un Pronostico sicuro¯, una vera e propria arte complicata e non ®quella facil cosa ch'ognuno crede¯. Quello suggerito da Magini appare il solo e perfetto modo che permette di tracciare la struttura astronomico-astrologica dei giudizi dettagliati per tutto l'anno, a condizione che si rettificasse il tempo dell'equinozio primaverile secondo il calcolo di Tichone Brahe, l'unico che fornisse ®giusto il movimento del sole¯, con uno scarto di quindici ore rispetto al ®falso¯ calcolo ®alfonsino, come anco quello di Copernico e delle Tavole Pruteniche¯ (Casali 2003). Le polemiche astrologiche interessavano, dunque, in gran parte la pratica della scienza che spesso tradiva le aspettative dei lettori con pronostici sempre pi— bugiardi: si trattava di discutere e definire metodi, calcoli, effemeridi, architetture astrali, figure celesti. Ad esse si aggiungeva il problema di difendere la nobilt… della scienza, la pi— divina tra le arti liberali, e il prestigio degli astrologi sapienti, minacciati da dilettanti e ciarlatani di piazza che, senza conoscere i principi della divinazione celeste, a caso pronosticavano la ventura in ogni angolo delle piazze. Mentre Galileo s'adoperava nelle sue osservazioni celesti tra Padova e Venezia, ma con l'attenzione rivolta alla Toscana, tra Firenze e Bologna si consumava una significativa diatriba sorta tra il ®palazzo¯ e la ®piazza¯, tra Giovanni Antonio Roffeni e Giuseppe Rosaccio, tra la filosofia della natura in accademia e la filosofia della natura in piazza. Nel Discorso astrologico delle mutationi de' tempi con altri notabili accidenti, sopra l'anno 1609, il primo della lunga serie che si protrasse fino al 1644, Roffeni deprecava l'uso dell'astrologia che ®certi zarlatani¯ erano soliti fare dissacrandone i pi— divini principi, fino ad abbassarli a irrisorie e insignificanti favole del volgo. L'allusione era a Rosaccio, il consumato astrologo delle piazze che rispondeva alle calunnie del ®novello¯ dottore bolognese con la Difesa (In Fiorenza, Appresso Gio. Antonio Caneo, 1610) del mestiere del filosofo itinerante e della letteratura astrologica di piazza, formata da fioretti d'astrologia, pronostici perpetui, significazioni dei pianeti e dei segni zodiacali, lunari in foglio, miniaturizzate enciclopedie pronosticanti, i quali, ricettacoli dei cascami della scienza ufficiale, s'erano, tra Cinque e Seicento, fissati in formule e stereotipati in modelli che resistettero all'usura del tempo per alcuni secoli, anche quando oramai la dottrina dell'astrolabio appariva solo una vacua superstizione del passato. Non Š certo un caso che entrambi i contendenti della zuffa astrologica bolognese, Roffeni e Rosaccio, prendano posizione in merito alle nuove scoperte di Galileo, facendo sentire le loro voci di esperti di res coelestes, a ulteriore dimostrazione delle ripercussioni che il Sidereus Nuncius ebbe non solo tra gli scienziati, ma anche presso ®larghi strati della popolazione¯ fino ai ®sapienti¯ delle piazze (Battistini 2000). I due astrologi dialogano con Galileo in modo diverso: diretto quello dell'astrologo bolognese, indiretto quello del pordenonese. Il giovane Roffeni (mor nel 1643, un anno dopo l'astronomo pisano), che intrattenne anche uno scambio epistolare con Galileo, si erge a difesa del Sidereus: nel Discorso astrologico delle mutationi de' tempi (1611), infatti, aggiungeva ®una epistola contro la peregrinazione di Martino Hokino intorno al Sidereo Nunzio delli nuovi pianeti dell'Eccellentissimo Sig. Galileo Galilei¯. E insieme all'allievo di Magini, altri sono gli esperti degli astri ammiratori di Galileo ed entusiasti delle meraviglie del cielo. Con l'intento di giustificare le difficolt… dell'ars pronosticandi, nelle Attinenze astronomiche per il 1633 - pubblicate a Padova l'anno dell'abiura di Galileo - Giovanni Antonio Vignati ricordava le inedite ®maraviglie¯ scoperte dalla scienza astronomica e sconosciute alla tradizionale dottrina delle stelle: ®Gli antichi osservarono solamente mille ventidua stelle, dividendo in quarant'otto asterismi o imagini, come vogliamo dire. Oggid se ne sono scoperte molte migliaia di pi—, d'ogni grandezza e d'ogni qualit…. Saturno s'osserva accompagnato da due stelle erranti, che da lui si dividono e con lui si copulano, rendendolo tal volta di forma elipsia e talora totalmente in lui si nascondono. Giove parimente viene osservato tenere quattro stelle erranti, che l'accompagnano con diverso sito e diverso moto nella di lui sfera; Venere, cosa curiosa, appresso gli osservatori, come pi— visibile, si mostra or piena, or falcata, or meza et or gibosa come la luna. S'oservano con pi— sottigliezza nel corpo lucidissimo e nobilissimo del sole fra tutti i pianeti molte macchie, che mutano e sito e quantit… in quel corpo che fu creduto intatto e senza macchia alcuna. Non conobbero gli antichi queste maraviglie, che a noi ha scoperto lo stromento del telescopio, opera del Gran Galileo¯. Nello stesso tempo, tuttavia, Vignati interpreta il pensiero che accomuna i pronosticatori del Sei e del Settecento, dichiarando in modo esplicito la sua posizione di astrologo cristiano e fedele alla Chiesa di Roma, in linea con la cosmologia ufficiale del geocentrismo e dell'immobilit… della terra. Era ormai in et… avanzata, invece, Giuseppe Rosaccio (nato intorno al 1530, mor nel 1620), quando nel 1610 a Firenze assistette all'arrivo del messo con importanti notizie da Venezia, dalla sua postazione nella piazza del granduca, dove teneva banco e vendeva, oltre alle sue pubblicazioni astrologiche, carte geografiche e mappamondi, recipe e bussolotti, cerotti ed elisiri. Alla minaccia della sconfitta del geocentrismo e dell'antropocentrismo, Rosaccio, enciclopedista del Mondo elementare e celeste, contrappone la grandezza, la dignit… e la superiorit… della terra tra gli elementi e sui cieli. Nello stesso 1610 a Firenze, il vecchio cosmografo, cosmologo, medico, filosofo, e astrologo pubblica il Discorso [...] della Nobilt… et Eccellenza della Terra, un inno allo ®scabello¯ degli ®immensi piedi¯ di Dio (Mt. 5, 35), dedicandolo, come aveva fatto Galileo col Sidereus Nuncius, ®Al Serenissimo Cosimo Medici II Granduca di Toscana¯. Oltre a compilare pronostici annuali e perpetui, Rosaccio era particolarmente versato nello studio, nella descrizione e nella rappresentazione cartografica della ®macchina terrestre¯, della cosmografia e della corografia. Dalla specola della sua cosmografia, ridisegnata sulla parola biblica (®In principio creavit Deus caelum et terram¯, Gn. 1), Rosaccio riduce acqua, aria e fuoco a ®servi¯ della ®Gran Madre antica¯, nobilitata e sublimata come ®cuore¯ del mondo, ®padrona e regina¯ tra gli elementi e i cieli, ®patria, metropoli e capo di tutti gli vivi¯. Il Discorso sulla ®nobilt… et eccellenza della terra¯ si conclude con una significativa dedicatoria al lettore in cui il cosmografo difende - dalle possibili censure della ®scuola dei sofisti, i quali trabalzosamente molto parlano et poco intendono¯ - la sua opera come fondata su ®ragioni metodiche, cristiane e pie¯ che non intendono stravolgere l'assetto dell'universo, lontane come sono dalla teoria copernicana, dalla quale Rosaccio prende con prudenza le debite distanze, evocandola nell'interrogazione: ®Ma che risponderesti, oh Sofista? Se dir volessi, all'opposito di quello che nel passato discorso ho detto, non esser vero che il cielo si muova e che la terra stia ferma, ma in contrario: che la terra intenta fusse a rivolgersi et sempre stabile e fermo restasse il cielo?¯ (Casali 2009). Astrologi e astronomi A partire dal secondo Quattrocento per arrivare alla fine del Settecento, sotto l'impulso dell'introduzione della stampa, il pronostico conosce una vera e propria esplosione, connotandosi in senso astrologico, intimamente legato, quindi, alle vicende storiche della dottrina dei cieli, astrologia e astronomia; alle interdizioni dell'astrologia giudiziaria o genetliaca o oroscopia da parte della Congregazione dell'Indice dei libri proibiti; alla nascita della nuova scienza sperimentale, fino all'affermarsi di una diversa visione della cultura e del cosmo col pensiero dei nouveaux philosophes. Il Pronostico, Iudicio, Tacuino di matrice dotta cede il passo, durante l'et… postridentina, al pronostico cristiano che caratterizza tutta la letteratura astrologica del Seicento. La figura dell'astrologo secentesco acquista una fisionomia particolare soprattutto in relazione all'affermarsi dell'immagine dell'astronomo. Angelico Aprosio, alias Scipio Glareano (1607- 1681), aveva in tal senso idee molto chiare. Convinto sostenitore dell'astrologia naturale, la parte pi— intimamente legata all'astronomia, l'irrequieto e bizzarro monaco agostiniano aveva dedicato il nono dei ®grilli¯ che compongono la sua raccolta di erudite curiosit…, La Grillaia (1668), agli astrologi, coloro che si dedicavano ad una professione difficile, dignitosa e nobile, ma ®da pochi bene intesa¯. L'Accademico Incognito ricordava, tessendone gli elogi, un gruppo di astrologi, suoi ®amici¯, i quali con competenza astrologica e sapienza astronomica avevano pubblicato o continuavano a pubblicare discorsi ®formati con regola¯ e ®veramente eruditi¯: i bolognesi Ovidio Montalbani e Lorenzo Grimaldi, il sacerdote ravennate Antonio Carnevali, lo sfortunato genovese Tomaso Oderico, Angelo Rossi e il promettente Dateo Beni, prematuramente scomparso. L'astrologo perfetto predicato da Angelico Aprosio, che concilia astronomia e astrologia, esigenze scientifiche e divinatorie della conoscenza dei cieli, Š incarnato in modo mirabile nel pieno Seicento dal conte Cornelio Malvasia (1603-1664). Il nobile bolognese ricopr prestigiose cariche politiche, fu generale d'armata, e nel contempo si dedic• alle lettere, senza tralasciare di coltivare la passione per l'astronomia e l'astrologia. Astronomo peritissimo, amico e corrispondente di Giandomenico Cassini, traduttore di un'opera genetliaca di Luca Gaurico, Malvasia aveva realizzato nella sua villa di Panzano un osservatorio, dotandolo di strumenti tra i pi— perfezionati del tempo, per mezzo dei quali seguiva indefessamente, giorno e notte, aiutato da allievi, amici, assistenti e collaboratori, i fenomeni celesti pi— rari e singolari, come eclissi e comete. All'attenzione per la sperimentazione, per l'osservazione diretta assorbita dalla nuova sensibilit… scientifica, egli un la pratica astrologica, riproponendo un interessante connubio significativamente esemplificato dalle sue opere a stampa, tra le quali accanto ad effemeridi e osservazioni tecnico-scientifiche su fenomeni astronomici appaiono anche discorsi astrologici annuali firmati con lo pseudonimo di Artenisio Tebano, ponendosi in tal modo come ideale allievo ed erede di Lodovico Bonhombra. A Bologna avevano insegnato per anni astronomia Bonaventura Cavalieri e Giandomenico Cassini, il quale ebbe tra i suoi amici e corrispondenti Cornelio Malvasia e Lorenzo Grimaldi, e fu apprezzato per il suo sapere nella Firenze dei Medici e nella Roma dei papi, dove aveva stretto rapporti di amicizia e di collaborazione con astronomi ed intellettuali dell'urbe, tra cui l'erudito Ottavio Falconieri, affiliato all'Accademia del Cimento e corrispondente di Lorenzo Magalotti. Nella citt… felsinea per alcuni anni, dal 1664 al 1678, Geminiano Montanari insegn• matematica: proveniva da Firenze, dove aveva partecipato alle sedute degli accademici del Cimento e aveva conosciuto e familiarizzato con alcuni dei personaggi pi— illustri di quel nobile cenacolo: Francesco Redi e Alfonso Borelli, Vincenzo Viviani e Lorenzo Magalotti. A Bologna aveva trapiantato gli insegnamenti della scuola sperimentale, istituzionalizzati nell'Accademia della Taccia (1655-1677), fondata con la collaborazione dell'abate Carlo Antonio Sampieri due anni prima che chiudesse i battenti il Cimento, al quale sopravvisse per un decennio. Lo scienziato modenese aveva seguito il metodo galileiano e polemizzato con gli astrologi anche in occasione del prodigio celeste - proveniente dalle parti della Romagna e scomparso in direzione della Liguria - osservato a Bologna nella notte del 1676. A Bologna Montanari s'era trovato di fronte ad una cultura accademica ancora saldamente ancorata alla tradizione filosofica e cosmologica: i togati che insegnavano nello Studio bolognese e dominavano gli ambienti elitari, tenevano ancora un piede affondato nel peripatetismo. Astrologia, astronomia e medicina continuavano ad essere branche inscindibili di uno stesso sapere. Ovidio Montalbani, l'ultimo compilatore del taccuino astronomico-astrologico-medico per conto dell'Universit…, dopo oltre tre decenni di produzione annuale, vecchio, stanco e ammalato stava per mettersi a riposo, ma la dottrina delle stelle aveva invischiato irrimediabilmente uomini della statura di Silvestro Bonfiglioli, che godeva dignit… e rispettabilit… oltre i confini cittadini. Solo in un clima di tal genere, farraginoso, opaco, chiuso e in parte misoneista, i detrattori e i dissacratori della scienza dei pianeti, gli antiastrologi o i contrastrologi, i partigiani della rinnovata cosmologia, seguaci dello sperimentalismo galileiano, in netta minoranza, potevano agire come associati in una sorta di setta segreta eretica e rivoluzionaria, quella che diede vita al Frugnolo degli influssi celesti. Ne L'astrologia convinta di falso (1680), Montanari racconta come, pur compilato a caso, senza seguire scrupolosamente le regole e i principi messi a punto da Magini, il fortunato lunario fosse riuscito pi— veridico di quelli calcolati dai professionisti dell'astrolabio, a dimostrazione di quanto, dopo un secolo, apparisse ancora un'impresa difficile cambiare i cervelli, liberare gli uomini invischiati nelle panie astrologiche, aprire gli occhi a quanti si lasciavano abbagliare dalle seducenti promesse dei segretari delle stelle. L'eco del Nuncius galileiano nella letteratura pronosticante astrologica Nell'ambito della repubblica letteraria e scientifica europea del Seicento, che subisce il fascino delle relazioni celesti di Galileo, gli astrologi da pi— parti calcolano pronostici presentando la divinazione astrale al mondo con titoli che ricalcano il Nuncius galileiano o che ad esso si ispirano. A Breslavia nel 1614 Peter Gottart, ®Knsten und Philosophiae Magistrum¯ e ®Rhetor und Histor. Professorem¯, pubblica il Nuncius Stellarum bipartitus (1614), mentre a Londra, nel 1660, John Gadbury, allievo di William Lilly, il pi— prestigioso astrologo inglese del tempo, d… alle stampe il Nuncius Astrologicus or the Astrological Legate relativo all'esito della controversia fra i sovrani del Nord, calcolato sull'oroscopo del re di Danimarca. Il telescopio d'Urania, Discorso astronomico preventivo del Sofistico indovino Sopra della Cometa apparsa del Mese di Dicembre 1664, edito a Venezia nel 1665, aveva avuto un illustre precedente a Londra nel Telescopium uranicum per il 1659 di John Booker, il famoso astrologo che pubblic• pronostici dal 1631 fino al 1667, anno della sua morte. Nella tradizione lunaristica italiana, la citazione pi— esplicita del Nuncius galileiano, tuttavia, appare in almanacchi e fogli volanti a diffusione ampia e popolare del XVIII secolo, alcuni dei quali vengono pubblicati tra Reggio dell'Emilia e Modena: si tratta del Nontio delle stelle [...] Predittione alla Citt… di Buda Fatta da Astronomico Ingegno per nuova Vittoria dell'Austria e Ongaria (In Reggio, per Prospero Vedrotti 1685); del Nunzio delle Sfere di un nome fortunato nella lunaristica in foglio settecentesca, la Signora Pandora Agrigentina; del Nunzio delle Stelle del Signor Giuseppe Rosaccio, che veniva pubblicato dai Soliani, un lunario di grande successo, motivo di contesa per gli stampatori modenesi, che portava nel titolo, a caratteri cubitali, il nome di quel Rosaccio da Pordenone, filosofo, cosmografo, astrologo, medico, che aveva vissuto tanto a lungo da apprendere le novit… astronomiche galileiane da una postazione privilegiata a Firenze nella Piazza del Gran Duca, dove, come s'Š detto, teneva banco. L'almanacchistica popolare fiorentina, poi, nel corso dell'Ottocento, evoca ®Galileo¯ come ®successore¯ dell'®insigne astronomo filosofo matematico¯ Sesto Caio Baccelli (Firenze, Tipografia Rebagli, 1844), il solo degno firmatario del glorioso Lunario toscano della stirpe dei Baccelli, calcolato gi… nel secondo Settecento prima da Lucio poi dal fratello Quinto Baccelli; dal Figlio, dal Nipote, dall'Amico di Sesto Caio Baccelli. Nei frontespizi e nelle pagine dei pronostici, dei discorsi astrologici, dei lunari e degli almanacchi del XVII secolo, l'iconografia planetaria e quella relativa all'astrologo resta pressoch‚ invariata, riproducendo immagini stereotipate che si tramandano attraverso la produzione a stampa. Anche dopo gli straordinari disegni di Galileo che fecero il giro del mondo allora conosciuto, la luna, insieme al sole uno dei due luminari maggiori, quando viene riprodotta nella forma pi— stilizzata continua ad apparire umanizzata, ammiccante, con occhi, naso e bocca. L'iconografia dell'astrologo Š caratterizzata da tratti fortemente stereotipati. Su uno sfondo giuocato su due tastiere diverse, di interni e di esterni, le silografie che a volte accompagnano il testo scritto, non di rado raffinate ed eleganti, ma anche rozze ed essenziali, restituiscono profili di sapienti spesso ritratti con lo sguardo puntato alla volta celeste costellata di stelle, tra cui campeggiano la luna e il sole; fotografati alle prese con gli strumenti della professione e troneggianti in cattedra, per suggerire l'idea del professore di una delle tradizionali arti liberali, sulla quale o accanto alla quale si distribuiscono in ordine casuale compassi, astrolabi, sfere armillari, ®occhiali¯ (a partire dal XVII secolo in poi) e libri: effemeridi e trattati fondamentali della dottrina di Tolomeo e di Aristotele (nelle raffigurazioni pi— antiche), ma anche di Cardano e di Riccioli (nelle moderne). L'atteggiamento di guardare in alto, di scrutare i cieli, riprodotto anche nelle silografie pi— antiche, assume un valore piuttosto simbolico che reale: i segreti che l'esperto legge nella pagina del firmamento all'interno del grande libro della natura, vengono scoperti non attraverso la diretta osservazione, bens rovistando nei ricchi forzieri degli antichi saggi, gli scritti dei filosofi greci, latini e arabi. Molte immagini, infatti, ritraggono l'interprete degli astri intento allo studio dei ponderosi volumi che formano la sua biblioteca, topos iconografico che non scompare quando viene introdotto l'occhiale o cannocchiale, che non rappresenta solo l'elemento nuovo e rivoluzionario tra gli strumenti necessari al pronosticatore o all'oroscopante, ma suggerisce soprattutto l'affermazione di un diverso metodo per conoscere i corpi celesti, inaugurato dai padri dell'astronomia moderna, da Copernico a Keplero a Galilei (Casali 2003). Nel Seicento, mentre per gli addetti ai lavori il cannocchiale crea occasioni di ulteriori indagini scientifiche, astronomiche e ottiche, per ®i letterati e la gente comune¯ in meno di una generazione finisce per rappresentare un oggetto affascinante e seducente che, per le significative ®implicazioni allegoriche¯, agisce potentemente sull'immaginario collettivo. Il fenomeno per cui il cannocchiale o, come voleva Federico Cesi, il telescopio, nella cultura e nella letteratura del Seicento diventa simbolo, metafora, impresa, ®sinonimo di visione ravvicinata e di sguardo penetrante¯, coinvolge anche gli astrologi e l'astrologia, proprio la parte della scienza dei cieli maggiormente posta in discussione dalle osservazioni galileiane relativamente a principi, teorie e pratiche strettamente connesse all'antica rappresentazione del mondo (Battistini 2000). Ne Il telescopio d'Urania, Discorso astronomico preventivo del Sofistico indovino Sopra della Cometa apparsa del Mese di Decembre 1664 (In Venezia 1665), il telescopio Š metafora delle divinit… celesti. Il sintagma ossimorico del titolo coniuga l'idea della tecnica e della nuova scienza alla mitologia: il telescopio che scopre il vero Š in realt… l'astrologia, la scienza che permette di vedere ingranditi di mille volte i pianeti e le stelle fisse e di interpretare le cifre dei loro litigi o dei loro amplessi. Il traslato del messaggio Š rafforzato dalla rappresentazione iconografica che decora il frontespizio: un monaco Š ritratto in un interno che si apre verso l'esterno, nell'atto di scrivere appoggiandosi ad un globo terrestre, mentre nella cornice sono distribuite le topiche iconografie dei pianeti, Saturno, Marte, Giove, ed alcuni strumenti del mestiere. Il fatto che il cannocchiale non figuri, dimostra ancora una volta che, negli elementi pi— vistosi del paratesto, il ®telescopio¯ assume una valenza metaforica e non letterale, fuori dal contesto che lo ha prodotto. Ad osservare il frontespizio con pi— attenzione, inoltre, risulta con evidenza che mediante l'accostamento titolo-figura - certamente opera del tipografo - non solo non viene colta l'istanza della novit… insita in ®telescopio¯, ma viene creata un'ulteriore discrepanza tra ®nuovo¯ e ®vecchio¯ affiancando alle parole ®Telescopio d'Urania¯ i tratti del ®monaco scrivente¯ di oltre un secolo prima, essendo, infatti, una parziale riproduzione dell'incisione presente nell'antiporta del volgarizzamento di Mauro Fiorentino della Sphera del Sacrobosco, edita nel 1537 a Venezia (B. Zanetti). Appartengono all'almanacchistica settecentesca e ottocentesca libri longevi che, creati in sede tipografica, assumono la fisionomia burlesca e parodica di saggi indovinatori dei pianeti in atto di utilizzare, oltre ad altri strumenti, non sempre tipici dell'arte pronosticante, il cannocchiale, come il Barbanera di Foligno o il Barbarossa di Bologna. Dalla ®Villa d'Figadel¯ proviene invece il Filosofo Quattordici Cacciaballe (Caporal Quattordes Cazzabal), il quale osserva le stelle con un cannocchiale che regge con la mano sinistra, e brandisce con la destra un forcale, il vero strumento con il quale, in sostituzione del compasso, cos come viene chiarito dal titolo dell'almanacco (El Stral Compassad zo' a braz Cun al Forc…), trae le previsioni dalle disposizioni degli astri sotto ad ogni lunazione dell'anno 1747. Su una duplice citazione galileiana sono costruiti il nome e l'iconografia di un altro almanacchista nato nella Stamperia di Gaspare de' Franceschi alla Colomba, Vomoposmo Buntoni, detto il Saggiatore di Gulmerino, raffigurato in atto di guardare il cielo stellato e la luna con il cannocchiale, al tavolo di studio su cui campeggia un astrolabio, strumenti che suggeriscono il modo di calcolare le Astronomiche Speculazioni Sopra l'anno 1790. Il processo di assimilazione metaforica del cannocchiale all'astrologo segna, inoltre, l'immagine de ®L'astrologo in giro sul Pegaseo Cavallo dall'uno all'altro Polo del Mondo¯, che illustra il Lunario Nuovo de La Gran Staffetta volante, edito in Bologna presso la Stamperia del Sassi a partire dai primi anni Settanta del XVIII secolo. L'erudito almanacco, dal tono tra il serio e il faceto, Š il tipico ®libro universale¯ dell'anno, punto d'arrivo della tradizionale dottrina della divinazione astrale ormai impoverita e banalizzata, intrecciata a rubriche pronosticanti e calendariali, storiche e poetiche, astronomiche e agricole, devozionali e cabalistiche, la ®Cabala responsiva o sia Divertimento Numerico¯ per i ®Dilettanti¯ del gioco del lotto. L'astrologo in un lungo abito da saggio, scarpe con fibbia e cappello a larga tesa, dalla quale fuoriesce una lunga chioma che scende a riccioli sulle spalle secondo la tradizione secentesca, cavalca un magnifico cavallo alato che spicca il volo da un cumulo di nuvole verso le sfere planetarie in un luminoso cielo stellato, signoreggiato dal sole e dalla luna. Volando alla conquista dei ®campi aerei¯, regge con la mano sinistra le redini e con la destra, come arma da combattimento, un cannocchiale ®astronomico¯ e ®all'ultima moda¯. Lo strumento ottico ha accorciato a tal punto le distanze dal cielo che l'astrologo non solo tocca quasi con mano i corpi astrali, ma vi passeggia in mezzo, va ad incontrarli, come inviato speciale e messaggero che direttamente raccoglie le intenzioni dei pianeti verso il mondo e gli uomini. La Gran Staffetta Volante (si legge sul frontespizio del Lunario nuovo per il 1775) Š, infatti, l'®Osservatore esattissimo [...] di tutti i Corpi celesti, Interprete fedelissimo delle loro influenze, criticate da tutti, ma non intese da alcuno che gli Astri misuri qui in Terra con un compasso che non arriva al cielo¯. Quella della Staffetta volante Š un'immagine che, nel panorama culturale in cui si inscrive l'almanacchistica astrologica del secondo Settecento, sembra voler rappresentare un'arte e una sapienza ormai considerate alla stregua di un volo immaginario, rispetto alla scienza della sperimentazione e alla nuova filosofia dei lumi, all'insegna di uno strumento che appartiene di diritto all'astronomia, la quale gi… da tempo ha preso le distanze dall'astrologia. Sembra indicare che la pazza scienza delle pronosticazioni, coltivata dai ®cervellazzi d'astrologi¯ (T. Garzoni), segue la via che conduce verso un mondo a lei familiare, almeno a partire da Ariosto: il mondo della luna. Elide Casali (®Prometeo¯ n. 111/10) Che cos'Š l'umorismo? - Il 90% delle persone ritiene di avere senso dell'umorismo, ma siamo sicuri di sapere di che cosa stiamo parlando? - Grazie al sempre maggiore interesse per la psicologia della salute, gli studi sull'utilizzo dell'umorismo per promuovere il benessere personale e sociale sono aumentati, producendo un profondo cambiamento nel modo in cui ci si rapporta a tale importante tematica. Definire e spiegare precisamente che cosa provochi in noi la percezione di un vissuto umoristico appare compito arduo, sia perch‚ l'umorismo Š un concetto articolato e complesso, sia perch‚ le teorie formulate sono spesso in disaccordo quando si tratta di darne una definizione univoca. La complessit… deriva dal fatto che l'umorismo Š connotato da molteplici aspetti: a) cognitivo, determinato dalla percezione di significati tra loro non logici - paradossi - in un contesto ludico; b) comportamentale, caratterizzato dall'espressione del viso e dal movimento del corpo durante la risata; c) emotivo, dovuto al fatto di provare emozioni piacevoli; d) fisiologico, dato dalla variazione di alcuni parametri fisiologici quali la respirazione o la pressione sanguigna; e) sociale, caratterizzato da elementi comunicativi e relazionali. Proprio a causa di questa variet… di aspetti appare complicato elaborare un'unica teoria per spiegare l'umorismo. Ogni disciplina ha dato alla luce le proprie teorizzazioni e, per ci• che concerne la psicologia, nel corso degli anni sono emerse diverse prospettive teoriche: quella psicoanalitica, la teoria della derisione e le teorie dell'incongruit…. Teoria psicoanalitica Ô Sigmund Freud il padre di questa teoria. Attraverso motti, comicit… e umorismo (suddivisione dello stesso Freud) si ®scaricherebbe¯ energia psichica repressa che viene rilasciata sotto forma di risata. Tale interpretazione si basa sulla concezione ®idraulica¯ della mente umana, formulata dallo stesso psicoanalista viennese, secondo la quale l'uomo Š considerato come un sistema chiuso e sottoposto alle leggi fisiche di un modello idraulico di costanza e scarica dell'energia. Il tema fondamentale della teoria psicoanalitica consiste nella capacit… di provare piacere attraverso la soddisfazione di un impulso per mezzo della risata, impulso che altrimenti non avrebbe modo di essere soddisfatto in quanto censurato dalla coscienza. Ad essere repressi dalla censura del Super-Io sarebbero sia gli impulsi sessuali sia quelli aggressivi e ci• spiegherebbe l'apprezzamento sia delle battute indecenti, sia degli elementi aggressivi volti a denigrare o a far apparire inferiore l'oggetto del riso. Secondo Freud, le pulsioni aggressive e sessuali riuscirebbero ad ®ingannare¯ la censura del Super- Io e a emergere alla coscienza attraverso espedienti elaborati a livello inconscio. Tale elusione avverrebbe attraverso particolari tecniche umoristiche: i giochi di parole, la rappresentazione dell'opposto e cos via; un insulto, ad esempio, Š divertente se a prima vista appare come un complimento. La censura viene cos colta di sorpresa, poich‚, apparentemente, ci• che viene proferito non si discosta dalle norme sociali convenzionali; in realt…, la censura viene sviata dal fatto che la sottile riformulazione di quanto detto ci permette di esprimere un sentimento profondamente diverso. Dal momento che, di solito, ha a che fare con le convenzioni sociali, l'umorismo pu• essere anche interpretato come un modo per trarre sollievo dalle restrizioni che inevitabilmente le convenzioni producono. Non solo, pu• anche accadere che le persone sottoposte ad un'elevata tensione emotiva si lascino andare ad una fragorosa risata qualora la tensione venga improvvisamente rimossa. Tale processo Š paragonabile a quello che avviene durante il sonno, in cui il sogno ha la funzione di appagare un desiderio frustrato: per Freud, infatti, l'umorista ®sogna ad occhi aperti¯. Teoria della derisione In base alla teoria della superiorit… e della derisione, l'umorismo si baserebbe sull'aggressione e sull'ostilit…. Molto spesso, infatti, noi ridiamo delle persone a causa dei loro fallimenti o difetti o perch‚ esse si considerano in qualche modo svantaggiate o perch‚ soffrono per le loro disavventure e sfortune. Avari, golosi, ubriaconi sono spesso protagonisti della comicit…, cos come il marito sottomesso dalla moglie o lo sventurato che riceve una torta in faccia. Ridiamo anche per gli errori che avvengono nel linguaggio comune, come gli strafalcioni linguistici dei bambini, gli errori di pronuncia o la cattiva grammatica. L'umorismo nascerebbe, quindi, nel momento in cui, confrontandoci con gli altri, ci sentiamo meno deboli, meno sfortunati, meno stupidi, in qualche modo appunto ®superiori¯. Le interpretazioni che fanno capo alla teoria della superiorit… hanno radici antiche; gi… Omero raccontava del divertimento e delle risa degli Dei; un divertimento incurante di ogni considerazione morale e fondato su elementi di violenza, deformit… e sessualit…. L'aggressivit… sarebbe anche l'elemento che contraddistingue il riso sardonico (il riso sarcastico), che si manifesta attraverso un'inequivocabile espressione del viso: la risata a fior di labbra stirando gli angoli della bocca, la quale scaturirebbe dal connubio di dolore e rabbia interna. Ipp•crate sosteneva che l'aspetto aggressivo del ridere fosse da ricondurre al fatto che, contraendo i muscoli della bocca, vengono messi in risalto i denti, cos come accade nel ringhiare degli animali. Sia Aristotele che Platone sottolineavano che le persone trovano elementi di umorismo nelle debolezze, nelle manie e nelle mancanze altrui e che la risata Š un'espressione di derisione o malizia diretta. Nel XVII secolo fu Thomas Hobbes a evidenziare il ruolo di rinforzo dell'autostima. Egli formul• la cosiddetta ®teoria della superiorit…¯, che esprime una visione globale dell'uomo, ma pu• essere anche utilmente considerata in relazione alle implicazioni aggressive presenti nell'umorismo. Secondo tale teoria la risata rappresenterebbe l'esclamazione di ®gloria improvvisa¯ (®sudden glory¯) nei confronti di chi riteniamo pi— debole o inferiore rispetto a noi stessi. Egli utilizza il termine ®glory¯ nel senso di ®vainglory¯, autostima, derivata dalla consapevolezza di essere superiori agli altri (nel caso in cui si rida di altre persone) o di aver superato le proprie debolezze o fallimenti (nel caso in cui si rida di s‚), conquistando cos una migliore concezione di se stessi. Nel secolo scorso, il filosofo H. Bergson ha sottolineato il ruolo del riso come strumento di controllo sociale: egli riteneva che la sua funzione fosse da ricondurre all'effetto ottenuto dalla risata in s‚, in quanto aspetto umiliante per chi Š oggetto della derisione. Per Bergson, come per Hobbes, il meccanismo cardine dell'umorismo consisterebbe nella derisione: mentre, per•, per Hobbes la risata rappresenterebbe un disturbatore anarchico dell'armonia, in quanto gli individui lottano per la supremazia, secondo Bergson la risata garantirebbe l'armonia in quanto elemento di rinforzo delle convenzioni e dell'ordine sociale. Alberto Dionigi (®Psicologia contemporanea¯ n. 222/10) Viva Verdi - Come Va'pensiero e altri cori d'opera divennero nell'800 canti di battaglia per chi combatteva per l'Italia unita e indipendente. - Ô il 25 di luglio e fa caldo, anzi caldissimo: la torrida estate meridionale dell'anno 1844 cuoce le campagne intorno a Cosenza. Ma Attilio ed Emilio Bandiera sudano freddo. Con altri sette patrioti stanno fronteggiando un plotone di esecuzione borbonico. Pochi istanti prima della raffica di fucileria che li consegner… alla morte, dalla fila dei condannati parte un canto: Chi per la patria muor/vissuto Š assai. Molto patriottico. Ma non Š un canto di battaglia, Š un'aria d'opera, tratta dalla Caritea regina di Spagna, picaresco intreccio di amori, duelli e corone composto nel 1826 da Saverio Mercadante. Niente di politico, insomma. Eppure quei versi, con quell'accenno alla patria, sono soprattutto una provocazione antiborbonica, nonch‚ il primo attestato di un matrimonio che Š insieme d'amore e d'interesse: quello tra melodramma e Risorgimento. Un matrimonio la cui musica nuziale porter… la firma del ®menestrello¯ dell'Unit… d'Italia: Giuseppe Verdi. Di quel legame era ben consapevole persino Mazzini, che esule in Francia scrisse un saggio sul tema. ®In quello scritto¯ spiega Piero Mioli, storico della musica al Conservatorio di Bologna ®Mazzini diceva che mentre sul piano artistico il melodramma aveva a suo giudizio gi… raggiunto l'apice con Rossini, su quello dei contenuti poteva evolversi verso l'impegno civile e sociale. Parole che suonano come una profezia dell'avvento di Verdi¯. Detto fatto: l'arrivo dei turbolenti Anni '40 dell'Ottocento coincise infatti con il debutto alla Scala di Milano della prima opera verdiana ®patriottica¯, il Nabucco (1842). Il celebre coro Va' pensiero Š in realt…, nell'opera, un canto degli ebrei schiavi a Babilonia (episodio biblico). Ma sentendone le parole gli italiani oppressi dallo straniero si immedesimarono subito. E i censori asburgici non si insospettirono: ®Degli ebrei che si lamentano? Nulla di strano¯ dovettero pensare. Anche le successive opere di Verdi avevano poco a che fare con l'attualit…. Eppure, pur essendo di ambientazione storica, spesso la trama parlava di cospirazioni e rivolte contro tiranni e oppressori. Tanto bastava. Nei Lombardi alla prima crociata (1843) il coro O Signore, dal tetto natio cantato dai seguaci padani del piissimo crociato Goffredo di Buglione divenne un inno nostalgico a una patria perduta. Anche Ernani (1844), una vicenda di briganti e ribelli nella Spagna rinascimentale, fu calato a forza nel presente dal pubblico. ®Alla Biblioteca di Bologna¯ rivela Mioli ®si conserva un libretto dell'epoca in cui un'originaria ode del coro a Carlo V di Spagna fu trasformata, per una delle rappresentazioni, nel pi— politico ®a Pio IX sia gloria e onor¯ per omaggiare papa Mastai Ferretti, il pontefice che aveva suscitato speranze tra i liberali¯. Per Ernani, I due Foscari (1844), Giovanna d'Arco (1845), Attila (1845) e soprattutto per La battaglia di Legnano (del 1849, successiva quindi alle sollevazioni del '48) Verdi e i suoi librettisti (Francesco Maria Piave, Temistocle Solera e Nicola Cammarano) si destreggiarono tra censure e obiezioni pi— o meno ufficiali. Nel 1851, invece, dal Rigoletto dovettero eliminare il riferimento al re di Francia Francesco I. ®Non per motivi politici per•¯ puntualizza Mioli. ®L'opera, tratta da Il re si diverte di Victor Hugo, prevedeva che il sovrano cantasse le arie pi— ®libertine¯, come La donna Š mobile o Questa o quella per me pari sono. Si reput• sconveniente che un sovrano si esprimesse cos e il protagonista fu ®degradato¯ a duca di Mantova¯. Una situazione analoga si ripet‚ con I vespri siciliani, del 1855. Questa volta il riferimento all'attualit… era abbastanza esplicito: la vicenda Š infatti la rievocazione della rivolta siciliana del Duecento contro i francesi. Cos in Italia l'opera dovette cambiare titolo (divenne Francesca di Guzman) e l'azione fu spostata in Portogallo. Ancora pi— fatale fu l'incrocio fra libretto e attualit… nel caso di Un ballo in maschera. L'opera avrebbe dovuto debuttare a Napoli nel febbraio del 1858. ®A poche settimane dalla prima, il tentativo di Felice Orsini di assassinare Napoleone III (colpevole di avere affossato la Repubblica romana dieci anni prima, ndr) era finito in strage¯ racconta Mioli. ®La trama, che trattava di un potente ucciso in una congiura, sembrava un insidioso richiamo alla cronaca¯. Furono imposti cambiamenti cos radicali che Verdi stracci• il contratto. L'opera torn• in cartellone l'anno dopo, a Roma. ®La censura papalina fece trapiantare la vicenda nell'America coloniale, a Boston, all'epoca un contesto remoto. E protagonista non fu pi— una testa coronata, ma il governatore della citt…¯. Il ®depistaggio¯ serv a poco. Proprio durante le prove di Un ballo in maschera la folla filo-unitaria (Roma era ancora Stato della Chiesa) tenne a battesimo il celebre slogan ®Viva V.E.R.D.I.¯, scritto sui muri dell'albergo che ospitava il musicista: le lettere del cognome formavano le iniziali di ®Vittorio Emanuele re d'Italia¯. Il Risorgimento, ormai maggiorenne, aveva trovato il suo cantore. Ma lui, il ruvido emiliano di Busseto (Pr), quanto fu consenziente? Mioli non ha dubbi: ®Credo che quel ruolo lo compiacesse¯. Del resto, di l a poco sarebbe diventato deputato e poi senatore nel nuovo parlamento nazionale. ®Verdi era prima di tutto occupato dalle questioni teatrali¯ continua Mioli. ®Ma non era tipo da farsi imporre trame e libretti preconfezionati, come facevano altri. Sceglieva, e poi ®torturava¯ il librettista finch‚ non aveva espresso quello che voleva lui¯. Il risultato fu la ®colonna sonora¯ del Risorgimento. Va detto che il fidanzamento melodramma- patriottismo era di lunga data. Lo dimostra proprio quel ®canto del cigno¯ dei fratelli Bandiera. L'autore Saverio Mercadante, era decisamente pi— tipo da soggetti religiosi o sentimentali che politici. Eppure era bastato quell'accenno a una patria nel libretto (bench‚ non fosse l'Italia) a farne un inno rivoluzionario. Nei primi decenni dell'800 interi passi celebri della lirica iniziarono a essere riletti in chiave di riscatto nazionale. E questo andando ben oltre le reali intenzioni di musicisti, librettisti e cantanti (che temendo di essere messi al bando si tenevano alla larga da argomenti ®sovversivi¯). ®Il fenomeno esplose con Verdi, ma se ne trovano avvisaglie precedenti¯ conferma Mioli. ®Prendiamo Rossini: la sua ultima opera Š del 1829 e la sua mentalit… era settecentesca. Il suo curriculum, poi, era ®compromesso¯ (compose cantate per il ®Belzeb— austriaco¯ Metternich e ricevette la Legion d'Onore dall'ultrareazionario Carlo X di Francia). Eppure nelle sue opere c'era gi… qualcosa che infiammava i patrioti¯. L'Italiana in Algeri, per esempio, Š del 1813 ed Š la storia piccante di un'intraprendente connazionale rapita da un bey moresco. ®Il passo ®Pensa alla patria, e intrepido/il tuo dover adempi:/vedi per tutta Italia/rinascere gli esempi/di ardire e di valor¯ susciter… reazioni entusiastiche¯. Soprattutto degli italiani rimasti scottati dalla Restaurazione. La censura austriaca lasci• correre. Non cos quella pontificia, che prefer evitare ogni richiamo all'italianit… anche nel titolo: per essere rappresentata a Roma, l'opera divenne Il naufragio felice. Rossini ammicc• (probabilmente involontariamente, al contrario di Verdi) alla causa nazionale in opere come MosŠ in Egitto (ebrei in cattivit…), L'assedio di Corinto (greci e ottomani) e soprattutto in Guglielmo Tell, storia svizzera di ribellioni ai soprusi. Ancora pi— esplicita fu nel 1831 la Norma di Vincenzo Bellini. Antichi guerrieri galli in lotta contro la dominazione romana vi intonano il coro Guerra, guerra! Le galliche selve@ quante han querce producon guerrier. Ma come pot‚ l'elegiaco e melodioso Bellini trovare il coraggio di inneggiare (qui e in altre opere) alla libert… in uno dei periodi di pi— stretta censura austriaca, pontificia e borbonica? ®In effetti non pot‚¯ dice Mioli. ®Rappresent• le sue opere a Parigi, nella Francia non troppo reazionaria di Luigi Filippo d'Orl‚ans, e con i testi di un poeta esule, Carlo Pepoli. In Italia, in quel periodo, nei libretti d'opera la parola ®libert…¯ veniva sempre censurata¯. Opera, amore mio Il melodramma, nato a cavallo tra '500 e '600, era in origine uno spettacolo d'‚lite, riservato a intellettuali e nobili, messo in scena nei piccoli teatri di regge e palazzi. Gi… alla fine del Seicento, e soprattutto nel '700 con la nascita dei primi teatri pubblici, con la diffusione del divismo dei cantanti (in particolare i richiestissimi castrati) e con la nascita di un repertorio pi— popolare e comico, l'opera divenne un fenomeno di massa. Nell'800, l'epoca del ®belcanto¯ italiano, i palchi riservati a notabili e aristocratici cedettero il passo a platee e gallerie affollate di militari, prostitute, popolani. A teatro si mangiava, amoreggiava e litigava (le ordinanze di polizia imponevano agli spettatori di disarmarsi all'ingresso) ma si finiva anche per imparare, attraverso trame romantiche che esaltavano orgoglio e identit… nazionale. Questi temi passarono presto dai teatri alle strade (gi… a met… del secolo le arie pi— celebri erano riprodotte dagli organetti degli ambulanti) e si mescolarono alla vita civile. Canticchiava arie d'opera, radendosi, il giovane e pare stonatissimo Cavour. Come pure un compagno di Donizetti al conservatorio di Napoli: Piero Maroncelli, patriota e carbonaro condannato (con Silvio Pellico) a vent'anni di carcere duro allo Spielberg, la fortezza degli austriaci. Adriano Monti Buzzetti Colellla (®Focus Storia¯ n. 50/10) Il futuro della tv? Forse Š su YouTube - Continuare a sperimentare idee e formati innovativi di show nell'epoca di Internet. Superare i meccanismi logori della tv generalista e i problemi di budget. E contro la sterile ricerca di audience, mantenere l'attenzione sulle motivazioni profonde. - Ogni volta che si propone di realizzare un nuovo programma, si replica che non si pu• fare perch‚ c'Š crisi. Ma esistono almeno altri due problemi fondamentali, secondo me. Innanzitutto, come chiunque pu• notare, da un sacco di anni troviamo gli stessi programmi: vanno bene e hanno grandissimo successo. Ogni volta che un programma si consolida e ottiene ascolti, i produttori lo vogliono tenere finch‚ funziona. Non c'Š verso di schiodarli. Per questo immagino che assisteremo a 24 edizioni di Ballando con le stelle. E dopo che Grande fratello alla prima edizione ha fatto il 28% di share, Canale 5 giustamente ha deciso: ®Ma perch‚ se abbiamo questo dobbiamo inventare qualcosa di nuovo?¯. Il secondo problema, a mio avviso, Š una sorta di ®sindrome da vigliacchetti¯ che attanaglia persone come me, e altri grandi e storici personaggi della televisione. Bisogna riconoscerlo chiaramente: abbiamo avuto successo con un programma e abbiamo paura di farne un altro che potrebbe andare male. So che Š sbagliato, perch‚ ci si dovrebbe mettere sempre in gioco; tuttavia, temo che anche se lo si volesse fare, sarebbe dura. Per esempio, quest'anno io gi… ero d'accordo con la Rai per alcuni progetti. Poi Š successo un piccolo disguido, sulla stampa ho letto qualche indiscrezione che mi ha fatto venire dei dubbi. Per ottenere un programma come piace a me, purtroppo, ci vogliono tanti soldi. Solo le prove costano molto: se usi i ballerini devi pagargliele per tutti i giorni; e poi, insomma, mangiano anche. Se vuoi gli ospiti, anche loro chiedono rimborsi e gettoni. Non parliamo del megaospite americano. Ô quindi un po' difficile far pagare a un'azienda tipo la Rai un variet… come Stasera pago io, che costava un botto. Anche se va considerato il fatto che durava tre ore: in un colpo solo si prendeva prima, seconda e terza serata... Una volta ho rischiato di fare Unomattina. Ma Š troppo difficile riprodurre quel programma oggi. E poi tutti i giovani, il sabato sera, non stanno pi— davanti alla tv. Si spiega cos perch‚ C'Š posta per te, che mia madre vede sempre, continua a registrare lo stesso ascolto (6 milioni e 300.000, uno pi— uno meno). Quando feci Stasera pago io, si sovrapponeva alla prima edizione di C'Š posta per te. Noi andavamo molto forte e il secondo anno battemmo la De Filippi: facevamo 8, 9 milioni, lei 6 e mezzo. Poi, quando me ne sono andato io, lei vinceva contro altri programmi totalizzando sempre i suoi 6 milioni e mezzo. Ci sono quei 6 milioni e mezzo che da dieci anni stanno l in poltrona a guardarla. Bisognerebbe andare da loro e svegliarli, facendo per• davvero qualcosa di nuovo. E non Š facile. Credo che i programmi si ripeteranno: fino a quando il Grande fratello non scender… al 16% di share lo terranno. Quindi in questo senso, alla fine, molto dipende dal pubblico. In ogni caso, anche se non si innova, l'offerta televisiva si Š molto ampliata e le proposte sono ormai innumerevoli. Dunque, chi se ne frega di questa staticit…. Se non nasce un programma, me ne vado a cercare un altro. Adesso c'Š anche YouTube, che cambia tutto. Io ho trascorso l'altra sera a guardare filmati di Jerry Lewis su Internet. Ho trovato di tutto. Ho visto delle gag che non pensavo potessero essere fatte da un essere umano. Provate a digitare Jerry Lewis e vi vedete un comico serio. Oppure Eddie Murphy, in veste di cabarettista, non di attore. Comunque un po' di novit… si pu• ancora tentare: nel mio piccolo, ad esempio, sono convinto che quello che ho fatto con Sky fosse qualcosa di nuovo: si Š mai visto un pubblico televisivo pagante? Era un programma ibrido, certo, come l'auto a benzina ed elettrica. C'era lo spettacolo teatrale, di cui una parte andava in televisione, mentre alcuni passaggi venivano concepiti solo per la tv. Era un esperimento. Ma che Š successo? Mi hanno massacrato. E perch‚? Perch‚ avevo 300.000 ascolti - cioŠ, si noti, a tutt'oggi il risultato pi— alto su Sky dopo le partite. Il mio spettacolo Š stato giudicato con il metro della televisione generalista, che Š una vigliaccata. Mi Š stato detto: ®Prima faceva 8 milioni di ascolti e ora 300.000¯. Ovvio, ora mi trovavo sul canale satellitare, prima sulla Rai. Critiche del genere fanno passare anche la voglia di lavorare: addirittura, avevo deciso di non fare pi— nulla. Ma per mia fortuna sono uno che va a casa, vede sua figlia che fa un sorriso, ed Š felice come prima, gi… pronto per ricominciare. La televisione, per•, spesso genera ansia. Sei sempre con qualcuno al telefono, sempre dietro agli ascolti. Gli studenti di comunicazione dovrebbero assistere a una riunione autoriale di un programma tv il giorno dopo la messa in onda; sarebbe davvero istruttivo. Vi viene illustrato un grafico che mostra gli ascolti minuto per minuto. Appena si vede un picco dicono: ®Cosa c'era l, cos'era quello?¯. Qualcuno risponde: ®Era tizio che faceva la cacca in mezzo allo studio¯; e la considerazione finale: ®Rifacciamolo la prossima puntata¯. Cos ho capito che le cose che funzionano, anche se bruttissime, si tende a rifarle perch‚ hanno funzionato nella prima puntata. Io non lo sapevo, ma Aldo Grasso mi ha spiegato che questa si chiama ®teoria Boncompagni¯. Fu infatti Gianni Boncompagni il primo che chiese il ®minuto per minuto¯ dei suoi programmi. Poi per le puntate successive decise di mantenere solo i picchi. E siccome nei picchi c'erano cose oscene, la televisione ha cominciato a duplicarsi in quella maniera. Io questo fenomeno l'ho vissuto. Alle volte suggerivo di cambiare, sparigliare le carte, altrimenti la gente si aspetta gi… tutto. Ô come nei duetti: ormai Š palese, si sa, che quando uno comincia a cantare pezzi tipo Perdere l'amore arriva il duetto. Per fortuna, per•, non c'Š solo la tv dei programmi di variet…: c'Š anche la fiction! Io non me ne perdo nessuna se c'Š mio fratello, perch‚ ®in famiglia ci dobbiamo aiutare a vicenda. O' fratello non si tocca¯. Il piccolino! Che poi, in realt…, anche se Giuseppe ha nove anni meno di me, ne dimostra di pi—: Š uomo lui! E mio padre, quand'eravamo piccoli, lo chiamava gi… l'attore: ®Eccolo qua il mio attore¯, diceva. A me invece: ®Ecco o' cretino¯. A livello caratteriale, lui Š veramente un'altra persona. Se si vede l'armadio di mio fratello, dove tiene le camicie, si pu• andare con un metro per misurare la distanza precisa da una camicia all'altra, con gradazioni di colore che vanno a calare. Lui ha tutti i copioni in ordine, perfetti, studia, s'impegna. Io per trovare la camicia che indosso ci ho messo una vita. Ma forse Š anche il mio bello. Ci penso ogni tanto, quando ricordo gli anni passati, com'ero diverso. A come anche il nostro ambiente Š cambiato, non solo ciascuno di noi. Tutto oggi, in effetti, appare molto pi— pericoloso. Grazie a telecamere e telefonini - oltre, per fortuna, a poter assicurare criminali alla giustizia - si scoprono fatti terribili. Per•, se ai miei tempi ci fossero state tutte le possibilit… che ci sono adesso, anch'io sarei potuto finire sulle prime pagine dei giornali. Non nego niente, per• devo confessare di aver l'impressione che in quest'ultimo periodo si stia un po' esagerando con l'ipocrisia. Fiorello (®Vita e Pensiero¯ n. 6/10)