PERCORSO DIDATTICO PER L'INSEGNAMENTO DELLA SCRITTURA IN CORSIVO AGLI STUDENTI MINORATI DELLA VISTA Vincenzo Bizzi Introduzione La crescita di un bambino con grave deficit visivo, non solo risente dei limiti obiettivi derivanti dalla patologia, ma anche di quelli che gli vengono erroneamente attribuiti dall'ambiente educativo. L'autonomia, le capacit… e l'immagine di s‚, che il bambino matura, dipendono soprattutto dalla qualit… degli stimoli che gli sono stati proposti. Accade che il bambino non impari proprio ci• che gli altri hanno immaginato che non possa imparare e che perci• hanno evitato di insegnargli. Si tratta di "profezie che si autoavverano", che nascono dall'effimero e maldestro tentativo di immedesimazione nella sua condizione di minorato visivo e dalla successiva proiezione su di lui di tutti quei limiti motori, cognitivi e relazionali che si percepiscono come ovviamente e inevitabilmente conseguenti. Tra le molte cose che spesso non vengono proposte, rientra anche la scrittura in corsivo, detta "in nero". A volte, ci si limita ad insegnare allo studente a fare "la firma", facendogli ripetere pazientemente una sequenza di micro-movimenti fino a che viene globalmente memorizzata, senza alcuna articolazione. Lo scopo di questo articolo Š invece quello di incoraggiare gli educatori ad insegnare ai propri studenti a scrivere in corsivo qualsiasi breve testo. Si tratta di una sequenza di unit… didattiche, corredata di spiegazioni, esemplificazioni fotografiche e disegni, che pu• guidare al conseguimento di questo obiettivo. Come Š ovvio, l'itinerario didattico richieder… gli opportuni adattamenti di tempi, metodi e strumenti, nel rispetto della singolare situazione di ognuno. Anche se, innegabilmente, si tratta di un percorso lungo e non facile, si potr… fare conto su un'elevata motivazione del bambino che, in genere, Š assai desideroso di imparare a scrivere per gli altri e come gli altri. Sar… anche molto significativo per tutti constatare che lui, che non vede, sa scrivere come gli altri, mentre raramente accade che le persone vedenti: familiari, insegnanti, compagni, abbiano avuto l'umilt… di imparare a scrivere e a leggere in Braille. Ô anche da considerare, che la legge italiana, da quasi trent'anni, riconosce valore legale alla firma della persona non vedente e che molteplici momenti della vita sociale richiedono questa abilit…. L'andamento grafico proposto, proprio grazie alle caratteristiche di ordine e schematicit…, si rivela utile, con qualche adattamento, anche con bambini ipovedenti gravi, perch‚ consente di ridurre lo sforzo di coordinamento oculo-manuale ed Š stato sperimentato con successo con alunni vedenti disgrafici. Non Š un corso di calligrafia, ma di scrittura resa discretamente facile da imparare e da produrre, con l'obiettivo di mettere in condizione chi non vede di comunicare con chi vede in modo immediato e comprensibile. Ma vale la pena di sottolineare che da ci• pu• derivare un piccolo, ma apprezzabile, miglioramento della sicurezza di s‚ e della dignit… sociale del giovane. Prerequisiti Considerato che il bambino Š gi… avviato alla lettura e scrittura in Braille o con altri sistemi e che a volte ha avuto pi— dimestichezza con i puntini che con la penna, si dovr… porre attenzione attraverso il gioco alla verifica o alla conquista di particolari pre-requisiti: * Corretta prensione della penna. * Agilit… di controllo dei micro-movimenti necessari per tracciare sul piano in gomma linee verticali, orizzontali, oblique o composte. * Coordinamento tra mano destra e sinistra. * Conoscenza e dimestichezza nell'uso dei sussidi e degli strumenti necessari per questo percorso didattico. Sussidi e strumenti necessari 1. Il cuscinetto (figura 1): Š ancora uno strumento utile soprattutto per l'osservazione di perrcorsi e forme di discrete dimensioni realizzate dall'insegnante. Trova utilizzazione nella prima fase didattica che verr… successivamente descritta. [Inserire foto 1. Didascalia: Fig. 1: Cuscinetto] 2. Il piano in gomma (figura 2): Š il sussidio pi— utile per il conseguimento dei prerequisiti e per la realizzazione della seconda fase didattica. Con questo sussidio il bambino potr… imparare a riprodurre segni sempre pi— piccoli, a orientarli in funzione della richiesta, imparando a coordinare la mano che impugna e scrive, con il dito indice dell'altra mano che guida nella giusta direzione e immediatamente verifica la qualit… del risultato. Il bambino vedente guida e controlla la scrittura grazie ad una stretta correlazione oculo-manuale. Il nostro alunno attuer… invece, nelle fasi iniziali di questo percorso, un controllo mano-mano usando il piano in gomma. Solo dopo un paziente esercizio operativo senso-motorio nascer… nel bambino la capacit… di raffigurarsi il movimento e di percorrerlo senza pi— dipendere da stimoli sensoriali. [Inserire foto 2. Didascalia: Fig. 2: Piano in gomma] 3. I quadernoni con le righe a rilievo (figura 3), prodotti dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi. Sono disponibili con diversa rigatura e grandezza dei canali e dovranno essere adottati in funzione dei progressivi livelli di apprendimento raggiunti. [Inserire foto 3. Didascalia: Fig. 3: Quadernone con quattro righe a rilievo] Considerazioni preliminari alla didattica Se l'alunno non ha altri problemi di apprendimento e di motricit… fine, si potr… avviarlo alla conoscenza e all'uso della scrittura in nero intorno ai 7/8 anni e comunque solo dopo che abbia imparato a leggere e scrivere (in Braille se cieco o inefficiente visivo, o magari come a volte si fa con alunni ipovedenti, in caratteri in stampato maiuscolo), ci• al fine di non creare un sovraccarico di codici molto diversi e con il rischio di affaticarlo e disorientarlo. Il bambino, abituato a scrivere in Braille, scoprir… che in corsivo le lettere della parola si collegano tra loro e possono cambiare anche forma e dimensione, e, se ancora usa la tavoletta, scoprir… che si scrive da sinistra a destra. La scrittura deve procedere con un andamento grafico continuo, che eviti all'alunno di dover staccare la penna dal piano di scrittura all'interno delle parole. Per consentire continuit… al grafismo, ogni lettera deve perci• iniziare sulla sinistra in basso e terminare sul lato destro. La sequenza delle lettere procede da quelle pi— semplici verso quelle pi— complesse e propone tre moduli grafici di base: a onda, tonde e a ghirlanda che corrispondono rispettivamente alla lettera i, alla o, alla e. Quasi tutte le lettere proposte successivamente, derivano da queste forme di base, nelle quali il segno viene ripetuto (es.: n, m) o lievemente modificato nelle dimensioni o in un particolare (es.: v, l, b) o associato l'uno con l'altro in forme combinate (es.: d, q, p). Ô fondamentale in questo metodo che il bambino abbia potuto analizzare accuratamente la forma della lettera proposta alla sua esplorazione tattile, in dimensioni non troppo grandi tali, da ritardare una ricostruzione sintetica, n‚ troppo piccole con il rischio di impedire l'analisi della forma: la dimensione ideale corrisponde, pi— o meno, allo spazio che le sue dita esplorano senza richiedere anche movimenti delle braccia. In pratica la dimensione proposta per una prima conoscenza della forma corrisponder… alla lunghezza del dito indice del bambino. Quando si passer… alla seconda fase, quella dell'esercizio di scrittura sul piano in gomma, la dimensione si ridurr… alla met…, circa 2 cm. 1a fase Nella prima fase di presentazione, il movimento esplorativo del percorso della lettera proposta a rilievo sul cuscinetto (vedi figura 1) sar… accompagnato dalla mano dell'insegnante che, contemporaneamente, avr… cura di descriverlo schematicamente con brevi parole guida, descrittive e gratificanti. Ben presto, la mano del bambino sar… sicura e autonoma e la guida verbale diventer… sempre pi— schematica: su, gi—, destra, sinistra,... Per verificare la conquista di ogni nuova lettera si potr… chiedere al bambino di ripetere la forma virtuale a fianco del modello nel tratto di binario vuoto e infine di riprodurla variandone anche le dimensioni. Dopo queste conquiste, che richiedono molta attenzione e motivazione, il bambino ha bisogno di una gratificazione reale, di una grande verifica: deve riprodurre sul piano in gomma ci• che ha imparato e constatare che, in effetti, ci• che ha scritto Š leggibile da altri. 2a fase Nella seconda fase si utilizzer… il piano in gomma. Sui fogli di plastica l'insegnante riprodurr… coppie di righe distanti tra loro circa 2 cm, separate da almeno 4 cm. All'inizio di questi canali l'insegnante riprodurr… la lettera da rinforzare. Il bambino, dopo aver commisurato nuovamente la forma nelle nuove dimensioni proposte, potr…, subito a fianco, iniziarne la riproduzione. II piano in gomma consente al bambino progressivamente di raffinare la forma, la dimensione, la linearit…, la direzione del grafismo. Per facilitare la rappresentazione mentale le lettere vengono presentate graficamente e descritte verbalmente con indicazioni spaziali nette: * linee: verticali, orizzontali, oblique; * direzione: su, gi—, destra, sinistra. Il grafismo che ne consegue Š un po' spigoloso, ma tender… spontaneamente ad assumere forme tondeggianti man mano che il bambino acquisir… sicurezza e velocit…. In questa fase Š perci• importante la perfetta collaborazione tra la mano esecutrice e la mano che prima guida e poi verifica ogni movimento della penna. Ogni nuova lettera conquistata apre la immediata possibilit… di scrivere parole nuove e ci• Š molto stimolante e gratificante. Progressivamente si potr… ridurre l'altezza dei canali fino a circa 1-1,2 cm, limite minimo sotto il quale decade la possibilit… di percezione tattile dei particolari del segno. 3a fase Nel giro di qualche mese di esercizio con il piano in gomma, il bambino matura una sempre pi— agile capacit… di riproduzione e di collegamento delle lettere e, progressivamente, riduce la esigenza di autocontrollo tattile. Ô giunto il momento pi— atteso e difficile: si comincia a scrivere su carta, come gli altri. Ma Š chiaro che d'ora in poi il bambino scriver… per gli altri, facendo affidamento prevalentemente sulle proprie certezze immaginative. In questa fase sono necessari i quaderni di carta con 4 righe a rilievo (figura 3). La terza riga dall'alto Š pi— marcata delle altre e sar… la riga guida, la base dalla quale avr… inizio ogni lettera ad eccezione di quelle precedute da B, V, O. Su queste pagine rigate in rilievo, il bambino trova ancora i riferimenti determinanti per esercitarsi nel dimensionare le lettere e per direzionare l'andamento dello scritto. Ogni bambino ha i suoi tempi, e perci• Š difficile predire quando sar… il momento esatto per proporre un ulteriore progresso adottando i quaderni a rilievo con coppie di righe. In linea di massima, si potr… desumere questa maturazione osservando la progressione della fluidit… grafica e la contemporanea riduzione della dinamicit… del dito guida, entrambi segno della maggiore certezza esecutiva raggiunta. Nella coppia di righe il bambino mantiene un modesto supporto utile per collocare le lettere "corte" (a, c, e,...), mentre deve affidarsi alla memoria micro-motoria per definire lo slancio in alto o in basso delle lettere "lunghe" (b, d, f,...). Quando anche la regolarit… dimensionale del grafismo si sar… sufficientemente stabilizzata, si proporranno i quaderni a riga unica di livello pi— raffinato e difficile. Il rilievo della sola riga di base consente ancora un piccolo aiuto nel direzionare stabilmente la linea di scrittura, ma sottintende un buon autocontrollo delle forme e delle dimensioni. Nelle schede successive sono riprodotti: 1. I "percorsi" esemplificativi di alcune lettere dei vari moduli grafici proposti e la verbalizzazione che supporta l'orientamento micro-motorio. 2. La collocazione delle lettere di ogni modulo nelle pagine a 4 righe e alcuni esempi di parole. 3. La conformazione di tutte le lettere e la loro collocazione nelle pagine a coppie di righe. 4. Un esempio autentico di scrittura di una bambina di 8 anni all'inizio della terza fase. Vincenzo Bizzi, consulente tiflopedagogico. 1