LA TERAPIA DEI GENITORI Salvatore Lagati Spesso all'inizio delle nostre "Settimane Estive", si discute sul fatto che certe attivit… si denominano col suffisso terapia, come: musicoterapia, arteterapia, ippoterapia, pet-therapy, ecc. Qualcuno dice che non Š corretto denominare terapia un'attivit… che si propone di aiutare il bambino a fare certe cose. E allora ci si chiede: cos'Š la terapia? E chi pu• fare terapia? Non si fa di certo terapia nel giro di una settimana, come Š il caso delle "Settimane Estive". Non si pu• fare terapia per il semplice fatto che il tempo Š breve. E magari l'ambiente non Š adatto. Alle "Settimane Estive" si possono fare tante attivit… utili, come scambio di esperienze fra genitori e mutuo aiuto. Sul chi pu• fare terapia, invece, Š abbastanza chiaro: sono i terapisti, quelli abilitati a fare terapia, iscritti all'albo speciale se ne hanno uno, e comunque persone che hanno studiato e si sono formati per questo. Una volta, durante una recente "Settimana Estiva", ho chiesto ai presenti, genitori e terapisti: secondo voi, i genitori fanno terapia con i loro figli? O meglio: secondo voi certi genitori possono fare terapia con i loro figli con problemi? E ancora: secondo voi, quando un genitore abbraccia suo figlio con la sindrome di Down, o con problemi di vista o con problemi di udito, o con entrambi i problemi e lo tiene stretto a s‚, parlandogli con amore, soprattutto quando questo bambino Š in crisi, fa terapia? O quando un genitore, la mamma o il padre, o anche un fratello o una sorella maggiore, gioca con un familiare che ha bisogno di compagnia, comunica con lui in modo piacevole, si diverte con attivit… che lasciano un segno piacevole in entrambi, fa terapia? Ma cosa vuol dire fare terapia? Se vuol dire entrare nell'intimo di un'altra persona per migliorarla, possibilmente per "guarirla", allora i genitori fanno terapia. E, per il loro bambino o la loro bambina, la possono fare molto meglio di qualsiasi terapista iscritto all'albo speciale. Come scrive Selma Fraiberg in Insights from the Blind (1977): "Ô la madre eccezionale a poter aiutare il proprio bambino non vedente a superare le disabilit… senza interventi esterni di consulenza". Il nostro compito Š fare in modo che tutte le madri siano eccezionali. O meglio: facciamo in modo che l'eccezione diventi la regola. Ed Š possibile, se intessiamo con i genitori un dialogo alla pari. Se aiutiamo i genitori a superare i primi ostacoli, ad esempio, il trauma che spesso provoca la nascita di un figlio pluriminorato. Nelle centinaia di lettere che ricevo dai genitori iscritti ai "Corsi per Corrispondenza", vi sono testimonianze di mamme e di padri molto significative, che pubblico su "Notizie". Spesso, molto spesso, siamo noi professionisti a dover imparare dai genitori. Una volta un genitore mi ha scritto che aveva interrotto alcune terapie, perch‚ il suo bambino rischiava di diventare "il figlio dell'‚quipe". E questo Š veramente un rischio. Noi alle "Settimane Estive" facciamo musicoterapia, psicomotricit…, logopedia, orientamento e mobilit…, ecc. Ma diciamo apertamente ai genitori di apprendere qualcosa che possono poi fare loro stessi a casa; in altre parole di "rubare il mestiere" ai professionisti. Per concludere, sono convinto che molta terapia per il proprio bambino o per la propria bambina, normale o con problemi, la fanno i genitori. I genitori, ovviamente, che hanno imparato il mestiere di genitori. Salvatore Lagati, fondatore del Servizio di Consulenza Pedagogica di Trento. Per contatti: Servizio di Consulenza Pedagogica Via Druso 7 38100 Trento Tel. 0461.82.86.93 E-mail: casalagati@tin.it 2