SOFTWARE E AUSILI INFORMATICI PER NON VEDENTI Paolo Mura La comunicazione Š il mezzo attraverso il quale si rende possibile il rapporto con gli altri e permette che ogni essere vivente da elemento individuale diventi elemento sociale. Attraverso il linguaggio, che possiamo definire come l'insieme di codici intersoggettivi che consentono di trasmettere, conservare ed elaborare informazioni, avviene la comunicazione umana. Il modo pi— sofisticato ed articolato di comunicare Š il linguaggio verbale che si esprime attraverso la parola scritta. La scrittura si Š rivelata nel tempo un efficace mezzo di comunicazione capace di trasmettere e conservare nel tempo la cultura dei popoli. La scrittura essendo direttamente percepibile con gli occhi ha fatto nascere l'esigenza di costruire per i non vedenti un sistema tattile alternativo. Anche se da sempre i ciechi sono ricorsi a toccare per supplire alla mancanza della vista, le prime prove di scrittura tattile risalgono alla seconda met… del XVII secolo. Queste, per•, non ebbero allora alcun seguito. I tentativi furono ripresi pi— tardi e soprattutto durante la prima met… del XIX secolo. Valentin Hay, Charles Barbier de la Serre e Louis Braille, si sono progressivamente adoperati per creare un sistema che come sappiamo Š tuttora utilizzato da tutti i ciechi del mondo. Anche se il Braille rimane in assoluto il sistema di scrittura pi— valido per la lettura tattile e ha quindi consentito l'alfabetizzazione, l'istruzione e la diffusione della cultura tra i ciechi, esso Š per• un sistema alternativo, dedicato, che richiede l'adeguamento al sistema tattile delle informazioni codificate con il sistema grafico e viceversa, ponendo in qualche modo dei limiti di accessibilit… all'informazione e alla cultura. Il computer trattando l'informazione con dei codici non direttamente percepibili dai nostri sensi, impone a tutti la necessit… di utilizzare degli ausili. Le diverse capacit… sensoriali degli utenti si traducono in una diversa versione dell'ausilio necessario per l'accesso all'informazione, ponendo cos tutti, sullo stesso piano. Grazie a questa peculiarit… Š evidente che il computer Š potenzialmente uno strumento che pu• dare autonomia nello studio, nel lavoro e nelle relazioni sociali, ma Š soprattutto un importante strumento di integrazione. In Italia partendo dall'esperienza di un gruppo di non vedenti che frequentarono a Firenze, intorno alla met… degli anni settanta, un corso per programmatori elettronici, venne organizzato nell'anno scolastico '79 - '80 presso l'Istituto dei Ciechi "Francesco Cavazza" di Bologna, il primo corso sperimentale per programmatori elettronici ciechi. In quel periodo, com'Š facile immaginare, non erano disponibili gli ausili necessari al non vedente per utilizzare il computer. Utilizzare il computer comporta, in generale, per i soggetti disabili problemi di adattamento sia all'output che all'input. Per quanto riguarda il non vedente, l'input, non presenta particolare difficolt… in quanto, la tastiera standard, pu• essere memorizzata e gestita abbastanza facilmente. Riguardo all'output invece, si poneva il problema di convertire in formato accessibile le informazioni visualizzate sullo schermo. A ci• si Š provveduto in un primo tempo mediante l'impiego dell'Optacon, un dispositivo apparso nel 1971 che trasforma l'immagine dei caratteri stampati in stimoli tattili mediante la vibrazione di minuscoli aghi che riproducono sotto il polpastrello del lettore cieco la forma originale. Tale strumento era per• lento, faticoso, difficile da utilizzare, ed evidenzi• l'esigenza di dotarsi di ausili pi— adeguati. Vennero prese in considerazione diverse possibilit… tra le quali quella di produrre computer dedicati. Questa ipotesi venne ben presto abbandonata in quanto i sistemi dedicati, se ben si adattano alle esigenze dell'utente possono presentare costi elevati per la loro produzione e inoltre, sono dei sistemi chiusi non aggiornabili o aggiornabili in parte. La soluzione ideale poteva essere quella di utilizzare delle periferiche tattili o vocali. All'estero venivano gi… utilizzati dei display a Braille labile derivati da un apparecchio apparso sul mercato nel 1975: il digicassette. Questo apparecchio, dotato di una tastiera a sei tasti corrispondenti ai sei punti della cella Braille aveva una piccola riga di lettura di caratteri Braille e una cassetta magnetica per la memorizzazione del testo. La tecnologia utilizzata per questo tipo di display Braille era di tipo elettromeccanico. I piolini che costituivano la cella erano sollevati da un meccanismo sofisticato di precisione molto delicato, che richiedeva per la sua produzione personale altamente qualificato. Inoltre, questi meccanismi si inceppavano facilmente e i costi di manutenzione e riparazione erano altissimi. In alternativa al display elettromeccanico sono stati costruiti modelli basati su punti fisicamente immobili. Il rilevamento dei punti attivi e quindi significativi per il riconoscimento del carattere avveniva con un meccanismo elettrofisiologico, prodotto da lievi correnti elettriche. La sensazione Š quella di provocare un leggero formicolio in corrispondenza dei punti attivi come se questi vibrassero fisicamente. Anche questo sistema non ebbe alcun successo. La soluzione tecnica definitiva Š stata quella di utilizzare per le celle di lettura materiali piezoelettrici. Il meccanismo deputato a far sollevare ed abbassare i piolini che costituiscono la cella Braille Š realizzato con dei materiali piezoelettrici elettrodeformabili integrati a dei semiconduttori necessari per attivarli. Le righe di lettura Braille cos costruite sono assolutamente affidabili in quanto il meccanismo di funzionamento Š affidato ad un procedimento chimico/fisico che riduce gli alti costi di produzione e manutenzione. Inoltre Š possibile con questo tipo di tecnologia costruire delle matrici tattili ad alta definizione e di vasta superficie sulle quali possono essere riprodotte figure a rilievo variabile e modificabili secondo un programma stabilito. Questo Š possibile, ma i prototipi sono estremamente costosi. I display Braille oggi sul mercato utilizzano esclusivamente questo tipo di tecnologia. Contemporaneamente cominciarono ad essere introdotti i sistemi di sintesi vocale in grado di vocalizzare il contenuto dello schermo. Nel frattempo con la diffusione dell'informatica di massa conseguente alla produzione di Personal Computer a basso costo e alla realizzazione del sistema operativo MS DOS, programma che gestisce la macchina e che si interfaccia con l'utente attraverso comandi organizzati secondo una precisa sintassi testuale, si cominciano ad intravedere le enormi possibilit… offerte dal PC. Attraverso l'uso dello scanner e l'impiego di OCR, programmi per il riconoscimento caratteri, Š possibile leggere un testo stampato. Mediante questi ausili basati su una presentazione sonora e tattile il non vedente a questo punto ha potenzialmente le stesse possibilit… di accesso che hanno le persone vedenti. Paradossalmente, nel momento in cui si era riusciti a rendere pienamente compatibili gli ausili per i ciechi con il sistema operativo MS DOS, l'uso di massa del PC ha favorito, allo scopo di rendere pi— "amichevole" l'interazione con il computer, l'introduzione di interfacce grafiche rendendo problematica l'accessibilit… a questa modalit… da parte dei non vedenti. La modalit… di visualizzare le informazioni sullo schermo Š, infatti, di difficile riproduzione mediante barra Braille e/o sintesi vocale. L'accesso all'informazione codificata, rischia cos a questo punto di essere rimessa in discussione dalla vertiginosa evoluzione nel settore dell'informatica e della telematica. Le interfacce grafiche e gli ambienti multimediali rappresentano altrettante barriere sensoriali per chi non vede poich‚ queste modalit… di interazione e presentazione dell'informazione non sono pi— neutre rispetto alla modalit… sensoriale. L'utilizzatore cieco viene di nuovo a trovarsi in una posizione di svantaggio come lo era di fronte alla carta stampata. Fortunatamente, per•, gran parte di ci• che viene presentato in questa forma ha ancora una volta una natura neutra, che in principio non richiede una forte caratterizzazione visiva ma che assume queste forme esclusivamente per facilitare l'interazione della macchina con l'utente. Operazioni come: aprire e chiudere cartelle, spostare, collocare e cancellare file, premere pulsanti, ecc. presentano un aspetto funzionale e organizzativo a s‚ stante. Infatti, possiamo affermare che la realt… virtuale non Š altro che un'estensione del mondo reale. Da ci• si evidenzia che il cieco nell'approcciarsi e nell'interagire con la macchina deve avere ben rappresentati questi aspetti funzionali e organizzativi. Allo scopo di rendere accessibile l'ambiente grafico, sono stati introdotti verso la prima met… degli anni '90 dei programmi detti "screen readers", capaci di interpretare e rappresentare testualmente gli oggetti grafici presenti sullo schermo. Queste rappresentazioni possono essere quindi visualizzate facilmente attraverso il display Braille e il sintetizzatore vocale. Ancora una volta, per•, proprio quando sembra di essere giunti finalmente alla soluzione, ci si trova di fronte ad un nuovo problema. Mi riferisco a quelle che comunemente vengono chiamate "barriere informatiche". La maggior parte dei siti Internet, prodotti multimediali su CD Rom DVD e particolari software, sono inaccessibili da parte del disabile visivo. Parlo di problemi pratici come la comprensione delle immagini presenti nei siti Internet e nei CD Rom, il non aver previsto comandi da tastiera, caratteri troppo piccoli o combinazioni di colori inadeguati per gli ipovedenti messaggi ridondanti, problemi legati a computer e software con tecnologie non standardizzati ecc. Considerato il minimo sforzo necessario affinch‚ questi prodotti risultino accessibili da parte dei disabili ritengo che la disinformazione e la poca sensibilit… mostrata dai progettisti sia la causa di questo problema. Con lo scopo di rendere universalmente accessibile la potenza di Internet, nel 1999, da un'idea del Consorzio Mondiale del Web W3C, nasce la "Web Accessibility Initiative". Nel maggio di quello stesso anno viene pubblicata la "Web Content Accessibility Guidelines 1.0" costituita da quattordici linee guida che indicano come rendere accessibile un sito Internet. La "Web Accessibility Guidelines 1.0" Š ancora oggi il documento pi— importante per chi intende realizzare siti Web accessibili, esso per• Š costituito da delle linee guida che non obbligano i progettisti al loro rispetto. In Italia con lo scopo di "uniformare alle linee guida del W3C, il consorzio internazionale per l'accessibilit… della Rete, tutti i siti italiani" Š stata presentata una proposta di legge, fortemente voluta e sostenuta dall'Unione Italiana dei Ciechi, per iniziativa degli onorevoli Campa e Palmieri, "Norme per il diritto di accesso ai servizi e alle risorse info - telematiche pubbliche e di pubblica utilit… da parte dei disabili e per favorire la loro integrazione con le nuove tecnologie". Attraverso questa legge viene riconosciuto e tutelato "il diritto di ogni cittadino ad accedere a tutte le fonti di informazione e a tutti i servizi, in particolare quelle che si articolano attraverso i moderni strumenti telematici e multimediali". La prospettiva futura Š quella di consentire ai non vedenti l'uso dei computer palmari al fine di favorire soluzioni pratiche, quali: l'uso agevole di un telefono cellulare e l'uso del sistema di guida GPS, mentre l'informatica dovr… favorire sempre pi— nuove attivit… lavorative a favore dei ciechi. Paolo Mura, operatore presso l'Istituto dei Ciechi di Cagliari 5