L'ISTRUZIONE DEI MAESTRI DEI CIECHI( Augusto Romagnoli Io sono cieco fin dall'infanzia. Mio padre Š stato il mio primo maestro. Egli era un operaio; non era istruito ma nello stesso tempo non aveva i pregiudizi del maestro professionista che spesso fanno "di una mosca un elefante". Egli mi voleva bene e mi faceva partecipare alla sua vita. Nel suo laboratorio io avevo imparato a conoscere la sega, la pialla e i compassi; egli poi mi descriveva in poche parole tutto ci• che non potevo toccare. In campagna egli m'insegn• a passeggiare accanto a lui, e a riconoscere coll'udito la vicinanza di un muro, di una siepe, di un albero o di un fossato. Egli m'insegn• a nuotare nel fiume quando facevamo i bagni insieme. Se c'era da attraversare una piazza in fretta, egli me la faceva attraversare diagonalmente, spiegandomi che la diagonale Š la via pi— breve. Il mio secondo maestro Š stato un compagno che aveva qualche anno pi— di me. Noi giocavamo, correvamo e facevamo capitomboli insieme, e io facevo uno sforzo speciale per fare tutto quello che faceva lui. Suo padre non aveva piacere che lui andasse coi fanciulli di strada, ma nonostante, qualche volta ci siamo andati. Egli assumeva l'atteggiamento di un fratello maggiore verso di me. Io non mi ricordo che mai egli mi abbia detto, "Non puoi fare questa cosa o quest'altra perch‚ non ci vedi", ma egli si era formata una vaga idea delle mie capacit… e mi aiutava senza, io credo, rendersi conto fino a che punto io fossi inferiore a lui per causa della mia cecit… o della mia et…. Il mio terzo maestro Š stato un maestro di scuola cieco, che si era formato una cultura da s‚ e senza speciale insegnamento. Suo padre era pure un operaio e lo aveva allevato a casa e nell'officina, e mentre egli leggeva libri di storia e di pedagogia lo preparava agli esami di maestro di scuola. Egli m'insegn• i "tre R's" e m'ispir• l'amore allo studio e alla buona condotta. Io sono particolarmente [grato, ndr] a lui che mi ha parlato delle sue esperienze quale cieco fra i vedenti, e mi ha insegnato come comportami da uomo nella societ…. Pi— tardi io frequentai le scuole pubbliche e l'Universit…, facendo i miei esercizi a matita e senza richiedere ai miei maestri la conoscenza del Braille e degli altri mezzi d'insegnamento per i ciechi. Mi servivo di lettori, vecchi o bambini, per leggere i libri che io non possedevo (in Braille). Io ebbi sempre presente l'idea che qualunque aiuto che io avessi domandato ai miei maestri o ai miei compagni di scuola mi avrebbe pregiudicato nella loro stima e nella mia carriera. Questo non significa che io non fossi molto grato a coloro che mi aiutarono a sormontare le difficolt…, certamente molto maggiori data la mia condizione. Allo stesso modo come fui in grado di essere studente tra i vedenti, senza richiedere uno speciale trattamento, cosŤ pi— tardi potei essere professore di filosofia e di storia in una scuola superiore. Io ho voluto trattenere la vostra attenzione a tali personali dettagli perch‚ essi costituiscono la base di esperienza che Š il fondamento dei sistemi adottati nella Regia Scuola di Metodo per insegnanti e maestri istitutori di ciechi, la cui costituzione e direzione mi Š stata affidata dal Governo Fascista. La Scuola riceve i maestri gi… preparati come maestri per le scuole elementari statali, li mette in un corso, che dura un anno, tra allievi ciechi affidati ad essi in gruppi e a rotazione, perch‚ essi imparino sotto la guida e la sorveglianza mia e di tre assistenti, un corso simile a quello degli studenti medici sotto la guida dei loro istruttori nelle corsie degli ospedali. Due o tre riunioni settimanali aiutano a coordinare le varie esperienze, a provvedere per la discussione dei casi pi— interessanti, e a portare agli ordinari sistemi di pedagogia e di psicologia le variazioni e le particolarit… richieste dalla cecit… nella percezione, nella formazione delle immagini, e nei mezzi e istrumenti di studio e di lavoro. Il carattere speciale di questa Scuola Š, in fatti, l'adattamento dell'istruzione e dell'educazione dei ciechi ai metodi comuni d'insegnamento, contando sopra tutto sull'iniziativa personale degli studenti che i loro maestri devono incoraggiare o reprimere piuttosto che indirizzare in programmi rigidi con regole prestabilite. Gli educatori americani non hanno bisogno di grandi spiegazioni di questo sistema, poich‚ Š lo stesso con cui Helen Keller fu educata ed Š quello che rende il metodo Montessori cosŤ largamente apprezzato. In Italia era molto necessaria una scuola di questo genere per ringiovanire gli Istituti dei ciechi, che erano afflitti dai metodi tradizionali e da una male informata piet… che considerava l'educazione come un sollievo pi— che come un aiuto nella disgrazia. Fino al 1924 tutte le nostre Istituzioni erano a carico della carit… pubblica, erano considerate dallo Stato come Istituzioni di carit…, e in molti casi le scuole per i bambini erano annesse ai ricoveri per gli adulti. Il Governo Fascista accett• il programma presentato sia dall'Unione Italiana dei Ciechi che dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi. Il Decreto Reale del 30 e 31 dicembre 1923, stabilŤ che l'educazione obbligatoria dovrebbe essere estesa anche ai ciechi, conservando l'autonomia alle Istituzioni esistenti mantenute dalla carit… pubblica, ma devolvendo i fondi dello Stato all'aumento del patrimonio e a dare alle Istituzioni i mezzi necessari per svolgere il loro programma. Esso obbligava il Consiglio Provinciale a pagare il mantenimento dei bambini ciechi poveri, come pure della rieducazione degli adulti in speciali Istituti e avviamento in qualche professione o commercio. Appoggi• la specializzazione dei 30 Istituti esistenti in Italia in 4 gruppi, quelli per: 1. Bambini. 2. Giovanetti con speciale attitudine per gli studi letterari e musicali. 3. Avviamento a un mestiere. 4. Raccolta dei ciechi, che non possono trovare lavoro, in laboratori e case speciali. Quando si istituŤ la Regia Scuola di Metodo per insegnanti e maestri istitutori di ciechi si stabilŤ che ogni Istituto pei Ciechi avrebbe dovuto assumere quale direttore, maestro ed organizzatore chi avesse conseguito un diploma in detta Scuola. In questo modo il problema dei ciechi in Italia e della loro educazione Š stato risolto nella maniera perfettamente chiara e organizzata col minimo di mezzi a disposizione. Noi non abbiamo Istituzioni privilegiate e pretenziose mantenute a spese dello Stato come negli altri paesi, ma tutte le Istituzioni sono tenute nella stessa considerazione, hanno lo stesso appoggio e la stessa garanzia. Le provincie sono press'a poco uguali alla capitale. La Regia Scuola di Metodo per insegnanti e maestri istitutori di ciechi non ha patrimonio n‚ locale proprio, ma Š alloggiata nell'Ospizio Margherita di Savoia per i Ciechi in Roma, in seguito ad un accordo col Ministero dell'Educazione Nazionale che ha dato all'Istituto il denaro necessario per costruire un edificio nuovo e adatto, dove, insieme colla Scuola di Metodo sono stati installati il giardino d'infanzia, le scuole elementari, e una pensione per circa 60 bambini ciechi, che l'Istituto riceve a sue proprie spese, o a spese delle famiglie degli alunni o del Consiglio Provinciale. Questi bambini sono affidati alla Scuola di Metodo che si serve di essi per la preparazione dei futuri maestri, e per fare esperienze sul miglioramento dei metodi e sul materiale d'insegnamento. Tali miglioramenti sono quindi comunicati agli altri Istituti. Il Governo sopporta tutte le spese per il funzionamento della Scuola ad anche per il materiale scolastico distribuito agli altri Istituti. In oltre, ha fondato 12 borse di studio annuali per l'istruzione dei maestri affine di creare, in pochi anni, il personale specializzato necessario a tutti gli Istituti, ed anche per diffondere tra i maestri nelle altre scuole statali un'esatta cognizione dei ciechi e delle loro scuole, quale forma di propaganda. Ci• permetter… e render… possibile ai ciechi di essere ammessi alle scuole, alle fabbriche, negli uffici insieme coi vedenti. Poich‚ i maestri dei vari Istituti provengono tutti dalla stessa Scuola di Metodo, in questo modo si Š formata un'unione tra tutte le Istituzioni che fanno parte di una Federazione Nazionale. Nello stesso modo tutti i ciechi sono organizzati in una "Unione Italiana dei Ciechi" che ha pure il diritto di avere un suo rappresentante nell'Amministrazione di ciascuno dei nostri Istituti. Il Governo ha voluto riconoscere e rafforzare la solidariet… tra le nostre Istituzioni e il Governo stesso costituendo, quale riparto del Ministero dell'Educazione Nazionale, la Reale Commissione Consultiva per i Ciechi, composta dal Dr. Nicolodi, Presidente dell'Unione Italiana dei Ciechi, dal Comm. Poggiolini, Presidente della Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, e dal Direttore della Scuola di Metodo. Questi importanti legami sono anche rafforzati dalla Stamperia Nazionale Braille che dal 1924 ha stampato circa 50.000 volumi. Quasi tutti questi volumi sono stati distribuiti a spese del Ministero dell'Educazione Nazionale. Abbiamo inoltre da due anni una Biblioteca circolante in Genova intitolata Biblioteca Nazionale Pei Ciechi "Regina Margherita". Abbiamo pure tre pubblicazioni: l'Argo stampato in nero, il Corriere dei Ciechi in Braille e il Gennariello, che ha preso il suo nome dall'idrovolante di De Pinedo, e che Š mandato gratis a tutti i bambini ciechi portando ad essi le notizie dei loro pi— fortunati fratelli e facendo sorgere in essi un forte sentimento di emulazione. La fratellanza fra i vedenti e i ciechi, dalla loro prima infanzia e durante i loro primi anni di scuola, Š il nostro scopo principale, poich‚ siamo convinti che la migliore educazione Š quella che ciascuno acquista spontaneamente, adattando se stesso all'ambiente e sfruttandolo al massimo. Noi siamo convinti che dopo che il cieco ha trascorso qualche anno nelle scuole speciali per l'insegnamento della lettura e della scrittura, ed abbia acquistato un'idea di forma di linea e di posizione nello spazio, la miglior cosa per essi Š di completare la loro educazione tra i vedenti. Per questa ragione tutte le scuole elementari italiane sono obbligate per legge ad accettare gli alunni ciechi che vogliono iscriversi nelle classi dalla quarta in su. L'opinione pubblica non Š, tuttavia, ancora preparata a ci•; quindi all'atto pratico soltanto pochi bambini ciechi all'et… di 10 o 12 anni sono in grado di partecipare utilmente alla vita comune. Per la maggior parte appartengono a famiglie povere, e i libri e il materiale scolastico costa molto caro. Gl'Istituti pei Ciechi, perci•, devono sostituire la famiglia, e formare centri di propaganda, come pure devono mantenere scuole per l'insegnamento della musica, dell'accordatura, del massaggio, e per la preparazione alla carriera agriculturale e industriale, per non dire laboratori che provvedano l'impiego a coloro che non sono in grado di trovare lavoro altrove. I 30 Istituti si sono divisi il lavoro secondo i quattro tipi sopra citati. Ma riguardo ai metodi, e ai maestri speciali Š evidente che noi dobbiamo prendere in considerazione soltanto quegli Istituti che ricevono bambini ciechi. La nostra Scuola di Metodo offre, a coloro che vi partecipano, due campi di esperimento riguardo ai ciechi; i bambini cioŠ non ancora educati o in via di educazione, e esempi e modelli di quello che possono fare gli alunni ben educati, poich‚ il direttore e qualcuno dei suoi abili cooperatori sono pure ciechi. I maestri ciechi sono pure ammessi al corso di avviamento, ed essi offrono un importante campo di osservazione e di esperimento ai loro colleghi vedenti, mentre questi ultimi sono eccellenti collaboratori dei colleghi ciechi perch‚ li aiutano nella lettura, li accompagnano fuori e descrivono ad essi ci• che vedono nei musei, i monumenti e il panorama. Spesso, noi mettiamo insieme uno studente cieco con uno vedente per organizzare le lezioni e gli sport dei bambini. Per la stessa ragione si Š giudicato utile di avere il personale insegnante nell'Istituto dei ciechi composto di ciechi e di vedenti. Un altro problema che abbiamo risolto con successo Š la coeducazione dei ciechi coi parzialmente ciechi. Sullo stesso principio sono stati fatti utili esperimenti mettendo pochi bambini vedenti insieme coi nostri. I compagni vedenti o parzialmente vedenti sono i migliori insegnanti per la corsa, il gioco e la comprensione e rappresentazione degli oggetti; mentre il vivere coi ciechi quasi sempre ha un benefico effetto sui vedenti. Spesso li rende pi— gentili, sviluppa il loro potere di riflessione, e stimola il loro studio del loro lavoro mentale astratto e formativo. Questa coeducazione ha il vantaggio, anche, di obbligare i maestri a parlare sempre con riferimenti paralleli al senso della vista, del tatto e dell'udito, e abituare i ciechi ad avere almeno un'intelligente cognizione del mondo come lo vedono i vedenti. Nello stesso tempo questi ultimi si abituano ad osservare molti aspetti tattili ed uditivi della realt…, e di acquistare altri sensi di percezione che la superiorit… del senso della vista li fa dimenticare. A questo modo la lacuna di comprensione tra il cieco e il vedente Š colmata, ad ogni modo diminuita, tanto pi— che ci sono molti dei primi che pi— o meno conservano un'apprezzabile quantit… di vista. La coeducazione fra i ciechi studiosi e lavoratori rende un beneficio reciproco, secondo i vari gradi di acutezza o di sviluppo della vista e degli altri sensi. Vivendo continuamente coi ciechi, i maestri nelle nostre scuole si abituano pure all'apprezzamento atmosferico tattile e uditivo di un valore intellettuale ed estetico, in tal modo che per essere in grado di dirigere e guidare i bambini nelle loro esperienze dei sensi che, in generale, sono soltanto usati da coloro che sono pure ciechi. Questa collaborazione, che Š fuori della routine, ma resa abituale dal vivere in comunit… da parte dei ciechi e dei vedenti di differenti et… e differenti gradi di cultura, costituisce il carattere speciale della nostra scuola. Ô piuttosto come una grossa famiglia dove ci sono fratelli pi— giovani da allevare e fratelli maggiori che aiutano nel far ci•. Il programma non Š limitato all'insegnamento dei differenti soggetti, ma abbraccia tutta la vita. Gli studenti/maestri non soltanto insegnano in classe ma stanno dietro ai bambini nell'ora dei pasti, organizzano i loro giochi, e li accompagnano a far commissioni o a far visita agli amici, in locali pubblici, ecc. Il materiale scolastico Š ottenuto qua e l…, poich‚ il minimo possibile Š fatto su ordinazione, giacch‚ noi preferiamo adattare quello che Š gi… sul mercato. Le aule scolastiche sono fornite di forme di gesso riproducenti i capolavori di scultura, scelti dalla completa collezione di Vallardi. Noi abbiamo una collezione di modelli di soffitti a volta, chiese, e altri tipi di architettura, comprati all'Associazione Provinciale per l'Istruzione Tecnica in Milano, affinch‚ i bambini, familiarizzati cogli elementi fondamentali, possono pi— tardi, col tatto, per mezzo del suono e di una chiara descrizione, essere in grado di prendere interesse in questi piaceri estetici, almeno al punto di essere entrati in essi e di apprezzare l'interesse preso in tali cose da coloro che vedono. Disegni in rilievo dei principali monumenti sono riprodotti e permettono agli alunni di trovare il punto di riferimento nel visitarli, e di fissare la loro attenzione sui dettagli. Abbiamo pure una collezione di medallions per interessare i ciechi nelle differenti fisionomie e nelle differenti espressioni che la faccia prende secondo le varie emozioni. Dal piacere che i nostri alunni ciechi traggono toccando e riproducendo tali cose, non importa se anche rozzamente, o in carta o in gesso, noi siamo certi che questo insegnamento Š utile. Rilievi geografici o riproduzioni di vedute di montagne, case sparse lungo la strada, ponti, ruscelli, boschi, ferrovie, laghi, ecc., sono utili per dare un'idea delle cose in massa. Ci• che uno ha toccato desta il desiderio di visitarlo, ed in questo modo i fanciulli sono meglio preparati per l'escursione in campagna e le visite agli edifici pubblici e alle fabbriche, e dopo ci• i modelli sono ancora una volta esaminati collo scopo di fissare le sensazioni e le idee nei bambini. In questo ramo tutto il nostro materiale Š stato fornito dalla Ditta del Comm. Nicola Rossi di Milano, dove i modelli che ci occorrevano e che non potevamo trovare sul mercato erano espressamente fatti per noi, una cooperazione che Š stata altamente apprezzata. Oltre al materiale per l'educazione estetica e ideale c'Š pure il materiale per lavoro professionale. I piccoli hanno scatole di prismi di differenti forme e dimensioni, blocchi di legno che si uniscono per mezzo di scanalature, con cui essi fanno scale di legno, pareti e torri, facendo a gara a chi costruisce la pi— alta senza scuoterla o abbatterla. Poi, c'Š il Meccano, col quale essi passano molte ore felici nelle domeniche piovose e, inoltre, hanno giochi all'aria aperta, come il triciclo, il tiro al bersaglio e il football. In tutte queste cose noi sappiamo che abbiamo molto da imparare dall'America e facciamo del nostro meglio per imitarla. Ci sono molte opportunit… durante la vita in un Istituto, e noi cerchiamo di moltiplicarle, e di stimolare i ragazzi, a poco a poco a prendere parte in quelle forme di attivit… che sono le pi— utili perch‚ esse sono met… gioco e met… lavoro, tali quali il fare piccole scatole o mensole, carrette o altri giocattoli in legno, cartone, lavori di vimini e di paglia; legatoria di libri e giardinaggio. Per le ragazze ci sono i lavori di cucina, cucitura mano e a macchina, taglio, lavori a maglia, lavanderia, lavori di casa in genere, ricamo semplice e lavori di fantasia. Naturalmente, la musica non Š trascurata, ma questo entra nello schema generale dell'educazione per mezzo di spettacoli drammatizzati, e danze ritmiche e figurate. Ciascuno dei nostri alunni ciechi e sordi si diverte prendendo parte ad esse. La musica, in fatti, s'insegna come mezzo di educazione e non come una professione; non solo perch‚ al giorno d'oggi Š molto difficile trovare impiego per un cieco musicista, ma anche perch‚ in ogni caso la preparazione professionale dev'essere costruita sulla base di una preparazione perfettamente completa. La mia massima Š questa: "Prima uomini e poi lavoratori". Ô evidente che questa variet… di occupazioni richiede una completa educazione degli aspiranti maestri. Essi sono scelti ogni anno dal Ministero dell'Educazione Nazionale per mezzo di un concorso in cui prima di tutto Š tenuto conto della loro cultura intellettuale e pratica; poi dell'esperienza acquistata negli Istituti pei ciechi; e finalmente, da tutti gli elementi che possono con probabilit… assicurare seriet… di vita e di scopi. Nella Scuola di Metodo gli aspiranti maestri sono assistiti nella loro esercitazione di lavoro manuale e di disegno affinch‚ essi possano insegnare ai ragazzi le varie forme di attivit… sopra citate, lasciando agli studenti il compito di cercare le forme adatte e gli strumenti, se esistono, o di concepire la costruzione di quelli che l'Istituto pi— tardi dovesse far fare. E cosŤ succede che anno per anno i pi— intelligenti maestri portano un contributo positivo alla scuola. Ô nostra intenzione che tutti coloro che si sono diplomati all'Istituto si tengano in contatto cogli altri per mezzo di una pubblicazione periodica. Per ora questa Š sostituita da frequente corrispondenza e da riunioni che si tengono durante il Congresso triennale dell'Unione Italiana dei Ciechi. A questo modo la Scuola di Metodo non rifiuta ma piuttosto favorisce la collaborazione cogli altri Istituti. Secondo me, tuttavia, il problema pi— serio dell'educazione dei ciechi, Š quello che ci conduce oltre l'educazione elementare, Š la formazione del carattere. Un problema importante per tutti, ma uno sine qua non per noi, Š ci• che io dissi che mi ha insegnato il mio terzo maestro e cioŠ nel farmi conoscere la sua esperienza di cieco nei rapporti sociali e morali colla vita. Un cieco dev'essere specialmente dotato di queste qualit… che costituiscono la luce dello spirito e compensano la mancanza della luce materiale, dandogli serenit…, amabilit… e gli altri pregi che gli accattivano l'aiuto dei vedenti. Per formare il carattere negli altri c'Š soltanto una via, cioŠ, avere carattere noi stessi. La religione naturalmente Š il pi— grande fattore; la lettura di buoni libri, la frequenza regolare alla chiesa, e gli atti di altruismo sono pure un buon aiuto. Nel caso dei ciechi noi rischiamo di trovarci di fronte all'ostacolo della piet… che spesso lascia modo agli altri di cedere alla loro debolezza e di dire ad essi la deficienza dovuta alla loro minorazione. Perci• la nostra cura principale Š di procurare che gli aspiranti maestri posseggano buone qualit… di cuore e di carattere come pure un alto senso della responsabilit… della vita e della loro missione. Nelle nostre riunioni settimanali noi dedichiamo speciale attenzione alla scoperta delle debolezze che occasionalmente si manifestano nei nostri giovani alunni e verso cui siamo troppo spesso portati ad essere indulgenti. Gn˘thi seauton deve essere spesso la base di tutta la filosofia, e Medice, cura te ipsum, la base di tutta la pedagogia. Queste idee sono i principali soggetti della mia conversazione privata con ciascuno degli aspiranti maestri, per cui io traggo abbondante materiale dal diario che ciascuno di essi deve tenere, descrivendo i suoi successi e insuccessi nell'educazione dei bambini affidati alle sue cure ad anche nello svolgimento del nostro programma. La pi— grande soddisfazione che questa Scuola mi abbia dato Š di aver appreso da qualcuno degli aspiranti maestri, anche dopo parecchi anni che avevano lasciato la scuola, che la Scuola li aveva resi migliori e pi— capaci di affrontare le loro private difficolt…. Questo mi d… la maggior garanzia che essi potranno essere ottimi maestri. Seguono alcuni dati statistici della Scuola di Metodo per gl'Insegnanti dei Ciechi, Roma - Italia. Numero degli allievi/maestri dal 1925 al 1931: Coloro che hanno preso il diploma 64 Coloro che non hanno diploma 11 Coloro che studiano attualmente 15 Totale 90 Numero dei nostri diplomati impiegati attualmente nei nostri Istituti pei Ciechi, 46 ( Relazione tenuta al World Conference on Work for the Blind, New York, April, 1931 8