SPORT E TEMPO LIBERO: RISORSE E SORPRESE PER IL NON VEDENTE PLURIMINORATO Cecilia Trinci Occorre fare una premessa per chiarirci su che cosa si intende per "non vedente pluriminorato". Sul termine non vedente non mi dilungo, presupponendo che abbiamo ben chiaro che cosa significa. Anche se mi sembra che in genere ci piace perdere molto tempo con le definizioni. Si Š trovato handicappato, poi disabile, poi diversamente abile, con tutte le derivazioni possibili tra non abile, inabile, non particolarmente abile, ecc. E cosŤ per i ciechi: cieco, non vedente, disabile della vista. Per quanto provenga da studi strettamente linguistici, ho un po' sospetto di tutto questo atteggiamento e molte volte sembra che trovare un bel termine elegante, che non offenda possibilmente nessuno e che possibilmente non risolva niente possa assolverci da altri compiti. E con questo molte volte finisce il nostro sforzo di comprensione. Ci fa pensare, allora, l'atteggiamento dei sordi che non vogliono essere chiamati "non udenti" in quanto secondo loro si sottolinea troppo il non, cioŠ qualcosa che manca, pi— che la loro vera identit… che Š appunto quella di essere "sordi", con tutti i pro e i contro della situazione. In ogni caso quello che mi premeva specificare Š che non Š eludendo un problema che lo si affronta nel modo migliore. Credo che un approccio corretto sia quello di mettere sul tavolo tutti gli aspetti: positivi e negativi per migliorarli entrambi. In questo caso il fatto di non vedere non toglie nulla alla dignit… della persona, non alleggerisce l'impegno di tutti gli uomini di portarci reciprocamente rispetto, per• neppure si deve negare l'esistenza di un problema che a sua volta determina alcune conseguenze che non si possono n‚ si devono sottovalutare. Occorre distinguere tra ciechi nati e ciechi che hanno visto in momenti precedenti. Questo comporta diversit… di apprendimento. Infatti, chi non ha mai visto ha schemi mentali di riferimento che non sono quelli di chi ha potuto vedere. Secondo me la diversit… tra chi vede e chi non vede sta per lo pi— negli schemi mentali che si sono potuti costruire nel tempo. Se a questo problema se ne aggiungono altri Š chiaro che aumentano le difficolt… oggettive per la persona. Quindi pi— che temere di usare la parola diverso occorre chiarirsi su quello che intendiamo e su quello che comporta. Per pluriminorato intendiamo, secondo la legge, un soggetto che ha minorazioni aggiuntive di entit… varia. I soggetti a cui io mi riferisco non hanno lesioni gravissime, ma minorazioni che in qualche modo aggravano il loro quadro generale e il loro modo di rapportarsi alla societ… e comunque alla vita. Altra domanda "perch‚ lo sport?" Intanto tratteremo di esperienze di sport dolci, come, in particolare lo pu• essere il tiro con l'arco. Poi occorre tenere presente che negli ultimi tempi si Š finalmente compresa l'importanza del tempo libero come esigenza primaria e, quindi, anche dello sport, concepito nei suoi aspetti migliori che sono: * Crescita della persona. * Senso di appartenenza. * Occasione per attivit… fisica. Muoversi Š uno dei bisogni primari della persona; certo dobbiamo ammettere che di fronte a gravi handicap anche motori pu• diventare impossibile o almeno molto difficile. La nostra esperienza di tiro con l'arco ha rivelato come lo si possa utilizzare, con buoni risultati, anche in soggetti non vedenti pluriminorati, che magari conservano alcune facolt… motorie, anche se ridotte. Ma al di l… e indipendentemente dall'attivit… che possiamo proporre quello che conta credo e quello di cui vale la pena parlare Š come ci si pu• rapportare con loro, con quale atteggiamento e con quali prospettive. * Il primo aspetto Š che ognuno Š diverso. Per storia personale, per tipo di minorazione, per situazione familiare. * Il secondo Š che non dobbiamo aspettarci niente di miracoloso. * Il terzo Š che dobbiamo invece affidarci anche alla speranza e proprio al miracoloso. Dobbiamo aprirci alle eventualit…. Dare spazio alla fantasia senza aspettarci niente, senza pretendere miracoli, ma senza neanche escluderli. Credo che questo modo di porsi sia gi… met… del lavoro da portare avanti. Un altro problema grandissimo Š il rapporto con la famiglia. La vita di un disabile riguarda tutta la famiglia, cambia la vita, cambia i rapporti e non dimentichiamo che i familiari, che hanno tanta parte nello sviluppo del disabile, generalmente non hanno supporti. Sono lasciati da soli nella loro guerra personale e collettiva. Una guerra fatta di problemi quotidiani e psicologici individuali e poi di problemi quotidiani con il resto del mondo. I problemi a livello pratico cambiano la vita di tutti i componenti della famiglia. Occorre tenere presente che molte volte la famiglia, che per certi aspetti Š anche vittima, contribuisce senza volerlo ad aumentare certe difficolt… dei soggetti con handicap per: * Rifiuto inconscio. * Eccesso di protezione. * Vergogna. * Sensi di colpa. * Frustrazioni come genitore. * Oppure, al contrario, eccesso di richieste nei confronti della societ…. Teniamo presente che la situazione familiare Š fondamentale per poter seguire il soggetto e che niente potremo fare realmente senza l'adesione, almeno parziale dei familiari. Si rischia di fare del male se tentiamo di rompere in modo brusco certe dinamiche anche tortuose o perverse che si sono create e dobbiamo prima di tutto ottenere la fiducia della famiglia, farle sentire che dall'attivit… che proponiamo tutti i componenti ne avranno vantaggio. Come? * Prima di tutto ne deriver… un alleggerimento del carico di lavoro: un po' di tempo libero per una mamma troppo impegnata, uno spazio di tempo solo per se stessa. * Una gratificazione insperata: "Mio figlio sa fare qualcosa", un sollievo per un cuore che Š abituato solo a soffrire e a sentirsi frustrato. * Avere una persona in pi— che lotta al loro fianco e nella stessa direzione, un "buon alleato". Ma dobbiamo stare attenti perch‚ avremo anche ostacoli, proprio dalla famiglia: * Pu• insorgere un sentimento di gelosia, di competizione con un'altra figura di riferimento che si mette "in gara" con i genitori. * Pu• nascere un sentimento di paura dei cambiamenti, anche quelli positivi. * Ci pu• essere una paura oggettiva di rischi reali (nello sport paura di un carico di lavoro troppo alto o paura che ci si possa fare male). * Paura di modificare il proprio ruolo di "vittima-carnefice": qualche volta l'abitudine a vivere il ruolo di chi accudisce costantemente, con sacrificio, d… in cambio un senso, un'identit… precisa, che costituiscono anche una forma di sicurezza inconscia e quindi difficilmente modificabile. * Preferire "dipendenza" contro "libert…" o almeno "autonomia": si ritiene pi— facilmente gestibile una completa dipendenza di fronte ad atteggiamenti che possono favorire una lieve forma di autonomia, fisica e psicologica, che possano comportare desideri, proposte e scelte diverse da quelle abituali. Altri rischi vengono dall'operatore stesso: * Rischio di fare della sua attivit… qualcosa che assorba tutta quanta la sua vita, anche privata e personale. * Rischio di farne un punto d'impegno personale (se fallisco perdo la mia scommessa). * Rischio di sostituirsi davvero ad altre figure che per il disabile sono comunque importanti. C'Š davvero il rischio di mettersi in competizione con la mamma, per esempio. Vediamo cosa possiamo fare per limitare le conseguenze di questi problemi. Prima di tutto cerchiamo di non metterci mai veramente in competizione. Chi si pone alla guida di un gruppo diventa veramente una figura importante di riferimento e dobbiamo stare molto attenti a percepire le dinamiche che sorgono all'interno del gruppo stesso. Accettiamo pure di essere importanti: questo gratificher… anche noi, ma evitiamo che questo diventi eccessivo. Dobbiamo rimanere operatori, non guide morali della loro vita. Questo ci eviter…: * Di entrare in competizione con altre figure di riferimento. * Essere eccessivamente coinvolti. * Evitare che i genitori avvertano che si stanno compiendo cambiamenti troppo radicali nella vita del proprio familiare. Il cambiamento, se c'Š, se sar… possibile, dovr… avvenire lentamente, dovr… essere vissuto dall'interno, come una maturazione personale, non come antitesi di stili di vita totalmente opposti. Detto in altri termini, dovremo assolutamente evitare che il rapporto passi da una dipendenza ad un'altra (anche se questa a noi piace di pi—). Questo accade soprattutto quando si rompono, attraverso un'attivit… carismatica, situazioni di particolare isolamento, aggravate da bassissima autostima. Quando questa cresce e i rapporti interpersonali si aprono cambia anche radicalmente la vita del soggetto e di conseguenza quella di tutta la famiglia. Per assurdo la famiglia pu• preferire una condizione statica del disabile, che crea meno problemi organizzativi, meno impegno mentale e anche fisico. In altri termini il disabile "buono buono" risulta pi— accettabile di un soggetto che vuole scoprire chi Š, e magari vuole sperimentare le proprie potenzialit…. Dobbiamo cercare di essere comprensivi di fronte a questo atteggiamento, anche se non lo approviamo e anche se il nostro operato va nella direzione opposta. Il punto di forza per chi opera con pluriminorati Š credere in loro. Credere che esista qualche attivit… che possa mettere in luce delle potenzialit… inespresse. Ô importante per chi lavora con loro lasciare libera la fantasia personale per creare qualcosa che li possa raggiungere. Siamo noi che dobbiamo trovare la strada per raggiungerli. Non sar… mai viceversa. Consideriamo che questi soggetti vivono in una situazione di isolamento molto grave e che la possibilit… di svolgere attivit… in gruppo e fuori casa costituisce un'opportunit… veramente importante. L'attivit… che proponiamo Š dunque un mezzo e non deve mai essere visto come un fine. Questo concetto Š bene ribadirlo e non lo facciamo mai abbastanza, soprattutto con operatori sportivi e ancora di pi— con quelli che provengono direttamente e in modo specifico dall'ambiente sportivo. Nello sport Š facile privilegiare il fine (la competizione) e sacrificare il percorso lento ma importante che ad esso tende e che, invece, per noi, Š il vero nostro scopo. Un altro elemento importante Š che Š molto opportuno che gli operatori non siano da soli. L'ideale Š formare un piccolo gruppo di operatori affiatati con lo scopo di: * Creare un ambiente giocoso, ludico, che sia esso stesso terapeutico senza apparire tale, un clima disteso, di vero divertimento. * Creare una ‚quipe che funzioni anche come supporto a se stessa, nel senso che gli operatori possano trovare al loro interno sostegno psicologico, possibilit… di consultazione tra loro, interscambio di competenze e anche la possibilit… di essere sostituiti, in caso di necessit…, senza interruzioni per gli impegni presi. * Creare una situazione di "pseudonormalit…" da contrapporre a quella di disagio in grado di controbilanciarla. In questo viaggio difficile dobbiamo accettare altre regole fondamentali: * Accettare la frustrazione dell'insuccesso. Dobbiamo essere pronti ad accettare che un piccolo successo possa e debba essere pagato con molti insuccessi o a volte, ed Š anche peggio, con momenti di regressione. * Capire che la regressione stessa e la fuga che molte volte questi soggetti ricercano non Š sincera, non Š del tutto voluta, che Š scelta per fragilit… o stanchezza, ma che il loro cuore spera che noi non li crediamo o non li ascoltiamo in questo e che andiamo avanti. In un certo senso sperano nella nostra severit…. * Dobbiamo affidarci a regole. Applicandole poi secondo il nostro personale sentire: a volte con pi— rigore altre volte con meno, ma considerando che le regole sono le nostre migliori alleate. In questo senso lo sport ci fornisce un grande aiuto: * Ô un'attivit… precisa che ci permette di dare al nostro intervento una connotazione altrettanto precisa. Definiamo quindi quel giorno, con quell'orario con quelle finalit… per sottrarci all'incontro solo cameratesco che porta confusione di intenti. * Ô un'attivit… (qualunque essa sia) che ha comunque regole da proporre. Certamente star… a noi applicarle con intelligenza e soprattutto con flessibilit…. Ma questo vale per tutti gli insegnamenti e per tutti gli allievi. Allievi con problemi gravi rendono tutto questo pi— necessario ancora e forse pi— difficilmente misurabile, ma fa riferimento ad una regola generale dell'insegnamento. * Lo sport permette di stabilire dei traguardi quantificabili e graduabili. Chi Š maestro della propria disciplina sapr… come graduare i traguardi da raggiungere ma Š proprio questo un aiuto molto valido perch‚ coinvolge anche l'utente nella propria autovalutazione e lo rafforza nell'autostima. Soprattutto all'inizio Š fondamentale porre obiettivi raggiungibili in modo che si crei la convinzione "ce l'ho fatta, quindi posso proseguire". * Lo sport pu• essere non necessariamente solo agonismo e competizione. Permette di creare situazioni sempre nuove, sempre pi— complesse e specifiche. Insegna a perseguire obiettivi e ad avere consapevolezza dei propri mezzi. In questi termini Š altamente formativo. Ci sono attivit… sportive per tutti. Io parlo del tiro con l'arco come esempio di sport dolce, che si presta a tutti e che, con attrezzatura adeguata, pu• adattarsi a qualunque tipo di persona, ma ce ne possono essere molti altri da proporre con caratteristiche simili oppure sport che permettono di valorizzare attitudini diverse. L'importante Š credere che niente sia precluso per definizione e che solo mettere (e metterci) alla prova ci indica la via da seguire. Ritornando poi al titolo di questo articolo possiamo allargare addirittura gli orizzonti estendendoli ad attivit… di "tempo libero", cioŠ ad attivit… che non siano di terapia o riabilitative, ma si presentino come pi— ampie. Si parla di attivit… psicomotorie di gruppo, riconducibili al concetto di "gioco didattico" che facilitano il movimento nello spazio, la creativit… verbale e l'agilit… cerebrale, oltre a risultare divertenti e piacevoli. Autostima L'argomento che risulta pi— importante Š quello di un miglioramento dell'autostima. Quasi del tutto assente in persone con problemi cosŤ gravi o che mai si sono potute mettere alla prova per verificare e sperimentare le proprie capacit…. Certamente dobbiamo porcelo come obiettivo primario. Lo sport ci consente di proporre traguardi. Dobbiamo fare in modo che i traguardi siano raggiungibili e che lo siano veramente, non dobbiamo porli con eccessiva indulgenza o pietismo, ma neppure con esagerata pedanteria. Dobbiamo porli come realmente raggiungibili. Dobbiamo insistere finch‚ non saranno raggiunti, non facendo sorgere frustrazioni, ma al contrario un senso positivo di costruttivit…. Questo Š un punto delicato e difficile per gli operatori. La vittoria sta in questa chiave di volta. Con questo, possiamo creare una piccola scintilla produttiva di autostima e su quella poi dovremo ancora lavorare perch‚ cresca sempre di pi—. Percepire questa scintilla dentro di s‚ pu• cambiare la vita. L'autostima sar… da sola una forza propulsiva in direzione di altri miglioramenti conseguenti, che riguarderanno non solo la vita sociale, ma anche familiare e pi— semplicemente personale. Purtroppo non dobbiamo pensare che i risultati si acquisiranno per sempre. Anzi. Non ci sono traguardi che un pluriminorato grave raggiunger… e manterr… per sempre; pu• spesso addirittura regredire nel caso si trovi a vivere una condizione di frustrazione e abbandono. Senza nulla togliere alla libert… di scelta degli operatori, si ricordi che sentirsi abbandonati e dover tornare a vecchie condizioni di isolamento che si credeva del tutto superate pu• creare una reazione di dolore e di negativit…, con atteggiamenti di rifiuto, che possono rendere nulli anni di lavoro. Nel caso gli operatori debbano o vogliano lasciare un'attivit… nel suo pieno sviluppo e vitale dal punto di vista di gradimento degli utenti, cerchino di rendere il distacco meno doloroso possibile, cercando anche sostituti o incoraggiando altre attivit…. Non solo per il rispetto dovuto agli esseri umani, ma anche per rispetto a quello che loro ci hanno donato. Cecilia Trinci, responsabile tecnico della Stamperia Braille della Regione Toscana 8