1 TEATRO IN AZIONE. PROPOSTA METODOLOGICA PER UN'ATTIVIT… EXTRACURRICOLARE Paola Bonanomi Parlare di animazione teatrale Š parlare di modalit… comunicative, di trasmissione di contenuti culturali, di sentimenti, di emozioni; Š rispondere al bisogno dell'uomo di esprimersi, di raccontare e raccontarsi sul piano fantastico. Il teatro Š condivisione, incontrarsi con l'altro. L'esperienza teatrale Š, infatti, tipicamente comunitaria e non pu• non coinvolgere l'entit… gruppo, la comunit… classe. Il teatro Š comunicare, e la comunicazione ingloba le svariate facce dell'espressivit…. Innanzitutto si esprime con: ú La parola, che gioca un ruolo importante nell'interazione e nello scambio con l'altro; ú Il gesto, con il suo corredo di azioni e di atti motori che diventano il linguaggio della gestualit…. Esiste, infatti, un mondo espressivo di grande importanza per le persone che vedono, che si trasmette attraverso il linguaggio del corpo. La maggior parte dei nostri bambini sperimentano, per•, una difficolt… nell'acquisizione di un repertorio di gesti adeguati spendibili nelle diverse situazioni sociali e difficolt… nel riconoscimento e nell'utilizzo spontaneo della gestualit…. Difficolt… e limiti che si originano fondamentalmente nella restrizione o nella mancanza della percezione visiva che, bloccando il processo imitativo, rende pi— difficoltosa e complessa l'insorgenza e l'apprendimento spontaneo di comportamenti gestuali - sociali codificati. La scelta di proporre la tecnica della drammatizzazione, ai bambini con gravi deficit visivi, risulta una proposta privilegiata per migliorare ed arricchire il corredo di competenze sociali, che completano "l'essere insieme". Infatti, l'introduzione di un teatro creativo pu• fornire una risorsa straordinaria al loro processo di apprendimento sociale nel contesto scolastico ed educativo perch‚: ú Promuove un'integrazione competente attraverso la scelta e la stesura delle singole parti e la distribuzione dei ruoli. ú Promuove un apprendimento cooperativo nella ricerca dei contenuti da rappresentare, contenuti che per• devono essere adeguati alla situazione del gruppo classe e al ragazzo non vedente. ú Incentiva il rispetto delle regole sociali, dell'alternanza dei turni all'interno del discorso; il ragazzo impara a recitare la parte assegnata e ad intervenire nel dialogo al momento giusto. ú Favorisce l'acquisizione di abilit… verbali, motorie e forme di espressioni sempre nuove e diverse. ú Permette di consolidare l'autostima e la sicurezza di s‚. ú Arricchisce la sensibilit… personale, rinforza lo scambio interpersonale e l'appartenenza al gruppo. ú Stimola le capacit… creative e la condivisione delle emozioni. Non basta per• inserire il bambino non vedente in una scena, collocarlo sul palcoscenico, per affermare che anche lui partecipa ad una recitazione. Ô necessario sviluppare strategie ed interventi che gli facilitano l'appropriazione di quelle condotte di relazione, indispensabili nella messa in opera di un racconto teatrale. Ô importante che l'adulto comprenda che, proporre ai bambini e ragazzi non vedenti l'attivit… di drammatizzazione, non significa solo stimolare espressioni spontanee, libere associazioni, invenzioni di trame, ma Š innanzitutto un percorso di crescita interiore e personale, Š la scoperta che la propria creativit… pu• essere condivisa nel gruppo. Solo cosŤ l'animazione teatrale diventa, per i ragazzi disabili visivi, un percorso didattico. L'educatore deve partire dalla consapevolezza che per costruire le capacit… teatrali Š necessario formare dapprima i prerequisiti attraverso una pedagogia del teatro, una metodologia specifica che: ú Faccia crescere nel ragazzo il suo mondo emozionale ed espressivo. ú Lo aiuti a sviluppare il pensiero divergente e lo metta in grado di trasmetterlo con modalit… sociali comprensibili e condivisibili. Il teatro, come esperienza creativa Š, nella scuola e nelle attivit… extrascolastiche, patrimonio di un gruppo e della classe, richiede la capacit… di interagire con gli altri attraverso l'uso scenico della finzione. Ô una proposta didattica-metodologica che, se non utilizzata sporadicamente, ma come canale educativo, attraversa i diversi ambiti disciplinari e ne completa i contenuti. Nella stesura dei piani educativi spesso sono sottolineati i soli obiettivi accademici dimenticando di focalizzare l'attenzione su programmi che strutturano e rinforzano lo scambio sociale all'interno del gruppo. Per i ragazzi fare teatro Š anche scoprire il piacere di esprimersi, di diventare esploratori di un racconto, di analizzare e approfondire il nucleo narrativo dell'autore, assumere il ruolo di tradurre e comunicare in parole e in azioni il pensiero di uno scrittore. Il teatro Š racconto in azione, Š forza della parola, ma contemporaneamente Š anche forza e pregnanza del gesto. La gestualit…, le condotte non verbali che caratterizzano il ricco corredo di abilit… sociali nei compagni vedenti, viene per• a mancare nel bambino non vedente. Ô possibile allora per il ragazzo non vedente fare teatro, agire in scena, muoversi su un palcoscenico, trasmettere anche con gesti il contenuto del dialogo? Il bambino che non vede deve partire equipaggiato per condividere con i compagni una effettiva e positiva compartecipazione. Ô usuale che ai nostri ragazzi venga quasi sempre attribuito il ruolo di narratore, la voce fuori campo che descrive e completa un dialogo, una storia. Compito importante, ma fortemente riduttivo, nelle opere teatrali dei ragazzi. Sporadicamente pu• essergli attribuito anche un ruolo di attore ma il suo personaggio in scena Š caratterizzato dalla mancanza di gesti e di azioni. Il gesto, la postura, l'espressione facciale non sono patrimonio del suo personaggio e spesso la sua staticit… rischia di essere letta come un abito correlato alla sua disabilit…, limitando contemporaneamente le sue potenzialit…. Ô necessario, quindi, prima di iniziare l'avventura teatrale, invitare i docenti e gli adulti ad una riflessione. Se l'attivit… drammatica pu• e deve essere un ottimo strumento di integrazione, una tecnica che pu• migliorare le condotte relazionali e i rapporti di scambio tra lui e i compagni vedenti, rinforzando la coesione del gruppo stesso, non Š possibile prescindere da una pedagogia dell'animazione e da un'educazione al gesto. Per un teatro che si possa definire davvero per tutti occorre analizzare e affrontare didatticamente le categorie che risultano problematiche: ú Spazio e movimento. ú Schema corporeo e gestualit…. Spazio e movimento Lo spazio palcoscenico rappresenta per il bambino che non vede un enigma, per la difficolt… a controllare e dominare il contesto spaziale scenico. La conoscenza dello spazio richiede la capacit… di decentrarsi, proiettarsi mentalmente in un ambiente, e viverlo autonomamente. Questa conquista avviene inizialmente con la presenza dell'adulto che utilizza: ú Un linguaggio descrittivo per illustrare gli ambiti spaziali e funzionali dell'ambiente in cui si opera, si agisce. ú Un linguaggio evocativo che permette ai ragazzi di ricordare spazi simili precedentemente conosciuti e fare analogie. ú Un linguaggio anticipatorio che permette di trasformare di fronte ad una realt… sconosciuta un comportamento difensivo in un atteggiamento appropriativo. Per trasformare un ambiente ignoto in ambiente conosciuto Š necessario che l'adulto: ú Promuova una conoscenza dello spazio scenico attraverso una esplorazione guidata, organizzata e sistematica, non casuale, utilizzando la metodologia gi… consolidata della definizione dei punti di riferimento, della tecnica perimetrale e della tecnica a rete, per la padronanza dell'intera superficie. ú Predisponga lo spazio scenico come spazio strutturato, per bloccare l'insorgere di movimenti disorganizzati e rigidi, dovuti alla casualit… dei percorsi e la casuale distribuzione degli arredi. ú Suddivida la superficie in spazi circoscritti, utilizzando materiali che permettono una veloce identificazione, il riconoscimento funzionale, e contemporaneamente consenta l'evitamento degli ostacoli. ú Utilizzi, sulla pavimentazione, tracce in rilievo come guida sensoriale che delimitando la superficie calpestata garantiscono al ragazzo un movimento sicuro, una sua corretta collocazione spaziale, aiutandolo ad una facile lettura dei rapporti spaziali intercorrenti fra s‚ e gli altri personaggi, fra un'ambientazione e l'altra, fra un oggetto e l'altro. ú Pianifichi l'uso di materiali: ú Per dare la possibilit… di dominare lo spazio. ú Per effettuare gli spostamenti richiesti dalle scene. ú Per controllare i cambiamenti dovuti alle modificazioni. Ô indispensabile costruire un modellino tridimensionale del palcoscenico e i modellini degli arredi utilizzati per permettere un controllo ed una costruzione mentale delle singole scene. Utilizzare piccoli oggetti con funzione di attori che, collocati correttamente, danno al ragazzo la consapevolezza della sua posizione e di quella dei suoi compagni sul palcoscenico in ogni sequenza del dramma e una padronanza globale della loro distribuzione spaziale. Importante Š anche l'utilizzo del piano di gomma che permette di tracciare e leggere gli spostamenti vissuti e rappresentati in pianta. Il bambino attraverso la lettura delle scene, rappresentate sul modello tridimensionale, e la verifica degli spazi e dei percorsi tracciati in rilievo Š in grado successivamente di ricostruire a livello immaginativo le scene e di anticiparle mentalmente. Ô necessaria la ripetizione dell'esperienza diretta dell'esplorazione e della successiva rappresentazione dell'ambiente, se si vuole garantire al bambino la corretta rappresentazione mentale dello spazio esplorato e un orientamento autonomo. Ô da potenziare inoltre la percezione uditiva spaziale che permette di discriminare, riconoscere, orientarsi e riorientarsi, di valutare attraverso la memoria uditiva la distanza del compagno basandosi sulla voce, sui rumori che provoca. Schema corporeo e gestualit… Il linguaggio Š accompagnato da un complesso di segnali non verbali, vocali, gestuali, che incidono sul significato della comunicazione. L'adulto comunica i messaggi attraverso la voce, il bambino Š, invece, infinitamente pi— sensibile al linguaggio mimico, gestuale ed affettivo. Le caratteristiche dei comportamenti gestuali e motori assunti, creano un linguaggio comunicativo, non imitabile dai ragazzi non vedenti o ipovedenti gravi rischiando di chiuderli in una dimensione estranea al gruppo. Realizzare i contenuti teatrali con le mani, le braccia, il corpo, i gesti e le azioni, permette al nostro ragazzo, sia di rinforzare il contenuto del messaggio verbale, sia di trasmetterlo con un corredo di gesti condivisibili e interpretabili dai compagni. L'adulto deve, quindi, per far superare ai ragazzi disabili visivi lo svantaggio iniziale: ú Lavorare sulla corporeit…. ú Promuovere condotte motorie funzionali al racconto. ú Insegnare le posture e le abilit… comunicative comuni, attraverso il vocabolario del corpo. Il ragazzo disabile visivo non vede gli atteggiamenti, le posizioni dei compagni e spesso si pone nei loro confronti assumendo modalit… corporee inadeguate. Recitare con i compagni significa sollevare e dirigere il volto orientando il viso verso l'interlocutore, verso la fonte sonora, abilit… che il "fare teatro" educa permettendogli di spenderle successivamente nel quotidiano. Il non collocarsi verso chi parla, infatti, Š letto spesso dai coetanei come un non desiderio di comunicare, di voler abbreviare o chiudere una conversazione, limitando cosŤ l'interscambio. Non orientarsi fisicamente verso la sua direzione determina a volte, da parte del compagno vedente comportamenti di allontanamento. Nello stesso tempo Š importante che vengano appresi i gesti funzionali e intenzionali che accompagnano la frase per sottolinearne l'intensit…, ed imparare ad adattare i gesti all'obiettivo e al contenuto narrativo. Non potendo poi controllare i propri movimenti e quelli dei compagni nell'esecuzione dei loro ruoli lo rende fisicamente pi— rigido. Ô necessario lavorare sull'espressivit…, che comunica emozioni, e il viso Š una delle parti pi— espressive all'interno della comunicazione sia verbale che non verbale. Nel viso sono riflesse le emozioni, il nostro mondo interiore, la stessa mimica facciale trasmette all'interlocutore met… messaggi, alcune di queste espressioni facciali sono di carattere universale, altre sono il risultato dell'apprendimento. Un'adeguata espressivit… del viso e un adeguato corredo gestuale, rendono pi— vivo e partecipativo il ruolo assunto, oltre a migliorare la competenza sociale nei rapporti interpersonali e nelle dinamiche relazionali coi coetanei. Occorre far sfiorare il viso del compagno per leggere la plasticit… del suo volto, esplorare tattilmente le contrazioni muscolari del suo viso per poi imitarle, ripeterle su di s‚. Per insegnare al ragazzo ad esprimersi con una gestualit… adeguata al contenuto verbale Š importante che l'adulto descriva con un linguaggio preciso gli schemi motori richiesti dalle azioni, ma Š altrettanto importante che le parole non sostituiscano una analisi diretta, la lettura fisica del gesto attuato e della mimica. La metodologia teatrale richiede l'introduzione di tecniche specifiche quali il modeling, il modellamento fisico diretto sul ragazzo, per impostare le posture, i gesti da assumere, per leggere attraverso la guida fisica dell'adulto gli stessi gesti e posizioni dei compagni, che gli permettono di controllare la loro attivit… e uniformare la sua gestualit… alla loro. Tecniche che vanno ripetute pi— volte affinch‚ ogni gesto vissuto ed esplorato si sedimenti nella memoria muscolare e si riattivi correttamente nel contesto giusto. Deve diventare soprattutto patrimonio comunicativo per tutti i ragazzi non vedenti all'interno delle loro possibilit…. Perch‚ "la societ… Š resa migliore, non soltanto da chi raggiunge l'eccellenza, ma anche da tutti quelli che si sforzano di raggiungerla". Questa Š per tutti noi una continua sfida educativa. Paola Bonanomi tiflopedagogista dell'Istituto dei Ciechi di Milano