1 INTERVENTI DIAGNOSTICI INDIVIDUALIZZATI E METODOLOGIE RIABILITATIVE FINALIZZATE ALL'INTEGRAZIONE LAVORATIVA Silvano Pagura Per sgombrare il terreno da eventuali incertezze residue, pur sempre possibili, precisiamo subito che, per cieco pluriminorato, s'intende una persona che, oltre alla cecit… o all'ipovisione grave, Š portatrice di minorazioni aggiuntive che possono essere: ú Sensoriali (sordit… o ipoacusia grave). ú Fisiche (soggetti spastici, emiplegie, tetraplegie, disturbi del linguaggio). ú Psichiche (ritardo intellettuale, disturbi caratteriali). Nella pratica operativa si distinguono in: ú Pluriminorati lievi: soggetti scolarizzabili almeno fino al compimento del ciclo elementare. ú Pluriminorati di medio livello: soggetti che hanno conseguito l'autonomia nel risolvere i bisogni primari della persona. ú Pluriminorati gravi: soggetti bisognosi di assistenza permanente. I ciechi pluriminorati costituiscono dunque un gruppo particolarmente difficile che rientra nell'ambito dei "diversi" come comunemente ed impropriamente si usa dire. Non siamo certamente tutti uguali, nessuno di noi Š uguale all'altro; tutti siamo diversi e la diversit… va rispettata. In certi casi essa Š addirittura una ricchezza, in altri Š una fatica in pi—. C'Š per• un'uguaglianza, l'uguaglianza dei diritti di tutti, a prescindere dalle condizioni individuali: essa Š la base della giustizia sociale. La linea di partenza, insomma, non Š una retta lungo la quale vanno o andranno a disporsi i nati od i nascituri, per intraprendere l'itinerario dell'esistenza. Essa Š una linea sinuosa, lungo la quale alcuni vengono a collocarsi pi— avanti, altri pi— indietro. Purtroppo, anche chi parte bene pu• subire rallentamenti, soste, deviazioni. Fuor di metafora, patologie prenatali, nascite precoci, difficolt… di parto, malattie generali e specifiche, traumi od incidenti diversi, possono dar luogo all'insorgenza della cecit… con minorazioni aggiuntive e creare il diritto all'intervento terapeutico-riabilitativo. Tale diritto nasce fondamentalmente dal principio umanistico e cristiano che riconosce valore assoluto alla persona. Su questa base, nessuno pu• essere considerato in subordine ad ideologie che lo ignorino o lo sacrifichino nel nome dell'interesse collettivo o di un gruppo politico o sociale. In quanto essere umano, ciascuno deve trovare quanto Š necessario al suo sviluppo, qualunque sia la condizione di partenza. Il principio laico della solidariet… e quello cristiano dell'amore, istituiscono rapporti di reciproco aiuto, che coinvolgono in primo luogo la famiglia e la scuola. La famiglia Non Š difficile immaginare la frustrazione di un nucleo familiare alla constatazione che il figlio atteso Š portatore di cecit… con altre minorazioni. Lo desideravano in linea con i migliori, sano, bello ed intelligente, invece se lo ritrovano con il plurihandicap, dominante la minorazione visiva. Prima di accettare la nuova dolorosa situazione, la famiglia oscilla tra l'incredulit…, la negazione del fatto, il rifiuto e la disperazione. Deve perci• trovare subito il sostegno di persone esperte, competenti e sensibili, per adeguarsi ai rapporti con il nuovo componente meno fortunato. Certo si conoscono numerosi episodi di genitori, sia detto senza retorica, eroici, che alla cura del figlio pluriminorato hanno subordinato ogni istanza personale ed hanno anzi dichiarato di aver ricevuto da lui il dono del sorriso e della gratitudine. Sono state svolte ricerche sulle conseguenze indotte in una famiglia che assiste una persona disabile. La struttura familiare Š chiamata ad affrontare situazioni problematiche di emergenza, conseguenti alle gravi disabilit… multiple di un suo componente. Specie all'inizio, magari in via subordinata, essa deve ricorrere a servizi esterni, a centri specialistici o a personale professionalmente preparato. La centralit… assistenziale della famiglia incide sui risvolti affettivi, oltre che su quelli economici e sociali. Il lavoro di assistenza di solito non Š equamente distribuito tra i vari componenti; per lo pi— sono le donne (madri, sorelle, ecc.) che assumono i maggiori carichi di lavoro. L'impegno di un familiare, anche se profondamente motivato dall'affetto, pu• dar luogo a situazioni stressanti, in cui si consumano energie e risorse personali. Questo logoramento pu• produrre effetti negativi sul funzionamento stesso della famiglia e provocare un tendenziale sovraccarico di richiesta di interventi esterni, pubblici o privati. Il lavoro di assistenza e cura, in ambito familiare, non Š sempre formalizzabile in procedure precise, come nel lavoro professionale. Nelle "professioni d'aiuto" i cardini dell'intervento riguardano la diagnosi, l'esecuzione di specifici protocolli, la pratica di interventi focalizzati. Invece nell'azione familiare sono prevalenti la sollecitudine, la disponibilit…, l'attenzione, l'ascolto, la risposta ai bisogni fisici primari. Le due modalit… di intervento - professionale e familiare - sono notevolmente differenziate e possono anche venire contrapposte, a scapito dell'utente. Spesso i familiari si trovano, pi— o meno improvvisamente, a dover accudire una persona disabile senza aver costruito, con un percorso formativo, un patrimonio di conoscenze, di capacit… e di abilit… adeguate al compito. Sul versante sanitario ed anche su quello assistenziale, il familiare si trova a gestire situazioni per le quali non sempre Š preparato. Sono carenze che si riflettono sulla comprensione delle attese del disabile, sulla capacit… di interpretare particolari sintomatologie e di fornire risposte efficaci in situazioni improvvise come medicazioni, cure del corpo, spostamenti, esercizi riabilitativi. Il ridotto numero di informazioni fa aumentare il lavoro assistenziale e ne riduce l'efficacia, perch‚ il repertorio di strategie e di risposte a disposizione del non specialista Š naturalmente pi— circoscritto rispetto a chi possiede competenza, esperienza ed abilit…. Questo deficit pu• indurre disagio, tensione ed allarme. Inoltre l'attivit… di assistenza si somma ad altri impegni, determinando elevati livelli di pressione. Si pensi al carico di lavoro domestico che le donne devono continuare a svolgere pur prestando le cure al disabile. Si pensi alle forzate ristrutturazioni dei tempi di vita per chi lavora e che deve ritagliare spazi, anche lungo l'intero arco della giornata, per accudire il familiare (pasti, assunzione di medicinali, attivit… riabilitativa, contatti con collaboratori, ecc.). Possono derivarne consistenti mutamenti nello stile di vita, con l'impoverimento delle relazioni sociali. Se il compito di assistenza e cura diventa centrale ed invasivo, il familiare pu• perdere di vista altri interessi ed altre dimensioni della propria identit… e subire una progressiva marginalizzazione. I carichi di lavoro richiesti possono turbare le relazioni personali ed i rapporti affettivi all'interno del nucleo familiare, producendo incomprensioni e conflitti che possono esplodere o rimanere latenti. Dalle ricerche risulta che i familiari pi— anziani e meno interessati ai rapporti sociali tendono a concentrare sulla loro persona l'impegno assistenziale, mentre le persone socialmente pi— aperte tendono a trasferire parte dell'impegno ad altri familiari o a collaboratori esterni. Ô altresŤ emerso che il familiare avverte sentimenti di inadeguatezza del suo intervento nell'area del sostegno psicologico, nell'applicazione di terapie riabilitative delle funzioni motorie, nella previsione degli sviluppi sanitari del disabile. Sono stati per• anche individuati segnali di una buona capacit… di aggiustamento e di adeguamento al compito richiesto. In genere, ciascuno si fa la propria esperienza, o si giova di situazioni precedentemente vissute, o ricorre al consiglio di professionisti, specialmente del medico di base. C'Š anche chi ha percorso specifici processi formativi. In genere, i familiari hanno dimostrato di accettare il ruolo assistenziale, almeno fino a quando la richiesta del disabile non si faceva pressante, magari derivata da pesanti disturbi cerebrali (perdita della memoria, smarrimento, ecc.). In conclusione, le condizioni migliori per offrire una buona assistenza familiare sono: ú Non dover convivere continuativamente con il disabile. ú Non subire eccessivi sacrifici economici. ú Ricevere riconoscimenti dagli altri familiari in termini di esplicito apprezzamento. Conta anche la percezione di adeguatezza dei propri interventi, un minimo di autonomia nella gestione della propria vita personale, il significato ideale attribuito alla propria attivit…. Quest'ultimo fattore entra particolarmente in gioco quando il disabile rimane permanentemente in seno al nucleo familiare. La scuola L'Italia ha, in materia di disabili in et… scolare, una legislazione avanzata: forse la pi— avanzata rispetto agli altri paesi europei. La legge n. 104/92 condensa, riassume e modifica la normativa precedente; una serie di ordinanze e di circolari ministeriali successive ne ha aggiornato ed interpretato le indicazioni e le prescrizioni, troppo spesso ordinatorie, piuttosto che perentorie. Esaminiamo per un momento le cifre che forniscono un quadro globale della nostra realt…. I centoquarantamila disabili certificati nel 2002, costituiscono l'1,68% della popolazione scolastica nazionale. Di essi, l'1,8% sono minorati della vista (2535). Pi— del doppio sono gli alunni sordi o ipoacusici (5851). Il 95% sono disabili psicofisici: da insufficienti motori a gravi disturbi cognitivi (130262). Su centoquarantamila, oltre ventimila sono iscritti alla scuola media di secondo grado. Nel numero complessivo sono naturalmente compresi anche i disabili plurimi e quindi anche i ciechi pluriminorati. La legge 104 fissa l'obbligo di frequenza della scuola elementare e media, per il portatore di handicap, fino al diciottesimo anno (contro gli attuali quattordici anni dei normodotati, per i quali comunque da tempo si prevede l'elevazione del limite almeno al sedicesimo anno). Per le superiori, non esiste limite d'et… n‚ per l'iscrizione, n‚ per il conseguimento del diploma. Ma quali sono le modalit…? La scuola dell'obbligo forma il cittadino, mentre la media di secondo grado ha un carattere specificamente culturale e, in molti casi, pre- professionalizzante. Per i disabili fisici e sensoriali, il problema principale Š quello della comunicazione che pu• trovare risposte e soluzioni abbastanza soddisfacenti, perci• non si prevedono revisioni del programma, al massimo qualche riduzione quantitativa degli esercizi. Perci• la valutazione Š eguale a quella degli altri ed il corso scolastico segue l'iter normale fino al conseguimento del diploma finale. Per il disabile intellettivo si Š cercato di conciliare il diritto alla frequenza con la possibilit… di formulare una valutazione oggettiva con valore legale. Ô ammessa una riduzione dei programmi, purch‚ siano comunque riconducibili al minimo richiesto dallo specifico indirizzo di studi. Se il deficit Š molto grave, s'imposta un programma individualizzato che pu• derogare anche notevolmente da quello ministeriale. La valutazione, non essendo paragonabile a quella dei compagni, non Š espressa in cifre. L'alunno, se ritenuto idoneo, pu• essere ammesso alla classe successiva, non per• all'ultimo anno. Non potr… quindi sostenere l'esame di maturit… o comunque l'esame finale. Qualche preside inoltra al Ministero dell'Istruzione dell'Universit… e della Ricerca, domanda di sperimentazione, prevista dalla legge-quadro, che consente di ripetere per tre volte lo stesso anno. Di fatto, i disabili possono frequentare anche un solo gruppo di discipline con gli ex compagni: cosŤ essi continuano la loro formazione, ma senza conseguire il titolo legale. Viene in tal modo rispettata sia la sentenza n. 215/87 della Corte Costituzionale, intesa a garantire il diritto dei disabili a frequentare le medie di secondo grado, sia la sentenza del Consiglio di Stato (1991), che non riconosce l'attribuzione di un titolo di studio a chi non abbia superato positivamente gli accertamenti previsti dalla legge. A quanto sopra si potrebbe aggiungere che gli accordi di programma possono prevedere progetti individualizzati anche nell'ambito dei corsi professionali di competenza regionale. I non vedenti pluriminorati di livello medio-grave, in particolare, possono rientrare in quest'ultimo ambito, usufruendo delle provvidenze contenute nell'art. 3 ex legge n. 284/97 attraverso l'elaborazione di progetti didattici, progetti di riabilitazione, progetti di socializzazione. Tra le pluriminorazioni sensoriali, una specifica categoria (in Italia alcune centinaia di persone) Š rappresentata dai ciecosordi. Essi, deprivati del novantacinque per cento delle informazioni, cui normalmente si accede attraverso la vista e l'udito, possono correggere il quasi totale isolamento, quando permane un residuo pi— o meno apprezzabile di vista o di udito: la loro condizione, opportunamente protesizzata, pu• attenuare la drammaticit… dello stato di cieco assoluto e di sordo profondo. Ma anche per questi casi Š possibile un approccio non teorico e formale. Sono, infatti, abbastanza conosciuti i risultati che si possono ottenere nella comunicazione con il metodo "Malossi" e con la dattilologia nonch‚ con l'uso dell'alfabeto sul palmo della mano. Si aprono cosŤ varchi importanti per la comunicazione con le persone. Se si riesce a portarle alla conoscenza ed all'uso del metodo Braille, si sar… compiuto un passo veramente decisivo nel difficile itinerario volto all'incontro del ciecosordo con gli altri e con il mondo esterno. La riabilitazione Dopo la diagnosi clinica, di competenza del medico specialista ed eventualmente ripetuta per l'insorgenza di episodi prima non emersi o non spiegati, gli esperti concentreranno l'attenzione sulla diagnosi funzionale. Allo stadio iniziale dell'osservazione, essi saranno prot‚si a verificare la potenzialit… delle abilit… residue per trarne ogni possibile valorizzazione attraverso le tecniche e le stimolazioni pi— indicate. Dovr… in ogni caso prevalere la constatazione di quanto rimane e di quanto si pu• ancora fare piuttosto che l'insistenza sull'elencazione dei limiti e delle carenze, per lasciare aperta la via della speranza e della fiducia. La valutazione dei dati potr… giovarsi di prove strutturate, gi… predisposte, collaudate, accettate e a risposta obbligata oppure mediante prove a risposta spontanea e provocazioni suggerite dall'esperienza degli operatori. Le due forme di approccio possono anche opportunamente integrarsi, fino a consentire la formulazione della diagnosi funzionale, sulla quale innestare la programmazione degli interventi. Sulle metodologie pi— efficaci la ricerca Š aperta ed utilizza proposte che scaturiscono da scuole diverse; esse vanno scelte con opzioni meditate, sostenute dalla preparazione degli operatori e dalle possibilit… offerte dalle singole situazioni concrete. Nel discorso della pluriminorazione con o senza implicazioni visive, non Š possibile ignorare la frequente presenza di lesioni cerebrali. Parti precoci, asfissie da parto, inevitabili effetti negativi dell'incubatrice ed altre cause sono alla radice di questi danni al sistema nervoso centrale. I progressi della scienza medica in questo campo sono di tutto rispetto, tuttavia si registrano ancora e frequentemente i casi di pluriminorazione connessi a lesioni cerebrali con effetti a volte devastanti sugli organi sensoriali, sull'attivit… motoria, sullo sviluppo intellettuale, forse anche perch‚ in passato molte situazioni rimanevano sconosciute. L'intervento del riabilitatore, tanto pi— efficace quanto pi— precoce, in questo come in altri settori della ricerca scientifica, si ispira a scuole di pensiero di origine ed estrazione diversa. a) I fautori della psicologia analitica, richiamandosi pi— o meno direttamente a Freud ed alle scuole in cui nel tempo si Š venuto articolando la sua intuizione di fondo, esplorano la vita inconscia del soggetto, per far emergere traumi, carenze, alterazioni dello sviluppo e difficolt… nelle relazioni familiari, allo scopo di rimuoverne le conseguenze negative, portandole alla luce della coscienza con l'ausilio di psicoterapie che, pur in tempi lunghi, spesso portano significativi miglioramenti al paziente. b) Desidero anche accennare agli studi sulla comunicazione, intesi a facilitare un'interpretazione corretta dei comportamenti verbali, mimici e gestuali, con i quali il disabile si manifesta e ci fa conoscere i suoi bisogni ed il suo mondo interiore. La conoscenza delle tecniche comunicative favorisce l'instaurazione di rapporti positivi e fecondi nel gruppo di lavoro coinvolto nell'assistenza e nella cura di un soggetto disabile. c) Dall'America Glenn Doman ha lanciato da alcuni decenni un messaggio di speranza e di fiducia. Egli intende stimolare l'attivit… cerebrale attraverso la mobilitazione delle funzioni ancora efficienti e grazie all'apporto di cellule in grado di sostituire quelle danneggiate dalla lesione. Sulla sua scia, il conterraneo Delacato ha dato vita a gruppi di esperti che tentano la mobilitazione delle funzioni cerebrali, attraverso l'applicazione di programmi individualizzati. Alla base delle sperimentazioni sta la teoria che, semplificando molto, potrebbe esprimersi in questa tesi: l'ontogenesi ripercorre la filogenesi. In altri termini, lo sviluppo dell'essere umano durante la gravidanza ed il primo anno di vita, ripercorrerebbe lo sviluppo delle specie viventi, dalle forme di vita inferiori fino a quelle pi— evolute. Su queste basi dovrebbe essere possibile determinare il momento di arresto dello sviluppo del soggetto ed individuare gli interventi necessari a determinarne la ripresa: esercizi per favorire un maggior afflusso di sangue al cervello, assunzione di prodotti vitaminici, attivazione della sensibilit… e di movimenti periferici. Il tutto con il fine di restituire, almeno in parte, funzionalit… all'attivit… cerebrale. Un esempio banale? Provare a rimettere in funzione un motore spento, spingendo la macchina e facendo girare le ruote. Qualche volta riesce... nonostante la perplessit… di molti neuropsichiatri per la complessit… degli esercizi consigliati, per la loro durata e per il sacrificio che impongono alle famiglie, la sperimentazione di questi metodi non Š stata abbandonata. d) L'ipotesi cognitivistico-comportamentale prevede l'instaurazione di condotte positive, attraverso la tecnica dello stimolo-risposta e della motivazione-rinforzo. Essa trova anche oggi convinti sostenitori ed ampi consensi. Le modalit… d'intervento si giovano attualmente dell'apporto di teorie mutuate dal mondo dell'industria, come quella della "qualit… totale". Nata in Giappone, essa si Š rapidamente diffusa negli USA e nell'Europa Occidentale ed Š indirizzata a conseguire la riduzione dei costi e la massimizzazione dei risultati. Trasferita in ambito riabilitativo, la teoria studia scientificamente e valuta concretamente i bisogni e le aspettative del disabile e del suo contesto, valorizza il lavoro d'‚quipe, evitando dispersioni e tempi morti, razionalizza i rapporti di collaborazione tra gli operatori nelle loro specifiche competenze, raccomanda ed esalta la funzione di leadership, la formazione continua del personale, il monitoraggio, l'aggiornamento professionale, l'erogazione di premi e riconoscimenti, la verificabilit… dei risultati. I fautori della teoria sono consapevoli delle difficolt… che possono ostacolare una sua corretta applicazione: ambiguit… della legislazione, insufficiente preparazione e selezione empirica del personale, specialisti interessati ad altre attivit…, amministratori inesperti o distratti, sindacalismo esasperato, ecc. Tuttavia non disperano che si possano compiere passi significativi in questa direzione. I responsabili devono convincersi che l'organizzazione di un buon servizio pu• costare meno di un servizio dispersivo di tempi e di risorse umane. Per valorizzare al meglio le risorse disponibili, per fissare correttamente gli obiettivi, elaborare le strategie, predisporre la programmazione, cooperare senza riserve, affinare le abilit…, adottare comportamenti aperti e flessibili, occorre credere nel proprio lavoro, essere sorretti da una visione fiduciosa nei risultati positivi dell'intervento complessivo. Bisogna saper apprezzare anche risultati modesti e prendere in attenta considerazione ogni iniziativa che apra spiragli alla speranza. Per questo, in ambito riabilitativo, hanno trovato buona accoglienza i contributi della psicomotricit…, della musicoterapia, dell'idroterapia e, pi— recentemente, dell'ippoterapia e della pet-terapia, tutte forme di coinvolgimento del soggetto, intese a migliorarne le prestazioni o, quanto meno, ad irrobustirne il senso di sicurezza. Lavoro L'occupazione costituisce il problema dominante della societ… contemporanea, in Italia e fuori. La sua funzione primaria Š volta a garantire ai singoli ed alle famiglie i mezzi economici per l'autosufficienza, la libert… dal bisogno e, nelle combinazioni pi— favorevoli, il benessere. Ma il lavoro non Š soltanto questo: esso conferisce dignit… all'esistenza, allarga i rapporti sociali, gratifica la persona e ne esalta le potenzialit…. Certo ci sono anche lavori sgradevoli e pesanti, ma tutti si adoperano per avere un'occupazione il pi— possibile adeguata alle proprie capacit… ed ai propri interessi. Non Š retorica affermare che il disabile ricerca pi— degli altri nel lavoro l'appagamento del desiderio di integrarsi nella comunit…, di autoaffermarsi come persona, di partecipare come soggetto attivo all'impegno collettivo di produzione e di sviluppo. Oggi l'evoluzione tecnologica ed in particolare l'informatica mettono a disposizione del disabile strumenti che gli consentono di svolgere mansioni prima impensabili. Anche il cieco pluriminorato pu• accedervi, specialmente se la minorazione aggiunta Š di ordine fisico. Si possono ormai utilizzare computer che scrivono sotto dettatura, o con tastiere riadattate, telefoni e telefax accessibili ai sordi ed agli ipoacusici, con le periferiche i ciechi pluriminorati accedono al testo dello schermo, possono leggerlo, stamparlo ed utilizzarlo per esigenze professionali o anche per l'impiego proficuo e gradito del tempo libero. Se il plurihandicap raggiunge livelli di gravit… tale da impedire l'uso dei mezzi informatici, si potranno individuare altre forme di occupazione, che rispondano all'esigenza di assicurare un lavoro al disabile ed offrano alle famiglie una risposta all'angoscioso interrogativo del "dopo di noi?". Infatti, se gli interventi pubblici di educazione e di riabilitazione sono di aiuto ai familiari nel superamento del trauma provocato dall'insorgenza della cecit… con minorazioni congiunte, permane in loro l'ansia del futuro: li ossessiona l'incognita dell'et… adulta, del tempo in cui mancher… loro la possibilit… d'intervento efficace. Li turba l'avvenire pi— lontano, senza di loro, quando il disabile grave non avr… pi— una famiglia propria che gli dia sicurezza e gli presti soccorso. La nostra organizzazione sociale prevede, per questi casi, la costituzione di gruppi-famiglia ed il funzionamento di laboratori protetti di cooperative miste, formate in percentuali opportune da handicappati e normodotati. In relazione ai gusti ed alle abilit… residue, anche con l'apporto del volontariato, si possono avviare attivit… nell'ambito della cartotecnica e della legatoria. Sono anche praticabili la lavorazione del legno, del cuoio e della ceramica, nonch‚ intreccio e tessitura, imballaggio ed assemblaggio e, ove possibile, giardinaggio e coltivazioni in serra. Pur nella consapevolezza del valore terapeutico- educativo del lavoro, esso va sollecitato, gratificato e retribuito, svolto secondo orari da rispettare come in azienda, con le avvertenze e gli accorgimenti suggeriti dall'esperienza e dalla competenza degli esperti. La strumentazione d'uso deve, infatti, garantire l'incolumit… dei soggetti, l'ambiente deve essere adeguato a tutte le norme di sicurezza previste dalla legge e ritenute indispensabili. Per certi casi, anche di una certa gravit…, si pu• prevedere l'immissione in opifici o in officine, con la gradualit… e la prudenza opportuna. Non vanno, infine, ignorate iniziative per l'impiego del tempo libero. Esse possono riferirsi all'educazione volta a far comprendere il senso del messaggio televisivo e radiofonico, alla pratica del disegno, di giochi, di attivit… ricreative (piccole gite, soggiorni marini o montani) e sportive. Lo Stato italiano ha elaborato una legislazione apprezzabile in favore dei disabili, sia sotto l'aspetto economico, sia sotto quello sociale e riabilitativo. Si pu• richiamare la legge n. 104/92 ma anche quelle sulle barriere architettoniche e sul collocamento lavorativo. Per i non vedenti pluriminorati, a conclusione di queste note, voglio richiamare il primo comma dell'art. 3 ex legge n. 284/97 (Disposizioni per la prevenzione della cecit… e per la riabilitazione visiva e l'integrazione sociale e lavorativa dei ciechi pluriminorati) che recita: "Le Regioni, anche d'intesa, possono istituire appositi centri o servizi di educazione permanente e di sperimentazione per le attivit… lavorative ed occupazionali allo scopo di promuovere l'inserimento sociale, scolastico e lavorativo delle persone prive della vista che presentino ulteriori minorazioni di natura sensoriale, motoria, intellettiva e simbolico-relazionale". Bibliografia Ceppi E., Ceppi M. E., Chiarelli R., Passaro, A. (1992). Il bambino non vedente pluriminorato. Roma: Borla. Cannoni, A. (1966). Il bambino ritardato e la madre. Torino: Boringhieri. Dilani Comparetti, A. (1982). "Protagonismo ed identit… dell'essere umano". Giornale italo-americano di ultrasonografia, 201-208. Meltezer, D. (1978). Esplorazioni sull'autismo. Torino: Boringhieri. Montagu, A. (1981). Il linguaggio della pelle. Milano: Garzanti. Moretti, G. (1976). Problemi di psicopatologia dell'et… evolutiva. Milano: Vita e Pensiero. Silvano Pagura, presidente della Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi