DOVE Ô FINITO IL TEMPO SCUOLA? Sono 5 milioni gli alunni che, sul territorio nazionale, frequentano il percorso scolastico di base costituito dalla scuola dell'infanzia e dagli otto anni della scuola dell'obbligo. Per costoro, il prossimo anno scolastico, si aprir… all'insegna di eclatanti novit… il cui impatto non Š unanimemente salutato come favorevole. Ô notizia acclarata, infatti, che il decreto di attuazione della riforma Moratti ha ricevuto l'approvazione del Consiglio dei Ministri ed ora Š al vaglio delle commissioni cultura di Camera e Senato per avere il via libero definitivo, e rendere, cosŤ, applicabile la riforma nell'anno scolastico 2004-2005. Nella attuale versione, pur dopo innumerevoli emendamenti apportati su indicazione della Conferenza permanente, il decreto Š oggetto di censure provenienti da pi— parti soprattutto per quello che riguarda la scansione dell'orario scolastico attraverso i tradizionali istituti del tempo pieno nella scuola elementare e del tempo prolungato nella scuola media. Con l'abrogazione dell'art.130 del Testo Unico della scuola scompare, infatti, il tempo pieno e il tempo prolungato come modello didattico e pedagogico unitario all'interno dei quali il collegio dei docenti programma articolazioni per attivit… opzionali ed aggiuntive. Si ritorna, invece, all'originario tetto orario di 27 ore settimanali per tutti gli alunni, che gli istituti scolastici possono eventualmente arricchire rendendo opzionale un'altra quota, pari a 3 ore settimanali per le scuole elementari e 6 ore per le scuole medie. A titolo di esempio l'orario di funzionamento della scuola dell'infanzia corrisponde attualmente a 27 ore settimanali che il decreto prevede suscettibili di essere prolungate, su richiesta dei genitori, fino ad un massimo di 50 ore settimanali conformemente al proprio progetto educativo. La scuola primaria prevede un orario standard pari a 27 ore settimanali che costituiscono attualmente il monte ore di frequenza obbligatoria. A tale monte ore il decreto dispone che le scuole aggiungano ulteriori 99 ore annue, ripartite in tre ore su base settimanale nelle quali possono svolgersi attivit… ed insegnamenti facoltative ed opzionali. Le scuole hanno l'obbligo di ampliare l'offerta formativa inglobando le suddette attivit… che, una volta opzionate dalle famiglie all'atto dell'iscrizione diventano obbligatorie nel percorso scolastico. Per la scuola media l'orario di obbligo Š pari a 27 ore settimanali. Anche in questo caso il decreto consente un'offerta formativa che allunghi il monte ore conglobando 6 ore aggiuntive su base settimanale prevedendo che le attivit… scelte diventino obbligatorie. Nella scuola primaria e nella scuola media Š previsto un tempo mensa pari a 10 ore e si dispone che le attivit… aggiuntive possano essere affidate anche a soggetti esterni all'organico scolastico allorch‚ si tratti di insegnamenti che richiedano competenze specialistiche di cui i docenti in organico siano sprovvisti. La mia esperienza di operatore scolastico mi insegna che le novit… vanno saggiate per poterne verificare gli effetti: ma non mi esime dal formulare dubbi su quelle che potrebbero essere eventuali disfunzioni nell'applicazione della riforma. In primo luogo, si avvia una sfida impegnativa per gli istituti scolastici coinvolti in un processo di competizione per il miglioramento qualitativo dell'offerta formativa cui, come sembra evidente, non tutti gli istituti scolastici potrebbero essere in grado di partecipare. Al contempo, rafforzando il potere di scelta dei genitori che possono optare per un tempo di frequenza scolastica minimo, medio o massimo si potrebbe rischiare di affidare alle famiglie una parte della programmazione didattica, sottraendo agli insegnanti ci• che costituisce lo specifico delle loro competenze, demolendo il principio dell'unit… della conoscenza, poich‚ alcune discipline, se non obbligatorie, assumeranno un ruolo secondario, di serie B ed, infine, non consentendo di mantenere il gruppo-classe come soggetto sistematico di programmazione. Eppure, negli ultimi 20 anni, il tempo pieno e prolungato ha rappresentato la risposta pi— qualificata per molte famiglie nell'armonizzare le esigenze lavorative con i tempi distesi per l'apprendimento di bambini e bambine e con la garanzia di un'educazione di qualit… per i propri figli. Il tempo pieno e prolungato ha svolto un costante ruolo innovativo nella scuola di base, sul piano della sperimentazione didattica, della cooperazione tra docenti, dell'inserimento dei bambini diversamente abili, della didattica laboratoriale, del rapporto con il territorio e gli enti locali. Allora ci si chiede cosa fare: condurre aprioristiche obiezioni o attendere che l'esperienza applicativa suggerisca correzioni in itinere? Il Direttore Responsabile Prof. Pietro Piscitelli 1