L'INFORMATICA NELL'EDUCAZIONE DEI BAMBINI CON DISABILIT· VISIVA* Enzo Tioli Ritengo opportuno fornire fin dall'inizio una precisa chiave di lettura per questo mio intervento. Nel settore dell'informatica io sono un autodidatta che utilizza il personal computer unicamente per leggere e per scrivere. Non sono un tecnico e, pertanto, affronter• il tema, che mi Š stato assegnato dal punto di vista di un insegnante. Ci• che io ho potuto apprendere di questa strumentazione, che presenta alcuni aspetti meravigliosi, mentre altri mi rimangono ancora del tutto inaccessibili, Š stato finalizzato unicamente a rendere pi— proficua la mia attivit… di approfondimento culturale e pi— efficace il mio sforzo per ottenere un sempre pi— ampio accesso all'informazione. Per me, il computer Š uno strumento che accresce e potenzia le mie capacit… nei settori di attivit… nei quali ho sempre operato. Il fine Š costituito dalle idee, dai contenuti e dai rapporti che, grazie a questo sussidio, io posso tenere con altre persone. Se, durante gli anni nei quali ero dirigente scolastico, io mi fossi potuto avvalere di un computer ed avessi potuto accedere autonomamente a tutta la normativa aggiornata, come oggi mi accade, la mia attivit… sarebbe risultata facilitata di molto. Pur con i limiti accennati, non sono poche le cose che io posso fare con il mio computer. Ne faccio cenno, al fine di dimostrare che, se io ho potuto risolvere determinati problemi, maggiori risultati potranno ottenere i giovani con disabilit… visiva, se avranno potuto acquisire la necessaria preparazione, secondo una metodologia didattica adeguata. Personalmente, ho la possibilit… di dialogare con altre persone e di confrontare le mie con le loro opinioni, praticamente in tempo reale, anche a grande distanza. Recentemente, sono stato incaricato di coordinare l'elaborazione di un documento per l'Unione Mondiale dei Ciechi (WBU). I miei collaboratori appartengono necessariamente a tutti i continenti; il budget messo a nostra disposizione non ci avrebbe consentito di tenere un solo incontro con il gruppo di lavoro al completo. Abbiamo risolto il problema, dialogando on-line. Purtroppo, per i ciechi e per gli ipovedenti, la "navigazione" in rete presenta ancora tantissime difficolt…. Ô nota l'intensa azione che l'Unione Italiana dei Ciechi sta conducendo per l'accessibilit… dei siti web, quanto meno, per quelli relativi ai servizi pubblici o ai privati di particolare interesse. La Camera dei Deputati ha recentemente approvato un disegno di legge di iniziativa del Governo (e si spera che presto venga anche l'approvazione del Senato), che impone a tutti coloro che gestiscono pubblici servizi di rendere i loro siti web accessibili a tutti i disabili, compresi coloro che non vedono o vedono male. Come accennavo, con il computer posso leggere e scrivere, utilizzando il sistema Braille che Š perfettamente compatibile con la logica informatica; anzi, mentre il Braille scritto su carta presenta una grande rigidit…, per cui le correzioni risultano piuttosto difficoltose, il Braille informatico consente di rielaborare un testo con la massima libert…. Per chi ha sempre usato la tavoletta o la dattilobraille, la possibilit… di togliere o inserire in un testo parole o anche interi periodi costituisce un'insperata conquista. La comunicazione con le persone vedenti, che non conoscono il Braille, non presenta pi— alcuna difficolt…: possiamo stampare i nostri testi o consegnarli su floppy disk. Allo stesso modo, possiamo leggere in piena autonomia ci• che gli altri ci scrivono. Ancora: i ciechi, fino a qualche tempo fa, hanno avuto a disposizione vocabolari i quali, pur occupando numerosi grossi volumi scritti in Braille, erano quasi sempre soltanto dei tascabili. Oggi, invece, possono consultare grandi vocabolari prodotti su cd-rom, anche con notevole risparmio di tempo, rispetto alla ricerca effettuata sui volumi Braille. La consultazione autonoma di un'enciclopedia, fino a pochi anni addietro, non era neppure immaginabile, mentre ora Š una concreta realt…. Qualora mi accada di aver notizia di un libro che mi interessi in maniera particolare e che, per ragioni di lavoro o altro, io abbia urgenza di leggere, senza attendere i tempi per la registrazione o per la trascrizione, posso recarmi in libreria, acquistarlo e, mediante lo scanner, riprodurlo immediatamente. Occupandomi essenzialmente di discipline umanistiche, i testi che utilizzo non presentano eccessive complicazioni grafiche. Quanto agli errori della scannerizzazione, il loro numero Š sempre pi— limitato e, comunque, non sono mai tanti da creare problemi di comprensione del testo. Il libro Braille, che continuo ad amare ed apprezzare, non mi ha mai consentito di possedere una sia pur minima biblioteca domestica. Tutti ci siamo sempre dovuti avvalere del patrimonio librario della Biblioteca Italiana per Ciechi (ha ora in catalogo circa 6000 titoli, compresi gli spartiti musicali) che ha potuto soddisfare, almeno in parte, le esigenze dei lettori, attraverso un servizio di biblioteca circolante, esteso a tutto il territorio nazionale. Soltanto ora mi Š stato possibile ottenere una piccola biblioteca personale, degna di questo nome e da me fruibile in piena autonomia: fra floppy disk e cd-rom, dispongo di oltre 2000 titoli che, a mia scelta, posso leggere o con il display Braille o con la sintesi vocale. Finalmente, tramite lo scanner, ho la possibilit… di leggere libri e riviste provenienti dall'estero. Non tutti sanno, ad esempio, che i testi stampati in lingua inglese risultano i pi— correttamente scannerizzabili, dal momento che, mancando gli accenti, i programmi di riconoscimento caratteri hanno minori probabilit… di interpretazioni errate. La riproduzione delle riviste straniere, mediante lo scanner, oltre a rendere direttamente accessibili anche testi di notevoli dimensioni, libera dall'incubo di dover decodificare i diversi sistemi stenografici con i quali sono stampate le riviste in Braille. Infatti, Inglesi, Francesi e Tedeschi fanno sistematicamente uso di specifiche stenografie senza la conoscenza delle quali i loro testi stampati in Braille (specie le riviste) non sono leggibili. Il comune lettore, di fronte al mio entusiasmo per i risultati ora elencati, potr… anche meravigliarsi: dopo tutto, si tratta di ordinaria amministrazione per tutti coloro che abbiano un minimo di interessi culturali. Per i ciechi, invece, si tratta di notevoli progressi, di autentiche conquiste. Philipe Gouronec, insegnante specializzato dell'istituto per i ciechi di Brest, intitola in maniera significativamente programmatica un suo articolo: Far scoprire l'informatica agli alunni con disabilit… visiva: un compito affascinante che talvolta richiede tesori di conoscenze pedagogiche. Questo ci conduce al cuore del nostro discorso. Per quali ragioni, a chi voglia insegnare l'informatica ai ciechi occorrono "tesori di conoscenze pedagogiche"? Anzitutto, perch‚, se vogliamo che il nostro insegnamento abbia prospettive di successo, dobbiamo conoscere molto bene i nostri alunni, le loro caratteristiche individuali ed i loro livelli di maturazione. Dobbiamo sapere esattamente quali sono le nozioni spaziali (topologiche, euclidee), sulle quali ognuno fonda la propria capacit… di orientamento nello spazio e di mobilit…. Non Š possibile avviare un bambino cieco o ipovedente grave all'uso dell'informatica se egli non Š in possesso dei requisiti essenziali, in assenza dei quali non riuscirebbe mai ad apprendere, se non come fatto puramente meccanico e tale apprendimento sarebbe necessariamente destinato a rimanere sterile e privo di conseguenze positive. Bench‚ il computer sia programmabile ed adattabile alle esigenze del singolo, l'adattamento non sar… possibile, qualora il soggetto sia privo di determinate caratteristiche. Per gli ipovedenti, esistono programmi di ingrandimento dei caratteri e i videoingranditori. Le periferiche dedicate pi— comunemente utilizzate dai ciechi sono i display Braille e le sintesi vocali. Affinch‚ tali ausili possano risultare utili, prima dell'assegnazione, l'alunno, ipovedente o cieco, dev'essere convenientemente preparato. Mancando la preparazione, quando egli si trover… a dover usare gli ausili, senza l'aiuto di nessuno, quasi certamente andr… incontro ad una serie di fallimenti dai quali deriver… uno stato di forte frustrazione che gli far… sentire l'ausilio come un qualche cosa di ostile e di troppo complesso, quindi, inadeguato alle sue possibilit…. Dopo un primo approccio tanto negativo, sar… piuttosto difficile, in seguito, farlo riaccostare allo strumento con l'animo totalmente sgombro da sentimenti pi— o meno consapevoli di rifiuto. Dagli annunci commerciali pubblicati da diverse riviste straniere, fino a qualche anno fa, abbiamo avuto notizia di molti ipovedenti che, dotati di videoingranditore, lo vendevano, o perch‚, nonostante l'ingrandimento molto spinto, a causa dell'esiguit… del residuo visivo, non potevano leggere, o perch‚, come Š accaduto assai spesso presso scuole o anche presso famiglie italiane, il venditore si era limitato a consegnare il dispositivo imballato, non preoccupandosi di verificarne la funzionalit… o di fornire le pi— essenziali istruzioni per l'uso. A questo proposito, Š bene rilevare che, in presenza di un residuo visivo minimo (indubbiamente sempre utile, sia per la vita quotidiana che per la formazione), non si pu• obbligare l'alunno ad affrontare letture troppo impegnative e prolungate. Il videoingranditore potr… essere utilizzato per leggere testi di poche righe o documenti strettamente personali, ma non per le attivit… di studio e di lavoro. Ô difficile credere che un giovane, che impieghi la maggior parte delle proprie energie e della propria attenzione nella decodificazione dei caratteri, possa poi, con le poche energie residue, raggiungere sufficienti livelli di comprensione e di apprendimento. Lo studente, che legga sillabando un testo di filosofia, difficilmente, giunto alla fine della lettura, potr… aver compreso e ricordare quanto ha letto all'inizio. La Biblioteca Italiana per i Ciechi "Regina Margherita", da qualche anno sta fornendo agli alunni ipovedenti testi personalizzati, vale a dire, testi scritti in modo tale da rispondere alle caratteristiche del residuo visivo di ciascun richiedente. Sono pervenute richieste di ingrandimento fino ad avere caratteri con corpo 42 e anche oltre. Dal momento che gli interessati hanno campo visivo particolarmente ristretto, dovendo leggere testi con caratteri di cosŤ grandi dimensioni, la loro lettura dovr… necessariamente risultare stentata, analitica e, in definitiva, poco proficua. A mio avviso, procedendo in tal modo, si ottengono due risultati negativi: il primo concerne i costi esorbitanti richiesti dalla produzione di testi con caratteri tanto fuori dall'ordinario; il secondo concerne l'induzione negli alunni di una forte insofferenza per la lettura che richiede loro tanto sforzo, senza ricavarne n‚ soddisfazione n‚ profitto. In questa sede, non ho sufficiente spazio per approfondire il problema dell'individuazione del pi— conveniente sistema di lettura da far adottare agli alunni ipovedenti. Mi limiter• ad invitare gli insegnanti a riflettere molto attentamente su una questione di primaria importanza, per la formazione del loro alunno, avvertendo che potranno anche incontrare forti (e umanamente comprensibili) resistenze da parte delle famiglie, qualora, per obiettivi limiti visivi, privilegino la scrittura Braille. Qualora questo dovesse avvenire, raccomanderei di curare anche l'apprendimento del comune sistema di scrittura che, d'altra parte, nelle scuole speciali era insegnato anche ai ciechi assoluti. Per quanto concerne l'opposizione all'uso del Braille, mi permetto di ricordare che il vero handicap (proprio inteso nel suo significato di svantaggio) consiste nel non riuscire a risolvere i problemi e non gi… nelle tecniche o negli strumenti con i quali i problemi vengono risolti. Oggi, troppi nostri studenti percorrono l'intero curriculum degli studi in condizioni di analfabetismo, se non strumentale, almeno funzionale e questo, talvolta, anche con il tacito (ma non troppo) consenso degli insegnanti di sostegno i quali o non conoscono a sufficienza il Braille o, comunque, non gli riconoscono tutte le caratteristiche di un autentico sistema di lettura e di scrittura. Per quanto concerne i bambini con cecit… assoluta, come si dir… pi— oltre, non Š opportuno impegnarli con lo spazio virtuale del computer, prima che abbiano raggiunto un sufficiente livello di autonomia e di capacit… di orientamento e di mobilit… nello spazio reale. L'informatica, comunque, non consiste soltanto nel personal computer e nelle periferiche prodotte per i ciechi e per gli ipovedenti. Esistono anche dispositivi informatici speciali utilizzabili anche indipendentemente dal computer, come, ad esempio, il Braille Lite e altri apparecchi simili, che sono molto utili e molto duttili, perch‚ non solo permettono di scrivere, elaborando i testi, e di leggere, ma possono anche essere collegati con una stampante o divenire periferiche di un computer, per riprodurre su supporto cartaceo o informatico, quanto Š stato scritto. Inoltre, praticamente tutti sono dispositivi realmente portatili e silenziosi. Questo significa che ogni alunno pu• averli sempre con s‚ e pu• tranquillamente utilizzarli in classe, durante le prove scritte, senza il timore di essere allontanato dall'aula, come sovente accade agli utenti delle dattilobraille, obiettivamente troppo rumorose. La legge 104/1992, all'articolo 13, prevede che la scuola fornisca all'alunno i necessari dispositivi che, quando l'alunno stesso abbia concluso il corso di studi, l'Amministrazione potr… assegnare ad altro alunno anche iscritto ad altro istituto dello stesso distretto scolastico. Sempre la legge 104/1992, all'articolo 16 chiarisce che l'alunno con disabilit… pu• svolgere le prove scritte, avvalendosi di strumenti speciali e prevede che possa anche aver la necessit… di impiegare tempi ragionevolmente superiori a quelli stabiliti per il resto della classe. Quanto alla dotazione personale di materiale speciale (non soltanto informatico, dunque), il decreto del Ministero della Salute n. 332 del 1999, recante il "nomenclatore tariffario", prevede forti agevolazioni, anche in considerazione degli alti costi di tali dispositivi. Ô con rammarico che si deve constatare come, in un settore quale l'informatica, dove quasi ogni giorno abbiamo nuovi prodotti che rischiano di rendere inutili anche strumenti acquistati da poco, la norma vigente richiami una elencazione di prodotti speciali che risale al 1991 e che dettaglia con rigore minuzioso le caratteristiche degli oggetti per i quali sono concesse le agevolazioni. Tuttavia, di ben altra natura Š il problema che ora ci sta procurando le maggiori preoccupazioni ed Š legato alla riforma della scuola in via di attuazione. La legge n. 53 del 2003 conferisce al Governo la delega per la riforma della scuola. Mediante decreti legislativi, verranno ristrutturati radicalmente l'ordinamento scolastico, i programmi, le modalit… di formazione ed arruolamento del personale, ecc. Intorno alla met… di maggio ha cominciato a circolare il primo schema di decreto delegato, concernente il riordino della scuola per l'infanzia e dell'obbligo. Nella prima stesura del decreto era completamente ignorato il problema della presenza di alunni con disabilit… nella scuola primaria. Molte Associazioni di persone disabili, tra le quali l'Unione Italiana dei Ciechi, hanno energicamente protestato per tale gravissima dimenticanza. In risposta alle proteste, il Ministero ha aggiunto un inciso all'ultimo comma dell'ultimo articolo, nel quale si dice che debbono essere rispettati i principi di cui alla legge 104/1992. Mi Š accaduto di sentire rappresentanti di altre Associazioni affermare che, sul piano giuridico, l'inciso Š gi… soddisfacente. Potr… anche essere cosŤ, ma, come insegnante, io mi domando, perch‚, in uno strumento normativo, destinato ad assumere un'importanza determinante per il nuovo ordinamento scolastico, si sia dedicata al problema della presenza di alunni con disabilit… nella scuola minor attenzione rispetto alla poca gi… riservata loro nella legge di delega. Al momento, lo schema di decreto non solo non Š ancora stato approvato dal Governo, ma non Š neppure reperibile. Pertanto, non ho la possibilit… di sapere se, nell'edizione definitiva, il problema che ci sta a cuore continuer… ad essere trascurato o assumer… il giusto rilievo. Anche il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, nella sua adunanza del 15 luglio 2003, ha espresso un proprio parere sul "progetto di innovazione relativo agli obiettivi di apprendimento per i primi due anni della scuola primaria". Il parere non Š del tutto positivo, particolarmente per quanto concerne lo studio della lingua straniera (il riferimento esplicito alla lingua inglese, secondo alcuni, sembra escludere a priori lo studio di ogni altra lingua europea) e lo studio dell'informatica, per il quale sono previste due ore settimanali di lezione. Omettendo l'analisi delle diverse disposizioni, contenute nello schema di decreto, svolger• soltanto poche considerazioni relative all'informatica. Se accettiamo, come la riforma richiede, che l'inizio della scuola avvenga con un anno di anticipo, non sar… difficile rendersi conto di quali sarebbero le conseguenze dell'affidamento dell'alfabetizzazione informatica esclusivamente alla scuola. Pur essendo divenuta una delle discipline irrinunciabili anche per gli alunni ciechi, l'informatica non pu• essere appresa con i tempi e con i ritmi seguiti dai bambini vedenti molti dei quali, per altro, giungono alla scuola con un buon livello di conoscenza e con buone capacit… pratiche in questo settore. L'alfabetizzazione informatica deve entrare di diritto nel piano educativo individualizzato (PEI) e deve essere acquisita in orario extrascolastico, nel rispetto dei livelli di sviluppo, dei tempi e dei ritmi individuali di ciascun bambino. Ma la necessit… di un apprendimento extrascolastico non Š motivata tanto, o soltanto, dal fatto che chi non vede impiega pi— tempo a svolgere determinate operazioni, quanto dalla obiettiva disparit… di condizioni nelle quali i bambini ciechi e i bambini vedenti si trovano di fronte al computer. Infatti, mentre il bambino vedente lavora in ambiente amichevole, come dicono i tecnici, il bambino cieco si trova ad interagire con una realt… estranea alle sue capacit… percettive. Anzi, pi— l'ambiente Š amichevole per chi vede, pi— rischia di divenire inaccessibile per chi non vede. Tale circostanza impone ai non vedenti (e non soltanto ai bambini) di apprendere programmi aggiuntivi che non sempre sono semplicissimi. E si potrebbero addurre ancora molte ragioni di ordine psicologico e didattico, per insistere affinch‚ l'informatica venga insegnata, al pari delle altre tecniche specifiche, fuori della scuola. Il 28 aprile il Ministero della Sanit… ha emanato una direttiva, secondo la quale i corsi di autonomia, orientamento e mobilit… e i corsi di alfabetizzazione informatica rientrano nell'ambito degli interventi riabilitativi di competenza del Sistema Sanitario Nazionale. Il fatto che noi accettiamo l'inclusione in ambito riabilitativo di queste due importantissime tipologie di corsi non significa che abbiamo aderito alla tendenza alla medicalizzazione del problema della formazione dei bambini e dei giovani ciechi. Alla scuola continuiamo a chiedere educazione ed istruzione, perch‚ ai nostri ragazzi la scuola deve risposte formative, come a tutti gli altri alunni. Abbiamo semplicemente trovato la possibilit… di disporre delle necessarie risorse, per garantire l'autonomia e le pari opportunit… a chi, altrimenti, rischierebbe di esserne privato. Con l'entrata in vigore della legge costituzionale n. 3 del 2001, sono state trasferite alle Regioni tutte le competenze in materia di salute. Pertanto, toccher… alle nostre strutture periferiche ottenere dalle rispettive Regioni risposte adeguate. Dunque, dovranno essere organizzati corsi progressivi di alfabetizzazione informatica, tali da permettere a ciascuno di acquisire le nozioni di base con le quali poter seguire al meglio ci• che accade a scuola. Anche quando siano organizzati corsi collettivi, l'insegnamento ad ogni bambino dovr… essere rigorosissimamente individualizzato, al fine di evitare che l'informatica, cosŤ ricca di prospettive positive, si traduca in un ulteriore motivo di esclusione. Non esiste un momento identico per tutti, nel quale iniziare l'avviamento all'uso del computer. Ogni insegnante dovr… saper scegliere il momento pi— opportuno per il suo allievo, impegnandosi a far sŤ che, in quel momento, egli possegga i prerequisiti necessari. Non va neppure trascurato il complesso di differenze esistenti fra il bambino cieco ed il bambino ipovedente. Quest'ultimo, quand'anche conservi un residuo visivo limitato, pu• vedere lo schermo, le immagini che via via si succedono sullo schermo, anche se non sempre le distingue bene; in molti casi, pu• anche seguire i movimenti del cursore. Il bambino cieco, qualora non abbia una buona padronanza delle coordinate spaziali, difficilmente potr… immaginare che cosa significhi il movimento del cursore sullo schermo o la disposizione dei diversi "oggetti". In tal caso, la sua risulterebbe una conoscenza del tutto astratta, senza reali punti di riferimento. Mediante l'uso degli strumenti informatici, la vita scolastica del bambino cieco o ipovedente si svolge in maniera assai pi— simile a quella dei pari. Anch'egli potr… consegnare i propri elaborati scritti all'insegnante; non sar… allontanato dalla classe, o perch‚ non sa scrivere o perch‚, scrivendo, produce eccessivo rumore; nelle scuole secondarie, consulter… autonomamente il dizionario, visto che potr… disporre anche di maggior tempo, rispetto ai compagni; legger… direttamente pi— di qualche testo su supporto informatico, evitando i lunghi tempi e gli elevati costi per la trascrizione in Braille; ma, soprattutto, l'informatica consentir… all'alunno cieco e ipovedente pi— numerose opportunit… di socializzazione e di scambio. Non mancano neppure problemi di ordine pratico. Basterebbe pensare che il display Braille Š costituito da una sola riga generalmente di 40 caratteri, poco ergonomica e, quindi, molto pi— faticosa per letture di lunga durata, di quanto non siano le pagine di un libro Braille. Un altro problema, intorno al quale, soprattutto in Germania si sta disputando molto intensamente, riguarda l'insegnamento del Braille a sei o a otto punti. Senza pretendere di avere la verit… in tasca, mi limiter• ad osservare che il Braille a sei punti risponde perfettamente alle caratteristiche della percezione tattile. I caratteri ad otto punti, che vengono utilizzati in informatica soltanto per determinati segni (maiuscole, vocali accentate), non consentirebbero una lettura corrente, perch‚ la loro dimensione Š superiore alla superficie dei polpastrelli lettori. Sappiamo anche noi che con 256 segni avremmo maggiori possibilit… che con i 64 (spazio compreso) del Braille a sei punti, ma se, da oltre 150 anni, tutti i lettori del Braille non hanno accolto altre dimensioni, qualche ragione ci dovr… pur essere. In ogni caso, chi conosce il Braille a sei punti, non incontra alcuna difficolt… ad adottare il sistema in base otto, al momento di utilizzare il computer. Ancora un problema: l'aggiornamento, per poter fruire dei prodotti software in costante evoluzione. I giovani si adattano con molta facilit…, bench‚ i prodotti pensati per noi siano sempre e necessariamente in ritardo e meno efficaci, rispetto a quelli comunemente reperibili sul mercato. Importante Š che anche gli appassionati di informatica, per desiderio di sempre rinnovarsi, non scambino il mezzo per il fine: le conoscenze strumentali possono essere utili ed interessanti, ma soltanto in vista di andare oltre. L'informatica dev'essere valutata positivamente per tutte le possibilit… che ci ha offerto e che Š destinata ad offrirci ancora. Per noi Š una conquista eccezionale, anche se non dobbiamo attribuirle virt— taumaturgiche. L'informatica non annulla la minorazione; ci d… un grande aiuto, ma soltanto a patto che curiamo bene la formazione della persona che Š in s‚ valore assoluto. Enzo Tioli Vice presidente nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi * Intervento al Convegno "Le prospettive dell'integrazione scolastica dei minorati della vista nella scuola dell'autonomia", Assisi, 21 ottobre 2003, organizzato dalla sezione di Assisi dell'Unione Italiana dei Ciechi, con il finanziamento della Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi e del Consiglio Regionale Umbro dell'Unione Italiana dei Ciechi. 10