TUTTI INSIEME, CONCRETAMENTE. COSTI E BENEFICI DELL'APPRENDIMENTO COOPERATIVO. Simona De Simone Essere gruppo significa realizzare armonia tra le differenze. Lavorare in gruppo, significa stabilire relazioni funzionali, considerare gli altri, tutti gli altri, risorse necessarie ed indispensabili per il raggiungimento di un obiettivo comune. Considerare "tutti gli altri" risorse, anche quando "l'altro" ha dei "limiti", ha modalit… di comunicazione diverse, conosce l'ambiente attraverso strumenti specifici, si muove nello spazio alla ricerca di supporto... pu• rappresentare uno strumento vincente per l'integrazione. Il fondamento della cooperazione Š infatti, proprio questo: creare una sinergia che consenta di muoversi in maniera armonica verso un fine condiviso. Deming e Juran (cit. in Johnson, Johnson, Holubec, 1996) hanno affermato che "l'85% dei comportamenti dei membri di un'organizzazione Š direttamente attribuibile alla struttura dell'organizzazione stessa, pi— che alle caratteristiche degli individui coinvolti". Se Š vero, quindi, che una societ… collaborativa che valorizzi le singole individualit… pu• rappresentare la base per una reale integrazione sociale, Š necessario dare una struttura collaborativa ad una delle prime cellule educative: la scuola. Qualora, in una scuola ed, in particolare, in una classe prevarr… un approccio di tipo individualistico o competitivo, gli studenti si comporteranno di conseguenza; per favorire interrelazioni pi— mature sar…, perci•, necessario instaurare tra gli studenti un approccio cooperativo. Realizzare questo clima in classe significa promuovere un tipo di collaborazione frutto dell'unione cospicua dei singoli apporti. Si tratta, quindi, di superare la logica imperante della competizione, secondo cui i partecipanti cercano di ottenere un risultato individuale migliore dei compagni e quella individualistica secondo cui ognuno lavora per s‚. Il vantaggio di un sistema di apprendimento che si fonda sulla cooperazione nasce, peraltro, dall'utilizzo di un diverso canale per il passaggio delle informazioni, che potremmo definire orizzontale, nel senso che avviene tra pari, a differenza della comunicazione verticale che avviene tra insegnante e allievo. Ô importante precisare, per•, che non si crea gruppo, ogni qual volta c'Š un certo numero di persone riunite, ma solo quando si realizzano una serie di variabili. In primo luogo che le persone che compongono il gruppo stesso se ne sentano parte attiva, che si riconoscano come risorsa che contribuisce in maniera significativa al risultato finale di tutti, il che significa che ogni componente del gruppo sa di avere un ruolo definito, riconosciuto e riconoscibile, un ruolo attivo nel raggiungimento dell'obiettivo che Š sempre, necessariamente ed esplicitamente, condiviso a priori. Ô proprio questa condivisione l'elemento determinante per la realizzazione di un livello di collaborazione efficace che possa consentire l'accettazione della valutazione. Il momento della "resa dei conti", che si traduce in una valutazione reciproca e, successivamente, nella valutazione esterna pu• essere vissuto con serenit… e con partecipazione solo quando siano presenti tutti gli elementi di cui si Š detto; se, infatti, ogni componente del gruppo se ne sente parte effettiva, potr… confrontarsi con gli altri ed esprimere serenamente le sue opinioni grazie ad una disamina condivisa di tutti gli step percorsi per poter, insieme, individuare i punti deboli su cui riflettere per porvi rimedio. La valutazione perder…, in questo modo, l'aspetto del giudizio condannante e anche quella espressa dall'esterno, per esempio dall'insegnante, assumer… il valore di un confronto consapevole. Questo modo di vivere il momento valutativo significa aver compreso la condivisione del successo e\o del fallimento che non sono riferibili ai risultati dei singoli, ma a quelli dell'intero gruppo in quanto tale. Il gruppo non vuole, cosŤ, negare le singole individualit…, ma considerarle apporti specifici, funzionali all'arricchimento del gruppo stesso. Ô probabilmente questa la chiave che consente di affrontare anche il conflitto che Š chiaramente fisiologico all'essere gruppo, ma che va gestito e vissuto nella maniera corretta. Quando non ci si confronta serenamente con il conflitto e quindi non lo si affronta, vengono fuori effetti negativi sui singoli e, di conseguenza, sull'andamento globale. Si crea infatti un clima di costante tensione, di insicurezza, di incapacit… ad agire tra i singoli partecipanti e soprattutto, non vivendosi pi— come un insieme, cominciano a venir fuori atteggiamenti di competizione e di contrapposizione. Se, invece, il conflitto viene gestito, ogni persona vede incrementato il proprio livello di autostima e soprattutto la fiducia negli altri e, in questo modo, si sente pi— portata ad essere propositiva, atteggiamento, questo, che rappresenta un significativo motore propulsivo per l'intero gruppo. Pu• essere interessante riflettere, in termini concreti, su come si possano costituire gruppi all'interno della classe o della scuola, nei quali si realizzi, realmente, un apprendimento cooperativo. Ô ormai certo che il passaggio di informazioni che si realizza tra pari Š pi— funzionale di quello che si ottiene da una comunicazione verticale; Š, per•, altrettanto chiaro che per realizzare un lavoro di questo tipo Š necessario promuovere negli studenti, in primo luogo, la volont… di lavorare insieme, perch‚ una collaborazione subita Š normalmente poco funzionale, ed Š poi opportuno assegnare un compito in cui il momento cooperativo sia presente in tutte le fasi, perch‚ solo cosŤ il prodotto finale verr… considerato davvero opera comune. Promuovere la mentalit… del team significa trasmettere la consapevolezza che ciascuno rappresenta un apporto indispensabile per il raggiungimento del risultato, apporto del quale Š a tutti gli effetti responsabile individualmente e rispetto al gruppo. La gestione dei gruppi non Š di semplice realizzazione per l'insegnante, soprattutto se si parte dalla convinzione che Š giusto, per esempio nel contesto classe, che ogni studente abbia l'opportunit… di collaborare con tutti i compagni; premessa assolutamente corretta, nella misura in cui nel contesto sociale di vita Š giusto e necessario confrontarsi con gli altri, molti dei quali non si "scelgono", ma sono imposti dalla "molteplicit… della realt…". Diventa chiara, quindi, la necessit… di creare ampie situazioni di confronto, ci•, tradotto in termini pratici, significa organizzarsi in modo da costituire pi— gruppi durante l'anno scolastico. L'abilit… dell'insegnante o dell'adulto di riferimento, sar… principalmente quella di costituire, come gruppi di riferimento costanti, quelli "meglio assortiti", nei quali, cioŠ, i livelli di relazione sono pi— adeguati. Potranno poi essere organizzati durante l'anno, in relazione a lavori o ad apprendimenti specifici, altri gruppi con partecipanti diversi. Per realizzare ci•, Š fondamentale che l'insegnante conservi sempre il ruolo del regista e che esso sia riconosciuto da tutti gli studenti, in modo da poter gestire i gruppi, perch‚ i ragazzi, se non "indirizzati" tendono ad accorparsi per "similitudini," facendo fallire il progetto del confronto. La cooperazione, cosŤ intesa, offre, come si Š detto, una serie di vantaggi in quanto aiuta ad elevare il livello di tutti gli studenti, sia in termini di competenze, che di capacit… di interazione sociale. Spencer Kagan, in una ricerca condotta nel 1988 (Kagan, 1988), ha fatto un'interessante valutazione sui vantaggi e sugli svantaggi del "Cooperative learning", riflettendo soprattutto sulle difficolt… applicative, in ambito scolastico e mettendo in risalto le metodologie vincenti per risolverle allorch‚ si presentassero. Alcuni degli elementi positivi derivanti dall'uso dell'apprendimento cooperativo emergono gi… da quanto detto sopra, per esempio, l'aumento del rendimento scolastico per tutti gli studenti, ivi compresi quelli in situazione di difficolt…. Attraverso la cooperazione si incrementa, inoltre, un clima di non giudizio che si traduce in accettazione della "diversit…" in tutte le sue manifestazioni, e che diventa capacit… di valorizzare le differenze riconoscendole come possibilit… di apporto originali all'interno del gruppo. Imparare a collaborare consente, inoltre, di migliorare l'autostima, in quanto, come si Š detto, si acquisisce la consapevolezza di essere una risorsa riconosciuta nel gruppo, il che permette di essere pi— sicuri nelle relazioni sociali e quindi pi— rispettosi degli altri che si riconoscono come significativi. Inoltre se Š vero che avere un ruolo riconosciuto nel gruppo Š fonte di orgoglio Š altrettanto vero che Š motivo di autoresponsabilizzazione in quanto si Š consapevoli del compito assegnato e di quanto esso influisca sull'andamento del lavoro comune. Da tutto questo emerge, come vantaggio significativo, non solo l'incremento degli apprendimenti, ma anche e soprattutto l'acquisizione di abilit… sociali e di una mentalit… che potr… trovare significativa applicazione nella vita futura del bambino e che lo render… un adulto capace di lavorare in equipe. Kagan evidenzia, per•, come si Š detto, anche le difficolt… legate al lavoro con un sistema cooperativo, sebbene dimostri che queste stesse difficolt… possono essere evitate attraverso un'attenta gestione di una serie di variabili. Nell'elencare i contro di un'esperienza di lavoro di gruppo, l'autore parte da quello che Š lo scoglio principale e cioŠ che i ragazzi non sanno come si lavora insieme, in quanto, in molti casi, mancano le abilit… sociali di base; da ci• deriva la permanenza della competitivit…, la difficolt… a rapportarsi con la diversit…, che fa vivere i compagni in difficolt… come gli anelli deboli, che compromettono il risultato finale del gruppo. Kagan riflette, inoltre, sul fatto che un ostacolo al lavoro cooperativo pu• risiedere nelle difficolt… che le persone esterne alla classe possono accampare, riferendosi in particolare ai colleghi insegnanti e, ancor pi—, ai dirigenti scolastici e, in secondo luogo, ai genitori che possono opporsi ritenendo che in questo modo si limitino le possibilit… di apprendimento dei figli. In realt… entrambe queste difficolt… possono essere superate, secondo Kagan, con una certa facilit… attraverso un attento lavoro di coinvolgimento. Per quel che riguarda il personale interno alla scuola Š importante coinvolgere i colleghi, anche attraverso un progetto condiviso che sia sempre approvato dal dirigente scolastico al quale sar… necessario, ed opportuno, illustrare l'intero percorso che si Š programmato, compresi i risultati che si intende raggiungere, sia relativamente agli apprendimenti classici, che alle abilit… sociali. Per quel che riguarda i genitori si potr… ugualmente coinvolgerli, non limitandosi per• ad illustrare loro il progetto, ma rendendoli parte attiva dello stesso, anche nell'ottica secondo cui l'acquisizione di abilit… sociali ha senso solo se generalizzata al contesto di vita. Il coinvolgimento degli studenti va fatto primariamente dall'interno, ponendo attenzione ad una serie di variabili significative a partire dall'assegnazione dei compiti che dovranno essere adeguati a tutti i partecipanti a partire da quelli pi— in difficolt…, ivi compreso il bambino con disabilit…. Sar… poi essenziale all'interno di questi gruppi mettere in risalto i compiti specifici che consentiranno ad ogni studente di avere il proprio momento di "gloria", cioŠ l'occasione di "insegnare" all'interno del gruppo la sua specifica parte del compito. Questo ruolo realizza quella che, in termini tecnici, si definisce la prova cognitiva, cioŠ l'imparare insegnando; Š fuori discussione infatti, che, nel momento, in cui si trasferisce ad un altro un contenuto, ci si pone in una posizione critica, ci si riflette, ci si pongono interrogativi, si approfondisce... quale migliore strumento di apprendimento? Quale migliore progetto di integrazione per un bambino con difficolt… sensoriali e pluriminorazione? Si Š gi… detto, ed Š evidente, quanto far parte di un gruppo consenta a tutti, veramente a tutti, di esprimere le proprie potenzialit…. Per il bambino disabile il gruppo pu• rappresentare la modalit… privilegiata per mostrarsi ai compagni in un'ottica nuova, che consenta di mettere in rilievo non pi— solo i limiti, ma le potenzialit…. Esso pu• rappresentare, soprattutto per gli altri, l'opportunit… di lavorare a diretto contatto con il compagno in difficolt… senza la mediazione dell'adulto, imparando a confrontarsi direttamente con lui. Il confronto diretto, infatti, produce vera conoscenza e capacit… di trovare strategie idonee purch‚, chi Š in difficolt…, riesca a lavorare in modo adeguato e a raggiungere il risultato. La necessit… di trovare strategie Š un esercizio di problem solving realmente efficace. La possibilit… di conoscere, in modo concreto e direttamente i materiali, le modalit… di comunicazione e quant'altro Š proprio del compagno disabile, consente la vera conoscenza, consente di mettersi nei panni dell'altro, la diversit…, infatti, nasce dagli strumenti e non dalle persone. Per il bambino in difficolt… l'essere nel gruppo ed avere, all'interno di esso, una responsabilit… significa sperimentare un ruolo che non Š sempre quello di colui che viene supportato, ma quello di risorsa necessaria per il risultato positivo del gruppo, risorsa, in molti casi, competente e "specialistica" in relazione al compito. Questa Š forse l'integrazione. Riferimenti bibliografici Baroff, G. S. (1992). Ritardo mentale. Milano: Juvenilia. Campbell, J. (1996). Attivit… artistiche in gruppo, Trento: Erickson. Cavagnola, R. (1994). Il centro socio educativo. Trento: Erickson. Cornoldi C., Vinello R. (1990). Handicap, autonomia e socializzazione. Milano: Juvenilia. Gardner L., Murphy J, Crawford N. (1985). Programmazione educativa individualizzata. Trento: Erickson. Iacomino, M. (2000). Non accettarmi come sono. Azzano S. Paolo: Junior. Johnson, D. W., Johnson, R. T., Holubec, E. J. (1996). Apprendimento cooperativo in classe. Trento: Erickson. Kagan, S. (1988). 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