MI SONO SENTITA "I SUOI OCCHI" Consiglio di Classe II A, Scuola Media "G. La Pira", Gardone Val Trompia (BS). Prefazione In un mondo che lamenta frequentemente l'inadeguatezza ed il disagio della scuola ci sembra importante segnalare questa esperienza. Ô il frutto della disponibilit… e della buona volont… di una scuola impegnata a mettersi in gioco per crescere. Questa, che la classe II A presenta, non Š una ricetta, ma una strategia maturata e condivisa per crescere insieme cercando di capirsi. In una classe di giovani questa progettualit… ha contribuito a gettare le basi per un dialogo diverso, anche se talvolta imbarazzante e scomodo, ma onesto e leale. L'impegno degli insegnanti e la disponibilit… dei genitori ha consentito la realizzazione di questo progetto "scomodo", ma cosŤ facendo... dopo si Š tutti un po' diversi da prima... forse un po' pi— grandi Dott. Corrado Bortolin Esperto di Orientamento, Mobilit… ed Autonomia Personale per ragazzi con deficit visivi (I.Ri.Fo.R. di Brescia). L'esperienza che la nostra scuola sta vivendo in questi due anni con l'inserimento di un'alunna non vedente, mette in evidenza ancora una volta il fatto che un approccio progettuale ed una buona programmazione possono trasformare il difficile sforzo di realizzare la piena integrazione di tutti gli alunni in ricchezza educativa (per la classe, per i docenti, per tutto il personale della scuola). L'episodio descritto, molto coinvolgente e significativo, Š peraltro solamente uno dei molti momenti formativi programmati e proposti dai docenti del Consiglio di Classe agli studenti. Ogni proposta ha visto l'intera classe assumere responsabilmente e positivamente coscienza di quanta ricchezza ogni persona possa essere portatrice. Naturalmente devo sottolineare come le splendide capacit… ed il notevole impegno del gruppo docente possono svilupparsi appieno solamente se la scuola (l'amministrazione scolastica) garantisce adeguate condizioni organizzative: costanza del corpo docente, continuit… dell'azione educativa, possibilit… di anticipare la programmazione complessiva, coordinamento di tutte le figure e le istituzioni coinvolte, adeguate risorse economiche e strutturali. Costruite (e ricercate con convinzione!) queste pre-condizioni, realmente ogni nostra scuola pu• diventare la scuola di tutti e di ciascuno. Prof. Francesco Ceretti Dirigente Scolastico Introduzione Nell'anno scolastico 2002/2003 la Scuola Media "G. La Pira" ha accolto un'alunna non vedente proveniente dal plesso scolastico di Gardone Val Trompia. Il Consiglio di Classe Š stato chiamato a programmare in modo puntuale e rigoroso una progettazione didattica che tenesse conto delle esigenze dell'alunna, che ne promuovesse la piena integrazione e che, soprattutto coinvolgesse l'intera classe. Ô stato dunque avviato il "Progetto Qualit…" che si Š articolato in vari settori. Ci siamo attivati perch‚ l'alunna potesse avvalersi dell'aiuto della stessa insegnante di sostegno con cui aveva lavorato alla scuola elementare, perch‚ si creasse continuit… didattica, ma soprattutto perch‚ l'allieva affrontasse il passaggio al nuovo ciclo di scuola emotivamente pi— serena. Altre figure le sono state affiancate: un assistente del Centro Non Vedenti e un ulteriore insegnante di sostegno. Tuttavia la presenza di almeno una figura a lei nota ha contribuito non poco a semplificare le cose. Siamo riusciti, non senza fatica, a far sŤ che ogni insegnante di sostegno seguisse una particolare area disciplinare in modo che l'organizzazione del lavoro risultasse pi— efficace e snella. Abbiamo organizzato attivit… didattiche capaci di coinvolgere la classe e allo stesso tempo di favorire l'integrazione dell'alunna, adattando la programmazione oppure vivendo momenti alternativi alla lezione, ma sicuramente non meno costruttivi. Ci siamo recati a Milano a visitare la mostra "Dialogo nel buio", percorso appunto al buio guidato da un non vedente, esperienza che si Š rivelata molto interessante e stimolante per tutti noi. Ogni giorno, quindi, in classe insegnanti e alunni cercano di rendere sereno e facile il percorso dell'alunna nella nostra scuola e nel corso di questo anno scolastico ci siamo avvalsi anche dell'aiuto del consulente Corrado Bortolin con il quale abbiamo organizzato delle lezioni particolari: durante la prima, la classe, ad occhi bendati, si Š cimentata nella realizzazione di una ciotola con la creta, nella seconda invece si Š mossa, sempre bendata, attraverso i locali della scuola. La relazione che riportiamo Š relativa a questa seconda esperienza; l'abbiamo lasciata nella forma di appunti per conservare la freschezza del dialogo. Mi sono sentita "i suoi occhi"... MartedŤ 2 dicembre noi, alunni della classe 2řA, siamo giunti in aula credendo di vivere la "solita" mattinata di scuola. Invece, insieme alle nostre insegnanti, abbiamo visto una persona a noi fino a quel momento sconosciuta: il dott. Corrado. Questo signore aiuta le persone non vedenti ad acquisire una sempre maggiore autonomia e promuove la loro condizione per ridurre le difficolt… a cui ogni giorno costoro vanno incontro. Dopo aver compreso che (grazie a Dio!) non avremmo analizzato i soliti verbi, n‚ le famigerate frasi di analisi logica, ci siamo suddivisi in coppie e siamo usciti dalla nostra classe. Abbiamo percorso uno dei consueti tragitti che conducono alla palestra dove poi abbiamo svolto attivit… di vario genere. Ma il percorso compiuto tante volte, la nostra palestra sono apparsi molto diversi, noi stessi siamo risultati molto diversi: infatti avevamo gli occhi coperti da una benda che ha reso la met… di noi compagni assolutamente dipendente dall'altra met… della classe. Essere "non vedente" o essere "guida" ha suscitato in noi sensazioni, emozioni, disagi molto forti che in una discussione successiva abbiamo esternato e condiviso. Ci sembra interessante far partecipi anche Voi di queste nostre emozioni, pertanto abbiamo pensato di riferirle in modo diretto: Rachele: "Ho sperimentato un profondo disagio, perch‚ non sapevo orientarmi". Mattia S.: "Fortissimo il disagio, non capivo dove fossi nonostante conoscessi i luoghi per esserci stato molte volte in precedenza. Ho compreso come ostacoli normalmente considerati banali possono rivelarsi insuperabili e generare pericoli significativi." Eleonora: "Nel ruolo di guida mi sono sentita responsabile del mio compagno bendato, mi sono sentita "i suoi occhi". Da "bendata" ho toccato con mano la paura di farmi male poich‚ non avevo pi— sotto controllo la situazione". Andrea: "Ero fiducioso nella mia guida, ma insicuro di me: che paura di inciampare o di cozzare contro qualche ostacolo (duro)!" Camilla: "Spazio e tempo hanno perso le definizioni consuete: lo spazio si Š dilatato, i riferimenti soliti si sono persi. Il tempo non era pi— quello di sempre, ma quello della mia insicurezza e dei miei timori". Mattia P.: "Mi tenevo saldamente abbracciato alla mia guida da cui sentivo dipendere la mia incolumit…. Giocare a palla, uno dei giochi pi— semplici e pi— socializzanti era umiliante e frustrante: non riuscivo a comprendere infatti la direzione della palla n‚ quindi a prenderla e a rimandarla. Solo con l'aiuto attento della mia guida potevo riuscire a giocare goffamente". Deborah: "Ho capito quanta fiducia nutra Anna nei nostri confronti: quando dalla fermata del pullman giunge a scuola con uno di noi, quando a ricreazione si muove con noi, quando insieme scendiamo al piano seminterrato, quando semplicemente ci parla. Lei sa fidarsi". Luca : "Ho sperimentato la mia debolezza, la mia incapacit… di superare ostacoli che fino a quel momento mi erano parsi irrilevanti; ho compreso l'importanza e la responsabilit… del ruolo di guida". Tania: "Ho avvertito una forte paura, pur muovendomi in luoghi a me familiari. I suoni, amplificati dalla forte eco della palestra mi giungevano distorti e mi rendevano difficile il movimento in avanti o all'indietro". Valentina: "Tutti noi compagni ci siamo mossi con pi— paura e con pi— goffaggine rispetto ad Anna. Infatti lei Š abituata a queste difficolt… perchŠ ogni giorno si presentano sul suo cammino". Sicuramente questa lezione "diversa" ci ha molto arricchiti. La presenza di Anna fra noi, che per alcuni, non "dei nostri", potrebbe sembrare problematica e vincolante, si rivela in realt… ogni giorno sempre pi— stimolante e importante. In quasi due anni di convivenza scolastica abbiamo compreso le sue numerose difficolt… e ogni giorno ci sforziamo di aiutarla al meglio. Ma anche lei ci ha aiutato tanto, a modo suo. Infatti ci siamo accorti di una cosa molto importante: spesso chi non riesce a giocare a palla, chi si muove con difficolt…, vede in altro modo, con la capacit… di provare nel suo cuore sentimenti di apertura e di fiducia verso gli altri che noi non sperimentiamo o che non avvertiamo forse pi—. Per un giorno la scuola non ci ha insegnato solo nozioni, regole, formule, ma ci ha suggerito qualcos'altro: come essere bravi compagni e soprattutto come diventare capaci di rispetto e di accoglienza. Riportiamo anche il parere della nostra compagna Anna che durante la discussione ci ha parlato cosŤ: "Sono stata contenta che anche i miei compagni abbiano vissuto per qualche istante le mie difficolt…. Questo ha forse fatto capire loro quanto io abbia bisogno dell'aiuto, ma soprattutto della comprensione degli altri. Quanto a me, ho apprezzato la loro disponibilit… a cimentarsi in questa esperienza. Approfitto dell'occasione per ringraziarli dell'affetto che ogni giorno mi regalano". I Docenti della classe 2 A 1