UNA "GIORNATA FORMATIVA" PER I BAMBINI INTEGRATI NELLA SCUOLA E LE LORO FAMIGLIE. Giuseppe Piroddi Il 25 gennaio u.s., l'Unit… territoriale di Coordinamento del Centro Tiflodidattico della Sardegna ha organizzato una "giornata formativa" per i bambini integrati nella scuola e le loro famiglie grazie all'indispensabile e generoso contributo dei quattro Enti che la costituiscono - la Biblioteca Italiana per Ciechi "Regina Margherita", l'Unione Italiana dei Ciechi, La Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi e l'I.ri.fo.r. La Giornata, diretta a bambini da tre a undici anni con il coinvolgimento attivo delle proprie famiglie, Š stata realizzata nell'oratorio della Medaglia Miracolosa di Cagliari, ambiente adeguato e confortevole, dotato di una palestra, di un campo di calcetto e di alcune sale per riunioni. Molto ha giovato la riuscita del suo buon esito, la collaborazione prestata dall'I.ri.fo.r Sardegna Onlus e dall'Univoc locale. Lo svolgimento della Giornata Š stato articolato nel modo seguente. Durante la mattinata, i genitori, il responsabile del Centro Tiflodidattico, Dott. Michele Di Dino, con il tiflologo, Prof. Giuseppe Piroddi, si sono riuniti in una sala per ascoltare una relazione tiflopedagogica del Dott. Giovanni Loche intitolata: "La costruzione dell'Io corporeo nel bambino non vedente"; i bambini, insieme ai fratellini e ad alcuni altri coetanei normododati, sotto la guida di due esperti animatori, hanno praticato i giochi pi— svariati, obbedendo ciascuno alla propria inclinazione nella pi— assoluta spontaneit…. Il dott. Loche ha tracciato l'itinerario che, normalmente, segue ogni bambino nella costruzione del suo "io corporeo", scandendolo in cinque fasi fondamentali: * Prima fase "del dialogo tonico". * Seconda fase "del gioco corporeo". * Terza fase "dell'equilibrio del corpo". * Quarta fase "di respirazione e vocalizzazione". * Quinta fase "di verifica del corpo". Il Dott. Loche ha tenuto a precisare che l'itinerario pedagogico da Lui tracciato, lo seguono normalmente tutti i bambini nella costruzione del proprio "io corporeo", e, quindi anche i bambini minorati della vista. Questi tuttavia, specialmente quando sono ciechi assoluti, arrivano alla meta con un "certo ritardo", pur conseguendo lo stesso risultato dei bimbi normodotati. Il Dott. Loche ha rilevato, inoltre, che i bambini minorati della vista compiono uno sforzo assai maggiore per raggiungere il "traguardo" rispetto ai bambini privi di qualsiasi handicap, e che i primi sono costretti necessariamente ad avvalersi di "ausilii speciali", appositamente preparati per loro, e che debbono essere guidati - in una fase tanto delicata, qual Š il periodo educativo-formativo della prima infanzia - da persone profondamente preparate nei diversi rami della tiflologia, cosicch‚ sappiano cogliere gli aspetti psicologici e pedagogici, che gli educandi minorati della vista presentano in una et… tanto importante per la loro futura vita di adolescenti e, soprattutto, di adulti. Resta inteso che, per il conseguimento di un tale compito, gli educatori dei bambini minorati della vista debbono servirsi di metodi educativi speciali confacienti alla minorazione. A questo punto, si Š aperto un dibattito, ricco di molteplici spunti per la soluzione delle problematiche educative affrontate sui bambini con minorazione visiva. L'accento Š stato posto, soprattutto, su tre particolari problematiche: l'insegnante di sostegno, l'integrazione scolastica e il suo valore educativo, la condizione dei bambini pluriminorati. Sull'essenzialit… dell'ausilio degli insegnanti di sostegno, si Š stati tutti d'accordo. Qualche perplessit…, tuttavia, la suscitata l'adeguamento della loro preparazione. Si Š, infatti, constatato che la maggior parte di essi difetta della conoscenza - quando addirittura non la ignora del tutto - delle metodologie che la tiflologia adotta per educare e formare gli allievi con minorazione visiva. L'integrazione scolastica Š stata riconosciuta come fattore educativo di primaria importanza, anche se presenta, tuttora, molte lacune, che nemmeno gli sforzi prodotti dalla Biblioteca Italiana per Ciechi "Regina Margherita" e la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi sono riusciti a colmare con l'istituzione di ben sedici Centri di Consulenza Tiflodidattica, sparsi in tutta Italia. Molta speranza Š riposta nella legge 69/2000, in cui recentemente Š stato pubblicato il regolamento applicativo, con la quale si sancisce la riforma delle "scuole atipiche". Si pensa che essa possa dar luogo a dei Centri regionali, che affianchino l'opera dei menzionati Centri di Consulenza Tiflodidattica con personale altamente qualificato e una notevole quantit… di ausili, che consentano la piena attuazione di un compito tanto delicato e necessario, qual Š quello dell'educazione e della formazione dei bambini con grave minorazione visiva. La situazione dei fanciulli pluriminorati ha destato ansia e preoccupazione poich‚ in Sardegna non esistono strutture mediante le quali si possano soddisfare i bisogni e le esigenze di questi bambini e delle loro famiglie. Si Š convenuto che le famiglie dei bambini pluriminorati sono lasciate troppo sole nel vivere il loro grande dolore e si Š auspicato, che anche in Sardegna, possa sorgere presto un centro specialistico in grado di soccorrerle. La "giornata formativa" ha soddisfatto tutti i partecipanti, i quali hanno espresso l'auspicio che ne vengano organizzate altre con una certa frequenza magari con variet… di indirizzo, giacchŠ esse costituiscono occasione d'incontro dove ci si scambiano esperienze ed idee, da cui nessuno dubita che scaturiscano "forme nuove" di educazione per l'inserimento sociale dei bambini minorati della vista. Prof. Giuseppe Piroddi, consulente tiflologo, coordinatore dell'UTC della Sardegna Il Centro di Consulenza Tiflodidattica di Cagliari pu• essere contattato al seguente indirizzo: Via del Platano, 27 (C/o Unione Italiana dei Ciechi) 09131 Cagliari Tel.: 070/554398; Fax: 070/551480; Email: cdtca@bibciechi.it 3