RECENSIONI Yvette Hatwell, Psycologie cognitive de la c‚cit‚ pr‚coce, Paris : Dunod, 2003, 213 p. (ISBN : 2100067028) Ogni nuova pubblicazione di Yvette Hatwell Š molto attesa negli ambienti scientifici che studiano gli aspetti psicopedagogici dello sviluppo del bambino che non vede. "Psycologie cognitive de la c‚cit‚ pr‚coce" (DUNOD, Paris, 03), nasce dal lavoro condotto dall'autrice presso il laboratorio di psicologia e neurocognizione dell'universit… Pierre Mend‚s-France di Grenoble ed Š destinato non solo agli specialisti della ricerca, ma anche agli insegnanti e a tutto l'ambiente educativo e familiare. A tal fine, ogni pagina Š scritta con linguaggio ad un tempo rigoroso e facilitante e accompagna il lettore progredendo da un argomento all'altro con trainante progressivit… logica. Quest'opera s'interroga sugli effetti che la mancanza della vista, "organo maggiore di conoscenza e d'azione", possa indurre sullo sviluppo e sulle funzioni cognitive dei ciechi nati o divenuti tali in et… precoce. Quasi come premessa descrittiva dei postulati scientifici e del campo della ricerca, il primo capitolo analizza il fenomeno della cecit… e l'influenza prodotta sullo sviluppo da alcune variabili: l'et… d'insorgenza del danno visivo, l'eventuale residuo funzionale ancora disponibile, l'eventuale compresenza d'altre difficolt… associate e la risposta dell'ambiente familiare e scolastico al confronto con la cecit…. Il lavoro si articola in tre grandi direzioni d'indagine e riflessione: la prima infanzia, il bambino dall'et… scolare fino all'adolescenza e, infine, i ciechi nel mondo della scuola e in quello del lavoro. La prima parte tratteggia lo stato dell'arte su ci• che si sa circa lo sviluppo percettivo-motorio del piccolo cieco: lo sviluppo posturale e motorio, l'attivit… di prensione, la discriminazione percettiva. Quindi esamina la comparsa delle funzioni simboliche nel linguaggio, nel gioco e la maturazione della capacit… di comprensione degli stati mentali degli altri (Th‚orie de l'esprit). La seconda parte, Š dedicata alle ricerche condotte sull'et… scolastica e sulla giovent— (a cominciare dagli studi di J. Piaget) e tende a verificare se i bambini con cecit… precoce raggiungano le forme del pensiero logico, nel medesimo ordine e negli stessi tempi, dei vedenti. Quest'analisi si estende per circa cento pagine e propone studi e riflessioni sullo sviluppo del linguaggio, sullo sviluppo intellettivo globale, sullo sviluppo percettivo e motorio, sulla maturazione delle rappresentazioni spaziali e delle immagini mentali e sullo sviluppo logico. Nell'ultima parte, dedicata al rapporto complesso tra cecit…, scuola e lavoro, sembra quasi che l'autrice, ammirata e rispettata per le sue ricerche di calibro universitario, scenda tra i banchi della scuola tra insegnanti e bambini, per coniugare la teoria con la didattica e mettere ordine nell'insegnamento della lettura e della scrittura braille. Le pagine finali dell'opera sono dedicate a riflessioni e consigli sull'attuale situazione educativa dei bambini ciechi integrati nella scuola comune. Si tratta di considerazioni limpide e sagge che evidenziano per la Famiglia, per la Scuola e per la Politica sia i vantaggi, sia i rischi connessi a questa scelta pedagogica. Sono preoccupazioni che appartengono in gran parte anche alle scelte maturate negli ultimi decenni nella scuola italiana. Le raccomandazioni e i consigli dell'autrice fanno pensare a quante cose serie sono ancora da fare prima di parlare d'integrazione. Questo Š un libro intenso, da leggere centellinando il rigore scientifico e la saggezza dell'Autrice e riempiendo, con umilt…, pagine di note che saranno sicuramente illuminanti per migliorare, in ognuno, la capacit… di capire e di agire per il bambino cieco. Mi auguro che questo libro sia presto reso disponibile in traduzione italiana. Vincenzo Bizzi, consulente tiflopedagogista