CONDIZIONI DI VITA E DI SVILUPPO DEI SOGGETTI IPOVEDENTI* Ester Delpino Per ipovisione si intende una riduzione pi— o meno grave della funzione sensoriale visiva conseguente ad un danno a carico dell'apparato visivo che si traduce in una bassa acuit… e/o in una limitazione del campo visivo. La Legge n. 138 dell'aprile 2001 definisce l'ipovisione in base alla entit… del residuo visivo e residuo perimetrico con la quale si presenta: Minorazione visiva Visione centrale Espressa dall'acutezza visiva che permette di riconoscere le caratteristiche dell'oggetto fissato Visione periferica Estensione campo visivo che fornisce una informazione generica sull'ambiente grazie alla quale l'individuo riesce ad orientarsi e muoversi nello spazio. [Tabella] Gravit… Normale Visus residuo > 3/10 Grado 0 Gravit… Normale Residuo perimentrico >=60% Grado 0 Gravit… Ipovedente lieve Visus residuo <=3/10 - >2/10 Grado 1 Gravit… Ipovedente lieve Residuo perimentrico 59%-50% Grado 1 Gravit… Ipovedente medio-grave Visus residuo <=2/10->1/10 Grado 2 Gravit… Ipovedente medio-grave Residuo perimentrico 49%-30% Grado 2 Gravit… Ipovedente grave Visus residuo <=1/10->1/20 Grado 3 Gravit… Ipovedente grave Residuo perimentrico 29%-10% Grado 3 Gravit… Cieco parziale Visus residuo <=1/20>=1/200 Grado 4 Gravit… Cieco parziale Residuo perimentrico 9%-3% Grado 4 Gravit… Cieco totale Visus residuo Moto della mano, ombra e luce, spento Grado 5 Gravit… Cieco totale Residuo perimentrico <3% Grado 5 [Fine tabella] L'ipovisione pu• essere una condizione del tutto isolata oppure inserita in contesti clinici complessi come in quello dei bambini cerebropatici, quindi non solo visus inferiore ai 3/10 ma anche difficolt… a mettere in atto strategie oculari finalizzate agli atti da compiere (fissare, guardare, inseguire oggetti, ecc..) e limitazione del campo visivo. Quindi l'ipovedente Š una persona affetta da una disabilit… visiva tale da impedire lo svolgimento delle comuni attivit… di vita quotidiana. La disabilit… Š conseguenza di una patologia irreversibile che non pu• essere migliorata con interventi chirurgici e/o farmacologici, n‚ corretta attraverso lenti convenzionali. Per molti anni gli ipovedenti sono stati "trattati" quali non vedenti, fino a 40- 50 anni or sono si sosteneva la teoria del "riguardo" visivo dove ogni minimo residuo veniva trascurato oppure addirittura eliminato (si bendavano gli occhi agli ipovedenti per educarli come i non vedenti). Si pensava che ci• servisse agli ipovedenti per potersi concentrare maggiormente sugli altri canali sensoriali ed in particolare sull'udito e sul tatto. Questo principio fu rivoluzionato dalla Barraga (V.S.A.) negli anni '60. La stessa dimostr• che la vista anche nei bambini sani Š soggetta ad evoluzione dopo la nascita. Da tale principio nacque la convinzione che un sistema visivo anche estremamente danneggiato pu• essere stimolato nel suo sviluppo con tecniche ed accorgimenti particolari ed adeguati. Alla fine degli anni '70 nasce il concetto di "riabilitazione visiva" intesa soprattutto quale insegnamento all'uso degli ausilii e con la chiusura delle scuole speciali e degli Istituti prende campo il concetto di integrazione sociale. Quindi nella storia delle neuroscienze della psicologia clinica e della pedagogia speciale l'interesse per le problematiche dell'ipovisione Š recente. L'ipovedente che storicamente era considerato "non vedente" Š oggi connotato come soggetto presentante un residuo visivo funzionale. Da qui consegue un approccio riabilitativo diverso dalla metodologia per i non vedenti. I processi della visione si organizzano molto precocemente nel bambino e determinano un fenomeno complesso in cui si intrecciano competenze biologiche, attivit… propriamente mentali ed elementi derivanti dalle esperienze percettive. In considerazione di ci• si pu• facilmente dedurre come la performance visiva sia alla base dell'instaurarsi di una armonica evoluzione del bambino sotto il profilo cognitivo, emotivo, psicomotorio e del linguaggio e come anche attraverso questa il bambino esprima il suo comportamento globale e la sua modalit… di relazione con la realt… esterna. Considerando allora che la vista ricopre un ruolo importante nello sviluppo del bambino, ne consegue che la sua compromissione incider… su questi aspetti in maniera rilevante e potr… costituire un fattore di rischio per lo sviluppo del concetto di S‚ e per l'acquisizione successiva di codici adeguati di interazione sociale. Il bambino ipovedente infatti pu• evidenziare atteggiamenti di dipendenza, passivit…, insicurezza, iperattivit…, tendenza all'isolamento, quale risultato di strategie di evitamento di situazioni troppo difficili per lui e conseguentemente molto ansiogene. Per evitare l'insorgere e soprattutto l'instaurarsi di questi aspetti Š determinante l'intervento riabilitativo in et… evolutiva 0- 12 anni. Prima di procedere con l'intervento riabilitativo Š di fondamentale importanza il momento valutativo in tutte le fasce di et… ma soprattutto nell'et… evolutiva. La valutazione in et… precoce (0- 5 anni) Š un momento importante e delicato in cui si instaurano le prime relazioni circolari riabilitatore-bambino-famiglia. In una valutazione di un bambino con deficit visivo in et… precoce il ruolo centrale Š costituito dalla relazione mamma/bambino. Parliamo sempre della madre anzich‚ di genitore perch‚ la loro relazione si dovrebbe strutturare al momento della nascita ed anche precedentemente ed il bambino all'interno di essa fa esperienza organizza il suo mondo psichico interno e sperimenta il mondo oggettuale esterno. La valutazione Š "globale" ed il modello di intervento utilizzato nel nostro Centro di Riabilitazione delle Disabilit… Visive prevede una gradualit… di approccio al bambino ed alla famiglia. Si cerca di non introdurre in prima battuta troppe figure professionali al fine di facilitare al bambino la relazione con l'altro e non colludere con il desiderio dei genitori di delegare agli "esperti" al fine di "aggiustare" tutto ci• che non funziona nel loro bambino. La valutazione globale dello sviluppo prosegue nell'amministrazione delle scale di sviluppo Reynell-Zinkin. Un altro aspetto fondamentale della valutazione del bambino disabile visivo Š costituita dalla valutazione funzionale visiva che si realizza in pi— sedute. Si osserva il comportamento visivo spontaneo del bambino e quello indotto dalla presentazione di stimoli visivi strutturati e di test, che ci permettono un'individuazione, anche se approssimativa, del visus e delle strategie di sguardo messe in atto dal bambino. La visita oculistica che segue la valutazione visiva non ha come obiettivo quello di formulare una diagnosi, ma di integrare gli aspetti funzionali rilevati nel percorso valutativo, con quelli clinici, al fine di formulare un progetto riabilitativo. La valutazione globale Š gi… di per s‚ un momento terapeutico, perch‚ i genitori e il bambino, che sono spesso in una situazione di estrema vulnerabilit…, vengono accolti e trovano un contesto rassicurante e contenitivo. Ô in questa cornice che i genitori possono scoprire un bambino diverso, in possesso di competenze che forse non avevano ancora potuto cogliere. Si attiva gi… dai primi incontri un processo interattivo tra genitore-bambino-riabilitatore, che permette al genitore di godere dei momenti di benessere del suo bambino e rafforzare dentro di s‚ l'immagine di genitore adeguato e competente. Anche la videoregistrazione Š uno strumento che spesso utilizziamo per osservare, insieme alla mamma o ad entrambe i genitori, l'interazione con il loro bambino. Mi riferisco ad un'osservazione capace di descrivere, pi— che di interpretare, ci• che avviene tra loro. I genitori stessi, durante la visione dei video insieme al riabilitatore, evidenziano aspetti dell'interazione con il loro bambino dei quali non erano consapevoli. L'obiettivo di questo lavoro Š mettere in luce le competenze di quella mamma con il suo bambino e di riflettere insieme sulle altre modalit… relazionali possibili in quella situazione, dando spazio alla creativit… individuale. Il percorso della famiglia prosegue con il progetto abilitativo-riabilitativo individualizzato che pu• toccare varie aree di intervento a seconda delle necessit… del bambino: stimolazioni visive, infant massage, stimolazioni basali, psicomotricit…, acquaticit…, musicoterapia, logopedia, counseling psicologico familiare, consulenza scolastica (asilo nido e scuola materna). La riabilitazione in et… scolare. A partire dall'ultimo anno di frequenza del bambino alla scuola materna si interviene con una riabilitazione a tutto campo mirata a coinvolgerlo in esperienze riabilitative individuali e a piccolo gruppo finalizzate ad ottimizzare la funzionalit… visiva e ad ampliare le situazioni "educative". La riabilitazione ha il compito di stimolare il processo interattivo di percezione e riadattamento alla realt… personale, ambientale, sociale del bambino; si interviene sulla minorazione sensoriale, stimolando l'utilizzo delle potenzialit… percettive, e lo si aiuta ad elaborare delle tecniche di compensazione alla disabilit… visiva, mediante l'acquisizione di precise strategie. Prima di avviare l'iter riabilitativo Š fondamentale per• precisare in quale modo "vede" il bambino: si interviene cosŤ con una valutazione psicofunzionale dell'ipovisione attraverso la quale si raccolgono adeguate informazioni sulla qualit… dell'atto del vedere, ossia si andr… a precisare: * La presenza e la natura dell'attenzione visiva. * La definizione pratica del visus. * La definizione del campo visivo. * La definizione dei movimenti oculari. Inoltre l'osservazione del bambino nelle diverse situazioni operative ci permetter… di registrare quando, come e perch‚ il problema visivo interferisce con l'apprendimento, il comportamento e la relazione. I dati raccolti unitamente alle informazioni ottenute dal colloquio con i genitori e alle informazioni di natura psicomotoria e psicopedagogica ci permetteranno di individuare le aree deficitarie e quindi di pianificare un programma d'intervento riabilitativo. L'intervento riabilitativo sul bambino ipovedente in et… scolare Š impostato sul modello del protagonismo del bambino non solo nella costruzione della propria identit… ma anche nella strutturazione dei suoi rapporti con il mondo fisico e umano. Si interviene attraverso un'azione di aiuto alla persona che, adattata alle esigenze del singolo, Š in grado di: promuoverne la crescita, instaurarne un'armonica evoluzione e favorirne l'integrazione scolastica e sociale. Il processo riabilitativo comporta un programma nel rispetto delle tre dimensioni fondamentali della persona: * La dimensione globale. * La dimensione evolutiva. * La dimensione dei suoi rapporti con l'esterno. Con l'obiettivo di favorire il contesto relazionale e l'autonomia creativa del bambino, ossia: lasciarlo libero di crescere e aiutarlo ad essere libero. La riabilitazione si esplica attraverso interventi con modalit… ambulatoriale, che devono essere il punto di partenza per introdurre variet… di ricchezze ed esperienze, tese a soddisfare i bisogni dell'ipovedente: sinteticamente riassumibili nell'autonomia di movimento, nell'autonomia di studio, nell'autonomia professionale e sociale. In affiancamento a questo si inseriscono interventi riabilitativi in ambito scolastico e territoriale. La riabilitazione si esplica attraverso interventi nelle seguenti aree: neuropsicosensoriale, psicopedagogico, neuropsicomotorio, tecnologica e dell'autonomia. Nel bambino ipovedente l'impossibilit… di mantenere il contatto visivo e conseguentemente di riconoscere lo stimolo visivo, comporta una rapida perdita di interesse e una labilit… dei processi attentivi, con difficolt… ad effettuare una sequenza di apprendimento dall'inizio alla fine; questo provoca un arresto o un ritardo nella elaborazione delle gnosie con ricadute sul piano degli apprendimenti che possono condurre alla formazione di una personalit… rinunciataria passiva, insicura. Uno dei cardini su cui ruota la riabilitazione neuropsicosensoriale Š pertanto il potenziamento della capacit… attentiva, altri obiettivi sono: * L'incentivazione dei movimenti di sguardo. * La facilitazione nella costruzione degli schemi esplorativi. * Il potenziamento e l'affinamento della coordinazione occhio-mano. * L'acquisizione dei requisiti per l'orientamento e la mobilit…. * L'acquisizione delle funzioni di letto/scrittura. * L'apprendimento e l'adeguato utilizzo degli ausili ottici, tecnologici, informatici. Per attivare e consolidare i movimenti oculari di arrampicamento, inseguimento, scanning si utilizzano opportune schede di immagini e fotografie, di graduale complessit…, in bianco/nero ed a colori aventi precisi criteri di inquadratura, luminosit…, contrasto figura/sfondo, riproducenti elementi ed oggetti facenti parte del bagaglio esperenziale del bambino o scene rappresentanti azioni di vita quotidiana. Il bambino viene guidato alla analisi precisa dei dettagli e nel contempo si cerca di favorire la capacit… di interpretazione dell'immagine globale, in quanto frequentemente questi evidenzia difficolt… nell'integrare l'insieme dei particolari per l'acquisizione dell'immagine nella sua globalit…. Guidare il bambino all'esplorazione ed all'interpretazione contestuale dei dettagli, alla definizione dei rapporti tra figura e sfondo, all'applicazione delle regole prospettiche significa quindi non soltanto allenare la sua percezione visiva, ma anche fornirgli utili strumenti per migliorare la sua concezione della realt…. Il primo percorso per l'apprendimento della scrittura Š il "training di pregrafismo strutturato". Il percorso successivo Š il "training apprendimento stampato maiuscolo". L'ultimo percorso da proporre al bambino Š quello relativo all'"apprendimento scrittura in corsivo". Il testo della metodologia "Giocando s'impara" e le relative schede possono essere scaricate da Internet al sito www.chiossone.it. Il bambino ipovedente e la scuola Considerando che, a scuola, il bambino Š inserito in un contesto basato su apprendimenti curriculari strutturati, si rende necessario un intervento che lo agevoli nel lavoro didattico mirato a fargli acquisire precise strategie operative e ad introdurre tecniche compensatorie e nel contempo si interverr… con la consulenza scolastica mirata a trasmettere agli insegnanti chi Š il bambino ipovedente, al di l… di specificit… sue proprie, e quali sono gli aspetti che possono costituire difficolt…. Qui di seguito si elencano gli atteggiamenti che spesso sono presenti in un bambino in situazione di ipovisione: * Riduzione della progettualit…. * Difficolt… di concentrazione. * Confusione operativa. * Insufficiente mimica facciale. * Livelli attentivi-motivazionali-produttivi inferiori alla norma. * Lentezza e scarsa modulazione nella lettura. * Disortografia e disgrafia. * Difficolt… di organizzazione spaziale. Gli aspetti sopra elencati determinano la produzione di elaborati "diversi" da quelli dei compagni: questa diversit…, quando non Š accompagnata da una interiorizzazione consapevole della propria disabilit…, pu• far pensare al bambino di "sbagliare" - di "essere meno intelligente", "di scontentare gli insegnanti e i genitori", conseguentemente il bambino pu• esprimere: ansia, chiusura, demotivazione, apatia. Per evitare l'instaurarsi di questi comportamenti disadattivi Š di fondamentale importanza attivare un processo educativo che impegna la scuola, ma anche la famiglia e le altre eventuali strutture territoriali coinvolte, e sia finalizzato all'impiego di una metodologia specifica. Il Centro delle Disabilit… Visive dell'Istituto David Chiossone di Genova ha ideato, proprio in considerazione di ci•, una metodologia, dal titolo "Giocando s'impara" che gi… abbiamo citato per i training di pregrafismo e grafismo. La metodologia esplicitata nel testo, consiste in un percorso didattico che, oltre a far meglio comprendere chi Š l'ipovedente e quale modalit… di approccio operativa meglio gli si addice, suggerisce le tecniche e i metodi meglio rispondenti alle esigenze del bambino ipovedente al suo ingresso nella scuola, affinch‚ possa integrarsi adeguatamente nel rispetto di tempi, ritmi e modalit… curriculari. Il principio pedagogico che gli operatori del Centro desideravano comunque emergesse, oltre all'indicazione operativa, Š quello di: "lasciare grande spazio alla potenzialit… espressiva e creativa del bambino"; punto di partenza per l'introduzione di attivit… strutturate onde raggiungere l'autonomia personale, l'autonomia di studio e l'integrazione scolastica e sociale. La Metodologia Il bambino ipovedente, normodotato dal punto di vista cognitivo, pur potendo pervenire ad una sufficiente competenza di lettura e di scrittura, Š soggetto ad apprendere con difficolt… gli insegnamenti programmatici usuali e ad incontrare maggiori ostacoli nel realizzare la propria autonomia; si ritiene necessario affiancare al bambino un insegnante di sostegno con l'intento di guidarlo nel suo percorso di crescita e di apprendimento, facendo emergere le sue abilit… ed aiutandolo a trovare strategie alternative. La scuola riveste infatti un ruolo determinante in quanto rappresenta una preziosa occasione di crescita e in quanto costituisce il momento dove il bambino pu• sviluppare, potenziare, consolidare le abilit… presenti e le abilit… carenti o mancanti. In ambito scolastico Š allora di primaria importanza porsi all'ascolto ed alla osservazione attenta del bambino in tutte le sue performances, sia quelle rivolte agli apprendimenti formali (lettura - scrittura - calcolo) sia quelle rivolte alla crescita globale (attivit… integrative guidate e libere e/o di socializzazione): ogni elemento rilevato pu• dimostrarsi utile nell'individuare il corretto intervento per proseguire il processo di apprendimento. Durante l'ultimo anno di scuola materna e il primo ciclo elementare, il bambino ipovedente deve essere avviato all'apprendimento della scrittura: la metodologia "Giocando s'impara" prevede un percorso di apprendimento della scrittura, appositamente studiato in considerazione delle difficolt… grafo-motorie determinate dal deficit visivo. Il percorso deve essere proposto al bambino unitamente alle attivit… rivolte allo sviluppo globale ed ha l'obiettivo di farlo/fargli: * Superare i momenti di empasse che l'inizio della scuola comporta. * Evolvere negli apprendimenti formali. * Superare le difficolt… determinate dal deficit visivo. * Raggiungere l'autonomia operativa. Gli strumenti di supporto utili ad organizzare l'attivit… scolastica in modo da non trascurare le esigenze del bambino sono: * Quaderni a rigature e quadrettature diversificate. * Pennarello a punta fine - media - grossa o matita a punta grossa. * Lampada da tavolo a luce fredda diretta sul piano di lavoro. * Banco con piano reclinabile. * Leggio. * Video ingranditore. * Lente d'ingrandimento. * Personal computer. * Scanner. * Sistema ingrandente. * Sintesi vocale. * Libri con caratteri di stampa ed immagini ingranditi. * Fotocopie ingrandite. * Registratore. In conclusione Š utile sottolineare che il bambino, va guidato ma non "sopraffatto" al fine di stimolare, mantenere, prolungare la motivazione e l'attenzione. Non sussistono regole rigide nelle proposte degli esercizi, bensŤ l'intervento deve essere calibrato e modulato in considerazione delle capacit… reali e potenziali del bambino, ossia pensato in funzione del soggetto nella sua globalit…, tenendo presente le ripercussioni che i problemi visivi possono generare sul piano psicologico, relazionale, cognitivo, strumentale. La riabilitazione di una competenza settoriale, nel soggetto in et… evolutiva, deve sempre fare riferimento alla evoluzione globale dello stesso. In definitiva il compito dell'operatore consiste nell'aiutare il bambino a strutturare le proprie funzioni gnosico-prassiche visive e pertanto sono chiamati in causa tutti i processi neuropsicologici e tutte le abilit… cognitive che normalmente presiedono alla soluzione dei problemi percettivi. CosŤ come la scolarizzazione corrisponde ad una aspettativa di "normalizzazione" da parte dei familiari dell'ipovedente cosŤ l'inserimento lavorativo con il conseguente "status" che ne deriva rappresenta un superamento dello svantaggio relativo, socialmente determinato, che subisce l'individuo disabile. Classificazione Ausili Ausili ottici Nel caso di ipovisione centrale l'ausilio ha il compito di ingrandire l'immagine che si forma a livello della retina. I sistemi ingrandenti sono composti da due gruppi: * Ottici. * Elettronici. I sistemi ottici ingrandenti si suddividono in: * Sistemi microscopici. * Sistemi telescopici. Sistemi microscopici Sono semplici, robusti, poco ingombranti e forniscono un'immagine di buona qualit…. Si tratta di sistemi di ingrandimento costituiti da lenti positive poste davanti agli occhi. In generale sono inserite in una comune montatura da occhiale, sono usati per la sola visione da vicino. Lente di ingrandimento Ô il sistema pi— semplice ed intuitivo che viene spesso scelto spontaneamente dagli interessati: ha i vantaggi della semplicit…, portabilit… e basso costo; Š preferita dagli anziani che con difficolt… si adattano a sistemi pi— complessi. Quando si utilizza una lente d'ingrandimento si fa in modo di porre l'oggetto da osservare nel piano focale della lente; in questa condizione l'immagine data dalla lente si trova all'infinito e pu• essere osservata da un soggetto emmetrope senza esercitare alcuno sforzo di accomodazione. Sistemi microscopici binoculari (fonda) Consentono di leggere a breve distanza creando un'immagine ingrandita sulle due retine. Aumentando il potere della lente, e quindi l'ingrandimento, diminuisce la distanza di lettura, ma, poich‚ a distanze ravvicinate l'immagine pu• risultare sdoppiata si introducono prismi a base nasale che ovviano al problema dovuto ad un'inadeguata convergenza. Sistemi telescopici Sono pi— complessi dei microscopici, costituiti da almeno due lenti coassiali separate da una certa distanza fra loro. La lente pi— vicina all'oggetto Š l'obiettivo quella pi— lontana Š l'oculare. A seconda del tipo di lente utilizzata per l'oculare, i sistemi telescopici si dividono in due gruppi: sistemi galileiani e kepleriani. Nei sistemi galileiani l'obiettivo Š una lente positiva mentre l'oculare Š costituito da una lente negativa. Nel caso di sistemi kepleriani sia l'obiettivo che l'oculare sono costituiti da lenti positive. La percezione visiva attraverso un tale dispositivo risulterebbe capovolta, per questo viene inserito un prisma all'interno del sistema per raddrizzare l'immagine. I sistemi galileiani e kepleriani possono essere usati sia da lontano sia da vicino. Ausili elettronici Sono costituiti da un sistema televisivo a circuito chiuso. Una telecamera inquadra l'oggetto da esaminare e ne riproduce l'immagine su uno schermo televisivo. Si possono raggiungere ingrandimenti molto importanti senza aberrazioni e senza perdita di luminosit…. I sistemi televisivi a circuito chiuso CCTV sono stati concepiti con lo scopo di aiutare i soggetti ipovedenti nella lettura, nella scrittura e nell'eseguire numerose attivit… che richiedono un preciso coordinamento occhio-mano. Lettura La lettura rappresenta l'esigenza principale espressa all'inizio della riabilitazione del soggetto ipovedente alfabetizzato. La riabilitazione visiva consiste nell'insegnare al paziente le strategie necessarie per migliorare le performances visive, la lettura rappresenta uno degli aspetti pi— importanti anche perch‚ stimola una quantit… di meccanismi cognitivi e nervosi molto complessi. L'obiettivo che si vuole raggiungere Š quello di riportare il paziente ad una discreta velocit… di lettura tale cioŠ da permettere una buona comprensione del testo. La valutazione che viene attuata presso il nostro Centro propone l'utilizzo di testi con corpo di stampa cp10 poich‚ Š la dimensione di testo che come lettori incontriamo pi— frequentemente. Viene richiesto al paziente di leggere il testo per 3 minuti e, contando le parole lette, rileviamo la velocit… di lettura espressa in parole al minuto. Segue una verifica della comprensione del testo, poich‚, come gi… detto, se troppo ridotta non consente un'utile assunzione delle informazioni. Scelta dell'ausilio Idealmente i vari tipi di ausili visivi dovrebbero rispettare le seguenti condizioni : * Fornire la gamma di ingrandimenti pi— ampia possibile. * Assicurare un'elevata qualit… dell'immagine a livello della retina. * Non limitare la percezione del campo visivo. La postazione informatica Š sostanzialmente la stessa per la scuola e per il lavoro; oltre alla configurazione tecnica dei computer e degli ausili hanno, infatti, in comune anche alcune problematiche, ad esempio il "disturbo vocale" in ambienti frequentati da altre persone: studenti o colleghi; la necessit… di utilizzare gli ausili sia a casa sia fuori: a scuola o sul posto di lavoro. Si parte dalle esigenze espresse dai soggetti direttamente interessati nelle differenti situazioni scolastico-lavorative: primi approcci, fase formativa, fase evoluta (esami e riqualificazione lavorativa) per arrivare a definire gli strumenti opportuni e, infine, il programma metodologico personalizzato. I primi passi sono, dunque, valutare le esigenze dell'utente e fissare chiaramente gli obiettivi da raggiungere. La postazione informatica per il disabile visivo giovane ed adulto si compone di elementi diversi in base agli obiettivi d'uso (studio, lavoro) e alle competenze. Oltre all'utilit… oggettiva del computer come strumento per la produttivit…, non vanno dimenticate anche le preferenze ed i desideri che pu• esprimere l'individuo. Ai giovani interessa spesso per il gioco e per la possibilit… di comunicare (e-mail). Agli adulti risulta gradito potersi rendere autonomi in piccole e grandi cose quali la gestione del bilancio familiare, la lettura dei giornali ecc. Per quanto riguarda l'et… presenile e senile Š importante ricordare che "l'allungamento della vita" porta con se patologie oculari irreversibili quali ad esempio la degenerazione maculare con la perdita della visione del dettaglio, l'incapacit… di leggere e quindi di essere autonomi. Pertanto la richiesta pi— frequente Š quella di intervenire nell'area dell'autonomia personale onde evitare la dipendenza da altre persone. Riferimenti bibliografici Delpino, E., Gallo, G., Gettani, A., Pieri, P. (a cura di) (1999). Giocando s'impara. L'apprendimento della scrittura nell'ipovisione. Genova: Istituto David Chiossone. L'Occhio della Mente 2001. Atti del Convegno. Il bambino ipovedente e la mamma: una relazione per crescere (2001). Genova: Istituto David Chiossone. L'Occhio della Mente 2002. Atti del Convegno. Il giovane ipovedente e il lavoro: un percorso per l'integrazione (2002). Genova: Istituto David Chiossone. Zingirian, M., Gandolfo, E. (2002). Ipovisione. Nuova frontiera dell'oftalmologia. Fabiano. Istituto David Chiossone - Onlus - Centro di Riabilitazione per le Disabilit… Visive Corso Armellini, 11 16122 - Genova Tel. 010- 839.11.60 Fax 010- 812234 e- mail: riabilitazione@chiossone.it Web: www.chiossone.it Ester Delpino Direttore Psicologo del Centro di Riabilitazione per le Disabilit… Visive dell'Istituto David Chiossone - Onlus - di Genova. * Come abbiamo fatto nel fascicolo precedente, veniamo a proporre il testo - lievemente modificato - di una delle lezioni che hanno composto il corso on-line sull'educazione dei minorati della vista, organizzato nel 2003 dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi. Crediamo di fare cosa gradita a tutti coloro che si occupano delle discipline tiflologiche e che non vi hanno potuto partecipare [ndr]. 1