ESPLORAZIONE: CAMPO PRIVILEGIATO DI CONOSCENZA Elisa Ripamonti Nell'et… moderna la cultura e l'educazione sono passate da una dimensione orale-aureale a quella visiva, fino a sfociare in un vero e proprio predominio della vista nell'et… contemporanea, con l'avvento dei nuovi media. Ô importante chiedersi allora come siano possibili l'educazione e lo sviluppo dei minorati della vista, in una societ… dove gli stimoli visivi influenzano e formano il comportamento di ogni individuo, dove l'efficienza e la produttivit… sono ci• che pi— conta. Mayeroff1 dice che: "aver cura di un'altra persona, nel suo significato pi— proprio, Š aiutarla a crescere e ad attualizzare se stessa" e questo Š ci• che mi ha spinto a creare un percorso didattico, inerente la manipolazione, per minorati della vista con handicap aggiuntivi che potesse essere loro utile nel quotidiano, nel percepirsi come individui nonostante la pluridisabilit…, che potesse insegnare loro ad essere attivamente partecipi della propria vita e del proprio agire. La manualit… e la capacit… di esplorazione sono indispensabili per coloro che hanno minorazioni visive, ma non sempre si ha l'abitudine di esplorare con le mani, talvolta per inibizioni personali, talvolta per impedimenti culturali o sociali. L'intero percorso Š prima di tutto rivolto ai ragazzi per rafforzare la loro autostima e la fiducia in se stessi, competenze indispensabili da acquisire per poter provare nuove esperienze. Ho sempre pensato che la sfera emotiva di ogni individuo fosse una sorta di trampolino di lancio che suscita l'interesse verso le attivit… che vengono proposte, e invoglia a sperimentarsi perch‚ fonte di un coinvolgimento globale e profondo della persona. Tramite l'esperienza diretta con la materia ho voluto stimolare i ragazzi alla curiosit…, spronarli a chiedere e ad esplorare, vedendo l'esplorazione come un campo privilegiato di conoscenza, funzionale anche al riconoscimento di una propria corporeit… e di un proprio S‚, per far sŤ che ognuno possa trovare una propria modalit… di essere nel mondo e di conoscerlo. Piano piano, tramite stimoli ed esercizi differenti ho cercato di insegnare loro a manipolare, toccare... per conoscere le diverse dimensioni costitutive e strutturali della realt… (unit… di misura, forma, peso, dimensione...) in modo da poter sviluppare una ricerca di autonomia per acquisire una capacit… di scelta e decisione, anche minima, atta all'integrazione dei sensi e delle emozioni per ovviare alla mancanza della vista. La creta Š stata il filo conduttore dell'intero anno scolastico, materia naturale composta da terra, acqua ed elementi chimici, ritrovabile dunque in natura. Questo non Š un fattore trascurabile: la creta Š un materiale che non Š del tutto fuori dalla realt… dei ragazzi e da ci• che possono conoscere nel quotidiano. La riflessione e la sperimentazione sono quindi partite da ci• che gli alunni gi… conoscevano: la terra (in alcune delle sue manifestazioni) e l'acqua. La fase iniziale si Š basata sull'esplorazione tattile di sabbia, terra da giardino, sassi, creta refrattaria e creta rossa. Pur essendo fondamentalmente "terra" questi elementi sono carichi di differenze in termini di granulometria, peso, colore, forma, texture, e trasmettono quindi sensazioni diverse. L'invito era prima di tutto a rievocare momenti legati a questi materiali per poter avere un punto di partenza sicuro dal quale cominciare il processo di conoscenza. Ognuno di loro Š stato poi spronato a toccare con le diverse parti del corpo (accostare dei sassi alla faccia, avere la sabbia sotto i piedi o un gomito nella terra...), giungendo alla conclusione che la sensibilit… cutanea cambia notevolmente e con ogni parte percepiamo in un modo diverso, ma solo con le mani possiamo avere un'esperienza sincretica di ci• che stiamo conoscendo. L'attivit…, passando anche attraverso un piano ludico, Š stata decisamente significativa, pochi ragazzi avevano prima di allora notato le fondamentali differenze di percezione! La terra cambia anche la propria consistenza, evento che Š stato provato aggiungendovi dell'acqua o lasciandola seccare all'aria. Di nuovo si Š sperimentata la conoscenza attraverso un fare e un verificare. Dopo questa intensa manipolazione legata ai cambiamenti della materia e della nostra sensibilit…, si Š compreso quanto l'elemento pi— funzionale ad essere plasmato sia la creta. La lavorazione della creta ha molteplici funzioni: dalla creazione di arte come manifestazione di s‚ alla mera produzione di oggetti. Manipolare la creta significa prima di tutto lasciare delle impronte di s‚, appropriarsi quindi della consapevolezza della propria corporeit…; significa esprimere in primis il proprio corpo e dare forma alle proprie emozioni, facendo sŤ che l'invisibile che difficilmente si riesce a verbalizzare diventi visibile. I propri stati d'animo e la sfera esperienziale influiscono notevolmente sul nostro modo di agire. In base a questa considerazione ho proposto dei piccoli giochi di finzione in cui ognuno doveva interloquire con la creta fingendo di essere stanco, contento e arrabbiato, valutando quindi l'ampia gamma di movimenti legati allo stato emotivo e le diverse impronte che questi ci permettono di lasciare. Dopo aver giocato un po', l'esperienza si Š fatta pi— globale con l'ausilio della musica e di oggetti di uso quotidiano (spazzola, spazzolino da denti, pettine, tappi, stuzzicadenti, pennello). Ogni alunno aveva a disposizione una tavoletta di creta e, grazie allo stimolo sonoro (prima una musica che trasmettesse serenit… e tranquillit…, poi una che ricordasse l'aggressivit…), doveva immedesimarsi in determinate situazioni o stati d'animo, incidendo quindi la tavoletta in maniera differente con l'ausilio degli strumenti proposti. Ogni ragazzo Š quindi dovuto partire da s‚: un proprio vissuto, per creare qualcosa che fosse altro da s‚. Sulla scia della sonorit… ho poi impostato alcune lezioni sul suono della materia, nuovamente passando dal generale al particolare; partendo da ci• che sentiamo svolgendo le pi— banali mansioni quotidiane fino a puntualizzare che anche la creta, una volta cotta, ha un suono che cambia a seconda della forma, dello spessore e della superficie del pezzo. Senza addentrarmi in alcuna spiegazione fisica, ho sperimentato con gli allievi queste differenze, creando dei sonagli che potrebbero fare concorrenza a quelli in commercio! La parte finale del mio progetto Š ovviamente ancora in atto, ma credo che valga la pena di accennarvi. Si tratta di un lavoro sulla smaltatura, una smaltatura che io definirei tattile. Dopo la produzione di vari oggetti sperimenteremo la decorazione dei nostri manufatti non solo attraverso i colori (sono solo due i ragazzi ipovedenti presenti al corso), ma anche richiamando in causa la comune terra da cui siamo partiti. Lo smalto pu• infatti fungere da semplice pigmento ma anche da collante, in grado di incorporare al pezzo altri elementi: sabbia, terra, sassolini, che modifichino la texture del prodotto stesso e ne permettano una curiosa esplorazione tattile. Durante l'intero anno la relazione coi ragazzi si Š fatta via via pi— importante, il punto di partenza per tutte le attivit… Š sempre stato l'insieme delle potenzialit… e delle fatiche che ognuno di loro ha; credo che lo si possa definire un percorso pedagogico perch‚ ha cercato di promuovere il rapporto interpersonale e relazionale tra gli alunni stessi e tra i ragazzi e l'insegnante, in un tempo lungo e continuativo, finalizzato ad una progressiva maturazione personale. I ragazzi non hanno semplicemente imparato ad usare la creta, ma hanno fatto emergere le loro potenzialit…, che hanno in parte offuscato le loro disabilit…, in un clima positivo ed amichevole che ha favorito il nascere di una sicurezza emotiva e cognitiva funzionaIe alla conoscenza e all'acquisizione di capacit… di relazione, non solo con le persone ma anche con gli oggetti. L'intero percorso Š stato denso di attivit… e di emozioni ed Š il chiaro segnale di quanto molte volte la strada che si percorre insieme sia pi— importante della meta che si deve raggiungere, e, nel nostro caso, di quanto il processo sia decisamente pi— importante della produzione, perch‚ Š dal fare che si apprende veramente ed Š sperimentando l'interezza della persona che si cresce insieme. Elisa Ripamonti insegnante presso il Corso di Formazione al lavoro organizzato dall'Istituto dei Ciechi di Milano. 1 Cit. in Mortari, L. (2002). Aver cura della vita della mente. La Nuova Italia. 4