GENITORI IN GIOCO: APPUNTI DI VIAGGIO DI UN PERCORSO DI AUTONOMIA VISSUTO INSIEME Organizzazione e partecipazione Anche quest'anno il Consiglio dell' I.ri.fo.r. Sezione del Veneto ha realizzato e finanziato con la collaborazione economica dell'I.ri.fo.r. Nazionale il progetto del Seminario Regionale "Esperienze educative e di animazione con laboratorio di attivit… espressive e riflessioni di gruppo per bambini con disabilit… visiva e i loro genitori". Alla realizzazione del seminario, la cui direzione Š stata affidata al prof. Renzo Ondertoller, hanno contribuito alcune lettrici della provincia di Padova: Nicoletta Masiero, Monica Zini, Chiara Mastella, Sofia Georgeopoulos, ricche di esperienze acquisite sul territorio, l'Istituto Configliachi nella figura del Professor Lorenzo Turatello, tecnico della mobilit…, la dott.ssa Vanda Brunelli, come esperta di animazione teatrale, il dott. Diego Gallo come esperto forestale, la dott.ssa Cinzia Bortoletto, psicomotricista, Enrico Antonello, animatore scout, la dott.ssa Erika Cantele, Erika Lesosi, Laura da Riva e Margherita De Poli, laureate e laureande in esperienza di tirocinio. Il seminario si Š svolto dal 29 agosto al 4 settembre 2004 in una struttura alberghiera in localit… Fondo Piccolo di Folgaria. Ad esso hanno aderito genitori di bambini ciechi e ipovedenti di et… compresa tra i 4 e 11 anni, cosŤ distribuiti: 6 affetti da ipovisione moderata, 6 da ipovisione grave, 4 da cecit… e 7 fratelli vedenti di pari et…. Complessivamente hanno partecipato al seminario 15 nuclei familiari provenienti da 6 province venete (Verona 2 - Vicenza 2 - Venezia 2 - Rovigo 2 - Treviso 3 - Padova 4). Nella successiva trattazione verranno illustrate le diverse attivit… svolte durante il seminario con i contributi dei rispettivi operatori; inoltre la testimonianza del gruppo genitori e alcune interviste realizzate coi bambini che arricchiscono la nostra trattazione ed evidenziano l'importanza che questa esperienza ricopre per ciascuno di loro. "Il Tempo del Gioco". Percorso di gioco libero Premessa Si intende per gioco libero la modalit… esistenziale del bambino da zero agli otto anni. Tale modalit… Š anche definita espressivit… psicomotoria e si fonda sulla possibilit… che il bambino ha di stabilire relazioni libere con lo spazio, gli oggetti, le persone. L'esperienza di gioco libero gi… sperimentata nell'anno 2003 a Fondo Piccolo Š stata riproposta, con le medesime finalit…, durante l'ultima settimana di agosto 2004 per la fascia dei bambini pi— piccoli presenti durante la vacanza. Il gioco libero riconosce e promuove il bisogno evolutivo interno del singolo, rispettandone lo stadio personale, e contemporaneamente permettendogli di fare proprie, condividendole, le scoperte dei compagni. In questa ottica i rituali, i materiali neutri, uno spazio per la libera espressione cognitiva con materiali a disposizione e la funzione d'ascolto degli adulti sono il quadro che favorisce tale processo. Il senso della presenza dell'adulto in una situazione di gioco libero Š principalmente legata a due funzioni essenziali: * La funzione d'ascolto. * La funzione di rispecchiamento. Per funzione d'ascolto si intende la capacit… di accogliere l'altro nel suo bisogno pi— profondo, nel caso di un bambino significa riconoscere il suo modo non verbale di comunicare, il suo modo di muoversi, di giocare, di guardare e agire sul mondo. La funzione dell'educatore Š quindi offrire competenza nell'ascolto, rispecchiamento positivo senza anticipare l'azione del bambino; aspettando che la curiosit… infantile si manifesti e si traduca in iniziativa. Se curiosit… ed iniziativa non arrivano le sollecita e sostiene in maniera neutra, senza indirizzarle e sovrapporsi ad esse: quando il bambino arriva ad esprimerle l'adulto le accoglie e le rispecchia con piacere. Nel caso tali manifestazioni siano aggressive le canalizza giocandole in maniera socialmente accettabile. L'adulto nella sua funzione di rispecchiamento attua un atteggiamento empatico che accompagna il singolo ed il gruppo. Egli descrive con un rinforzo positivo l'azione consolidandola e valorizzandola, ne sostiene la ripetizione. Ô una funzione di reverie affettiva e cognitiva, rappresentata sul registro simbolico del linguaggio. Nel gruppo l'adulto ha una funzione di sfondo che garantisce la comprensibilit… e quindi la socializzazione attraverso il reciproco piacere di condividere. Questo aspetto del gioco libero dove il bambino senta garantita la sua sicurezza fisica ed emotiva si colloca in un area transizionale che gli permette di agire il proprio s‚, rinforzando la propria identit…; aprendosi ad una relazione con il mondo esterno. Strutturazione dell'intervento * Presentazione plenaria dell'attivit… ai genitori. * Cinque incontri di gioco libero con due gruppi di quattro bambini. * Un bambino nel laboratorio creativo seguito da un operatore. L'intervento si Š sviluppato nel corso di cinque sedute. Il primo giorno tutti i bambini hanno partecipato al gioco di movimento insieme. Tale occasione Š stata spunto di riflessione ed aggiustamento, per gli operatori presenti, rispetto i bisogni emersi dai singoli bambini ed il desiderio di garantire uno spazio di sicurezza fisica ed emotiva a ciascuno di loro. Il grande gruppo Š stato cosŤ suddiviso in due gruppi di quattro bambini ciascuno, garantendo al nono bambino uno spazio ludico che gli permettesse un'esperienza di piacere condiviso nell'atelier creativo. Strutturazione dello spazio Gli spazi utilizzati all'interno sono stati due: * Per gli incontri di gioco Š stata utilizzata la stanza giochi dell'albergo (allestita con pareti imbottite,cuscinoni, scaletta, piano inclinato, tunnel, palloni ovoidali, casette tenda). * Per l'atelier creativo uno spazio attiguo alla stanza giochi opportunamente predisposto e organizzato (tavoli, tovaglie plastificate, panche e sedie, colori, pennelli, cartoni, cartoncini, carta crespa, carta vellutina, stuzzicadenti, colla, forbici, did•, mirette, formine, materiali naturali raccolti durante le passeggiate). Tempi Gli incontri si sono svolti per cinque giorni. Le esperienze di movimento all'interno, in piccolo gruppo, si sono alternate ad esperienze di animazione a sfondo tematico all'aperto; mentre i bambini pi— grandi giocavano ed esperivano in altre attivit… mirate al loro momento evolutivo. Il tempo di gioco si Š sviluppato per ogni gruppo in circa due ore e mezza suddivise fra attivit… di grande movimento ed attivit… creative nell'atelier. In questo tempo si sono mantenuti i rituali iniziale e finale in entrambi i gruppi che hanno lavorato alternandosi nella stanza dei giochi e nell'atelier accompagnati nel loro cammino da un operatore fisso per ogni gruppo, un animatore nel laboratorio, lo psicomotricista nella stanza del grande movimento con entrambi i gruppi. Il tempo degli incontri Š stato strutturato attraverso la successione di alcuni momenti fondamentali: 1- Rito iniziale - accoglienza - ingresso nella stanza dei giochi. 2- Gioco di grande movimento 3- Il racconto della storia, la manipolazione in atelier creativo 1-Rito iniziale I bambini vengono accolti insieme in uno spazio transizionale fra l'atelier e la stanza di gioco. Tale spazio viene utilizzato alla fine per il saluto dei due gruppi. Dopo l'accoglienza il gruppo dei pi— piccoli seguito da due educatori esce per la ricerca dei tesori del bosco da utilizzare nell'atelier creativo dopo il gioco di grande movimento. Il gruppo dei pi— grandi accede alla stanza del grande movimento per primo. Entrando nella stanza i bambini si siedono per terra. Sono state preparate delle etichette adesive con scritto il loro nome sia in nero che in Braille, possono cosŤ individuare la loro etichetta ed attaccarla sulla maglia, si attua cosŤ un rinforzo positivo rispetto la loro identit…, si sentono pensati, sanno che in questo luogo c'Š uno spazio proprio per ognuno di loro. Viene comunicata la disposizione del materiale e si ricordano alcune cose importanti da tenere a mente durante il gioco: attenzione a non farsi male, a non far male agli altri bambini, a non rompere le cose, si comunica che c'Š un tempo e che alla fine ci sar… una storia e poi l'attivit… creativa. Per alcuni bambini questo momento si rivela particolarmente importante: sottolineano le regole sociali, attivano il loro ricordo di gioco pensando ai giochi da fare. L'attesa Š faticosa ma riconosciuta come un momento importante che prelude il piacere del gioco libero delimitandone spazio e tempo. 2-Il gioco di grande movimento Al via i bambini possono partire a giocare: spingere i cuscinoni, saltare, scivolare, gattonare, aggrapparsi, cadere cercare l'equilibrio-disequilibrio, i due gruppi si differenziano, da subito, per le modalit… di relazione con il materiale e fra compagni. Il gruppo rosso Ô il gruppo con i bambini pi— grandi, vivono con grande eccitazione la prima fase di distruzione accompagnando con la voce la distruzione della montagna di cuscinoni, che viene ripetuta pi— volte permettendo loro di esprimere la loro aggressivit…. L'aggressivit… qui Š gioiosamente finalizzata e canalizzata, riconosciuta come energia positiva. In questo spazio non c'Š colpa nella distruzione e gli adulti, presenti, aiutano a trovare il limite, a riconoscere il pericolo per s‚ e gli altri, fungono da specchio di piacere nel riconoscere l'identit… e la forza di ognuno, questo sentirsi riconosciuti positivamente permette loro ben presto di rivolgere la loro potenzialit… verso un registro simbolico. Alla seconda seduta emerge il gioco simbolico del far finta: si costruiscono, dopo la distruzione ed il salto, spontaneamente dei rifugi e delle case. Progressivamente si passa ad una quiete laboriosa ognuno accumula materiale nella propria casa. Dalla terza seduta il gioco evolve, emergono giochi di ruolo (il meccanico, il veterinario, il venditore di frutta, il ristorante, il falegname). Il gioco si centra progressivamente sullo sviluppare dinamiche di collaborazione, si pu• osservare la nascita del gruppo come punto di riferimento dove da una individualit… del singolo si perviene al piacere della condivisione, segno di un rinforzo dell'identit… personale. Il gruppo dei Blu Ô il gruppo dei bambini pi— piccoli che, pur vivendo con intensit… il momento della distruzione, si centra pi— sull'esperienza della caduta, dello scivolamento, del dondolio, attivit… che si fondano sul piacere dell'equilibrio /disequilibrio. La caduta Š un gioco evolutivo importante che consente un'alternanza di piacere / dispiacere perch‚ quando si lancia, nel momento di tensione, il bambino vive la paura della perdita del corpo, ma quando arriva a terra esplode l'emozione e il piacere di ritrovarne l'unit…. Queste esperienze di rassicurazione affettiva danno grande piacere ai bambini che cosŤ costruiscono, sentendo, sperimentando, agendo, inventando varie possibilit…, la struttura del loro corpo. Gli adulti riconoscono il loro piacere e garantiscono la sicurezza fisica ed emotiva tramite il materiale ed il piacere condiviso. Lentamente i bambini passano ad un tono di voce pi— basso e richiedono l'allestimento delle case dove nasce il gioco simbolico del far finta e si possono vivere ruoli immaginari o legati alla realt…: il gioco delle principesse o di mamma casetta, del leone ferito, del dottore che cura e guarisce. Sono giochi carichi di affettivit… ed emozione dove i ruoli si possono scambiare rispondendo al proprio bisogno e al proprio momento personale. La presenza dell'educatore Š importante perch‚ il bambino necessita di essere riconosciuto in quello che fa per essere individuato come persona. A tal proposito un altro gioco emerso e rafforzatosi intorno al quarto giorno Š stato il gioco del nascondino. Anch'esso Š un gioco evolutivo: il bambino si nasconde per essere fortemente ri-trovato e ri-conosciuto dall'adulto. Questa attivit… di apparire/scomparire sviluppa competenze emozionali, relazionali e sociali (l'attesa, il rispetto di s‚ e dell'altro, il rispetto della turnazione) in cui si rinforza la propria identit… superando il proprio egocentrismo. Alcuni minuti prima di passare alla storia i bambini vengono avvertiti perch‚ possano completare il loro gioco. 3-Il racconto della storia e l'atelier I bambini partecipano con attenzione alla storia, la arricchiscono di particolari. La storia permette loro di prendere distanza dalle proprie emozioni, permanendo nel mondo del fantastico, il corpo progressivamente trova quiete e passa dal piacere del grande movimento al piacere di pensare. Poi il momento finale, prima del rituale del saluto, l'Atelier dove si favorisce l'espressivit… creativa di ognuno. Ô uno spazio ben definito dove si costruisce e non si distrugge. I materiali offrono pi— canali espressivi ed ogni bambino pu• trasformare e produrre simbolicamente, secondo il proprio desiderio, con i materiali a sua disposizione. Ogni bambino fin dal primo incontro ha ricevuto una cartellina con il proprio nome in nero e in Braille su cui ha applicato un animaletto di sughero a sua scelta. Questo ha permesso di conservare i lavori prodotti, con cura durante i cinque giorni, per poterli mostrare ai genitori e poi portare a casa. Sono nati cosŤ: paesaggi, piccoli quadri, automobili, storie di leoni, cuoricini, lupi, pagliacci, alberi, pesci, funghi, montagne, stelle, aerei. Considerazioni Il gioco libero, in un quadro di sicurezza, sembra aver permesso a tutti i bambini che hanno partecipato un clima di piacere condiviso: euforia e allegria hanno contraddistinto gli incontri. Le realt… personali legate al non vedere o ad una condizione emotivo-caratteriale di oppositivit…, timidezza, si sono trasformate nel piacere di sentire riconosciuti i propri giochi nella loro unicit… ed originalit…, non solo dagli adulti presenti ma progressivamente dal gruppo di gioco con cui si sono condivisi progetti e strategie. Autonomia e collaborazione si sono fusi garantendo il benessere al singolo e l'armonia al gruppo. I laboratori svolti con il gruppo dei bambini pi— piccoli A fianco e in parallelo all'attivit… di psicomotricit… Š stato necessario pensare ad uno spazio alternativo da offrire ai bambini che hanno partecipato all'esperienza. Questa esigenza Š sorta per due ordini di motivi: nell'addentrarsi nel lavoro svolto con i bambini ci si Š resi conto che lo spazio fisico non era sufficiente a consentire un adeguato svolgimento delle attivit…. In secondo luogo Š risaltata agli occhi delle operatrici la disomogeneit… dell'et… e di conseguenza delle necessit… e della struttura fisica dei bambini che ha un ruolo fondamentale in tale tipo di esperienza. I bambini partecipanti, 9 in tutto, sono stati pertanto suddivisi in due sottogruppi: il gruppo dei Rossi e il gruppo dei Blu. Il luogo e i materiali L'attivit… si Š svolta in uno spazio attiguo alla saletta di psicomotricit…, alternando i due gruppi. Iniziavano per primi i pi— piccoli mentre i grandi erano impegnati nell'attivit… del "Tempo del gioco", e ad ogni gruppo il tempo dedicato era di 45 minuti circa. I materiali utilizzati erano di svariato genere e si prestavano ad essere manipolati ed utilizzati in modi differenti e creativi: "i tesori del bosco", vale a dire sassi, fiori, rami raccolti dai bambini durante la passeggiata, pongo, colori, carta crespa, colla, cartoni. La finalit… L'attivit… proposta ai bambini aveva lo scopo di rispettare ed essere in sintonia con quanto accadeva nella saletta di psicomotricit…, pertanto si iniziavano gli incontri proponendo un rituale simile, con la presentazione dei bambini e degli operatori; proseguiva poi con lo svolgersi delle attivit… creative da parte dei bambini: questa era la parte centrale dell'esperienza e quella a cui era dedicato il maggior tempo a disposizione. Successivamente la lettura di una storia, dai contenuti in genere cooperativi e di aiuto tra i pari, apriva un breve momento di riflessione sia sui contenuti di quanto narrato sia su quanto fatto nel corso dei laboratori: venivano espresse liberamente opinioni e preferenze. Alla fine di ogni giornata il gruppo dei grandi e quello dei piccoli venivano riuniti per il saluto finale insieme a tutte le operatrici. Durante l'attivit… di laboratorio venivano proposti ai bambini dei materiali con una consegna poco strutturata: dovevano cercare di utilizzare ci• che era a loro disposizione esprimendo la loro fantasia. L'operatore ha svolto in questo un'attivit… di supporto, ad esempio guidando i bambini in quelle attivit… difficili da svolgere in completa autonomia, senza per• interferire su quanto volevano fare. Lo scopo era dare la possibilit… ai bambini di esprimere se stessi, le proprie fantasie e le proprie ansie senza l'interferenza dell'adulto, e si Š cercato di dare piena autonomia nelle attivit… manuali e di motricit… fine spesso difficili e frustranti per il bambino non vedente. Pertanto oltre ad incoraggiare l'espressione creativa si Š cercato di rinforzare le abilit… dei bambini. Valutazione Entrambi i gruppi sono stati molto attivi e produttivi, i bambini hanno creato ci• che veniva loro in mente cercando poco l'aiuto dell'operatore. I contenuti espressi nei lavori erano di diverso tipo: i bambini non vedenti hanno fatto lavoretti legati a rappresentazioni "concrete" e ad esperienze fatte durante il seminario: la riproduzione di un bosco o di un albero; altri, soprattutto i bambini ipovedenti si sono diretti su contenuti pi— "astratti" come la rappresentazione di se stessi o di un'astronave. Le attivit… ludiche con il gruppo dei bambini pi— grandi Le attivit… ludiche si sono svolte tutte all'aperto, permettendo agli educatori di osservare le abilit… dei bambini con disabilit… visiva in ambienti che, dopo tre anni di esperienza, sono ormai conosciuti. Quest'anno l'affiatamento tra i bambini era particolarmente forte e pur essendosi formati dei gruppetti molto vicini per et… ed interessi, i pi— disinvolti erano pronti ad accompagnare i compagni con pi— difficolt…. I giochi effettuati sono stati prevalentemente di gruppo, e non si sono notati atteggiamenti di esclusione nei confronti dei bambini ciechi. Si Š cercato di formare dei gruppetti di partecipanti che potessero aiutarsi reciprocamente, al fine di evitare tutte quelle condotte autoprotettive che portano il bambino cieco ad evitare ci• che non conosce quando si deve muovere da solo in un ambiente poco conosciuto. Facendo questo si aiutava anche il bambino ipovedente a non sopravvalutare le proprie capacit… o a negare le proprie difficolt…, preservandolo cosŤ dalle situazioni di pericolo. I giochi riprendevano di volta in volta il tema delle visite fatte ("Olimpiadi dei Cimbri" e "Giochi tra i Forti della Guerra Mondiale"); prima di ogni gioco si poneva molta attenzione nel dare le consegne in modo chiaro e dettagliato, soprattutto ai bambini ciechi, facendo loro sperimentare i percorsi o simulando il gioco prima della gara tra le squadre. Particolare importanza e molto tempo Š stato dato quest'anno ad un percorso di attivit… miranti a sviluppare l'orientamento e l'autonomia. Attivit… di orientamento Abbiamo proposto al gruppo di bambini pi— grandi un'esperienza di orientamento e mobilit… nella localit… di Folgaria. L'attivit… consisteva in una sorta di "Caccia al Tesoro" in cui erano richieste abilit… di orientamento e semplici abilit… relazionali nello svolgere alcune commissioni di ordine quotidiano. Pur scostandoci dalle regole standard del gioco, che richiedono velocit… di esecuzione e lavoro di squadra, abbiamo scelto di intitolare ugualmente quest'esperienza "Caccia al Tesoro" intendendo come vera ricchezza la conquista da parte dei bambini di un piccolo spazio di autonomia personale. Considerati i tempi ristretti, l'obiettivo della nostra attivit… non era propriamente quello di mettere in atto un programma strutturato di orientamento e autonomia, quanto quello di avvicinare i ragazzi a questo tipo di esperienza in modo tale che in futuro possano essere stimolati ad intraprendere un cammino individuale in tale direzione. Per creare le condizioni migliori affinch‚ l'esperienza fosse vissuta come gratificante abbiamo predisposto percorsi e compiti calibrati in relazione alle capacit… ed ai limiti di ciascun soggetto, per poter agire positivamente sulla motivazione all'autonomia. Il centro di Folgaria si Š rivelato essere molto adatto alle nostre necessit… organizzative in quanto, sviluppandosi essenzialmente lungo un'unica via principale, Š di facile percorrenza e di semplice rappresentazione mentale. Inoltre il fatto che buona parte del centro sia chiuso al traffico ha reso pi— vantaggiosa l'esperienza in quanto i bambini si sono sentiti pi— sicuri ed hanno potuto cogliere maggiori informazioni attraverso i sensi vicarianti. Qualche giorno prima della "Caccia al Tesoro" abbiamo ritenuto necessario fare un sopralluogo della citt… percorrendo insieme ai fanciulli le strade in cui avrebbero sperimentato le loro abilit…. Ci siamo soffermati in particolare in alcuni punti rilevanti ai fini dell'orientamento nell'ambiente urbano analizzandone le caratteristiche percepibili con i sensi residui. In separata sede abbiamo dato ad ogni bambino una mappa creata ad hoc riferente per ciascuno il punto di partenza, la pianta della zona da percorrere, il luogo in cui svolgere la consegna, il punto d'arrivo e la legenda. Per i bambini vedenti e ipovedenti abbiamo realizzato delle cartine ingrandite riportanti i punti di riferimento e i percorsi principali della citt…, mentre per i bambini non vedenti abbiamo predisposto delle semplici mappe tattili prodotte con la tecnica della carta a microcapsule e fornetto. A ciascuno, secondo le proprie possibilit…, abbiamo chiesto di raggiungere da solo un determinato luogo e di svolgere un compito che, nella maggior parte dei casi, consisteva nell'entrare in un locale pubblico e chiedere delle informazioni o fare un piccolo acquisto. Per dare ai bambini la possibilit… di portare a termine in maniera autonoma la consegna pur tenendo sotto controllo la situazione, abbiamo affiancato a ciascuno un educatore, il quale non era tenuto a guidare i bambini, ma semplicemente, mantenendosi ad una certa distanza, a vigilare sulle situazioni di pericolo ed intervenire in caso di effettiva necessit…. Con impegno tutti i partecipanti sono riusciti ad orientarsi e svolgere il compito. Durante quest'attivit… ci sono stati momenti davvero importanti, come quello in cui una bambina non vedente spontaneamente ha chiesto per la prima volta di poter utilizzare il bastone come ausilio alla propria mobilit… o quello in cui un bambino, che difficilmente prestava attenzione alle attivit… proposte, si Š impegnato a fondo per raggiungere la propria meta. Il giorno seguente la "Caccia al Tesoro" abbiamo ritenuto utile valutare se vi fosse stata un'interiorizzazione mentale dei percorsi eseguiti. A tal fine abbiamo programmato un lavoro di gruppo che chiamasse ogni bambino a ricordare il percorso eseguito ed illustrarlo ai propri compagni. Per rendere l'attivit… pi— accattivante abbiamo riprodotto, visivamente e tattilmente, la mappa delle vie di Folgaria su di un grande cartellone, omettendo volontariamente i luoghi raggiunti da ciascun bambino. Abbiamo poi dato ad ognuno una tesserina di materiale tattilmente diversificato ed abbiamo chiesto loro di applicarlo in maniera corretta all'interno della pianta in modo da ottenere, attraverso il contributo di tutti, una cartina completa dei principali luoghi di interesse pubblico presenti a Folgaria. Quest'attivit… di reiterazione ha portato a risultati eccellenti confermando la piena acquisizione da parte dei ragazzini di una mappa mentale dello spazio esplorato. Infine, per raccogliere delle informazioni riguardo al vissuto durante l'esperienza, abbiamo ritenuto importante intervistare i bambini chiedendo loro quali difficolt… avessero incontrato e quali sensazioni avessero provato. Il risultato Š stato complessivamente molto buono. I bambini hanno affermato di essersi impegnati ma allo stesso tempo divertiti e di aver provato soddisfazione nel riuscire a svolgere i compiti assegnati. Per quanto riguarda le difficolt… tutti hanno affermato di aver messo in atto strategie per superarle riconoscendo l'importanza dell'utilizzo degli ausili e dell'interazione con le altre persone. Attivit… di "Minirobica" Premessa La minirobica avvicina i bambini ad una nuova esperienza motoria caratterizzata da una modalit… di gioco; tale attivit…, una ginnastica per bambini basata su movimenti compiuti a tempo di musica, richiede un impegno fisico a bassa intensit…, senza fatica, adeguato quindi alle et… considerate. Obiettivi Con l'attivit… di minirobica i bambini, anche i pi— piccoli, imparano movimenti, sequenze motorie, azioni coordinate. Attraverso il rapporto movimento-musica, si vuole favorire: * La formazione degli schemi motori di base. * La strutturazione spazio-temporale (con particolare attenzione ai concetti di temporalit… e lateralit…). * La coordinazione del movimento. * L'espressione dell'attivit… motoria come linguaggio mantenendo il costante controllo del corpo. La minirobica riveste una particolare importanza nei confronti dei bambini con disabilit… visiva in quanto, sviluppando la capacit… di percepire e riprodurre specifici movimenti al ritmo della musica, comporta un notevole grado di attenzione e di conoscenza del proprio corpo. All'attivit… realizzata da quattro operatrici con esperienza in ambito educativo e motorio han partecipato tutti i bambini presenti (23) suddivisi in quattro gruppi, ai quali sono state proposte quattro coreografie con diverso grado di difficolt… calibrato sulla base dell'et… e del residuo visivo. Attivit… - Metodo di lavoro Per creare un contesto di gioco Š stata inventata una storia: "La notte dell'ultima luna d'estate", storia ambientata in un bosco, avvicinando in tal modo il gioco alla realt… circostante. I bambini hanno rappresentato gli animali del bosco che, in una notte particolare, si sono riuniti per festeggiare, danzando insieme e a gruppi. Allo scopo sono state realizzate cinque brevi coreografie, ciascuna delle quali ha incluso un numero diverso di movimenti. Ogni movimento della coreografia, scandito in otto tempi, considerava una posizione ben definita e specificata. L'intero gioco Š stato presentato ai genitori nella serata di venerdŤ, durante la quale tutti hanno potuto verificare l'impegno e la soddisfazione con la quale ciascun bambino ha svolto il proprio ruolo. Il primo giorno infatti Š stata raccontata la storia con l'obiettivo di creare un contenitore fantastico entro cui sviluppare l'attivit… progettata; l'aspetto fantastico Š stato sempre utilizzato con i due gruppi dei bambini pi— piccoli, mentre con i pi— grandi si Š passato ad una modalit… relazionale realistica, pi— consona alla loro et… e al loro modo di svolgere l'attivit…. Il metodo di lavoro che tutte le operatrici hanno adottato si Š basato sulla gradualit… della presentazione dei giochi, sulla chiarificazione ed esemplificazione di ogni passaggio, sulla sperimentazione dei singoli movimenti e sulla rappresentazione dell'intera coreografia: tutto questo per ogni singolo gruppo di lavoro. Lo stesso metodo Š stato applicato all'insegnamento della coreografia collettiva. Valutazione finale Il coinvolgimento attivo e partecipato di tutti i bambini, dall'inizio fino alla rappresentazione finale, ci permette di esprimere un giudizio positivo superiore alle aspettative sull'intera esperienza. In particolare pu• essere valutato positivamente il grado di coinvolgimento dell'attivit… grazie al ruolo svolto dalle coreografie, semplici per i bambini pi— piccoli e non vedenti, pi— complesse per i bambini pi— grandi e ipovedenti, e dalle musiche che hanno coinvolto tutti i bambini. La possibilit…, per i bambini maschi pi— grandi, di rivestire un ruolo pi— idoneo alla propria personalit… (tecnico del suono, tecnico delle luci, presentatore, narratore), ha permesso loro di partecipare con interesse e soddisfazione; allo stesso modo la scelta di ridurre al minimo i costumi non ha impedito ai bimbi pi— piccoli il gusto di potersi trasformare e immedesimarsi nel personaggio rappresentato. La festa nella serata del venerdŤ, che coincide con la rappresentazione delle attivit… creative sperimentate durante la settimana dai genitori, mantiene sempre un importante ruolo all'interno dell'intero seminario. L'incontro infatti non rimane un semplice modo di scambio e di conoscenza di ci• che tutti hanno sperimentato in questo particolare ambito, ma rappresenta il contenitore affettivo nel quale si ritrovano con gioia tutti gli aspetti relazionali manifestatisi durante una settimana cosŤ intensa per impegno, conoscenza, attivit… e dal quale si sviluppano idee e iniziative da realizzare per le attivit… future. Attivit… musicale indirizzata ai genitori Anche quest'anno la partecipazione al seminario ha visto la presenza delle famiglie al completo cosŤ che alle attivit… riservate ai genitori hanno partecipato, oltre che le madri, anche tutti i pap… che generalmente tendono a sottrarsi al coinvolgimento diretto rifugiandosi nel lavoro o in altri impegni. Obbiettivi dello spazio di attivit… espressivo-ricreative, riservate agli adulti * Entrare in relazione con altri adulti attraverso esperienze ed attivit… difficilmente esperibili nella quotidianit…. * Realizzare, attraverso il lavoro di gruppo, una conoscenza pi— approfondita degli altri, nonchŠ forme di collaborazione, di condivisione di impegni, di complicit…. * Scoprire ed esprimere capacit… sconosciute (perch‚ mai sperimentate). * Impegnarsi in un progetto creativo che permetta momenti di personale coinvolgimento giocoso e di divertimento collettivo. * Il piacere e l'emozione di rappresentare ai bambini, nella serata conclusiva, il lavoro realizzato. L'attivit… scelta per quest'anno Š stato il canto. Naturalmente la durata del seminario non permette approfondimenti particolari; si Š pensato quindi ad una attivit… canora semplice, adeguata a tutti, che non comportasse particolari difficolt… e che non creasse reticenze o rifiuti. Ogni incontro prevedeva un breve momento iniziale di esercizi con la voce allo scopo di far comprendere a ciascuno le effettive proprie potenzialit… oltre alla consapevolezza dell'importanza, ai fini dell'efficacia della comunicazione, del timbro, del tono, dell'intensit…, della modulazione della voce. L'uso poi della strumentazione per il "karaoke", messa a disposizione dalla direzione dell'albergo, ha facilitato la scelta delle canzoni, la costituzione dei piccoli gruppi di cantanti, la sperimentazione del canto. Ciascuno ha partecipato portando il proprio contributo ed esprimendo il proprio punto di vista: tutto questo finalizzato al miglioramento delle loro prestazioni in un'atmosfera di autentica condivisione. Il gruppo si Š particolarmente rinforzato ed ha accolto con la giusta disponibilit… i nuovi arrivati che hanno espresso il loro gradimento per la facilit… con cui, in cosŤ poco tempo, sono riusciti ad entrare in autentico contatto con gli altri. La valutazione complessiva dell'attivit… realizzata Š sicuramente positiva; gli obiettivi sono stati raggiunti. Tutti i genitori hanno espresso un alto grado di soddisfazione. Ô opportuno segnalare quanto la partecipazione dei padri sia stata particolarmente spontanea, disinvolta, ricca di iniziative: frequenti, ad esempio, gli interventi di mimo individuali, a coppia, di gruppo finalizzati a sostenere l'esecuzione della canzone. Come di consueto l'attenzione Š stata posta sulle modalit… di una rappresentazione sempre attenta ad una vera comprensione da parte di tutti i bambini, direttamente chiamati in causa nel fornire una votazione sulla performance dei genitori attraverso palette di voto. Esperienze di simulazione proposte ai genitori Durante il seminario abbiamo proposto al gruppo dei genitori un'esperienza di simulazione di alcune tipologie di ipovisione. Premesso esplicitamente che questo lavoro pu• fornire ai "normo-vedenti" solo un'idea dei disagi funzionali che i vari problemi della vista pongono alle persone ipovedenti, e ribadito pi— volte che nella realt… dell'esperienza ciascuno mette in atto spontaneamente strategie di compensazione non riproducibili, ci siamo posti l'obiettivo di mettere i genitori nelle condizioni di porsi le domande pi— adeguate su "come vede mio figlio?", al fine di poter contribuire (anche con l'aiuto di consulenze mirate) a proporre al bambino gli strumenti integrati pi— utili a limitare gli effetti della minorazione visiva. Questo lavoro si Š avvalso di materiale adeguatamente predisposto (occhiali modificati a simulare alcuni tipi di alterazione visiva, testi ingranditi, materiale per la letto-scrittura Braille, ecc.), che Š stato presentato ai genitori suddivisi in tre gruppi. A questi gruppi sono state proposte esperienze relative alla visione da vicino (focalizzate soprattutto ai problemi di lettura e scrittura), alla visione per lontano (pi— mirate alle questione poste dalla minorazione alla mobilit…) e ai problemi e alle opportunit… offerte dal linguaggio e dalla tecnica Braille. Dopo due incontri di carattere prevalentemente pratico, si Š svolto un incontro finale dedicato alla discussione sulle esperienze fatte. Questo lavoro ha offerto l'opportunit… di riflettere sulla necessit… di considerare la realt… di ciascun bambino nel suo complesso, e non solo da un punto di vista strettamente visivo, prendendo in considerazione tutto il suo sviluppo di "persona che cresce" e a cui gli adulti (genitori, operatori, insegnanti) devono garantire il pi— alto grado possibile di autonomia nel "fare" e nell'imparare e di sviluppo armonico delle sue potenzialit…. Tutto questo per ricordare ogni giorno che non si tratta solo di "quanto vede mio figlio", ma di "come vede", vale a dire di come lo si pu• aiutare ad usare le sue risorse sensoriali (visive e/o tattili, ad esempio) per stare bene, per essere motivato ad imparare, a crescere, a giocare, a stare con gli altri. Durante tutti gli incontri sono emerse le difficolt…, le preoccupazioni e anche la sofferenza dei genitori che tutti i giorni seguono i loro figli e ne rappresentano il punto di riferimento principale, ma pensiamo sia anche stato possibile considerare che si possono affrontare i problemi posti dalla minorazione visiva, a partire da una comprensione del problema quanto pi— possibile serena, che aiuti anche i genitori nel difficile compito di rendere consapevoli i bambini dei loro problemi e delle opportunit… che sono loro offerte per affrontarli. Testimonianza del gruppo genitori Alla fine della settimana di seminario i genitori, riunitisi, hanno steso questo documento testimonianza che per• quest'anno si Š trasformato in una richiesta precisa di estendere l'esperienza di Folgaria alla creazione di un centro di riferimento regionale in cui riunire le proprie esigenze e vissuti. Ô importante sottolineare che Š stata proprio la partecipazione a questa esperienza per pi— anni consecutivi che ha fatto nascere in loro questo desiderio approvato all'unanimit…. Siamo un gruppo di genitori provenienti da quasi tutte le province del Veneto che da alcuni anni si trovano a condividere un percorso di formazione sulle problematiche dei propri figli, tutti bambini con problemi di vista. Nella condivisione emergono i problemi quotidiani che si incontrano quando bambini come i nostri escono dalla famiglia per entrare nel mondo della scuola. Dal confronto delle varie esperienze ci siamo resi conto che se da un lato i problemi sono comuni, dall'altro le risposte che arrivano dalle realt… provinciali sono le pi— svariate e spesso male organizzate. Non esiste un fare comune, non esiste un unico progetto (anzi spesso non esiste un progetto), ogni provincia attua una sua modalit…: * Variano le ore del sostegno e del lettore. * Varia il modo di affiancarsi al bimbo. * Varia il tipo di sostegno. * Variano i tipi di sussidi. A Noi sembrerebbe che invece un filo comune ci dovrebbe essere. I lettori dovrebbero avere una preparazione specialistica e di conseguenza bisognerebbe garantire a queste persone uno stipendio adeguato affinch‚ questa sia ambita come professione. Bisognerebbe attivare dei corsi specifici per gli insegnanti di sostegno. Ci dovrebbe essere un luogo in cui si raccolgano tutte le esperienze delle varie realt… perch‚ queste creino una storia sulla quale basare gli interventi futuri. Dovrebbe esistere anche un luogo nel quale i genitori da un lato si sentano supportati e dall'altro siano ascoltati nelle loro proposte. Noi, in pratica, proponiamo la nascita di un centro di riferimento regionale che debba essere punto di arrivo e di partenza per tutte le realt… del sostegno nelle varie province. Il centro dovrebbe essere formato da persone altamente specializzate, fra cui, un tiflopedagogista, uno psicologo, un ortottista-oculista, un esperto in tecnologie informatiche, un operatore di mobilit…. Dovrebbe essere anche il motore per la ricerca di metodi e tecnologie sempre nuove. Ci sembrerebbe quanto meno opportuno che avesse una veste istituzionale tale da rendere possibile una vera applicazione delle leggi che gi… esistono. Avere diramazioni nelle varie province. Avere la possibilit… di entrare nelle scuole nei momenti topici (PEI - PDF), e grazie ad una continua relazione con le stesse garantirne la realizzazione. Siamo convinti che solo grazie ad un lavoro organizzato in questo modo l'integrazione possa veramente realizzarsi. Per raggiungere questo obiettivo questo gruppo di genitori Š pronto a scendere in campo. Interviste realizzate con i bambini dopo il gioco di orientamento della "Caccia al tesoro" Domande e risposte 1. Ripensando all'esperienza di orientamento, quali sensazioni hai provato mentre ti muovevi per le vie di Folgaria? Chiara: Non ero emozionata, pensavo alle strade e cercavo di ragionare con la cartina. Annamaria: Mi sono divertita per• non Š stato semplicissimo. Francesca: Mi sono divertita perch‚ non ero mai andata in giro da sola a Folgaria, e ho imparato meglio a fare le cose da sola e ad andare in giro da sola. Giulia: Ho provato un po' di autonomia perch‚ sapevo muovermi da sola e mi sono divertita anche se ho trovato difficolt…. Alberto: Ô stato abbastanza facile perch‚ eravamo gi… andati a veder il posto e sapevo gi… orientarmi. 2. Quali sono state le difficolt… che hai trovato e come le hai superate? Chiara: All'inizio stavo andando in una strada sbagliata, poi ho chiesto ai passanti che, dopo tanti, mi hanno aiutata e riguardando la cartina ho raggiunto la strada giusta. Francesca: Ogni tanto avevo paura di essere andata un po' troppo avanti, poi per• mi accorgevo che ero giusta. Jimmi: Ho fatto fatica a raggiungere una meta, poi ho guardato i cartelli e la cartina e l'ho trovata. Giulia: Ho superato le difficolt… anche grazie all'animatore che mi stava vicino e mi diceva dov'era il marciapiede e se c'erano dei lavori di scendere in strada per un attimo per non andarci a sbattere contro. Ho trovato difficolt… con i cortili delle case perch‚ stavo per finirci dentro. 3. Facendo il resoconto Š stata un'esperienza positiva o negativa? La rifaresti e che cosa ti piacerebbe aggiungere o fare di diverso? Chiara: L'esperienza Š stata positiva. Mi piacerebbe fare un percorso pi— lungo, infatti poi ho voluto rifarlo perch‚ mi piaceva. Annamaria: La rifarei comprando delle cose, per imparare a spendere e conoscere benissimo i soldi come una persona grande. Giulia: Mi Š piaciuto molto anche se ho trovato difficolt… che per• supererei se lo rifacessi ancora. Credo che se continuiamo cosŤ con altre esperienze di orientamento poi nei prossimi anni sapr• orientarmi anche senza mappa e andare anche un po' da sola in giro. Quando mi oriento da sola senza l'animatore o senza i genitori mi sento di essere un po' cambiata, di essere diventata pi— grande, pi— autonoma e pi— sicura. 4. Hai utilizzato qualche strumento per aiutarti nell'orientamento? Chiara: Il bastone mi ha aiutato perch‚ ha saputo orientarmi meglio: stavo vicino ai marciapiedi, salivo e scendevo, per attraversare la strada ero sicura perch‚ era un segno per le altre persone. Giulia: Il bastone mi ha dato un po' di sicurezza per non farmi cadere dal marciapiede perch‚ a volte cadevo dal marciapiede, per• il ciglio del marciapiede e il muro secondo me potevo anche sentirli con i piedi e le mani. Enrico Andrea Antonello, Cinzia Bortoletto, Vanda Brunelli, Erika Cantele, Laura Da Riva, Margherita De Poli, Diego Gallo, Sofia Georgopoulos, Erika Lebosi, Nicoletta Masiero, Chiara Mastella, Renzo Ondertoller, Lorenzo Turatello, Monica Zini 18