COMPUTER E INTEGRAZIONE NELLA PLURIMINORAZIONE: QUESTIONI METODOLOGICHE E DIDATTICHE Vincenzo Bizzi PC e pluriminorazione A volte ci si rivolge al PC con aspettative esagerate e si immagina o si spera che l'informatica possa risolvere le difficolt… molteplici e complesse che caratterizzano la storia dolorosa di alcuni bambini. In molti casi alla minorazione visiva si aggiungono danni alla sfera cognitiva, a quella motoria o a quella relazionale e la loro interazione pu• provocare problematiche complesse. Ecco qualche esempio schematico: * Nella compromissione cognitiva, si possono manifestare gravi incapacit… di adattamento o una negazione maniacale del limite e pu• strutturarsi una falsa immagine di s‚. * Nella compromissione motoria, aggiuntiva alla minorazione visiva grave, pu• essere messa a rischio la rappresentazione spaziale, perch‚ viene a mancare il movimento osservato o agito. * In presenza di disturbi relazionali, la confusione percettiva del bambino psicotico, pu• essere potenziata dal deficit visivo proprio a causa degli apporti sensoriali confusi e non integrati. Tuttavia l'esperienza magistrale e la ricerca scientifica ci dimostrano che, se si ha la creativit… e la pazienza di individuare con realismo gli obiettivi e gli strumenti congrui, in qualche misura si possono ottenere, in modo coinvolgente e divertente, risultati educativi e riabilitativi che con altra metodica avrebbero richiesto molto pi— tempo e impegno. Il PC, con molti software ormai disponibili, si colloca in tal senso come strumento che pur senza promettere miracoli, facilita l'attuazione di questi percorsi. La storia di Toni e quella di Marco che seguono, possono aiutarci a non illuderci e, ad un tempo, a non demordere. La storia difficile di Toni Questa storia inizia gi… prima della nascita del bambino, quando l'ecografia a sette mesi di gravidanza evidenzia l'idrocefalia. Toni fu operato per la prima volta che aveva venti giorni, ma non bast• e furono necessari molti altri difficili interventi. A cinque anni Toni presentava un quadro complesso, caratterizzato da: diplesia distonica, ritardo cognitivo, deficit visuo-spaziale, epilessia. I genitori, la scuola e i medici per fortuna hanno collaborato molto intensamente e ognuno si Š sentito aiutato e stimolato dall'impegno e dalle competenze degli altri. Ad esempio sono stati inventati giochi e sussidi proposti dalla scuola per mettere in condizione il bambino di collaborare con l'oculista e aiutarlo nel tentativo di definire meglio la qualit… del residuo visivo. E cosŤ pure nell'ambito della riabilitazione neuro-motoria gli specialisti, la famiglia e gli insegnanti, hanno sollecitato con il gioco il bambino che pian piano ha raggiunto non solo autonomia nello spazio domestico, ma ha espresso una vera e propria curiosit… esplorativa. Con gli ausili ortopedici alle gambe e con l'appoggio di un troller Toni ha preso confidenza con gli ambienti e ne ha potuto finalmente osservare, a breve distanza, le caratteristiche visive coniugando la funzione residua visiva con le caratteristiche uditive altrimenti percepite in modo caotico e indifferenziato. Il bambino manifestava un notevole ritardo nella organizzazione percettivo-visiva. Anche l'inseguimento visivo di oggetti in movimento, era disordinato, faticoso e frustrante. I percorsi riabilitativi ortottici hanno dovuto fare i conti anche con il caratterino di Toni che Š molto seduttivo e ad un tempo determinato e quando non vuole corrispondere ad un'offerta di stimoli riesce a demolire con tattiche suadenti o con opposizione invalicabile ogni tentativo. Il percorso vincente fu individuato valorizzando la sua passione per le macchinine. Si cominci• con quelle vere, poste a breve distanza sul tavolo, poi individuate a media distanza. Nel tempo le automobiline vere furono sostituite da foto a colori, poi rimpicciolite progressivamente e infine riconosciute sia in immagini bianco-nero, sia con il tratteggio del solo contorno. Progressivamente il bambino impar• a coordinare meglio gli occhi e il movimento di ricerca, permise di definire con discreta approssimazione l'acutezza visiva per poter esattamente definire la grandezza degli oggetti proposti in relazione alla distanza. Da poco pi— di un anno, il percorso di Toni ha ricevuto un nuovo impulso da quando si Š predisposto anche un set informatico adeguato composto da: * Programmi di videoscrittura semplificata e con ripetizione vocale del testo. * Programma per disegnare e colorare. * Mouse e tastiera speciali con tasti grandi e griglia. * Monitor da 17''. Toni, giocando e divertendosi, ha lentamente aumentato i tempi di attenzione, ha imparato ad attuare giochi di associazione, discriminazione, classificazione ed ha migliorato il coordinamento oculo-manuale. Quest'anno, in prima elementare sta imparando a riconoscere ed usare simboli, ed Š in grado di associare lettere e suono e viceversa e di operare con piccole quantit… e numeri. Ora legge associando sillabe e compone brevi parole sulla tastiera o sotto dettatura o osservando le immagini proposte sullo schermo; Š in grado di stampare i propri lavori a caratteri ingranditi, tipo Arial 24, che rilegge a quindici cm di distanza e mostra con orgoglio. Tutti coloro che negli ultimi anni si sono impegnati con Toni, non hanno tempo da perdere n‚ per crogiolarsi nelle felicitazioni, n‚ per riprendersi dallo stupore perch‚ sono gi… impegnati ad immaginare altri piccoli-grandi traguardi. Non si ritiene interessante sapere se Toni sar… mai in grado di confrontarsi con le aspettative "classiche" dei programmi scolastici, Š invece molto importante che Toni abbia ancora nuove possibilit… per fare i suoi passi. Un computer per Marco Marco Š un bambino di undici anni ed Š divenuto cieco a pochi mesi dalla nascita. Ô inoltre affetto da una gravissima patologia bronco-polmonare che lo costringe a respirare con l'aiuto di un erogatore di ossigeno al quale Š costantemente collegato tramite un tubicino che gli consente un raggio di movimenti di circa dieci metri. La sua mano destra Š in grado di compiere movimenti ridottissimi. In tutte e due le mani la sensibilit… tattile Š pressoch‚ assente ed Š limitata ad una piccola "finestra" sul fianco destro dell'apice del pollice sinistro. La sua salute pu• essere messa a rischio anche da un banale contagio influenzale. Perci• pu• andare a scuola solo in poche giornate pre-autunnali e della tarda primavera, quando il clima Š pi— tiepido. Ô gracile, una miniatura, cammina con prudenza districandosi tra le spire del lungo tubicino. Di tanto in tanto, se si muove troppo o semplicemente ride o si agita un po', va in debito di ossigeno con affanno, affaticamento, e piccole crisi con torpore e mal di testa. Eppure Marco ha una incredibile voglia di vivere, d'imparare e di esprimersi. Anche se non sembrava possibile ha imparato a leggere in Braille con piacere e purtroppo non Š questa l'occasione per narrare tutta la originale sequenza didattica ideata. Ancor pi— creativa Š stata la sequenza e lo strumentario ideato per consentirgli d'imparare a scrivere, poich‚ ovviamente, non era in grado di usare n‚ tavoletta, n‚ dattilo. Marco ha, progressivamente, imparato ad usare la tastiera di un computer collegato ad una sintesi vocale e a due stampanti una in nero e l'altra in Braille. Con questo strumentario Marco Š molto autonomo e scrive, con pochissimi errori, componimenti non lunghi, ma esaurienti e autentici. Quando non pu• andare a scuola l'insegnante specializzata interviene a domicilio. La camera di Marco Š in costante collegamento con la classe sia attraverso il telefono in viva voce sia attraverso il computer. Gli altri insegnanti hanno programmato anch'essi alcuni interventi domiciliari e obiettivi didattici desunti dalla normale programmazione. Per alcune attivit… prestabilite, anche piccoli gruppi di compagni fanno scuola in quella dependance della classe che Š diventata la cameretta di Marco. A turno, ad esempio, hanno imparato ad usare il computer o condotto ricerche e inoltre tra scuola e casa si Š ideato un quotidiano scambio epistolare chiamato "gioco del postino". I genitori di Marco accettano quotidianamente il confronto con le sue difficolt… e lo aiutano con gioia, con competenza e con severit…. La mamma Š, oltre che una mamma dolcissima, anche un'abile trascrittrice Braille e di tanto in tanto ci suggerisce con semplicit… intuizioni didattiche sorprendenti. Per Marco Š stato organizzato un sistema educativo integrato che prevede interventi domiciliari della scuola al mattino e interventi di un'operatrice specializzata nel pomeriggio. In sintesi i gravi problemi del bambino hanno trovato risposta nella sua voglia di vivere, nell'azione coordinata degli educatori e nella dotazione informatica semplice ma essenziale. Senza quel modesto computer Marco non avrebbe potuto essere ci• che Š divenuto. Una bambina ha perso la vista, ma non la voglia di vivere. Simona oggi ha 11 anni e frequenta la prima media. Fin dalla nascita le fu diagnosticato un retinoblastoma. Gli anni dell'infanzia e della fanciullezza Simona li ha dovuti sacrificare in dolorose e inutili peregrinazioni tra un tentativo terapeutico e l'altro. A novembre, sei mesi or sono, Š arrivato il momento contro il quale tutti avevano lottato e i medici, per evitare il peggio, hanno dovuto procedere alla enucleazione. Tutti coloro che erano affettuosamente intorno alla bambina temevano una crisi auto-distruttiva o un'involuzione esistenziale. Ô ancora presto per poter dire con certezza se questo rischio sia del tutto superato. Per ora sappiamo che la bambina appare serena, attiva, anzi Š molto desiderosa di ricominciare a vivere e a studiare. Ha ricevuto, da subito, un'offerta completa e competente di strumenti informatici che le hanno riaperto una prospettiva di studio e di autonomia. La scuola, la famiglia e le strutture socio sanitarie hanno dimostrato concretamente rispetto per la sua condizione e fiducia assoluta nelle sue capacit…. Queste parole possono apparire solo espresse per lenire una perdita terribile, ma in realt… si sono concretizzate in un progetto e in un'azione tempestiva che Š stata definita e attuata quando la bambina era ancora ricoverata in ospedale. Il progetto ha coinvolto con ordine, ed ognuno per le proprie competenze, tutte le agenzie e le istituzioni chiamate in causa. Nel protocollo Š stato previsto, fra l'altro, un corso immediato di aggiornamento tiflo-pedagogico e didattico rivolto a tutto il personale della scuola, agli operatori educativi, agli specialisti delle strutture socio-sanitarie, ai genitori e quanti altri fossero interessati a capire la nuova condizione di vita della bambina e ad imparare come offrirle un equilibrato aiuto. Tutti i partecipanti hanno anche imparato il Braille e a usare le periferiche speciali per il PC. Nel protocollo sono stati anche previsti e subito ordinati, tutti quei sussidi didattici speciali necessari, ed Š stata anche istituita una figura di sostegno a scuola ed un'altra, per il pomeriggio, a casa. Simona appare tranquilla e dice alla mamma, quasi per consolarla, che non se ne poteva proprio pi— di quel calvario devastante di radiazioni e di chemio. Ci sono voluti tre mesi per risvegliare le sue mani e farle diventare sensibili, abili, curiose e fonte di conoscenza piacevole. Simona ci Š arrivata senza addestramenti forzosi, anzi con il gioco, il modellaggio, la scoperta della possibilit… di disegnare a rilievo, ma soprattutto ci Š arrivata perch‚ chi la guidava sapeva dove e come condurla. Nel giro di pochi mesi la bambina ha imparato il Braille e legge e scrive con piacere; Š diventata autonoma nel gestire con ordine il vasto repertorio di cassette registrate che la scuola le prepara. Ma il grande amore Simona lo ha trovato nel PC che ha a disposizione sia a casa che a scuola. Ha imparato a scrivere con le dieci dita e gi… controlla bene le funzioni con JAWS. Presenta agli insegnanti i compiti stampati con il computer e, nei prossimi mesi, imparer… a consultare i vocabolari, perch‚ non vuole che qualcuno pensi che i suoi voti siano il frutto dell'aiuto di chi le trova i vocaboli. L'avviamento di Simona al PC Š stato sostenuto da un altro giovane non vedente, studente universitario, ormai abilissimo nell'informatica. Quest'esempio di successo nello studio, di autonomia e di amabilit… sociale che questo giovane amico le offre, non solo ha indotto la bambina ad imparare presto, ma soprattutto le ha offerto un modello di prospettiva esistenziale stimolante e rassicurante. Ora Simona scrive e telefona a tanti nuovi amici vedenti e non vedenti e con loro ha ripreso la sua passione per la danza e per lo sport. Sembra proprio che non pensi pi— al passato, anzi sembra che si senta sicura, con questi nuovi strumenti e con la solidariet… che ha intorno, di poter finalmente riprendere il proprio percorso. Un computer per Francesco: dalla scuola elementare alla laurea in ingegneria Francesco Š uno studente di vent'anni cieco dalla nascita che frequenta il secondo anno di ingegneria elettronica. Ô uscito dal liceo scientifico con 100/100 ed ha sostenuto tutti gli esami del primo biennio di ingegneria con votazione monotona di trenta e lode in ogni materia. Sicuramente Š stato assai ben dotato di intelligenza, ma certamente ha potuto compensare le difficolt… create dalla cecit… grazie ad una famiglia semplice, severa, affettuosa e molto stimolante che gli ha permesso fra l'altro di vivere molteplici esperienze sociali, confrontarsi con sport vari e scoprire la natura attraverso escursioni e campeggi. Altro fondamentale contributo alla propria crescita Francesco lo ha ricevuto da un'offerta educativa scolastica ed extra scolastica che con umilt… e creativit… ha saputo ideare soluzioni didattiche adeguate, reperire consigli e collaborazioni e promuovere i contributi di ogni istituzione. Francesco grazie a questi tempestivi e sinergici stimoli ha imparato a leggere e scrivere in Braille prima ancora di iniziare la scuola elementare. A circa otto anni i suoi tempi di scrittura con la dattilo gli consentivano di tenere tranquillamente il passo con i compagni con la penna e la lettura a mente era paragonabile a quella ad alta voce di un vedente. Ma non era difficile prevedere che la scuola futura avrebbe messo in crisi anche questi livelli. Francesco ha sempre manifestato un orgoglioso desiderio di autonomia nella vita come nello studio, ma era facile immaginare che nel proseguimento degli studi avrebbe avuto sempre pi— difficolt… nella consultazione dei vocabolari o nell'accesso estemporaneo a testi diversi da quelli gi… trascritti in Braille. Programmammo allora, in quel periodo di terza elementare, una presentazione ordinata a "dieci dita" della tastiera di un computer dotato di sintesi vocale. Questo percorso fu attuato con interventi domiciliari e consentŤ al bambino giocando, con calma, senza agonismi didattici, di scoprire i rassicuranti vantaggi che il computer offriva e il bambino se ne appropri• con gioia. Ben presto fu introdotta la barra Braille abbinata ad una stampante in nero e ad una in Braille. Quest'ultima si Š rivelata utilissima anche a scuola perch‚ ha consentito di produrre anche in modo estemporaneo testi o ricerche digitati dai professori o scannerizzati. Ora Francesco porta con s‚ sui banchi dell'Universit… un registratore e un computer portatile. Scrive subito ci• che ritiene fondamentale e a casa "sbobina" l'intera lezione e la stampa in Braille. Francesco affronta la vita con grinta, studia moltissimo perch‚ vuole farlo e perch‚ ha gli strumenti per farlo. Il computer proposto a Francesco a nove anni nel rispetto delle condizioni descritte oggi contribuisce effettivamente alla sua autonomia, alla sua realizzazione dignitosa e alla sua rassicurante prospettiva professionale ed esistenziale. Vincenzo Bizzi consulente tiflopedagogista 1