LUCE SU LUCE [immagine della copertina] Luce su luce. l'impegno della solidariet… dalla carit… alla scienza. Istituto dei ciechi di Milano: la storia, gli uomini, il patrimonio, Istituto dei Ciechi di Milano, 2003, 516 p. Il volume "Luce su Luce" - l'impegno della solidariet… dalla carit… alla scienza - nasce dalla volont… di compiere una riflessione storica - e non solo - dell'opera condotta, fin qui, dall'Istituto dei Ciechi di Milano. Quale riflessione oggi? Questo volume Š un'opera, non solo per noi, importante. Ô, come direbbe Borges quando parla del significato del libro, "una estensione della memoria" perch‚ un libro lo si fa per la memoria. Vedere raccolta la nostra storia - pur essendo una storia particolare - significa porre una tessera in pi— nel grande mosaico della cultura dell'integrazione, delle fondamenta di ci• che oggi si agita intorno alle problematiche della disabilit… visiva. Cosa si evince dalla lettura delle diverse sezioni del volume? Che questo Istituto, tralasciando qui i momenti di crisi che pur ci sono stati, ha sempre cercato di stare al passo con i tempi. Ma, all'espressione al passo coi tempi, perch‚ non sia una espressione vuota, o il ripiegamento ad una stanca routine, attribuiamo un significato legato alla innovazione. Una strategia che ha sempre caratterizzato l'Istituto. Dalla lettura dei diversi capitoli, opera di studiosi ed esperti dei diversi settori possiamo cercare di tracciare le linee sulle quali si Š sviluppata l'innovazione e che presso l'Istituto ha sempre trovato terreno fertile. Innovazioni educative Le varie vicende della storia dell'educazione, gli orientamenti, le scuole di pensiero, sono entrate in queste mura. Le sollecitazioni provenienti dai diversi contesti culturali e pedagogici qui hanno trovato ascolto e applicazione, sono stati tradotti in criteri tiflologici coerenti con gli specifici "modi del conoscere" di chi non vede. Ricordiamo a tal proposito l'introduzione del Braille a partire dal 1863. Innovazioni strumentali Ô stata una particolare attenzione data, a seconda dei periodi, alla innovazione consistente nell'introduzione di nuovi strumenti che in qualche misura permettessero ai ciechi di agire, operare, imparare pi— facilmente. Ricordiamo diverse macchine per scrivere, per riprodurre, per calcolare che sono presso il nostro museo storico. Innovazioni etico- sociali Venivano introdotte tutte quelle regole, legate al miglior stato della conoscenza di allora, per le norme dell'alimentazione, dell'igiene, della salute, della cura della persona. Norme comportamentali per educare, a seconda della stagione culturale, alla vita insieme agli altri. La lettura del testo permette, oggi, di cogliere, di catturare quello spirito propulsivo di allora. Aggiornandolo nella nostra contemporaneit…. Non dobbiamo abbandonare, e, per inciso, non abbandoniamo, l'idea che c'Š ancora molto da fare. Nel contesto odierno, l'Istituto dei Ciechi, si vuole collocare, infatti, come un Centro Risorse e Servizi. Esaltando il valore dell'attrattivit… dei servizi. Attrattivit… che si fonda su leve strategiche puntuali. Una capacit… di intercettare i bisogni facendosi carico di impegni e di operativit… che solo la specificit… tiflologica pu• fornire per la dimensione cognitiva, relazionale e dell'autonomia. Il mondo dell'educazione dei non vedenti Š una realt… che richiede alta specializzazione, non Š sufficiente la buona volont…. Ô un'azione ad alta impronta scientifica. Una innovazione tecnologica informatica che pu• dare risposte, unitamente alla ricerca tiflopedagogica, per affrontare nuove modalit… di intervento metodologico e didattico rivolte al mondo della formazione e della scuola. Per dare concretezza al concetto di integrazione, per esempio tra gli altri, quello di imparare come gli altri, insieme agli altri. Leggiamo anche il sottotitolo del libro: dalla carit… alla scienza. Dove la carit… Š stata la spinta iniziale, carit… Š dono senza riserve. Ô l'aiuto senza contropartite. Le diverse accezioni, attribuite nel tempo ai concetti di carit…, beneficenza, solidariet…, riconducono tutti a quello di vedere progredire il bene, di operare per il bene, per la promozione umana di chi, allora, nella societ… pativa, e forse ancora patisce, fortemente la condizione di cieco. Abbiamo aggiunto il termine scienza, perch‚ quello che nel corso di questi 165 anni si Š fatto, nato da un'idea di bene, di fare del bene, Š stato assunto da tutti gli uomini e donne non vedenti e vedenti che ogni giorno hanno lavorato e vi lavorano, con un impegno a forte impronta professionale (il ben operare), di ricerca di soluzioni, di tecniche opportune, di metodologie efficaci per lo studio, per il lavoro e, in ultima analisi, per una vera integrazione. Le scienze dell'educazione e, per noi, la tiflopedagogia non ci insegnano ad essere buoni ma ad essere razionali, a considerare la disabilit… visiva nella sua realt… e da lŤ, da quella realt…, partire per l'azione formativa che Š affamata di innovazione e di valori culturali. Dalla lettura delle cose del passato ricaviamo elementi per poter tracciare l'orientamento, l'attenzione verso il futuro. Come? Soprattutto, come lavoro da compiere ora. Leggiamo da Albert Camus: "La vera generosit… verso il futuro consiste nel donare tutto al presente " Per noi questo Š un impegno professionale, etico e scientifico che non tralasciamo di considerare. Nel testo vengono trattati argomenti che riguardano le ragioni della fondazione, del fondatore e dei primi "pionieri" che hanno reso possibile, nella Milano del 1840, la realizzazione del progetto. Sono raccolte le prime esperienze e tutte le vicissitudini che l''Istituto ha trascorso, anche attraverso testimonianze di chi ha vissuto l'infanzia e l'adolescenza al suo interno, non dimenticando anche gli aspetti a volte negativi (le rigide regole che costituivano la vita dei ragazzi all'interno del collegio), che potevano influire pesantemente sullo stato d'animo degli allievi. Certo, le rigide regole del collegio erano quelle che discendevano dalle concezioni pedagogiche di allora per tutti i collegi e che, per le nostre istituzioni, alle quali si accedeva perch‚ obbligati, potevano assumere un sapore amaro. Rimane per• la considerazione che, nel loro complesso, le esperienze vissute, l'azione formativa di maestri illuminati, di educatori sensibili, hanno portato generazioni di non vedenti alla costruzione autonoma del proprio futuro e alla conquista di posizioni professionali particolarmente importanti. Un capitolo Š dedicato agli attuali servizi dell'Istituto e alle iniziative che possono avere ulteriori sviluppi nei prossimi anni. Solo una solida consapevolezza della storia delle nostre istituzioni e degli uomini che le hanno fate vivere possono aiutarci a tracciare il lavoro di oggi. "Luce su luce" Š qui a testimoniarlo. La lettura del testo passa anche ad illustrare le scelte architettoniche, all'avanguardia per il tempo, che tenessero conto dell'esigenza di disegnare una geometria semplice e razionale sensibile ai bisogni del non vedente per il percorrimento degli spazi e per la loro utilizzabilit…. Particolarmente interessante Š l'esame storico artistico della quadreria dei benefattori che costituisce una testimonianza del legame della citt… con questa istituzione. Forse, il nostro modo di stare nel presente, in una forte unit… di intenti con l'Unione italiana dei Ciechi, con i progetti, con la ricerca, con la realizzazione di servizi e risorse polivalenti ci pone gi… nella condizione di lavorare per il domani. Aveva forse ragione Albert Einstein quando diceva in una famosa intervista: "Non penso mai al futuro. Arriva cosŤ presto!". Giancarlo Abba Direttore dell'Istituto dei Ciechi di Milano 1