LA RIFORMA MORATTI E L'INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILIT· VISIVA* Enzo Tioli Il tema che io devo affrontare oggi Š particolarmente delicato e complesso, tanto che un approfondimento adeguato richiederebbe ben altro tempo che quello opportunamente limitato, previsto per una relazione. La realt… della scuola Š caratterizzata, in questo momento, da una fortissima evoluzione. Dopo i lenti mutamenti, che si sono verificati senza interruzione, a partire dal 1945, lenti, ma, cionondimeno tali da rendere la scuola attuale qualitativamente assai diversa da quella scaturita dalla riforma Gentile, ora si sta compiendo un grande sforzo, finalizzato ad una riforma radicale, nel tentativo di offrire alle nuove generazioni una formazione che consenta loro di dare risposte per quanto possibile efficaci alle istanze derivanti dalle mutate condizioni economiche e sociali del Paese. In presenza di avvenimenti di cosŤ notevole portata, i genitori e gli educatori (e non soltanto quelli dei fanciulli e degli adolescenti con disabilit… visiva o con qualunque altra disabilit…) hanno pi— di una ragione per non rimanere indifferenti. I bambini e gli adolescenti crescono e, in una situazione di tanta instabilit…, riesce difficile individuare precisi obiettivi da proporre con sicurezza. All'inizio del secolo XX, John Dewey affermava che non Š prudente proporre ai giovani traguardi appetibili oggi, perch‚ tra vent'anni la realt… sociale sar… completamente mutata e tali traguardi potrebbero divenire addirittura indesiderabili. Il divenire sociale dei nostri giorni presenta un dinamismo tale che chiunque pretendesse di immaginare come staranno le cose anche soltanto fra dieci anni, rischierebbe di esporsi ad immediate e clamorose smentite. Notevolissime e molteplici sono anche le difficolt… che Š destinato ad affrontare chi intenda riformare radicalmente l'ordinamento scolastico. Non Š casuale che gli innumerevoli tentativi, compiuti negli ultimi cinquant'anni, siano tutti inesorabilmente falliti. Per accennare soltanto ai problemi di maggior peso, ricorderemo: * Il pluralismo culturale che, anche sul piano teorico, determina prospettive di approccio al problema, spesso antitetiche ed inconciliabili. * Il contrasto di natura culturale ed economica, fra gruppi sociali portatori di interessi diversi. * La dialettica, innescata dalle recenti riforme costituzionali (e destinata ad accentuarsi, quando saranno approvate in via definitiva le disposizioni attualmente all'esame del Parlamento), fra la radicatissima tradizione centralista del mondo della scuola e le nuove esigenze autonomistiche. * La sfavorevole congiuntura economica. * L'atteggiamento critico dei docenti ai quali vengono attribuiti nuovi compiti e nuove responsabilit…, non sempre chiaramente definiti, pur conservando loro condizioni retributive decisamente inadeguate all'importanza del loro compito. E l'enumerazione potrebbe continuare. Ô praticamente impossibile tentare una valutazione attendibile della riforma scolastica, dal momento che la riforma stessa Š in fieri e che la maggior parte dei decreti delegati, previsti dalla legge 53/2003, non sono ancora stati emanati. In questa fase di intensa transizione, risulta, quindi, prematuro ogni giudizio globale, in attesa del consolidamento delle strutture portanti del nuovo ordinamento e della definizione dei nuovi procedimenti metodologico/didattici. Tuttavia, siccome i nostri bambini e i nostri adolescenti continuano a frequentare la scuola, dobbiamo preoccuparci, affinch‚ il processo evolutivo del sistema non li privi, in tutto o in parte, di quanto spetta loro in termini di educazione e di istruzione. Per questa ragione, ritengo che sia nostro dovere segnalare eventuali disfunzioni riscontrate in situazione dagli insegnanti e dagli operatori sociali, soprattutto se le stesse lasciano prevedere conseguenze negative per il processo formativo dei nostri ragazzi. Mi conforta sapere che la legge di delega al Governo per la riforma scolastica, vale a dire, la ricordata legge 53/2003, prevede un periodo di due anni, per testare, per sperimentare la validit… dell'impostazione del sistema, oltre ad altri 18 mesi, per apportare eventuali ulteriori correttivi. Mi preme sottolineare questa circostanza, bench‚ il 4 maggio 2004, durante una delle rare e frettolose riunioni dell'Osservatorio permanente, presso il Ministero dell'Istruzione, dell'Universit… e della Ricerca (MIUR), avendo il sottoscritto richiamato tale prescrizione della legge di delega, la rappresentante del Governo abbia affermato che: "poche cose sono sicure come il fatto che il decreto delegato 59/2004 (quello che disciplina la scuola dell'infanzia e la scuola primaria) non verr… assolutamente modificato". Faremo il possibile per ottenere un salutare ripensamento. La stessa legge di delega prevede anche il rispetto dei principi sanciti dalla legge 104/1992, legge quadro sui diritti delle persone con disabilit…, la quale disciplina, con gli articoli 12/16, gli interventi fondamentali e prospetta soluzioni per le problematiche essenziali relative all'integrazione scolastica degli alunni con disabilit…. Veniamo ora pi— direttamente al problema che ci interessa: l'integrazione scolastica degli alunni ciechi ed ipovedenti, che costituisce una parte del pi— generale problema della formazione delle giovani generazioni nella scuola riformata. Dico "una parte del tutto", perch‚, secondo le "Norme Standard sulle Pari Opportunit…" delle Nazioni Unite, Norma 6, gli Stati debbono: "garantire che l'istruzione di persone con disabilit… faccia parte integrante del sistema di istruzione". Questo significa che ogni volta che si interviene sul sistema generale dell'istruzione occorre tener presenti anche le esigenze formative degli alunni con disabilit…. Quando Š apparsa la prima bozza del decreto delegato sulla scuola dell'infanzia e sulla scuola primaria (quello che sar… poi il decreto legislativo 59/2004), l'Unione Italiana dei Ciechi e molte altre Associazioni di persone disabili hanno dovuto protestare energicamente, perch‚, nonostante l'Italia sia stato uno dei primi Paesi che si sono impegnati ad accogliere nella propria normativa i principi contenuti nelle "Norme Standard", gli alunni con disabilit… erano stati del tutto dimenticati. Soltanto a seguito delle numerose proteste si Š ottenuto che un comma dell'articolo 19 del decreto legislativo 59/2004 facesse riferimento agli alunni con disabilit…, pur senza nulla aggiungere a quanto gi… previsto, a questo proposito, dalla legge di delega. Inoltre, sempre quest'anno, il MIUR ha emanato due circolari (la 2/2004 e la 29/2004), nelle quali praticamente il problema della frequenza degli alunni con disabilit… viene disatteso. Presumibilmente, si tratta di inconvenienti di natura tecnica e non dovuti a cattiva volont… politica, ma il fatto che si ripetano con tanta frequenza rende difficile attribuirli sempre soltanto al caso. Esaminiamo, ora, le innovazioni rispetto alle quali dobbiamo mantenere pi— vigile la nostra attenzione. La prima innovazione che dobbiamo considerare accuratamente, caso per caso, concerne la facolt… per i genitori di avviare alla scuola i bambini in anticipo. Considerati i tempi, la disposizione ha sicuramente una sua validit…. Tuttavia, per quanto concerne i bambini con minorazione visiva, soprattutto se ciechi assoluti o ipovedenti gravi, l'ingresso anticipato nella scuola materna e, conseguentemente, nella scuola primaria, ci crea pi— di un problema. Assai spesso, questi nostri bambini presentano qualche ritardo nello sviluppo psicomotorio e, per conseguenza, anche in quello cognitivo. Due sono le principali cause di tale ritardo. In primo luogo, la mancanza della vista impedisce a questi bambini un corretto rapporto con la realt… che non fornisce loro gli stessi stimoli che offre ai coetanei vedenti. Poi, il fatto che i genitori, i quali nulla sanno dei problemi connessi con la minorazione visiva, sono abbandonati a se stessi, proprio nel delicatissimo momento nel quale occorrerebbe impostare correttamente il processo formativo del figlio. I pregiudizi sulla cecit…, largamente condivisi ancora ai nostri tempi, e i timori quasi sempre ingiustificati ed eccessivi per l'incolumit… del bimbo inducono i genitori a privarlo di molte esperienze motorie che sono necessarie per acquisire sicurezza nei movimenti, consapevolezza del proprio schema corporeo e conoscenza della realt…. Inviare un bambino, che presenti qualche difficolt… rispetto ai coetanei, alla scuola dell'infanzia, la quale generalmente non pu• avvalersi dell'opera di personale che sappia come affrontare i problemi specifici dovuti alla minorazione visiva, potrebbe determinare un aumento dello svantaggio, con grave detrimento anche per l'acquisizione di un'autostima adeguata. Sarebbe opportuno non ritardare ulteriormente la costituzione di servizi idonei ad offrire tempestivamente consulenza alle famiglie e ad intervenire correttamente sul bambino, in modo tale da consentirgli, nel rispetto dei ritmi e dei tempi personali di maturazione, di entrare nella scuola per l'infanzia in possesso dei requisiti necessari alla frequenza di tale scuola, in modo da poter affrontare i problemi che via via gli si prospettano con probabilit… di successo non troppo dissimili da quelle dei suoi compagni. I riformatori insistono molto sul concetto della centralit… del bambino nel processo educativo. Si tratta di un principio di grandissimo rilievo, al quale si Š ispirata tutta la pedagogia attivistica del XX secolo, compresi gli educatori che si sono dedicati espressamente alla formazione dei bambini ciechi (come Romagnoli in Italia e Villey in Francia), i quali conoscevano assai bene il pensiero e l'opera di D‚croly, della Montessori, di ClaparŠde, di FerriŠre e degli altri innovatori del loro tempo. Dunque, nulla da eccepire, a proposito dell'idea di centralit… del bambino, a patto che, per quanto concerne i bambini con disabilit…, in nome della centralit… non si finisca per ignorare il contesto educativo. In concreto, siccome il bambino cieco o ipovedente, come altri disabili, necessita di interventi individuali (apprendimento delle tecniche per l'autonomia nella vita quotidiana e nella deambulazione, della scrittura Braille, dell'uso dei dispositivi speciali, ecc.), si tende ad isolarlo dal contesto classe, il pi— delle volte, senza dargli realmente ci• che gli serve. Dobbiamo adoperarci, affinch‚, mediante gli accordi di programma, di cui all'articolo 13 della legge 104/1992, queste specifiche esigenze formative vengano soddisfatte grazie all'opera di un efficiente servizio di assistenza didattica domiciliare. Quanto alla scuola, suo compito Š fornire un insegnamento individualizzato che Š tutt'altra cosa dell'insegnamento individuale o, peggio, della esclusione dal gruppo dei pari. Affinch‚ il processo educativo risulti proficuo e consenta al soggetto di esprimere al meglio le proprie potenzialit…, il bambino deve giocare, lavorare e crescere insieme agli altri ed avere l'opportunit… di raggiungere, secondo le proprie possibilit… (come d'altra parte avviene per tutti) gli stessi obiettivi. Decenni di impegno educativo a favore dei ciechi e degli ipovedenti hanno dimostrato che non vi sono traguardi educativi preclusi ai ciechi e agli ipovedenti, in quanto tali, a condizione che i procedimenti seguiti con loro siano adeguati alle loro reali necessit…. Non poche difficolt… sta creando fra gli insegnanti l'introduzione della figura del tutor: figura che sembra debba acquistare un'importanza notevolissima nella scuola, bench‚ ancora permangano forti incertezze relative al profilo professionale, allo stato giuridico/retributivo e alle funzioni. In rapporto al problema di cui ci stiamo occupando, la questione ci interessa, perch‚ una persona, che dovrebbe svolgere attivit… di coordinamento, di consulenza, di tramite con le famiglie, in una parola, che dovrebbe garantire che l'azione educativa nel suo complesso avvenga in modo adeguato, dovrebbe anche essere in possesso di competenze e di requisiti specifici che finora la scuola non ha mai richiesto e che, al momento, non sappiamo come possano essere recuperati. Nell'ambito dei contenuti programmatici, segnalo l'introduzione dell'insegnamento della lingua inglese e dell'informatica a partire dalla prima classe della scuola primaria. Per quanto concerne l'apprendimento dell'inglese, probabilmente i bambini ciechi ed ipovedenti non incontreranno particolari difficolt…, anche se la tendenza a far ricorso in maniera forse esasperata alle illustrazioni potr… complicare ulteriormente il compito degli esperti che si occupano dell'adattamento e della trascrizione dei libri di testo. Diverso Š il discorso sull'informatica. Avvalendosi di periferiche e di software dedicati, i ciechi e gli ipovedenti possono raggiungere nel settore informatico anche altissimi livelli di specializzazione. Il personal computer ha risolto innumerevoli problemi anche per i ciechi. Tuttavia, occorre essere attenti e cauti, avviando all'informatica i bambini, fin dalla prima classe della scuola primaria. Infatti, mentre i bambini vedenti entrano nella scuola, avendo quasi sempre una notevole familiarit… con il computer e con le sue tecniche, forse mai il bambino cieco o ipovedente avr… avuto occasione, prima di andare a scuola, di giocare con tale dispositivo. Inoltre, mentre tutti i programmi sono finalizzati alla creazione di ambienti massimamente amichevoli per la vista, il bambino cieco deve affrontare ulteriori sforzi, per apprendere l'uso dei software dedicati. Finalmente (ed Š questo il motivo di maggior preoccupazione), l'informatica Š interamente basata sullo spazio virtuale dello schermo che non pu• essere visto dal bambino cieco ed Š visto soltanto parzialmente o in maniera distorta dal bambino ipovedente. Ma, da quanto Š stato detto sopra, risulta che molti bambini con disabilit… visiva entrano nella scuola senza aver acquisito le fondamentali nozioni di spazio. Difficilmente, pertanto, potranno orientarsi nello spazio virtuale. La mancanza della vista e l'incerto dominio delle nozioni spaziali, qualora non troviamo soluzioni alternative, potrebbero causare uno stato fortissimo di frustrazione nei nostri bambini che risulterebbero inesorabilmente perdenti rispetto ai loro coetanei. Ancora. La scelta del percorso da seguire, a conclusione della scuola dell'obbligo, anticipata a dodici anni, Š destinata a creare non poche difficolt…, e non soltanto per i ciechi e per gli ipovedenti, per i quali troppo spesso la scelta Š stata effettuata per ragioni contingenti o casuali. La scelta troppo precoce non tiene nel debito conto i mutamenti anche radicali della personalit… (interessi, gusti, attitudini), durante la preadolescenza e l'adolescenza. Bench‚ si intendano facilitare i passaggi dall'uno all'altro ordine di scuola, sappiamo che tali passaggi creano sempre qualche non lieve problema psicologico. Finalmente, mai come ora il mercato del lavoro Š stato tanto mutevole. In condizioni di tanta instabilit… riesce piuttosto arduo pensare che la scelta operata da un dodicenne, bench‚ assistito da educatori responsabili, possa risultare sempre soddisfacente. Sappiamo che i nostri giovani, che entreranno nel mercato del lavoro con una buona formazione professionale, saranno certamente obbligati a mutare attivit…, forse anche pi— volte. Affinch‚ questo possa avvenire, senza provocare eccessivi disagi, Š indispensabile che riusciamo a far acquisire ai ciechi ed agli ipovedenti, fin dai primi anni di frequenza scolastica, una valida preparazione di base, sulla quale essi potranno con maggior facilit… radicare le competenze indispensabili a svolgere le attivit… alle quali saranno via via chiamati. Consideriamo ora alcuni ostacoli di carattere generale, che rendono pi— difficile la vita della scuola e l'applicazione della riforma. In teoria, la riforma rispetta i principi sanciti dalla legge 104/92; in pratica, le cose vanno diversamente, perch‚, a causa della negativa congiuntura economica, si impone la necessit… di ridurre le spese. Poco importa che l'Italia abbia sottoscritto la "Dichiarazione di Salamanca" (1994), nella quale si legge: "tagliare le spese per l'istruzione Š un atto di gravissima imprevidenza". La mancanza di risorse economiche da tempo affligge alcuni settori della vita sociale e la scuola in misura particolare. L'assegnazione degli insegnanti di sostegno compete ai direttori regionali i quali sono stati invitati a contenere le spese. Il rapporto uno a 138, tra il numero degli insegnanti di sostegno e il numero degli alunni presenti nella scuola, fissato dall'articolo 40 della legge 449/1997, attualmente non Š pi— valido a causa dell'aumento degli alunni con disabilit… e degli alunni figli di emigranti, i quali presentano problemi che li fanno assimilare agli alunni con disabilit… (si pensi soltanto alle difficolt… di comunicazione). Per l'anno scolastico 2004/2005 Š previsto che vi sar… una diminuzione di 800 unit… nell'organico di diritto degli insegnanti di sostegno, a fronte di un aumento di oltre 4.000 alunni certificati. La situazione, certamente non confortante per l'organico di diritto, diviene notevolmente pi— grave per l'organico di fatto, soprattutto quando sia richiesta l'assegnazione dell'insegnante di sostegno in deroga, vale a dire, quando, per situazioni particolari, in deroga al rapporto 1/138, si debba attribuire un insegnante di sostegno ad un solo alunno. La diminuzione del numero degli insegnanti di sostegno (durante l'estate, per alcune Regioni, la stampa ha denunciato tagli del 25% e oltre) Š accompagnata da una significativa riduzione delle unit… di personale ausiliario, messo a disposizione della scuola dagli Enti Locali, per i servizi di assistenza agli alunni per l'igiene, per la comunicazione, per l'autonomia motoria. Molti sindaci di citt… importanti hanno protestato energicamente perch‚, a causa della diminuzione dei trasferimenti di risorse da parte dello Stato, non hanno potuto mantenere i precedenti impegni a favore dei servizi sociali. Nello scorso anno si sono avuti numerosi contenziosi tra le famiglie e la scuola, perch‚ i dirigenti scolastici, interpretando in modo forse eccessivamente estensivo il principio dell'autonomia scolastica, hanno privato alunni, spesso pluriminorati, di parte delle ore di sostegno, per utilizzare gli insegnanti in altre attivit…. Bench‚ i tribunali abbiano dato sempre ragione alle famiglie, sarebbe bene ricorrere alla giustizia soltanto qualora non fosse proprio possibile trovare nessun'altra forma di conciliazione. Infatti, tutte le volte che la famiglia Š costretta ad aprire un contenzioso con la scuola, inevitabilmente intorno all'alunno si crea una situazione di tensione che certo non pu• giovare alla sua serenit… e al suo profitto. D'altra parte, noi sappiamo che il numero degli insegnanti di sostegno o le ore di presenza accanto all'alunno con disabilit… non sono sufficienti a garantire la qualit… dell'integrazione. La buona integrazione dipende dalla preparazione delle persone che vi si dedicano, dalle loro qualit… umane e dalla loro disponibilit… a collaborare con tutti coloro (a cominciare dalle famiglie) che sono coinvolti a qualunque titolo nel processo educativo di un determinato alunno. A questo proposito, desidero richiamare la sentenza del Consiglio di Stato n. 275/2001, secondo la quale l'assegnazione dell'insegnante di sostegno non risponde al bisogno di qualit… dell'integrazione scolastica, se si limita al rispetto formale delle graduatorie e dei titoli di specializzazione legalmente riconosciuti; infatti, l'obiettivo della qualit… pu• essere conseguito soltanto se il docente assegnato possiede i requisiti che gli consentano di rispondere alle specifiche esigenze formative dell'alunno con disabilit…, tenute presenti la tipologia e la gravit… della minorazione. La scuola non cresce con leggi, sentenze e circolari ministeriali, ma con le idee, con la preparazione e con la disponibilit… degli operatori scolastici. Tuttavia, le buone norme costituiscono un supporto indispensabile per chi intenda bene operare. Segnaler•, allora, un provvedimento che non risolver… sicuramente il problema, ma che intende contribuire a migliorare la situazione: la nota del 3 settembre 2004, con la quale il Ministero consente agli insegnanti, che hanno acquisito la specializzazione dopo la scadenza dei termini previsti per la reiscrizione alle graduatorie, di iscriversi alle graduatorie stesse, in modo che la scuola possa avvalersi di un maggior numero di insegnanti specializzati. La stessa intenzione il MIUR manifesta anche con la circolare 54/2004 che conferma tutte le disposizioni sul sostegno. Non resta che augurarsi che non ci si limiti ad emanare circolari, ma che si trovi anche il modo di farle rispettare. Ora vorrei suggerire alcuni possibili correttivi a questo stato di cose, anche se la loro efficacia Š condizionata dalla disponibilit… ad accoglierli. Nel corso della riunione dell'Osservatorio permanente, svoltasi il 4 maggio presso il MIUR, la Federazione delle Associazioni Nazionali dei Disabili (FAND), nell'occasione rappresentata dal sottoscritto, e la Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap (FISH), nell'occasione rappresentata dal dottor Nocera, hanno chiesto che vengano costituiti dei gruppi di lavoro per discutere i problemi fondamentali inerenti l'integrazione scolastica. I gruppi richiesti sono 5, ad ognuno dei quali Š stato assegnato un tema da sviluppare: 1. Formazione e aggiornamento del personale della scuola. 2. Particolari modalit… di integrazione degli alunni con minorazione sensoriale. 3. Indicatori per la rilevazione della qualit… dell'integrazione scolastica delle persone disabili. 4. Rapporti interistituzionali e accordi di programma. 5. Organizzazione di un seminario nazionale sulla didattica dell'integrazione. I gruppi hanno lavorato agli inizi di giugno, in maniera piuttosto disordinata, perch‚ Š mancato un valido coordinamento a livello centrale. Dall'attivit… dei gruppi, comunque, sono usciti buoni documenti che il Ministero dovrebbe, speriamo il pi— presto possibile, tradurre in disposizioni che tutte le scuole dovrebbero osservare. Sarebbe bene, tuttavia, che le Associazioni (comprese quelle dei genitori) smettessero di farsi la guerra, fornendo ai politici ottimi pretesti per non provvedere. Faccio un esempio. Quando Nocera ed io abbiamo chiesto la costituzione di un gruppo di lavoro sui problemi dell'integrazione scolastica dei minorati sensoriali, abbiamo suscitato una fortissima opposizione, da parte dei rappresentanti di altre Associazioni presenti, particolarmente da parte di un'Associazione di genitori di sordi. La ragione del dissenso era dovuta al fatto che non si accetta il principio secondo cui ogni tipologia di disabilit… determina specifiche esigenze formative alle quali Š indispensabile fornire specifiche risposte. Malgrado le resistenze, abbiamo insistito, nella convinzione che gli stessi procedimenti metodologico/didattici non possano essere validi per tutti e, soprattutto, sapendo che la negazione di un problema non potr… mai portare ad alcuna soluzione utile. Il genitore che, nell'illusoria convinzione di riuscire ad evitare che suo figlio venga stigmatizzato come cieco, si opponga all'apprendimento del sistema Braille e all'uso del bastone bianco, potrebbe ottenere come risultato, quando il figlio avr… raggiunto la maggiore et…, di avere un figlio cieco, analfabeta, obeso e incapace di muoversi autonomamente. Si accordino, dunque, le Associazioni, dibattendo democraticamente ed approfonditamente i problemi, fino a trovare soluzioni unitarie ed efficaci, nel rispetto delle differenze che ci sono, sono notevoli e sono reali. Trovate tali soluzioni, le si propongano alle autorit… politiche ed amministrative, competenti per i diversi settori. Unitariamente, poi, si insista, affinch‚ le proposte vengano tradotte in norme e in programmi operativi. Noi formuliamo alcune richieste a correzione della situazione attuale: per esempio, suggeriamo l'organizzazione di brevi corsi per gli insegnanti curricolari e di sostegno all'inizio di settembre, almeno per fornire alcune indicazioni essenziali sulla tipologia della disabilit… dell'alunno che si ritrovano, sul modo di leggere correttamente la diagnosi funzionale, sull'elaborazione del profilo dinamico funzionale e sulla stesura del piano educativo individualizzato. Chiediamo (e sappiamo di farci molti nemici) l'obbligatoriet… dei corsi di formazione e di aggiornamento del personale della scuola, compresi i dirigenti scolastici, come avviene per altre professioni. Abbiamo anche proposto degli incentivi economici e/o giuridici per gli insegnanti che non abbandonino i posti di sostegno. La dissipazione delle esperienze acquisite e la mancanza di continuit… didattica sono due inconvenienti tra i pi— gravi (ma anche evitabili con un minimo sforzo) del nostro sistema di integrazione scolastica degli alunni disabili. Infatti, tutte le volte che un insegnante, grazie all'esperienza acquisita in situazione e ad informazioni ricevute da esperti, ha raggiunto un certo grado di competenza, accade che lo stesso debba passare al ruolo ordinario e noi dobbiamo ricominciare da capo. In tal modo, ognuno dei nostri ragazzi diventa un pioniere, dovendo quasi sempre vedersela con un insegnante che tutto ignora dell'educazione dei ciechi e degli ipovedenti. Nel 1998, a conclusione di un'indagine sull'integrazione scolastica, la Settima Commissione della Camera dei Deputati ha pubblicato una relazione nella quale, tra l'altro, leggiamo: "Il personale di sostegno va diversamente utilizzato, assegnato, valorizzato, inquadrato, retribuito". Credo che cosŤ debba essere fatto quanto prima, se non vogliamo continuare a lamentarci per l'inefficienza della scuola, facendone ricadere ingiustamente tutta la responsabilit… sugli insegnanti di sostegno. Il processo formativo Š, comunque, assai complesso e concerne la persona nella sua integralit…, pertanto, non pu• essere limitato alla sola azione della scuola. La famiglia in primis e poi gli operatori degli Enti Locali debbono partecipare, insieme alla scuola, alla programmazione, alle verifiche in itinere ed alla valutazione finale dell'intera attivit… educativa. Ô necessario che tutti coloro che partecipano alla formulazione del piano educativo individualizzato (PEI) possano discutere insieme ed operare in sinergia. L'articolo 12 della legge 104/1992 pone come obiettivo, per il processo formativo delle persone disabili, l'autonomia nella gestione della persona, nell'apprendimento, in tutti gli aspetti della vita e delle relazioni sociali. Ora Š chiaro che, per conseguire tale obiettivo, noi dobbiamo pensare a correggere alcune imperfezioni della scuola o ad integrarne l'opera, in orario extrascolastico, mediante attivit… del tutto particolari che la scuola non pu• svolgere. Per esempio, noi dovremmo, come Unione Italiana dei Ciechi, promuovere e in qualche modo attuare interventi per incrementare le attivit… integrative speciali, cioŠ le attivit… che tendono al decondizionamento del soggetto dagli effetti indotti dalla cecit… o dall'ipovisione grave. Ad esempio, si Š detto che il bambino cieco non pu• apprendere l'informatica nello stesso tempo, con gli stessi ritmi, con cui la apprendono i bambini vedenti. Allora dobbiamo organizzare (l'I.Ri.Fo.R. lo sta facendo in questo momento) dei corsi specifici dedicati esclusivamente ai nostri ragazzi, per assecondare i loro tempi e i loro ritmi di apprendimento, in modo tale che essi possano acquisire effettivamente le conoscenze e le competenze necessarie e presentarsi nella scuola con sufficienti requisiti, per non risultare sistematicamente esclusi dal lavoro della classe. Per quanto riguarda l'apprendimento del Braille, non ha senso che si pretenda che venga appreso a scuola, in tempi e in spazi a parte (sarebbe soltanto un modo per segregare l'alunno cieco dal contesto classe); sar… pi— utile ed efficace l'insegnamento fuori della scuola, quando lo si aiuter… ad acquisire il massimo di autonomia personale. Disponiamo di un documento prezioso: la Nota del Ministro Sirchia 28 aprile 2003 che include tra le attivit… riabilitative sia l'apprendimento dell'informatica, sia i corsi di autonomia personale orientamento e mobilit…. Dobbiamo impegnarci affinch‚ il Sistema Sanitario Nazionale applichi pienamente la nota Sirchia. Se potremo inviare alla scuola i nostri ragazzi con una sufficiente preparazione di base e con il possesso dei requisiti essenziali, renderemo molto pi— agevole la loro integrazione scolastica. L'articolo 13 della legge 104/1992 prevede la possibilit… per la scuola di rivolgersi anche ad Enti privati con competenze specialistiche. Fra tali Enti, figurano l'UIC, la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, la Biblioteca Italiana per i Ciechi e l'I.Ri.Fo.R. L'Unione Italiana dei Ciechi, in questo momento, incontra notevoli difficolt… nel proprio impegno a supporto dell'integrazione scolastica. Le tante resistenze, i tanti ostacoli evitabili, la carenza di risorse umane ed economiche hanno prodotto un evidente stato di stanchezza anche negli operatori pi— volonterosi. Eppure, vi sono ancora moltissime cose da fare: la consulenza alle scuole, agli Enti Locali, alle ASL; quando Š possibile, occorre dare consulenza alle famiglie. La difficolt… maggiore Š costituita dalla mancanza di risorse umane. Non Š sufficiente essere ciechi, per essere buoni educatori dei ciechi o degli ipovedenti. Nonostante tutto, gli operatori dell'Unione, insieme ai responsabili dei Centri di Consulenza Tiflodidattica, rimangono i pi— sicuri punti di riferimento per chi abbia a cuore l'educazione dei bambini ciechi ed ipovedenti. Tuttavia, considerato il valore delle attivit… integrative speciali, a complemento dell'opera della scuola, non potremo essere soddisfatti, fino a quando non potremo disporre di educatori che, secondo le esigenze gi… espresse da Augusto Romagnoli, non siano pi— soltanto dei lettori o poco pi—, come anche ora accade, ma siano degli autentici educatori con una preparazione tiflologica non inferiore a quella che dovrebbero avere dei buoni insegnanti. Desidero concludere con due note positive. L'autonomia scolastica consente di sperimentare e di seguire vie nuove e quindi consente di adattare effettivamente l'insegnamento alle caratteristiche personali di ciascuno dei nostri alunni. In secondo luogo, il fatto che noi continuiamo a dialogare con il Ministero, il fatto che troviamo ancora delle porte aperte, costituisce per noi motivo di fiducia: continuiamo a credere che le nostre richieste potranno essere accolte. Importante Š che noi ricordiamo che, se vogliamo che i nostri ragazzi escano dalla scuola formati e capaci di utilizzare tutto il loro patrimonio di risorse personali, dobbiamo migliorare qualitativamente e quantitativamente il nostro impegno in collaborazione con le agenzie del territorio e con tutte le strutture che possono aiutarci a far ottenere ai nostri ragazzi un'educazione integrata ed integrale. Enzo Tioli vicepresidente nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi * Rielaborazione di un intervento al convegno "Alunni con disabilit… visiva nella scuola in via di trasformazione", Reggio Calabria, 6 novembre 2004. 13