LABORATORIO DI STIMOLAZIONI TATTILI DA BENDATI Alessandra Cordedda "Non si vede bene che col cuore. L'essenziale Š invisibile agli occhi" Antoine de Saint-Exup‚ry Nella nostra societ… il diverso sembra essere chi Š "estraneo alla comune esperienza" (Gelati, 2001). Forte della convinzione e del fatto che pi— si conosce una cosa pi—, questa perde i caratteri di estraneit…, presso la Scuola Media Statale1 nella quale lavoro ho ideato e attivato in collaborazione con il corpo docente, un progetto gratuito denominato "I cinque sensi". Tale progetto tra le tante attivit…2 prevede un laboratorio di stimolazioni tattili da bendati. Il progetto si rivolge agli alunni e ai genitori nelle cui classi sono inseriti ragazzi disabili. L'integrazione nasce a partire dall'autentico rispetto delle differenze individuali e diventa esperienza conoscitiva collettiva che facilita l'interazione tra i ragazzi. La possibilit… che si realizzi una completa integrazione per chi, in et… evolutiva, presenta bisogni educativi speciali esiste, certamente, ma perch‚ ci• avvenga occorre sia monitorata saggiamente dalle persone educativamente rilevanti che lo circondano: genitori, educatori, insegnanti, ecc. (Gelati, 2001). La scuola deve favorire gli apprendimenti e i cambiamenti, coinvolgendo tutti gli alunni attraverso un sapere non statico ma dinamico e creativo, che stimoli al confronto e all'esperienza attiva (Gelati, 2001). In quest'ottica, il laboratorio di stimolazioni tattili da bendati ha come obiettivo primario quello di far aprire gli occhi in opposizione agli stereotipi, al pregiudizio e al rifiuto generato dall'ignoranza, a cui purtroppo frequentemente sono legati gli alunni normodotati nei confronti dei soggetti disabili. Tutto ci• ha un obiettivo altamente didattico e sociale poich‚ spesso, si parla tanto di disabilit… ma le parole possono non lasciare segno e svanire con leggerezza nel nulla, l'esperienza vissuta (gli allievi bendati vivono in prima persona le difficolt… di chi non vede) ha dimostrato di lasciare un ricordo che aiuter… ad essere pi— sensibili e aperti verso le difficolt… altrui. Al temine dell'esperienza gli alunni sono stati invitati a mettere per iscritto le sensazioni vissute da bendati (vedi tabella 2). Nei loro elaborati traspare la difficolt… a disegnare o a descrivere a parole il percorso fatto e il tempo impiegato. C'Š una maggiore facilit… nell' elencare alcuni degli oggetti toccati. La maggior parte dei ragazzi3 ha immaginato l'aula4 pi— grande del reale, alcuni non hanno capito che l'esperienza avveniva all'interno di un'aula (pensavano di essere in un corridoio) , mentre altri hanno dimenticato che l'aula era sita al primo piano (quindi, hanno scordato d'avere percorso le scale). Raccontano che durante l'esperienza (durata circa 30' - 40' minuti) sono stati animati da una forte sensazione di incertezza, di paura, di insicurezza. Traspare una presa di coscienza ancor pi— forte di quanto si Š fortunati ad essere nati sani e scrivono di avere compreso le difficolt… del loro compagno non vedente. Tutti hanno espresso la convinzione che l'esperienza Š stata utile per capire cosa vuol dire avere un deficit (in questo caso un deficit visivo) e hanno riportato il desiderio di ripetere l'esperienza. Ô importante capire e far capire, frequentemente i ragazzi sono inondati da un senso di superficialit… e agiscono come se tutto fosse loro dovuto senza soffermarsi su ci• che li circonda, possono manifestare atteggiamenti di ostinato e immotivato rifiuto verso i compagni disabili e in questi casi Š dovere di tutti gli operatori educativi intervenire con tempestivit…, attraverso delle attivit… di " integrazione permanente". Bisogna esigere da ciascuno quello che ciascuno pu• dare (Saint-Exup‚ry, 2002) per questo Š necessario insegnare , con un linguaggio chiaro e diretto, alle giovani generazioni a soffermarsi a riflettere sui propri comportamenti e/o pensieri negativamente prevenuti, perch‚ " quello che Š importante , non lo si vede..." (Saint-Exup‚ry, 2002). Ho riscontrato quanto siano utili le simulazioni e le informazioni pratiche rivolte al gruppo classe (metodo Braille, conoscenza ausili, ecc.) su tutto ci• che ruota intorno al deficit. La conoscenza ha il potere di allontanare l'ignoranza e tutto quello che ne deriva. L'ignoranza Š una pianta cattiva, bisogna strapparla subito, appena la si Š riconosciuta (Saint-Exup‚ry, 2002). I ragazzi hanno mostrato una volont… superiore al cambiamento rispetto agli adulti (in alcuni casi induriti da idee preconcette). Capire, cambiare idea, accettare le reciproche differenze porta ad uno impegno notevole a cui tutti siamo chiamati. Tabella 1 scheda tecnica del laboratorio di stimolazioni tattili da bendati. SCHEDA TECNICA DEL LABORATORIO DI STIMOLAZIONI TATTILI DA BENDATI: Destinatari: alunni ( et… dai 12 ai 14 anni) Tempi: anno scolastico 2004/2005 Luogo: aula opportunamente allestita con materiali vari, esempio: plastica, materiale naturale, ceramica, pelle, ecc. Operatori: insegnanti, educatori, volontari. Strumenti: bende nere e materiale tattile vario. Obiettivi: - far conoscere il deficit visivo; - saper ascoltare il proprio corpo; - prendere coscienza delle potenzialit… dei nostri sensi; - sensibilizzare sul tema della disabilit…. Metodologia: gli allievi saranno stimolati alla conoscenza del deficit visivo, attraverso la partecipazione ad una simulazione da bendati. Saranno suddivisi in piccoli gruppi di max 3 allievi5 per volta e saranno seguiti da 3/4 operatori. A conclusione dell'esperienza sono invitati a riportare in un componimento le sensazioni e le difficolt… incontrate in un contesto a loro sconosciuto. Valutazione: le verifiche si svolgeranno in itinere, tenendo in particolare considerazione il conseguimento degli obiettivi sopra indicati. Tabella 2 schema della traccia espositiva. LABORATORIO DI STIMOLAZIONI TATTILI DA BENDATI ALUNNO: CLASSE: ETA':  racconta la tua esperienza a seguito della simulazione da bendati. Lo schema riportato in basso ti da una traccia: - disegna o descrivi a parole il percorso fatto; - cosa hai toccato; quali odori hai sentito; - quali emozioni hai provato; - cosa pensi ora dell'handicap; - ti Š stata utile questa esperienza? Foto 1-6 : laboratorio di stimolazioni tattili. Riferimenti bibliografici Gelati, M., Marescotti, E. (2001). Integrazione come cultura della diversit…. Ferrara: Tecomproject. Saint-Exup‚ry, A. de (2002). Il piccolo principe. Milano: Bompiani. Altre fonti Il bambino non vedente pluriminorato (1992). Roma: Borla Anolli, L., Legrenzi, P. (2001). Psicologia generale. Bologna: Il Mulino. Manuale di pedagogia speciale (1999). Bari: Laterza. Soresi, S. (2002). Psicologia dell'handicap e della riabilitazione. Bologna: Il Mulino. Fornaca, R. (1995). Storia della pedagogia. Scandicci (FI): La Nuova Italia. Carugati, F., Selleri, P. (2000). Psicologia sociale dell'educazione. Bologna: Il Mulino. Alessandra Cordedda pedagogista, specializzata nel plurihandicap 1 Centro Territoriale Permanente Distretto 21 - Scuola Media Statale ( CA ) 2 Tra le attivit… proposte agli allievi: laboratorio di scrittura Braille, laboratorio d'arte in rilievo, laboratorio di stimolazioni uditive, ecc. 3 Tutti hanno evidenziato difficolt… spazio - temporali. 4 L'aula allestita per il progetto si trova al primo piano, ha una grandezza di circa 30 mý, con 3 finestre grandi e 1 porta. 5 Gli allievi sono liberi di aderire o meno all'esperienza. 5