CRESCERE INSIEME. COME MIGLIORARE L'AUTOSTIMA DEI GENITORI E DEL BAMBINO IN PRESENZA DELLA DISABILIT· VISIVA Corrado Bortolin (Il dr. Corrado Bortolin ha svolto il proprio intervento, illustrando e commentando le immagini di un filmato, appositamente realizzato, ed alcuni lucidi. Nella presente esposizione, egli ripropone la forma dialogata dell'intervento originale) A tutti i presenti un saluto dagli operatori di Orientamento Mobilit… ed Autonomia Personale ed un grazie alla Presidenza dell'Unione Italiana dei Ciechi per averci invitato. Mi chiamo Corrado Bortolin e sono un manovale che si occupa delle questioni legate allo sviluppo delle autonomie delle persone con disabilit… visiva. [Inserire foto 01.jpg] Di solito ci chiamano Istruttori di Orientamento Mobilit… e di Autonomia Personale, ma l'idea del manovale focalizza l'attenzione sull'operativit…, sul carattere pratico del nostro quotidiano lavoro. Occasioni di incontro come questo sono un'opportunit… per fermarsi a pensare a quello a che si dice, tentando di dare un ordine logico a quello che si fa. Il titolo propostomi dal prof. Tioli risulta essere una sfida, una di quelle provocazioni cognitive che, subito dopo, ti fa pentire di aver accolto la proposta perch‚ disorienta. La prima preoccupazione Š stata "cosa dir• ai genitori", "cosa si aspettano i genitori che io dica dei loro figli"... Poi ho pensato "cosa imparer• io da un'occasione di incontro come questa". Se si vuole imparare qualcosa Š bene chiedere aiuto a qualcuno che noi stimiamo e pensiamo essere una risorsa. CosŤ ho pensato che... "se voglio sapere cosa dire ai genitori dei loro figli, perch‚ non chiederlo a qualcuno dei loro figli". Ho chiesto a Beatrice (terza elementare) di aiutarmi. Le ho spiegato cosa volevo fare, che cosa ci si aspetta da me, chi avrei incontrato. In sintesi la domanda Š stata "cosa vorresti che io dicessi ai genitori per aiutarli a stare bene o meglio con i loro figli sentendosi dei bravi genitori". Abbiamo scelto di dire queste cose con un filmato, perch‚ al posto delle parole ci sono le azioni, i gesti che diventeranno il filo conduttore di questo intervento. Ne Š uscito un filmato realizzato da Beatrice come sceneggiatrice e attrice principale e dai suoi genitori (registi e coreografi) che hanno scelto di mostrare uno spaccato del condividere, del tempo libero, dello stare assieme; Š uno spaccato spontaneo, artigianale di ci• che si vorrebbe poter fare anche se non cďŠ sempre il tempo per farlo. Il filmato stesso Š stato occasione per fare assieme una cosa diversa dal solito Filmato: Beatrice balla in salotto, gioca, suona le percussioni, prepara la torta alle mele assieme alla mamma (impasta, mescola, taglia e mangia le mele)... Mi manda una e-mail avvisandomi che sta lavorando al film... Un lungo spezzone di un'esperienza di arrampicata fatta in montagna la scorsa estate durante una delle manifestazioni organizzate dagli alpini per avvicinare i giovani alla montagna (ascensione in verticale con imbragature, arrampicata su parete attrezzata, ponte tibetano, percorsi misti con ostacoli...); un'attivit… non programmata, ma colta al volo anche se con un po' di preoccupazione, facendo tesoro della disponibilit… e buon senso degli alpini... Infine, due domeniche fa, l'uscita insieme alla banda di cui fa parte in occasione della sfilata di carnevale... Diapositiva n. 1 Cosa possiamo fare per migliorare? "Fare"... centralit… dell'azione, dell'operativit…. "Migliorare"... processo aumentativo, incremento di quantit… di azione per avere di pi— e meglio. Ma siamo proprio sicuri che sia questa la strada? Potrebbe sembrare che per migliorare dobbiamo fare di pi— di quello che facciamo. Immagine: il gioco dell'oca d… l'idea che noi lanciamo i nostri dadi, ma la quantit… di strada che riusciamo a percorrere dipende da molteplici fattori e da imprevedibili variabili. Diapositiva n. 2 La nostra parte di fare quotidiano non sempre Š in sintonia con quella di chi ci sta accanto. Ne risulta che gli accordi si trasformano in rumore. Il suono del nostro fare si mescola a quello di molti altri. CosŤ la vita pi— che una orchestra Š una banda. E se ogni tanto ci fermassimo a pensare invece che a fare... per condividere con i figli scelte, tempi e spazi fuori dalla affannosa rincorsa degli impegni e degli obblighi... Se ci fermassimo a pensare a ci• che facciamo... per dare un senso ed un peso a ci• che facciamo... Forse questo potrebbe indirizzarci verso "il meglio"... un meglio qualitativo, piuttosto che quantitativo... Incominciamo con il pensare al titolo di questo intervento! Immagine: Beatrice che, in prima fila ed accanto ad una compagna, suona il tamburo nella banda. Diapositiva n. 3 Cosa significa "stimare"... Dare un valore ad un bene o ad una azione... apprezzamento favorevole implicito in un giudizio di merito come criterio di ineccepibile equit…... determinazione del valore di... il prezzo che viene determinato per... determinazione della rotta percorsa senza alcun riferimento n‚ alla terra, n‚ agli astri... controvalore assegnato ad un bene da un perito esperto in considerazione di variabili soggettive ed oggettive. I genitori fanno moltissimo, ma mi chiedo quanto valore danno alle loro azioni, ai loro gesti. Ci sono momenti della vita in cui il valore che noi attribuiamo alle nostra azioni Š pari a quello attuale delle azioni Parmalat: cioŠ zero. Altre volte il loro valore aumenta ed esse hanno un maggior peso nell'economia familiare, ci sentiamo arricchiti, pi— forti, pi— resistenti al peso degli impegni. Avere tante azioni non significa avere delle buone azioni! Il valore che io do alle mie azioni dipende anche dal valore che gli altri attribuiscono alle mie azioni. Le azioni dei genitori sono spesso sottostimate. Di fatto, quando i genitori incontrano le diverse figure professionali queste lamentano che... non Š stato fatto questo... non Š stato fatto quello... si dovrebbe fare questo... ecc. Se ne deduce che ci• che facciamo non basta o non va bene cosŤ com'Š fatto. Ma non sempre sappiamo cosa e come fare... Diapositiva n. 4 Cosa significa "autostima"... Insieme dei processi ecosistemici (perchŠ intervengono non solo le mie considerazioni, ma anche quelle di chi, anche occasionalmente, mi sta accanto... la zia, la suocera, la vicina, ...) con i quali ciascuno di noi attribuisce con mezzi propri un valore, un prezzo a ci• che dice, fa, pensa... e cosŤ facendo determina la rotta percorsa... Valore Š la misura altissima e riconosciuta delle doti e/o capacit…... Š coraggio... Š pregio riconosciuto in base a considerazioni oggettive (valore intrinseco) e soggettive (valore aggiunto e valore simbolico). Le nostre azioni hanno un valore intrinseco ed un valore aggiunto che dipende, per esempio, dall'intenzione e dalla gratuit…... che valore pensiamo gli altri diano al nostro fare?... Diapositiva n. 5 Cosa fare... Ô il verbo dell'azione non meglio definita e quindi contrapposto efficacemente al "dire", il verbo del puro parlare... L'ecosistema familiare, e quello genitoriale in primis, sono affannati dalla frenesia del fare, del dover fare (trasporti, accudimento, organizzazione, scuola, riabilitazione, servizi e disservizi...) ...senza sosta, senza vacanza, senza permessi... sono sistemi esausti... nel dover correre dietro a... con la sensazione di non essere mai al passo, di aver dimenticato qualcosa, che si sarebbe potuto o dovuto fare di pi—... Se c'Š qualcosa da suggerire ai genitori non Š certo quello di fare di pi—, ma di fare qualcosa di diverso! C'Š il rischio che il sistema esausto diventi un sistema esaurito... il verbo del fare Š l'icona dei grandi... pi— i genitori fanno, pi— l'icona dei loro figli Š quello del dire, del parlare... se i grandi saturano lo spazio familiare con il loro fare, rimane poco spazio perch‚ altri possano fare... Diapositiva n. 6 Fare meno... Ô una provocazione, ma c'Š del vero... i genitori fanno tantissimo... e su questo versante il livello di autostima potrebbe o dovrebbe assestarsi su livelli molto alti sia in termini soggettivi, che di riconoscimento oggettivo... ma il bilancio incomincia a sfumare verso il rosso, quando con il passare degli anni realizzano che i figli continuano, perseverano nel fare o non fare le stesse cose... ad un certo punto sembra che facciano troppo poco, mentre Š aumentato il loro parlare e "pretendere"... il fare genitoriale diviene scontato, ovvio, disconosciuto, dovuto, preteso. I genitori dei bambini disabili sono organizzatissimi, in termini oggettivi, fanno in un'ora ci• che altri genitori fanno in una giornata, la giornata Š programmata e gestita in termini manageriali... il bilancio in rosso del valore delle proprie azioni aumenta quando i genitori riflettono su quanto sono riusciti a trasmettere ai figli in termini di competenze, abilit…, di saper fare... il bilancio in rosso aumenta non perch‚ il quadro dei figli Š peggiorato, ma semplicemente perch‚ non Š cambiato, si Š stabilizzato... ma non Š aggiornato e arricchito... a mala pena il capitale delle energie investite viene preservato dall'inflazione usurante della quotidianit…, risultando inadeguato in termini attuali. Spesso non Š che loro (i figli) sono peggiorati... Š che noi siamo pi— stanchi e un po' meno giovani. Il fare degli adulti non aiuta sempre ed automaticamente ad incrementare un maggior fare dei piccoli! Diapositiva n. 7 [Inserire foto 06.jpg] Fare con... Nello specifico della disabilit… visiva, la condivisione operativa, cioŠ... il fare con... il fare assieme... il condividere..., ha una potenza inaudita come motore di apprendimento/insegnamento di abilit…, competenze, esperienze... lasciar fare... suggerire, spronare, incentivare, gratificare, facilitare, provocare, pretendere... quanto chiediamo in termini di partecipazione attiva e condivisa alla conduzione delle micro azioni che compongono la giornata... incominciare a chiedere... potrebbe aiutare i figli ad attivare processi di "potenziamento compensativo" come attivazione pluridimensionale e plurisensoriale che "potrebbe consentire un adattamento tattile-cinestesico-acustico pi— accomodato e coordinato alle caratteristiche della realt… circostante e favorire, cosŤ, un'esperienza emozionale pi— differenziata ed armonica" (Mario Mazzeo). Immagine: Una griglia del tipo casellario Romagnoli. Le mani di un bambino tengono un cilindro e sono avvolte dalle mani di un adulto. Assieme cercano di infilare il cilindro nell'incastro. Diapositiva n. 8 [Inserire foto 05.jpg] Lasciar provare... In occasione di una provocazione ambientale (problema), ciascuno di noi cerca di attivare funzioni, strategie... attingendo ad un bagaglio di esperienze nella speranza che queste funzionino anche nell'occasione presente... le strategie e le strumentalit… di probabile soluzione sono tanto pi— numerose quanto pi— variegata Š l'esperienza che possediamo... esperto Š colui che ha familiarit… con l'errore, l'esperto conosce gli errori e proprio perch‚ li conosce non li teme... pi— noi facciamo, meno l'altro matura esperienza... e meno probabilit… ha di crescere, facendo tesoro degli errori... Immagine: Le mani di un bambino sono in movimento mentre cerca di sovrapporre dei cubi. Diapositiva n. 9 Iniziare... Pi— l'altro Š inesperto, pi— alto Š il rischio di insuccesso... iniziamo a lasciare uno spazio, fisico e psicologico, personale di azione, esplorazione, ricerca...dove poter provare, sperimentare, giocare... Iniziamo a far fare, iniziamo a chiedere! Immagine: Due sorelline di diversa et…. Assieme cercano di far rotolare una grande palla. La maggiore (vedente) mostra alla piccolina (non vedente) come fare. Diapositiva n. 10 [Inserire foto 02.jpg] Termometro del fare... Come faccio a misurare il percorso verso l'autonomia... Possiamo porci delle domande di questo tipo: Quanto utilizzo le occasioni quotidiane per fare assieme le cose? Quanto chiedo che faccia o collabori a fare le cose? Dedico del tempo per imparare/insegnare a fare? Lascio il tempo sufficiente per imparare/insegnare a fare? Immagine: Un bambino cerca di far rotolare una grande palla mentre la mamma, davanti e poco pi— distante, lo sollecita. Diapositiva n. 11 Mentre cerca di fare qualcosa... Quanto spazio riesco a lasciare affinch‚ il suo fare possa nascere ed espandersi? Quanta pazienza ho mentre cerca di fare? Quanto riesco a stare con le mani in tasca? Quanto riesco a stare zitto? Quanto accetto che faccia le cose diversamente da come le faccio io? Quanto lascio le cose cosŤ come le ha fatte o non le ha fatte? Immagine: In una scuola una bambina sale le scale utilizzando il bastone bianco. Bidella e maestra osservano in silenzio. Diapositiva n. 12 [Inserire foto 04.jpg] Cosa fare... Fare cose quotidiane; quelle piccole insignificanti "faccende" che riempiono la nostra giornata e che ci fanno dire che siamo stati bravi, perch‚ ne abbiamo fatte molte. Ô nel quotidiano ripetersi degli eventi e dei gesti che ciascuno si appropria progressivamente di uno spazio di maggiore autonomia... dove autonomia diviene anche il poter fare senza che... qualcuno ci suggerisca o ci stia con il fiato sul collo... Immagine: Un bambino cerca di indossare una maglia. Diapositiva n. 13 [Inserire foto 03.jpg] Fare per dare e ricevere... "Questo per me conta... Saper fare una cosa (che pu• essere anche una torta, un mazzo di fiori, una carezza), trasmettendo la gioia di questo fare... Qualcuno dice che in questa gioia del fare bisogna metterci il cuore..." (Edgarda Ferri) Immagine: Un bambino porge dei fiori alla mamma. Corrado Bortolin Psicologo e Istruttore di Autonomia Personale e di Orientamento e Mobilit…