COME I GENITORI POSSONO AIUTARE I FIGLI CON DISABILIT· VISIVA AD AFFRONTARE LA CRISI ADOLESCENZIALE Riccardo Chiarelli L'adolescenza Š un lungo processo di crescita, l'ultimo prima dell'ingresso nell'et… adulta, i cui limiti temporali sono incerti. L'inizio Š facilmente databile e coincide, con l'avvento della pubert…, caratterizzato da una serie di modifiche corporee piuttosto evidenti. Ma la fine di questo processo rimane poco determinata e negli ultimi decenni assistiamo ad un graduale, ma costante dilatazione del periodo adolescenziale, che a volte sembra interminabile, almeno nei paesi occidentali. I traguardi, per•, da raggiungere, attraverso importanti trasformazioni interiori, sono gli stessi delle precedenti generazioni: l'organizzazione della personalit…, la costruzione dell'identit… personale e sessuale, la coscienza morale e gli ideali, la realizzazione delle proprie potenzialit…, l'amicizia, l'amore, il lavoro. Questo itinerario psicologico riguarda tutti e, naturalmente, anche i ragazzi/e con minorazione visiva. Secondo la mia personale esperienza, il cammino verso la separazione-individualizzazione di s‚ costituisce la vicenda emotiva pi— tormentosa e complessa dell'intero processo adolescenziale per i ragazzi/e con disabilit… visiva. Quando i ragazzi/e si trovano al termine della loro fanciullezza, si prospetta loro un mondo, fisico e sociale, piŁ ampio e meno protetto che in passato. Loro lo sanno, sanno che li aspettano modifiche, sia interiori, sia relative al mondo esterno, che sar… sempre meno protetto e che far… nuove e pi— complesse richieste, che si attender… una maggiore autonomia personale, sociale, di pensiero, una maggiore responsabilit…. Sono consapevoli che dovranno fare sempre pi— riferimento alle proprie risorse e sempre meno dipenderanno dalla famiglia. Questi momenti di cambiamento evolutivo spesso hanno un corrispettivo nel mondo esterno delle istituzioni. Mi riferisco a passaggio alla scuola media (parallelo all'accesso alla prima fase dell'adolescenza) e a quello alla scuola media superiore (che corrisponde grosso modo all'ingresso nella piena adolescenza). La prospettiva di questi passaggi Š generalmente accolta con una certa apprensione. Il passaggio all'adolescenza, segnalato dall'acquisizione di nuove funzioni, fra cui una maggiore intenzionalit… e la capacit… di preoccuparsi per s‚ e per gli altri, determina l'insorgere, sia nei figli che nei genitori, di emozioni contrastanti: desideri, eccitazione, aspettative, ma anche ansie, paure. La prevalenza delle une sulle altre varia da persona a persona, da famiglia a famiglia. L'ingresso a questa nuova fase evolutiva comporta il riaffiorare, nella mente dei genitori, di angosce non nuove, perch‚ gi… sperimentate in maniera drammatica a suo tempo in occasione della nascita del figlio. Riemerge il dolore, sotteso dal timore di fondo che il proprio figlio, in quanto minorato della vista, possa non farcela, possa non essere in grado di affrontare il nuovo livello di crescita. Sono dubbi che assillano, che insorgono gi… quando il loro bambino si sta avvicinando alla pubert…, ma che gi… anni addietro ogni tanto comparivano in occasione di quelle proiezioni sul futuro dei propri figli che spesso i genitori fanno. Le modifiche fisiologiche della pubert… che procurano ai ragazzi/e nuove spinte istintuali (sessuali, aggressive) e che all'inizio creano incertezze in loro circa la direzione che prenderanno i loro impulsi sessuali, suscitano particolari ansie e preoccupazioni nei genitori. Spesso si chiedono: "Chiss… come sar… la "loro" sessualit…?!", quasi a intendere tacitamente che potrebbe essere altra cosa dalla propria, quando erano adolescenti. In realt… non c'Š nulla che ci induca a ritenere che lo sviluppo sessuale di un ragazzo/a con disabilit… visiva sia diverso da quello dei suoi coetanei vedenti. Le differenze sono solo individuali. Per• di frequente, in messaggi che sovente rimangono tra il detto e il non detto, i genitori lasciano trapelare i loro reali timori piŁ intimi. Timori che il loro figlio maschio, in quanto cieco, possa essere impotente o che la figlia femmina non possa avere alcuna capacit… attrattiva. Se Š vero che attraverso uno sguardo reciproco passa una carica di eccitazione in presenza di forze seduttive (il buon Freud considerava l'occhio e lo sguardo potenziali zone erogene) e se Š altrettanto vero che la vista di un corpo sensuale pu• essere eccitante, analogamente all'esporre il proprio corpo alla vista altrui, occorre ricordare che l'eccitabilit… non si gioca tutta attraverso la vista. Anche tra i vedenti c'Š chi privilegia di pi— il vedere e chi meno. Nei numerosi colloqui che nel corso degli anni ho avuto con ragazzi e ragazze non vedenti Š emerso chiaramente come la voce e la parola rappresentino il veicolo privilegiato di iniziali cariche attrattive e, in misura minore, gli aspetti olfattivi (i profumi servono anche a risaltare la nostra sensualit…). Ovviamente il contatto corporeo rappresenta un passaggio successivo. Non dico certo nulla di nuovo se affermo che il tono e la melodia di una voce possono essere molto seduttivi, cosˇ come anche le parole. E poi, cosa pi— importante, attraverso le parole ed i contenuti verbali (ma anche i silenzi) noi apprendiamo molto dell'altro/a e potremmo anche innamorarcene. A volte l'idea segreta dei genitori Š un'altra: essi possono avere l'intima convinzione che, mancando la vista, sia assente ogni controllo dell'istintualit…. Naturalmente questi sono tutti pre-concetti, sottesi da fantasie inconsce che si tramandano di generazione in generazione. Per• dobbiamo gradualmente liberarcene e lasciare prevalere il nostro pensiero razionale, che ci aiuta a renderci conto che la questione dell'amore sottost… alle stesse leggi psichiche e biologice sia per i vedenti che per i disabili visivi. Se un giovane minorato della vista ha dei problemi circa il suo sviluppo sessuale, questi per lo pi— dipendono dall'intera storia del suo percorso evolutivo e da possibili interferenze che hanno creato ostacoli o distorsioni. Se tali problemi hanno un qualche legame con la disabilit… visiva, questo legame non Š diretto, ma dipende dal significato che stato immesso sulla cecit…. Negli adolescenti con minorazione visiva il processo di distacco dalle rappresentazioni infantili delle figure genitoriali Š generalmente pi— prolungato e fonte di maggiore ansia (Š ovvio che "generalmente" non vuol dire sempre e comunque). Questa difficolt… Š solo in parte attribuibile alle limitazioni specifiche della disabilit… visiva, cioŠ la minor capacit… di controllare e padroneggiare il mondo esterno, anche fisico, che a questa et… si fa pi— esteso e con meno riferimenti sicuri e che spiega la necessit… di mantenere un po' pi— a lungo la dipendenza, ma soprattutto di trovare strategie adatte affinch‚ il ragazzo/a si prepari ad affrontare la '"nuova vita" in modo pi— autonomo. La difficolt… a separarsi, all'autonomia che spesso si osserva Š il pi— delle volte dovuta a inibizioni, timori, incertezze che il ragazzo/a si porta con s‚ da tempo, magari dai primi anni di vita, quando i primi distacchi, i primi allontanamenti, le prime spinte all'esplorazione erano troppo timide, piene di paure e magari non trovavano un ambiente sufficientemente facilitante. Durante il periodo adolescenziale dei propri figli disabili della vista, spesso i genitori fanno sentire i loro dubbi, i loro timori. In genere desiderano la crescita, l'autonomia dei figli, ma hanno anche paura. Temono le insidie del mondo esterno, la violenza (droga, aggressivit…, abusi sessuali, depravazioni morali ad opera di conoscenze infide, ecc.), che esistono, fanno parte della nostra realt…. Pensano che i loro figli, in quanto minorati della vista possano essere pi— vulnerabili, pi— esposti a tali insidie. Il percorso interiore verso la separazione presuppone l'abbandono graduale dei vecchi punti di riferimento, cosŤ rassicuranti in passato, e l'investimento dei propri interessi su figure esterne (personaggi idealizzati, adulti di ambienti extrafamiliari, amicizie, gruppi, innamoramenti) e ci• spiega come i sentimenti predominanti di un adolescente, in piena fase adolescenziale, siano rappresentati sia da tristezza, noia, solitudine da un lato (in relazione alla perdita, l'addio all'infanzia e all'immagine dei genitori che essi avevano quando erano bambini, l'abbandono dei vecchi valori), sia da infatuazioni, innamoramenti, desiderio di libert… dall'altro, in rapporto alla ricerca di nuove relazioni, alle prime esperienze d'indipendenza. Molti adolescenti con disabilit… visiva hanno evidenti difficolt… a trovare nuovi legami, a causa di una maggiore problematicit… ad inserirsi, ad esempio, in gruppi spontanei di coetanei (specie vedenti). Questo si verifica vuoi per l'assetto personale del ragazzo/a, vuoi per la non sempre disponibilit… di gruppi di vedenti ad accogliere al loro interno un ragazzo/a con minorazione visiva (a volte proprio per i limiti d'indipendenza di quest'ultimo), vuoi per i timori genitoriali circa le esperienze extrafamiliari del loro figlio/a. Un ragazzo/a con minorazione visiva, come gi… accennato, ha maggiore difficolt… a sostenere ed elaborare la perdita dalle immagini genitoriali infantili per via della dipendenza che per certi aspetti (ad esempio l'accompagnamento) si perpetua e di cui ha bisogno. Molti di loro vivono le limitazioni connesse al deficit visivo come fortemente inibenti. La spinta verso l'autonomia pu• ridursi o arrestarsi per il timore del confronto con gli altri (vedenti). L'indipendenza pu• essere percepita un pericolo e ci• pu• indurli a permanere a lungo, troppo a lungo in una dipendenza infantile. I genitori debbono stare molto attenti ad evitare di allearsi troppo con i bisogni di dipendenza dei loro figli, anche se ci• pu• rassicurarli del fatto che in questo modo essi non corrono alcun pericolo. Sar… necessario, invece, incoraggiarli, dar loro fiducia, far capire che ci si fida delle loro capacit… ad affrontare il mondo esterno, aiutarli a comprendere che ci• che Š extrafamiliare non Š poi cosŤ pericoloso e che ci• sono anche aspetti piacevoli di cui si pu• godere. Ô bene che il genitore sappia che anche nei figli pi— timorosi alloggia sempre il desiderio di essere autonomi, anche se nascosto. Non sto negando che nel mondo esista il pericolo, l'insidia sessuale, la violenza, la droga, ecc. Certo che esistono queste cose ed Š giusto proteggere i nostri figli. Ma iperproteggerli Š un'altra cosa, ci• limita la crescita e, a dispetto della tranquillit… iniziale, se caso mai dovessero poi trovarsi all'improvviso senza adeguata protezione a dover gestire un qualunque imprevisto, anche banale, che la vita riserva, allora sŤ che potrebbero trovarsi in grande difficolt…. Oltretutto Š bene considerare che se Š legittimo pensare che l'assenza o la forte riduzione della vista priva "in parte" il ragazzo/a delle possibilit… di controllo anticipatorio e quindi dell'opportunit… di difendersi - questa Š la preoccupazione di quasi tutti i genitori - questo Š vero, sŤ, ma sottolineo "in parte". Infatti un ragazzo/a "gradualmente" abituato a relazionarsi in tempo con un ambiente fisico e sociale sempre pi— vasto, acquista degli strumenti che lo aiutano a fare delle previsioni su ci• che lo circonda. Mi si obietter… che non Š la stessa cosa che vedere. Ci• Š innegabile. Ma da certi pericoli ci si difende pi— con le armi della maturit… psichica che ci aiuta a tenerci alla larga da insidie e a scegliere compagnie affidabili e per questo non Š imprescindibile vedere, anche perch‚ l'"Uomo nero" (in senso metaforico) non Š sempre riconoscibile per le apparenze visive, giacch‚ spesso si aggira sotto le piŁ svariate spoglie. D'altra parte ho conosciuto situazioni piuttosto complesse e difficili da risolvere: ragazzi/e non vedenti, anche con et… cronologicamente avanzata, che mostravano ostinata persistenza in una situazione di dipendenza infantile e che esprimevano la loro conflittualit… verso i genitori se questi non soddisfacevano i loro bisogni di dipendenza come facevano in passato. In questi casi i genitori si sforzavano di sospingere i figli verso esperienze sociali e di autonomia, ma senza alcun risultato, incontrando invece la loro ostilit… nel difendere il loro bisogno-diritto di dipendere. Spesso questi ragazzi nutrono rancore verso la loro condizione, senza averne piena consapevolezza. Questi casi necessitano di un aiuto specifico. Ovviamente non tutti i ragazzi/e con minorazione visiva presentano problemi cosŤ accentuati, tuttavia le difficolt… cui ora ho accennato non sono affatto rare. Altri adolescenti, invece, mostrano avere un atteggiamento molto diverso, affermano con vigore la legittimazione della loro autonomia e si rivelano intolleranti a forme di dipendenza che l'ambiente (famiglia in primo luogo) propone loro. Verso il mondo degli adulti possono assumere atteggiamento di sfida, che per• ha un valore peculiare, quello legato alla necessit… primaria di ricerca di un'identit… personale, indipendente e separata da quella dei genitori. Attraverso l'opposizione essi cercano di elaborare il proprio distacco dalle figure genitoriali. Per "distacco" non si intende di necessit… un allontanamento fisico o un troncare di netto i rapporti con la propria famiglia (anche se a volte ci• si verifica), bensŤ una trasformazione della qualit… di entrare in relazione con i genitori, nel senso che essi non possono piŁ essere percepiti dal figlio/a come i genitori di un tempo, quando lui/lei era bambino e da loro dipendeva. Ora questi ragazzi debbono contestare le regole e i modi di pensare in famiglia. Anche questo Š adolescenza. I genitori, in questo caso, si trovano a vivere due tipi di sentimenti contrastanti, piŁ o meno in equilibrio fra loro, o con evidente prevalenza dell'uno sull'altro: l'orgoglio per un figlio che cresce, che ha il vigore di contestare e che aspira all'autonomia; il dolore per la perdita di un bambino, il loro bambino che ora non c'Š piŁ. Diventa in ogni caso particolarmente importante un approccio educativo volto a favorire l'esperienza sociale, anche perch‚ il senso di appartenenza ad un gruppo ha un particolare significato per un adolescente, in rapporto alla ricerca e alla definizione della propria identit…, in un periodo della vita caratterizzato da continue trasformazioni. Un soggetto con disabilit… visiva in et… evolutiva pu• manifestare una tendenza a "ripiegarsi su di s‚" di fronte a situazioni frustranti, o che comunque generano ansia, in assenza di un sufficiente supporto ambientale. Ci• pu• verificarsi in vari periodi dello sviluppo, ma in particolare nei primi anni di vita. Tuttavia anche in adolescenza non Š affatto raro osservare ragazzi/e minorati della vista che spesso ricorrono ai cosiddetti ciechismi (dondolii, movimenti ripetuti del capo, ecc.), che hanno vario significato, ma che spesso sono una risposta ad una situazione di tensione che trova sollievo attraverso il ripiegamento sulla corporeit…. Il ripiegamento su di s‚ (nei suoi aspetti corporei e psichici) rappresenta un atteggiamento frequente in risposta alla solitudine. Occorre per• distinguere un ritiro in s‚ come segnale di fuga dal mondo esterno, sociale, dal graduale costituirsi, invece, di uno 'spazio psichico privato', intimo. Questo Š l'espressione di un fisiologico lavorio interiore connesso alla ricerca e alla strutturazione di una propria identit…. Ô anche indice di un bisogno di distacco dalle figure genitoriali. Ô in ogni caso preparatorio ad una nuova capacit… di entrare in relazione. L'identit… di un adolescente Š molto precaria, perch‚ Š in formazione. I ragazzi/e non sanno bene cosa sono, nŠ cosa diverranno. Aspettano. E poichŠ ogni cosa di s‚ Š in sospeso, si sentono inconsistenti. Il costituirsi di un'area privata, segreta, Š subito avvertito dai genitori, che entrano in allarme. Si accorgono che perdono il controllo del loro figlio, non sanno cosa gli frulla nella mente. I silenzi sono avvertiti con grande angoscia, perch‚ subito si fa strada nella loro mente l'idea terribile di una infelicit… legata alla minorazione, l'idea che il figlio sia depresso o che si stia isolando, magari per sempre. La reale o presunta sofferenza del figlio risveglia il dolore genitoriale, in verit… mai sopito, che spesso necessita di essere sconfermato dalla vitalit… del figlio e se questi non si mostra attivo e vitale Š fonte di sconforto. In realt… la scarsa voglia di comunicare in famiglia che pu• comparire in questo periodo e i relativi silenzi, non debbono essere necessariamente letti in chiave di patologia, in quanto possono essere espressione di crescita. E poi una quota depressiva transitoria Š presente in ogni adolescente, vedente o non vedente; non si realizza il distacco senza un minimo di tristezza. Moltissimi adolescenti mi hanno espresso la loro nostalgia di quando erano fanciulli. Nella formazione della "immagine di s‚", per ogni adolescente Š molto importante il confronto con i coetanei. Soprattutto emerge la preoccupazione per la propria maturit… sessuale (caratteri maschili e femminili). I cambiamenti corporei rivestono grande importanza nella percezione di s‚ e la presenza di una minorazione gioca un ruolo importante nel confronto con gli altri e obbliga a riflettere su ci• che si pu• e non si pu• fare. Ô questo un quesito universale per gli adolescenti, ma assume particolare rilevanza in presenza di un deficit visivo. Vengono saggiate le proprie potenzialit… (intellettive, fisiche) e si fanno i conti con i propri limiti, conti che a volte sono dolorosi. Fare i conti con la propria minorazione Š un'operazione necessaria. Questa operazione comporta dolore, Š inevitabile, non ci sarebbe crescita altrimenti. Ô bene che i genitori lo sappiano e sappiano anche che il dolore del figlio non Š necessariamente catastrofico, perch‚ spesso Š un dolore contenibile. I genitori non debbono lasciarsi scoraggiare se il figlio fa qualche accenno alla sua disabilit… e magari si percepisce in lui un certo sconforto o rabbia. Perch‚ questo non dovrebbe accadere? Ô naturale che accada. So che il legame tra figli e genitori Š talmente profondo che il dolore dei figli Š anche dolore dei genitori, per• posso dire che per un figlio pu• essere corroborante sentire che i suoi genitori "tengono". A volte un figlio non pu• permettersi di parlare della sua minorazione o degli affetti relativi, non solo perch‚ Š un fatto personale, e lo Š senza dubbio, ma anche perch‚ intuisce chiaramente che i suoi genitori cadrebbero in angoscia e questo Š troppo da sostenere. In adolescenza la stima di s‚ Š piuttosto precaria e frequentemente si osserva una continua oscillazione tra vissuti euforici, di sovrastima e vissuti di sconforto, depressivi, di sottostima. Autovalutazioni poco realistiche sono di frequente osservazione tra i ragazzi/e con disabilit… visiva. Un eccesso di sottostima di s‚ (a volte con autocompianto) comporta il rischio di rinunciare a molte possibilit…; viceversa ci sono ragazzi/e che non tengono in debito conto le limitazioni che la minorazione visiva comporta, sotto la spinta del forte desiderio di essere in tutto e per tutto come i vedenti. In molti casi manca, o Š carente, la "fiducia" in s‚, che a volte pu• accompagnare l'individuo tutta la vita, compromettendo gran parte delle sue scelte. In rapporto all'ingresso nel mondo pi— esteso extrafamiliare il ragazzo/a deve a fare i conti con la sua minorazione, ogni volta che si trova in una situazione non sperimentata prima e che richiede nuovi adattamenti. La presenza di una positiva percezione di s‚ e di sufficiente autostima facilita l'integrazione del ragazzo/a (almeno per quello che sar… il suo contributo) in un gruppo sociale. In caso contrario potr… prevalere la convinzione, o il sospetto, che siano gli altri (i vedenti) a non accettare la minorazione e il soggetto disabile, e allora sar… difficile potersi integrare nel gruppo (per quanto riguarda il contributo del soggetto naturalmente). Ovviamente anche gli altri, cioŠ i coetanei vedenti, potranno avere facilit… o difficolt… ad accogliere nel gruppo il compagno cieco. Questo Š un aspetto su cui riflettere, perch‚ una delle maggiori preoccupazioni di un genitore Š che il propiro figlio/a entrando in spazi sociali allargati, meno protetti, quali sono gli spazi adolescenziali, possa subire il rifiuto degli altri (i vedenti), possa non essere in grado di sostenerne il confronto. In realt… occorre sempre distinguere se questa sia una effettiva difficolt… che appartiene al ragazzo (in questo caso va sostenuto, incoraggiato) o sia una preoccupazione squisitamente genitoriale. Allora i genitori andrebbero aiutati ad osservare con occhi diversi il loro figlio, mostrare loro che quel figlio non Š poi cosŤ vulnerabile come essi temono, che un eventuale rifiuto, ammesso che ci sia, pu• essere da lui sostenuto con una quota di dispiacere perfettamente sopportabile. Ma in fondo poi la vita che cos'Š? Senz'altro contempla a volte anche il rifiuto. Non dobbiamo dare per scontato che un ragazzo in quanto disabile visivo debba perci• stesso essere rifiutato. Se ci• poi si verifica non deve essere motivo di rinuncia ad affrontare la vita. Ci sar… sempre un altro ambiente, un altro gruppo migliore. Circa la paura del confronto, se questa inibisce il ragazzo e lo porta ad evitare le relazioni, occorre aiutarlo a trovare la fiducia in s‚ che non ha e ad elaborare i vissuti circa la propria disabilit…. Se invece Š soprattutto un timore dei genitori, Š necessario lavorare con loro per capire insieme quanta fiducia essi ripongono sul loro figlio/a e magari far notare loro che lui/lei Š perfettamente in grado di trovare un equilibrio dentro di s‚ nel computo delle vittorie e delle sconfitte, dei limiti e delle virt—. Ma c'Š anche un altro motivo che provoca inquietudine nei genitori, a volte inconfessata anche tra loro stessi, il timore che il proprio figlio s'imbatta con la piet… degli altri. Una grave ferita questa, che suscita rabbia e angoscia. Un figlio che si sposta da solo, o comunque senza la protezione genitoriale, si trova ad essere pi— esposto direttamente a questa spiacevole evenienza. Questo Š, o meglio soprattutto era, il motivo per cui ai figli ciechi era impedito, o molto ridotto, il contatto con l'esterno. Un tentativo di evitare di mostrare il marchio di "cieco", un marchio infamante. Per quel che mi risulta ci sono state grandi modifiche negli ultimi decenni - e vuoi per l'inserimento di tutti i bambini nella scuola dell'obbligo, vuoi per una accresciuta sensibilit… i bambini con disabilit… visiva sono sempre pi— inseriti nel contesto sociale. Questo non vuol dire per• che le paure e le angosce al riguardo siano sparite. Proprio recentemente la madre di un bambino non vedente, tra le lacrime, mi ha espresso la sua preoccupazione relativa al fatto che il figlio, di lŤ a qualche anno, avrebbe potuto spostarsi da solo. Ci• l'avrebbe esposto alla gente e tutti avrebbero potuto rendersi conto della sua cecit… (il modo di camminare, il bastone bianco), avrebbe suscitato piet…. Giorni prima le era accaduto, passeggiando con il figlio, di incontrare una vecchina del paese, la quale, mossa a compassione per la cecit… del bambino, le aveva promesso che avrebbe tanto pregato affinch‚ il buon Dio permettesse a un raggio di luce di illuminare gli occhi di quel poveretto. Ci•, comprensibilmente, aveva suscitato nella madre una forte carica di rabbia e di dolore, stava quasi per rispondere male a quella donna e aveva subito trascinato con s‚ il figlio, allontanandosi prontamente. Pi— tardi il figlio le avrebbe consigliato l'opportunit… di girare alla larga se avessero incontrato di nuovo quella vecchia per evitare storie. In questo racconto peraltro emergeva come il bambino, non ancora adolescente, avesse assunto un atteggiamento pi— sereno rispetto alla madre e avesse tentato di tranquillizzarla. Con il trascorrere del tempo, gradualmente il processo adolescenziale giunge al termine. Ci• si verifica se il decorso evolutivo Š stato regolare e non ci sono stati ostacoli alla crescita. In questo caso il giovane risulter… sempre pi— in grado di gestire in modo sufficientemente armonico la propria istintualit…, gli ideali, le istanze morali e il rapporto con il mondo esterno, sociale sar… pi— realistico e adattativo. Saranno pi— stabili l'identit… sessuale e la consapevolezza di s‚. L'autostima sar… pi— realistica; avendo trovato un soddisfacente adattamento interiore rispetto al suo problema visivo, nel senso che rimane sempre e comunque un problema, ma il dispiacere che procura Š gestibile e non inibisce l'individuo nel suo percorso di vita. Tuttavia in molte circostanze pu• esserci una certa riluttanza ad ultimare il corso della propria adolescenza, soprattutto a causa della difficolt… a risolvere il problema della dipendenza-indipendenza per la paura (che spesso coinvolge anche i genitori) di affrontare la vita. In alcuni casi viene semplicemente rimandata l'applicazione di certi propositi, in altri, invece, manca una progettualit…, a testimoniare una individualizzazione di s‚ non ancora raggiunta. Ci• comporta un prolungarsi indefinito dell'adolescenza. La qualit… dell'immagine di s‚ di un giovane con minorazione visiva Š molto importante in relazione alle prospettive lavorative. Ovviamente questa Š una considerazione che vale per ognuno di noi. Una percezione di s‚ realistica e soddisfacente faciliter… prospettive lavorative pi— attinenti alle esigenze e risorse personali. Purtroppo fra i giovani con disabilit… visiva non sempre si realizza una valutazione di s‚ adeguata alle reali caratteristiche. Allora Š osservazione frequente il ripiegare verso lavori nettamente al di sotto delle possibilit… del giovane, o al di fuori dei suoi interessi, solo perch‚ Š pi— sicuro. Questo accade in quanto un lavoro sicuro e poco impegnativo (rispetto alle possibilit… del soggetto) Š meno rischioso, nel senso che richiede un minore sforzo adattativo e prolunga la condizione protettiva. Un lavoro pi— consono alle esigenze personali, ma pi— rischioso in termini di adattamento, pu• suscitare timori nel giovane e/o nella sua famiglia a causa delle maggiori incertezze conseguenti ad una scarsa fiducia sulle capacit… di realizzazzione autonoma. Pu• anche accadere il contrario, anche se questa seconda eventualit… Š meno frequente. CioŠ a causa della persistenza di un diniego dei propri limiti, che pu• riguardare sia il giovane che la sua famiglia, ci si ostina a perseguire prospettive di studio o di lavoro assolutamente inopportune. Capisco che non Š sempre facile avere una sufficiente serenit… da poter valutare realisticamente le proprie potenzialit… (da parte di un giovane) o quelle del proprio figlio (da parte di un genitore), perch‚ s'inserisce sempre un particolare coinvolgimento emotivo, accentuato dalla presenza della minorazione. Tuttavia Š questa la strada da seguire e se si ha l'impressione di non farcela, occorre assumere il coraggio di farsi aiutare. Sono perfettamente consapevole di non essere stato esaustivo, perch‚ innumerevoli sono le situazioni di vita, gli episodi, le domande e i dubbi. Spero tuttavia che le cose esposte possano in qualche modo essere fruibili. Riccardo Chiarelli neuropsichiatra, psicoterapeuta, psicoanalista