CONCLUSIONI Tommaso Daniele Il compito di trarre le conclusioni di questo incontro Š particolarmente arduo. Per raccogliere le provocazioni che sono venute dalle relazioni e dagli interventi sarebbe, infatti, necessario disporre di un tempo ben maggiore di quello che ci rimane. Proprio l'eccellenza di questo nostro incontro mi fa dire che, senz'altro, l'Unione Italiana dei Ciechi dedicher… un altro dei suoi convegni alle problematiche di Voi genitori. Abbiamo ascoltato la Vostra voce, voce che Š stata, naturalmente, diversa da Regione a Regione, da situazione a situazione. Non poteva che essere cosŤ, dal momento che ogni ragazzo Š un individuo ed un universo a s‚. La situazione dei ragazzi con problemi di vista varia, anche profondamente, a seconda che essi siano ciechi assoluti, ipovedenti gravi o ipovedenti lievi, che abbiano o meno minorazioni aggiuntive e che le ulteriori minorazioni siano sensoriali, motorie o psichiche. Pretendere di dare risposte univoche a situazioni tanto diverse e complesse Š, semplicemente, impensabile e noi, di fatto, non abbiamo mai pensato che di poter offrire, in questa sede, soluzioni valide per tutti. Quello che desideravamo era dare a Voi genitori la possibilit… di parlare chiaramente, senza rete e senza reticenze, come di fatto Š, a mio parere, accaduto. L'estremo interesse delle Vostre testimonianze e delle Vostre riflessioni conforta l'intuizione, che avemmo dieci anni fa, di accoglierVi in un movimento interno all'Unione Italiana dei Ciechi. Francamente, mi aspettavo che la rete dei Comitati dei Genitori si sarebbe estesa pi— rapidamente di quanto Š accaduto. Molti Comitati Provinciali debbono ancora essere costituiti; molte zone sono ancora scoperte; molti vuoti debbono ancora essere colmati. Nella mia introduzione dicevo che questo incontro sarebbe dovuto servire a delineare degli obiettivi chiari e realistici, da perseguire insieme, Genitori ed Unione Italiana dei Ciechi, e a rafforzare il nostro reciproco rapporto, che Š, ripeto, essenziale. Abba diceva che abbiamo bisogno dei genitori. Nella lettera aperta, che Vi ho dedicata, ho scritto la stessa cosa ed anche che vogliamo che siate presenti nei Consigli Provinciali e nei Consigli Regionali dell'Unione Italiana dei Ciechi e che collaboriate alle nostre iniziative. Siete una componente importante, perch‚ condividete immediatamente la vita dei nostri ragazzi e potete censirne i bisogni e farvene portatori. Questi nostri lavori sono serviti, innanzitutto, a ribadire che il movimento dei genitori Š importante. Un altro elemento Š emerso: noi dell'Unione Italiana dei Ciechi non abbiamo ancora trovato il modo per informarVi, in modo semplice e diretto, delle nostre battaglie e dei nostri risultati. Per volont… del Comitato Nazionale dei Genitori, abbiamo creato un lista di discussione on line dedicata a Voi e alle Vostre problematiche; Vi abbiamo riservato uno spazio nel Corriere dei Ciechi; un'analoga opportunit… esisteva in Tiflologia per l'integrazione, prima del passaggio editoriale alla Biblioteca Italiana per i Ciechi; la nostra stampa associativa ed il nostro sito web sono a Vostra completa disposizione. Ci• nonostante, l'azione dell'Unione Italiana dei Ciechi non Vi Š ancora del tutto nota. In questa sede, avete formulato delle richieste, alle quali gi… da tempo stiamo tentando di rispondere. Il nostro potere, economico ed organizzativo, Š limitato. Non siamo in grado di risolvere direttamente le tante questioni connesse alla cecit… e alla ipovisione. Il nostro compito Š di tentare di promuovere gli interessi dei non vedenti italiani con delle azioni di lobbying. I nostri sforzi di influenzare le attivit… e le decisioni dei legislatori e degli amministratori sono tanto pi— produttivi, quanto pi— siamo numerosi e compatti. Per questo abbiamo bisogno di Voi, del Vostro sostegno e del Vostro soccorso. I problemi, che ci avete segnalato, ci sono tutti ben presenti. Quando si dice che una sede periferica dell'Unione Italiana dei Ciechi non si Š impegnata per ottenere un determinato corso di orientamento, si ignora, forse, che Š stata l'Unione Italiana dei Ciechi ad introdurre, in Italia, la cultura dell'orientamento e della mobilit…; gli istruttori italiani, che operano nel settore, si sono formati in corsi voluti e finanziati dall'Unione Italiana dei Ciechi. Lo stesso vale per i riabilitatori visivi. Si deve all'Unione Italiana dei Ciechi se, con la circolare 28 aprile 2003 del Ministro della Salute, Girolamo Sirchia, Š stato finalmente riconosciuto che la riabilitazione dei ciechi passa anche attraverso le azioni di recupero sociale e che, perci•, Š "dovere" delle AA.SS.LL. finanziare corsi di orientamento, di mobilit…, di autonomia personale, di formazione informatica e per l'inserimento lavorativo mirato. Si deve all'azione dell'Unione Italiana dei Ciechi, l'emanazione della legge n. 4 del 9 gennaio 2004, la legge Stanca, che reca le disposizioni che favoriscono l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici. Per dieci anni, l'Unione Italiana dei Ciechi si Š battuta per ottenere una norma che salvaguardasse il diritto della persona non vedente di fruire delle nuove tecnologie, fondate per l'80, il 90 per cento sulle immagini. Questo perch‚ eravamo seriamente preoccupati di poter rimanere esclusi dalla comunicazione informatica e telematica che Š, ormai, mezzo importante di informazione, di istruzione, di formazione professionale, di cultura, e, quindi, di integrazione sociale. Anche il problema della tempestivit… delle trascrizioni in Braille dei libri di testo scolastici Š ben noto all'Unione Italiana dei Ciechi e, se oggi i tempi di attesa si sono ridotti, Š perch‚ l'Unione ha chiesto ed ottenuto che la Biblioteca Italiana per i Ciechi costituisse il Consorzio del Braille. Allo stesso modo, L'Unione Italiana dei Ciechi ha chiesto ed ottenuto che la Biblioteca Italiana per i Ciechi si impegnasse a fornire i libri di testo anche a caratteri di stampa ingranditi e a creare una sezione informatica. Come si vede, i problemi, che qui ci sono stati prospettati, erano e sono al centro della nostra azione. Purtroppo, non abbiamo il potere di "esigere" dalle Istituzioni interventi rapidi e definitivi, che pure sarebbero necessari per far fronte ai numerosi e molteplici bisogni dei nostri ragazzi. Il nostro compito diventa sempre pi— arduo in questo tempo che Š stato ampiamente descritto come tempo difficile, tempo di riduzione della spesa sociale, di disimpegno istituzionale dai temi dell'handicap e della disabilit…, di indifferenza al valore della dignit… umana e ai valori di solidariet…. In questo momento cosŤ delicato, abbiamo bisogno di "Voi", per far sentire forte la nostra voce. Aggiungo che la nostra Unione vuole parlare non solo dei ciechi, ma anche degli altri disabili. Per questo motivo, ho accettato la Presidenza della F.A.N.D., la Federazione delle Associazioni Nazionali dei Disabili, e ho tentato di darle una visibilit…, un'anima, una concretezza che prima non aveva. Lo Statuto della Federazione prevede che la carica di Presidente sia coperta a rotazione ed io sto per passare la mano. Resto, tuttavia, fermamente intenzionato a creare un movimento unitario dei disabili. Il dialogo con la F.I.S.H., la Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap, Š gi… stato avviato. Ô chiaro che l'unit… dei disabili non si costruisce dall'oggi al domani. Ci sono degli ostacoli, delle barriere psicologiche, delle diffidenze da superare. In ogni caso, l'Unione Italiana dei Ciechi Š convinta che la disabilit… deve parlare con una sola voce e che questa voce deve essere rafforzata dalla solidariet… dei vedenti e, in primo luogo, dei genitori, nell'interesse dei ciechi adulti e, soprattutto, dei ciechi giovani. Come scrivevo nella lettera aperta, forse, cosŤ, il futuro dei nostri ragazzi avr… i colori della speranza. Tommaso Daniele Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi