PER ACCOSTARSI AL BAMBINO CON DISABILIT· VISIVA. "ALTRI OCCHI", UN DOCUMENTARIO DEL REGISTA GUIDO VOTANO Vincenzo Bizzi In un antico Istituto per bambini ciechi si gira un film. Federico e Matteo corrono verso la ricreazione in giardino. Altri compagni corrono con loro. Queste giovani comparse imitano lo slancio frenato del movimento e l'impegno nel percepire i riferimenti sensoriali non visivi che si ritengono caratteristici di chi non vede. Federico e Matteo non hanno bisogno di consigli, non recitano loro. Sono due bambini che non vedono davvero. Rappresentano se stessi e la condizione non voluta con la quale si devono confrontare in ogni istante della vita. Anche quando dormono, anche quando sognano. Ancor pi— quando si risvegliano e aprono gli occhi. Sono entrambi ciechi, ma su ognuno di loro la cecit… ha diversamente caratterizzato la crescita. Matteo e la sorellina Chiara, che cattura con una simpatia irresistibile, sono nati in questa condizione, Federico l'ha subita rapidamente quando aveva cinque anni. Rischio di danni diversi, certezza di uguale dolore, per loro e per chi li ama. Il tentativo di immaginare la condizione e il futuro di questi bambini pu• generare un sentimento di sgomento e di angoscia. A volte preferiamo sfuggire al confronto con la loro sofferenza. Questa fuga ci impegna cosŤ tanto da impedirci di ricercare una comprensione pi— profonda e meno pietistica delle loro sorprendenti risorse. Altri occhi sono di certo l'insieme compensativo delle abilit… sensoriali, motorie e immaginative che consentono a questi bambini di vivere, partecipare e conoscere con intelligenza e piacere, esprimendo pienamente la propria personalit…. Ma la cecit… Š, in un certo senso, una condizione difficile da guardare. Occorrono altri occhi per inseguire intuizioni e trarne riflessioni proficue. Altri occhi sono quelli del regista Guido Votano, che si Š accostato a questi bambini, alle loro famiglie, alla loro vita, con sguardo attento e senza preconcetti e ha colto emozioni, sentimenti e situazioni che coinvolgono e fanno riflettere. Genitori che s'interrogano su quanto Š loro capitato, non l'accettano ma si confrontano, tra alti e bassi, con le esigenze dei figli. Percepiscono i piccoli grandi segni dei loro positivi cambiamenti. Hanno il piacere di esserne co-protagonisti orgogliosi e ci• li aiuta in realt… a crescere insieme a loro. Federico e Matteo non si erano mai incontrati prima del film. Nell'approccio manca loro la possibilit… di una relazione di sguardi. Dapprima intuiscono la personalit… dell'altro dalla voce, dal tono, dal lessico, dai silenzi. Poi le mani si trovano, si sfiorano, giocherellano, ormai amichevoli. Negli spostamenti Matteo, cieco dalla nascita, Š pi— abile nel cogliere i riferimenti sensoriali dell'ambiente. Nel gioco con la palla Š Federico che facilita lo scambio, perch‚ sa correlare bene forza e direzione del tiro con la valutazione spaziale del contesto di gioco. Ognuno Š bravo in qualcosa e ognuno ha qualcosa da imparare dall'altro. Rapidamente si riconoscono, nascono fiducia e complicit… ludica. Ora sono amici e trascorrono le vacanze insieme. Frequentano scuole lontane, ma fruiscono di simili attenzioni educative e hanno potuto raggiungere abilit… adeguate all'et…. Dalle immagini del documentario riprese a scuola, si riconoscono le competenze magistrali e le attrezzature didattiche speciali che consentono a Federico e a Matteo di partecipare pienamente alla vita e alla programmazione di classe. Ma Š comunque bene evidenziare che il processo di integrazione di questi alunni, che oggi non sono pi— costretti a frequentare gli antichi Istituti speciali e sono giustamente partecipi della scuola comune, Š sostenuto ed Š reso possibile proprio dalle molte Istituzioni dei ciechi che offrono con la propria esperienza, consulenza, servizi educativi e strumenti per lo studio, insostituibili. La proiezione di "Altri occhi" merita, passo passo, commenti pi— estesi, poich‚ offre molti spunti di riflessione psicologica e pedagogica che torneranno utili per iniziative di sensibilizzazione e di formazione. Si esce dal documentario un po' diversi, non solo perch‚ si Š intuito meglio qualcosa di profondo, ma soprattutto perch‚ si ha la sensazione di poter dare, da subito, una mano con maggior naturalezza. Vincenzo Bizzi consulente tiflopedagogista Per qualunque informazione in merito alla distribuzione del documentario Š possibile contattare Orisa Produzioni Via Marsilio Ficino, 5 00136 Roma Tel.: 06.39750964 E-mail: info@orisa.it Web: www.orisa.it 3