ADOLESCENZA E MINORAZIONE VISIVA: LA PUBERT·, I CAMBIAMENTI FISICI, IL NUOVO VALORE DEL CORPO E IL PESO DELLA MENOMAZIONE [Abstract] L'articolo evidenzia il ruolo che la minorazione visiva riveste nella esperienza adolescenziale, delineando non solo le problematiche, ma anche le possibili soluzioni per superare i limiti ad essa connessi. [Fine Abstract] Barbara Muzzatti L'adolescenza Š quell'epoca della vita, compresa tra l'infanzia e la maturit…, in cui l'individuo si prepara ad assumere tutte le prerogative e le responsabilit… che la cultura a cui appartiene ritiene proprie della persona adulta. In altre parole, l'adolescenza Š un periodo di transizione, in cui il soggetto in crescita dismette, progressivamente, i panni del bambino immaturo, dipendente, affidato alla potest… e alle cure dei genitori, dedito principalmente al gioco e ai primi compiti assegnatigli dalla scuola, per vestire quelli della persona dotata di una propria identit… personale, autonoma, responsabile in prima persona delle proprie azioni, in grado di operare proprie scelte e decisioni, capace di prendersi cura di se stessa e dei figli che Š biologicamente in grado di generare. L'adolescenza Š quindi concepibile come un articolato processo; meglio: come una serie di processi, contemporanei e reciprocamente influenzantesi, coinvolgenti la dimensione corporea, cognitiva, sociale, comportamentale, personologica e finalizzati al pieno raggiungimento sia dell'identit… di adulto che dello status di adulto. Ad innescare questa complessa serie di cambiamenti Š lo sviluppo puberale. Lo sviluppo puberale Il termine pubert…, a cui fanno da sinonimo le espressioni preadolescenza e prima adolescenza, indica la fase iniziale dell'adolescenza, caratterizzata dalla comparsa dei tratti sessuali secondari e dalla maturazione sessuale. L'acquisizione di fattezze e funzionamento sessuali adulti porta con s‚, per la ragazza come per il ragazzo, vissuti ambivalenti connotati da gioia, preoccupazione, timore, vergogna. In particolare, la preoccupazione per la normalit… della morfologia e per la fisiologia dei propri organi, il timore di non riuscire a gestire in modo efficace e discreto il corpo sessuato e la conseguente vergogna sono stati emotivi pervasivi e molto frequenti, in grado di assorbire molta parte dell'energia psichica, sottraendola ad altri ambiti quali, ad esempio, la scuola. Nel caso della ragazza, inoltre, il periodo mestruale pu• divenire un periodo di maggiore saturazione psichica, ovvero un periodo in cui la capacit… di concentrazione e la perseveranza nello svolgimento di un compito possono risultare ridotte. La rassicurazione Š, indubbiamente, uno dei bisogni pi— importanti a cui sia i maschi che le femmine cercano costantemente soddisfacimento; il confronto con i coetanei Š il canale pi— sfruttato per ottenerla. Un secondo bisogno, indotto dai cambiamenti puberali, coincide con la sua conoscenza: anche per questo la risposta Š spesso ricercata nei pari, anche se dei buoni interventi di educazione alla sessualit… e all'affettivit… (purtroppo a tutt'oggi ancora molto rari) sarebbero la fonte di informazione, e indirettamente di rassicurazione, pi— auspicabile e raccomandabile. Infine, i cambiamenti fisici ed ormonali inducono un nuovo interesse per l'altro, inteso come possibile partner sessuale. Nonostante nelle societ… occidentali si registri un costante abbassamento dell'et… in cui gli adolescenti consumano il primo rapporto sessuale, di norma, il manifestarsi di un interesse sessuale risulta anticipato, rispetto al suo agito in un rapporto eterosessuale, di qui la necessit… di scaricare l'energia sessuale. L'attivit… sessuale autodiretta o, pi— raramente, episodici rapporti omosessuali (pi— frequentemente di gruppo) sono le modalit… di scaricamento di detta energia pi— esplicite, ma sono anche le pi— conflittuali, a causa della condanna morale che le investe, nonostante i loro tratti di transitoriet…, normalit…, innocuit…, utilit… per una propria pi— approfondita conoscenza. I cambiamenti corporei Come detto, la pubert… si connota soprattutto per la maturazione sessuale: tuttavia, non va trascurato il fatto che, in essa, prende avvio anche un generale accrescimento del corpo, accrescimento che riguarda l'intera adolescenza. In particolare, durante l'arco adolescenziale, maschi e femmine possono vedere la propria statura aumentare di 28 e 25 centimetri rispettivamente, registrano un consistente aumento ponderale, osservano una ridistribuzione delle masse grasse e di quelle muscolari e una modificazione dei tratti fisionomici. Anche questi cambiamenti, come quelli pi— strettamente legati alla genitalit…, possono indurre preoccupazioni e timore nei giovani, soprattutto se non sono informati dell'estrema variabilit… interindividuale di questi processi e di alcune loro peculiarit…, quali ad esempio l'alternanza nella crescita dei diversi distretti corporei. Inoltre, il repentino allungamento degli arti, cosŤ come la nuova potenza muscolare, pu• determinare esiti motori inattesi, pu• sfociare in scarsa coordinazione o destrezza, a loro volta causa di goffaggine, indolenza motoria, pigrizia. CosŤ, le disarmonie del volto e nel corpo (per esempio un naso troppo grande su un viso ancora infantile o dei piedi sproporzionati rispetto a delle gambe corte ed esili), come un'improvvisa maldestria, sono eventi transitori e del tutto normali in un corpo che cresce. Altrettanto transitori e frequenti possono essere alcuni difetti tipici dell'adolescenza, quali l'acne, la tricosi, l'irsutismo, la ginectomastia, il criptorchidismo, il varicocele, l'ipertensione adolescenziale, tutti facilmente risolvibili con l'aiuto di un medico. A tale lievit… sul piano prognostico, tuttavia, di solito non corrisponde una commisurata lievit… nella percezione soggettiva del difetto che, al contrario, viene sovrastimato, viene percepito e vissuto come disturbante, deturpante. Ancora una volta, i pari fungono da termine di paragone per verificare la propria adeguatezza e normalit…, ancora una volta l'informazione oggettiva ed autorevole dovrebbe essere il canale di tranquillizzazione prediletto. I nuovi significati del corpo Le massicce e pervasive trasformazioni del corpo che accadono in adolescenza, come detto, calamitano in modo considerevole l'attenzione e il pensiero di chi le subisce. Il timore che il processo di trasformazione in corso, i suoi ritmi, l'esito finale siano difformi da quelli normali, o siano sgradevoli, sono condivisi sia dai maschi che dalle femmine e si sommano alle difficolt… nel padroneggiamento dei nuovi attributi del corpo quali la forza, la potenza, la resistenza, la capacit… generativa. Tuttavia, negli adolescenti, non si trasforma soltanto il corpo, inteso come insieme di scheletro e tessuti, o come nuove possibilit… motorie e comportamentali, ma anche il suo valore e il suo significato. In adolescenza, l'individuo acquisisce e inizia a condividere il valore che gli adulti attribuiscono al corpo, valore molto distante da quello posseduto dai bambini. Il corpo diviene, cosŤ, uno strumento per conseguimenti agonistici, per manifestare la propria bravura, determinazione, tenacia e, come si sente frequentemente dire, per "esibire il proprio carattere". Lo sport, infatti, Š un interesse diffuso a quest'et… ed Š a quest'et… che l'atteggiamento agonistico comincia ad emergere come proprio dell'adolescente, non essendo pi— assorbito per imitazione da genitori o allenatori. Il corpo, inoltre, inizia ad essere utilizzato attivamente e massicciamente come strumento informativo e si fa crescente la pratica di mutuare informazioni sull'altro osservandone mimica facciale, gestualit…, postura, abbigliamento, aspetto. Ô soprattutto a partire da quest'et…, infatti, che l'adolescente, maschio e femmina, incomincia realmente ad interessarsi al proprio abbigliamento, ad aderire ai dettami della moda, a conformarsi alle scelte estetiche del gruppo di appartenenza, a passare ore davanti allo specchio, a richiedere (o agire) interventi migliorativi del proprio aspetto quali l'impiego di cosmetici, la prescrizione di diete, fino agli interventi estetici medici o chirurgici. Attraverso l'aspetto e l'abbigliamento, i giovani manifestano una propria appartenenza gruppale, l'adesione ad un ideale o ad un credo. La gradevolezza nell'apparire e l'adeguatezza di abbigliamento e modi di atteggiarsi sono, soprattutto a quest'et…, fattori promuoventi l'interazione sociale, come si pu• evincere dall'estrema popolarit… dei belli e dall'importanza attribuita alla piacevolezza fisica nella scelta dei primi partner amorosi. Il peso della minorazione visiva Alla luce di quanto esposto, l'interrogarsi sul ruolo giocato dalla minorazione visiva sui processi di trasformazione corporea e di adattamento psicologico agli stessi risulta necessario, non solo utile. Ovviamente, parlare di minorazione visiva significa parlare di un insieme eterogeneo di compromissioni della facolt… visiva, che vanno dall'ipovisione lieve alla cecit… assoluta, passando attraverso quadri ad insorgenza congenita o tardiva, ci• nonostante ciascuna di esse, se presente in adolescenza, interferisce in misura non trascurabile. Prima di tutto, la minorazione visiva ostacola quell'importante attivit…, onnipresente in adolescenza, che Š il confronto costante con i pari. Attraverso tale confronto, il ragazzo e la ragazza valutano la normalit… dei cambiamenti che subiscono e l'adeguatezza dei propri comportamenti atti, di volta in volta, ad assecondarli, facilitarli, contrastarli. Tale confronto si agisce attraverso l'osservazione. CosŤ, il vedere sulle compagne di classe le stesse trasformazioni fisiche che si notano su se stesse (per esempio il formarsi del seno, l'arrotondamento dei fianchi) ha un intrinseco valore tranquillizzante, quanto il constatare che l'acne non Š un dramma prettamente personale, ma Š condiviso da molti coetanei. La vista permette di acquisire queste informazioni in modo diretto, non mediato, discreto, subitaneo, reiterato; il tatto o la fruizione di una descrizione sull'aspetto dei coetanei, o un elenco delle imperfezioni dei membri della classe, non hanno di certo queste connotazioni. L'adeguatezza delle trasformazioni anatomiche e fisiologiche del corpo viene, di norma, verificata, oltre che attraverso l'osservazione e il confronto con i pari, mediante la fruizione di materiale esplicativo, di solito estrapolato da riviste per adolescenti, raccolto casualmente da qualche espositore, attraverso film o spot; si tratta, in una parola, di materiale divulgativo dalla non certa autorevolezza scientifica e, comunque, non ottenuto attraverso canali formali di informazione quali lezioni o libri di testo. La presenza di una minorazione visiva limita grandemente la possibilit… di venire in possesso di questi materiali e, quando ci• accade, di fruirne in modo autonomo ed integrale. CosŤ come limita l'accesso a fonti informative incidentali, nella stessa misura la minorazione visiva interferisce su tutte le altre forme di apprendimento incidentale o imitativo che larga parte hanno nella modificazione dei comportamenti, delle posture, della gestualit…, dell'aspetto. Il corpo inizia ad essere anche una ricca fonte informativa. Il taglio dei capelli, il tipo di indumento, la sua marca, il suo colore, un monile sono veicoli per ottenere ed emettere informazioni. Il minorato della vista pu•, da un lato, avere difficolt… nell'accedere a queste informazioni relative all'interlocutore; dall'altro, se non esplicitamente educato a questo, pu• non essere in grado di padroneggiare in modo efficace e corretto questa modalit… comunicativa. Non va trascurato, poi, che, complici il corpo in trasformazione, le nuove capacit… cognitive, le nuove esigenze relazionali ed affettive, la stessa minorazione visiva viene fatta oggetto di riflessione, calamitando ed assorbendo molta energia mentale. Solo nell'adolescenza, la propria minorazione visiva viene percepita pienamente come menomazione, come disabilit… e come handicap. In altre parole, Š a quest'et… che l'individuo prende piena coscienza dell'entit… anatomico-funzionale della propria patologia, delle conseguenti limitazioni nella realizzazione di compiti e nell'espressione di comportamenti, dell'inevitabile svantaggio sociale. Tale presa di coscienza Š tutt'altro che facile, immediata, indolore. Questa presa di coscienza si intreccia con l'altro fondamentale, quanto faticoso, compito imposto all'adolescente minorato della vista ovvero l'integrazione della minorazione nella propria immagine di s‚, immagine relativa ad un corpo ed ad uno status sempre pi— adulti. Conseguenze e rischi imputabili al peso della minorazione visiva La minorazione visiva, quindi, incide in vario modo nel processo di impossessamento della propria peculiare corporeit… adulta. Essa deve essere integrata nell'immagine di s‚, Š possibile, quindi, che dia adito ad un concetto di s‚ negativo (rimandante vissuti di inadeguatezza, incapacit…, dipendenza, mancanza) e ad una bassa autostima. Altrettanto frequentemente, pu• accadere che induca un allontanamento dai pari, un isolamento o la percezione, fondata o presunta, di essere allontanati, emarginati. Ô possibile, altresŤ, che l'individuo reagisca alla presa di coscienza della propria condizione agendo condotte difensive, spesso inconsapevoli, quali l'isolamento e il ritiro sociale, il dedicarsi in modo totalizzante allo studio (esercitando una facolt…, quella intellettiva, non compromessa), la fuga nell'irreale e nel fantastico, la sovrastima o la sottostima delle oggettive limitazioni imposte dalla minorazione. Come contenere, ridurre, superare i limiti imposti dalla minorazione visiva Cosa Š dunque possibile fare per contenere, ridurre, se possibile superare, i limiti imputabili alla minorazione visiva esposti pi— sopra? Nel proporre un eptalogo in risposta a quest'importante quesito, ci sembra indispensabile accennare al difficile ruolo dei genitori in adolescenza, difficolt… che suggerisce di affiancare loro la figura di altri adulti, autorevoli in settori specifici. Senza addentrarci in tematiche che esulerebbero troppo dal tema della presente trattazione, Š comunque importante richiamare alla mente come sia funzionale, per l'acquisizione dell'identit…, che l'adolescente si distacchi (ci• spesso si declina nella contrapposizione e nella svalutazione) dalle figure genitoriali che cosŤ perdono (temporaneamente) il ruolo di riferimento che avevano nell'infanzia. Ci• spiega perch‚ le informazioni fornite da loro potrebbero essere tenute in minor conto, rispetto a quelle acquisite da altre fonti (quali pari o pubblicazioni percepite pi— neutre). Nel caso del figlio minorato della vista il processo di separazione dai genitori si complica ulteriormente, poich‚ i genitori svolgono di solito anche un ruolo di "io ausiliario", aiutano, cioŠ, il figlio nella gestione di alcuni aspetti relativi alla disabilit… e fungono spesso da interfaccia tra lui/lei e il mondo esterno. Ecco, allora, che la consultazione di persone "neutre", ovvero estranee alla sovrapposizione di ruoli agiti nella famiglia, pu• risultare utile. Fatta questa premessa, ci sembra che risulti particolarmente utile: 1. Fornire, o pi— discretamente mettere a disposizione, informazioni autorevoli, oggettive, neutrali sui diversi aspetti della maturazione fisica e sessuale, rendendo accessibili sia pubblicazioni specificatamente predisposte per quest'et…, sia la consultazione, in contesti pi— o meno formalizzati, di persone esperte e/o autorevoli. 2. Incoraggiare la consultazione e il confronto con altre figure adulte (per esempio il medico di base, lo specialista, il nutrizionista, lo psicologo, l'educatore, ...). 3. Stimolare attivamente alla cura del proprio corpo e del proprio aspetto (anche attraverso interventi di autonomia personale). 4. Non tacere o non ignorare fenomeni di costume, perch‚ non condivisi, ma separare (esplicitandoli entrambi) i fatti dal giudizio soggettivo che si possiede su essi (per esempio: non tacere informazioni circa la diffusione del piercing nella cerchia dei coetanei frequentati dal/la ragazzo/a ma, eventualmente, accompagnare questa informazione col proprio giudizio estetico sul monile). 5. Proporre attivit… e occasioni sociali (quali attivit… sportive, partecipazioni a gruppi) in cui il/la ragazzo/a possa agire concretamente un proprio contributo, di modo che questo faciliti la sua integrazione tra i pari. 6. Favorire (proponendole o assecondandole) occasioni di incontro e confronto con coetanei e coetanee affetti dalla stessa minorazione, di modo che il/la ragazzo/a si possa rendere conto di come altri prima di lui/lei hanno vissuto e superato situazioni simili alle sue. 7. Proporre e favorire spazi e occasioni in cui il/la ragazzo/a possa parlare e ragionare, con persone adatte e competenti, delle preoccupazioni suscitate dalla propria specifica corporeit…. Bibliografia Bernardi, M. (1998). Adolescenza: Una guida per i genitori di oggi. Milano: Fabbri Editore. Canestrari, R., Godino, A. (1994). Manuale di psicologia. Bologna: CLUEB. Chiarelli, R. (1992). Alcune considerazioni sul processo adolescenziale del soggetto con minorazione visiva. Tiflologia per l'Integrazione, 2 (1), 2-10 Darley, J. M., Glucksberg, S., Kinchla, R. A. (1993). Psicologia. Volume II. Bologna: Il Mulino. Galati, D. (1996). Vedere con la mente: conoscenza, affettivit…, adattamento nei non vedenti. Milano: Franco Angeli. Hollins, M. (1989). Understanding blindness: an integrative approach. Hillsdale (NJ): Lawrence Erbaum Associates. Mapelli, B., Bozzi Tarizzo, G. (1998). Educare alla sessualit…: guida per insegnanti della scuola media superiore. Firenze: La Nuova Italia. Muzzatti, B. (2004). Aspetti psicologici della cecit… acquisita: contributi teorici e sperimentali. Roma: I.Ri.Fo.R. Muzzatti, B. (2006). Una lettura in chiave psicologica e psicosociale dell'ipovisione. Tiflologia per l'Integrazione, 16 (1), 17-22. Palmonari, A. (2001). Gli adolescenti. Bologna: Il Mulino. Petter, G. (1990). Problemi psicologici della preadolescenza e dell'adolescenza. Firenze: La Nuova Italia. Pietropolli Charmet, G. (1999). Adolescente e psicologo: la consultazione durante la crisi. Milano: Franco Angeli. Soresi, S. (1998). Psicologia dell'handicap e della riabilitazione. Bologna: Il Mulino. Veglia, F. e Pellegrini, R. (2003). C'era una volta la prima volta. Trento: Erickson. Vianello, R. (1994). Psicologia dello sviluppo. Bergamo: Junior. Barbara Muzzatti Psicologa e dottore di ricerca in psicologia dello sviluppo e dei processi di socializzazione. 8