LA BIBLIOTECA ITALIANA PER I CIECHI "REGINA MARGHERITA"* [Abstract] La storia dell'accesso alla cultura per i ciechi passa per le biblioteche in Braille. L'articolo ricostruisce la situazione in Italia tra la fine dell'Ottocxento e i primi del Novecento e la nascita della Biblioteca Italiana per i Ciechi.[Fine abstract] Catia Pompili La situazione delle biblioteche circolanti in Braille in Italia e in Europa tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento. Le biblioteche per i ciechi furono una questione viva e vitale in Italia: attraverso la sua risoluzione fu possibile attuare la diffusione della cultura fra i non vedenti. Per un vedente la biblioteca ha svolto una funzione integrativa nell'ambito dell'informazione rispetto alla stampa, per i ciechi la biblioteca Š stata a lungo la principale risorsa, la fonte fondamentale a cui fosse loro consentito di attingere. La situazione delle biblioteche circolanti per i ciechi che esisteva in Italia nel periodo tra Ottocento e Novecento non era delle migliori. Esistevano alcune biblioteche, con patrimoni librari piuttosto modesti, non unite n‚ coordinate tra di loro nelle attivit… e nei servizi, nell'intento comune di recare un beneficio alla popolazione non vedente in Italia che, tra l'altro, era aumentata a causa delle mutilazioni prodotte dagli scoppi delle mine durante la Prima Guerra Mondiale. Agli inizi del Novecento si trovavano circa sei o sette biblioteche circolanti di rilievo: v'era la Biblioteca Fiorentina, fondata ad opera del cieco Dante Barbi Adriani, della Societ… Nazionale Margherita di Patronato pei ciechi, nel 1892, che annoverava 1.300 volumi, pari a cinquecento opere di letteratura, oltre ad altri cinquecento volumi di musica1. Un'altra collezione importante di libri in Braille era quella posseduta dalla Sezione Romana della medesima Societ… Margherita, costituente una biblioteca autonoma: essa si componeva di circa 2000 volumi. Meritano di essere menzionate altre due biblioteche, la cui fondazione rispetto alle precedenti era pi— recente: la Societ… Lombarda per il bene dei ciechi di Milano, che sorse nel 1914 e contava un migliaio di volumi, 200 dei quali di musica, e la Societ… Pro Cultura degli insegnanti ciechi italiani, con sede a Napoli, che possedeva circa 500 volumi. Possono essere ricordate alcune altre biblioteche minori, di importanza locale o regionale: la biblioteca della Sezione Piemontese della Societ… Margherita, con circa 270 volumi, per lo pi— in relazione al campo della letteratura e della musica; la biblioteca del Circolo Regionale di Napoli con 200 volumi; la biblioteca della Sezione Napoletana della Societ… Nazionale Margherita. Insieme a queste biblioteche non circolanti bisogna segnalare la cospicua collezione dei libri in Braille di oltre 2000 volumi, allora posseduta dall'Istituto dei ciechi di Milano. Achille Norsa2, cieco egli stesso, faceva notare all'epoca che il difetto fondamentale dell'organizzazione delle biblioteche era nella dispersione di esse e nella quasi assoluta mancanza di coordinamento tra le singole attivit…. "Ô chiaro che se quelle 1600 opere, in luogo di esser ripartite fra sei biblioteche, fossero possedute da una sola, un cos grave danno si sarebbe evitato con immenso vantaggio dei ciechi" (Norsa, 1920). Inoltre, l'assenza di cooperazione tra le singole biblioteche era motivo di una grave svalutazione qualitativa: molte opere erano mal copiate o scorrette, a causa di copisti volontari che si ponevano al lavoro senza ben conoscere il sistema Braille. Accadeva spesso che le opere copiate presentassero gravi e numerose lacune. Le collezioni librarie erano prevalentemente costituite da opere letterarie, anche se molti grandi scrittori italiani vi apparivano fugacemente (Machiavelli, Alfieri, Foscolo, Leopardi ) oppure non vi erano affatto (Pulci, Poliziano, Boiardo, Guicciardini, Vico, Beccaria e molti altri); di nessun autore vi erano le opere complete. Vi era qualche rara opera di filosofia di scarsa importanza: non erano rappresentati i grandi pensatori di rilievo come Platone, Spinoza, Kant; di alcune scienze come la matematica, la fisica, la storia naturale, l'anatomia si possedevano solo alcune opere di base; infine di altre discipline, come il diritto, l'economia, la statistica, la linguistica v'era poco o nulla. Vi erano pochi libri scolastici. Ben differente la situazione delle biblioteche per i ciechi che appariva all'estero, dove si notava una maggiore coordinazione, organizzazione ed efficienza dei servizi. A Parigi, la " BibliotŠque Braille" dell'Association Valentin Hay, fondata nel 1883 dal cieco Maurice de la Sizeranne, che all'atto di fondazione contava gi… un centinaio di volumi, ne annoverava nel 1917 ben 50.000. Inoltre vi si impartiva l'insegnamento della scrittura Braille, si fornivano i mezzi occorrenti per la trascrizione delle opere per gli utenti, si indicavano le opere che di volta in volta si dovevano copiare, secondo un programma accuratamente preordinato. Pi— di quaranta copisti tra i pi— esperti erano impiegati unicamente alla trascrizione di libri scolastici o scientifici. Integravano l'opera della Biblioteca di Parigi, funzionando da biblioteche circolanti locali, circa settanta centri francesi; a Bruxelles v'erano speciali casse, fatte costruire appositamente, capaci di contenere anche trenta volumi ognuna, per la circolazione dei libri, le quali venivano periodicamente inviate da Parigi ai singoli ciechi, che si incaricavano della ridistribuzione dei libri tra i compagni della loro citt…. Tra le biblioteche inglesi per i ciechi il primato era detenuto dalla "National Library for the Blind", con la sua sede principale a Londra, la quale per ricchezza di opere e per organizzazione ed efficienza rivaleggiava con la BibliotŠque Braille di Parigi. La National Library for the Blind sorse nel 1882 ad Hampstead presso Londra ad opera di Martha Arnold, non vedente anch'essa. Nata con un piccolo patrimonio librario, in una piccola stanza della casa della fondatrice, gi… nel 1920 era situata in un ampio locale, con un patrimonio librario di circa 56.000 volumi, pari a 6.600 opere diverse, oltre ad 8.000 volumi di musica, arricchendosi annualmente di 1.500 volumi circa senza calcolare eventuali incrementi straordinari, come ad es. quello di ben 4.200 volumi donati nel 1918 dal Carnegie United Kingdom Trust, il famoso ente che svolse in Gran Bretagna una azione di coordinamento e riorganizzazione degli interventi in materia di promozione delle biblioteche pubbliche, fondata dal filantropo William Carnegie nel 19133. Aveva 8.000 lettori ed un movimento annuo medio di 90.000 volumi di prestiti. Nel 1936 possedeva un patrimonio librario di 314.200 volumi, in scrittura Braille e Moon, con un servizio gratuito di libri in prestito per circa 11.000 lettori; i libri venivano inviati in tutte le isole britanniche, in tutte le parti del Continente e dell'Impero. Una media di 800 volumi partivano giornalmente da Westminster. La National Library for the Blind produceva inoltre anche libri in Braille, in gran parte manoscritti, con oltre 650 esperti copisti, di cui 116, uomini e donne ciechi, a pagamento. Merita menzione la raccolta di libri per ciechi che era posseduta dalla Public Library di Oxford, dal 1898. Allora tale raccolta, unica al mondo nel suo genere, era stata istituita con lo scopo di giovare ai ciechi che in sempre maggior numero affluivano alla celebre Universit…. Possedeva un patrimonio librario di circa 1.300 volumi, composto da opere di carattere filosofico, teologico, letterario e scientifico. Molte di esse erano scritte in latino ed in greco antico, trascrizione non facile in quel periodo. La Biblioteca di Oxford svolgeva la sua opera in stretta connessione con la National Library di Londra. Negli Stati Uniti, in diverse citt…, le Biblioteche municipali avevano un servizio riservato alle opere in Braille. A queste si aggiungevano alcune biblioteche statali (a New-York, in Alabama, California, Colorado, Indiana, Iowa, New Hampshire, New Jersey, Ohio e Utah). Nel 1911 fu costituita una organizzazione privata, la "National Library for the Blind", incaricata di spedire i libri in tutta la nazione. Aveva uno stanziamento annuo deliberato dal Congresso. Particolare importanza rivestiva la sezione per i ciechi della Library of Congress di Washington: contava circa 20.000 volumi, in gran parte stampati, soltanto una piccola parte era scritta a mano, per cura dell'associazione "America Red Cross". La sezione dei copisti Braille si dedicava particolarmente agli studenti ciechi e cercava di aiutarli negli affari e nel lavoro professionale, trascrivendo, oltre testi in francese, italiano, tedesco e spagnolo, anche testi in latino, opere scientifiche, di legge e di altri argomenti. A Philadelphia funzionava la "Free Library of Philadelphia", che era stata fondata nel 1882 dall'inglese William Moon, l'ideatore della scrittura che porta il suo nome; riorganizzata nel 1889, comprendeva circa 30.000 volumi. La Biblioteca di Boston aveva sede nella principale istituzione per i ciechi degli Stati Uniti in quel tempo, la "Perkins Institution for the Blind"4: essa possedeva una biblioteca in Braille insieme ad un reparto tiflologico in nero. Infine, non meno importante era la Biblioteca Braille della Pubblic Library of New-York, con circa 12.000 volumi scritti nei tre sistemi: Braille, Moon e New -York Point; possedeva anche 6.000 fascicoli di musica5. La nascita della Biblioteca Italiana per i Ciechi " Regina Margherita". All'epoca dell'intervento di Achille Norsa (1920) era in corso una iniziativa in via di realizzazione, promossa dal tenente Aurelio Nicolodi, fulcro del Comitato Fiorentino per l'assistenza ai ciechi di guerra, cieco di guerra egli stesso, direttore del periodico in rilievo "Il Corriere dei Ciechi", che lavorava attivamente alla formazione di una biblioteca nazionale in Braille. Grazie alla sua opera ebbe inizio un totale rinnovamento organico in materia di stamperie e biblioteche6. Alla difficile situazione in cui versavano le istituzioni culturali ed educative dei ciechi provvide innanzi tutto la legge del 31 dicembre 1923, emanata dal Governo Fascista, con la quale era esteso ai ciechi e ai sordomuti il beneficio della istruzione obbligatoria e si stanziavano nel bilancio del Ministero dell'Educazione Nazionale i fondi necessari allo scopo. In seguito venne istituita una stamperia speciale, la "Stamperia Nazionale Braille", la quale provvide alla produzione e diffusione di libri sufficienti per tutta l'Italia. Presso varie istituzioni, a Milano, a Padova, a Firenze, a Roma si erano impiantate piccole stamperie che dovevano servire a scopi limitati. L'Associazione "Pro cultura fra insegnanti ciechi", che fu poi assorbita dall' "Unione Italiana Ciechi" (UIC), sempre promossa ed organizzata da Aurelio Nicolodi, aveva raccolto circa 30.000 lire per l'impianto di una stamperia; allo stesso scopo, per iniziativa dello stesso Nicolodi, erano state raccolte circa 140.000 lire presso il Comitato Fiorentino per l'assistenza ai ciechi di guerra, il quale possedeva gi… un modesto impianto che serviva alla pubblicazione del Corriere dei Ciechi. L'Istituzione della "Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi", sorta come l' "Unione" nel 1920, che coordinava varie istituzioni a vantaggio dei non vedenti, ottenne dal Ministero dell'Interno uno stanziamento straordinario di 500.000 lire a favore degli istituti per i ciechi. Di quella somma, 250.000 lire furono versate alla Federazione, con l'obbligo di destinarne 200.000 all'impianto di una stamperia Braille. Nel 1922 veniva effettuato un accordo mediante la quale si riunivano i fondi della Unione Italiana Ciechi risparmiati per la Stamperia, quelli del Comitato Fiorentino dei Ciechi di Guerra e quelli della Federazione. Con una speciale convenzione fra i due Enti si stabiliva di versare il totale di 372.000 al Comitato Fiorentino, il quale si obbligava ad avviare e dirigere nei propri locali una stamperia Braille, incorporandovi quella gi… esistente amministrandola separatamente dalle altre attivit… dell'Ente, sotto il controllo di una Commissione mista, composta da due rappresentanti della Federazione, due dell'Unione, uno del Comitato Fiorentino e uno del Ministero dell'Interno. La Stamperia fu organizzata con stampo industriale, per ricavarne il massimo rendimento. La direzione fu affidata al maestro Augusto Bianchini, non vedente, con l'incarico di capo tipografo. L'organizzazione si attu• tra il 1923 ed il 1924, e la stamperia fu pronta a funzionare quando cominci• ad applicarsi la legge in favore dell'istruzione dei ciechi. Il Ministero dell'Interno diede, a titolo di concorso nelle spese generali, un sussidio annuo di 50.000 lire, mentre il Ministero dell'Educazione sostenne quasi per intero la spesa per l'acquisto dei libri che vennero distribuiti gratuitamente a tutti gli Istituti dei ciechi d'Italia. Inoltre il Ministero dell'Educazione Nazionale concesse alla Stamperia nel 1923 di poter bandire una sottoscrizione di 5 centesimi tra gli scolari di tutta l'Italia e tale sottoscrizione, rinnovata dopo un biennio, frutt• complessivamente 460.000 lire che andarono ad aumentare il capitale. Di fronte ai vecchi sistemi di scrittura a mano, in uso fino a pochi anni prima, la Stamperia Nazionale Braille rappresent• un enorme progresso per le moderne edizioni di libri attinenti alle diverse discipline, dalla religione alla letteratura classica e varia. Furono anche prodotti libri scolastici per le scuole elementari statali dal 1930. La Stamperia era in grado di stampare anche 15.000 volumi all'anno, che venivano distribuiti gratuitamente ai vari Istituti, finanziati dal Ministero dell'Educazione Nazionale, con un contributo governativo per un valore complessivo di oltre 1.550.000 lire. Questa vasta produzione dal 1935 fu limitata a causa della sospensione del lavoro per l'ampliamento dell'Istituto Nazionale Vittorio Emanuele II?, dove la Stamperia aveva la sede. La Stamperia pubblicava tre riviste periodiche in Braille: il Corriere dei Ciechi, il Progresso ed il Gennariello. Comune con quello della Stamperia fu il lavoro che svolse la Biblioteca Nazionale Braille. Infatti, per ovviare all'inconveniente della dispersione delle collezioni librarie, criticato da Norsa e da altri intellettuali ciechi dell'epoca, l'Unione Italiana dei Ciechi nel 1928 pervenne ad una convenzione con la piccola Biblioteca dei Ciechi di guerra che gi… esisteva e funzionava a Genova, trasformandola nella Biblioteca Nazionale per i ciechi Regina Margherita7. La biblioteca ebbe all'inizio sede presso l'Istituto "Davide Chiossone" e successivamente in via De Amicis, n.6, sempre a Genova. In seguito, nel 1935, fu trasferita a Milano, nella sede provvisoria in via Broletto n. 37, dove rimase fino al 1942. La Biblioteca concentr• i libri utilizzabili di varie biblioteche minori, oltre alle opere stampate che riceveva dalla Stamperia Nazionale Braille. Il servizio fu cos concentrato per tutta la Nazione in una sola Biblioteca. Nel dicembre del 1942, per sottrarla ai pericoli della guerra, fu trasferita a Monza, in alcuni locali della Villa Reale, la residenza estiva di Casa Savoia. Doveva rimanervi pochi mesi, ma il palazzo milanese di via Broletto, dove la biblioteca risiedeva, non resistette ai bombardamenti del 1943. Salvatasi cos da sicura distruzione, la sistemazione provvisoria della Biblioteca divenne definitiva (Norsa, 1959). La sede attuale si trova non lontano dal centro di Monza, in un ampio e moderno edificio, sito in via G. Ferrari, 5/A8. Riferimenti bibliografici Chiaromonte, G. (1936). I libri e le biblioteche per i ciechi. Annali dell'Istruzione Elementare, 1, 3 - 15 . Norsa, A. (1920). Le biblioteche per i ciechi. La Cultura Popolare, 10 (4-5-6), 3 - 15. Norsa, A. (1959). Una istituzione poco nota: la Biblioteca Italiana per i Ciechi "Regina Margherita" in Monza. Scuola e Citt…, 9, 3 - 15 . Traniello, P. (1997). La biblioteca pubblica. Storia di un istituto nell'Europa contemporanea. Bologna: Il Mulino. Catia Pompili insegnante, dott.ssa in biblioteconomia * L'articolo costituisce un estratto dalla Tesi di diploma di Bibliotecario, discussa all'Universit… degli Studi di Roma "La Sapienza", Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari, nell'A.A. 2003-2004, dal titolo: "L'accesso alla cultura e all'informazione per i ciechi", relatrice la prof.ssa Maria Teresa Biagetti, correlatore il prof. Alfredo Serrai . 1Il Cav. Dante Barbi Adriani era stato il promotore nel 1875 della fondazione a Firenze di una Societ… per l'istruzione dei ciechi che, in memoria di un illustre cieco, che speriment• per breve tempo la cecit…, prese il nome di Societ… Niccol• Tommaseo. Nel 1886 apr un laboratorio per i ciechi, al quale furono ammessi giovani dai 12 ai 30 anni; stamp• libri in Braille per l'istruzione elementare e spartiti musicali, ed il 1? novembre 1876 pubblic• in Braille ed in nero il periodico mensile "Il Mentore dei Ciechi" che dal 1885 fu pubblicato soltanto in caratteri a rilievo, mentre in caratteri normali venne pubblicato il periodico "L'Amico dei Ciechi". La societ… Niccol• Tommaseo fu in grado di completare in Firenze l'opera dell'Istituto "Vittorio Emanuele" per l'Educazione dei Fanciulli Ciechi. 2 In relazione alla condizione delle biblioteche per i ciechi nei primi anni del Novecento, cfr. Norsa (1920, pp. 3-15). 3Riguardo all'azione della Carnegie Trust a favore della public library in Gran Bretagna, cfr. Traniello (1997, pp.229 - 233). 4L'Istituto Perkins Š celebre soprattutto per la figura di Hellen Keller : nata a Tuscumbia, nell'Alabama, figlia di un capitano dell'esercito degli Stati Uniti, il capitano Keller, e di sua moglie Kate, ricchi proprietari terrieri, cieca e sordomuta fin dalla nascita, ebbe a sei anni una insegnante, Anne Mansfield Sullivan, inviata dalla Perkins Institution .La maestra, allora ventenne, guarita ella stessa dalla cecit… grazie ad una operazione, riusc ad insegnare alla bambina a parlare, a leggere, a scrivere ed ad esprimersi in uno speciale linguaggio tattile . Divenuta adulta, Hellen Keller riusc a laurearsi in arte al Radcliffe College ; fond• e fece parte di numerose Istituzioni in favore dei non vedenti, tra cui il " Lions Clubs International" . Si battŠ energicamente in favore di importanti riforme sociali per i ciechi. 5Nelle biblioteche statunitensi , per rendere pi— resistente all'uso le pagine manoscritte, si adoperava una specie di vernice (sherlac) che veniva spalmata sul rovescio del foglio e fatta asciugare all'aria. 6 Per queste ed altre notizie sull'opera di Aurelio Nicolodi, cfr. Chiaromonte (1936, pp. 3-15). 7La Biblioteca si ricollegava, anche nel nome, con la pi— antica istituzione italiana , fondata a Firenze nel 1892 sotto il patrocinio della regina Margherita di Savoia, sposa di Umberto I?, prima regina d'Italia (Vittorio Emanuele II? era vedovo). Purtroppo tale biblioteca non riusc a svilupparsi. 8 Per contattare la Biblioteca : Biblioteca Italiana per i Ciechi " Regina Margherita" - ONLUS , via G.Ferrari, 5/A - 20052 Monza (MI), tel. 039283271; fax 039833264; E-mail : bic@bibciechi.it; sito internet : < http://www.bibciechi.it > . 9