DELL'ARTE PLASTICA E FIGURATIVA PER I CIECHI* [Abstract] Pur con i suoi limiti, la fruizione dell'arte per una persona non vedente non appare manchevole, ma anzi si connota per una sua specificit… che non ne pregiudica il valore.[Fine Abstract] Augusto Romagnoli Il "Corriere della Sera " pubblic• l'inverno scorso un articolo di Carmen Sylva, Regina di Rumenia, sull'idea di fondare una citt… dei ciechi, nella quale fosse loro dato di crearsi liberamente le condizioni loro proprie di vita, senza l'umiliazione e l'amarezza continua del confronto e della dipendenza dai fortunati vedenti del sole. Questa idea piacque a molte persone, perch‚ risponde a un sentimento di squisita delicatezza e piet…; e, con buona pace dei pessimisti, noi ciechi possiamo attestare che di delicatezza e piet… ve n'Š assai. Non Š raro infatti incontrare chi si faccia riguardo a non parlar di quadri o di paesaggi o di tramonti o di stelle alla presenza di un cieco, e anche si sono fatte apposite antologie, nelle quali i ciechi possano leggere, in caratteri punteggiati Braille, luoghi scelti dei migliori autori, senza incontrare parole o descrizioni sconosciute o cagioni di desideri vani e di rimpianti. Per questa educazione, abbastanza diffusa, si pu• trovare anche facilmente qualche cieco che dia ragione a un simile procedimento, ma i ciechi meglio riusciti e i loro maestri sostengono che non si deve appartarli in nulla dalla vita comune, anzi lo scopo dell'educazione Š appunto di trarli quanto pi— Š possibile alle conoscenze e ai sentimenti della vita normale sŤ che si rendano con l'arte alla societ… questi membri, allontanati da lei dalla natura. D'altra parte questa piet… o gentile ritegno verso i ciechi non potr… trasformarsi, come noi desideriamo, in benefica famigliarit…, sino a che i vedenti non comprendano, come idee e sentimenti numerosissimi e della massima importanza nella vita pratica e interiore possano essere condivisi da chi non ha la vista. Primi tra questi, e pi— difficili, i sentimenti estetici delle arti plastiche e figurative; a tal punto che persino la maggior parte dei ciechi, causa il sistema educativo ancora vigente, risponderebbe in modo negativo. Io medesimo, sebbene inconsciamente avessi partecipato a queste idee e a questi sentimenti in misura forse non inferiore alla media di quelli che ne possono fruire direttamente con la vista, pure non me ne resi conto e non ne compresi il come, se non nel pieno sviluppo dell'et… e dell'intelligenza. La bellezza architettonica, Š facilmente accessibile all'udito; la plastica in piccola parte. Le onde acustiche sono governate dalle stesse leggi di quelle luminose, e forti analogie, se non somiglianze, possono ricavarsi dall'orecchio del cieco per comprendere gli effetti del senso visivo. L'udito pu• dare anche, come la vista, notizia delle forme, sebbene entro limiti assai pi— ristretti e in maniera assai pi— vaga. Col solo udito si pu• riconoscere una sala da un'altra; differenziare un albero da una colonna, distinguere l'altezza di una persona, i lineamenti generali della sua figura, se esile o grassa, slanciata o massiccia, l'atteggiamento delle braccia, il volume della capigliatura; questi non da tutti allo stesso grado, ma qual pi— qual meno, secondo l'esercizio, il quale Š quasi sempre pochissimo. Dico secondo l'esercizio e non aggiungo la disposizione naturale, perch‚ ritengo, insieme coi fisiologi, che massima sia la parte che spetta all'esercizio e all'attenzione per tutti questi compensi sensoriali. Anche molto del gesto Š percettibile all'udito, e un primo senso, sebbene assai vago e tenue di bellezza, pu• aversi alla semplice vicinanza di una statua o di una persona. Tutte queste impressioni peraltro non entrano in funzione apprezzabile che dopo l'esercizio diretto del tatto e del senso muscolare, e dopo essere iniziati alle analogie del senso visivo. Il tatto Š il senso eminentemente analitico, come la vista Š quello sintetico; ma per questa medesima propriet…, il tatto Š stato il maestro di tutti gli altri sensi; e i ciechi continuano a servirsi di questo mezzo di conoscenza primitiva. La vista tattile poi, per comporre in un tutto le singole sensazioni Š la memoria muscolare. Toccata a parte una statua, me la compongo internamente in questa associazione dei movimenti muscolari prodotti, e l'abbraccio poi quasi in un gesto interno rapido e leggerissimo, come sfiorandola, avvolgendola in un contatto simultaneo complessivo. Se mi sono spiegato bene, l'impressione risulter… analoga alla percezione luminosa, astrazion fatta dal colore. In luogo di questo, il tatto vi pone la particolare levigatezza, durezza, porosit… e simili. Per tutto ci• del resto Š necessaria un'arte apposita di toccare. Metto una mano sopra un viso, non palpandolo disordinatamente, ma in modo da sentire con le diverse parti della mano tante diverse sensazioni, secondando i rilievi e le insenature, le curve e gli angoli, in diversa pressione. Sostituite il concetto di impressione materiale, la pi— leggera che potete immaginare, a quello di impressione visiva, e ci potremo intendere intorno a questa carezza tattile, che fascia un volto analogamente alla carezza luminosa, che lo porta alla percezione del vostro occhio per via di sfumature diverse, secondo i diversi piani d'inclinazione dei raggi, che dalla figura lo vengono a colpire. Con questa abilit… di toccare Š spiegata la passione di alcuni ciechi alla scultura, e il fatto che alcuni ciechi abbiano anche potuto in quest'arte lavorare e mandare alla storia il loro nome. Io visitai recentemente a Torino lo studio di Leonardo Bistolfi, e l'amico Luigi Ambrosini descrisse minutamente questa mia visita nella "Stampa" del 28 maggio. La riassumo: per prima cosa mi present• la testa in gesso della statua per il monumento del Segantini, la Bellezza uscente dalla montagna. Il Bistolfi era da principio molto scettico; ma mut• subito la sua opinione quando intese che cominciai a riconoscere una testa di donna e a manifestarne la particolare espressione. Allora mi present• il rilievo in grande delle monete da venti centesimi, e fece ridere l'impressione che manifestai di stupore puerile per il naso di quella figura ieratica, che vi Š rappresentata. Essendomi poco esercitato finora nel tocco delle figure, a cagione, come ho detto, del non averne riconosciuta se non recentemente l'utilit… pratica ed educativa, le riconosco molto lentamente; il fatto solo della diversit… della materia basta a recare confusione. CosŤ mi diede un po' da pensare quella testa dal naso diritto e lungo, perfettamente retto. Ricordo pure che mi aveva confuso il braccio alzato sopra la testa della figura di una baccante; ma riconosciuta la forma e l'atteggiamento, le mie mani s'animavano di un piacere molto simile all'occhio del riguardante, a segno che gli astanti leggevano la soddisfazione sulla mia faccia. Davanti alla figura intera della Bellezza per il Segantini, questa animazione era tale, che non me ne sarei pi— staccato; e doveva apparire assai, poi che il Bistolfi fece notare agli altri presenti, come io avessi osservato vari particolari che diceva notati da lui solo, e soggiunse: "Questo modo di percezione a parte a parte, sotto la pressione della mano, deve fargli provare un piacere pi— vicino a quello del concepimento diretto dell'artista, poi che disegna e determina quasi la figura e la tornisce con la carezza viva delle sue mani". Infatti ho ancora presente e rievocabile l'impressione dettagliata di quella statua e di molte altre, quelle che pi— mi sono piaciute. Ed eccoci alla pittura. Qui nulla pu• un cieco percepire direttamente, ma molti si fanno condurre alle mostre, alle pinacoteche, e con la descrizione in presenza delle opere, quando rampolla viva nel suo spontaneo naturale disordine, si pu• dire che veggano con gli occhi stessi di chi loro descrive. Questo Š il sussidio massimo per noi: gli occhi altrui, o, come io li chiamo per celia, gli occhiali viventi. Questo raccomando alla piet… di Carmen Sylva e di tutte le persone gentili: diteci quello che vedete, e noi avremo veduto per mezzo vostro; quando questi occhi siano dati con amore, il piacere di questa bont… Š assai lauto compenso alle sensazioni specifiche di colore o di luce che a noi mancheranno. Credete proprio che ci manchi tanto? Tutto quello che pu• essere espresso, noi possiamo averlo ancora, godere la bellezza intera del concetto. La sensazione... o uno non l'ha mai provata, ignoti nulla cupido; e il suo desiderio se non Š nullo, sar… solo tanto quanto la compassione degli altri glielo abbia fatto venire; se poi uno l'ha provata e perduta, Beethoven compose le sue belle sinfonie dopo essere divenuto sordo. Quella stessa indeterminatezza che viene nella visione fantastica, aggiunge un che di vago che Š pur qualche piacere; e poi al cieco, pur che trovi una piet… che si estrinsechi in benevolo aiuto, anzi che in una compassione che si ostini a ricordargli e a persuadergli che Š un infelice, la natura dischiude porte di sensazioni pi— intime e soavi, nei piaceri morali e dell'intelligenza. Oh, un po' di amore, un po' del piacere di trovare qualche cosa da stimare in una persona, una perla scoperta in un cuore vivente, dite, vedenti del sole, quanti siete a non preferirla a un bel quadro? E a un cieco che sappia accomodarsi alla sua condizione, che non contristi e non si lasci contristare, il suo raccoglimento e la frequenza stessa delle sue necessit… fanno incontrare assai spesso di questi quadri viventi di bont… e di delicatezza d'animo; esse sono la luce e i colori per lui. Del resto, ognuno ha in s‚ quella data capacit…, e non pi—, di godere e di soffrire; io ho provato, per esempio tanto piacere qualche volta a una descrizione di una Madonna di Raffaello o del Tintoretto, che non mi sembra avessi potuto goderne di pi— alla visione diretta, poich‚, o non mi sarebbe stato possibile, o certo cosŤ era abbastanza. La qualit… di godimento Š diversa forse; ma pu• un uomo dire di godere al modo stesso di un altro anche la medesima cosa? La visione dei ciechi Š pi— concettuale; la sensazione e l'immagine sono attenuate come la zona luminosa in una fiamma destinata a produrre calore. Quello che mi preme dimostrare, Š che un cieco pu• comprendere in una figura quanto Š possibile descrivere agli altri; egli vi sentir… meno? Va bene, se ne interesser… meno e godr… di altro, a cui gli altri forse avranno meno agio di badare, pur che gli si appaghi quel tanto di curiosit… che pu• avere, invece di acuirgliela per mal intesa compassione. Lampada da calore e non da luce, non fategli credere che vale meno, pur che sia al suo posto; quando vi sia da sovrapporvi una reticella di amianto, direte che sta meglio cosŤ; e la rete di amianto da rendere incandescente deve essere una sana coltura, che empia la mente e di conoscenze e di concetti, una filosofia sana a relativit… del piacere e del dolore, della soggettivit… della sensazione, della superiorit… della sapienza sull'estetica e della virt— soprattutto. Che importa se i pi— non la sentono cosŤ? Socrate, all'oracolo che gli ingiungeva di fare della musica, credeva dovere ubbidire filosofando. L'estetica Š cosa soggettiva; chi la trova nei piaceri materiali, chi nell'arte, chi nella scienza; chi nell'abnegazione di se stesso e chi nella perfezione intima o santit…. Certo, fa freddo pi— si sale in alto; ma Š questione di abitudine e di acclimatazione; il montanaro soffoca in pianura. Se un uomo fosse obbligato a vedere il mondo sempre attraverso alla lente di un microscopio, da principio si spaventerebbe del pi— bel volto umano; e quando finalmente si fosse accomodato a vederlo a modo suo, non potrebbe certamente raffigurarlo nella pi— bella statua o pittura; ma si ha a credere per questo che egli non gusterebbe ancora nuove e forse pi— grandi armonie di bellezza in questo universo visto con tali occhiali, i quali dopo tutto glielo rappresenterebbero, un pochino pi— dappresso alla sua verit… reale? E questo occhio scientifico finirebbe indubbiamente col crearsi ancora le sue arti belle, che gli fingessero ancora pi— abbellite le sue apparenze della realt…. Paragonando l'estetica delle nostre arti alla pianura con tutta la sua ubert… e comodit…, quella della scienza somiglierebbe alla montagna, piena di disagi e di aridit… per la vita fisica, ma di volutt… ineffabili e di orizzonti sconfinati per l'occhio e per il pensiero. E la bont… Š di cielo, dove la vita presente Š impossibile, ma dove ostinatamente si lanciano i nostri sogni e le nostre aspirazioni. Paragonate dunque i ciechi ai montanari; vita frugale anzi che no ma appetito buono e aria salutare. Tutto sta che anche quel poco di pane e di castagne non manchi, e che i ricchi abitanti della pianura siano generosi a fraternizzare con loro, sebbene rozzi spesso e mal vestiti. Quando la piet… illuminata abbia dato ai ciechi una buona cultura e una buona educazione, e siano messi in grado di lavorare anch'essi a questo mondo, tanto da cattivarsi il sussidio degli occhi altrui, voglio che tutti i buoni si consolino, ch‚ non solo avranno alleviata la nostra sventura, ma Š in potere della bont… e della scienza di distruggerla. Poetica, ma vera questa frase di Victor Hugo: " No, che non perde la luce, chi possiede l'amore ", chi pu• ancora vedere con gli occhi altrui prestati con bont…. Augusto Romagnoli * Tratto da: A. Romagnoli, Pagine vissute di un educatore cieco, Firenze, Unione Italiana Ciechi Editrice, 1944. Il saggio era stato gi… pubblicato sul "Corriere della Sera" nel 1908. 6