PEDAGOGIA, METODOLOGIA E DIDATTICA IN AUGUSTO ROMAGNOLI* Enrico Ceppi [Abstract] Una ricostruzione del pensiero pedagogico di Augusto Romagnoli, che mette in luce non solo i fondamenti teorici della sua metodologia, ma anche il valore attuale nell'insegnamento e nello sviluppo della persona. [fine abstract] II pensiero di Augusto Romagnoli si inquadra nettamente nella grande tradizione dello spiritualismo cristiano in Italia. Potremmo considerare, quindi, il Romagnoli come un diretto continuatore del pensiero pedagogico di Lambruschini e come sistematore di una pedagogia differenziata che si ispira direttamente ai principi della scuola attiva: una scuola attiva, tuttavia, che non si fonda esclusivamente sulla valutazione dell'individuo nei confronti della sua funzione nella societ…; n‚ origina le proprie motivazioni educative da una finalistica materialmente concepita che possa inquadrare la vita dell'uomo soltanto sull'aspetto produttivo della stessa. L'attivismo da cui prende le mosse Augusto Romagnoli per promuovere direttamente la sua grande rivoluzione pedagogica nelle scuole per minorati della vista, deriva direttamente dalla considerazione della persona intesa come valore; se Š vero, come Š vero, (sostiene il Romagnoli) che la minorazione della vista non incide sulle facolt… psichiche dell'individuo minorato; se Š vero, come Š vero, che non Š possibile stabilire facolt… psichiche a s‚ stanti, separate a compartimenti stagni che vivano l'una indipendentemente dall'altra, che si sviluppino secondo un proprio dinamismo, ma invece debbano essere considerate tutte come aspetti salienti e particolari di una totalit… psichica che Š lo stesso individuo, che si riferisce alla medesima persona, se Š vero questo, la minorazione della vista non pu• intaccare alle sue origini la persona stessa, non pu• costituirsi motivo di deviazione dalla norma, intendendosi la norma come possibilit… di affermazione della persona e dei valori che ad essa sono intrinseci, nelle possibilit… connaturate con la conformazione e la struttura di tutta l'individualit… psico-fisica della persona stessa. La minorazione della vista propone problemi gravi, spesso problemi che non trovano soluzione nell'ambito dell'individuo, che conducono l'individuo stesso verso forme di vita abnormi, verso modi di organizzare la propria reazione sociale e la propria attivit… affettiva su schemi e verso fini che non sono consueti, e non sono, soprattutto, armonizzabili con gli schemi e i fini di tutti. La minorazione della vista pu• dunque determinare nel soggetto un comportamento assolutamente estraneo alla comprensione della societ…. I motivi fondamentali delle strutturazioni di reazioni negative sul piano del comportamento sociale e della vita affettiva, si ricollegano direttamente alla valutazione che chi non vede d… delle proprie condizioni di minorato; pertanto, l'educazione morale deve costituire il sustrato di tutta l'educazione e il fine primario di essa deve essere quello di formare anzitutto l'uomo nella sua integrit…, in grado di affrontare positivamente la vita nonostante la minorazione, anzi valorizzando equilibratamente le difficolt… e le prove connesse alla minorazione stessa. Augusto Romagnoli poneva alla base del ricupero sociale ed umano dei non vedenti un suo imperativo che indica in modo inequivocabile la direzione verso la quale muoversi nell'azione educativa: "prima uomini, poi operai". Prima uomini nel senso pi— profondo dell'espressione, uomini come tutti, con gli stessi problemi e le medesime aspirazioni, con la stessa ansia di realizzare e di costruire, sospinti da un medesimo desiderio di incontro e di comunione. La cecit… quando si costituisce motivo di autodifferenziazione e di isolamento, impedisce il realizzarsi di questa umanit… integrale. Alla base di tutto il pensiero di Augusto Romagnoli, vi Š, pertanto, un umanesimo vissuto in forma realistica che non concede spazio ai fantasmi di ideologie e di teorie estranee alla realt… della vita e che origina un pensiero pedagogico caratterizzato da un sano ottimismo. L'ottimismo del Romagnoli non deriva pertanto, da un'auto-esaltazione che abbia sapore di difesa ad oltranza delle validit… di un mondo psichico minacciato dalla minorazione, ma si fonda sulla consapevolezza di una umanit… integrale aperta a tutti gli sviluppi che la minorazione non avvelisce, ma esalta. La premessa di carattere filosofico ci consente di accostare pi— direttamente il pensiero pedagogico del Romagnoli accentuando gli aspetti umani ed evidenziando le conseguenze tecniche, sempre alla luce di questo umanesimo integrale. L'esame dell'opera pi— importante sul piano didattico di Augusto Romagnoli, Ragazzi Ciechi, non Š sufficiente a determinare con chiarezza e con caratteri evidenti il pensiero pedagogico, la metodologia e la didattica di questo grande educatore che seppe trarre dalla propria esistenza i motivi di esperienza sufficienti e validi per un continuo, rigoroso, scientifico controllo dei propri principi. Per compiere un esame sufficientemente ampio, approfondito e soprattutto chiarificatore del pensiero pedagogico della metodologia e della didattica di Augusto Romagnoli, Š necessario prendere in considerazione l'intera sua opera e cioŠ: Introduzione all'educazione dei ciechi, gli articoli di divulgazione, di propaganda, gli scritti che l'educatore indirizz• ai suoi alunni, le brevi, succose conversazioni che dal Sempreverde amava fare con i piccoli alunni della sua scuola. Ô necessario, soprattutto, prendere in considerazione l'intero messaggio che viene dalla sua vita di uomo, dalla sua vita di cristiano, dal suo impegno morale, dalla grande esplosione della sua popolarit…, dall'acccttazione serena e consapevole della prova: poich‚ egli consacr• gli ultimi anni della sua esistenza ad un dolore assai pi— grande di quello che gli fu compagno per tutta la vita e che egli chiamava: "la dolorosa perdita di uno dei cinque sensi": dolorosa perdita che non intacca e non offusca la capacit… dell'intelletto, la capacit… di volere, la capacit… cioŠ, di essere uomo compiutamente. Pertanto, intendendo l'esame del pensiero pedagogico, della metodologia, della didattica di Augusto Romagnoli come ampia valutazione della figura e dell'opera, della vita stessa dell'uomo, la nostra indagine si fa assai pi— impegnativa e faticosa. Non vogliamo con questo, sottovalutare l'importanza degli scritti e soprattutto il contributo fondamentale che l'opera pi— significativa sul piano scolastico, Ragazzi Ciechi, ha dato allo sviluppo della scuola italiana per non vedenti; sarebbe ingiusto ed equivarrebbe a perdere un sano, concreto, solido criterio di valutazione. La freschezza e la vitalit… di Ragazzi Ciechi sono ancora oggi attuali, e attuale Š il contributo che questa opera continua a dare alla scuola per minorati della vista. Gli insegnanti ricorrono ad essa per trarre ispirazioni utili al loro lavoro, soprattutto l… dove il lavoro si stacca dei normali clich‚s dei programmi tradizionali e consueti a tutte le scuole; soprattutto l… dove l'impegno si fa pi— faticoso, la ricerca pi— intensa, dove Š necessario affrontare direttamente, sul terreno delle conseguenze pi— immediate, la minorazione della vista. In quelle pagine Augusto Romagnoli ha saputo trasfondere il meglio della propria esperienza e della propria meditazione, ha saputo celare il proprio pensiero filosofico e la tentazione ad elaborare principi nella modesta e semplice veste della narrazione di un esperimento. Ma sotto questa modestia, sotto quella veste apparentemente semplice e dimessa e, invece, formalmente perfetta, classica, bella da un punto di vista artistico, si celano i principi che hanno guidato non soltanto l'opera dell'educatore, ma anche e soprattutto, la vita dell'uomo: principi quindi aderenti alla vita, aderenti alla realt…, principi che sono scaturiti da una meditazione profonda e attenta, da una convinzione filosofica, solida e chiara, da una esperienza continua e riflessa, da una osservazione di s‚ e degli altri condotta con spirito inesausto, con attenzione sempre vigile, con mente aperta ad elaborarne tutti i suggerimenti e tutti gli aspetti. In Ragazzi Ciechi vi Š la pedagogia di tutte le scuole e di tutta la scuola; non vi Š soltanto una breve e sintetica raccolta di consigli didattici e di indirizzi metodologici, come qualche superficiale pedagogista ha creduto di rilevare; vi Š anzi, qualcosa di pi—: vi Š l'autentica passione di un educatore che andava scoprendo il proprio metodo mano a mano esso si veniva costruendo. Non quindi uno schema preordinato e prestabilito, non la fredda impostazione di principi strettamente conseguenziali in una connessione logica di causa e di effetto; ma un metodo che ha lo stesso calore della vita, che conserva della vita gli sviluppi ampi e ariosi, le imprevedibili conclusioni, e soprattutto, conserva della vita la possibilit… di essere vissuta in modo individuale da chiunque l'affronti. Riteniamo che questa sia la caratteristica principale del metodo di Augusto Romagnoli: quella, cioŠ, di essere adatto non solo all'educatore geniale che sa trasfondere il lampo dell'intuizione nella pratica di tutti i giorni, ma anche al modesto maestro che deve, dalla sua quotidiana fatica, attendersi i frutti veri dell'educazione dei suoi alunni. Anche il modesto maestro ha la possibilit… di applicare il metodo di Augusto Romagnoli, perch‚, come abbiamo precedentemente osservato, il metodo stesso Š vita, e fa pi— conto sulla vita che sulla scuola, come giustamente osservava Giuseppe Lombardo Radice in quella breve, stupenda introduzione alla prima edizione di Ragazzi Ciechi. Come Š giunto Augusto Romagnoli all'esperienza di Ragazzi Ciechi? Quale fu la sua stessa esperienza, la sua vita, la sua preparazione culturale? Qual'Š il contenuto pi— profondo del suo pensiero e del suo indirizzo filosofico? Non sarebbe possibile comprendere nessuna delle opere di Augusto Romagnoli, e neppure comprendere la sua stessa vita, il motivo fondamentale della sua stessa vita, se non si analizzasse attentamente, obbiettivamente il periodo della sua prima giovinezza, e non si scoprissero alcuni valori e sua esistenza. In una fredda mattina di novembre un bambino cieco veniva accompagnato alla sua scuola (si era nel 1884) da una giovinetta di poco pi— grande di lui: il bambino aveva soltanto cinque anni e si avviava alla sua scuola con orgoglio (egli stesso, fatto grande ce lo ripeter…), con quell'orgoglio che contraddistingue i bambini assetati di sapere, desiderosi di crescere, di essere come i grandi non soltanto nella statura, ma soprattutto nella mente. L'Istituto che accoglieva quel piccolo non vedente non era davvero tra i migliori e i pi— progrediti per l'educazione di minorati della vista: in esso vigevano ancora i principi di un'educazione tradizionale improntata pi— ad un senso di pietosa assistenza, che alla consapevolezza di preparare uomini da inserire tra gli altri uomini. Qual era il metodo di queste scuole per ciechi che sorgevano per opera di una filantropia benemerita e sollecita nella seconda met… del milleottocento? Ô difficile poter parlare di metodo, cosŤ come sarebbe difficile tracciare le linee di una didattica. La scuola era intesa soprattutto come un'occasione per intrattenere intorno ad argomenti che avrebbero potuto nutrire in modo sano e positivo la mente e il cuore dei fanciulli non vedenti, e non per dar loro la possibilit… di prepararsi adeguatamente a conseguire domani la triste coscienza della loro posizione nella societ…; tanto Š vero che quegli stessi istituti si preoccupavano di proteggere i loro alunni, una volta divenuti adulti, assicurando loro non soltanto un'istruzione ma anche un tetto. I bambini sarebbero divenuti giovani e poi adulti nello stesso istituto; sarebbero stati destinati ad una vita quindi protetta e tutelata dalla piet… dei filantropi, e illuminata soltanto da un tenue raggio di cultura: quel tanto che sarebbe stato sufficiente per elevare al di sopra della semplice vita vegetativa la loro esistenza. Questo era, in sintesi, e rimase per tanto tempo, il programma delle scuole per ciechi nella seconda met… del diciannovesimo secolo. La didattica naturalmente si ispirava al programma; non poteva essere che impostata su un insegnamento nozionistico, di poche frammentarie nozioni accuratamente selezionate tra quelle che avrebbero potuto pi— facilmente essere affidate alla memoria senza dover ricorrere alla faticosa sperimentazione, alla ricerca, all'osservazione, del resto ritenute impossibili per chi mancava del senso fondamentale per l'acquisizione delle conoscenze e delle percezioni. Luigi Braille con l'invenzione della scrittura tattile e, conseguentemente, della lettura fondata sullo stesso metodo, aveva schiuso nuovi orizzonti alle possibilit… culturali dei non vedenti: le scuole andavano orientandosi verso l'adozione di quel metodo di scrittura e di lettura; tuttavia, non si riteneva possibile andare oltre il puro e semplice insegnamento nozionistico forse anche perch‚ i tempi non erano maturi per una profonda rivoluzione pedagogica. La scuola, in genere, era ferma su quei principi, e i fermenti proposti dal pensiero e dall'opera di grandi pedagogisti, dal FerriŠre alla Montessori dal Decroly alle sorelle Agazzi in Italia, dal ClaparŠde al Piaget, restavano soltanto motivi di discussione teorica o di realizzazioni singole in centri particolarmente fortunati che si costituivano come punti di riferimento per tutti coloro che sentivano profonda l'insoddisfazione per la scuola intesa come centralit… del maestro che ignorava le esigenze del fanciullo, che ignorava i problemi individuali, che non sentiva il bisogno di studiare il fanciullo nella sua individualit… e nei suoi rapporti reali e veri con la sua societ… cioŠ, con l'ambiente. Il giovane Romagnoli percorse nell'ambito dell'Istituto per ciechi di Bologna tutte le tappe di questa educazione negativa, e seppe, tuttavia, trarre da quelle poche nozioni scarne, da quell'insegnamento frammentario e puramente intellettualistico i motivi sufficienti per spiccare da solo il grande volo verso l'acquisizione di una vera cultura, di una preparazione profonda e seria, di una formazione umana che lo rese poi in grado di proclamare il nuovo credo pedagogico a tutti, e di convincere soprattuto i pi— restii a schiudere le porte alla sua nuova metodologia, lasciando che i giovani non vedenti si scuotessero dal loro torpore e guardassero alla vita come a un campo di prova aperto anche alle loro possibilit…. Quali furono i motivi che determinarono la vittoria del giovane Romagnoli sul pregiudizio degli istituti, sull'avversione della societ…, sulle difficolt… intrinseche ed estrinseche che si frapponevano per il raggiungimento della grande cultura, della vera e sostanziale conquista che per ogni intelligenza viva e attiva si propone sempre nei momenti in cui ci si rende coscienti della propria partecipazione alla societ…? Da solo affront• la grande avventura della scuola pubblica, ed egli che non vedeva, sedette accanto ai giovani vedenti sui banchi del ginnasio e del liceo, frequent• le solenni aule dell'universit… dove insegnavano Acri e Carducci, si fece apprezzare e amare, stimare da tutti per le sue doti di amabilit…, di coraggio, di intelligenza, ma soprattutto per una caratteristica predominante: per la sua indomabile tenacia e per il suo desiderio inestinguibile di giungere alla meta. Mancavano i libri, mancavano i sussidi indispensabili per poter acquisire una cultura, mancava soprattutto il prezioso ausilio della comprensione di tutti. Le difficolt…, tuttavia, ingigantirono la tenacia del giovane Romagnoli e formarono alla dura scuola del sacrificio e della pazienza il suo carattere e la sua volont…. Alcune sue affermazioni sembreranno paradossali o semplicemente il frutto di una eccezionale straordinaria sensibilit… percettiva: come poteva Romagnoli affermare che mediante l'udito chi non vede pu• giungere ad ascoltare la voce della realt… che ci circonda? Pu• giungere a cogliere gli aspetti pi— suggestivi dell'arte architettonica, i colonnati, le volte, le chiese nelle stupende facciate che hanno una voce anche per chi le sa ascoltare? Sono affermazioni che lasciano indubbiamente perplessi: sembra, ad un certo punto, che il Romagnoli abbia preso una strada irta e tortuosa per giungere all'affermazione della validit… della personalit… di chi non vede; sembra, in altri termini, che, mentre avrebbe dovuto puntare diritto sull'inserimento nella vita produttiva, egli preferŤ invece affermare alcuni principi assolutamente collaterali che potevano, al pi—, condurre ad una accettazione della presenza anche in chi non vede di un gusto e di un sentimento estetico fondato sulla audace interpretazione di immagini acustiche combinantisi tra essi. Ecco quindi delinearsi, dall'esame della vita di Augusto Romagnoli, gli aspetti salienti del suo pensiero pedagogico: da una parte l'educazione severa, continua, sperimentata nella vita quotidiana contro le difficolt… reali del carattere e della anormalit…, educazione che schiude le porte ad una equilibrata socialit… ad una accettazione della minorazione, che non Š, e non potr… mai essere, rassegnazione, ma consapevolezza piena e totale del proprio limite; dall'altra parte, affermazione di una validit… della propria conoscenza fondata su schemi immaginativi, precisi, dinamici, tali da produrre non soltanto una possibilit… creativa al pensiero di chi non vede, ma anche un godimento estetico, qualora le stesse immagini vengano riscaldate da un adeguato sentimento. I due momenti salienti, cioŠ, quello della formazione del carattere e quello che pi— direttamente si riferisce alla struttura e all'organizzazione del sapere mediante una conoscenza che proceda dal primo grado della percezione, per giungere successivamente all'elaborazione dei concetti, si vengono organizzando e danno luogo alla scuola nuova per minorati della vista. Dall'esperienza personale nascono cosŤ i motivi pi— validi per la formazione di un metodo, e il metodo avr… la caratteristica della vita stessa, come abbiamo gi… osservato, avr… l'impronta della vita e sar… aperto a tutti coloro che vorranno fare di questo insegnamento il principio per accostare direttamente il non vedente alla fonte pi— viva dell'educazione, cioŠ alla propria esperienza. La metodologia di Augusto Romagnoli si inizia pertanto, con una affermazione moderna e, direi anche, pienamente attuale: l'educazione non potr… mai realizzarsi se, al tempo stesso, non sar… autoeducazione. Dove andavano a finire pertanto i principi della filantropia tradizionale, dell'educazione svolta, impartita all'insegna dell'assistenza? Occorreva modificare non soltanto le strutture scolastiche, i programmi e tutti quanti i mezzi che concorrono dall'esterno a promuovere il processo educativo; occorreva modificare dalle basi la stessa mentalit… degli educatori e di tutti coloro che si occupavano dell'educazione dei non vedenti: alla base dell'educazione doveva essere la fiducia nelle possibilit… di ricupero del non vedente; doveva esserci la fede nelle sue reali possibilit… di inserimento nella vita sociale e, soprattutto, la consapevolezza che, nonostante la minorazione della vista, fosse possibile realizzare l'educazione integrale. Enrico Ceppi * Gi… pubblicato in: Scritti in onore di Augusto Romagnoli. 1879-1946, Roma: De Luca, 1966. Ringraziamo l'editore De Luca per averci permesso di utilizzare questa saggio. 5