IL MONDO DELLA SCUOLA CHIEDE UNO SPAZIO DI ASCOLTO Concordo con le parole del neo Ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni che, nella nota di indirizzo inoltrata alle scuole di ogni ordine e grado per l'avvio dell'anno scolastico 2006-2007, definisce questo in corso d'opera un anno ponte. Dagli anni 90 a seguire, l'intero sistema di istruzione e di formazione Š stato attraversato da riforme che, spesso con grande faciloneria, sono state definite epocali e rivoluzionarie, ma che nella sostanza, hanno sempre costretto gli operatori della scuola a comprensibili sforzi adattativi di incerta durata considerato che ad ogni nuova legislatura il Governo in carica, senza alcuna continuit… politico-istituzionale con quello precedente che aveva varato la riforma, ad essa poneva mano in modo sostanziale ingenerando un diffuso e comprensibile disorientamento altamente pregiudizievole per una proficua e credibile quotidianit… scolastica. Il Ministro, all'atto dell'insediamento alla guida di questo delicato Dicastero, ha colto questo stato di malessere operativo precisando: Molti insegnanti e molti dirigenti scolastici, pur augurandosi cambiamenti anche profondi e capaci di rispondere alle sfide di una nuova cittadinanza e di una rinnovata umanizzazione della nostra societ…, temono che si riproducano ancora una volta situazioni di incertezza e di difficolt…. Le politiche che impostano e non concludono, che fanno innovazioni senza verifiche, che privilegiano obiettivi distruttivi invece che costruttivi, che corrono dietro alla ideologie invece che a ci• che si pu• concretamente migliorare. L'esperienza degli ultimi anni brucia ancora, molti sono disorientati, molti chiedono solo semplificazioni, molti desiderano addirittura che tutto resti fermo, almeno per un giro. Ô vero Signor Ministro la scuola di oggi, chiamata ad essere cantiere di crescita di giovani le cui esigenze formative sono molto pi— eterogenee, complesse e trasversali di quelle maturate dai loro coetanei di 50 anni fa, chiede a gran voce una molteplicit… di modifiche, alcune di tenore organizzativo, altre di natura didattica, alcune urgenti ed indifferibili, altre rinviabili, ma tutte, proprio tutte, anche quelle meno controverse devono essere mediate attivando uno spazio di ascolto con la scuola. Ô fondamentale che le riforme immaginate dal legislatore per il sistema scolastico e formativo siano oggetto di una comunicazione diretta con il personale della scuola, di processi concreti e visibili di condivisione delle scelte anche con l'associazionismo professionale, con le organizzazioni sindacali di categoria, con le parti sociali; ci• non solo come Š ovvio al fine di evitare che tali riforme restino meri contenitori legislativi di sterili indicazioni di principio, ma anche al fine di recuperare un clima sereno e costruttivo, libero dalle tensioni e dalle incertezze degli ultimi anni. Concludo con le sue stesse parole, Signor Ministro, in quanto mi sento di condividerle pienamente: So bene che pu• suonare retorica !'affermazione - in ogni caso tutt'altro che inedita - secondo cui nella scuola non si possono fare riforme, e neppure modesti cambiamenti, senza il coinvolgimento e contro il parere degli insegnanti. So anche che l'esperienza vi ha reso giustamente diffidenti nei confronti di queste belle parole e di chi le pronuncia. Ma vi assicuro che far• il possibile per non smentirle. Il DirettoreRresponsabile prof. Pietro Piscitelli