INTEGRAZIONE SCOLASTICA: ORIENTAMENTO E FORMAZIONE PROFESSIONALE* Enzo Tioli [Abstract] La scuola incontra molte difficolt… nell'offrire agli studenti con disabilit… visiva un corretto orientamento. In realt… proprio una corretta attivit… di orientamento contribuisce in maniera significativa a realizzare appieno l'attivit… di integrazione scolastica.[fine abstract] A distanza di trent'anni dall'entrata in vigore della legge 517 del 1977 che legalizza la presenza degli alunni con disabilit… nelle classi ordinarie delle scuole pubbliche e private, sono ancora rari gli insegnanti e gli operatori dei servizi sociali che riescono ad affrontare i problemi formativi di tali alunni con animo sereno e con mente sgombra da forti condizionamenti emotivi. Ovviamente, ognuno di noi Š presente con tutti i suoi vissuti personali in ogni circostanza della vita. CosŤ, mentre Š mia intenzione affrontare il tema, che mi Š stato proposto, rimanendo massimamente fedele alla realt… effettuale, sono perfettamente consapevole che, dopo tutto, il mio coinvolgimento diretto nelle vicende, che hanno caratterizzato la storia dell'educazione dei ciechi fin dal 1960, non pu• non lasciare qualche traccia nelle riflessioni che sto per proporvi. Fatta questa doverosa precisazione, soltanto in apparenza ovvia, inizier• la mia analisi della situazione con la formulazione di alcune domande alle quali tenter• di rispondere. Prima domanda: la scuola, nel suo complesso, svolge effettivamente attivit… di orientamento, come richiesto dalla normativa e da tanti documenti ministeriali, a favore degli alunni che diciamo normodotati? Se, con il termine "orientamento", si intende dire che la scuola propone in maniera pi— o meno vincolante un percorso, dobbiamo rispondere di no. Le stesse famiglie, sia pure con diverse motivazioni, non rinuncerebbero mai alle loro aspettative sul futuro dei figli. N‚ ritengo particolarmente significative, ai fini dell'orientamento, le visite che, negli ultimi mesi di scuola, i dirigenti delle medie di secondo grado fanno agli alunni della terza media, per illustrare le caratteristiche dei loro istituti, n‚ i chiarimenti forniti da alcuni professori universitari agli studenti che intendono iscriversi alle diverse facolt…. Invece, qualora ci si riferisca alla capacit… della scuola di favorire lo sviluppo del soggetto, evidenziandone le potenzialit…, le attitudini e gli interessi, cosŤ che la scelta possa avvenire il pi— delle volte a ragion veduta, dobbiamo riconoscere che, a prescindere dalle scelte piuttosto avventurose da parte di alcune famiglie, i giudizi della scuola (siano essi seguiti o meno) risultano quasi sempre ponderati ed adeguati. E le scuole speciali annesse agli istituti per i minorati della vista svolgevano una corretta attivit… di orientamento? Pur sapendo di inimicarmi una ben nutrita schiera di laudatores temporis acti, debbo rispondere decisamente di no. Ne d… esplicita testimonianza Giuseppe Fuc…, il terzo presidente dell'Unione Italiana dei Ciechi, nel suo libro autobiografico Un racconto per Chiara; ne danno testimonianza i tanti musicisti che, una volta conseguito il diploma, colti da una specie di idiosincrasia, non hanno pi— toccato un tasto del pianoforte. A molti giovani sono stati imposti arbitrariamente percorsi indesiderati, senza fornir loro alcuna giustificazione. Quanto alle famiglie: avevano affidato i figli all'istituzione, confidando che ne sarebbero venuti loro sicuri benefici (e che questo accadesse Š fuor di dubbio) e, nella stragrande maggioranza, non avrebbero mai pensato di contrastare le decisioni di dirigenti che godevano della loro fiducia. Su molti drammi personali, sofferti in silenzio da giovanetti ciechi, "tace la piet…, ma tace anche la verit…". Per quali ragioni, possiamo dire che la scuola, in regime di integrazione scolastica, non pu• svolgere attivit… di orientamento a favore degli alunni con disabilit… visiva? Sulle criticit… della scuola, in generale, ma anche in rapporto all'integrazione degli alunni disabili, sono stati ormai scritti innumerevoli volumi. Per rispondere a questo terzo quesito, sar… sufficiente elencare soltanto le carenze e le disfunzioni che maggiormente influenzano la vita scolastica degli alunni ciechi e ipovedenti. Bench‚ all'estero la nostra normativa sull'integrazione scolastica venga considerata come un modello da imitare, per esperienza quotidianamente vissuta, noi sappiamo che esiste un abisso tra la scuola legale e la scuola reale. Anche le leggi migliori, se non applicate o applicate soltanto parzialmente, possono creare gravi inconvenienti o, nella migliore delle ipotesi, rimanere pie intenzioni. Le carenze del nostro sistema scolastico sono tante e coloro che ritengono che l'insufficiente preparazione degli insegnanti sia la causa di tutte le disfunzioni, mostrano di ragionare in termini eccessivamente semplificatori. Oltre alla obiettiva e largamente diffusa mancanza di conoscenze specifiche sull'educazione dei ciechi e degli ipovedenti, da parte di insegnanti di sostegno specializzati e non, vanno segnalate altre criticit… le cui conseguenze negative non sono di minor peso. La convinzione che il cosiddetto "mondo dell'handicap" costituisca una realt… unitaria e indifferenziata determina uno spaventoso abbassamento delle aspettative nei confronti degli alunni disabili, per i quali ci si preoccupa quasi esclusivamente dell'adempimento dell'obbligo scolastico, dove tale adempimento Š troppo spesso ridotto a mera formalit…. In tal modo, si ritiene di poter prescindere dalle esigenze formative specifiche, derivanti dalle diverse tipologie di disabilit…. La garanzia della "necessaria integrazione specialistica e dei servizi di sostegno" di competenza dello Stato e degli Enti Locali, ancora oggi Š frequentemente disattesa, bench‚ prescritta dalla legge 360 del 1976. In molte scuole vi sono dirigenti e docenti che sembrano ignorare l'insegnamento individualizzato, indispensabile per gli alunni disabili, sostituendolo con forme improprie di insegnamento individuale, consistente nell'isolamento dell'alunno disabile dal contesto classe con il quale, invece, dovrebbe costantemente interagire. A giustificazione di tale comportamento, viene addotta la necessit… di far apprendere tecniche speciali, come l'apprendimento del sistema di scrittura Braille, per i ciechi. Il fatto che alcuni alunni concludano la scuola dell'obbligo in condizione di analfabetismo funzionale dimostra quanto la giustificazione addotta fosse pretestuosa. Quasi sempre, la compilazione di documenti fondamentali, come la diagnosi funzionale, il profilo dinamico-funzionale ed il piano educativo individualizzato Š ridotta a vuota prassi burocratica. Il fatto che, per la fortuita concomitanza di circostanze favorevoli (una famiglia bene informata, un insegnante di sostegno preparato, insegnanti curricolari collaborativi, ecc.), un numero non del tutto trascurabile di ragazzi ciechi ed ipovedenti raggiunga un buon livello di preparazione, non ci pu• lasciare soddisfatti. Si badi bene, ho parlato di "un buon livello di preparazione", non di buoni risultati scolastici, perch‚ quelli non mancano, ma talvolta ci Š accaduto di verificare che non corrispondono affatto al grado di preparazione. La scuola che regala promozioni, per piet… o, pi— semplicemente, per liberarsi di un alunno scomodo, nuoce a tale alunno, perch‚ lo priva di una occasione unica per ottenere competenze e conoscenze, gli impedisce di acquisire un corretto concetto di s‚ e, di conseguenza, una corretta autostima, ne accentua la diversit… dai compagni di classe i quali difficilmente lo vivranno come appartenente al gruppo. Secondo i principi sostenuti dall'Unione Italiana dei Ciechi, tutti i ciechi e gli ipovedenti debbono ricevere una formazione integrale come gli altri alunni. Anche per loro, l'educazione Š un diritto irrinunciabile e non pu• in alcun modo essere ridotta a un privilegio per pochi. Per rispondere al quesito sulla capacit… della scuola di indicare ai propri alunni ciechi e ipovedenti percorsi che possano essere seguiti con buone prospettive di successo, diremo che nei casi in cui, per qualunque ragione, l'alunno cieco o ipovedente sia privato della possibilit… di apprendere, come i suoi coetanei, di impossessarsi di tecniche operative, di manifestare attitudini ed interessi reali, qualsiasi proposta orientativa diviene impossibile o puramente casuale. Pi— di una volta mi Š accaduto di sostenere la necessit… di un impegno serio della scuola, a favore dei nostri bambini e dei nostri giovani, ma anche da parte degli stessi alunni ciechi ed ipovedenti, al fine di evitare le conseguenze dolorose di scelte non ponderate. In non poche occasioni, mi sono sentito rispondere che non Š corretto richiedere di impegnarsi alle persone con disabilit… visiva, in un tempo nel quale il lassismo sta sempre pi— affermandosi nella scuola e nel mondo del lavoro. Io credo che constatare che vi sono anche alunni normodotati che escono dalla scuola culturalmente e professionalmente impreparati non abbia alcuna attinenza con la realt… di chi Š afflitto da cecit… o da gravi problemi visivi. Il cieco e l'ipovedente debbono quotidianamente confrontarsi con tutte le barriere psicologiche, culturali e sociali che la cecit… o l'ipovisione erigono intorno a loro e con i condizionamenti da esse imposti i cui effetti potranno essere eliminati o attenuati soltanto se essi avranno ricevuto una formazione che consenta loro di sfruttare pienamente tutte le risorse personali e di padroneggiare le tecniche atte a superare le difficolt… derivanti dalla minorazione. Non si tratta di privilegiare una scuola efficientistica. Chi conosce bene le pi— efficaci modalit… formative per gli alunni con minorazione visiva sa che soltanto un'educazione attiva, nel senso pi— autentico del termine, pu• farne dei soggetti autonomi e capaci di conquistarsi un ruolo positivo nel contesto sociale di appartenenza. Per buona sorte, le migliorate condizioni socio-economiche hanno liberato anche i ciechi dall'esigenza d'impegnarsi allo spasimo, per la sopravvivenza. In parte, anche per questo i giovani di oggi sono meno motivati di quanto non lo fossero i giovani delle passate generazioni. La consapevolezza di poter contare su di una normativa assistenziale che garantisce servizi, oltre ad un minimo vitale, pu• spiegare la diminuita tensione nella ricerca di un posto di lavoro o di una posizione sociale, ma non deve essere presa a pretesto, per non impegnare ogni bambino ed ogni adolescente nel conseguimento del massimo di educabilit… personale. Se la scuola, per insufficienza di risorse umane ed economiche, non riesce a garantire risposte formative, indispensabili affinch‚ si possa parlare di formazione integrale dei ciechi e degli ipovedenti, occorre integrare l'azione della scuola con quelle che noi definiamo attivit… integrative speciali. Anche l'opera delle scuole speciali per i ciechi, secondo il disegno di Augusto Romagnoli, doveva essere integrata da quella di educatori, in orario extrascolastico. Oggi, l'assistenza scolastica domiciliare Š di competenza delle Province o dei Comuni o delle AA.SS.LL., secondo le diverse leggi regionali sul diritto allo studio. In base a considerazioni di bilancio, gli Enti interessati tendono ad indire gare d'appalto e ad attribuire l'incarico quasi sempre a chi propone l'offerta economicamente pi— favorevole, indipendentemente dal possesso di competenze specifiche da parte dei vincitori della gara. Credo che l'Unione Italiana dei Ciechi debba porre fra i suoi impegni prioritari di questo quinquennio la soluzione di tale problema. Il procedimento, a mio avviso, dovr… seguire due percorsi paralleli: * L'Istituto di Ricerca Formazione e Riabilitazione (I.Ri.Fo.R.) dovr… organizzare corsi, possibilmente a livello regionale, in modo da rispondere alle effettive richieste del territorio, al fine di preparare educatori, con particolare attenzione per le attivit… destinate ai bambini che sono i pi— bisognosi di interventi formativi, ma senza dimenticare le attivit… a completamento della formazione dei giovani. L'I.Ri.Fo.R. Š accreditato dal Ministero della Salute, ma anche da quello dell'Istruzione, pertanto non dovrebbe essere impossibile ottenere il riconoscimento del titolo degli educatori. * Occorrer… ottenere un provvedimento legislativo, probabilmente in ciascuna Regione, che impegni le strutture cui compete l'assistenza didattica domiciliare, ad avvalersi dell'opera degli educatori specializzati. Si tratta di un cammino irto di difficolt…, ma ritengo che l'Unione non debba lasciar nulla di intentato, per risolvere un problema di tanto momento. Mediante le attivit… integrative speciali, il bambino cieco (e successivamente l'adolescente) dovrebbe acquisire: * Una sufficiente conoscenza della realt… che lo circonda. De Ajuriaguerra ha osservato che, per quanto concerne la conoscenza della realt… ambientale, il procedimento del bambino vedente Š spontaneo, come l'apprendimento della lingua materna, mentre il bambino cieco deve essere aiutato, come avviene per l'apprendimento della scrittura. * Una buona autonomia nella cura della persona, nello svolgimento delle attivit… della vita quotidiana, nello studio, nella capacit… di orientamento spaziale e nella mobilit…. * La conoscenza del sistema di lettura e scrittura braille, tanto da poter esprimere per iscritto il proprio pensiero, prendere appunti, leggere e comprendere un testo, leggere un libro con piacere. * Disinvoltura nell'uso di tutti i dispositivi dedicati, sia di quelli tradizionali ancora utili, che di quelli offerti dalla moderna tecnologia. * Quant'altro serva a far fronte autonomamente alle diverse situazioni della vita. Per quanto attiene la maturazione psicologica, il soggetto dovr…: * Prendere progressivamente coscienza della propria condizione di cieco o di ipovedente, in modo da potervi far fronte con risposte adeguate, tanto da condurre una vita serena. * Riuscire ad adattarsi alle nuove situazioni, e a nuovi compiti. * Mostrarsi aperto verso gli altri, mediante comportamenti corretti, adeguate forme di comunicazione, la disponibilit… alla collaborazione e il saper dare (senza la reciprocit…, riesce piuttosto difficile parlare di integrazione sociale). * Acquisire i comportamenti che favoriscono l'instaurarsi di buone relazioni interpersonali. * E quant'altro. Anche gli alunni ciechi ed ipovedenti, qualora sia stata loro offerta l'opportunit… di sviluppare tutte le personali potenzialit…, di acquisire conoscenze analoghe a quelle dei loro coetanei e di manifestare interessi autentici, quelli per soddisfare i quali l'individuo Š disposto anche ad affrontare sacrifici ed a compiere sforzi, soltanto allora, potranno effettuare le loro scelte ponderate, con l'aiuto della famiglia e della scuola. A questo punto, tuttavia, i nostri adolescenti, anche ammesso che l'educazione primaria, mediante la collaborazione di tutte le Agenzie interessate, abbia raggiunto risultati del tutto soddisfacenti, si dovrebbero confrontare con altri innumerevoli problemi non meno complessi. Mi riferisco al fatto che, se prescindiamo dagli individui eccezionalmente dotati i quali possono seguire con successo percorsi comunemente ritenuti inaccessibili ai ciechi, per gli individui che rientrano nella norma, le possibilit… di scelta risultano decisamente limitate. Se consideriamo i settori che hanno finora assorbito il maggior numero di lavoratori ciechi ed ipovedenti, l'insegnamento su cattedre di diverse discipline, la massofisioterapia e il centralinismo telefonico, dobbiamo anche constatare che i mutamenti sociali, normativi e tecnologici, verificatisi negli ultimi anni, stanno creando situazioni nuove che dovranno essere affrontate con adeguate strategie. Non mi soffermo ad analizzare l'attuale situazione occupazionale dei ciechi e degli ipovedenti, perch‚ mi porterebbe troppo lontano dal mio assunto. Mi limito ad osservare che la scuola d'oggi non Š quella che quarant'anni fa offriva un dignitoso ed universalmente apprezzato lavoro a pi— di 2.000 insegnanti ciechi. Sar… sufficiente pensare agli anni di supplenze, pi— o meno lunghe, che un aspirante all'insegnamento deve farsi, in luoghi sempre diversi. Per la nuova disciplina sulla formazione del personale paramedico, i massofisioterapisti, finora licenziati dalle nostre scuole, non troveranno pi— lavoro nel Servizio Sanitario Nazionale, se non convertiranno il loro diploma, frequentando un corso universitario triennale. Le nuove tecnologie hanno apportato modificazioni tali ai centralini telefonici, da rendere superflua la figura del centralinista di tipo tradizionale e da richiedere ai nuovi operatori della comunicazione competenze tecniche di livello molto superiore. Evidentemente, la nuova situazione impone alle nostre scuole professionali di rinnovarsi radicalmente, non soltanto per continuare a supportare le professioni tradizionali, secondo le attuali richieste del mercato, ma anche nella prospettiva di preparare giovani per lo svolgimento di altre attivit… e per l'aggiornamento costante di coloro che gi… lavorano. L'opera delle scuole professionali speciali per i ciechi deve ritenersi insostituibile, perch‚ le discipline tecnico-pratiche richiedono un insegnamento individuale. I tentativi, compiuti in passato, di annettere classi per soli ciechi ad istituti professionali statali, in nome del principio di integrazione, hanno ben presto denunciato la loro artificiosit…, consigliando l'abbandono di tali iniziative. Opportunamente, quando l'Universit… di Firenze ha istituito un corso di laurea breve per fisioterapisti ciechi e ipovedenti, ha costituito un corso destinato esclusivamente a loro. Ma il rinnovamento degli istituti professionali non Š sufficiente. Occorre individuare nuove vie. Ritengo che l'Unione Italiana dei Ciechi debba ancora una volta farsi protagonista ed investire in ricerca. In un tempo caratterizzato dall'alta tecnologia e dalla specializzazione, non Š pensabile di poter risolvere problemi di tanta complessit…, mediante il fai da te. Occorre costituire delle ‚quipes che, accanto agli esperti dei diversi settori che si intendono esplorare, comprendano lo specialista in medicina del lavoro, l'oftalmologo e lo psicologo. Alcuni ciechi ed ipovedenti, opportunamente scelti, dovrebbero far parte di tali ‚quipes, con il compito di testare i profili professionali prospettati, per verificare se gli stessi risultino compatibili con la condizione di cecit… o di ipovisione. Vi sono anche alcuni ciechi che sono riusciti a rinnovare la loro attivit…, trasformandola in un lavoro sostanzialmente diverso. La loro collaborazione con l'‚quipe appropriata, potrebbe servire a stabilire se e come l'attivit… da essi svolta pu• essere estesa ad altri lavoratori ciechi. In questo tipo di ricerca potrebbero essere coinvolte anche altre Associazioni europee di ciechi con le quali l'Unione Š in ottimi rapporti. Qualora alcune di esse avessero gi… avviato ricerche analoghe, si potrebbe pensare ad impegnarsi maggiormente in settori ancora inesplorati. Ritengo che questa possa essere una via percorribile, per individuare nuovi sbocchi lavorativi per ciechi ed ipovedenti. Tra i settori che, a mio avviso, potrebbero divenire oggetto di proficua indagine (non penso di offrire un'elencazione definitiva), segnalo: * Il settore linguistico. Nel corso della recente Assemblea Generale del Consiglio Internazionale per l'Educazione delle Persone con Disabilit… Visiva (ICEVI), il Presidente dell'Associazione dei ciechi malesi ha comunicato che i giovani ciechi di quel Paese, in possesso di sufficienti requisiti attitudinali, studiano fino a sei lingue straniere. Vivendo noi nell'Europa unita, dove si parlano oltre venti lingue diverse, per i nostri giovani si possono aprire innumerevoli opportunit…: interpreti simultanei, traduttori di documenti, impiegati negli uffici di imprese con rapporti internazionali. * La tecnologia. La possibilit… di utilizzare dispositivi con periferiche e software dedicati consente ai ciechi ed agli ipovedenti di ottenere risultati di eccezionale interesse, in ambito culturale e lavorativo. L'Unione Europea dei Ciechi ritiene che il potenziale della "societ… dell'informazione" possa aiutare a conservare e ad aumentare l'occupazione delle persone con disabilit… visiva. Anche il modo tradizionale di svolgere le attivit… della vita quotidiana Š spesso sostituito da sistemi digitali o elettronici. I ciechi e gli ipovedenti potranno trarre, dalle realizzazioni della tecnologia, benefici tanto pi— significativi per la loro vita e per la loro attivit… lavorativa, quanto pi— si terr… conto delle loro specifiche esigenze, fin dal momento della progettazione dei nuovi dispositivi. Ovviamente, la ricerca di nuove prospettive occupazionali in questo vastissimo e complesso settore non pu• prescindere dalla formazione di ciechi ed ipovedenti all'uso dei prodotti tecnologici per l'informazione e la comunicazione. La ricerca, condotta in maniera sistematica, penso possa ottenere risultati di grande interesse. * Gli ipovedenti. La presenza degli ipovedenti Š divenuta ormai maggioritaria fra le persone con disabilit… visiva, tanto da indurre il ventunesimo Congresso Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi a modificare la propria ragione sociale, aggiungendovi "e degli ipovedenti". Tuttavia, gli ipovedenti, che si rivolgono all'Unione o agli istituti professionali speciali, vengono ancora avviati esclusivamente a svolgere le professioni che svolgono i ciechi. Credo che debba essere condotta una ricerca di vasto respiro, finalizzata all'individuazione di attivit… che possono essere svolte dagli ipovedenti, non pochi dei quali conservano un residuo visivo che potrebbe consentire l'accesso a molte professioni che sono precluse ai ciechi. * Persone che perdono la vista in et… adulta. Le persone che perdono la vista completamente o ne subiscono una forte riduzione (per i tecnici, le persone di cui agli articoli da 2 a 5 della legge 138 del 2001), subiscono un mutamento talmente traumatico dell'esistenza, da necessitare di un intervento riabilitativo personalizzato. Fino a questo momento, se prescindiamo da rarissime encomiabili eccezioni, in Italia non esiste un autentico sistema idoneo a recuperare umanamente e socialmente tali persone. Ci si limita (e non sempre la cosa riesce) a far conseguire una qualificazione professionale (quasi esclusivamente il diploma di centralinista telefonico) e a trovare un posto di lavoro, magari lontano anni luce dall'attivit… precedentemente svolta dall'interessato. Alcuni presto si arrendono, altri, magari per ragioni di sopravvivenza familiare, riescono a trovare in se stessi la forza per continuare. Io credo che se, analogamente a quanto accade in appositi Centri stranieri, disponessimo anche in Italia di specialisti per il recupero integrale di tali persone, come accade in altri Paesi, potremmo anche noi reinserirle, tutte le volte che ci• fosse possibile, negli stessi ambienti di lavoro, con le stesse mansioni di quando potevano avvalersi della vista o con mansioni affini (i nuovi dispositivi risulterebbero di grandissimo aiuto). Chi affronta il problema dell'orientamento professionale, come premessa indispensabile per frequentare un corso formativo che conduca al conseguimento di un diploma, grazie al quale il giovane cieco o ipovedente possa accedere al mercato del lavoro, solitamente viene rimproverato di prospettare una scuola che pecca di adultismo e di efficientismo. Una scuola preoccupata unicamente della formazione professionale e del successivo collocamento lavorativo non rientra nelle aspirazioni dell'Unione Italiana dei Ciechi che insiste per un modello di formazione integrale e che Š costretta a sottolineare, energicamente, l'esigenza di curare gli aspetti della preparazione dei bambini e degli adolescenti ciechi ed ipovedenti che pi— di frequente vengono trascurati. Come ho rilevato sopra, la tendenza a valutare le diverse tipologie di disabilit…, prescindendo dalle conseguenze specifiche di ciascuna di esse, ha portato alla prospettazione di livelli di apprendimento assai bassi per tutti gli alunni disabili, quasi ignorando che, ad esempio, la cecit… e l'ipovisione non comportano una diminutio dell'intera persona. La nostra posizione rispecchia esattamente i principi sanciti dalla legge quadro sui diritti delle persone con disabilit…. Infatti, la legge 104/1992, all'articolo 12, comma 2, recita: "Š garantito il diritto all'educazione e all'istruzione della persona handicappata nelle sezioni di scuola materna, nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e nelle istituzioni universitarie". E al comma 3: "L'integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo della persona handicappata nell'apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione". E al comma 5, "... le capacit… possedute debbono essere sostenute, sollecitate e progressivamente rafforzate e sviluppate nel rispetto delle scelte culturali della persona handicappata". Sull'obbligo, per i ciechi e per gli ipovedenti, di svolgere gli stessi programmi dei loro compagni di classe, il Ministero della Pubblica Istruzione ha prodotto innumerevoli documenti. Citer• per tutti, la Circolare 262/1988, ancora in buona parte vigente. Al paragrafo 6 leggiamo: "... gli alunni con minorazioni fisiche e sensoriali non sono dispensati dallo svolgimento di alcuna parte dei programmi, salvo che non sia necessario far svolgere attivit… equipollenti". In ottemperanza alla Sentenza 215/1987 della Corte Costituzionale, Š stata prevista la possibilit… di percorsi differenziati e personalizzati, per alunni con particolarissime difficolt… di apprendimento. Ma i ciechi, che non presentino problemi aggiuntivi, non rientrano fra i destinatari di tali disposizioni. Come conclusione, mi permetto di sottolineare ancora una volta che, se riusciremo ad offrire ai nostri giovani l'opportunit… di effettuare la loro scelta, potendo contare su una buona preparazione di base, non soltanto il loro percorso formativo risulter… meno faticoso, ma anche i loro rapporti con i compagni di classe saranno pi— sereni e caratterizzati da reciproco rispetto e da disponibilit… alla collaborazione. In altri termini, soltanto se saranno preparati tanto da avere un percorso formativo ed un rendimento scolastico analoghi a quelli dei loro compagni di classe, con gli alti e bassi tipici di tutti gli studenti iscritti ad un qualsiasi corso di scuola secondaria di secondo grado, potremo parlare di autentica integrazione. Enzo Tioli Vicepresidente nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi * Relazione tenuta nell'ambito del convegno "L'inserimento lavorativo dei disabili visivi tra attualit… e rinnovamento tecnologico: sfida e opportunit… per il mondo dell'imprenditoria" (Varese, 5 settembre 2006). 9