LA FAMIGLIA COME RISORSA NEL PROCESSO DI SVILUPPO DEL BAMBINO DISABILE VISIVO* Giancarlo Abba "Le gioie dei genitori sono segrete, e cosŤ i loro dispiaceri e timori; le prime non le sanno e i secondi non li vogliono esprimere" Bacone [Abstract] L'articolo sottolinea il ruolo fondativo della famiglia nello sviluppo del bambino con disabilit… visiva, le potenzialit… dei genitori nel suo processo di crescita e nell'incontro con la realt… esterna.[fine abstract] Parlare con le famiglie che vivono la loro esperienza con un bambino che non vede o che presenta gravi problemi della vista significa, innanzitutto, rimettere in sesto l'immagine infranta di genitori. Infranta perch‚ il bambino "non Š come gli altri". Lo sconforto, la disperazione, il dolore si impongono con tutta la loro forza. Crolla l'immagine del bambino "normale" e nella coscienza dei genitori si affacciano sentimenti di vario genere che possono incidere in modo molto evidente sui comportamenti futuri. Il bambino immaginato non c'Š. Davanti ai genitori c'Š una realt… diversa. Di questi sentimenti Š bene essere consapevoli, vanno in un certo senso considerati inevitabili, senza dimenticare, per•, che il bambino necessita di tutte le attenzioni e di tutto l'affetto possibile. Il mestiere di genitore non lo si impara in una scuola di formazione alla genitorialit… ed esserlo di un bambino che non vede Š ancora pi— difficile. Non approfondiamo qui la problematica della cecit… e di cosa essa suscita nell'animo umano e di un genitore in particolare, in quanto trattasi di un tema che esulerebbe da quello in argomento. Ribadiamo solo la gravit… del trauma, dello sgomento, dell'angoscia vissuti dalla madre, dal padre e dalla famiglia nel suo complesso e del pesante e negativo trasferimento che tali stati d'animo possono determinare sulla personalit… del bambino. Anche perch‚, all'inizio della sua vita il bimbo minorato della vista non sa di essere nella condizione di non vedere ma, al tempo stesso, ha in s‚ tutta la forza che lo spinge a correre incontro alla vita, con gli strumenti che gli sono propri, come qualunque altro bambino. Di ci• vorremmo rendere consapevoli i genitori, o aiutarli ad essere consapevoli perch‚, crediamo, da questa convinzione scaturisce anche l'energia per elaborare la situazione esistenziale che li coinvolge. Tralasciamo anche, in questa sede, la trattazione del ruolo delle figure specializzate, delle istituzioni, dei servizi del territorio che devono operare e intervenire per aiutare i genitori nel loro difficile percorso. Cerchiamo qui di argomentare intorno alla famiglia, al suo ruolo a ci• che le Š proprio, a ci• che le appartiene prioritariamente, al suo essere nucleo sociale "fondamentale" per il bambino. Parliamo della famiglia che Š per il bambino uno dei bisogni elementari dell'esistenza. Un bambino come gli altri in una famiglia come le altre Il bimbo che non vede Š un bimbo come gli altri, deve godere di tutti i diritti che gli spettano, perch‚ egli ha comunque la capacit… di "sentire" quanto gli viene trasferito. Il contatto con il corpo della madre, le prime sensazioni olfattive, di calore, di morbidezza, di accoglienza, lo aiutano a prendere contatto col mondo. Il senso dell'"essere contenuto" dalle braccia, di sentire il battito del cuore, lo sostengono nel procedere della vita. Ô un primo contatto, fondamentale, che piano piano lo collocher… nel mondo. Il rapporto fisico con la madre (col padre) Š un primo veicolo di rapporto con se stesso e di rapporto con ci• che sta "fuori da s‚". La famiglia come risorsa, abbiamo detto nel titolo di questa, che chiamerei "conversazione scritta". Risorsa in quanto vogliamo far comprendere come tutti i momenti privati, intimi, domestici, delle relazioni familiari, siano tempi e situazioni in cui i genitori assumono tutta la loro importanza. Una risorsa che deve essere messa in campo positivamente. Ô in tutti quei momenti domestici che nel bambino comincia a costruirsi, a consolidarsi l'attrezzatura necessaria alla vita. Ô in quei momenti che, di fatto, si esprime, si costruisce la genitorialit…. Allora, poniamoci una domanda. Chi Š protagonista, insieme al bambino, della lievitazione dell'apparato di competenze? La famiglia, i genitori. Non stiamo dimenticando quanto sia importante per la famiglia ricevere sostegni, indicazioni, supporti, per essere aiutata nel suo percorso col bambino che non vede, Altri, nel contesto di questo corso lo hanno fatto o lo faranno. Qui vogliamo portare in evidenza, dare sufficiente risalto proprio alle molte potenzialit… che i genitori hanno nel processo di crescita del loro bambino che non vede. Vogliamo aiutare i genitori a riconoscersi come protagonisti di quel processo, a considerarsi come soggetti attivi, a riservarsi momenti in cui non c'Š delega data ad altri. Vogliamo aiutarli a riconquistare il valore della intimit… della famiglia intesa come momento generativo di affetti e sentimenti, ma anche di osservazione, di conoscenza e di capacit… di interpretare i bisogni del bambino. Non vorremmo che prendesse il sopravvento la dimensione del "deficit", dell'handicap, rispetto al che cosa fare per affrontare i problemi. Occorre tener presente ci• che, come genitore, si fa nella quotidianit…, svelandone il significato. Le ore trascorse insieme, quando non sono sovrastate dall'ansia, dalla paura di non farcela, ritrovano un loro svolgersi sereno se i momenti dedicati sono ricchi di dialogo, di parole accompagnate da gesti, da carezze, da contatti affettivi. Con la volont… di costruire la vicinanza col bambino, di accompagnare il suo primo percorso dell'esistenza, attraverso un contatto buono col mondo. Vale l'incontro con il mondo esterno, compreso, per esempio, attraverso la scoperta del proprio corpo. Tutte le azioni quotidiane dell'accudimento, dell'igiene, della alimentazione, del tenere in braccio, sono di fondamentale importanza per il bambino che non vede nella sua graduale costruzione di s‚ nel mondo e del mondo che Š fuori da s‚. Questi esempi per affermare che la famiglia Š depositaria di compiti primari: affettivi, relazionali, comportamentali e cognitivi. L'ambiente di vita del bambino Š costruito dalla sua famiglia, dalla sua casa, dalle cose che gli stanno intorno, dalla relazione corpo-ambiente, dall'agire con e nelle cose. I genitori sono i primi grandi osservatori del bambino perci• hanno di lui una grande conoscenza. Possono assumere, sono in grado di assumere, un ruolo positivo pi— di quanto possano immaginare. Quale considerazione fare per supportare tali affermazioni? I genitori trascorrono molto tempo con il loro bambino; Š un tempo in cui credere per affinare la sua conoscenza. I genitori devono credere in loro stessi, basti pensare che i loro figli gi… lo fanno. Il bambino infatti, non ha altri in cui credere in questa fase della vita. Le prime persone a cui il bambino si "affida" totalmente sono proprio i genitori. Ô necessario, a mio parere, partire da questa considerazione per rinforzare il ruolo positivo e propositivo che la famiglia, i genitori assumono nell'evoluzione del figlio. Nel corso della storia la famiglia non Š stata sempre la stessa. Ô cambiata nel tempo. Il concetto stesso di famiglia si Š modificato con l'evolversi della societ…. Sono cambiati i ruoli al suo interno, le geometrie relazionali. Rimane per•, alla famiglia, una attribuzione solida, insostituibile, e inevitabile: la famiglia Š luogo della socializzazione primaria perch‚: * Favorisce lo stile cognitivo (il pensare, il capire, l'apprendere). * Favorisce le prime relazioni affettive, lo sviluppo dei sentimenti (con i fratelli, con i nonni, con gli zii, con gli amici...). * Favorisce l'equilibrato sviluppo psicosessuale. * Favorisce lo sviluppo linguistico. * Favorisce lo sviluppo comportamentale, educa alle prassie. Da un lato la famiglia Š protezione dal mondo, difesa cura del bambino, dall'altro Š ingresso graduale nel mondo e nel sistema delle relazioni sociali. Anche per il bambino che non vede, il mondo deve essere a "portata di mano", ma per lui Š un po' pi— difficile imparare a conoscerlo, a causa della mancanza della vista. Difficile, ma possibile. La famiglia Š la sede privilegiata della educazione alla realt…, aiuto per crescere, non difesa rigida dal mondo. In questo senso essa Š distinta da tutti quei luoghi o istituzioni che si occupano della "socializzazione secondaria", le agenzie formative: la scuola, le agenzie culturali e del tempo libero organizzato e a pagamento. Dicevamo prima, luogo della socializzazione primaria Š la famiglia. Se ci• Š vero allora Š anche vero che il suo ruolo Š fondamentale per mettere le basi della ricchezza percettiva e cognitiva del bambino, fin dai suoi primi anni di vita. Perch‚ pi— il bambino Š "attrezzato" sul piano della personalit… pi— avr… risorse individuali da spendere nei luoghi e nelle situazioni extra domestiche che lo attendono e nei momenti in cui i genitori non ci sono. Vogliamo far comprendere che se pensiamo ad un bambino capace di affrontare il suo futuro, dobbiamo saper porre le basi precocemente, dove il "precocemente " trova la sua origine proprio nel contesto dell'ambiente domestico, nella gestione della quotidianit…. Tale consapevolezza contribuir… a dare al bambino la sicurezza interiore per tutto il resto della vita. Pi— rafforza la sicurezza, pi— sar… capace di essere autonomo. Teniamo presente questo principio: l'educazione in famiglia avviene sempre e comunque ed "Š quella che Š" ovvero, l'impostazione educativa, Š ineludibile. Ecco un altro dei motivi per cui come famiglia Š necessario considerarsi risorsa, perch‚ alcuni fondamentali processi di sviluppo trovano i genitori come primi agenti e nello stesso tempo primi osservatori dei cambiamenti e come coloro che tengono (debbono tenere) viva la situazione. Il sistema delle relazioni, per esempio, Š generato dalla famiglia e deve essere mantenuto da una precisa intenzione altrimenti si spegne, si incarta e il bambino Š pi— povero sul piano della personalit…. Il bambino che non vede lo Š ancora di pi—, perch‚ per lui le sollecitazioni dal e del mondo sono meno immediate o addirittura assenti. Allora Š bene che la famiglia sia sempre consapevole della sua insostituibilit…. L'umanit… non ha ancora trovato un modo migliore per allevare i suoi piccoli se non nell'ambito della famiglia unitamente appunto, a tutto il sistema delle relazioni che sa crearsi intorno. I genitori hanno un ruolo propulsivo che appartiene loro in modo esclusivo, almeno in questa fase della vita del loro piccolo. L'educazione familiare pone le basi per ogni altra educazione; quella della famiglia Š un'educazione fondamentale. Dove vive il bambino? In famiglia. Ô nella famiglia che avviene la formazione umana, senza programmazioni o altre specificazioni tecnicistiche. Di questo bisogna che i genitori siano convinti profondamente . Ô ci• che pu• aiutarli a considerarsi "unici" nel loro essere genitori di "quel bambino" distinguendo in maniera chiara il proprio ruolo da quello per esempio, demandato a figure provenienti dalle diverse istituzioni: l'educatore, lo psicologo, il tiflologo, i terapisti della riabilitazione che svolgono (importantissime) altre funzioni, anche quando effettuano interventi familiari, a domicilio. Occorre evitare di trasferire la dimensione organizzata dell'apprendimento, della cognitivit…, o peggio, del freddo addestramento anche a casa ripercorrendo modelli strutturati che non appartengono, non sono propri della famiglia. La famiglia trasferisce insegnamenti, incoraggia comportamenti nel bambino, ma in una dimensione non tecnica, bensŤ affettiva con un forte coinvolgimento emotivo. I momenti non gestiti dalle istituzioni educative, sono il tempo in cui la famiglia espleta, di fatto, un ruolo che le Š proprio, di enorme peso nell'approccio del bambino con la realt… circostante, il pi— possibile vivace, intenso, carico di affettivit… e soddisfazione. In un contesto di immediatezza e spontaneit…. Dove l'ambiente circostante diventa, per il nostro bambino che non vede, carico di sollecitazioni e di interesse. Fuori per•, in questo ambito, dalla logica dell'istruzione unita alla valutazione. I genitori non sono chiamati ad espletare una attivit… educativa "fomalizzata", debbono pensare ad instaurare la fiducia di base nel bambino, fiducia in se stesso, nell'ambiente in cui vive. Un approccio, questo, che rappresenta l'origine di una vasta gamma di stimolazioni spontanee orientate in direzione creativa, senso-percettiva e motoria originate dalla quotidianit…. Tale impostazione favorisce la costituzione del giacimento della personalit… dal quale, nella evoluzione dell'esperienza, il bambino potr… attingere quando si trover… in contesti diversi da quelli della famiglia. Una indispensabile piattaforma da cui partire. Le esperienze che la persona compie sin dall'inizio della sua vita lasciano una traccia per tutta la vita e i genitori sono coloro che hanno un influsso prepotente sul neonato, sul bambino perch‚ non hanno concorrenti e sono su un terreno ancora completamente libero. Nel suo "fare" il genitore, la madre si rende conto, giorno dopo giorno, di cosa succede. Il bambino comincia a formarsi una sua personalit… quando prende pi— contatto col mondo, con la realt…. Allora, al nostro bambino che non vede questa realt… bisogna darla. Se il primo sviluppo dell'Io procede di pari passo con lo sviluppo del corpo, questi si sviluppano in interazione con l'ambiente. La graduale conquista di s‚ avviene per esempio quando si comincia a fare qualcosa di volontario come il movimento e poi il movimento verso qualcosa. Ecco perch‚ anche il primo incontro con il gioco, con i giocattoli, pi— in generale con gli oggetti, Š particolarmente significativo. Ô col corpo che si prende contatto con le cose, con le mani si affina la conoscenza. Si sviluppa l'interesse. Si genera la motivazione. Si cerca la soddisfazione del bisogno. Non dimentichiamo che il gioco Š il primo linguaggio del bambino, (quando ancora non c'Š la parola) Š il suo mezzo di comunicazione che sostituisce le parole, Š la sua parola. Il gioco ha, per cosŤ dire, una sua grammatica espressa attraverso una molteplicit… di azioni che vengono via via sperimentate e collegate. Fare qualcosa di volontario dicevamo prima. Sul gioco facciamo una breve parentesi per ricordare solo alcuni elementi che mette in campo, le diverse spinte motivazionali ed emozionali che suscita. Il gioco: * Sollecita il movimento. * Facilita la scoperta di s‚. * Favorisce l'attivit… cognitiva, l'apprendimento. * Potenzia l'immaginazione. * Aiuta a superare i conflitti interni. * Stimola alle relazioni e alla conoscenza degli altri e del mondo. * Libera le energie. Ô una esperienza che appaga, che soddisfa. Che cosa? Il bisogno * Di fare. * Di conoscere. * Di provare - sperimentare. * Di costruire/rompere. * Di imitare. * Di muoversi. * Di reinventare. * Di ripetere. * Di vivere sentimenti/emozioni. * Di rischiare qualche esperienza dolorosa (graffio, botta). Il gioco Š * Libero. * Con regole. * Individuale (educa alla socialit…). * In coppia. * In gruppo. Il gioco Š * Creativo (educa alla immaginazione). * Ripetitivo, ecc. (educa alla temporalit…). * Breve/lungo. L'importanza del gioco deve essere conosciuta dai genitori. Nel gioco i genitori non sono istruttori, non sono addestratori. Non sono tecnici. Sono semplicemente genitori che condividono esperienze e soprattutto fanno vivere esperienze. Pensiamo per esempio al giocattolo, o pi— in generale agli oggetti, quanti significati esprimono. Il giocattolo permette l'intervento attivo del bambino (toccare, tirare, rompere, mordere, ecc.), sul giocattolo vengono proiettate fantasie, viene sviluppata la forza, la resistenza. Oggi si possono trovare sul mercato diversi materiali adatti alla manipolazione, materiali che educano il bambino ad assumere diverse posizioni con le mani, con la singola mano, con le dita, con il palmo, ecc. Ecco l'importanza prepotente della famiglia. Nell'aiutare, incoraggiare il bambino verso l'incontro con la realt…, per dare senso al suo fare volontario che scaturisce dal corpo e dal bisogno di movimento. Questo itinerario Š favorito dal rapporto continuativo con la persona che svolge il ruolo materno e trova la sua origine nelle azioni, amorevoli, dell'accudimento e della presenza costanti nell'arco del tempo. Il bambino deve sentirsi accolto, riconosciuto e amato. Dai genitori deve scaturire la sicurezza perch‚ Š il bambino che si trova nello stato di insicurezza, nel dubbio. Il bambino ha bisogno di protezione e sicurezza. Dicevamo prima che il bambino crede nei suoi genitori e ci• significa che necessita di figure mature, solide, "superiori a lui e quindi ben in grado di proteggerlo" ( B. Bettelheim, L'amore non basta) Certo non sempre come genitori si riesce a trovare la soluzione giusta ai problemi, il bimbo che non vede porta con s‚ problemi ulteriori che fanno pensare, a torto, alla non soluzione e ci• suscita un forte senso di sconforto. Ancora Bettelheim in "Un genitore quasi perfetto": "Non riuscire a trovare da soli le soluzioni "giuste" a problemi educativi ci allarma e subito temiamo di essere dei genitori incapaci. Ô dunque con una buona dose di ansia e un certo intimo disagio che ci avviciniamo ai consigli che si possono trovare nei libri sull'educazione" o, aggiungiamo noi, alle indicazioni e ai suggerimenti che provengono dagli specialisti. Ô anche opportuno sottolineare che i genitori non si fidano abbastanza di loro stessi e si sentono fortemente impreparati nelle risposte da dare. Anche qui dobbiamo ritrovare il significato, come genitori, dell'essere risorsa. Il libro pi— adatto da "leggere" Š il figlio stesso. Guardare il bambino, vivere con lui le emozioni che esprime, "leggere le pagine del suo libro" cosŤ come si dispiegano nella quotidianit…, pu• aiutare la coppia ad essere interprete dei suoi bisogni e ad agire, di conseguenza, in modo adeguato . Il bambino avverte, sente, capisce il coinvolgimento emotivo dei genitori. Ô una dimensione in cui non servono le parole. Il nostro bambino "ci conosce" capisce come siamo. Un mondo da scoprire Pensiamo a quanto, nella normale gestione dei tempi domestici, Š importante che il bambino conosca l'ambiente, lo spazio in cui vive, gli oggetti e i suoni, i rumori che lo circondano e da cosa essi siano originati. Quindi il toccare, lo stare sopra, lo strisciare, il saltare comportano una serie costante di percezioni, sensazioni che erigono i mattoni della memoria e della conoscenza. Per esempio il tappeto in quella parte della stanza dove il bambino cammina, si rotola, si sdraia, rappresenter… un punto di riferimento "conosciuto" gi… sperimentato; rappresenter… un luogo depositato nella sua memoria tattile, motoria, e per lui sar… pi— facile muoversi e gradualmente conoscerne i confini, in relazione con altri oggetti che stanno intorno. Deve essere un luogo - la casa - nel quale ritrovarsi e riconoscersi e nel quale si vogliono (possono) fare, e anche si debbono fare determinate azioni. Se oltre ai luoghi caricati di affettivit… consideriamo anche l'importanza della ritualit… di determinate azioni (il momento del cibo, del sonno) si aprir… la via della presa di confidenza con lo spazio in cui si Š, si faciliter… la conquista dello stesso. Ci• porta con s‚ la capacit… di poter gestire autonomamente quello spazio. All'inizio sar… solo la prensione o il toccare, un po' alla volta diventer… una azione sempre pi— complessa, libera per• dall'ansia, effettuata con naturalezza. Sar… il bambino stesso che lo comprender…. Il bambino che non vede costruisce (deve costruire) il suo mondo psichico (fantasie, angosce, paure, il senso del piacere ecc.) attraverso il suo essere nel mondo, in un mondo che gradualmente da estraneo, non esistente, si fa concreto. Da queste brevi considerazioni possiamo allora cercare di approfondire il perch‚ i genitori, anche in questo ambito, sono risorsa. Nell'ambiente domestico, con la madre, il bambino deve sentire che la sua possibilit… di movimento viene promossa, che la mancanza della vista non Š un impedimento al fare. Risulta evidente la necessit… di favorire la libert… di movimento del bambino facendogli conoscere cose nuove, giocattoli di diversa fattura, oggetti diversificati nelle forme, nei materiali e nelle funzioni in modo "normale" come Š opportuno fare con un bambino. Gli elementi della natura come l'acqua, dalle molteplici funzioni, sono una "fonte" inesauribile di idee per lo sviluppo dei sensi. Pensiamo solo al passaggio dal freddo al caldo, dal ghiaccio al vapore. Ogni genitore, adulto, si trova nelle condizioni di spiegare ad un bambino ci• che non conosce. Se si tratta di un oggetto saremo portati a dire come si chiama, a cosa serve, a definirne alcune caratteristiche. Col bimbo che non vede deve avvenire la stessa cosa centrando per• l'attenzione anche su aspetti che generalmente sfuggono nella descrizione perch‚ assorbiti dalla vista, quali ad esempio la consistenza, il peso, la caratteristica della superficie, l'odore, la grandezza, la temperatura. In caso contrario si impedisce al bambino di raggiungere la sua autonomia anche nelle semplici azioni della vita quotidiana. Sar… un bambino portato a pensare che tutto gli Š dovuto, non si educher… alla curiosit… e non sar… stimolato a fare da s‚. Avr… difficolt… ad instaurare rapporti con gli altri e sul piano sociale non potr… esprimersi. Sar… meno attivo, meno reattivo di fronte alle novit…. Nelle relazioni interpersonali, nella scuola materna per esempio, o nella scuola elementare, quando l'incontro con gli altri sar… obbligato, incontrer… ostacoli nell'adattamento, correr… il rischio di essere emarginato e anche l'intervento dell'adulto, ancorch‚ necessario come mediazione, non porter… a risultati positivi. Da qui possiamo riflettere, ancora una volta, sull'importanza dell'ambiente domestico e non, per quanto concerne la promozione nel bambino della volont… di fare, della curiosit…. Tutto ci• deve essere costruito in un contesto amorevole, di fiducia, vero terreno di benessere emotivo. Un ambiente che si caratterizza come costruttore di un apparato psichico ben equipaggiato, capace di resistere di fronte alle delusioni, alle frustrazioni (inevitabili) che ogni individuo vive. Dobbiamo pensare ad un bambino reale che, attraverso il suo nucleo familiare e il suo ambiente si attrezza per affrontare il mondo e gli altri. Lo si doter… di un bagaglio che verr… "traslocato" con effetti benefici nel sistema formale, ad esempio quello della scuola. Dobbiamo insomma fare ogni sforzo per evitare il rischio di vivere, nei confronti del bambino, la sola dimensione dell'handicap (il limite) pi— che il suo riconoscimento nella dimensione della vita, della sua vita. Ô con questa convinzione che i genitori possono "dare una mano" da protagonisti ai "tecnici" che in varia misura e modalit… intervengono e interverranno sul bambino. Strategie sbagliate appesantiscono, e non poco, l'incidenza dell'handicap visivo sull'individuo. Mettono in risalto l'handicap (che c'Š) ma non il bambino con i suoi diritti di bambino. Ancora una volta non dimentichiamo certo l'importanza di fornire ai genitori sostegni e aiuti concreti circa le azioni necessarie per educare il proprio figlio all'autonomia intesa nella sua globalit…. Qui abbiamo voluto costruire un baricentro per ridare alla famiglia il significato della sua centralit…. Centralit… nel senso di coloro che predispongono la giusta partenza, che curano l'equipaggiamento, che procurano l'energia per la spinta iniziale, alla pari degli altri genitori, consapevoli per• che la disabilit… visiva del bambino, sulla quale occorre intervenire per i molteplici aspetti problematici che implica, non limita le potenzialit… umane dell'individuo che ne Š colpito, non soffoca le sue capacit… intellettive, non sacrifica lo sviluppo della sua personalit…. Spero di esser riuscito, cari genitori, con queste poche righe a costruire un legame, a far comprendere che la possibilit… di raccontarsi Š una grande miniera a cui attingere perch‚ non vada smarrita l'alleanza di noi operatori con voi e perch‚ venga mantenuto quel filo di speranza che proietti anche la vostra famiglia, di un bambino che non vede, nel futuro e non vi faccia deviare su rotte, involontarie, non percorribili dal bambino stesso. Dobbiamo aiutarci ad immaginare un bambino vero con tutti i diritti che gli appartengono in quanto bambino. Per operare bene abbiamo bisogno di voi. Giancarlo Abba direttore dell'Istituto dei Ciechi di Milano * Lezione tratta dal corso di formazione a distanza "I genitori del bambino minorato della vista", organizzato dal 10 febbraio al 16 giugno 2004 dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi. ?? ?? ?? ?? 1