ESPERIENZE DI EDUCAZIONE MUSICALE CON BAMBINI NON VEDENTI* Costanzo Capirci [Abstract] Pi— che di educazionme alla musica, il saggio sottolinea l'educazione "attraverso" la musica, descrivendo un'attivit… di ricerca che fa appunto della musica una attivit… sollecitante lo sviluppo di diversi processi cognitivi e motori.[fine abstract] Chi considera il rapporto musica-educazione nelle scuole speciali per minorati della vista nota facilmente uno stato di crisi profonda: gli alunni delle nostre scuole speciali generalmente rifiutano i contenuti metodologici ed i procedimenti dell'apprendimento musicale; gli insegnanti di musica, tranne poche eccezioni, sono restii a collaborare per il necessario rinnovamento della metodologia, dei contenuti e delle finalit… dell'educazione musicale; non si riesce a dare alla musica quella pienezza di significato che ne giustifichi la presenza nell'educazione. Gli elementi positivi sono, al confronto, assai scarsi e dipendono esclusivamente dalla tenace buona volont… di qualche insegnante la cui azione, allo stato attuale, non Š in grado di determinare una inversione di tendenza. Considerato il problema nel suo insieme, Š possibile trasformare l'attuale crisi negativa in crisi positiva, partendo anzitutto da una migliore puntualizzazione della funzione della musica nella scuola. Sino ad oggi nelle nostre scuole speciali il termine di educazione musicale Š stato inteso fondamentalmente come "educazione alla musica", ossia come ordinamento tendente ad aiutare l'allievo a scoprire in s‚ e sviluppare quelle doti utili a fare di lui, eventualmente, un musicista: ma occorre dire che cosa si intenda con il termine "musicista". A giudicare dalle possibilit… offerte dalle nostre scuole musicali e dalla stessa struttura degli studi musicali dei Conservatori, si diviene musicista acquisendo una semantica teoretica strettamente connessa al fatto sonoro che materia l'arte definita "musica" e addestrandosi alla meccanica degli strumenti musicali. Si potrebbe completare la definizione includendo l'esercitazione alla creativit… musicale, allo studio della composizione ma, considerato l'organico delle nostre scuole musicali, basta quanto Š stato detto. Infatti, nel caso specifico, per studio della musica s'intende in modo pressoch‚ esclusivo lo studio del pianoforte e delle materie complementari comprese nell'ordinamento di detto studio. L'educazione musicale intesa come educazione alla musica, Š di tipo principalmente selettivo. In contrapposizione a tale indirizzo, si propone in questa sede di attribuire all'educazione musicale il significato programmatico di educazione attraverso la musica: con tale definizione si intende dare importanza prevalente al momento educativo. Di conseguenza, i contenuti pedagogici ed i procedimenti didattici sono validi in quanto utili a promuovere la crescita della personalit… dell'alunno, considerata in tutte le sue componenti. Nella diversificazione delle motivazioni e degli obiettivi di questo concetto educativo, la musica non subisce un declassamento: attraverso interazioni didattiche pluridirezionali, essa viene utilizzata nella insostituibile funzione sollecitante, volta a favorire numerosi processi di maturazione. Nell'educare attraverso la musica, in definitiva, si tende a promuovere nell'alunno lo sviluppo di quelle doti precipuamente utili anche alla formazione di un "musicista". Per quanto spiegato, il nuovo concetto di educazione musicale ingloba in s‚ anche quello preesistente, in quanto "educare attraverso la musica" significa non meno positivamente di prima "educare alla musica". Educare attraverso la musica Nell'arco della scuola primaria si possono prospettare numerose ipotesi di sperimentazione riguardanti l'educazione musicale, tutte importanti, in quanto necessarie ai fini sopra indicati. Alcune di esse riguardano pi— direttamente gli insegnanti di musica e, per la loro importanza, richiederebbero un corso di aggiornamento specifico. Qui riferisco su un'attivit… di ricerca sperimentale svolta dall'anno scolastico 1969-70 ad oggi, nelle classi della scuola materna e del primo ciclo della scuola elementare presso l'istituto "Augusto Romagnoli". L'individuazione e il chiarimento delle motivazioni educative musicali di questo primo periodo dell'area scolastica, mentre stanno a fondamento dell'intero sviluppo dei momenti successivi dell'educazione, fanno gi… intravedere i lineamenti della concezione pedagogica dell'educazione attraverso la musica. Chi scrive si Š impegnato a visitare giornalmente le classi della scuola materna e del primo ciclo della scuola elementare, per svolgervi un'attivit… di educazione musicale basata esclusivamente sulla forma del giuoco: l'incontro quotidiano con i bambini consiste, infatti, in un susseguirsi di giuochi aventi ciascuno caratteristiche e finalit… ben precise. Attraverso la creativit… didattica ho potuto constatare che, nelle forme di svolgimento e nella caratteristica stessa di ciascun giuoco, Š possibile scoprire quelle motivazioni che arricchiscono di significato il giuoco stesso dal punto di vista pedagogico e che allo stesso tempo promuovono la partecipazione pi— entusiasta dei bambini. Descrivo i giochi principali, indicando caso per caso i motivi fondamentali e collaterali a quelli musicali, pi— tradizionalmente evidenti. Il giuoco del vocalizzo Tutti coloro che si sono interessati all'educazione musicale hanno dato grande importanza all'educazione vocale. La voce Š quello strumento naturale che, prima e pi— di ogni altro, consente all'alunno di partecipare attivamente alla realizzazione di un fatto artistico musicale. Educare la voce, perci•, significa mettere il bambino in condizione di esprimere il meglio di se stesso nelle attivit… di carattere musicale. La metodologia tradizionale ricorre generalmente alla pratica del vocalizzo: il salire e scendere della voce, per gradi, nell'ambito di cinque note, vocalizzando. Al fine di esercitare la voce entro una gamma iniziale ed ampliarla progressivamente, il vocalizzo si ripete innalzato ogni volta di un semitono. Senza modificare sostanzialmente questo procedimento, l'ho arricchito di altri significati, in modo da trasformare un esercizio noioso in un giuoco. Anzitutto mi sono preoccupato di "oggettivare" l'elevazione del suono. I fanciulli vedenti possono trovare nella organizzazione della notazione musicale la visualizzazione di un disegno melodico, che risulta evidente in modo particolare riguardo al grado di elevazione del suono. Ai fanciulli non vedenti faccio "vivere" la correlazione in altro modo. Alla elevazione e all'abbassamento melodico si fa corrispondere l'elevazione e l'abbassamento degli arti superiori. Anzich‚ vocalizzare, nella parte ascendente del disegno (sulle note: do, re, mi, fa, sol) i fanciulli cantano: su, su, su, su, su, su; nella parte discendente (sol, fa, mi, re, do) cantano: gi—, gi—, gi—, gi—, gi—. Contemporaneamente nell'ascendente portano gradatamente le braccia in alto (palmo delle mani rivolto in su) e viceversa nel discendere. Alla stimolazione visiva che si offre al vedente attraverso la posizione delle note sul pentagramma, si sostituisce, nei confronti del non vedente, la stimolazione che si basa sulla correlazione stabilentesi fra la progressiva tensione e il rilassamento neuro-muscolare dell'organo fonatorio nella produzione dell'elevazione e dell'abbassamento dello schema del vocalizzo, da una parte, e la graduazione dell'impegno muscolare nella tensione e nel rilassamento dovuti all'innalzamento e all'abbassamento degli arti superiori e quindi alla localizzazione, dall'altra. Nel caso del non vedente, il movimento descritto rientra fra quegli schemi motori utili a promuovere nel fanciullo l'acquisizione del proprio schema corporeo, nel caso specifico riguardo al rapporto fra i propri arti superiori, il capo e il tronco. Sul piano della fantasia, che nei bambini Š assai viva, ai movimenti delle braccia si d… un contenuto utilitaristico di presa e di posa, dovuto all'immaginaria esecuzione di una costruzione. Le note relativamente pi— profonde della estensione vocale dei piccoli alunni, quelle dei primi schemi del vocalizzo, debitamente scurite nel timbro, rendono la solidit… delle fondamenta della costruzione; mentre l'elevazione progressiva della voce, con il progredire dello sforzo neuro-muscolare, vivifica il mio commento cronistico del progredire della costruzione stessa nella sua struttura verticale. Su proposta di un bambino, un giorno si volle costruire la torre di Babele ed in quella occasione proposi dŤ completare la "lettura" della Bibbia, realizzando l'episodio anche nel suo epilogo. In base a quanto avevamo stabilito, giunti all'ultimo vocalizzo, alla massima elevazione della torre, le voci e il pianoforte che le sorreggeva eseguirono grandi stonature: si voleva rendere la sconcertante confusione delle lingue. I fanciulli, rompendo le righe, presero a vagare nel corridoio e nelle aree limitrofe, rappresentando la dispersione dei popoli per tutta la terra. Un segnale convenuto mise fine al giuoco e tutti quanti, con la maggiore sollecitudine possibile, raggiunsero il posto iniziale. Ai motivi di correlazione estetica e psicofisica sono stati aggiunti, dunque, dei contenuti che riguardano lo sviluppo dell'immaginazione e l'ambientazione. La ritmazione La ritmazione, intesa come sviluppo della coordinazione neuro-muscolare ai fini dell'attivit… motoria, rientra sempre come elemento determinante in ogni forma di giuoco. Il giuoco della ritmazione si riferisce in grandissima parte a quanto proposto da Carl Orff e a quanto ancor prima rilevato da E. Jacques Dalcroze. Si tratta di un procedimento che tende ad impegnare nell'attivit… ritmica tutta la persona, partendo da schemi ritmico-motori assai elementari: il battito delle mani fra di loro, delle mani sulle ginocchia, dei piedi. Carl Orff suggerisce anche lo schioccare delle dita (quel caratteristico segnale di richiamo che a volte si usa e che si produce facendo scattare la falangetta del dito medio sul palmo della mano in prossimit… della base del dito pollice): ma ho notato che i bambini realizzano con difficolt… questo effetto acustico. L'avvio a questo tipo di ritmazione si realizza attraverso l'imitazione: l'insegnante propone un piede ritmico e i fanciulli lo riproducono. Si tratta, come gi… precisato, di schemi ritmici inizialmente elementari: due valori isocroni per una misura binaria, tre per una ternaria, che si realizzano di volta in volta, replicando quelle battute che l'insegnante esegue appunto battendo le mani fra di loro, o le mani sulle ginocchia, o battendo i piedi a terra. La precisione nella riproduzione dello schema eseguito dall'insegnante dipende da tutto un ciclo operativo psicofisico che il fanciullo deve compiere e cioŠ: attenzione allo schema proposto (ossia sviluppo dell'osservazione); giusta ritentiva dello schema osservato (sviluppo della memoria); giustezza nei comandi operativi per la riproduzione dello schema stesso (sviluppo dell'immaginazione e della coordinazione neuro-muscolare). La giusta riproduzione dello schema eseguito dall'insegnante dipende, dunque, dalla efficace operazione di ogni momento nell'intero ciclo; e tutti i momenti costituiscono altrettante occasioni di sviluppo delle facolt… psicofisiche che concorrono alla crescita della personalit…. L'ultimo dei momenti costituenti l'intero ciclo sopra descritto merita attenzione particolare. La precisa riproduzione dello schema, infatti, dipende dalla esecuzione di movimenti che richiedono la coordinazione spontanea dei tre fattori che condizionano il movimento stesso: tempo, spazio, energie. Ai fanciulli non vedenti, sempre attenti in modo particolare ai fenomeni acustici, questo giuoco interessa anche per le differenze timbriche dovute ai tre differenti modi di produrre i battiti. Per questa ragione, pi— si varia l'alternanza timbrica e pi— il giuoco riesce gradito. In queste ultime settimane si Š passati dalla parte imitativa, cioŠ dalla riproduzione fedele degli schemi proposti, alla parte propriamente creativa. A differenza di Orff, il quale chiede all'alunno una libera risposta a quanto proposto dall'insegnante, io preferisco impegnare nella creativit… i singoli allievi anche nella formulazione della proposta. A tal fine preciso che non mi sono fin qui preoccupato di impegnare i fanciulli negli schemi ricorrenti, e di loro proporzionati, del ritmo periodico proprio del linguaggio musicale pi— tradizionale. Infatti, proprio non costringendo i fanciulli entro schemi ricorrenti e ben proporzionati, resi validi dai canoni estetici pi— consacrati, ho potuto conoscere i singoli allievi negli aspetti salienti della loro personalit…. Ad una proposta estremamente schematica, fatta di pochi battiti, trovata da un fanciullo, c'Š stato chi ha risposto con una sinteticit… ancor pi— rarefatta e chi con uno schema ricco e loquace. L'impegno a non riproporre nella risposta lo schema della proposta ha messo i singoli fanciulli di fronte al problema della affermazione della personalit… nei confronti di quella del fanciullo proponente. Scopo evidente di questo giuoco Š quello della creativit…. In proposito Š stato anche rilevato che i fanciulli pi— fervidamente creativi nella composizione linguistica realizzano in questo giuoco schemi pi— sviluppati, sia in funzione di proposta che di risposta, e viceversa. Una ipotesi da formulare potrebbe essere quella di ottenere attraverso la pratica dell'inventiva nella formulazione di schemi ritmici la sollecitazione allo sviluppo della creativit…, a beneficio di qualunque altra forma in cui sia richiesto questo tipo di impegno della personalit…. La drammatizzazione delle canzoncine Pedagogisti e psicologi hanno gi… ampiamente illustrato l'importanza della drammatizzazione in sede educativa. Far vivere in qualche modo il contenuto di una poesia, significa far compiere al fanciullo un'esperienza avente due scopi precisi: determinare il maggior accostamento possibile alla poesia riguardo al suo significato vitale determinare l'arricchimento del patrimonio personale delle esperienze stesse. La musica, nel conferire alla parola, attraverso la forma del canto, una pi— intensa carica emotiva, tende ad evidenziarne l'essere poetico. Per il fanciullo non vedente, il vivere la poesia anche attraverso esperienze fisiche costituisce motivo di pi— sicura vivificazione dell'attivit… immaginativa, che lo aiuta a dare maggiore concretezza ai particolari vitali espressi dalle singole parole. Realizzare in forma di drammatizzazione una canzone, dunque, induce a formulare una ipotesi di preparazione alla lettura attraverso questa forma didattica: soprattutto se per lettura s'intende la migliore comprensione possibile di quanto si legge. "Il ghiro e la marmotta" Š il titolo di una delle ultime canzoncine realizzate anche in forma di drammatizzazione. Si preferisce in questo caso il termine drammatizzazione a quello di interpretazione mimica, in quanto i movimenti che i fanciulli realizzano sono strettamente connessi all'elemento poetico e scaturiscono dalla parola cantata prima dai fanciulli stessi e poi dall'insegnante, nel caso specifico con funzione di animazione unitaria della realizzazione. Eccone il testo: In un bosco di collina un bel ghiro e una marmotta fabbricato hanno in fretta una comoda casetta; in letargo se ne vanno che l'inverno s'avvicina... E mentr'essi dormiranno neve e gel li copriranno. L'esecuzione avviene in due tempi e due forme strettamente consecutive. Una prima volta i fanciulli cantano la canzoncina. La seconda volta canta soltanto l'insegnante, mentre i fanciulli eseguono i movimenti stabiliti. Alle parole: "In un bosco di collina" i bambini levano le mani in alto, quasi a rendere la ramificazione della vegetazione boschiva. Alle parole "fabbricato hanno in fretta", muovono celermente le dita, quasi a rappresentare l'industre lavorio delle unghiette per la preparazione del ricovero invernale. Alle parole: "in letargo se ne vanno che l'inverno s'avvicina", gradatamente reclinano la testa, si piegano a terra, quasi raggomitolandosi. Al termine della canzone hanno raggiunto lo stato di quiete del letargo. Per dare un significato completo a questo aspetto della vita animale e della natura tutta, ho aggiunto quei particolari a mio avviso efficaci per il completamento del ciclo invernale, che si risolve con l'avvento della primavera. A questo scopo la stasi del letargo viene gradatamente superata sul piano musicale con la esecuzione al pianoforte di brevi trilli, prima radi, poi gradatamente pi— frequenti. Alla rappresentazione delle voci della natura si fanno corrispondere i primi pigri movimenti degli animaletti che si destano dal letargo. Arpeggi sempre pi— fluidi ricordano lo sciogliersi delle nevi e la ripresa del mormorio dei ruscelli, mentre i fanciulli tornano gradatamente alla posizione eretta. Finalmente una marcetta leggera e snella invita al libero movimento deambulatorio, che sta a rappresentare il girovagare degli animali usciti dal letargo, in cerca di cibo. Con il riprendere della vita si coglie pi— compiutamente il significato del letargo e di tutta la stagione invernale, che, perci•, si invita a vivere con quella tranquillit… di spirito sempre illuminato dalla fiduciosa attesa della futura primavera. Il giuoco della finestra Tutti i giorni, ad un certo momento della lezione, eseguo un rapido arpeggio ascendente a tutta tastiera. A questo segnale fa riscontro immancabilmente il grido di esultanza degli scolaretti. I fanciulli sanno che quell'ampio arpeggio sta a indicare l'apertura della mia "finestra": un punto immaginario di osservazione dal quale mi Š dato vedere la "piazza" sottostante e soprattutto i particolari che la animano. Si tratta di particolari che i fanciulli di loro iniziativa devono proporre. A volte immaginano di dover vedere bimbetti che, tenuti per mano dalla loro mamma, sgambettano svelti svelti per recarsi all'asilo; vecchietti che camminano a fatica, curvi e appoggiati al loro bastone; uomini dall'aria di persone importanti, che attraversano con sussiego la piazza. Naturalmente molto ricorrenti sono gli spunti di caratterizzazione del mondo animale: gli elefanti di un circo dalla mole poderosa; un drappello di cavalleria accompagnato da festanti squilli di parata; lo strisciare esasperatamente lento delle lumache; lo zampettio svelto e infaticabile delle formiche, ecc. Ogni giorno lascio che i fanciulli scelgano tre o quattro aspetti di animazione. Appena scelti e accettati da tutti - ecco un buon esempio di democrazia - improvviso al pianoforte i caratteri dinamici in forma musicale. L'esecuzione delle caratterizzazioni non avviene per• in un ordine prestabilito; il riferimento alle caratterizzazioni prescelte dev'essere individuato dai fanciulli stessi. Terminata tale operazione, comincia il giuoco vero e proprio. Sollecitati da questa o quella musica, tutti si muovono individualmente e a loro piacimento, realizzando i soggetti corrispondenti. Il cambiamento di musiche avviene nel modo pi— disparato e a volte anche con avvicendamenti frequenti. Alla fine del giuoco, un ampio arpeggio discendente indica la chiusura della finestra. Attraverso questa particolare attivit…, i fanciulli sono portati a realizzare schemi dinamici e atteggiamenti espressivi nell'ambito delle figurazioni concordate con la pi— assoluta libert… inventiva e comportamentale. L'ipotesi che sta alla base di questo giuoco consiste nella opportunit… di motivare l'educazione musicale dell'infanzia in base a libere estrinsecazioni personali. Ci• in contrapposizione alle forme pi— tradizionali di questa speciale educazione, le quali non offrono alcuna alternativa all'adesione individuale del fanciullo. Basti considerare in proposito quanto avviene nel "canto corale". In tale attivit…, infatti, gli alunni sono portati a riprodurre, attraverso la imitazione dell'insegnante, una canzone ossia un fatto musicale prestabilito in ogni suo particolare di forma e di espressione: una specie di calco entro il quale l'insegnante deve riuscire a calare la scolaresca perch‚ se ne modelli. Nel giuoco della finestra, i fanciulli realizzano individualmente la libera espressione attraverso un passaggio obbligato: l'attenzione al fatto musicale nelle sue componenti di sollecitazione pi— evidenti ai fini della caratterizzazione, componenti che sono: l'intensit…, la dinamica e l'umore. Tutti particolari che i piccoli devono cogliere in modo da informarne la loro dinamica e la loro espressione. Si tratta in definitiva di un impegno che risulta essere nel suo insieme la risposta attiva e personale a una sollecitazione musicale. Il gatto ghiottoncello Ai giuochi individuali, ma pur sempre di massa, come quello della finestra sopra descritto, Š bene alternare giuochi individualizzati, che prevedano la partecipazione di pochi scolari. Fra questi rientra il giuoco che abbiamo intitolato "Il gatto ghiottoncello" : consistente nel far percorrere a un bambino un itinerario stabilito nel punto iniziale (il suo posto) e in quello terminale (un punto opposto dell'aula). L'andatura dovr… risultare quanto mai guardinga. Per ottenere ci• si fa ricorso alla motivazione del giuoco: un gatto ghiottoncello, senza farsi scorgere dalla massaia, cerca di raggiungere la dispensa per fare man bassa di cose ghiotte. La morbidezza ed il ritmo prudente dei passi sono calibrati da un corrispondente numero di note eseguite dall'insegnante con molta leggerezza sulla tastiera del pianoforte. Il gatto giunge alla dispensa, ma la massaia ha preso le sue precauzioni: all'aprirsi dello sportello squilla l'allarme. Il gatto si precipita per riguadagnare il suo posto, inseguito dalla massaia desiderosa di impartirgli una buona lezione. La realizzazione di questo giuoco Š ancora in via di sviluppo. Sin da ora si possono ipotizzare due varianti. Allo stato attuale il giuoco impegna il fanciullo, che realizza la parte del gatto, ad eseguire un'andatura estremamente morbida e quindi ben calibrata nella plasticit…. Per il fanciullo non vedente si tratta di un fatto di notevole importanza. Egli per lo pi— rivela la difficolt… all'ambientazione e all'orientamento proprio attraverso una deambulazione strascicante, a volte pesante, goffa, impacciata: atteggiamenti che devono assolutamente essere superati nel realizzare il passo furtivo di un gatto. D'altra parte la leggerezza della deambulazione dipende dal dosaggio di quei fattori sopra considerati, tempo - spazio - energia, che trovano nella musica quell'evidenziamento idoneo a tradursi in fatto di sollecitazione, specie nei confronti del fanciullo non vedente. La prima delle due varianti pu• consistere nell'impegnare colui che realizza la parte del gatto in una deambulazione dall'andamento irregolare, fatto di arresti improvvisi, di accelerazioni e decelerazioni, di avanzamenti e arretramenti. Tutti fatti che possono rendere pi— avvincente l'impresa del gatto, immaginando ostacoli e difficolt… di varia natura dovuti a fatti contingenti che impediscono l'andatura uniforme. Si tratta di particolari che possono essere resi dall'insegnante sul pianoforte. Infatti le varianti dinamiche (accelerazione, decelerazione, arresto) sono di facile rappresentazione. Riguardo alla inversione direzionale (avanzamento e arretramento) si potrebbe "scrivere" sulla tastiera un itinerario, indicando l'avanzamento con il moto ascendente e l'arretramento con il moto discendente nel disegno melodico "guida" dell'itinerario stesso. Questa prima variante perci• impegna il fanciullo ad una attenzione massima al fatto musicale che condiziona il suo itinerario. La prontezza di reazione (specie di fronte a fatti inattesi, come gli arresti improvvisi) esercita in lui l'autocontrollo. Inoltre, attraverso l'effettuazione di un percorso pi— svariato, l'impegno riguardo all'orientamento viene aumentato in misura notevole, con un beneficio quanto mai prezioso al non vedente. La seconda variante si basa sulla ipotesi, da noi prospettata sotto varie forme, della creativit…. In quest'ultima versione, infatti, si invertono le parti fra l'alunno (gatto) e l'insegnante di musica. Il primo inventa e realizza l'itinerario, con tutti quegli imprevisti gi… considerati nella prima variante, mentre il secondo " scrive " man mano l'itinerario sulla tastiera. Da parte del fanciullo si tratta di un impegno di natura squisitamente creativa. Nel caso, poi, che l'insegnante di musica sia non vedente - ed Š quanto si verifica nelle nostre scuole speciali - allora Š necessario ricorrere alla pi— stretta collaborazione fra questi e gli altri insegnanti vedenti. A tal proposito, anzi, sento il dovere di precisare che ogni forma di attivit… da me svolta in queste classi si realizza in virt— di una preziosa e indispensabile collaborazione offerta dagli insegnanti vedenti. Senza una autentica partecipazione di questi, infatti, non mi sarebbe stato possibile raggiungere alcun risultato concreto. Va tuttavia precisato che tale partecipazione risulta fattiva soltanto se basata sulla adeguata preparazione di detti insegnanti ai fatti della sensibilit… musicale connessi a tale forma speciale di educazione. Il quadro Si tratta di un giuoco creativo realizzato attraverso l'attivit… verbale. Come fine ultimo, si propone di sviluppare nel fanciullo l'immaginazione in modo creativamente coordinato. Ai fini della composizione linguistica, si da importanza alla singola parola cogliendone, in chiave musicale, quelle caratteristiche sollecitanti che danno plasticit… alla parola stessa. Si tratta anzitutto della struttura dinamico-intensiva per cui la parola, colta in questi caratteri peculiari, favorisce la spinta emotiva e immaginativa che racchiude nel suo stesso significato: che, mentre si evidenzia per le sollecitazioni considerate, si rafforza per effetto dell'innesto di questo significato individualizzato in un discorso costituito da altrettante sollecitazioni quante sono le parole che vi rientrano, colte attraverso una tale specie di caratterizzazione. Il giuoco consiste nel progettare la composizione di un quadro in ogni suo particolare, mediante il ritrovamento di parole caratterizzanti i particolari stessi (parole di due sillabe, di tre sillabe piane e sdrucciole, di quattro sillabe). Si trascrive qui la didascalia completa di un quadro ideato recentemente. Il titolo Š Inverno. Seguito di parole di due sillabe: "monti, campi, neve, fiocca, gelo, casa, legna, arde, fiamma, babbo, mamma, bimbi, gatto". Il giuoco si realizza in questo modo: un fanciullo propone il tema. Se la maggioranza lo accetta, si passa al ritrovamento delle parole la cui struttura Š stabilita dall'insegnante. L'idoneit… di ciascuna parola a far parte della composizione del quadro si verifica attraverso la pronunzia della stessa in sincronia con il battito delle mani, in base alla giusta dinamica temporale e accentuativa. Il modello uniforme di quest'ultima caratteristica di ciascuna parola a prima vista potrebbe far pensare ad una monotonia che mortifica l'attivit… creativa. Nella pratica, invece, il fatto di pronunziare la parola rapportandone i caratteri dinamico-intensivi al battito corale delle mani, oltre che evidenziare la plasticit… della parola stessa, costituisce una spinta che porta a ritrovare altre parole della stessa struttura, che rappresentino particolari utili ad arricchire il quadro di nuovi elementi immaginativi. Attraverso questo giuoco la singola parola viene maggiormente considerata nella sua plasticit… fonica: aspetto, questo, utile a determinare risultati pi— validi sul piano della espressione, in tutte le forme in cui si richiede la partecipazione verbale (lettura, recitazione, eccetera). La galleria delle statue Sotto questo titolo si svolge un giuoco che comporta il massimo impegno dei bambini riguardo alla comprensione del linguaggio musicale. Tuttavia, come accade per le altre forme di giuoco, anche in questo caso si perseguono finalit… che partono dal fatto musicale riguardando per• realizzazioni che si discostano dalla musica, intesa come fatto sonoro: aspetti e realizzazioni che rientrano tutti pienamente nel concetto unitario di educazione inteso come promozione della crescita della persona. L'insegnante propone l'ascolto di un brano musicale da lui scelto fra quelli particolarmente adatti ad essere compresi dai fanciulli: un brano della durata di due, tre minuti. Attraverso l'ascolto i fanciulli sono invitati a coglierne il carattere fondamentale. La musica pu• esprimere serenit…, tristezza, gioia, energia, delicatezza, irruenza, stanchezza, vastit…, ristrettezza, grandiosit…, piccolezza, ecc. In base al carattere significante, ogni scolaro decide autonomamente di rappresentare il significato stesso della musica ascoltata, attraverso una "soggettivazione" che esterna tramite una "oggettivazione" mimica di natura statica; ossia ciascun bambino assume la posizione di una statua che rappresenti la risposta della sua emozione all'ascolto del brano musicale. Tanti fanciulli, tante statue. Da qui il titolo: "galleria delle statue". Come primo risultato, perci•, il gioco offre al fanciullo l'occasione di esternare la sua emozione ed agli insegnanti quella di conoscere meglio la personalit… che vanno educando. Per i non vedenti, la natura di questo gioco induce alla formulazione di un'altra ipotesi che mi propongo di considerare in sede di sperimentazione. Nel proporre il giuoco stesso ho tenuto presente il fatto che i fanciulli, nell'assumere un atteggiamento scultoreo in base a sollecitazioni emotive, sono portati a "vivere" la scultura. Per vivere la scultura, si fa partecipare tutto il proprio schema corporeo alla realizzazione di una forma impersonante il fatto emotivo che tale forma ha indotto a realizzare. Il fanciullo non vedente inventa in se stesso, con il suo corpo, la forma scultorea immaginata; certamente in base ad esperienze precedentemente acquisite, sia quelle strettamente personali che quelle di diversa provenienza. Ad esempio, il bambino potrebbe conoscere pi— di ogni altra cosa il proprio schema corporeo, per cui, quando intende realizzare una scultura di forme umane si riferisce anzitutto a se stesso, trasferendo nella sua personalit…, specie nella parte espressiva, quegli atteggiamenti che ha potuto cogliere osservando gli altri fanciulli, la maestra, gli adulti componenti la sua famiglia o i conoscenti con i quali Š venuto a contatto, ecc. L'immaginazione, a volte gratuita, deve invece risultare forzatamente pi— fantastica nel caso di atteggiamento volto a proporre forme animali. "Vivere la scultura" significa in definitiva ottenere un particolare impegno del proprio sistema neuro-muscolare destinato a promuovere nello schema corporeo una serie di fatti che costituiscono, comunque, esperienza. E questa, a sua volta, insieme ad altri fatti, determina quei precedenti utili a sollecitare il fanciullo stesso, quando si impegna nelle forme di attivit… pi— strettamente connesse alla realizzazione di quanto vissuto in quelle esperienze che costituiscono i precedenti qui considerati. Mi riferisco in modo pi— particolare alle attivit… del disegno e soprattutto della modellatura. L'ipotesi che sta all'origine di questo giuoco, in definitiva, Š la seguente: il "far vivere la scultura" ai fanciulli non vedenti significa favorire in loro la creativit… connessa a quelle forme della visualizzazione che costituiscono sempre un problema assai arduo per gli educatori delle nostre scuole speciali. Il giuoco delle foglie II giuoco conclusivo degli incontri giornalieri con le classi dei pi— piccoli varia di anno in anno, come d'altra parte variano il pi— possibile tutti i giuochi dell'educazione musicale. Infatti, quelli fin qui riferiti sono soltanto alcune forme tra le numerose che vado continuamente inventando. Al fine di restituire i fanciulli alle proprie insegnanti di classe, in modo da renderli disponibili alle attivit… pi— tranquille, dopo tanto dinamismo, Š necessario che il giuoco di chiusura risulti caratterizzato da un maggiore impegno nell'autocontrollo. Nel primo anno di sperimentazione, facevo uscire gli scolari eseguendo, con la maggiore leggerezza possibile, una marcia alla quale si dava il titolo di "marcia delle ombre", perch‚ i fanciulli, come "ombre" (cioŠ come animazioni assolutamente silenti) dovevano uscire dall'aula comune per raggiungere la propria. Il secondo anno una diversa marcia prese il nome di "marcia degli scalzi". Nell'anno in corso ho inventato il "giuoco delle foglie". Atteggiandomi ad Eolo (bonario per•), soffio verso i vari gruppetti di scolari e questi, come tante foglioline portate dal vento, sciamano via silenziosamente. La plastica morbidezza del loro movimento e la loro divertita partecipazione costituiscono i risultati positivi che considero primo fondamento delle ipotesi qui indicate e di ogni altra indicazione circa la presenza della musica nell'educazione dei minorati della vista. Costanzo Capirci * Tratto da "L'educazione dei minorati della vista. Rivista italiana di tiflologia", 1(2), 1973, p. 22-29. ?? ?? ?? ?? 2