DIALOGO NEL BUIO? [abstract] Resoconto dell'iniziativa dell'Istituto dei Ciechi di Milano "Dialogo nel buio", in cui, al di l… della vista, si riscoprono potenzialit… di comprensione che si fondano sugli altri sensi.[fine abstract] Entrare e fare un percorso completamente al buio dove la vista non serve pi—. La tua pupilla si allarga pi— che pu• alla ricerca anche del pi— pIccolo spiraglio ma, niente da fare, la luce non c'Š. Allora cominci ad usare gli "strumenti" che possiedi ma che solo ora ti accorgi di avere. Puoi sentire, puoi toccare, puoi parlare con chi ti guida e che, pensa un po', Š uno che non vede e lŤ vede anche per te. Ti da consigli su come usare il bastone bianco che ti hanno consegnato all'ingresso, come orientarti con la mano per riconoscere uno stipite, una colonna, una pianta e poter proseguire il tuo cammino. Ti vengono tanti pensieri nella testa in quel momento, su te, sugli altri che sono con te, su quella persona che ti accompagna e che non vede. Non pensavi di poterti trovare nell'incertezza, non pensavi che in quella situazione avresti dovuto mettere in essere tutte le capacit…, potremmo dire, primordiali dell'uomo, come l'ascoltare da dove proviene una voce, ascoltare i rumori, sentire gli odori mettendo in moto uno stato di vigilanza e di attenzione senza i quali ti perderesti. Non potevi immaginare di dover capire senza vedere, hai sempre associato l'azione del comprendere a qualcosa o qualcuno da guardare, la pagina di un libro, una immagine, una persona. Qui Š diverso, qui devi capire, puoi capire pur essendo al buio. La tua guida sa dove andare, sa come muoversi, sa cosa c'Š negli ambienti in cui ti trovi. Ô la tua sicurezza, ti stai affidando a lei. E ti viene da pensare che quella persona, anche quando esce dal "buio", da questa struttura chiamata "Dialogo nel buio", rimane nel buio, o quello che noi intendiamo per buio. Perch‚, per chi non vede, il buio che vedi tu non Š quello che vede lui. Allora cominci a fare qualche considerazione che per qualche secondo ti separa, ti distoglie da quello che stai facendo e pensi a come deve essere difficile, tremendo, complicato vivere da ciechi. Per• ti si accende una luce nel cervello che ti fa vedere che Š possibile. Possibile? Si perch‚ chi sta con te e ti accompagna non vive fuori dal mondo ma nel mondo... e lo deve affrontare. Questo pensiero mentre da un lato ti da una certa ansiet… dall'altro ti tranquillizza. Cominci a vivere quel momento con un'altra "visione". Visione? Certo visione. Ti stai confrontando con un altro modo di vedere, un modo diverso di conoscere, un altro modo di "dialogare". Un luogo in cui vengono buttati via gli inutili orpelli della convenienza e recuperi alcuni significati profondi della relazione con gli altri. Per esempio l'ascolto. Eh sŤ! Qui Š importante. Tutto diventa un'informazione che ti pu• servire. Qui non puoi fare a meno delle sfumature, della voce che ti guida, di un suono che ti orienta. I tuoi pensieri non si fermano anche se sei molto preso dal percorso, sei attento agli ambienti che attraversi,- a dove metti i piedi... Quante cose ti dicono anche i piedi, vero? Ci avresti mai pensato? Cose da piedi... se fossero nudi poi... Come le mani che riescono a capire un sacco di cose. Sono intelligenti le mani. Le mani affrontano continuamente indovinelli: cos'Š, com'Š fatto? Fammi toccare! Vedere con le mani, toccare con la mente. I pensieri si accavallano ma sei tranquillo, ti si sta aprendo un mondo, un mondo che non immaginavi. Ti accorgi che devi fare i conti anche con la paura. Ô forte la paura, Š importante. Meno male che c'Š la paura. Ti mette in allarme la paura, ti fa stare attento, ti aiuta. Ô come un campanello che ti fa fermare per ragionare, per capire. Non ti permette di essere superficiale. In quel momento sorge in te il senso dell'avventura, della scoperta del riconoscimento di ci• che sembrava ignoto. Ti appassionano i minimi dettagli che la tua guida ti segnala. Quei dettagli ti servono. Vorresti fare mille domande. "Proseguite tenendo la destra, c'Š una porta, entrate e andate a sinistra". Ô vero.. ecco la porta! Esegui l'ordine e vai a sinistra. Ma.. .cos'Š questa cosa? Eh?... il cofano di una automobile? Un unico pensiero ti tiene la mente: che auto Š, di quale marca? Scopri allora una fedele compagna che ti viene in aiuto, ti sollecita, fa muovere i tuoi neuroni: la curiosit…. Ancora una volta le tue mani la soddisfano. Sei al buio e stai vivendo, c'Š un dialogo fra te e gli altri che vivono le tue stesse emozioni; la tua guida, rassicurante, ha un nome? Virgilio? Dalla voce sembra un giovane, ma che faccia avr…? Per• Š simpatico, ride di gusto della tua "disabilit…", ti ha messo sulla retta via quando la stavi perdendo, Š molto comunicativo... non ha pregiudizi nei tuoi confronti. Tu sai benissimo che alla fine della passeggiata al buio, tornerai a vedere. Sai benissimo che la luce colpir… i tuoi occhi e prender… il sopravvento ma intanto ti chiedi "Cosa vogliono comunicarmi? Perch‚ hanno pensato a Dialogo nel Buio? Non hai risposte da dare, ti sei posto soprattutto domande che si sono amalgamate con le sensazioni. Forse hai capito che la vita Š in ogni luogo e in ognuno di noi. Forse, anche tu, hai buttato via alcuni pregiudizi. Giancarlo Abba direttore dell'Istituto dei Ciechi di Milano Dialogo nel Buio Š aperto al pubblico tutti i giorni tranne il lunedŤ pomeriggio. Prenotazioni: dal martedŤ' al venerdŤ dalle 10 alle 18; sabato dalle 11 alle 16; domenica dalle 10 alle 14. Istituto dei Ciechi di Milano, Via Vivaio , 7 20122 Tel.: 02.76394478 per i privati Tel.: 02.77226215 per le scuole Web: www.dialogonelbuio.org ?? ?? ?? ?? 1