L'ADOLESCENZA COME ULTIMA TAPPA DELLO SVILUPPO COGNITIVO: ISTRUZIONE E ORIENTAMENTO SCOLASTICO-PROFESSIONALE IN PRESENZA DI MINORAZIONE VISIVA Barbara Muzzatti [abstract] Le tecniche per consentire un efficace orientamento scolastico-professionale per utenti con disabilit… visiva devono tenere conto di alcuni elementi peculiari, riconducibili proprio alla natura della minorazione. [fine abstract] I correlati pi— evidenti del periodo adolescenziale sono, probabilmente, i cambiamenti fisici e le nuove esigenze sociali (gi… discussi altrove in questa stessa rivista). Ad essi si intrecciano cambiamenti, quali quelli cognitivi, altrettanto importanti, se pur meno appariscenti, e, soprattutto, altrettanto influenti sulle altre sfere della persona quali, ad esempio, la moralit…, la motivazione, le scelte scolastico-professionali, la stessa vita di relazione. Il pensiero ipotetico-deduttivo Sul fronte cognitivo, l'adolescenza porta all'acquisizione del pensiero ipotetico-deduttivo, ovvero di quella forma di pensiero (del tutto nuova) che permette all'individuo di manipolare i concetti astratti, di simbolizzarli, di formulare ipotesi e relazioni tra di esse. A tal riguardo, si parla anche di intelligenza astratta o di intelligenza logico-formale: queste denominazioni sono tese a evidenziare il fatto che, con questa nuova forma di pensiero, l'individuo non abbisogna pi—, come in passato, di ragionare su oggetti concreti, tangibili, manipolabili, di fare esperienza diretta delle situazioni per comprenderle, ma pu• effettuare dei ragionamenti anche in loro assenza o utilizzandone rappresentazioni simboliche. In realt… non si tratta di un'acquisizione subitanea, ma di un lungo processo, che inizia con l'esordio dell'adolescenza e si protrae lungo tutta la scuola media inferiore e superiore, n‚ di una tappa evolutiva discontinua rispetto alle precedenti: il pensiero ipotetico-deduttivo, infatti, integra il modo di pensare precedente e si pone come il coronamento del lungo processo di sviluppo delle strutture intellettive. Esso richiede un intervento educativo formalizzato, in assenza del quale pu• non venir acquisito pienamente. Inoltre, il suo utilizzo gradatamente si estende alle diverse sfere dell'individuo e di esso risentono l'attivit… scolastica, i rapporti con gli altri, la rappresentazione di s‚ e del proprio futuro. Come per le altre acquisizioni proprie di quest'et…, il giovane ha piacere ad utilizzarlo e a testarsi in esso. Pi— nel dettaglio, si parla di pensiero ipotetico, perch‚ non si basa su situazioni concrete e direttamente osservate o esperite, ma su situazioni ipotetiche, immaginarie, diverse o in contrasto con la realt… percepita e perchŠ Š caratterizzato da un primato della rappresentazione sulla realt…, del possibile sul reale. Si parla di pensiero deduttivo, perch‚ si tratta di un pensiero che, partendo da certe ipotesi, trae conseguenze sulla base di rapporti che sono noti e che permettono di collegare tra loro due proposizioni. Come detto, esso richiede l'attivazione di interventi mirati (educazione logica) e diffusi (discussione, dimostrazione, riflessione sulla struttura logica dei rapporti usati, sperimentazione), sia perch‚ tende ad applicarsi ad ambiti nuovi (per esempio la teoria della probabilit…), a risentire di diverse modalit… di formulazione (intuitiva o formalizzata), a richiedere la coordinazione, non sempre immediata, di diverse situazioni ipotetiche. A dispetto di ci•, sono numerosi gli errori di ragionamento in cui anche gli adulti talvolta incorrono. Tra essi, i pi— frequenti sono: il ragionamento per ipotesi isolate (con il quale si ignorano i cambiamenti concomitanti o conseguenti al primo, che possono ristabilire l'equilibrio tra gli elementi di partenza), lo scorretto uso dei rapporti interproposizionali (che, per esempio, porta a credere che tanto pi— un numero Š ritardatario in una data ruota del gioco del Lotto, tanto Š pi— probabile esca nelle estrazioni successive), la trasformazione di una successione temporale in un rapporto causale e l'inversione dei termini in un rapporto di implicazione (per cui se Š vero che un evento ne causa un secondo, non Š necessariamente vero il contrario). Conseguenze dell'impiego del pensiero ipotetico-deduttivo Una prima conseguenza della capacit… di ragionare per ipotesi Š rappresentata dall'espansione della dimensione realt…-irrealt…, che si coniuga in una maggiore articolazione dei suoi livelli, nell'allargamento della prospettiva temporale, nell'arricchimento delle opzioni di scelta. Il bambino distingue solo tra la realt… concreta (fatti e oggetti) e l'irrealt… (fantasie per il futuro, desideri, mondo della fiaba), l'adolescente, invece, inizia a distinguere tra il certo, il realizzabile, l'irrealizzabile, il possibile (altamente, mediamente, scarsamente probabile e quasi impossibile), l'irrealt… piena. Il livello di realt… si estende, a quest'et…, sia al passato che al futuro. La collocazione di eventi nel futuro fa sŤ che essi possano essere vissuti come certi, o per lo meno probabili, che il soggetto riconosca l'importanza di tenerne conto fin da subito, o di dover lavorare in anticipo per la loro realizzazione, che gli sforzi e i sacrifici vengano meglio tollerati in vista dell'obiettivo fissato. Da tutto ci• consegue una percezione pi— ampia delle prospettive e delle opzioni di azione a disposizione che, a sua volta, induce da un lato un senso di ricchezza e pienezza, dall'altro pu• indurre tensione e preoccupazione, per i dubbi circa la propria adeguatezza o per la necessit… di effettuare delle scelte. Il pensiero ipotetico-deduttivo permette all'adolescente di giungere a quella che Kohlberg chiama moralit… post-convenzionale, ovvero alla convinzione che la legge, universale e condivisa, prescriva i comportamenti corretti, debba rispondere all'utilit… sociale (pertanto possa essere modificata) e comunque sia ben distinta dai valori e dalle opinioni, soggettivi e personali. Sono correlati del pensiero ipotetico-deduttivo anche la fantasia (che in adolescenza si divincola dal concreto e pu• creare mondi del tutto originali), l'illusione (di solito si manifesta nella credenza di poter creare un mondo nuovo, diverso dal reale), la megalomania (Š la manifestazione della propria grandezza che pu• compiersi attraverso l'eroismo, la "santit…", la criminalit…) e la depressione (che si pu• verificare quando l'illusione naufraga nel disinganno). Il pensiero ipotetico-deduttivo e la scuola L'acquisizione, o il processo di acquisizione, del pensiero ipotetico-deduttivo interferisce massicciamente sul rapporto dell'adolescente con la scuola. In primo luogo, esso permette l'accesso a contenuti pi— complessi (per esempio: l'alternanza delle stagioni, la teoria dell'evoluzione delle specie, il principio di inerzia, l'infinito potenziale, l'algebra, l'economia) anche attraverso la conduzione di esperimenti metodologicamente rigorosi. In secondo luogo, esso comporta lo sviluppo dell'interesse per problemi epistemici: l'interesse dell'adolescente, cioŠ, si sposta dai contenuti ai processi e pressante diviene il bisogno di chiedersi (e di chiedere) come si Š pervenuti ad una data conoscenza. Inoltre, esso induce un nuovo bisogno, ovvero quello di dimostrazioni e di discussioni alla pari: a differenza di quanto accadeva in precedenza, le enunciazioni e i dogmi vengono ora mal tollerati e/o aspramente rifiutati. La scuola, per•, spesso non riesce a rispondere a queste nuove esigenze dei ragazzi: ne consegue che essa induce in loro indifferenza e passivit… alle sue proposte, paura, fuga o diligenza e solerzia, ma prive di entusiasmo. In adolescenza, infine, non Š raro il manifestarsi di difficolt… scolastiche che, ben lungi dall'essere deficit dell'intelligenza o disturbi pi— cristallizzati (che di norma vengono diagnosticati in epoca pi— precoce), hanno cause squisitamente emotive e natura transitoria. Appartengono a queste difficolt… il cattivo rendimento in specifiche materie, la discontinuit… nello studio, l'incapacit… di dimostrare lo studio svolto e il crollo del rendimento generalizzato a tutte le materie. Lo spostamento delle energie del ragazzo dagli apprendimenti scolastici ai cambiamenti fisici in atto, il rapporto di ambivalenza (avvicinamento-allontanamento) con gli insegnanti e l'istituzione scuola, la tensione e il disagio per i nuovi problemi ed interrogativi disvelati dal nuovo modo di pensare, la gi… menzionata scarsa rispondenza ai bisogni di coinvolgimento e confronto dei ragazzi da parte della scuola, sono tra le cause pi— pregnanti di queste difficolt…. Il pensiero ipotetico-deduttivo in presenza di minorazione visiva La minorazione visiva di per s‚ non interferisce in misura troppo consistente sullo sviluppo e l'acquisizione della modalit… pi— raffinata di pensiero (il pensiero ipotetico-deduttivo), piuttosto, come discuteremo pi— oltre, sono le conseguenze materiali-organizzative della minorazione a creare qualche problema. Se nell'infanzia e nella fanciullezza, i bambini con deficit visivo possono mostrare un ritardo in alcuni conseguimenti peculiari dello sviluppo linguistico e cognitivo, nell'adolescenza, e poi nell'et… adulta, sembrano essere sostanzialmente tre le differenze nelle performance cognitive tra non e normo-vedenti: una certa difficolt… nella percezione delle propriet… spaziali degli oggetti e nella percezione delle forme geometriche, il permanere di modalit… egocentriche (a discapito dell'utilizzo di indici ambientali) nella localizzazione di oggetti e nell'orientamento, tempi pi— lunghi nella risoluzione di compiti implicanti le rotazioni mentali. Queste difficolt… si traducono in potenziali maggiori difficolt… nella comprensione e nell'applicazione della geometria, del disegno tecnico e di concetti artistici-architettonici quali quello di prospettiva e o di rappresentazione bidimensionale della tridimensionalit…. Ovviamente, anche la piena comprensione di concetti necessitanti l'esperienza visiva risulta compromessa (Š il caso, per esempio, del concetto di colore o delle diverse tecniche pittoriche), ma l'ostacolo pi— consistente Š sicuramente quello dovuto alla macchinosit… e ai tempi pi— lunghi della scrittura e della lettura Braille (si pensi, per esempio, allo svolgimento di un'equazione matematica), o a carattere ingrandito o tramite tecnologie assistive connesse ad un calcolatore, e dei tempi necessari per l'ottenimento di libri di testo accessibili. Ci• nonostante, le preferenze dei minorati della vista in termini di discipline scolastiche si livellano su quelle riconducibili all'area letterario-umanistico-sociale, cosŤ come le scelte scolastiche professionali si orientano a percorsi e carriere definibili come "tradizionali" per le persone con minorazione visiva, ovvero la masso-fisioterapia, la filosofia e le lettere, la giurisprudenza. L'orientamento alle scelte scolastico-professionali Si Š detto di come l'adolescenza sia l'epoca in cui l'individuo assume delle modalit… di ragionamento raffinate, analoghe a quelle possedute dagli adulti. L'adolescenza Š, pi— in generale, l'epoca in cui, in tutte le sfere della persona, avviene una maturazione verso le posizioni adulte e tra esse rientra anche l'impostazione del futuro scolastico-lavorativo. L'orientamento alle scelte scolastico-professionali si configura proprio come quel lungo ed articolato processo, per mezzo del quale lo studente deve maturare una serie di competenze e deve entrare in possesso di un complesso di informazioni che riguardano - da un lato - le sue motivazioni, i suoi interessi e le sue abilit… e - dall'altro - il mondo delle professioni, il sistema economico locale e nazionale, le occasioni di formazione. Prendere una decisione circa la scuola (o l'universit…) da intraprendere o circa il lavoro da svolgere significa riflettere sul peso e il significato di una molteplicit… di fattori riconducibili, in buona sostanza, a due diverse categorie: la conoscenza di s‚ e la conoscenza del contesto in cui ci si trova a vivere. Riflettere su di s‚ vuol dire prendere in considerazione, durante il processo della scelta: il rendimento scolastico, la preparazione di base, il metodo di studio, le attitudini, gli interessi professionali, i valori, la motivazione, la struttura individuale di personalit…, la famiglia e le sue idee, il progetto professionale. Conoscere il segmento scolastico successivo o il mondo del lavoro, invece, significa da un lato, conoscere l'organizzazione, la strutturazione, le ubicazioni, gli adattamenti alla propria routine richiesti dalla frequenza dei corsi o del posto di lavoro, dall'altro conoscere gli andamenti e le richieste, in termini di professionalit…, del mercato. Ô lo scopo preciso dell'orientamento, istituzionalizzato come proprio della scuola di ogni ordine e grado dalla Direttiva Ministeriale n. 487/97, affiancare e guidare il giovane in questo processo di scelta, affinch‚ la sua decisione sia la pi— adeguata, realistica ed efficace possibile. L'orientamento scolastico-professionale per ragazzi con minorazione visiva La citata Direttiva Ministeriale prevede che l'orientamento sia fruibile da tutti gli studenti, quindi anche dagli studenti con minorazione visiva. Ô quindi opportuno che anche lo studente minorato della vista ne usufruisca, affinch‚ la sua scelta non ricalchi passivamente l'esperienza di chi, con la stessa minorazione, l'ha preceduto negli anni o sia dettata da un'irrealistica valutazione dei limiti a cui si potrebbe andare incontro nell'iter scelto, a causa della propria menomazione, e delle strategie per il loro superamento. Le tecniche per consentire un efficace orientamento sono molteplici ed esulerebbe dagli scopi del presente contributo presentarle tutte. Ci• nonostante, ci sembra importante sottolineare la necessit… che, qualora l'utente dell'orientamento sia una persona con minorazione visiva, il relativo processo di conoscenza e valutazione tenga conto di ulteriori elementi (oltre a quelli menzionati pi— sopra), riconducibili specificatamente alla disabilit… posseduta. In particolare risulta indispensabile: 1) Valutare l'effettiva svolgibilit… della professione (o del piano di studi) verso il quale si propende. 2) Riflettere sui limiti specifici allo studio e all'esercizio della professione per cui si studia quali, ad esempio, tempi di esecuzione pi— lunghi, la necessit… di ausili informatici o di assistenti, le difficolt… nel rapido accesso a testi scritti, le difficolt… di movimento. 3) Conoscere la disponibilit… di ausili informatici, tiflo-informatici, tiflologici, la disponibilit… di materiali e tutti i canali e i tempi per ottenerli. 4) Valutare obiettivamente la disponibilit… ad accedere ai mezzi elencati al punto 3 e l'oggettiva propria efficienza nell'utilizzarli. 5) Conoscere la normativa circa l'integrazione scolastica e lavorativa delle persone con minorazione visiva ( nei Box 1 e 2 se ne offre un breve riassunto). 6) Conoscere i servizi di supporto al diritto allo studio attivati da enti pubblici, amministrazioni locali competenti per territorio, universit…. 7) Ragionare sugli aspetti non scolastici dell'iscrizione quali la frequenza o gli spostamenti. 8) Confrontarsi con persone affette dalla stessa minorazione per conoscere la loro esperienza (da ripercorrere o, eventualmente, da cui discostarsi). Box 11 Normativa Relativa all'Istruzione e alle Modalit… per Sostenere Esami di Stato e Concorsi - Costituzione (Art. 3, 34, 38): si sancisce il diritto all'istruzione per tutti i cittadini. - Legge 104/92 (Art. 12, 13, 14, 15, 16, 17, 20): concerne il diritto all'istruzione, il sostegno, i PEI, gli ausili, i gruppi di lavoro per l'integrazione scolastica, la valutazione e gli esami (tempi aggiuntivi, assistenti, ausili), la formazione professionale. - Legge 17/99: istituisce il tutoraggio specializzato all'universit… e la predisposizione di ausili. Box 21 Normativa Relativa all'Integrazione Lavorativa - Costituzione (Art. 4, 35, 36, 37, 38): si sancisce il diritto al lavoro e la sua tutela per tutti i cittadini. - Legge 120/91 (Art. 1): sancisce la possibilit… che i minorati della vista (salvo casi esplicitamente motivati) partecipino a carriere direttive anche nella magistratura militare. - Legge 104/92 (Art. 18, 19, 21, 22, 33): concerne l'integrazione lavorativa, il collocamento obbligatorio, la precedenza nell'assegnazione di sede, i permessi orari. - Legge 68/99: concerne il collocamento mirato, l'istituzione di servizi per l'inserimento lavorativo, le agevolazioni fiscali per le imprese, il Fondo Regionale per il Sostegno all'Integrazione Lavorativa, l'impiego di ausili nei concorsi. Nota 1. Si ringrazia il Dott. N. Ferrando per aver supervisionato il contenuto del box. Bibliografia essenziale Arcuri, L. e Soresi, S. (1997). Regolamentazione dell'accesso all'universit…: prove di ammissione, qualit… della didattica, orientamento e servizi per gli studenti. Giornale Italiano di Psicologia, 24, 23-40. Bernardi, M. (1998). Adolescenza: Una guida per i genitori di oggi. Milano: Fabbri Editore. Di Fabio, A. (1998). Psicologia dell'orientamento: problemi, metodi e strumenti. Firenze: Giunti. Galati, D. (1996). Vedere con la mente: conoscenza, affettivit…, adattamento nei non vedenti. Milano: Franco Angeli. Hollins, M. (1989). Understanding blindness: An integrative approach. Hillsdale, NJ: Lawrence Erlbaum Associates. Mazzeo, M. (1988). Il bambino cieco: Introduzione allo sviluppo cognitivo. Roma: Anicia. Moore, J. E., Graves, W. H. e Patterson, J. B. (1997). Foundations of rehabilitation counseling with persons who are blind or visually impaired. New York, NY, US: American Foundation for the Blind. Muzzatti, B. (2003). La scelta del corso universitario: fattori implicati e contributi dell'orientamento. Quaderni di Orientamento, 12, 26-28. Muzzatti, B. (2004). I reattivi psicologici nell'orientamento: riflessione sul loro impiego con utenza affetta da disabilit… visiva. Tiflologia per l'Integrazione, 14(2), 95-105. Muzzatti, B. (2006). Adolescenza e minorazione visiva: la pubert…, i cambiamenti fisici, il nuovo valore del corpo e il peso della menomazione. Tiflologia per l'Integrazione, 16 (3), 155-162. Muzzatti, B. (2006). La socialit… in adolescenza e la minorazione visiva: il distacco dai genitori, la crescente importanza dei pari, le prime esperienze affettive. Tiflologia per l'Integrazione, 16 (4), 218-228. Palmonari, A. (2001). Gli adolescenti. Bologna: Il Mulino. Petter, G. (1990). Problemi psicologici della preadolescenza e dell'adolescenza. Firenze: La Nuova Italia. Vianello, R. (1994). Psicologia dello sviluppo. Bergamo: Junior. Zaniboni, P. (1998). Il bambino non vedente: Finalit… e metodi della scuola dell'obbligo. Roma: I.Ri.Fo.R. Barbara Muzzatti Psicologa e Dottore di Ricerca in psicologia dello sviluppo e dei processi di socializzazione ?? ?? ?? ?? 1