EDUCAZIONE PSICOMOTORIA DEL BAMBINO MINORATO DELLA VISTA* Luigina Teresa Orsini [abstract] L'educazione psicomotoria in un bambino minorato della vista presenta una sua specificit… ed articolazione ed Š il luogo precipuo della preparazione alla vita di relazione.[fine abstract] L'educazione psicomotoria di un bambino minorato della vista Š quanto mai articolata e specifica sia per l'impossibilit… di stabilire una progressione educativa uguale per tutti, sia per l'infinita gamma di situazioni che via via si possono presentare. Molte volte notiamo nei nostri bambini incertezze motorie, anomalie nella deambulazione, ipotonia muscolare, scarso controllo posturale, disturbi delle coordinazioni fini, ecc. Tutti "difetti" che con una corretta educazione psicomotoria, fin dalla tenera et…, si possono prevenire. Senza un adeguato intervento, invece, si consolidano fino a diventare "grossi" problemi che limitano le abilit… e le capacit… motorie, con gravi ripercussioni anche sul comportamento. I consigli che strada facendo vi dar• nascono da una esperienza di oltre 40 anni di attivit… e di studio sui problemi motori e psicomotori dei minorati della vista; accettateli come suggerimenti, proposte, spunti che ciascuno potr… adattare e modificare a misura del suo meraviglioso bambino. Quando si parla di et… evolutiva non si intende solo un periodo di tempo che va dalla nascita a tutta l'adolescenza ma un complesso e lungo cambiamento che Š lo sviluppo. Questo interessa aspetti della persona quali il corpo, la psiche, la mente ecc., che, pur sviluppandosi contemporaneamente, maturano in tempi diversi. Ci• Š dovuto non solo alle potenzialit… intrinseche del bambino ma anche alla relazione che l'ambiente instaura con lui e che lui instaura con l'ambiente. Ô luogo comune, ma altrettanto vera, l'affermazione che non vi Š sviluppo senza un ambiente che lo supporti. La personalit… infatti si struttura e si sviluppa in risposta a due spinte motivazionali che sono la socializzazione, cioŠ il bisogno di far parte di un gruppo e l'individualizzazione cioŠ il bisogno di differenziarsi e di assumere una propria connotazione ed un proprio ruolo. Da questi semplici concetti di introduzione si evidenzia quanto sia importante il modo di porsi dell'ambiente nei confronti del bambino minorato della vista. I genitori, in quanto educatori, hanno il compito fondamentale di accettare le difficolt… che incontra il minorato della vista, credendo nelle potenzialit… del bambino, senza lasciarsi trascinare da eventuali insuccessi. Gli insuccessi fanno parte della vita... e chi non ne ha? Gli insuccessi non si devono ignorare, occorre solo "sdrammatizzarli". Accettare e rispettare le difficolt… del bambino vuol dire considerarle come una originalit…, come un aspetto della universale diversit…. "La motricit… nell'uomo si sviluppa e progredisce secondo schemi e passaggi ben precisi, legati alle varie fasi della maturazione del sistema nervoso e dal continuo affinarsi con l'esercizio. Si passa cosŤ dai semplicissimi movimenti involontari che compie il neonato ai pi— precisi e complessi che eseguono gli atleti per i quali sono richiesti elevatissimi gradi di coordinazione, equilibrio, ecc. L'affermarsi nella cultura di oggi dei nuovi significati attribuiti alla corporeit…, al movimento e allo sport trae origine proprio dall'attenzione dedicata allo sviluppo motorio, non pi— considerato isolatamente ma piuttosto valutato in un processo educativo dinamico e in continua evoluzione. Tale processo inteso non solo come sviluppo motorio ma psicomotorio, accompagna la crescita della persona contestualmente all'ampliarsi delle sue nozioni sulla realt…, al progredire delle sue conoscenze, all'affermarsi dei suoi interessi e al relazionare le spinte motivazionali alla sua capacit… di partecipazione alla vita. Dicevamo che la motricit… dell'uomo si sviluppa naturalmente, ma, questo sviluppo va "sorvegliato" e soprattutto per i bambini non vedenti, anche guidato ed educato correttamente" (Orsini, 2003). Non c'Š dubbio che i processi di percezione e di conoscenza dell'ambiente siano, nel bambino che non vede, diversi da quelli del vedente e tale diversificazione inizia nel momento in cui la vista dovrebbe cominciare a fornire dati esperienziali specifici. Le sensazioni tattili, uditive, cinestesiche si arricchiscono e si ampliano e se, nei primi mesi di vita, la madre rappresenta il soddisfacimento dei bisogni vitali e la sensibilit… del neonato Š concentrata tutta negli organi preposti alla nutrizione, col passare dei mesi il rapporto madre-figlio comincia ad articolarsi. In tal modo le sensazioni globali e profonde si differenziano nella misura in cui gli organi di senso avvertono segnali diversi che caratterizzano le situazioni del bisogno. Gli organi di senso atomizzano (almeno in superficie) il rapporto fondamentale di dipendenza in una molteplicit… di rapporti tra bambino e madre, bambino e ambiente ecc. fino al raggiungimento del controllo di s‚ e delle cose stesse. La minorazione della vista ha due conseguenze: un prolungamento dello stato di dipendenza del bambino dalla madre, e con esso un prolungamento della funzione mediatrice di questa tra il bambino e l'ambiente sul piano conoscitivo. Ci• vuol dire che per un periodo pi— lungo di quello necessario al vedente, il bambino con problemi visivi vivr… le situazioni ambientali nel modo in cui vengono avvertite e quindi comunicate dall'adulto. Il bambino sar… tranquillo, prover… interesse, avr… paura e sar… ansioso a seconda di come gli verranno comunicate le circostanze, le cose, le persone da parte della madre tramite la voce e il dialogo tonico. La funzione tonica e la funzione motoria sono due aspetti inscindibili che determinano la comunicazione, la conoscenza e l'adattamento dell'essere al mondo. La funzione tonica sul piano neuromuscolare Š caratterizzata dal fatto che permette l'equilibrio del corpo e l'assunzione di quegli atteggiamenti che sono la base necessaria di ogni azione corporea. Sul piano comportamentale Š strettamente legata all'affettivit…, perch‚ essa Š essenzialmente una modalit… di relazione con l'altro... tutti gli aspetti della comunicazione sono sempre vissuti sul piano tonico affettivo. La funzione motoria, invece, permette attraverso gli spostamenti ed i movimenti del corpo di entrare in rapporto con la realt…. Ô il movimento che consente la conoscenza. Ma la funzione di movimento pu• essere esercitata liberamente solo se l'influenza della funzione tonica, che si manifesta attraverso tensioni e contrazioni muscolari, lascia alla prima una libert… discriminativa dei movimenti globali e parziali. Mi rivolgo alle madri perch‚ la loro figura Š la pi— valida e determinante senza per• svalutare quella del padre e delle figure che ruotano attorno al bambino, quali i nonni, gli zii, ecc. "Il ruolo della madre e, soprattutto, il suo atteggiamento sono dunque fondamentali per il bambino nei suoi primi rapporti col mondo. Per questo motivo, il ruolo del padre Š stato per molto tempo minimizzato. Se nel corso del primo anno di vita la presenza della madre (o di una figura materna) Š assolutamente indispensabile per la formazione delle prime percezioni, il padre Š il primo oggetto percepito dal bambino e, a partire dal secondo anno, Š portatore di un principio di realt… e di pluralit…. Ô lui che contribuisce in gran parte a formare la personalit…, a fare emergere e maturare le attitudini fondamentali del bambino" (Vayer, Destrooper, 1978) Tutti dovranno impegnarsi ad evitare che il loro stato di ansia si ripercuota sul comportamento del bambino. Ricordiamo che anche tra i minorati della vista esistono bambini precoci ed altri pi— lenti, bambini vivaci ed altri pi— calmi, bambini timorosi ed altri pi— spavaldi, bambini riservati ed altri audaci e cosŤ via; la vera difficolt… per l'educatore non Š quella di fare una proposta ma di fare la proposta giusta adatta per ciascuno. Non Š possibile pensare ad una corretta educazione del bambino non vedente senza riferirsi all'educazione psicomotoria. Per P. Vajer l'educazione psicomotoria Š un'azione pedagogica e psicologica che, avvalendosi dei mezzi dell'educazione fisica, ha come obiettivo di migliorare il comportamento del bambino. G. Zanibelli dice che l'atto motorio non Š solo una successione di impulsi fisiologici ma Š un modo di relazione dell'individuo con l'ambiente, Š la proiezione automatica o cosciente di una immagine mentale, Š l'espressione di un processo psichico diretto ad un fine. Dal movimento spontaneo, afinalistico, si passa alla istituzione di schemi, alla memorizzazione ed alla applicazione in situazioni analoghe e tutto questo costituisce l'atto psicomotorio. Vista sotto l'aspetto pedagogico-didattico l'educazione psicomotoria Š una educazione generale della persona attraverso il suo corpo. Ô sostanzialmente un modo globale di approccio ed Š cronologicamente la prima educazione. I principi fondamentali su cui si basa sono l'unit… psicofisica della persona, la stretta relazione che esiste tra motricit… e psichismo e sul rispetto assoluto dei ritmi individuali. Questa infatti considera l'individuo nella sua globalit… tenendo conto dei suoi bisogni, delle sue tappe di sviluppo e della sue capacit… di apprendimento. La psicomotricit… non va intesa solo come una forma di "terapia" ma soprattutto come un approccio pedagogico che si propone di favorire lo sviluppo del bambino coinvolgendone tutte le attivit… e gli aspetti motori e relazionali. Il piccolo minorato della vista, in genere, organizza la sua vita su parametri differenti rispetto a quelli del vedente, va quindi considerato nelle sue manifestazioni particolari e agevolato nell'esprimersi con i mezzi a lui pi— consoni e propri. La minorazione della vista, come pi— volte ribadito, impedisce di fruire con immediatezza di tutti quegli stimoli che, tramite l'imitazione e la curiosit…, facilitano l'acquisizione di movimenti finalizzati. Per esempio un oggetto luminoso e colorato attira l'attenzione di un bambino vedente, mentre lascia pi— o meno indifferente chi ha problemi. Il primo Š spinto, direi invitato, a muoversi per afferrarlo, il secondo resta immobile. In una cultura come la nostra, basata prevalentemente sull'immagine, situazioni simili sono continue e, a lungo andare, determinano un vero e proprio depauperamento sensoriale, con la conseguenza che il minorato della vista, se non adeguatamente assistito, si impigrisce, nel timore istintivo di qualsiasi nuova esperienza motoria. Ô questo il motivo per cui il primo consiglio che si pu• dare alla mamma di un bambino minorato della vista Š quello di "far muovere" il piccolo con ogni mezzo e con tutti i sistemi che il suo affetto di madre stimer… pi— idonei. Ad esempio dovr… evitare di lasciarlo per un lungo tempo nel box; lo spazio circoscritto direttamente controllabile pu• far sŤ che il bambino si abitui ad una limitata curiosit…, tralasciando o addirittura ignorando le ricchezze dell'ambiente. Possono, inoltre, insorgere movimenti incontrollati scaturiti dall'impossibilit… di ampliare la conoscenza, perdurando uno stato di noia e di non interesse dovuto alla mancanza di contatti validi e vari con ci• che avviene al di fuori dello spazio in cui vive... Non c'Š dubbio che i singoli interventi educativi, anche se finalizzati ad uno specifico obiettivo, si integrano e si completano a vicenda. Non si pu• educare solo un aspetto della persona, poich‚ questa si evolve e si forma nella sua globalit…. Sar… pertanto necessario adeguare le proposte alle reali capacit… del bambino nel rispetto dei suoi ritmi di apprendimento. Considerato che in questo corso on-line per genitori si Š gi… parlato diffusamente delle fasi di sviluppo secondo vari autori e, soprattutto, che sono stati gi… dati suggerimenti in ordine allo sviluppo motorio, ritengo opportuno trattare solo due argomenti fondamentali nell'educazione psicomotoria del bambino minorato della vista: * Sviluppo da 0 a 12 mesi. * Evoluzione dell'orientamento spazio-temporale. In riferimento al primo anno di vita scelte sbagliate o proposte inadeguate possono ripercuotersi negativamente nelle fasi successive di sviluppo. Inoltre capita spesso che all'inizio della vita del bambino i genitori non sempre riescono a capire con precisione quello che devono fare. Essere rassicurati sul fatto che il loro impegno procede secondo un percorso di base gi… codificato, facilita la messa a punto di eventuali accorgimenti da prendere o modifiche da apportare nel rapporto quotidiano con il piccolo. Le persone che intervengono non sempre si lasciano "trascinare" dallo slancio vitale del bambino, slancio frenato ma non compromesso dalla minorazione. Circa il secondo punto, va detto che il raggiungimento di un buon grado di orientamento coincide con l'acquisizione di una corretta autonomia, segno evidente di una emancipazione socio-relazionale. Sviluppo senso-motorio 0-12 mesi Presento un quadro riepilogativo dei sei stadi dello sviluppo sensomotorio. I sei stadi del periodo di intelligenza sensomotoria. Dopo Piaget, adattato da varie fonti Stadio Et… approssimativa Breve descrizione 1 Equipaggiamento Sensomotorio innato 0-1 mese Suzione, pianto, evacuazione, attivit… corporali grossolane; assimilazione e adattamento non sono differenziati. 2 Reazioni circolari primarie 1-4 mesi Sbaglia in una nuova attivit…; continua a ripeterla. Esempio: afferra e lascia andare. Assimilazione e adattamento sono diventati differenziati 3 Reazioni circolari secondarie 4-8 mesi Agisce e attende il risultato; scuote un sonaglio per sentire il rumore; breve ricerca dell'oggetto assente. Passa all'orientamento intenzionale o diretto a una meta. 4 Coordinazione degli schemi secondari 8-12 mesi Gira il biberon per raggiungere il succhiotto; sposta un ostacolo per raggiungere un oggetto desiderato e visibile dietro di esso. Imita una nuova risposta. 5 Reazioni circolari terziarie 12-18 mesi Esplora un oggetto nuovo in un tipo di esperimento in cui si deve trovare in che senso l'oggetto Š nuovo. Apprende l'uso di un mezzo per un fine, ad esempio raggiungere un orologio su un cuscino tirando verso di s‚ il cuscino. 6 Invenzione di nuovi mezzi tramite combinazioni mentali 18-24 mesi Risolve un problema di aggiramento evitando un ostacolo, persino se questo significa allontanarsi momentaneamente dalla meta; inferisce cause dagli effetti; prevede effetti dall'osservazione delle cause; applica qualcosa di appreso ad un contenuto differente. (Da: Hilgard, Bower, 1987, p. 448) Riporto con alcune modifiche pagine pubblicate nel testo da tempo esaurito: Il bambino non vedente - Proposte educative (vedi bibliografia). Nei primi due mesi di vita, secondo il Piaget, il bambino attraverso ripetizioni e modificazioni graduali dei movimenti di tipo riflesso, "incorpora", sia pure in maniera indifferenziata, tutte le stimolazioni alle quali pu• dare una risposta sensoriale massiva. Se si considera che il bambino vedente: * Entro i trenta giorni dalla nascita manifesta le prime reazioni alla luce. * A circa tre mesi segue "con concentrazione" i movimenti del volto di chi gli sta di fronte. * Dal quarto mese Š in grado di attribuire alla visione di un dettaglio di oggetti con i quali ha confidenza, funzione di segnale per l'avvio di una successione di "azioni". Si pu• facilmente concludere che il bambino minorato della vista Š costretto ad instaurare il suo rapporto con l'esterno partendo da serie condizioni di svantaggio e che solo la presenza significativa della figura materna pu• metterlo in condizioni di servirsi precocemente dei sensi residui in funzione vicariante. Si tratta di vicarianza psichica, da ricercarsi nelle capacit… intellettive, le quali organizzano nel tempo in chiave compensativa ci• che recepiscono. La capacit… di vedere si presenta come il pi— importante elemento di coordinazione fra le sensazioni eterocettive, mentre il tatto, l'udito e l'olfatto, ossia i sensi specificamente deputati ad intervenire nell'educazione dei minorati della vista, hanno caratteristiche funzionali del tutto diverse e, almeno nei primi mesi di vita, svolgono un ruolo associato e complementare. Infatti il bambino vedente: * "Afferra" gli oggetti con la vista prima che con le mani. * Apprezza e distingue suoni significanti ed emotivamente validi, mediamente, intorno ai sette mesi di vita, mentre a soli due mesi e mezzo Š gi… in condizioni di percepire i contorni di una immagine o di un oggetto. In relazione allo sviluppo affettivo e conoscitivo va ricordata la importanza della conquista del concetto di permanenza dell'oggetto, alla quale Š legata l'acquisizione di nozioni spazio-temporali e di causalit…. Si tratta, ovviamente, di una conquista graduale che porter… il bambino a rendersi conto, entro il secondo anno di vita, che un oggetto esiste indipendentemente dal fatto che si trovi sotto il suo diretto controllo percettivo. Il bambino rischia di venire a trovarsi in una situazione costellata di veri e propri vuoti sensoriali che insidiano la regolare continuit… dello sviluppo psichico e allungano i tempi necessari per arrivare a comprendere che gli oggetti sono dotati di caratteristiche "permanenti". Vanno, allora, incoraggiati i comportamenti intenzionali da coordinare e finalizzare a sempre nuove esperienze, mentre la localizzazione dei suoni e le esplorazioni tattili, appena possibile, devono essere utilizzate per sollecitare la ricerca di oggetti verso i quali il piccolo dimostra particolare interesse. Inizio dell'educazione dei sensi vicarianti TATTO In questa fase la sensibilit… tattile interessa gradualmente: a) Le sensazioni vitali, riconducibili alle percezioni intense che minacciano il senso di quiete. b) Le sensazioni a carattere pi— specificamente conoscitive, cui Š legata la distinzione di tonalit… intermedie fra stimolazioni di senso opposto. c) La capacit… di valutare la tridimensionalit… in oggetti in cui la terza dimensione Š sottile. Per favorire, nel minorato della vista, uno sviluppo tattile in linea con quanto sopra, Š opportuno: * Accarezzare il bambino dolcemente, partendo dalla spalla per ottenere la decontrazione dei muscoli del braccio sino a quelli della mano, in modo che apra i pugnetti chiusi. * Accarezzare, strofinare, piegare e stendere la mano. * Far toccare al bambino oggetti di varia consistenza: ruvida e liscia, calda e fredda, dura e morbida, ecc. * Avere l'accortezza che abbia sempre a portata di mano oggetti da toccare in modo che possa impiegare i suoi mezzi fisici per attivare risposte psichiche ecc. UDITO Tenendo presente che la funzione uditiva si evolve secondo questa successione: * Reazioni riflesse. * Reazioni intenzionali (con il pianto) a rumori violenti o improvvisi. * Capacit… di dare un valore affettivo al tono della voce umana e ai suoni in genere. * Attribuzione di un significato alle parole. In presenza di un bambino non vedente si consiglia di: * Chiamarlo per nome, toccarlo e successivamente spostarsi nella stanza in modo da provocare la sua attenzione. * Fargli riconoscere varie voci: quella della madre, del padre, del fratello ecc. * Procurare oggetti che emettano suoni diversi per altezza e timbro e che si possano facilmente toccare, muovere, tintinnare. * Spostare tali oggetti nella stanza per abituarlo a localizzare la provenienza della fonte sonora ecc. OLFATTO Tra i sensi da educare c'Š anche l'olfatto, che, come per i bambini vedenti, inizialmente rappresenta la fonte privilegiata di "conoscenza". Prima ancora di sentire o di toccare la madre, ne percepisce l'odore e da esso la riconosce. Il bambino con problemi visivi tuttavia, se bene educato, sar… in grado anche in fasi successive di servirsi dell'olfatto per riconoscere persone, ambienti, situazioni del vivere quotidiano, qualit… che, invece, nel vedente Š attenuata per il ruolo non dominante che assume nella percezione globale. Ô importante: * Fargli sentire odori piacevoli in contrapposizione ad altri pi— forti ed acri. * Permettergli di giocare con oggetti di materiale speciale profumato e attualmente in commercio per i neonati ecc. Il maggiore ostacolo all'attivazione dei canali sensitivi residui Š rappresentato da una passivit… iniziale, che pu• essere superata solo circondando il piccolo di premure e di affetto e prestando la dovuta attenzione alle sue necessit…. Solo una generale sensazione di fiducia lo sospinger… lentamente verso nuove conquiste tanto pi— significative se le persone che gli vivono accanto lo aiuteranno senza sostituirsi ad esso. Stimolazione alla deambulazione Partendo dal presupposto che il bambino non vedente ha un regolare sviluppo morfologico e auxologico e che completa le tappe della crescita fisiologica nei tempi previsti dalla norma, anche la deambulazione avverr… secondo le fasi dell'evoluzione filogenetica. La deambulazione corretta con lo schema crociato si effettua avanzando muovendo, simultaneamente, la gamba destra e il braccio sinistro ed alternando, in cadenza, la gamba sinistra e il braccio destro: Š questa una delle caratteristiche della specie umana. A questo tipo di deambulazione si arriva attraverso una serie di "fasi motorie" che sono il movimento di braccia e gambe senza spostamento, lo strisciare, il gattonare ed il rizzarsi sostenendosi ad appoggi. Per preparare e sollecitare la deambulazione vi suggerisco alcune indicazioni operative. DA SUPINO * Toccarlo e solleticarlo sul pancino in modo da provocare il movimento delle gambe e delle braccia. * Divaricargli le gambe e lasciare che spontaneamente tornino nella posizione "fetale". * Eseguire lo stesso esercizio con le braccia. * Solleticarlo sopra e sotto i piedini. DA PRONO * Lasciarlo libero di muoversi, ovviamente su una superficie morbida e calda. * Tirandolo per le braccia avvicinarlo per dargli la sensazione dello strisciare. * Invitarlo con la voce e con lievi e ritmiche carezze sulla fronte ad estendersi e a sollevare il capo. * Tenendogli fermi i piedi, lentamente provocare l'estensione delle ginocchia. * Sorreggendolo per le braccia sollevarlo leggermente in modo da ottenere un lieve arco dorsale. * Tenendolo per le caviglie sollevarlo leggermente in modo da provocare l'estensione delle braccia in avanti e la flessione del capo indietro. * Sorreggendolo sotto il "pancino" porlo in posizione quadrupedica, lasciandolo libero di muoversi. * Quando il bambino ha raggiunto una certa sicurezza nella posizione quadrupedica, fargli incontrare dei semplici ostacoli a cui si possa aggrappare nel tentativo di rizzarsi. Scoperta del corpo Il corpo ed il corpo in movimento Š il mezzo privilegiato per la conoscenza di ci• che ci circonda. In letteratura infatti si Š soliti dire che la conoscenza nasce dal movimento, ma per arrivare a ci• bisogner… prima scoprire il proprio corpo, le parti che lo compongono e le relazioni che vi sono fra esse. Ci• si potr… facilitare facendo assumere al nostro bambino il maggior numero di posizioni possibili anche le pi— strane ed inconsuete. Come accorgimenti pratici vi suggerisco che il bambino sia: * Cambiato spesso di posizione con movimenti lenti e continui. * Dondolato ritmicamente al canto di nenie e filastrocche. * Tenuto il pi— possibile a contatto con il corpo della mamma. * Sollevato per i piedi e messo per alcuni istanti a testa in gi—. * Coricato successivamente su superfici morbide e dure. * Manipolato per tutto il corpo onde provocargli piacevoli reazioni. * Invitato ad esplorare con le manine il proprio viso e quindi quello della madre, sofferrnandosi sulle singole parti del viso e sui capelli. * Sollecitato a toccare le varie parti del corpo, mentre l'adulto gliene ripete il nome. Educazione all'orientamento Fra le indicazioni a carattere generale c'Š da sottolineare che Š bene, via via che il bambino cresce, sfruttare tutte le occasioni per farlo muovere e camminare, portandolo fuori casa il pi— possibile e interessandolo a tutto ci• con cui viene a contatto. Gli va fatto notare tutto: oggetti, persone, fonti sonore, odori, avvenimenti, azioni che si compiono e le loro finalit…. Ad esempio: "Entriamo nel bar e compriamo un dolce al cioccolato", "Andiamo al supermercato che Š vicino a casa di zia", "Scendiamo le scale per andare al piano di sotto dalla signora Maria"... Solo cosŤ il bambino riuscir… ad interiorizzare la realt… circostante, evitando che strutturi il proprio io su apprendimenti meccanici, stereotipati e di natura esclusivamente verbale. Scoperta dell'ambiente prossimo L'inizio dell'educazione dei sensi residui o vicarianti porta il bambino non vedente ad organizzare originali processi cognitivi. Man mano che acquista il piacere di toccare, va invogliato a riconoscere e ricercare le caratteristiche tattili di ci• che lo attornia. In genere continua, anche dopo la fase orale, a portare gli oggetti alla bocca, perch‚ il contatto con le labbra, con l'intervento rafforzativo dell'olfatto, Š un ulteriore mezzo di conoscenza. Come tutti i bambini deve avere dei giocattoli con cui instaura un rapporto affettivamente privilegiato e, inoltre, Š consigliabile, nel presentargli nuovi oggetti, operare una scelta che permetta di trovare caratteristiche comuni tra quelli con cui ha gi… confidenza e quelli che esplora per la prima volta. Nella pratica si pu• partire: * Dal biberon per la conoscenza di altri recipienti. * Dal pelo del suo orsetto per cogliere le differenze tattili dei diversi tipi di tessuto di cui sono fatti i suoi indumenti. * Dal lenzuolino per il riconoscimento dell'asciugamano, del tovagliolo ecc. * Dai locali in cui vive abitualmente per cogliere caratteristiche di altri ambienti: odore, calore, pavimentazione, tappezzeria, effetti di risonanza ecc. * Dagli alimenti pi— comuni e che gradisce di pi— per abituarlo a mangiare di "tutto". Inoltre in base al grado di sviluppo della manualit… gli va proposto l'uso delle posate, prima lasciando che le manipoli, poi insegnandogli a portare con esse il cibo alla bocca. Primi processi di orientamento L'accresciuta maturazione fisica e l'aumentata attenzione verso gli oggetti diventano strumenti per rapportarsi in modo pi— articolato al mondo esterno, che il minorato della vista avverte nella globalit… ma del quale non riesce a differenziare e selezionare i fenomeni. Per dare risposte valide ai primi "perch‚" Š necessario aiutarlo a scoprire la posizione e il significato che ogni singola cosa, rispetto al proprio corpo, assume nello spazio gradualmente controllato. Approfittando della sua curiosit… e dell'emergente desiderio di autonomia si pu• invitarlo a: * Rendersi conto della diversit… fra l'essere in casa o all'aperto. * Sperimentare la differenza della temperatura fra il trovarsi al sole o all'ombra. * Distinguere l'effetto acustico che si produce in una stanza quasi vuota da quello che si pu• percepire in un'altra con molti mobili. * Notare la differente risonanza fra locali di diverse dimensioni. * Localizzare porte e finestre come punti di riferimento per spostarsi in casa, dapprima accompagnato e poi solo. * Individuare l'ubicazione di cose particolari che colpiscono la sua attenzione: il campanello all'ingresso, la radio o il televisore in salotto, lo sciacquone nel bagno, il forno in cucina, il telefono nello studio ecc. * Indicare il posto occupato abitualmente durante i pasti dal pap…, dalla mamma, dal fratellino, ecc. * Seguire la mamma che cantando si sposta da una stanza all'altra e fargli ripetere, successivamente, lo stesso tragitto da solo. * Andare incontro alle persone che entrano in casa. * Eseguire piccole commissioni, come andare a chiamare il pap… che si trova in camera da letto ecc. Ô importante, almeno inizialmente, che ogni oggetto abbia un posto stabilito, onde evitare che il bambino, confondendosi, si disorienti. Se si sposta qualcosa, ad esempio una sedia, va informato e possibilmente coinvolto nell'azione, poich‚ egli, come gi… detto rapporta lo spazio al proprio corpo e alle esperienze motorie con le quali riesce a dare una collocazione agli oggetti. I locali in cui vive devono diventare talmente familiari da permettergli esperienze complete di movimenti che interessino tutta la sua persona. Di ogni ambiente deve conoscere la "voce" caratteristica, avendone uno schema immaginativo sempre pi— preciso. Egli deve cioŠ acquistare automatismi tali che gli permettano di muoversi con facilit… e di organizzare un proprio modo di essere nel piccolo mondo circostante. Solo quando avr… imparato a riconoscere le sue cose e ad orientarsi attraverso esse, si potr… variare, con intelligente gradualit…, la disposizione degli oggetti in modo che non si fossilizzi in schemi fissi e soprattutto non si blocchi di fronte a situazioni nuove. L'orientamento consiste nell'acquisire l'abilit… di dirigere i propri movimenti nello spazio precedentemente esplorato, nel riviverlo a livello immaginativo motorio e nel riuscire a descriverlo. Il primo tipo di orientamento Š detto "dinamico", in quanto mette la persona in rapporto diretto con l'ambiente e necessita di una conoscenza globale e approfondita dello spazio preso in considerazione, raggiungibile attraverso una progressiva esplorazione, prima guidata e poi sempre pi— autonoma e spontanea. Il secondo si suol definire "statico" poich‚ consiste in una rappresentazione di situazioni "vissute"; tuttavia va precisato che il minorato della vista in questo caso "rielabora" mentalmente lo spazio. Partendo dagli elementi pi— facilmente controllabili e esplorabili, successivamente utilizza schemi rappresentativi di esperienze spaziali pi— complesse e articolate, che si consolidano nella misura in cui riesce a muoversi con sicurezza. Viene a determinarsi cosŤ una forte correlazione fra capacit… esplorativa, sicurezza nella deambulazione e processi di orientamento, tutti elementi che concorrono allo sviluppo conoscitivo, che trova concreta espressione e verifica nel percepire gli ostacoli, nel riconoscere spazi e locali valutandone dimensioni e forme, nel ritrovare l'orientamento individuando particolari noti. Il desiderio di un contatto continuo con l'ambiente e la presa di coscienza di situazioni sempre pi— ampie e articolate rafforzeranno l'esatto rapporto fra s‚ e le cose pi— immediate, fino a servirsi di risonanze, suoni, rumori, correnti anemostetiche, le asperit… del suolo ecc... per determinare schemi acquisiti adattandoli in condizioni diverse. Solo a queste condizioni la realt… circostante verr… conosciuta sempre meglio, si amplier…, si arricchir… di nuovi dettagli che si salderanno ai precedenti come naturali prosecuzioni e non rimarranno, invece, elementi isolati di un "insieme spaziale". Se si verificano queste circostanze l'ambiente verr… "avvertito" come il "suo" ambiente, la cui immagine mentale "utilizzer…" nel quotidiano. Riepilogando: l'orientamento Š il presupposto indispensabile di ogni autonomia e va di pari passo con lo sviluppo psico-motorio e con quello affettivo e intellettivo. Quando il minorato della vista sar… in grado di ritrovarsi, di essere autonomo e di orientarsi anche con una semplice descrizione del luogo da raggiungere, la sua educazione sar… valida. Il relativo mutismo delle cose non Š un ostacolo, baster… produrre un suono, un rumore perch‚ le cose stesse diano una risposta udibile. Evidentemente non tutto sar… individuabile, ma la maggiore o minore precisione sar… subordinata all'educazione psicomotoria ricevuta e alla pratica di esercizi percettivi. Ora, sul piano dell'azione o di una strategia comportamentale, l'affinarsi dell'orientamento sar… tanto pi— pregnante quanto pi— le rappresentazioni sono ricche e significative ovvero cariche di vissuti esperienziali. Il minorato della vista sa agire in un ambiente o sa controllare una situazione e seguirla, nella misura in cui le sensazioni e le percezioni hanno per base elementi analoghi che permettono di fare collegamenti, determinare spazi, misurare tempi, fare deduzioni logiche, stabilire rapporti di causalit…, implicazioni, ecc. Prevenire un pericolo, riconoscere un luogo, individuare una porta, evitare un ostacolo, seguire gli spostamenti di una persona dal rumore dei passi, sar… tanto pi— facile quanto pi— tempestivo Š stato l'intervento educativo in questo senso e quanto pi— ricca l'esperienza acquisita. Ceppi scrive: "L'orientamento presso i bambini ciechi non Š soltanto quella particolare facolt… di dirigere i propri atti, di stabilire la relazione fra s‚ e l'ambiente; l'orientamento Š, nel nostro caso, la costruzione continua dell'ambiente e la relazione non di s‚ all'ambiente, ma dell'ambiente a s‚" (Ceppi, 1962). Si pu• affermare, quindi, che l'educazione dell'orientamento immaginativo motorio Š una vera e propria preparazione alla vita di relazione. Riferimenti bibliografici Ceppi, E. (1962)., da Luce con luce, 1962, n. 4, pag. 40. Ceppi, E. (1969). I minorati della vista. Roma: Armando. Hilgard, E.R., Bower, G.H. (1987). Teorie dell'apprendimento. Milano: Franco Angeli. Maurelli, N., Orsini, L.T., Teja, A. (1985). Il bambino non vedente. Proposte educative. Roma: Il Ventaglio. Orsini, L.T. (2003). L'educazione motoria del non vedente: dalla psicomotricit… allo sport. In: L'educazione dei minorati della vista, corso online. Roma: Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi. Romagnoli, A. (1973). Ragazzi ciechi. Roma: Armando. Vayer, P., Destrooper, J. (1978). Il corpo nella dinamica educativa Milano: Emme Edizioni. Zanibelli, G. (1978)., Elementi fondamentali di psicomotricit…. Padova: Piccin. Luigina Teresa Orsini * Tratto da: Corso di formazione a distanza "I genitori del bambino minorato della vista", corso online organizzato dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi (10 febbraio - 16 giugno 2004). ?? ?? ?? ?? 1