IL MUSEO TIFLOLOGICO A MADRID: LA FRUIZIONE DELL'ARCHITETTURA DA PARTE DEI NON VEDENTI [abstract] Un primo viaggio nel Museo Tiflologico della ONCE descrive la ricchezza del patrimonio di modelli tattili e ne mette in rilievo l'utilit… didattica.[fine abstract] Marˇa Estrella Cela Esteban Il 14 dicembre 1992 si aprŤ al pubblico nella citt… di Madrid (Spagna) il Museo Tiflologico (Museo Tiflol˘gico, 1994), come un ulteriore servizio che la ONCE (Organizaci˘n Nacional de Ciegos Espa¤oles) offre ai suoi associati. In questo museo i non vedenti hanno l'opportunit…, forse per la prima volta, di avvicinarsi allo studio e alla fruizione delle belle arti e di scoprire la propria storia, attraverso alcuni ausili usati dai ciechi nell'Ottocento e nei primi anni del Novecento per scrivere, leggere, studiare la musica o la matematica Consuegra Cano 2001). Con questo articolo, e con altri che verranno pubblicati successivamente in questa rivista, vogliamo spiegare alle persone che leggono Tiflologia per l'Integrazione, come e perchŠ Š stato creato questo museo, come sono le sue collezioni, come abbiamo reso possibile lo studio e la fruizione delle belle arti da parte dei non vedenti e come il nostro museo Š diventato un vero luogo d'integrazione, dove le persone che possono vedere e i non vedenti studiano e si divertono assieme. Per cominciare questo discorso, devo ricordare che il Museo Tiflologico della ONCE Š noto gia a molti italiani, alcuni dei quali sono venuti a trovarci. Negli ultimi anni in Italia molte persone che lavorano in diversi musei, professori, insegnanti di sostegno e tanti altri operatori che svolgono il loro lavoro in rapporto con i servizi per i non vedenti, hanno partecipato a diversi incontri e convegni nei quali si Š parlato del diritto dei minorati della vista di accedere ai beni culturali e di fruire delle belle arti, attraverso l'educazione tattile ed estetica e le visite con percorsi preparati appositamente per loro nei musei. In questi convegni si Š parlato spesso della esperienza spagnola e del lavoro che da quattordici anni si svolge al Museo Tiflol˘gico di Madrid (Cela Esteban, 2002d e Cela Esteban 2006a).1 Infatti, nell'ottobre del 2004, a Portonovo di Ancona, trentacinque esperti hanno avuto occasione di dibattere sulla necessit… di favorire l'accesso dei non vedenti e degli ipovedenti ai beni culturali. Fu allora che potemmo conoscere da vicino il lavoro che dal 1993 si svolge presso il Museo Omero di Ancona (Grassini, 2000), lavoro che fino a quel momento conoscevamo soltanto attraverso la stampa o le notizie che alcuni utenti italiani avevano portato in Spagna. Il Museo di Madrid e quello di Ancona sono due musei preparati per le visite di utenti minorati della vista, che vi si possono muovere in modo sicuro e possono conoscere ogni cosa col senso del tatto. La differenza fondamentale tra i due musei Š che il Museo Tiflol˘gico non soltanto avvicina i suoi utenti allo studio dell'arte con le riproduzioni di capolavori del passato e opere dei nostri giorni, ma mostra anche opere d'arte fatte da artisti non vedenti e ipovedenti, dimostrando che la cecit… non Š un ostacolo per la creazione artistica, e ci spiega la storia dei ciechi attraverso alcuni degli strumenti che dall'Ottocento hanno fatto sŤ che essi imparassero a leggere e a scrivere, e cosˇ potessero accedere al lavoro e alla cultura. In questo primo articolo vogliamo parlare soltanto della collezione dei plastici, senza dubbio la pi— visitata, lasciando ad altre occasioni le altre sale e gli altri pezzi del museo. Trentacinque plastici formano attualmente la collezione di riproduzioni di monumenti attraverso i quali i nostri utenti possono capire e studiare lo sviluppo della storia dell'arte dalla Preistoria sino ai nostri giorni. I pezzi vengono distribuiti in due sale, una dedicata ai monumenti spagnoli, dove il percorso si pu• fare dalle pitture della grotta di Altamira (Cela Esteban, 2006a) (dodicimila anni avanti Cristo) fino alla chiesa della Sagrada Familia di Barcellona (Cela Esteban, 2002c) (incominciata nel 1882 e ancora non finita); nell'altra sala il visitatore trova monumenti costruiti in altri paesi e che, a sua volta, rappresentano momenti importanti della storia dell'arte, come la citt… di Gerusalemme, l'architettura greca e romana o la cultura Precolombiana. I plastici e le riproduzioni di ogni genere sono molto utili nell'educazione dei non vedenti perchŠ ci permettono di spiegare loro cose in altro modo non fruibili e che invece chi vede pu• capire bene con l'aiuto di fotografie, della stampa, del cinema... In pi—, l'uso dei plastici serve anche ai minorati della vista per arricchire l'esperienza tattile e, nel caso di riproduzioni di opere d'arte, per fornire loro un'educazione estetica. Dunque, la collezione di plastici del Museo Tiflologico ha uno scopo fondamentalmente didattico, destinata agli studenti ciechi e ipovedenti del liceo e dell'universit…, che, non potendo vedere le fotografie e i disegni dei manuali e degli altri libri, hanno tuttavia bisogno di conoscere i diversi monumenti e di capire come e perch‚ sono stati costruiti. Questi modellini sono anche utili a molti utenti che anni fa hanno finito gli studi, ma che arrivano al museo col desiderio di conoscere alcuni monumenti famosi dei quali hanno sentito parlare spesso e che sino a questo momento non avevano potuto vedere, e che adesso possono riconoscere con le mani e con l'aiuto della guida. Con questi plastici possiamo cosŤ spiegare a chi non vede, e forse non ha visto mai, come Š organizzata una citt… (Gerusalemme (Cela Esteban, 1999a), Toledo o µvila (Cela Esteban, 2000c)), dove si trovano le mura, come sono le strade e i monumenti pi— importanti. I nostri utenti possono imparare a capire la differenza tra uno stile e l'altro, studiando la chiesa romanica di San Martˇn a Fromista (Palencia, Spagna) (Cela Esteban, 1999c) e mettendola, per esempio, a confronto con la Cattedrale gotica di Burgos (Cela Esteban, 2003c), distinguere, insomma, tra la forma di una chiesa e quella di un palazzo, come il Palazzo Reale di Madrid (Cela Esteban, 2005b), tra i diversi modelli di archi e di capitelli. Il visitatore potrebbe dunque, come dicevo, fare un percorso per le strade di una citt…; potrebbe anche scoprire l'insieme di monumenti complessi, come il Cremlino di Mosca, con le torri, le mura, le chiese e i palazzi, o l'Alhambra di Granada (Cela Esteban, 2002a), in questo caso, con l'aiuto (Cela Esteban, 2005d) di tre plastici diversi. Infatti, non soltanto si mostrano plastici di monumenti completi, se ne possono trovare anche alcuni che riproducono particolari di monumenti complessi. Per l'Alhambra di Granada abbiamo un modellino che riproduce la collina sulla quale si Š costruita la fortezza con tutti gli edifici, un altro per la Casa Real vieja, vale a dire il palazzo dei re arabi, e un altro con il Patio de los Leones (uno dei cortili pi— famosi del palazzo); una cupola di questo plastico, quella della Sala de las dos Hermanas, si pu• alzare per lasciar vedere e toccare la decorazione dell'interno. Nello stesso modo il modellino che riproduce l'interno della Moschea di Cordoba ha un'apertura attraverso la quale l'utente pu• toccare la cupola e il mhirab per arrivare cosŤ a conoscere la decorazione, mentre coloro che vedono possono osservare il riflesso mediante due specchi appositamente collocati. I monumenti dell'architettura greca e romana che adesso sono in rovina, nel museo vengono riprodotti come erano un tempo. CosŤ si pu• studiare la ricostruzione del Partenone (Cela Esteban, 2003b) con tutti gli elementi architettonici: le colonne, i muri, il tetto con le tegole e le sculture di Fidia; vicino al plastico, sulle pareti della sala, troviamo anche le riproduzioni di tre particolari del Fregio delle Panatenee che sono esposte al Museo Britannico di Londra. Il modellino del Colosseo (Cela Esteban, 2001a) ci permette anche di visitare l'interno del monumento; l'utente pu• passeggiare con le dita sui gradini della cavea, dove si sedeva il pubblico, e scoprire sotto la palestra le stanze dove i gladiatori e gli animali aspettavano il momento di salire sull'arena. Nella facciata di questo plastico si Š lasciato un buco attraverso il quale entrano le mani del visitatore nell'anfiteatro e che permettono anche di vedere, a destra e sinistra, i corridoi che formavano la struttura all'interno dell'edificio. Ogni plastico Š collocato su un tavolo sul quale un cartellino con lettere in Braille e in nero indica al visitatore il nome del monumento, la citt… dove si trova, la data della costruzione e la scala impiegata per fare il modellino. Accanto a questo cartellino troviamo un numero che ci ricorda che il Museo offre agli utenti una audio guida con due livelli d'informazione per ciascuno dei plastici; il primo livello, che nel Museo chiamiamo "Percorso Tattile", specialmente destinato a utenti non vedenti, serve a essi per fare una adeguata esplorazione tattile e scoprire cosŤ ogni particolare e capire l'insieme del monumento; il secondo livello ci parla della storia e dello stile del monumento. Sul tavolo si possono trovare anche opuscoli con il testo del "Percorso Tattile", scritti in Braille e in nero con lettere ingrandite. CosŤ i nostri utenti possono scegliere tra leggere gli opuscoli, ascoltare l'audio guida o farsi accompagnare dalla guida la quale, se il visitatore minorato dalla vista lo desidera, lo aiuter… a conoscere meglio i monumenti, spiegando le differenze tra uno stile e l'altro. Tutte le mattine arrivano al Museo scolaresche che riempiono con le loro voci e la loro allegria le due sale che ospitano le riproduzioni dei monumenti. Scegliamo sempre questa parte del Museo per le visite dei ragazzi per il contenuto didattico dei plastici. Questi pezzi, costruiti per lo studio e la fruizione di utenti non vedenti, si sono dimostrati anche molto utili per coloro che vedono bene perch‚ permettono di conoscere un monumento complesso meglio che con il solo aiuto delle fotografie e dei disegni dei libri; con questi plastici Š pi— facile scoprire la forma e capire l'insieme di un edificio, vedere nello stesso tempo la facciata e l'interno del cortile, distinguere i diversi modelli di archi e capitelli e cosˇ scoprire a quale stile appartiene il monumento che si riproduce, mettendo a confronto un plastico con l'altro. Dunque, il Museo Tiflol˘gico si apre a tutti quanti vogliono partecipare alla vita del museo assieme ai non vedenti e fruire dei suoi pezzi. Se un plastico Š ben pensato e ben costruito sar… utile per tutti, per i non vedenti e per coloro che vedono bene e che studiano la storia dell'arte o semplicemente che vogliono capire meglio quei monumenti che fino ad ora avevano soltanto visto in fotografia, o che vogliono ricordare quelli che anni fa hanno conosciuto in un viaggio. Riferimenti Bibliografici Cela Esteban, M. - (1999a). Maqueta de la ciudad de Jerusal‚n. Integraci˘n, 29, 44 - 45. - (1999b). Maqueta de la Catedral de Santiago de Compostela. Integraci˘n, 30, 45 -46. - (1999c). Maqueta de la iglesia de San Martˇn de Fromista (Palencia). Integraci˘n, 31, 39 -40. - (2000a). Maqueta del Mausoleo del Taj Mahal (Agra, India). Integraci˘n, 32, 49 - 50. - (2000b). Maqueta del Mihrab de la Mezquita de C˘rdoba. Integraci˘n, 33, 44 - 45. - (2000c). Maquetas de las ciudades de Toledo y µvila. Integraci˘n, 34, 55 -56. - (2001a). Maqueta del Coliseo (Roma). Integraci˘n, 35, 43 - 44. - (2001b) Maqueta del Acueducto de Segovia. Integraci˘n, 36, 47 - 48. - (2001c). Maqueta de la iglesia de Santa Sofˇa de Estanbul (Turquˇa). Integraci˘n, 37, 59 - 60. - (2002a). Maquetas de la Alhambra de Granada. Integraci˘n, 38, 44 - 47. - (2002b). Maqueta de la Puerta de Alcal , Madrid. Integraci˘n, 39, 37 - 38. - (2002c). Maqueta de la iglesia de la Sagrada Familia de Barcelona. Integraci˘n, 40, 41 -43. - (2002d). Museo Tiflol˘gico - Madrid. In: VAMI. Atti del Convegno Arte a portata di mano (8 - 9 novembre, Firenze 2001). Firenze, 29 - 32 - (2003a). Maqueta de la Torre Eiffel, Parˇs (Francia). Integraci˘n, 41, 42 - 43. - (2003b). Maquetas de Arte Cl sico: el Parten˘n de Atenas (Grecia) y el Friso de las Panateneas (Museo Brit nico, Londres, Reino unido). Integraci˘n, 42, 40 - 42. - (2003c). Maqueta de la Catedral de Burgos. Integraci˘n, 43, 40 - 41. - (2005a). Maqueta del Monasterio de San Lorenzo de El Escorial. Integraci˘n, 44, 30 - 31. - (2005b). Maqueta del Palacio Real (Madrid). Integraci˘n, 45, 39 - 40. - (2005c). El Museo Tiflol˘gico de Madrid: un espacio para usuarios ciegos. Museos de M‚xico y del Mundo 01, n§ 03 (oto¤o), 66 - 68. - (2005d). Maqueta del Kremlin de MoscŁ (Rusia). Integraci˘n, 46, 39 - 40. - (2006a). Maqueta de las pinturas de la Cueva de Altamira (Santillana del mar, Cantabria). Integraci˘n, 47, 42 - 43. - (2006b). L'arte a portata di mano, attraverso i plastici dei musei per non vedenti. In: Atti del Convegno Arte a portata di mano: verso una pegagogia di acceso a i beni culturali senza barriere (21 - 23 ottobre, Ancona 2004) (pp. 261 - 268). Roma: Armando. - (2006c). Maqueta de la Dama de Elche (Museo Arqueol˘gico Nacional de Madrid). Integraci˘n, 48, 45 -46. - (2006d). Maquetas del Gigante de Tula (Valle de M‚xico) y de la Pir mide de Chich‚n - Itz  (Yucat n, M‚xico). Integraci˘n, 49, 39 -41. Consuegra Cano,B. - (2001). Los orˇgenes hist˘ricos de las colecciones del Museo Tiflol˘gico. Integraci˘n, 36, 17 - 28. - (2002). El acceso al patrimonio hist˘rico de las personas ciegas y deficientes visuales. Madrid: ONCE Grassini, A. (2000). I ciechi e l'esperienza del bello: il Museo "Omero" di Ancona. In: Toccare l'arte. L'educazione estetica di ipovedenti e non vedenti (pp. 17 -47). Roma: Armando. Museo tiflol˘gico (1994). Guˇa del museo Tiflol˘gico. Madrid Marˇa Estrella Cela Esteban Storica dell'Arte e Guida del Museo Tiflologico 1 Dove si possono trovare le relazioni che l'autrice presento nei Convegni svolti a Firenze e ad Ancona nel 2001 e 2004. ?? ?? ?? ?? 1 1