LO SVILUPPO DELL'AFFETTIVIT· NEI BAMBINI NON VEDENTI. PER UNA RILETTURA DI ALCUNE TESI DI SELMA FREIBERG [abstract] Partendo dalle tesi della Freiberg, l'autrice illustra le tappe principali dello sviluppo dei legami affettivi nei bambini non vedenti e quanto la minorazione pu• incidere in questo processo.[fine abstract] Virginia D'Antuono Il bambino non vedente dipende in misura rilevante dagli adulti per conoscere un mondo che si rappresenta diversamente dagli altri bambini (Simmons, 1985). Nel processo di consolidamento dei legami affettivi, gi… a quattro settimane i bambini non vedenti, analogamente ai normali, mostrano un sorriso selettivo in risposta alla voce materna, mentre tra i 6 e gli 8 mesi presentano una chiara preferenza per la madre. Il comportamento che assume invece il bambino non vedente con gli estranei Š quello di tentare con forza di allontanarsi dalle braccia dell'estraneo o addirittura di mettersi a piangere. La Fraiberg (1977) sostiene che i genitori licitano nel bambino minorato della vista il sorriso attraverso stimoli tattili e con la voce, ed inoltre i bambini non utilizzano il sorriso per iniziare un contatto sociale, ma solo come risposta. Generalmente accade che il sorriso "sociale" nel cieco gradualmente si riduce in quanto non Š in grado di percepire visivamente la risposta al suo sorriso se non attraverso il canale tattile (ad es. essere toccato, accarezzato, massaggiato, ecc.). Questa dipendenza che il bambino cieco mostra verso le informazioni tattili e uditive, fa sŤ che i concetti di presenza o assenza della madre siano in relazione alla possibilit… di percepirla attraverso uno dei due canali. Nel bambino vedente si evidenzia in misura poco accentuata la crescente indipendenza dalla madre, segno della elaborazione di una rappresentazione mentale della mamma che conforta il bambino nel corso della sua assenza. Nel bambino minorato della vista, invece, notiamo forti reazioni di ansia e spesso vere e proprie reazioni di panico quando la mamma si separa da lui. L'acquisizione della permanenza dell'oggetto, cioŠ la consapevolezza di un mondo oggettuale che esiste indipendentemente dalle proprie capacit… percettive, viene raggiunta, secondo la Fraiberg, intorno agli 8 mesi, quando il bambino non vedente matura la capacit… di raggiungere oggetti "emotivamente pregnanti" come il succhiotto, il biberon, ecc. Analogamente, seguendo dal punto di vista uditivo i movimenti della mamma in casa ed in seguito cercarla spostandosi, matura nel bambino minorato della vista il concetto di una madre come una persona reale, unica, specifica, anche quando non Š in grado pi— di percepirla ascoltando la sua voce, il rumore dei suoi passi ecc. (Sellaroli, 1982). Il rapporto tra la madre e il bambino non vedente risente degli stati psicologici che caratterizzano le reazioni dei genitori all'handicap visivo. La consapevolezza della situazione del proprio figlio, pu• originare nei genitori uno stato di shock ed inadeguatezza e talvolta anche uno stato depressivo. Tali vissuti possono generare un allontanamento affettivo dal bambino, ovvero una precisa ambivalenza (Gargiulo, 1985). Dal canto suo il bambino non vedente mostra gi… nei primi due giorni di vita una certa apatia motoria, una forma generale di passivit… che determina nei genitori, ed in particolare nella mamma, una forte tendenza a ritirarsi ed a ridurre al minimo il contatto con il proprio bambino. Spesso quell'atteggiamento che la mamma interpreta come passivit… o mancanza di rispondenza non Š altro che una forma di attenzione uditiva per cui il cieco, utilizzando il senso dell'udito molto pi— efficacemente del bambino vedente, nel momento in cui ascolta i vari suoni e rumori, si ritrae dalla situazione inibendo spesso anche il movimento (Burlingham, 1964). Il problema risiede nel fatto che la mamma non sempre Š in grado di capire questo atteggiamento. In pratica, quando la mamma ha un comportamento amabile in superficie, ma in realt… teme il contatto con il bambino, questi riceve questi due messaggi contraddittori e non congruenti, e non pu• rispondere ad alcuno di essi senza determinare risposte ambivalenti. Se infatti il bambino risponde al comportamento affettivo della mamma avvicinandosi, questa tende ad irrigidirsi in quanto non sa come interagire col figlio, mentre se si ritrae verr… punito in quanto non risponde alle sollecitazioni che la mamma gli invia. Gli studi della Fraiberg hanno messo in evidenza come la privazione della vista dalla nascita, accompagnata da una carenza dell'esperienza tattile, cinestetica e uditiva per mancanza di cure materne, pu• compromettere un adeguato sviluppo dell'io. Nei casi pi— gravi il quadro di arresto dello sviluppo dell'io si presentava caratterizzato prevalentemente dai seguenti aspetti: * Quasi totale assenza di comportamenti per richiamare l'attenzione su di s‚ (pianto, sorrisi, vocalizzi). * Assenza dei comportamenti di prensione manuale degli oggetti, fatta eccezione per una funzione manuale primitiva ed immediata, di supporto buccale. * Assenza di una evoluzione locomotoria (strisciamento, mobilit… a carponi, deambulazione eretta); erano presenti invece degli atti di rivoltamento e dell'atto di sedersi. * Assenza di uno sviluppo linguistico adeguato, caratterizzato generalmente da mutismo oppure da linguaggio ecolalico insignificante e presenza della mobilit… stereotipata, caratteristica dell'autismo dei bambini vedenti, nonch‚ da un particolare stropicciamento oculare. * Quasi totale assenza di relazione umana e scarso processo di differenziazione del se dalla realt… circostante. Selma Fraigerg e i suoi collaboratori verificano che, in condizioni familiari favorevoli, il bambino cieco presenta a 3 o 4 mesi una risposta di sorriso sociale nei confronti di sollecitazioni vocali ben conosciute ed emozionalmente significative. In alcuni bambini avevano riscontrato anche un normale comportamento di angoscia dell'8ř mese in risposta alla presenza di una persona estranea, anche quando tale persona lo prendeva in braccio con cura, cercando di imitare rigorosamente le modalit… di comportamento della madre. Secondo Selma Fraiberg la presenza di comportamenti problematici dipende dall'assenza di adeguate sollecitazioni ambientali, che impedirebbero al bambino cieco di entrare in relazione attiva con la realt… oggettuale circostante. A tale proposito l'autrice, considera la condotta di alcuni bambini, che in assenza della madre si allungavano per terra con il viso a contatto del pavimento, una compensazione attraverso la ricerca di stimolazione propriocettiva. L'assenza della mamma che Š per il bambino la mediazione per instaurare una relazione con il mondo esterno non sempre sicuro, lo spinge a sperimentare stimoli propriocettivi. La Fraiberg not• come anche le madri pi— premurose e disponibili apparivano scarsamente capaci di favorire una maggiore continuit… di esperienze reali nel figlio, assumendo la difficile fusione di "io ausiliario". Lo sviluppo dell'autonomia della mano, delle funzioni orali, Š fondamentale per evitare la fissazione di stereotipie. La prolungata percezione centrata intorno alla bocca privilegia infatti, la gratificazione che ne produce, alla percezione centrata sull'oggetto, la quale pu• essere di serio impedimento all'apprendimento. Ci• richiede alla madre un compito estremamente arduo, sia per le obiettive difficolt… di interpretazione dei suoi comportamenti sia per le difficolt… altrettanto rilevanti concernenti la scelta di segnali e di condotte adeguate alla condizione sensomotoria del bambino per poter favorire comportamenti adeguati. Frequentemente, per•, accade che madri frustrate dall'assenza di reciprocit… oculare, dalla incapacit… di stabilire con il proprio figlio una relazione armoniosa e gratificante, sviluppino nei suoi confronti un deprimente sentimento di estraneit…, assumendo automaticamente una condotta di sistematico esitamento. L'autrice sostiene che in questi casi al trattamento educativo riabilitativo del bambino cieco deve essere accompagnato un intervento psicoterapeutico sulla madre allo scopo di promuovere e di sostenere una riattivazione della sua funzione materna. La madre dovrebbe essere in grado di assicurare una presenza pi— costante ed attiva ed allo stesso tempo guidare il proprio bambino alla ricerca del reale, senza organizzare nei suoi confronti un eccessivo attaccamento che risulterebbe nocivo ai fini di un adeguato processo di separazione-individuazione. La Fraiberg attraverso le sue osservazioni, verific• come alcune madri fraintendevano regolarmente la condotta quieta e sedentaria del bambino e non riuscivano a leggere nella sua esibizione motoria la frequente presenza di una vigile attenzione uditiva. Tali madri erano notevolmente abituate ad agire con i propri figli vedenti nati precedentemente sulla base delle certezze intuitive, rafforzate da un sentimento di reciprocit… speculare, che nel caso del figlio cieco veniva messo profondamente in discussione. La madre, non preparata a questo atteggiamento, finisce per scambiarlo come palese rifiuto della sua persona. La serie di incomprensioni comunicative che vanno ad instaurarsi, restringe il cerchio dell'esperienza reale intorno al bambino limitando il suo interesse per il mondo circostante e la chiusura verso se stesso. Si trattava di madri incerte nelle loro funzioni, frequentemente mortificate nelle loro iniziative che da sole non avrebbero potute riemergere dalla loro condizione depressiva ed assumere un comportamento di osservazione e di ricerca e svolgere con adeguatezza la loro necessaria funzione di "io ausiliario". Riferimenti bibliografici Coppa, M. M. (1997). Le minorazioni visive. Gorizia: Tecnoscuola. Burlingham, D. (1964). Hearing and its role in the development of the blind. The Psychoanalytic Study of the Child, 19, 95-112. Fraiberg, S. (1977). Inside from the blind. London: Souvenir Press. Gargiulo, M. R. (1987). Lavorare con i genitori dei bambini handicappati. Bologna: Zanichelli. Sellaroli, V. (1982). Il primo anno del bambino cieco. Roma: Armando. Virginia D'Antuono psicopedagogista ?? ?? ?? ?? 1